mercoledì 8 ottobre 2025

pc 8 ottobre - il messaggio del Mfpr alle donne palestinesi per il 7 ottobre - Ieri come oggi: "La resistenza non si può fermare, Palestina libera dal fiume fino al mare"

 

Il nostro cuore, la nostra mente oggi è rivolta al popolo palestinese che sta dando una giusta risposta contro il terrorismo di Israele che ha nei suoi piani da tantissimi anni di fatto lo sterminio del popolo palestinese. 
Ci uniamo a uno dei cuori di questo popolo che sono le donne, le ragazze che in Palestina, nella maggiorparte dei paesi arabi, nei paesi imperialisti occidentali, nel nostro paese, stanno animando con forza, sono in prima fila nelle grandi manifestazioni. 
Le donne, che spesso vengono dipinte solo come vittime, in realtà non sono solo vittime, ma sono anche parte determinante di una resistenza coraggiosissima, determinata che da tantissimi anni questo popolo porta avanti. 
Rigettiamo al mittente, condanniamo l'uso strumentale, schifoso che viene fatto da stampa e TV allineate ad Israele, all'imperialismo, al governo Meloni, delle donne per attaccare la giusta lotta armata del popolo palestinese, di cui le donne palestinesi sono parte attiva, come nelle precedenti resistenze, e per cui hanno mille ragioni per volere una Palestina libera dai nazisti israeliani, dalla feroce oppressione di Israele,

e dalla sua soldataglia che tante lacrime, prigioni, torture e lutti ha dato alle donne. Vogliono disperatamente far credere che
 Israele, che è il massacratore - basti pensare alle parole che nei giorni scorsi ha pronunciato il ministro della Difesa israeliano definendo i palestinesi "animali umani" da annientare, un popolo a cui si sta togliendo tutto, perfino l'acqua da bere - sarebbe uno "stato democratico", facendo passare un messaggio per cui Israele sarebbe la vittima piuttosto che il regime genocida e nazisionista.
L'attacco del 7 ottobre è stato veramente un colpo inferto allo stato di Israele. Un colpo che ha sorpreso non solo Israele ma anche gli Stati Uniti, tutti gli stati imperialisti occidentali, compresa l'Italia. Questo deve far pensare a quella che è la forza delle masse popolari quando mettono in campo giuste lotte; questa forza sta dando a tutti i popoli oppressi un messaggio positivo di coraggio, fiducia, nonostante la tragedia.
MFPR

pc 8 ottobre - Piano Trump e piani imperialismo USA/Israele su tutto il Medi Oriente - info

Medioriente, collasso in Cisgiordania e nuova guerra all'Iran: il piano di Israele dopo due anni di conflitto

I calcoli strategici di Stato ebraico e Teheran suggeriscono un'escalation maggiore rispetto a quella registrata a giugno, nella guerra dei 12 giorni. Il prossimo bersaglio sembra però essere la tenuta economica dei territori palestinesi

Due anni di guerra hanno cambiato per sempre il Medioriente, ma non gli obiettivi di Israele. La spropositata risposta all'umiliazione subita il 7 ottobre 2023 per mano di Hamas ha compromesso la reputazione dello Stato ebraico nel mondo, il quale non è ancora riuscito a sconfiggere definitivamente nessuno dei suoi avversari in questo conflitto. Oltre ai fondamentalisti della Striscia, anche Hezbollah, Houthi e il loro patron Iran sono ancora in corsa e si stanno rinforzando. Lo scopo di Israele è duplice:

  • aumentare la propria profondità difensiva conquistando il controllo di Gaza e Cisgiordania;
  • proseguire nella normalizzazione diplomatica con le monarchie arabe, incarnata dagli Accordi di Abramo.

Entrambi i propositi sono ancora raggiungibili e, dunque, Israele può ancora ottenere la propria vittoria sul piano strategico, nonostante i pesanti insuccessi tattici registrati finora. Ma come può riuscirci? Attraverso un piano preciso, che va oltre il debole e retorico programma in 20 punti suggerito da Donald Trump. La prima mossa programmata da Israele sarebbe stringere il cappio attorno all'altro grande territorio palestinese, la Cisgiordania. Il passo successivo riguarda invece il grande nemico, l'Iran, e la volontà di attaccarlo con forza maggiore rispetto ai raid di giugno sui siti nucleari.

Il piano di Israele per la Cisgiordania

pc 8 ottobre - Notizie dalla Palestina e dalla flotilla

Oltre 11.100 detenuti palestinesi, record da seconda Intifada

Record di prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane: all'inizio di ottobre erano oltre 11.100, secondo i dati della Palestinian Prisoners' Society (PPS) che sottolinea come si tratti del numero più alto di detenuti dalla seconda Intifada del 2000. "Secondo quanto annunciato dall'Amministrazione penitenziaria dell'occupazione - recita una dichiarazione del gruppo - a ottobre il numero dei prigionieri condannati ha superato i 1.460. Il numero di quelli condannati all'ergastolo e di coloro contro i quali sono state presentate accuse in preparazione dell'emissione di condanne all'ergastolo è di circa 350, di cui 303 già condannati e 40 incriminati". La Pps ricorda quindi come Abdullah Barghouthi ha ricevuto la condanna più alta, avendo ricevuto 67 ergastoli, seguito da Ibrahim Hamed, condannato a 54 ergastoli. Ad oggi - aggiunge il gruppo - almeno 53 donne sono state arrestate, e più di 400 bambini sono stati trattenuti nelle carceri di Ofer e Megiddo.

Msf: "A Gaza l'Idf persegue una strategia di asfissia"

"A Gaza, la morte è ovunque. Non è solo una sensazione, è palpabile. La morte è in agguato, aleggia, colpisce ovunque, chiunque", mentre l'Idf persegue una strategia di "asfissia" sulla popolazione della Striscia, attaccando i camion: lo ha dichiarato Claire Magone, direttrice della filiale francese di Medici senza frontiere (Msf), in un'intervista al quotidiano francese Le Monde ripresa da vari media internazionali, quando è tornata da una visita di una settimana nel territorio palestinese. Magone ha dichiarato di aver visitato le équipe di Msf che curavano i pazienti mentre "i carri armati si avvicinavano, i droni sorvolavano i quartieri e l'acqua veniva tagliata". "L'esercito - ha dichiarato a Le Monde - sta attuando una strategia di asfissia, attaccando, ad esempio, le autocisterne, come ha fatto a metà settembre con una delle nostre, che è stata chiaramente identificata, e bloccando tutti i servizi vitali". Quando sono arrivata, Gaza City era già circondata dai carri armati. Attraverso "la nostra clinica per la medicazione delle ferite fornivamo assistenza post-operatoria a pazienti con ferite estremamente gravi, come arti frantumati, ustionati o lacerati dai bombardamenti. Questa assistenza includeva la pulizia delle ferite e la rimozione del tessuto necrotico. Le nostre équipe continuavano a curare i pazienti mentre i carri armati si avvicinavano, i droni sorvolavano i quartieri e l'acqua veniva tagliata. L'esercito stava perseguendo una strategia di soffocamento, attaccando ad esempio le autocisterne, anche quelle chiaramente segnalate, come ha fatto con una delle nostre a metà settembre, e bloccando tutti i servizi vitali. C'era un costante senso di terrore", ha dichiarato nell'intervista la dirigente francese di Msf.

Riad condanna visita Ben-Gvir a Spianata delle Moschee

L'Arabia Saudita ha condannato la visita del ministro israeliano per la Sicurezza nazionale e leader di estrema destra, Itamar Ben-Gvir sulla Spianata delle Moschee nella Citta' Vecchia di Gerusalemme. Il sito religioso, per gli ebrei il Monte del Tempio, è il terzo luogo sacro per l'Islam e tra i più sacri per l'ebraismo. Il ministero degli Esteri di Riad ha condannato "l'assalto al complesso della moschea di Al-Aqsa da parte di funzionari e coloni israeliani sotto la protezione delle forze di occupazione, ribadendo la sua più ferma condanna per i continui attacchi alla sacralità della moschea di Al-Aqsa".

Hamas: nelle ultime 24 ore 8 morti e 61 feriti a Gaza

Otto palestinesi sono stati uccisi e altri 61 sono rimasti feriti a Gaza nelle ultime 24 ore. Lo ha riferito il ministero della Salute nella Striscia, gestito da Hamas. Dall'avvio della guerra, il numero totale di morti a causa degli attacchi israeliani e' salito a 67.183, con 169.841 feriti.

Legali Sumud Flotilla: 'Procura Roma sta accertando responsabilità degli attacchi'

"Nella giornata di ieri, abbiamo appreso dalla stampa che, a seguito dell’esposto presentato dalle e dagli attivisti, la procura di Roma sta muovendo i primi passi necessari ad accertare le responsabilità degli attacchi alle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla e del sequestro illegale degli attivisti". Lo fa sapere in una nota il gruppo dei legali della Global Sumud Flotilla che, nelle scorse settimane, ha già presentato due diffide e un esposto. "Accogliamo la notizia come un primo esito concreto delle iniziative intraprese e continueremo ad agire anche per ottenere il risarcimento dei danni subiti, la restituzione delle imbarcazioni e del carico che trasportavano. Desta preoccupazione che alcune decine di attiviste e attivisti delle delegazioni internazionali non siano ancora state rilasciate dal centro di detenzione di Kenziot, in Israele, e auspichiamo che la liberazione avvenga al più presto", concludono gli avvocati.

Hamas condanna visita di Ben Gvir alla Spianata delle moschee

Hamas condanna in una dichiarazione la visita del ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir alla Spianata delle Moschee (Monte del Tempio per gli ebrei) : "E' stata una mossa deliberatamente provocatoria che riflette il pensiero fascista del governo israeliano".

Media: "Jihad e Fronte popolare si uniscono ai negoziati a Sharm"

Il canale saudita Al-Hadath riferisce che una delegazione della Jihad islamica palestinese si unirà oggi ai colloqui per la tregua e la liberazione degli ostaggi a Gaza, in corso a Sharm el-Sheikh, in Egitto. Lo riferiscono i media israeliani. Parteciperà anche una delegazione del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, fazione minore ma ancora attiva all'interno del fronte terroristico palestinese. Nel suo discorso per il secondo anniversario dell'attacco del 7 ottobre 2023, il leader della Jihad islamica ha dichiarato che è possibile "raggiungere un'intesa sulle clausole riguardanti il rilascio dei prigionieri entro i prossimi giorni, privando così Israele dei suoi pretesti per l'aggressione".

Israele, incontro capi opposizione: obiettivo sostituire governo

Nuovo incontro dei leader dei partiti dell'opposizione israeliana che si sono riuniti per coordinare iniziative politiche congiunte. Presenti Yair Lapid di Yesh Atid, l'ex primo ministro Naftali Bennett, Gadi Eisenkot, il leader dei Democratici Yair Golan e i parlamentari Avigdor Lieberman di Yisrael Beitenu e Benny Gantz di Unità Nazionale. L'obiettivo, hanno sottolineato in una nota, è concentrare gli sforzi per far cadere il governo durante la prossima sessione della Knesset, che si aprirà tra due settimane, e per istituire quello che hanno definito un "governo di riparazione e guarigione in Israele". I partecipanti alla riunione hanno anche chiesto l'attuazione del piano Trump per garantire il ritorno di tutti i 48 ostaggi, ribadendo che forniranno una rete di sicurezza all'esecutivo per far funzionare tale accordo.

Eurodeputata Verde tra arrestati della Fredoom Flotilla

C'è anche un eurodeputata dei Verdi, Melissa Camara, tra i fermati della Freedom Flotilla, abbordata questa notte dalle forze israeliane. Lo rende noto all'ANSA lo staff dell'eurodeputata francese, spiegando che Camara è ad Ashdod.  "Arrestandoci, Israele ha violato ancora una volta il diritto internazionale. Quello che è successo è, di fatto, un atto di rapimento, che ha preso di mira persone il cui unico obiettivo era contribuire a porre fine al blocco illegale di Gaza, mentre navigavano in acque internazionali che chiaramente non sono sotto la giurisdizione israeliana", è il commento di Camara riportato dal suo staff.

Unicef: "In 2 anni 64mila bambini uccisi o mutilati a Gaza"

"Da oltre 700 giorni, i bambini di Gaza vengono uccisi, mutilati e sfollati in una guerra devastante che è un affronto alla nostra comune umanità. Gli attacchi israeliani su Gaza City e su altre parti della Striscia continuano. Il mondo non può e non deve permettere che questo continui. Negli ultimi due anni, secondo le notizie, un numero sconcertante di 64.000 bambini sono stati uccisi o mutilati in tutta la Striscia di Gaza, tra cui almeno 1.000 appena nati. Non sappiamo quanti altri siano morti a causa di malattie prevenibili o siano sepolti sotto le macerie". Lo dichiara la direttrice generale dell'Unicef Catherine Russell.

Flotilla, attivista: "A bordo medici e giornalisti" (2)

Sono almeno tre i medici a bordo della missione umanitaria della Freedom Flotilla bloccata all'alba da Israele. Tra loro ci sono Riccardo Corradini, primo studente occidentale ad aver fatto l'Erasmus nella Striscia di Gaza e la sua storia è stata raccontata in un documentario.

"Nonostante questa nave sia composta da un equipaggio esclusivamente di personale sanitario e giornalisti, partiti in solidarietà a Gaza e per portare aiuti concreti alla popolazione palestinese, potremmo essere attaccati a breve". Lo dice in un video, girato prima dell'abbordaggio delle imbarcazioni della Freedom Flotilla, Franscesco, attivista di Ultima Generazione. "Sono all'ottavo giorno di navigazione con direzione Gaza - duce - Ci apprestiamo ad entrare nella zona ad alto rischio di attacco illegale dalla parte delle forze di occupazione israeliane".   E chiede a "tutta la popolazione italiana, a tutte le persone che si sono mobilitate fino a ora e anche alle persone che non si sono mobilitate di scendere in piazza, di scioperare l'8 ottobre, visto che sarà la data di probabile attacco. È fondamentale continuare la pressione sul governo Meloni per ottenere risultati concreti di embargo su Israele" sottolinea.

pc 8 ottobre - Torino - nonostante il divieto, grande manifestazione il 7 ottobre - Aumentano a Torino le scuole occupate a sostegno di Gaza

Pro Gaza, oltre 6000 sfidano pacificamente il divieto di corteo. E stasera si torna in piazza

Nonostante il no della Questura nel giorno del secondo anniversario dell’attacco di Hamas. Lo slogan: «Palestina libera dal fiume fino al mare». In arrivo denunce agli organizzatori


"Bloccare tutto. Il genocidio non è finito": scuole occupate

Occupazioni storiche nella forma e nel numero. Mentre un nuovo corteo (non formalmente autorizzato) si prepara a marciare nella simbolica data del 7 ottobre, a Torino, a portare avanti la protesta a sostegno del popolo palestinese sono prima di tutto le scuole che, una dopo l'altra, aderiscono allo stato di “agitazione permanente”. Un'occupazione dopo l'altra a partire da lunedì mattina, 6 ottobre, quando nuovi licei e istituti torinesi hanno deciso di far sentire la propria voce. Tra questi si fa sicuramente notare il Convitto Umberto I, mai stato precedentemente occupato nella sua storia, e sul quale è apparso invece oggi lo striscione: “Convitto Occupato 2k25". Una lunga lista di scuole superiori che si uniscono a quelle già precedentemente occupat

“Non è finita qua. Non è finito il genocidio”. A scuola, tutto aveva avuto inizio con l'occupazione dichiarata dal Primo Liceo Artistico e dal liceo Einstein, ma giorno dopo giorno le scuole superiore che

pc 8 ottobre - Bologna - la polizia non ferma la manifestazione a sostegno della Resistenza Palestinese - info/ video

  https://www.bolognatoday.it/cronaca/bologna-scontri-piazza-nettuno-idranti-polizia.html
In piazza per il 7 ottobre, i pro Pal sfidano il divieto in corteo. E finisce a manganellate

A Bologna fitto cordone di poliziotti per la manifestazione che era stata vietata. Scontri e idranti sui manifestanti, circa un migliaio. In città il capo della Polizia Pisani. 

pc 8 ottobre - La nuova Flotilla attaccata da Israele e notizie da Gaza City... NON SOLO FLOTILLA

9 barche abbordate a 120 miglia da Gaza. Medici e infermieri italiani a bordo

Il ministero degli Esteri di Tel Aviv: "Le navi e i passeggeri sono stati trasferiti in un porto israeliano. Verranno espulsi rapidamente". Il capo della missione: "È stata un'azione piratesca"

La nuova Flotilla attaccata da Israele, 9 barche abbordate a 120 miglia da Gaza. Medici e infermieri italiani a bordo
da Gaza
NON SOLO FLOTILLA

Non solo a Gaza City ma anche nel sud, nella cosiddetta «zona umanitaria» di al-Mawasi. 
Sei palestinesi sono stati uccisi a Khan Younis, tre donne a Gaza City e un ragazzo è stato colpito alla 
testa. 
L’Unicef (Onu) ha denunciato che Israele ha ripetutamente negato il permesso di trasferire le 
incubatrici da un ospedale evacuato del nord di Gaza, peggiorando una situazione medica già 
catastrofica nel sud sovraffollato e senza servizi.
Nell’ospedale Nasser di Khan Younis, i neonati che necessitano di ossigeno sono costretti a condividere 
la mascherina. James Elder, portavoce dell’agenzia Onu che si occupa dei bambini, ha raccontato 
all’agenzia Reuters che in una stanza pediatrica dell’ospedale del sud di Gaza un solo letto è condiviso da 
tre madri con tre figli appena nati. L’ossigeno si divide, venti minuti a bambino: «Questo è il livello di 
disperazione», ha dichiarato.

Ieri sono stati 13 i palestinesi ammazzati da Tel Aviv, 101 i feriti.

pc 8 ottobre - ORE12 Controinformazione rossoperaia - Acciaierie Italia Ex-Ilva: dal fronte sindacale/dal fronte del governo

 

pc 8 ottobre - Comunicato API: Rifiuto dell'iniziativa statunitense e sostegno continuo alla lotta del popolo palestinese

Nel secondo anniversario dell’aggressione brutale e continua dell’occupazione israeliana contro la Striscia di Gaza, dove si sta consumando un genocidio sistematico che colpisce tutti gli aspetti della vita civile, sanitaria, educativa e religiosa, noi, l’Associazione Palestinesi in Italia, condanniamo fermamente questa guerra e riteniamo l’occupazione israeliana pienamente responsabile dei crimini contro l’umanità commessi contro il popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania.

Numerosi rapporti delle Nazioni Unite e di organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno documentato questi crimini, che stanno devastando non solo gli esseri umani ma anche l’ambiente, la vegetazione e la fauna (olocidio), rendendo la vita quasi impossibile nella Striscia di Gaza, come hanno dichiarato molti funzionari dell’ONU.

A distanza di due anni, questa aggressione continua ad essere sostenuta apertamente a livello militare, politico ed economico dall’amministrazione statunitense, insieme ad altri governi occidentali, in particolare dell’Unione Europea, in una posizione che incoraggia Israele a continuare le sue pratiche genocidarie, così come definite dal diritto internazionale.

Noi, Associazione dei Palestinesi in Italia, respingiamo fermamente l’ultima iniziativa proposta dall’amministrazione statunitense, che si inserisce in un contesto di visione sionista completamente

pc 8 ottobre - Commenti alla grande manifestazione di Roma - per il dibattito

 infoaut

Alcune riflessioni a caldo su “Blocchiamo tutto”

E’ quasi impossibile fare un bilancio organico di queste giornate incredibili. Il movimento “Blocchiamo tutto” ha rappresentato una vera discontinuità politica e sociale nella storia italiana.

Milioni di persone in piazza in tutta Italia. Due scioperi generali effettivi nel giro di una settimana, cortei spontanei, blocchi diffusi ovunque ed una composizione tanto eterogenea e trasversale che è difficile fare paragoni con il passato recente. Il movimento “Blocchiamo Tutto” ha in pochi giorni attraversato ogni ambito dell’agire sociale nel nostro paese, dalle carceri dove alcuni detenuti hanno scioperato, fino alle ambasciate italiane in giro per il mondo. E potenzialmente, a date condizioni, le possibilità per un’ulteriore generalizzazione ci sarebbero. Il movimento potrebbe crescere ancora in territori e settori sociali poco lambiti dalla politica sia istituzionale che di movimento. La dinamica che si è attivata grazie alla generosità degli attivisti e delle attiviste della Global Sumud Flotilla, alla determinazione dei portuali del CALP ed al colpo di reni del sindacalismo conflittuale sta condizionando l’intero quadro politico italiano ed europeo. Forse addirittura quello globale. Senza farsi troppe illusioni il timing del Piano Trump suggerisce che l’onda montante dell’indignazione dell’opinione pubblica contro il genocidio del popolo palestinese ha svolto un ruolo tutt’altro che marginale. D’altronde per chi come noi continua a riflettere sulla lezione operaista la cosa non è così strana, il capitalismo e le sue forme istituzionali si ristrutturano anche sulla spinta delle lotte sociali, persino quando le mistificazioni capitaliste non permettono di coglierne limpidamente il nesso causale.

L’accelerazione a cui stiamo assistendo non ha precedenti storici recenti ed è qualcosa di molto diverso

martedì 7 ottobre 2025

pc 7 ottobre - 7 ottobre: Viva la Resistenza Palestinese!

 

pc 7 ottobre - L'immediata posizione assunta da proletari comunisti sul 7 ottobre nel 2023: "La resistenza palestinese non è terrorismo" - Dove c'è oppressione c'è ribellione!"

Massima solidarietà al popolo palestinese, alla sua resistenza, al suo attacco armato allo Stato di Israele, al cuore di questo Stato.

Ma quale terrorismo? Il vero terrorismo è quello dello Stato sionista di tipo nazista di Israele che, in tutti questi anni, tanti anni, ha colpito, ha occupato, invaso, ucciso, fatto strage di ogni genere, di donne, bambini ragazzi, e ha trasformato la Palestina in una grande prigione nella quale le masse sono state impoverite, ghettizzate, perseguitate.

In tutti questi anni il popolo palestinese ha resistito, con lo sviluppo della lotta antimperialista, della lotta armata delle masse, con l'intifada e ha pagato un costo altissimo in vite umane, al diritto di avere uno Stato. I palestinesi loro sì che ci sono nati lì e che ci sono sempre stati.

È chiaro che dove c'è oppressione c'è ribellione. E questo nuovo generale movimento in corso in Palestina è innanzitutto un grande moto di ribellione popolare in una fase in cui lo Stato sionista di tipo nazista di Israele aveva accentuato tutti i caratteri di sempre dell'oppressione su tutti i piani.

Il governo Netanyahu è un governo reazionario, condannato anche all'interno del Israele da una larga fetta della popolazione per la sua odiosa riforma della giustizia con la quale il governo, fatto di

corruzione e di privilegi, vuole bloccare ogni inchiesta della magistratura che riguardi Netanyahu e che riguardi i ministri e la classe dominante da esso rappresentata.

Tutti hanno detto che Netanyahu marciava verso il fascismo, verso una dittatura aperta all'interno d'Israele, tutti hanno detto che questo governo, immettendo nella sua compagine rappresentanti della parte più razzista della popolazione di Israele si preparava a scatenare una guerra contro il popolo palestinese in violazione del diritto internazionale, delle risoluzioni dell'ONU, dei diritti umani. E aveva già cominciato su questa strada, aveva scelto la via dell'umiliazione, anche religiosa, delle masse palestinesi che sono in maggioranza musulmane.

Se aumenti l'oppressione, l'oppressione non ferma la protesta delle masse popolari ma l'alimenta e ha spinto la resistenza palestinese, rappresentata attualmente dalla sua organizzazione

pc 7 ottobre - La grande manifestazione di Roma con la Palestina - editoriale

 Da ORE 12 del 6/10


Ai lavoratori, ai giovani, alle donne e a tutti coloro che stanno partecipando al grande movimento di solidarietà, conclusosi in questa prima fase con la grandissima e enorme manifestazione di Roma, ORE 12 torna, dopo una breve interruzione, perché eravamo chiaramente dentro queste giornate così importanti per la Palestina, ma ancor più per il nostro Paese. Eravamo dentro le manifestazioni in ogni città in cui siamo presenti, eravamo dentro i blocchi laddove potevamo esserci, condividendone completamente le ragioni, eravamo dentro lo sciopero generale dove nelle varie città abbiamo partecipato con le nostre delegazioni all'interno delle manifestazioni, ed eravamo chiaramente a Roma nella enorme manifestazione di sabato scorso.

Noi non siamo molti, siamo una organizzazione di compagni militanti attivi, sia politicamente, sia all'interno degli organismi di lotta, lo Slai cobas, il Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario, Soccorso Rosso Proletario, e ovunque è possibile unirci, contribuendo e indirizzando la lotta innanzitutto dei proletari, ma più in generale delle masse popolari del nostro Paese.

Ora è il momento di ragionare su quello che è avvenuto, quello che sta avvenendo, quello che avverrà nelle prossime giornate così importanti per la Palestina; ma quando diciamo “Palestina” diciamo il mondo, diciamo il nostro Paese, dove un movimento di questa portata mancava. Il lungo inverno che viene dagli anni ‘70, che ha avuto pochi focolai negli anni successivi, sta cominciando a sfaldarsi, e il grande movimento per la Palestina, come lo fu quello del Vietnam negli anni ‘70, può essere la grande opportunità per il risveglio generale dei giovani, delle masse popolari e alla fine del movimento operaio, della classe operaia, dei lavoratori più sfruttati nel nostro Paese. Quella stagione ebbe il suo epicentro, dopo l'inizio del ‘68, nell'autunno caldo del ‘69.

E' inutile fare paragoni impropri, però qualcosa c'è che ci fa vedere in questa stagione in corso aspetti simili a quella che dette vita alla gigantesca stagione delle lotte, dei diritti, della rivoluzione possibile e della sua organizzazione.

La manifestazione di Roma è la più grande manifestazione che ci sia stata negli ultimi anni, è soprattutto la più grande manifestazione politica, sociale, umana, civile. Perché di questo bisogna parlare. Questa manifestazione ha raggiunto un milione di persone, e questo milione di persone non era

pc 7 ottobre - Ex-Ilva - contro il piano del fondo americano - assemblee generali/sciopero generale/Blocchiamo tutto!

Il piano del fondo americano

A Taranto i lavoratori dell'ex Ilva, rimarrebbero soltanto duemila. 

Uno scenario delineato da Il Sole 24Ore, il giornale di Confindustria, e che - secondo quanto scrive Paolo Bricco, sarebbe contenuto nel piano del fondo americano Bedrock Industries, in corsa per l'acquisizione di tutti gli asset di AdI: l'unica altra offerta per il gruppo nella sua interezza viene dall'altro fondo statunitense, Flacks Group.

A quanto risulta a Il Sole 24 Ore, che ha consultato più fonti convergenti, la proposta di Bedrock Industries per l’ex Ilva prevederebbe la conservazione di duemila addetti a Taranto e di altri mille addetti nel resto dell’Italia, fra gli stabilimenti di Novi Ligure e di Cornigliano e i servizi logistici e commerciali sparsi nella penisola, antica vestigia di quella che fu il secondo gruppo siderurgico a ciclo integrale europeo".

Complessivamente, "gli addetti che dovranno uscire definitivamente dal perimetro sono compresi fra i settemila e i settemila e cinquecento". "L’unica cosa sicura è che sarà una apocalisse occupazionale".

Da tanto tempo lo Slai cobas ha denunciato la prospettiva di forti esuberi. Ma su questa drammatica

pc 7 ottobre - 7 Ottobre: IL CROLLO DELL’IDEA DEL “VECCHIO ISRAELE” - Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina

Riceviamo e volentieri pubblichiamo in anteprima per l’Italia il recente scritto di Marwan Abdel Aal – dirigente del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (4 ottobre 2025)

 

La Resistenza palestinese, attraverso l’operazione del 7 Ottobre, è riuscita a rimodellare gli equilibri di potere e a creare un reale impatto strategico dopo due anni? E dove si colloca l’entità sionista all’interno del sistema coloniale globale: è uno Stato “normale” o semplicemente uno strumento funzionale? Ed esiste ancora l’idea o la narrazione su cui è stata fondata?

Sono rimasto colpito da ciò che Ran Adelist ha scritto su Maariv: “Hamas ha vinto come idea su Israele… Non si raggiungerà alcun accordo, e lo spargimento di sangue continuerà, ma Hamas come idea ha ottenuto una vittoria schiacciante. Ci ha trascinato in una guerra insensata durata due anni, ha distrutto completamente la nostra immagine, ha distrutto la nostra posizione nel mondo e ci ha lacerato con divisioni che non possono essere colmate“.

Israele: partner dell’imperialismo globale

Il 7 Ottobre non si è limitato a cambiare solo il campo di battaglia; ha ribaltato l’idea stessa di Israele. Lo Stato che una volta si riteneva invincibile è ora nel mirino della Storia. Di conseguenza, il conflitto non può essere visto solo attraverso la lente della terra o della politica, ma nella sua natura essenziale: Israele non è solo un agente prezzolato, ma un partner dell’imperialismo globale, l’avanguardia dell’egemonia occidentale nel cuore del Medio Oriente. La sua nascita non è stata casuale, ma è stato un costrutto coloniale: ha portato gli ebrei dalla diaspora, ha trasformato l’antisemitismo storico in un’ideologia di Stato e lo ha ammantato sotto le spoglie di una falsa “liberazione nazionale”. In tal modo, l’Occupazione è stata legittimata sotto le bandiere del “diritto storico” e della “sicurezza nazionale”.

Israele sfrutta il sostegno occidentale non solo come protezione politica e militare, ma come piattaforma avanzata per controllare le linee energetiche e i corridoi strategici, e come “laboratorio” per le ultime armi e tecnologie esportate in tutto il mondo. Tutto questo è avvolto nella retorica della “sicurezza” e della “democrazia”, mentre la realtà mostra la verità: Israele è una base avanzata dell’imperialismo statunitense, che riproduce il colonialismo del XXI secolo attraverso lo sterminio, la pulizia etnica e la frammentazione dei movimenti di liberazione.

Lo smascheramento dell’idea di “Israele”

Israele non si presenta più semplicemente come un “piccolo” Stato commercializzato come naturale

pc 7 ottobre - Discorso tenuto da Shaykh Naim Qassem, segretario generale di Hezbollah - info per il dibattito solidale con tutte le forze che sostengono la resistenza palestinese

Discorso tenuto da Shaykh Naim Qassem, in occasione del primo anniversario del martirio di due importanti comandanti della Resistenza islamica libanese, Shaykh Nabil Kaouk e Seyyed Soheil al-Husseyni:

"C'è un grande messaggio che deve essere chiaro: Israele sta cercando di creare una "grande Israele" e l'America lo sostiene, e qualsiasi passo si veda è a favore della "grande Israele"
Ciò che abbiamo visto a Gaza in due anni è parte integrante del progetto della "grande Israele" rivelato da Netanyahu
Nell’intera regione tutto è interconnesso, perché l'obiettivo è uno e l'attore principale è il nemico criminale Israele sostenuto da Trump, e dobbiamo tutti affrontare questo pericolo
Ognuno di noi deve affrontarlo dalla propria posizione, perché il progetto alla fine raggiungerà tutti
Il piano di Trump per la Striscia di Gaza è pieno di pericoli. Il piano è stato inizialmente presentato in forma di bozza ad alcuni Stati arabi, poi si sono tenuti incontri con Netanyahu in cui sono stati introdotti emendamenti per renderlo pienamente adatto a Israele, con modifiche a diversi punti al servizio del progetto israeliano del "Grande Israele", un progetto che Israele cerca di realizzare politicamente dopo aver fallito con aggressioni e massacri
Il piano di Trump mira a spogliare la Resistenza dei suoi elementi di forza ed è in linea con i cinque

pc 7 ottobre - Torino - respingere i divieti delle manifestazioni del 7 ottobre

 A Torino corteo pro Pal nell'anniversario del 7 ottobre: in piazza senza autorizzazione

Oggi Torino scenderà in piazza per la Palestina nonostante sia il 7 ottobre, giorno in cui ricorre l’anniversario dell'azione di Hamas in Israele due anni fa. Una manifestazione che in linea teorica sarebbe vietata ma di cui la questura non ha ricevuto alcuna comunicazione da parte degli organizzatori.

Il divieto dello scorso anno

La protesta è stata indetta per le 19.30 in piazza Castello, in pieno centro. Nel 2024 i manifestanti avevano sfidato il divieto ed erano scesi comunque in piazza e il timore è che possa succedere ancora. Proprio in quell’occasione furono date delle prescrizioni precise ai comitati, ossia che la manifestazione avvenisse in un’altra data rispetto a quella del 7 ottobre e che fosse in forma esclusivamente statica, senza dunque la possibilità di sfilare in corteo. Lo scorso anno in una nota la Questura precisò che nella data “così fortemente simbolica, poiché coincidente con l'eccidio commesso ai danni della popolazione israeliana, non può escludersi che i manifestanti possano essere indotti a compiere azioni lesive e contrarie all'ordine e alla sicurezza pubblica”. Prescrizioni che sono confermate anche quest’anno nonostante non ci sia stata una formale comunicazione di preavviso da parte dei comitati.

Lo scorso anno ci fu una protesta nonostante lo stop delle autorità, i comitati annunciano sui social la manifestazione ma non ne danno comunicazione alla questura

pc 7 ottobre - Bologna - Il prefetto vieta la manifestazione ProPal ‘Viva il sette ottobre Viva la Resistenza palestinese" dei giovani palestinesi

 

Verrà vietata la manifestazione ProPal organizzata dai Giovani palestinesi, in programma per il 7 ottobre in piazza Nettuno alle 19.30... Lo dichiara il prefetto, Enrico Ricci... L'iniziativa "verrà assolutamente vietata, quindi è incorso la notifica del provvedimento per vietare la manifestazione", afferma Ricci.

Con lo slogan "Viva il 7 ottobre, viva la resistenza palestinese” la piazza è considerata violenta, viste anche le guerriglie della scorsa settimana...    

I Giovani Palestinesi di Bologna hanno pubblicato un volantino sul loro profilo Instagram ufficiale in cui si invita a partecipare a una manifestazione in Piazza del Nettuno... In accompagnamento un post in cui si legge tra le altre cose anche che “nelle ultime settimane abbiamo visto milioni di persone scendere in strada in tutto il paese al fianco del popolo palestinese e della sua Resistenza. Un movimento forte che ha saputo fare della Global Sumud Flotilla un simbolo di resistenza senza mai fare un passo indietro sui contenuti [...]. Se in due anni si è riuscito a costruire questo forte movimento in solidarietà alla Palestina, che sta riuscendo finalmente a mettere in crisi il sostegno dei governi e delle istituzioni occidentali al sionismo, il merito è della Resistenza palestinese”...


pc 7 ottobre - Appoggiamo la denuncia alla Corte Penale Internazionale

GIURISTI e AVVOCATI PER LA PALESTINA

La denuncia sarà trasmessa nei prossimi giorni al Procuratore presso la Corte Penale Internazionale.

*Al termine dell’articolo è disponibile un modulo per sostenere la denuncia.
L’adesione è aperta a chiunque, indipendentemente dalla propria professione:
ogni sottoscrizione rappresenta un atto di solidarietà e di vicinanza.*

Appoggiamo la denuncia alla Corte Penale Internazionale

  1. Premessa

    La presente comunicazione è inviata ai sensi dell’art. 15 dello Statuto di Roma e ha lo
    scopo di sottoporre all’Ufficio del Procuratore elementi di fatto e di diritto che
    integrano la commissione di uno o più crimini rientranti nella giurisdizione della Corte,
    al fine di ottenere l’immediata attivazione di un procedimento di fronte alla stessa. La
    comunicazione ha ad oggetto fatti ed atti concernenti la situazione a Gaza, della quale
    la Corte è stata investita già vari anni fa e della quale essa si è da quel momento
    ininterrottamente occupata, specie di fronte alla tragica escalation dei crimini
    commessi. La denuncia si sofferma su alcune delle complicità internazionali, in
    particolare quelle di membri del governo italiano, che hanno reso presumibilmente
    possibile la commissione dei crimini di guerra e contro l’umanità dell’indagine sui
    quali codesta Corte è da tempo incaricata, come pure l’attuazione del piano genocida
    sul quale è in corso il giudizio della Corte internazionale di giustizia. Pertanto si
    raccomanda a codesta Corte penale internazionale di valutare la possibilità di inserirne
    il trattamento nel dossier già aperto a tale proposito, valorizzando gli apporti che questa denuncia può dare all’indagine in corso. Al tempo stesso essa si inserisce nel caso di giurisdizione contenziosa promosso dal Sudafrica e in seguito da molteplici altri Stati di fronte alla Corte internazionale di giustizia contro Israele, accusata di genocidio, dato che verte sulla complicità nello stesso da parte dell’Italia, che si concretizza nella fornitura di armamenti e in altri comportamenti volti ad agevolare la commissione del crimine in questione. La responsabilità di Israele, e quindi dei suoi leader politici e militari, per il genocidio, è stata chiaramente affermata dalla Commissione internazionale indipendente d’inchiesta sui territori palestinesi occupati, istituita il 27 maggio 2021 dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, nel suo rapporto del 16 settembre 2025 (a-hrc-60-crp-3.pdf).

lunedì 6 ottobre 2025

pc 6 ottobre - Anan Yaeesh è in sciopero della fame - 7 ottobre incontro on line per organizzare giornata di sostegno

Dal 4 ottobre Anan Yaeesh è entrato in sciopero della fame in solidarietà alle mobilitazioni per la Palestina che in queste settimane hanno attraversato l'Italia.

La scelta del giorno non è casuale, come probabilmente non lo è stata quella di trasferirlo lontano da Roma, dove risiedono i suoi difensori, e da L'Aquila, dove si svolge il processo, proprio a ridosso della grande manifestazione nazionale a Roma, quando oltre un milione di persone sono scese in piazza contro il genocidio del popolo palestinese e la complicità del governo italiano nell'occupazione israeliana e nei crimini sionisti.

Ma Anan è sceso in sciopero anche per rivendicare i propri diritti violati, in quanto perseguitato politico palestinese detenuto in una prigione italiana.

Sottoposto a un arresto e a un processo illegittimi, in uno Stato che si dichiara

pc 6 ottobre - Immagini della grandissima manifestazione di Roma - Le parole d'ordine negli striscioni/cartelli di proletari comunisti