martedì 3 marzo 2026

pc 3 marzo – Un altro colpo alla fascista Meloni: gli ultimi dati dell’Istat ostacolano la spesa per la guerra…

 

La fascista Meloni aspettava con ansia il via libera alla spesa per le armi che sarebbe venuto dai dati dell’Istat sul rapporto deficit/Pil, che secondo le regole europee deve essere inferiore al 3%, tanto che “In un’intervista a Bloomberg pochi giorni fa la presidente del consiglio Giorgia Meloni ha vestito i panni della sibilla rassicurante, ha vaticinato un dato «tendenzialmente al di sotto del 3%» e ha rivendicato di non aver ceduto all’austerità per non compromettere la crescita.”

Le è andata male e ha fatto la solita menzognera, perché alla cosiddetta austerità, e cioè al taglio della spesa pubblica in tutti i campi, dalla scuola alla sanità… ha “ceduto” eccome!

Con suo grande dispiacere, invece questo dato è del 3,1%, e questo 0,1% non permette all’Italia di uscire dalla cosiddetta procedura prevista dall’Unione europea per “disavanzo eccessivo”, per cui “è

saltato per ora il piano per sbloccare miliardi destinati agli armamenti”. Si tratta di circa 12 miliardi all’anno in più per almeno tre anni.

Il dato sotto il 3% avrebbe significato per la serva Meloni di rispondere positivamente alle richieste del suo amico nazista Trump che ha chiesto a tutti gli “alleati Nato di un maggiore sforzo finanziario…” e cioè di arrivare al 5% del Pil per le spese militari. La Meloni, è chiaro, considera questo ostacolo solo temporaneo e per ovviare starebbe pensando di prendere a prestito dal fondo europeo Safe fino a 15 miliardi!

Ma tra i dati che fanno male alla Meloni e al suo governo, ce ne sono altri: c’è il famoso Prodotto interno lordo che indica la “crescita” del Paese, fermo allo 0,5%! E grazie solo perché ancora c’è da spendere qualcosa del Pnrr (che scade a fine anno!); poi c’è il dato sull’aumento delle tasse! Infatti, “nel 2025 il totale di tasse e contributi … è arrivato a 972, 5 miliardi, 39,4 in più rispetto al 2024, portando la pressione fiscale al 43,1%, livello  massimo dal 2014”. Così come è aumentato il debito pubblico arrivato al 137,1% del Pil, mentre nel 2024 era del 134,7%. Ciò significa sborsare miliardi per interessi ogni anno ai padroni italiani ed esteri che hanno nelle mani buoni del tesoro, obbligazioni ecc.

Insomma, un disastro su tutta la linea per i cosiddetti “conti pubblici” che nella sostanza significa peggioramento generalizzato, di vita e di lavoro, per non parlare della corsa alla guerra mondiale, per il proletariato e le masse popolari di questo stato. E questo “dato” conferma che bisogna liberarsi di questo governo prima possibile!

Nessun commento:

Posta un commento