lunedì 24 febbraio 2025

pc 24 febbraio – Ex Ilva, Beko, Meta System, Piaggio Aerospace, GKN… la crisi industriale in Italia si aggrava coinvolgendo migliaia di operai

 
uno sciopero alla Stellantis di Pomigliano

La profonda crisi dell’industria italiana, in calo costante da due anni e pagata fondamentalmente dagli operai, viene raccontata e monitorata dai quotidiani, dai centri studi dei padroni e dal governo.

La realtà è più forte delle chiacchiere da imbonitore del ministro Urso, ministro del “made in Italy” che si batte “per l’attrazione degli investimenti esteri” e degno componente di questo governo che le spara grosse su tutto.

Ieri un articolo del Sole 24 ore, il quotidiano portavoce dei padroni italiani, ne ha parlato mettendo in risalto non solo la crisi, ma anche il fatto che spesso queste crisi si risolvono in vendita, o svendita, a padroni stranieri, e cioè sono tutti “a caccia di investitori. Stranieri in prima linea … Con l’industria ormai in apnea si moltiplicano i casi di imprese cedute o al centro di un processo di cessione con gli advisor già alla ricerca di una soluzione”, ed elenca almeno 20 operazioni nell’ultimo biennio.

“La vendita dell’ex Ilva – per cui sono in gara gli azeri di Baku Steel, gli indiani di Jindal Steel International e gli americani di Bedrock Industries – è il caso del momento. Ma la mappa, andando a ritroso, è sterminata”, dice il giornalista, facendo l’elenco: “da Beko (ex Whirlpool) a Industria Italiana

pc 24 febbraio - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - Caro bollette, carovita... per uno sciopero generale contro il governo della fascista Meloni

 

pc 24 febbraio - A Milano per la Palestina: La voce forte, chiara, proletaria e comunista

 


pc 24 febbraio - Verità e giustizia per Ramy e Fares, vuol dire fare la guerra contro chi odia i proletari

Alla giusta denuncia verso i carabinieri di Faires arrivano le dichiarazioni di Salvini: "Senza vergogna. Onore ai carabinieri", queste non sono sparate ma in pieno stile fascista sono tasselli per legittimare il consenso verso lo stato di polizia attraverso la politica del governo.

Scrive Casarini: " La destra al potere sta soffiando sul fuoco della guerra civile anche in questo caso: il “diritto allo speronamento” potrebbe diventare presto il diritto a sparare." 

Noi diciamo Si è vero, e proprio per questo non ci sono alternative pacifiche  come si illudono le anime belle del movimento, ma accettare la sfida dalla guerra civile, dalla rivolta all'organizzazione per abbattere questo sistema di oppressione.


Caso Ramy Elgaml, Fares denuncia i carabinieri per lesioni e falso

Da il manifesto Edizione 22.02.2025
Eleonora Martini
Adesso che si è rimesso in piedi, dopo il ricovero in ospedale e le prime cure, mentre sconta una misura cautelare per resistenza a pubblico ufficiale ed è accusato di omicidio stradale insieme al carabiniere che guidava la pattuglia lanciata a folle velocità al loro inseguimento per otto chilometri, Fares Bouzidi, il giovane alla guida dello scooter su cui viaggiava il 19enne Ramy Elgaml la notte in cui morì, ha

pc 24 febbraio - Torino - sgomberato il CS Prinz Eugen - info/denuncia

 

Sgomberato il centro sociale anarchico Prinz Eugen a Torino

La storica occupazione, durata 30 anni, termina senza resistenza; presenti le forze dell’ordine e la Digos sul luogo dell’intervento

TORINO – Questa mattina, in una operazione coordinata dalla polizia di Stato, il noto centro sociale anarchico Prinz Eugen di Torino è stato sgomberato. Situato in via Principe Eugenio, l’edificio era occupato dal 1993 e rappresentava un’importante realtà per la comunità anarchica torinese. Quando le forze dell’ordine hanno fatto il loro ingresso, tuttavia, non è stata trovata alcuna presenza all’interno dell’edificio.

L’operazione ha visto la partecipazione anche della Digos, il servizio di polizia specializzato nella prevenzione e nel contrasto ai reati politici e di terrorismo. Il Prinz Eugen è stato un simbolo di resistenza e di attività sociale per tre decenni.

Accanto all’ex Buon Pastore, ha rappresentato un crocevia di iniziative culturali, sociali e politiche, attirando nel corso degli anni numerosi attivisti e simpatizzanti. La chiusura di questo spazio segna la fine di un’epoca per molti, mentre il futuro dell’immobile rimane incerto. I residenti e i sostenitori del centro sociale si interrogano ora sulle conseguenze di questa azione e su come gli spazi di aggregazione e di attivismo saranno gestiti in futuro.

domenica 23 febbraio 2025

pc 23 febbraio - Israele prepara un attacco alla diga di Assuan - Sempre più l'asse Trump/Netanyahu significa guerra in tutta l'area

Non è un caso che le notizie provengano da hindustan times - i rapporti India/Israele si intensificano e sono di aiuto e allertamento reciproco

Ma a differenza di quello che scrive il giornale, il regime egiziano di Al Sisi, come il regime iraniano, sono cani che abbaiano ma non mordono.

Proletari e masse arabe devono spingerli a rispondere con la guerra allo stato sionista d'Israele o rovesciarli con la guerra di popolo antimperialista!

Proletari Comunisti - febbraio 2025

La vibrante risposta dell’Egitto al rapporto di Israele sulla diga di Assuan

Fonte: Hindustan Times, 16 feb. 2025

Di seguito la traduzione dei sottotitoli.

L’Egitto minaccia Israele di ritorsioni immediate. “Saremo a Tel Aviv il giorno dopo”: Il Cairo a Israele. Linea rossa superata? L’Egitto avverte che la presenza dell’IDF viola l’accordo di pace. Il deputato egiziano Mostafa Bakry ha risposto alle notizie sulla minaccia di Israele alla diga di Assuan. “Se Israele agisce, il giorno dopo gli egiziani saranno a Tel Aviv”, ha avvertito Bakry in un comunicato. Ha detto che Israele “sottovaluta la forza dell’Egitto”, citando la faticosa lotta dell’IDF contro Hamas. Bakry ha avvertito che qualsiasi attacco alla sicurezza dell’Egitto sarà accolto con una “risposta risoluta”. Ha aggiunto che l’Egitto non aspetterà che gli aerei israeliani colpiscano prima di agire.

Questo dopo che il sito israeliano Nziv ha affermato che il regime potrebbe colpire la diga di Assuan. Lo scenario dell’attacco israeliano alla diga di Assuan. I media israeliani hanno affermato che un

pc 23 febbraio- Guerra in Ucraina: ora Trump ricatta Zelensky mentre Meloni che prima si sperticava in abbracci e lodi (con la benedizione di Mattarella) si gira dall'altra parte

Trump ha detto in maniera chiara al governo Zelensky e ai padroni oligarchi di cui è espressione : siccome avete avuto dagli USA quasi 70 miliardi di dollari dall'inizio della guerra ora mi dovete restituire quell'impegno firmando l’accordo sulle terre rare e, se non lo farete, vi togliamo Starlink (i satelliti di Musk, essenziali per la difesa). 

Non hanno interesse alcuno verso la sorte delle masse questi governi imperialisti e né tantomeno il governo-servo della NATO, Zelensky, che hanno scatenato la guerra interimperialista in Ucraina invasa da Putin, verso le masse popolari ucraine che sono in ginocchio, stremate, che hanno subito morte (11.743 civili uccisi - fonte ONU - e 31 mila militari ucraini uccisi - fonte Zelensky), distruzioni, povertà, disoccupazione, che sono sfollate, masse trattate solo come pedine per il "sacro" e supremo obiettivo che hanno le guerre imperialiste e reazionarie, vale a dire il profitto, la rapina delle risorse e, per quel che riguarda l'Ucraina, il petrolio e le terre rare necessarie ai padroni capitalisti che se li contendono, si tratta di 11,5 miliardi di dollari di minerali - tra cui litio, grafite,

pc 23 febbraio - LA QUESTIONE DELL'AUTONOMIA OPERAIA NELLO SCIOPERO DEI METALMECCANICI

dal persidio di Bergamo che non ha raccolto la forza dello sciopero

I padroni che sono rimasti al riparo per lungo tempo della moderazione sindacale nelle richieste salariali, dall’affermarsi dei cosiddetti aumenti legati alla produttività, aiutati dal cuneo fiscale, in realtà più uno scudo salariale a difesa delle casse aziendali, stanno dicendo no anche agli aumenti salariali del contratto metalmeccanico e alle altre richieste della piattaforma.

I padroni difendono i loro profitti, come lo fanno scaricando le crisi temporanee, presunte o reali sui lavoratori con gli aumenti dei ritmi e il peggioramento delle condizioni in fabbrica, sullo Stato ad es con la cassa integrazione.

Per i padroni devono essere sempre gli operai a doverci perdere!

I padroni stanno negando le richieste sindacali attraverso la presentazione da parte di Federmeccanica di una contro piattaforma, un segno di questi tempi, di come sentano l’appoggio a tutto campo, ideologico e pratico di Meloni e dell’insieme del suo governo moderno fascista, dove ogni ministro fa la sua parte per rafforzare la dittatura dei ricchi e dei padroni. Dagli articoli mirati a reprimere il dissenso e le lotte, politiche sociali sindacali contenuti nel DDL Sicurezza, agli attacchi specifici al diritto di sciopero, aperti e viscerali di Salvini, come quelli che arriveranno inevitabilmente dalla convergenza messa in mostra in occasione dell’assemblea nazionale Cisl dei delegati e delle delegate tra Meloni e la Cisl nel prendere di mira le lotte dei lavoratori, gli scioperi definiti ‘come zavorra ideologica di chi non riesce a liberarsi di visioni e dinamiche novecentesche e sterilmente antagoniste di cui non abbiamo proprio bisogno’. Un vero e proprio patto corporativo fascista che accompagna la marcia della Cisl interlocutore privilegiato del governo, che vede il conflitto come tossico, che promuove la partecipazione dei lavoratori agli interessi del capitale, quando la ricchezza dei padroni vuol dire più povertà per i lavoratori.

Nella piattaforma dei padroni ci sono al massimo 173 euro e nemmeno sicuri, mentre calcano la mano per rendere strutturale quanto in questi anni hanno già avuto dalle trattative sindacali, puntano ad aumentare ulteriormente le quote di salario legate agli obiettivi aziendali a discapito degli aumenti veri. I sindacati hanno aperto la porta ai cosiddetti ‘premi’ (e non solo) una forma che si avvicina al cottimo, più lavoro possibile e a qualsiasi condizione e i padroni ora chiedono il conto.

Per 1.500.000 di operai metalmeccanici che rappresentano il 6.2 della forza lavoro nel nostro paese dunque non dovrebbe essere una vertenza rituale, tenendo conto anche del fatto che la Cisl sta partecipando agli scioperi innescando uno dei temi importanti aperti dentro questa battaglia.

                    un legame tossico                    
Ma tutto questo non sta attraversando in generale le fabbriche, le assemblee sindacali unitarie e la forza degli operai scesi in sciopero, che a guardare i numeri delle fermate diffusi dalle segreterie rispetto alla giornata precedente sono aumentati, in troppi casi si consuma senza vere manifestazioni di lotta. La stessa esibizione delle bandiere ai cancelli, pratica tradizionale per indicare una lotta in corso, quest’anno è diventata essa stessa un capitolo della lotta.

O andando a spegnersi come nel caso di Bergamo, al presidio deciso dalle segreterie sindacali di fronte al Kilometro Rosso, altisonante nome del parco tecnologico alla periferia della città sviluppato a fianco dell’autostrada, dove da tempo è stata trasferita la sede dell’Unione Industriali.

pc 23 febbraio - La serva Meloni alla kermesse moderno fascista di Trump e compagnia nera…

 I fascisti sono servi dei padroni per definizione, e la Meloni li ha rappresentati egregiamente partecipando alla riunione della Cpac, la Conferenza per l’azione politica conservatrice e cioè la riunione dei fascisti degli Stati Uniti, svoltasi ieri, alla quale sono stati invitati altri fascisti come l’argentino Milei, il polacco Duda…

Mentre qualcuno si chiedeva se avesse avuto il coraggio di partecipare dopo che anche Bardella, il rappresentante dei lepenisti francesi, aveva rinunciato a causa del saluto romano del fascista Bannon, la Meloni ha detto “non potevo mancare”, non ha voluto perdere l’occasione per dimostrare il suo livello di servilismo.

E non poteva mancare perché la Meloni è parte di questa “famiglia”, dentro la quale ha potuto rivendicare le sue posizioni fasciste: “Non ci vergogneremo mai di chi siamo” ha detto; la Meloni condivide la Cpac, perché “ha capito prima ancora

pc 23 febbraio - Contro il ddl 1660 del governo moderno fascista... a migliaia nelle piazze ieri

 da Rainews24

Mobilitazione contro il ddl sicurezza e a difesa dei diritti costituzionali

Ieri decine di migliaia nelle piazze di diverse città italiane, da Roma a Milano, da Napoli a Brescia, da Bologna a Cagliari. Slogan contro il governo e contro la guerra di Gaza

Da Milano a Roma, a Napoli, Lecce Treviso Brescia, Terni. Grandi e piccole città hanno protestato nella giornata di ieri contro il cosiddetto decreto sicurezza, ancora in discussione in Parlamento e accusato di comprimere il diritto al dissenso pacifico violando i diritti costituzionali alla libera espressione.

A Roma il corteo ha coinciso  con quello che ogni anno ricorda Valerio Verbano, il giovane di Autonomia operaia di quasi 19 anni freddato nella sua casa il 22 febbraio 1980. Molti i giovani, provenienti dalle scuole del quartiere e dal liceo Archimede, frequentato dal giovane. Lungo il tragitto un flash mob in favore della Palestina, fuochi d'artificio e il ricordo di Ramy, il giovane morto a Milano dopo un inseguimento da parte dei carabinieri il 24 novembre scorso. Tra i partecipanti anche il fumettista Zerocalcare e il docente romano e scrittore Christian Raimo

La manifestazione di Milano contro il ddl sicurezza

La manifestazione di Milano contro il ddl sicurezza (@web)

 23/02/2025

A Milano erano circa 2000 i manifestanti che hanno partecipato al corteo 'No stato di polizia, No ddl 1660", partito da piazza 24 Maggio per concludersi senza problemi in piazzale Lodi. 

Lungo il percorso i manifestanti - dai proPal ai collettivi studenteschi, ma anche attivisti di Rifondazione comunista e altre sigle - hanno acceso fumogeni, lasciato  scritte contro il ddl sicurezza

pc 23 febbraio - Libertà per Georges Abadallah: ancora una volta la decisione del tribunale è stata rinviata... al 19 giugno

 Mentre in tantissime città si sono tenute le manifestazioni per la sua liberazione  

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