Massima solidarietà al popolo palestinese, alla sua resistenza, al suo attacco armato allo Stato di Israele, al cuore di questo Stato.
Ma quale terrorismo? Il vero terrorismo è quello dello Stato sionista di tipo nazista di Israele che, in tutti questi anni, tanti anni, ha colpito, ha occupato, invaso, ucciso, fatto strage di ogni genere, di donne, bambini ragazzi, e ha trasformato la Palestina in una grande prigione nella quale le masse sono state impoverite, ghettizzate, perseguitate.
In tutti questi anni il popolo palestinese ha resistito, con lo sviluppo della lotta antimperialista, della lotta armata delle masse, con l'intifada e ha pagato un costo altissimo in vite umane, al diritto di avere uno Stato. I palestinesi loro sì che ci sono nati lì e che ci sono sempre stati.
È chiaro che dove c'è oppressione c'è ribellione. E questo nuovo generale movimento in corso in Palestina è innanzitutto un grande moto di ribellione popolare in una fase in cui lo Stato sionista di tipo nazista di Israele aveva accentuato tutti i caratteri di sempre dell'oppressione su tutti i piani.
Il governo Netanyahu è un governo reazionario, condannato anche all'interno del Israele da una larga fetta della popolazione per la sua odiosa riforma della giustizia con la quale il governo, fatto di
corruzione e di privilegi, vuole bloccare ogni inchiesta della magistratura che riguardi Netanyahu e che riguardi i ministri e la classe dominante da esso rappresentata.
Tutti hanno detto che Netanyahu marciava verso il fascismo, verso una dittatura aperta all'interno d'Israele, tutti hanno detto che questo governo, immettendo nella sua compagine rappresentanti della parte più razzista della popolazione di Israele si preparava a scatenare una guerra contro il popolo palestinese in violazione del diritto internazionale, delle risoluzioni dell'ONU, dei diritti umani. E aveva già cominciato su questa strada, aveva scelto la via dell'umiliazione, anche religiosa, delle masse palestinesi che sono in maggioranza musulmane.
Se aumenti l'oppressione, l'oppressione non ferma la protesta delle masse popolari ma l'alimenta e ha spinto la resistenza palestinese, rappresentata attualmente dalla sua organizzazione