mercoledì 26 novembre 2025

pc 26 novembre - Ahmad Salem libero subito!

Ihmad Salem è un giovane palestinese di 24 anni, nato e cresciuto nel campo profughi palestinese al-Baddawi in Libano, arrivato in Italia in cerca di protezione internazionale e che dopo il suo arrivo, si è recato a Campobasso per presentare richiesta di asilo politico.

da Il Pungolo Rosso

Durante l’audizione davanti alla Commissione territoriale, il suo telefono è stato sequestrato e perquisito

pc 26 novembre - Ancora sulla manifestazione nazionale di Roma del 22 novembre - un commento da ORE 12 Controinformazione Rossoperaia

25 novembre: manifestazione a Roma giusta e necessaria, parole d’ordine sbagliate


La manifestazione di Roma ha visto la partecipazione di oltre 50 mila donne, è una buona cosa, si tratta ancora una volta di scesa in piazza di grandi masse femminili con tante ragazze che hanno coscienza della necessità della lotta e della mobilitazione contro questo sistema, e anche questa manifestazione è stata piena di buone cose, sia sul fronte della denuncia, sia sul fronte della determinazione delle donne a continuare la lotta.

Chiaramente le nostre posizioni coincidono con quello del Movimento femminista proletario rivoluzionario, che nelle manifestazioni di Roma e nelle manifestazioni nelle città dove è presente, distribuisce un foglio molto chiaro e molto forte, aderente alla situazione effettiva nella vita delle donne a livello nazionale e tenendo conto della Palestina a livello internazionale. 

C'è da dire però che in questa manifestazione sono stati anche avanzati argomenti e parole d'ordini che non solo non corrispondono all'effettiva analisi del patriarcato né all'effettiva analisi dei femminicidi oggi e degli effetti sulla condizione delle donne, ma non corrispondono neanche alla necessità che hanno le donne, come tutto il movimento proletario e popolare, di contrastare la vera natura di questo sistema che produce doppia oppressione delle donne e le conseguenze pratiche sulla loro vita e sempre di più anche la loro morte. In sostanza l'argomento che è stato diffuso sia dalla parola d'ordine dello striscione di testa a Roma, sia dalle interviste di rappresentanti di Nudm che hanno avuto peso nella sua elaborazione, sostiene fondamentalmente un concetto che è sbagliato. Sostiene che la guerra è una conseguenza del patriarcato, questo non è affatto vero; la guerra è frutto dell'imperialismo, dentro l'analisi strutturale della fase suprema del capitalismo che produce attraverso il suo processo di crisi e scontro tra le superpotenze per una nuova ripartizione del mondo e tra il dominio generale dell'imperialismo e del sistema capitalista e i popoli oppressi dall'imperialismo, la tendenza ad una nuova guerra mondiale, attraverso ora una "guerra a pezzi".

E' chiaro che la guerra alimenta tutto ciò che nel sistema capitalista è organico, quindi l'oppressione delle donne utilizzando anche ideologie e prassi patriarcaliste. Ma rovesciare l'assunto della questione è sbagliato e disorientante, non permette alle donne di essere in prima fila nella lotta contro la guerra e

martedì 25 novembre 2025

pc 25 novembre - Torino - Mohamed Shahin libero subito!

Abbiamo appreso poche ore fa dell’arresto di Mohamed Shahin, amico e compagno da sempre impegnato nella lotta per la liberazione della Palestina. Questa mattina Mohamed è stato prelevato, arrestato e condotto al Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Torino. Mohamed è stato arrestato dopo due anni di mobilitazioni in cui non ha mai smesso di esporsi pubblicamente contro il genocidio in corso in Palestina.

A Mohamed è stato revocato il permesso di soggiorno di lunga durata e imposta una deportazione immediata verso l’Egitto: un paese in cui non può tornare, dove il regime dittatoriale di al-Sisi – da lui ripetutamente denunciato per corruzione e per il suo esplicito sostegno allo Stato

pc 25 novembre - Esce il nuovo numero di ORE 12 Controinformazione Rossoperaia diffuso alle fabbriche e manifestazioni

Il Pdf è apribile
 info contatti pcro.red@gmail.com

pc 25 novembre - Convegno internazionale su 'fascismo e imperialismo nel 21° secolo' in Olanda


 partecipa proletari comunisti/PCm Italia

info pcro.red@gmail.com 

pc 25 novembre - Ancora sui solidi rapporti tra Cina e Israele dopo l'astensione cinese sul piano Trump



[Nella foto: l’ambasciatore della Cina in Israele, Xiao Junzheng, e il ministro sionista dell’economia e dell’industria Nir Barkat]

 voi l’astensione di Pechino sul piano Trump su Gaza, contro la popolazione palestinese e le sue forze della Resistenza, come la definite?

Su Naked Capitalism del 6 giugno 2025 Nick Corbishley scrive: “The People’s Republic of China (…) is actually seeking to strengthen its ties with Israel” [sta realmente cercando di rafforzare i suoi legami con Israele”]. E ci informa che “just four days ago, as Israel’s Defence Forces were unleashing coordinated attacks on aid depots, China’s ambassador to Israel Xiao Junzheng discussed “deepening China-Israel economic and trade cooperation” with Israel’s Minister of Economy and Industry, Nir Barkat. “In a world where economic resilience and innovation matter more than ever,” said Xiao Junzheng, “building meaningful partnerships is key.”. Questo non significa che ci sia un allineamento politico della Cina ad Israele – la Cina, ricordiamolo, si è rifiutata di condannare l’azione del 7 ottobre e continua a sostenere la tesi dei “due popoli, due stati”, ma nello stesso tempo, come ha dichiarato Xiao Junzheng, “The war continues, but the war is not the theme of Israel-China bilateral relations. [La guerra continua, ma non è la guerra il tema delle relazioni bilaterali tra Cina e Israele.] For more than 33 years, China-Israel relations have withstood the test of history and always maintained stable development.”. Siamo alla fine di maggio di quest’anno, e – come nota Corbishley – Gaza è diventata inabitabile, dato che il 92% delle sue unità abitative e il 70% delle sue strutture è stato distrutto o danneggiato. Lo è diventata grazie anche all’aiuto di Pechino, che dichiara in modo esplicito che “la guerra continua, ma non è la guerra il tema delle relazioni bilaterali tra Cina e Israele”, la guerra è solo un tema da dare in pasto all’opinione pubblica internazionale… Del resto, rivendica Xiao, “Chinese companies in Israel have not evacuated or stopped their business. They have been sticking to their posts and fulfilling the contracts” [Le imprese cinesi non hanno annullato, e neppure sospeso le loro attività. Sono rimaste ben salde ai loro posti e stanno adempiendo ai contratti]. Gli affari, il denaro, il profitto al di sopra di ogni altra cosa.

Guerra o non guerra, tutto come prima, quindi. Anzi nel 2024, a genocidio in corso, le importazioni israeliane dalla Cina sono cresciute del 20% rispetto al 2023. Per il capitale made in China gli investimenti fatti in Israele sulle tecnologie di avanguardia in agricoltura, gestione delle risorse idriche, energia “pulita”, sanità, auto a guida autonoma, sono troppo rilevanti per metterli in discussione a causa di quattro straccioni di palestinesi (per giunta ribelli). E che siamo, nella “folle” Rivoluzione Culturale?

Il portavoce del ministero degli esteri cinese, Lin Jian, protesta educatamente perché Israele non ferma gli insediamenti illegali in Cisgiordania. Ma l’Adama Agricultural Solutions, ex-azienda israeliana, ora di proprietà esclusiva dell’impresa di stato cinese China National Chemical Corporations, e la Bright Food, altra azienda di stato cinese che controlla il 56% della israeliana Tnuva, cooperano tranquillamente con i coloni degli insediamenti illegali, consolidandoli contro il popolo palestinese espropriato e oppresso. Contano più le parole (di circostanza) o i fatti?

pc 25 novembre - ORE 12 Controinformazione rossoperaia - Sul contratto dei metalmeccanici - 25 novembre: manifestazioni giuste e necessarie, parole d’ordine sbagliate

 

lunedì 24 novembre 2025

pc 24 novembre - Martedi a ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - sul 25 novembre e le manifestazioni delle donne - sul nuovo contratto dei metalmeccanici

 

pc 24 novembre - Un dossier per Anan a cura di Soccorso Rosso Proletario

pc 24 novembre - Leonardo citata in giudizio: dichiarare nulli i contratti con Israele

Il 20 novembre è stata lanciata la campagna “In nome della legge. Giù le armi, Leonardo”, costruita intorno alla citazione in giudizio della Leonardo S.p.A e dello Stato italiano davanti al Tribunale civile di Roma per chiedere la nullità dei contratti di fornitura di armi a Israele. Il procedimento è stato promosso da un gruppo di varie associazioni (AssoPacePalestina, A Buon Diritto, Attac Italia, Arci, Acli, Pax Christi, Un Ponte Per) ed è partito lo scorso 29 settembre.

Per la vicepresidente dell’Arci, Raffaella Bolini, il nome dato alla campagna ha un valore molto chiaro: “perché per noi questo ricorso è una richiesta di obbedienza. Noi abbiamo l’articolo 11 della Costituzione, una legge sul commercio delle armi, la 185/1990, ancora in vigore seppur sotto attacco. E c’è la normativa internazionale. Bisogna che tutti rispettino queste norme. Difendiamo il diritto di giustizia, l’unico potere di chi il potere non ce l’ha“.

Anche Marco Bersani di Attac ha rincarato la dose: “se per qualcuno nel nostro governo il diritto internazionale ‘vale fino a un certo punto‘, per noi vale sempre. E questo ricorso è un modo per dire che esistono ancora delle regole“. Il team legale che segue la richiesta fatta ai magistrati specifica inoltre una serie di rapporti tra Leonardo – che ricordiamo vede il

pc 24 novembre - La ricchezza dei primi 10 miliardari USA è aumentata di 698 miliardi in un anno


La ricchezza dei primi 10 miliardari USA è aumentata di 698 miliardi in un anno

I ricchi sono sempre più ricchi, mentre la classe media si riduce e i poveri sono sempre più poveri: è questo il resoconto dell’ultimo rapporto di Oxfam America, un’organizzazione globale il cui scopo è combattere le disuguaglianze economiche e sociali. In particolare, la relazione mette in luce come solo negli ultimi dodici mesi la ricchezza totale dei primi dieci miliardari d’America sia cresciuta di 698 miliardi di dollari. Il rapporto evidenzia come questa sia una tendenza strutturale che non si è sviluppata solo nell’ultimo periodo, ma in un arco di tempo ben più lungo con la complicità sia dei repubblicani che dei democratici. In altre parole, si può dire che l’arricchimento smisurato di una ristretta élite sia una caratteristica intrinseca del sistema economico liberal-capitalista occidentale: il rapporto, infatti, intitolato «Disuguaglianza: l’ascesa di una nuova oligarchia americana e l’agenda di cui abbiamo bisogno», basandosi sui dati della Federal Reserve, riporta come dal 1989 al 2022 l’uno per cento delle famiglie più ricche abbia accumulato una ricchezza 101 volte superiore a quella delle famiglie del ceto medio e 987 volte superiore a quella di una famiglia di reddito più basso.

Ciò significa che in questo periodo di tempo le famiglie appartenenti al ceto più ricco degli Stati Uniti

pc 24 novembre - CONTESTAZIONE A BERGAMO A FIANO E AGLI AMICI DELL'OCCUPAZIONE GENOCIDA ISRAELIANA

Come nella fase più terribile e crudele del genocidio del popolo palestinese ad opera dello stato nazi sionista di Israele ne hanno sostenuto le ragioni, ora gli amici complici di Netanyahu, continuano il loro sporco lavoro all’ombra delle forze della repressione del governo Meloni e con i favori e sintonia della falsa opposizione di PD e soci, per propagandare ‘la loro pace possibile’, che è quella di chi occupa le terre palestinesi, che è quella di forze al servizio degli interessi imperialisti, contro la resistenza e il diritto del popolo palestinese all’auto determinazione. 

Importante esserci al presidio di lunedi alle 20.00 organizzato dalla RETE Bergamo per la Palestina, a Bergamo in centro, nei pressi della sala del disumano convegno, ora più che mai con la Palestina per far sentire forte che ‘Senza Giustizia Nessua Pace.

Parteciperanno Emanuele Fiano (già PD e attuale segretario di Sinistra per Israele), Luciano Belli Paci (propagandista e fondatore di Sinistra per Israele) e Gabriele Eschenazi (scrittore e sostenitore del sionismo).

23 novembre 2025 PRESIDIO A BERGAMO ALLE 20:00 AL SENTIERONE

Per una Bergamo libera da chi sostiene il genocidio!
Contestazione all'associazione Italia-Israele

Dalla pagina della Rete Bergamo per la Palestina

"SINISTRA PER IL GENOCIDIO : l'ennesima vergogna della Giunta Carnevali"

Lunedì 24 novembre è previsto un evento promosso dall'associazione Italia-Israele Bergamo dal titolo "LA PACE È POSSIBILE? : dialogo con Sinistra per Israele. Dalla crescita dell'odio antiebraico all'accordo di pace" presso la Sala Galmozzi, uno spazio comunale che di diritto dovrebbe essere aperto al pubblico, soprattutto se, come dicono gli organizzatori, si vuole "costruire dialogo" e "confronto vero".
Peccato che per partecipare ci sia una selezione privata di chi può e chi non può entrare. E subito crolla

pc 24 novembre - Con Genova Antifascista

 

Genova, 23 novembre 2025
Poteva andare come è andata altre volte, al di là delle sfide social, della tensione che sale in tutto il paese, della crisi economica continua, le guerre, il genocidio palestinese che ci imprime un senso di impotenza e preoccupazione che le nostre generazioni non hanno mai vissuto e non per ultimo, un governo fascista nei modi e nella volontà. E ieri sera è stata la presenza di fascisti (soprattutto di fuori Genova) che ha fatto alzare la tensione. A differenza di quello che qualcuno potrebbe dire, è stato fatto di tutto per tenere i nervi saldi.
Si lamentano contusi tra la polizia, ma anche noi abbiamo i nostri, colpiti a freddo a manifestazione ampiamente conclusa…
le dichiarazioni di un sindacato di polizia che lamenta il tardivo utilizzo dei lacrimogeni ecc. ecc. e' sbagliata, non è andata così: la presenza della polizia era massiccia e ha fatto quello che da sempre fa.
Il vero problema che la polizia dovrebbe porsi, e perché difendere dei gruppi nazifascisti, perché non rifiutarsi contribuendo in questo modo a non dare più agibilità a queste organizzazioni e alle loro sedi...
Tutto questo è più o meno cronaca della serata, una giornata importante di lotta al fascismo.
Genova non tollera la presenza di covi, di organizzazioni nazifasciste che nonostante i pochi militanti servono da punto di collegamento per gruppi più numerosi che su Genova convergono con interessi diversi e non solo politici.
La libertà di pensiero, il confronto democratico anche aspro, è un valore irrinunciabile per questa città, come lo è il rifiuto di ogni fascismo che ha fatto troppe vittime.
Troppa violenza ha pagato questa città a causa del fascismo. Le nostre strade, le nostre piazze, i tanti sacrari in montagna ricordano a tutti il martirio di tanti e tante di cosa significa la guerra.
Non ci sarà mai nessuna pacificazione con chi si rivendica quel periodo buio!
Quando i fascisti sono in città si rischia davvero di perdere il controllo di tutto.
Nessuno spazio al fascismo vecchio e nuovo!
Genova è solo Antifascista!

pc 24 novembre - Bocelli fai schifo! Sei una vergogna e un leccaculo dei peggiori figuri del mondo

 Speriamo di avere l'occasione di dirtelo in faccia!

Bocelli ospite di Milei, canta Bésame mucho poi il presidente gli fa toccare la motosega dorata

https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/11/21/bocelli-ospite-di-milei-canta-besame-mucho-poi-il-presidente-gli-fa-toccare-la-motosega-dorata-video/8203658/

Andrea Bocelli in una pausa dal tour in Argentina è stato ospite di Javier Milei alla Casa Rosada. Il tenore ha cantato Bésame mucho, emozionando gli invitati nel palazzo presidenziale. Poi, come si vede in un video pubblicato sui social presidenziali, ha avuto anche un momento più intimo con Milei il quale gli ha mostrato la sua motosega dorata, diventata simbolo dei tagli alla spesa pubblica voluti dal presidente argentino. 

Per la prima volta dalla fine della dittatura, in Argentina un militare è stato nominato ministro della Difesa

Javier Milei il 2 ottobre 2025 (AP Photo/Rodrigo Abd)

Il presidente argentino Javier Milei ha nominato l’attuale capo dell’esercito, il tenente generale Carlos Presti, come nuovo ministro della Difesa. È la prima volta che un militare assume l’incarico dalla fine della dittatura militare, nel 1983. Milei ha rivendicato questa scelta, scrivendo in un comunicato che si augura che la decisione sia seguita in futuro dalla politica, «mettendo fine alla demonizzazione dei nostri ufficiali, sottufficiali e soldati». I governi democratici argentini successivi alla dittatura, durata dal 1976 al 1983, ebbero sempre un civile come ministro della Difesa, e negli ultimi decenni in Argentina sono stati numerosi i processi per individuare le responsabilità dei vertici militari nei crimini contro l’umanità commessi durante la dittatura.

pc 24 novembre - Alcune note sulla questione inquinamento ambientale dell'Ilva e "soluzioni" - prendendo spunto da un convegno del 15 novembre a Taranto

Dal blog tarantocontro

Partiamo da alcuni fatti, che sono certezze:

Primo - Il Circolo Ilva di Bagnoli dice: “Nella nostra esperienza - e non solo - alla chiusura di importanti centri di produzione industriale, non ha corrisposto una magnifica e progressiva sorte per i territori e le popolazioni che li abitano nella transizione ecologica dell'economia. Proprio l'eredità della fabbrica, la cultura del lavoro e della solidarietà sociale, è il bene più prezioso da salvaguardare. Dopo lo smantellamento dell'ILVA di Bagnoli, ultimato all'inizio di questo secolo, sono trascorsi 25 anni e ancora si attende la rigenerazione sociale, economica e ambientale che è stata promessa”. Lo smantellamento e la Bonifica di Bagnoli ha una superficie di 1.200.000 mq costerà 1.750ML; Per l’ILVA di Taranto che ha una superficie di 15.450.000 mq (quasi 13 volte in più) anche il costo dello smantellamento e della bonifica deve essere aumentato per 13 volte, col risultato - dice qualcuno – che si spenderebbe meno ad investire per rendere eco-compatibile lo Stabilimento.

Chi, e anche noi su questo, si preoccupa dei tempi indicati dal governo per la decarbonizzazione - 12 anni, poi, non sappiamo se per tenere buoni i sindacati, ha parlato di 8 anni – ed esperti parlano di circa 10 anni tra spegnimento degli attuali altoforni e costruzione di nuovi impianti; chi parla di “chiusura della fabbrica subito”, e che così tutti i problemi di ambientalizzazione si risolveranno, fa bassa demagogia. Invece di battersi perché le bonifiche inizino subito in fabbrica, in area industriale, nei quartieri – bonifiche che sarebbero anche una risposta seria alla tenuta occupazionale degli operai dell’Ilva che si vuole invece buttare fuori insieme ai 1600 già fuori e in cig dal 2018.

A Bagnoli dalla chiusura dello stabilimento ad oggi sono passati più di 30 anni, e, nonostante siano in tutti questi anni passati governi di ogni tipo: da centrosinistra, a centrodestra, a destra, non esiste ancora una “rigenerazione sociale, economica, ambientale”. E a Taranto, invece, con una realtà 13 volte più grande di Bagnoli, tutto sarebbe risolto in pochi anni?

Anche a Bagnoli gli operai, messi fuori dalla fabbrica chiusa, i cittadini, associazioni in tutti questi anni si sono battuti perché ci fosse la bonifica, e anche alternative di lavoro, ma hanno dovuto sbattere la testa contro un muro. Ma qui a Taranto ci si compiace di fare del populismo illusorio, di risolvere problemi seri con slogan.

Secondo - Come hanno detto alcuni esperti in un recente convegno il 15 novembre alla Biblioteca Acclavio, "Oltre il bluff della decarbonizzazione": non esiste inquinamento zero - "Emissioni zero non

domenica 23 novembre 2025

pc 23 novembre - Ravenna: presidio antifa contro i neonazi autorizzati e difesi dalla polizia

corrispondenza da Ravenna

Centro città blindato, il nostro presidio antifa davanti alla stazione dove era prevista la partenza del corteo dei fasci (autorizzato dal Prefetto) ma che, in accordo evidentemente con la Questura, si sono radunati in una piazzetta a distanza di una cinquantina di metri rispetto al nostro presidio circondato da polizia in tenuta antisommossa e da camionette a difesa di una iniziativa xenofoba, neonazsta 

C'è stato un momento di tensione quando la polizia ci ha spintonato con gli scudi ma non ci hanno fatto fare nessun passo indietro. I fasci erano una cinquantina e sono partiti per un brevissimo corteo fino ad una piazzetta adiacente a piazza del popolo. Piuttosto che tentare di sfondare il cordone di polizia, i compagni hanno preferito avvicinarsi "alla spicciolata" verso l'adunata dei fasci, protetti dalla polizia e da transenne. La protesta antifascista è proseguita comunque a pochi metri da loro. Il nostro appello di qualche giorno fa: https://proletaricomunisti.blogspo/pc-20-novembre-nessuno-spazio-ai.htmlt.com/2025






pc 23 novembre - Formazione rivoluzionaria delle donne - La violenza sessuale sulle donne

https://www.blogger.com/blog/post/preview/4067284372754125534/7086236575376991789

Oggi, in queste giornate di mobilitazione in Italia e in tutto il mondo delle donne contro la violenza sessuale, riprendiamo parti di un testo "in morte della famiglia" tratto da un opuscolo "Dossier contro la violenza sulle donne" fatto anni fa ma che è sempre attuale; esso analizza il perchè la maggiorparte dei femminicidi avviene nella famiglia, base del sistema capitalista, e funzionale oggi alla marcia verso il moderno fascismo.

L'opuscolo si può richiedere a WA 3408429376


pc 23 novembre - Palestina - La Resistenza palestinese ( qui Hamas) contro la legge truffa di ANP Abbas

 

Comunicato stampa

La nuova legge elettorale emanata dal presidente dell'Autorità Mahmoud Abbas, che impone ai candidati dei consigli comunali di aderire a quello che viene chiamato “programma dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina e della legittimità internazionale”, il che significa praticamente richiedere il riconoscimento dell'occupazione israeliana come prerequisito per la candidatura, rappresenta una grave violazione del diritto dei cittadini di scegliere liberamente i propri rappresentanti.

Questa legge rappresenta un chiaro tentativo di escludere le forze nazionali, islamiche e indipendenti che oggi hanno una presenza significativa in comuni importanti come Hebron, Al-Bireh e Tulkarm, oltre alla loro attiva partecipazione nei comuni di Nablus e altri. Questa legislazione mira a modificare la mappa comunale a favore di una specifica fazione all'interno dell'Autorità e del movimento Fatah, in linea con le pressioni israeliane e americane.

Mettiamo in guardia che questa legge si allinea con la visione dell'occupazione volta a un'ulteriore sottomissione, dipendenza e frammentazione della Cisgiordania, trasformandola in consigli locali e creando una realtà sul terreno rappresentata da chi si conforma e si sottomette alle richieste dell'occupazione, invece di avere rappresentanti che riflettano il sentimento del loro popolo e difendano i suoi diritti e la sua libertà.

Confermiamo che tali condizioni sono parte della resa alle pressioni internazionali volte a creare un ambiente palestinese sottomesso, in linea con i progetti di “riabilitazione dell'Autorità” che vengono promossi e sostenuti, a vantaggio dell'occupazione e dei suoi piani per liquidare la nostra causa.

Invitiamo le fazioni del nostro popolo e tutte le forze e le élite a lavorare per rifiutare l'approvazione di questa pericolosa legge, che rappresenta un attacco al sistema nazionale palestinese, una violazione esplicita della pluralità politica, e la legittimazione della sottomissione alle imposizioni esterne imposte a tutti i palestinesi invece di affrontarle e contrastarle.

Movimento di Resistenza Islamica - Hamas

Sabato: 01 Jumada al-Akhirah 1447 AH
Corrispondente: 22 novembre 2025

pc 23 novembre - Contro la finanziaria di guerra - contro la finanziaria antioperaia e antipopolare

 Una denuncia punto per punto sostanzialmente condivisibile

Sullo sfondo l'economia di guerra. Spese militari di 23 miliardi nei prossimi tre anni e quasi 140 nei prossimi 15.

Manovra di austerità per 18,7 miliardi. Niente per il Mezzogiorno, i giovani e il carovita

Briciole ai lavoratori e ai pensionati. Cancellate quota 103 e opzione donna. 4 miliardi ai capitalisti. Insufficienti i fondi per la sanità. Non toccati gli extraprofitti delle banche

Occorrono una patrimoniale, il ripristino della scala mobile, il taglio delle tasse fino a 28.000 euro, l'aumento dei salari e delle pensioni minime e più basse

“Il governo ha approvato una legge di bilancio molto seria, equilibrata. Più leggera delle precedenti, ma in continuità e nel solco delle quali va letta”, ha detto Giorgia Meloni il 17 ottobre in conferenza stampa presentando la manovra di bilancio 2026 da 18,7 miliardi appena varata dal Consiglio dei ministri. La più piccola degli ultimi 10 anni e che a detta dello stesso ministro leghista dell'Economia e finanze, Giorgetti, non produrrà nessun impatto sull'economia reale.

Questo perché per rispettare le regole fissate dal nuovo patto di stabilità europeo e rientrare dalla procedura di infrazione, e poter accedere ai finanziamenti agevolati per il grande piano di riarmo da 140 miliardi in 15 anni (di cui 23 miliardi nei prossimi 3 anni), nella manovra non c'è un euro per gli

pc 23 novembre - Milano ieri: donne per la Palestina

Le donne in Palestina dimostrano la più grande ipocrisia dei governi, del governo Meloni, dei paesi imperialisti europei sui diritti delle donne. 

Sono loro gli assassini delle donne!

 

Ma le donne in Palestina sono il seme della resistenza