Le rotte complici di MSC da Gioia Tauro al nuovo terminal di Messina
Un terminal croceristico a Messina, a poche centinaia di metri dal Palazzo municipale, dalla Cattedrale e dal Campanile con l’orologio astronomico più grande al mondo, per far sbarcare nel capoluogo dello Stretto fino a un milione di “turisti” all’anno. Così, dopo le scorribande a Gaza, West Bank, Libano, Siria, Yemen ed Iran, la nuova meta turistica per israeliani e militari in pausa-premio sarà la Sicilia. Quasi tutto ruota attorno alla MSC, che opera in Israele dal 1990 con collegamenti marittimi settimanali e promuove Gerusalemme a “capitale di Israele”.
Prima il Salento, poi la Sardegna, adesso la Sicilia. L’Isola è il nuovo paradiso dei turisti israeliani, militari in pausa-premio dopo le scorribande a Gaza, West Bank (Cisgiordania), Libano, Siria, Yemen ed Iran, di manager e dipendenti delle grandi aziende dello stato sionista che fanno profitti con le commesse di guerra e gli investimenti nei territori occupati, in palese violazione del diritto internazionale.
L’ultimo caso ha visto il residence di lusso a Brucoli (Augusta) del gruppo Mangia’s invaso da funzionari e agenti di Ashtrom Goup, il principale gruppo di costruzione e immobiliare israeliano, con tanto di escursioni scortate dalla polizia di stato italiana, ai più importanti musei e scavi archeologici del siracusano. Come se non bastasse, si profila













