venerdì 29 novembre 2024

pc 29 novembre - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - Allo sciopero generale di oggi la voce proletaria e comunista - A Roma con la Palestina fino in fondo

 

pc 29 novembre - Ancora sulla infame campagna del governo e della Meloni in persona antimmigrati sulla questione di femminicidi e violenze sessuali


Nel primo semestre del 2024, i responsabili delle violenze sessuali sarebbero per il 56% italiani. Per episodi di stalking l’82% italiani. Maltrattamenti verso le donne, per il 71% italiani. Questi i dati del Viminale.
Ma – fa notare l’Istat – verosimilmente gli italiani responsabili di queste violenze sono molto di più rispetto gli stranieri di quanto dicano i dati del Viminale. Perché questo considera “la popolazione residente in Italia costituita per il 9% da cittadini stranieri”, senza specificare se gli stranieri accusati di tali violenze, siano regolarmente residenti o meno. Ovvero se a quel 9% di “cittadini stranieri residenti” si sommano gli irregolari, di converso aumenta la percentuale di violenze fatte da italiani.
Inoltre – è ancora l’Istat a segnalarlo – i maltrattamenti e le violenze contro le donne: “hanno una dimensione sommersa molto elevata”, le denunce ne portano in luce solo una parte. Anche questo appesantisce la posizione del maschio violento italiano, perché le vittime che denunciano la violenza subita da uno straniero sono il 24,7%, mentre le denunce di violenza subita dagli italiani sono il 4,4%.
Femminicidi e violenze contro le donne vengono usati dal governo come pretesto, per dare addosso agli immigrati, dividerli dagli altri poveri, sperando di continuare a colpire entrambi separatamente.
A tirare in ballo gli immigrati clandestini anche nei femminicidi, ha cominciato il ministro dell’Istruzione Valditara, alla presentazione della fondazione dedicata a Giulia Cecchettin, uccisa l’anno scorso dal suo ragazzo. Dice Valditara: “L’incremento dei fenomeni di violenza sessuale è legato anche a forme di marginalità e di devianza in qualche modo discendenti da una immigrazione illegale”.
L’ha subito stoppato Elena, sorella della ragazza uccisa, ricordandogli che Giulia Cecchettin era “una ragazza uccisa da un ragazzo bianco, italiano, e “per bene”.
E’ ancora Valditara a dire: “La visione ideologica vorrebbe risolvere la questione femminile lottando contro il patriarcato. Ma come fenomeno giuridico è finito con la riforma del diritto di famiglia del 1975, che ha sostituito alla famiglia fondata sulla gerarchia, la famiglia fondata sulla eguaglianza”. Secondo Valditara il patriarcato sarebbe scomparso, nell’aver scritto la sua eliminazione nella “riforma del diritto di famiglia nel 1975”.
Anche Salvini ministro dei Trasporti e vice capo del governo, non poteva far mancare il suo sproloquio razzista: “Difendere le ragazze significa anche riconoscere l’inevitabile e crescente incidenza di aggressori stranieri”.
Non poteva mancare la capa del governo Meloni in persona: “Verrò definita razzista (e bugiarda ndr) ma c’è un incidenza maggiore nei casi di violenza sessuale da parte di persone immigrati, soprattutto illegalmente”. Motivo? “Quando non hai niente si produce una degenerazione che può portare da ogni parte”. Una sociologia da strapazzo, se fosse veramente così la prima responsabilità cadrebbe proprio sul governo che colpisce chi non ha niente o poco più: nessun freno al carovita; avalla rinnovi contrattuali che recuperano solo un terzo dell’inflazione; ha cancellato il reddito di cittadinanza; scartato il salario minimo legale; nessuna misura per consentire a tutti di curarsi, non solo chi ha i soldi.
Cosi conclude la Meloni: “C’è un lavoro qui che è soprattutto securitario, la dimensione culturale c’entra di meno. Bisogna garantire la presenza delle forze dell’ordine, garantire che ci siano i reati, garantire che quando qualcuno commette un reato paghi per quel reato, ecc. ecc”.
Perciò hanno varato 23 nuovi reati e 10 inasprimenti di quelli già esistenti, mentre aboliscono reati come l’abuso d’ufficio per avere mani libere. Perciò hanno sfornato decreti sicurezza, con multe e anni di galera per gli operai che scioperano e lottano anche con picchetti e blocchi stradali. Mentre Salvini ancora una volta precetta lo sciopero generale nei trasporti, riducendolo a 4 ore.
Non tarderà la ribellione al governo che vuole colpire e criminalizzare lotte operaie e proteste sociali. Contro i femminicidi, il razzismo e il patriarcato ce ancora tanto da lottare.

oxervator - operai contro

pc 29 novembre - Per George Ibrahim Abdallah prescrizione in un processo a Trieste - Georges deve essere liberato non ancora processato!

Italie : Prescription dans le procès contre Georges Abdallah à Trieste

Georges Abdallah, en plus d’être emprisonné depuis 40 ans en France, était également poursuivi en Italie toujours dans le cadre de son engagement au sein des Fractions Armées Révolutionnaires Libanaises (FARL). Plus spécifiquement, il était accusé « d’importation d’armes de guerre et de matériel explosif à des fins terroristes » en relation avec des événements qui se sont déroulés à Trieste, précisément, il y a quarante ans. À cette occasion, un militant qui aurait été affilié aux FARL, avait été arrêté dans un train au col d’Opicina, transportant plus de sept kilos d’explosifs plastiques. Georges était accusé d’avoir organisé le transport. Hier, 26 novembre 2024, le tribunal de Trieste a cependant prononcé la prescription dans le cadre de ce dossier.

Georges attend donc désormais à la prison de Lannemezan, la décision en appel qui doit se prononcer sur sa demande de libération

pc 29 novembre - Gli scioperi sono troppi? No, troppo pochi

 
Quotidianamente i membri di questo governo moderno fascista a cominciare dalla Meloni attaccano lavoratrici e lavoratori, operai e operaie, la classe operaia nel suo complesso… perfino con i numeri sugli scioperi.

Questo articolo contro la propaganda del governo smentisce ancora una volta

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Sugli scioperi il governo Meloni e i suoi cantori portano avanti una propaganda ben rodata: le astensioni dal lavoro sono troppe, condotte da una minoranza di sindacalisti irresponsabili contro una maggioranza di cittadini danneggiati, e vengono organizzate solo quando c’è la destra al potere. Come invocano le associazioni padronali, bisogna dunque disciplinare, irreggimentare, comprimere ulteriormente il già limitato esercizio del diritto costituzionale a scioperare.

Questa posizione, in effetti, non caratterizza solo l’attuale governo italiano. Anche all’estero, varie forze di governo hanno manifestato aperta ostilità verso le astensioni dal lavoro. Dalla Gran Bretagna alla Francia, dall’Austria all’Olanda, passando per vari stati americani, la tendenza degli esecutivi a ritenere che gli scioperi siano troppi e vadano repressi è un tratto distintivo dell’epoca in cui viviamo.

Eppure, per quanto diffusa, la tesi che gli scioperi siano «troppi» è smaccatamente falsa.
Se prendiamo i dati ufficiali della International Labour Organization (ILO) sulle ore di mobilitazione

giovedì 28 novembre 2024

pc 29 novembre - Rivolta di Corvetto immagini - per lo Stato borghese, il governo Meloni, Istituzioni e stampa una sola risposta: piu' polizia piu' repressione - Denuncia controinformazione e sostegno

pc 28 novembre - Formazione operaia - "L'estinzione" dello Stato e la rivoluzione violenta" - da Stato e rivoluzione di Lenin


Nella precedente Formazione operaia concludevamo che sulla base dell'analisi storica materialistico dialettica Engels spiega perchè lo Stato non è sempre esistito e non esisterà per sempre e Lenin può dire che l'intera macchina statale può essere relegata nel "museo dell'antichità".
Che succede quando il proletariato si impadronisce del potere statale? 

Lenin riprende Engels:
"Il proletariato si impadronisce del potere dello Stato e anzitutto trasforma i mezzi di produzione innanzitutto in proprietà dello Stato. Ma così sopprime se stesso come proletariato, sopprime ogni differenza di classe e ogni antagonismo di classe e sopprime anche lo Stato in quanto Stato. La società esistita sinora, muoventesi sul piano degli antagonismi di classe, aveva necessità dello Stato, cioè di una organizzazione della classe sfruttatrice, per conservare le condizioni esterne della sua produzione e quindi specialmente per tener con la forza la classe sfruttata nelle condizioni di oppressione date dal modo vigente di produzione (schiavitù, servaggio, lavoro salariato). Lo Stato era il rappresentante ufficiale di tutta la società, la sua sintesi in un corpo visibile, ma lo era solo in quanto era lo Stato di quella classe che al suo tempo rappresentava da sola tutta quanta la società: nell'antichità era lo Stato dei cittadini padroni di schiavi, nel medioevo lo Stato della nobiltà feudale, nel nostro tempo lo Stato della borghesia. Ma, diventando alla fine effettivamente il rappresentante di tutta la società, si rende, esso stesso, superfluo. Quando non vi sarà più nessuna classe sociale da tenere sottomessa, quando insieme col dominio di classe, la lotta per l'esistenza individuale fondata sull'anarchia della produzione sinora esistente, saranno eliminati anche i conflitti e le violenze che ne derivano, allora non ci sarà da reprimere più niente; sparirà quindi la necessità dello Stato come forza repressiva particolare. Il primo atto con cui lo Stato si presenta come il vero rappresentante di tutta la società, cioè la presa di possesso di tutti i mezzi di produzione in nome della società, sarà ad un tempo l'ultimo suo atto indipendente in quanto Stato. L'intervento di una forza statale nei rapporti sociali diventa superfluo a poco a poco in ogni campo e verrà meno da se stesso. Al posto del governo sulle persone appare l'amministrazione delle cose e la direzione dei processi produttivi. Lo Stato non viene " abolito": lo Stato si estingue. Sotto questo aspetto conviene giudicare la frase "Stato popolare libero", la quale è tanto temporaneamente giustificata dal punto di vista dell'agitazione, quanto è, in ultima analisi, scientificamente insufficiente. E sotto questo aspetto conviene giudicare anche la rivendicazione dei cosiddetti anarchici, che vogliono che lo Stato sia abolito dall'oggi al domani" (Antidühring. [La scienza sovvertita dal signor Eugenio Dühring], pp. 302-303, terza ed. tedesca, 1894).

Quindi, la prima questione, il primo atto che il proletariato fa una volta preso il potere statale è di espropriare la borghesia, i padroni dei mezzi di produzione e trasformarli in proprietà dello Stato, che a questo punto non è più lo Stato di prima rappresentante della classe dominante borghese, una macchina che non può essere "trasformata" ma deve essere totalmente distrutta perchè ha come scopo principale quello di mantenere l'ordine e il dominio della classe di minoranza sulla maggioranza per lo

pc 28 novembre - Massimo appoggio alla gioventù proletaria in rivolta a Milano - Giustizia per Ramy!

da ORE12/Controinformazione rossoperaia del 27/11

“Vogliamo solo giustizia per Ramy”, “facciamo casino perché non ci fanno vedere i video”, “l'hanno investito, l'hanno ammazzato”.

Ramy Elgaml è morto dopo un inseguimento dei carabinieri nella notte tra sabato e domenica. Era a bordo di uno scooter TMax, insieme a un amico tunisino di 22 anni. Lui, 19 anni, era dietro l'amico alla guida. Una ventina di minuti prima della caduta, verso le 03:30, i due avevano incrociato un'auto dei carabinieri, nella parte opposta di Milano, in via Farini. Non si erano fermati all'alt dei carabinieri e avevano imboccato a tutta velocità una strada e lì è cominciato il lungo inseguimento, 8 km da nord a sud della città, da via Farini a via di Ripamonti, all'angolo con via Quaranta, l'auto dei carabinieri si è avvicinata la moto, l'affianca e la moto finisce contro il marciapiede e si schianta su un muretto. Ramy morirà qualche ora dopo al Policlinico di Milano. Aveva perso il casco durante l'inseguimento. I Carabinieri gli hanno trovato 1.000 € -  ma sarà vero? - una catenina d'oro spezzata della sua fidanzata, un coltello a serramanico e una bomboletta al peperoncino.

Non c'è alcun dubbio tra gli amici di Ramy, tra i ragazzi della zona: l'auto dei carabinieri ha colpito la moto e l'ha fatto cadere. Ci sono testimoni che hanno visto e hanno fatto un video e se ne cercano altri. La rabbia è scoppiata subito fuori dal Policlinico dove sono accorrsi i familiari e qualche amico. Poi i ragazzi si sono ritrovati nel pomeriggio di domenica all'angolo di strada dove è avvenuto l'incidente per ricordare il loro amico con fuochi d'artificio, con uno striscione con la scritta “verità per Ramy”, un presidio che è sbordato in mezzo alla strada. E qui un suv non si è fermato, ha investito i giovani, quattro sono finiti all'ospedale, il più grave è un ragazzo di 14 anni con una frattura scomposta di bacino e femore e anche una ragazzina si è trovata con una possibile frattura al femore. I ragazzi erano di età bassissima. Mai a Milano si erano viste manifestazioni coi giovani di 11/12/13 anni, arrivati da soli in un quartiere diverso da quelli in cui vivono. La notte tra lunedì e martedì è scoppiata la rivolta, la rabbia, dove Ramy viveva e dove vivono i suoi amici. Due notti di proteste, di scontri con la polizia. Il ragazzo con i suoi amici si ritrovano spesso all'angolo tra via dei Cinquecento e via dei Panigarola, strade frequentate sempre da ragazzini.

Molti non riescono ad andare a scuola, non hanno lavori regolari. Tutti dicono che si sentono di vivere come in un ghetto. A Corvetto la gentrificazione ha fatto il resto, ha spinto da nord, dall'ex scalo di Porta Romana dove è in costruzione il villaggio olimpico, dove stanno spuntando nuovi palazzi per ricchi, mentre gli amici di Ramy e le loro famiglie abitano nelle case popolari dimenticate dell’ente

pc 28 novembre - ORE 12 settimanale N. 27 - per leggerlo e stamparlo

 

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pc 28 novembre - Sullo sciopero generale - la nostra posizione

La nostra linea per lo sciopero generale è quella di partecipare alle manifestazioni di massa se ci sono gli operai e a manifestazione dove noi possiamo prendere la parola e quindi portare la nostra linea generale per lo sciopero generale, espressa nel manifesto, centrata sulle rivendicazioni dei lavoratori, sull'essenziale che sono i salari, il lavoro e la sicurezza sul posto di lavoro. Queste dentro il discorso più generale del governo, della finanziaria, su cui non abbiamo molto da aggiungere alle cose dette anche dal sindacato confederale. Il problema è di mettere al centro le rivendicazioni essenziali, e porre un nesso tra la lotta che si fa sui posti di lavoro, per il salario, per difendere il lavoro e migliorare le condizioni di lavoro, per la sicurezza e lo sciopero generale.

Ci sarebbe piaciuto che lo sciopero fosse stato centrato solo su queste tre questioni (Salari, lavoro, sicurezza), perché su queste vogliamo dei risultati concreti. Mentre su altri problemi noi pensiamo che in realtà non si possa ottenere niente senza cacciare il governo e senza innescare una lotta adeguata.

Su questa linea sembra che siamo solo noi. Tutti se la cavano con una sorta di “lista della spesa”, rivendicando tutto e il contrario di tutto, mettendo tutte le rivendicazioni possibili e immaginabili. Questo modo di fare gli scioperi generali non ci è mai piaciuto e non è giusto. Gli scioperi generali hanno una loro forza quando si centrano su alcune questioni precise, comuni a tutti i lavoratori e su questo si riesce a ad aprire uno scontro reale con i governi e i padroni, che dalle fabbriche arriva nelle città e dalle manifestazioni generali arriva alle manifestazioni particolari.

Anche la piattaforma dei sindacati di base, condivisibile, è inutile. Si tratta chiaramente di rivendicazioni più giuste rispetto a quelle dei sindacati confederali, ma nella sostanza il metodo, la concezione dello sciopero generale sono identici.

Serve lo sciopero generale, è giusto che ci sia, al di là che sarà difficile che ottenga risultati. Però è importante.

Anche rispetto a questo governo la nostra linea generale resta sempre; trasformare lo sciopero economico in sciopero politico, lo sciopero politico in insurrezione. Ma ora siamo ancora allo stadio dello sciopero economico. Quando Lenin parla di sciopero economico parla di scioperi generali che

pc 28 novembre - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - Sciopero generale verso la "rivolta sociale" contro padroni e governo

 

pc 28 novembre - Scioperiamo e scendiamo in piazza il 29… ma che si avvii una reale rivolta sociale contro padroni e governo

VOLANTINO DIFFUSO ALLE FABBRICHE (da Acciaierie d'Italia, alla Tenaris Dalmine, alla Fincantieri, alla Same, Montello, Marcegaglia, Beretta, ecc.)

Come Slai Cobas per sindacato di classe lavoriamo per ricostruire la forza e l’unità dei lavoratori. Questo è importante in questo momento perché ci troviamo di fronte a una situazione in cui tutti i governi hanno sempre fatto l’interesse dei padroni ma questo governo sta facendo un passo ulteriore al servizio esclusivo degli interessi dei padroni, grande finanza, parassitismo economico e sociale e marcia verso una dittatura aperta. I padroni metalmeccanici vengono al tavolo e dicono: zero aumenti, zero stop alla precarietà, zero sulla sicurezza.

Questo è inaccettabile!

Questi padroni si sentono ancora più forti, tant’è che oggi il loro governo attacca pure il diritto di sciopero e ha fatto un Ddl sulla ‘sicurezza con cui vuole condannare e sanzionare anche i lavoratori che fanno blocchi, picchetti, lotte assolutamente necessarie per pesare, insieme a colpire tutti i movimenti degli studenti, contro la guerra, solidali con la Palestina, movimenti territoriali Notav, Noponte, i movimenti ambientalisti, ad attaccare le necessarie proteste dei migranti, restringendo la democrazia per tutti. Anche uno che dice “rivolta sociale” come il segretario della Cgil, Landini (che poi non la farà perché dobbiamo farla noi lavoratori) viene attaccato dal governo Meloni che difende solo l’interesse delle multinazionali, va a braccetto con Elon Musk. Chi governa oggi è una frazione più nera del Capitale.

Se vogliamo ottenere qualcosa anche sul contratto, veri aumenti salariali, lavoro stabile, difesa della sicurezza e salute e dei nostri diritti; se vogliamo respingere una manovra finanziaria che dà tutto ai padroni e niente ai lavoratori, che toglie soldi alla sanità, alla scuola, alla sicurezza, ambiente per aumentare i soldi per gli armamenti, per la guerra; se non vogliamo prendere in giro i lavoratori, dobbiamo lavorare perché ci sia effettivamente una rivolta sociale. La rivolta sociale non si fa a parole, si fa quando centinaia, migliaia di lavoratori scioperano, fanno continue lotte, si rivoltano, come

mercoledì 27 novembre 2024

pc 27 novembre - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - Massimo appoggio alla rivolta della gioventù proletaria a Milano

 

pc 27 novembre - La tregua con il Libano è già stata violata… da Israele

È notizia dell’ultima ora che subito dopo l’inizio della tregua tra Israele e Libano, “L'esercito israeliano ha per la seconda volta in poche ore aperto il fuoco nel sud del Libano in direzione di civili che tentano di tornare alle loro case distrutte a ridosso della linea di demarcazione tra i due paesi … i militari di Israele hanno sparato contro la località di Adaysse, nel settore centrale.” (rainews)

Ma questo nuovo atto di barbarie è il risultato scontato dall’accordo sulla tregua che dà ad Israele il compito di controllare se questa viene violata e di poter intervenire in qualsiasi momento… e Israele non si lascia certo sfuggire la possibilità di creare il momento per continuare a massacrare. In questo caso la scusa dell’esercito israeliano genocida è che ha sparato sui civili perché si trattava di “sospetti”! confermando subito che anche con la tregua Israele "manterrà la completa libertà di azione militare".

Questa tregua comunque arriva 3.823 morti e 15859 feriti dopo! I dati sono del ministero della salute libanese. È una tregua “sporca”, quella che è entrata in vigore questa mattina alle 9 e che

pc 27 novembre - Narendra Modi e Amit Shah, due fascisti al governo dell’India

 

Questo blog periodicamente informa e controinforma sulla situazione in India attraverso articoli e documenti del Partito Comunista dell’India (Maoista), come denuncia delle condizioni del popolo e forma di sostegno e solidarietà alla guerra popolare in corso nel Paese.

Notizie e analisi che non si trovano certo sulla stampa e i mezzi di comunicazione borghesi di tutto il mondo per i quali l’India, governata attualmente dal fascista indù Narendra Modi, è “la più grande democrazia del mondo”, un paese in grande espansione economica (quinta potenza per prodotto interno lordo), con la quale fare accordi commerciali, accordi militari ecc.

Non solo questi media, quasi tutti nelle mani del governo (“L’India non aveva mai visto una stretta sulla libertà dell’informazione come quella imposta da Modi e Shah.” dice l’articolo), non parlano della vera opposizione che si sviluppa in India, e cioè quella portata avanti dalla guerra popolare in corso diretta dal Partito Comunista dell’India (Maoista), ma evitano di raccontare anche ciò che alcune organizzazioni e alcuni intellettuali dell’India, citiamo per tutti la nota scrittrice Arundhati Roy, denunciano da tempo, e cioè che l’India di Modi diventa ogni giorno di più un paese fascista. Questo aspetto lo racconta, senza peli sulla lingua, tra le pochissime eccezioni, un lungo e interessante

pc 27 novembre - 1000 miliardi per salvare le banche: lo Stato prima le salva con i soldi pubblici e poi le restituisce ai privati


In questi giorni sono alla ribalta le manovre aggressive di Unicredit per comprare la Commerzbank tedesca e la Banca popolare di Milano per diventare così la terza banca più grande in Europa; manovre che hanno tirato in ballo gli interessi dei partiti politici, dalla Meloni a Salvini a Tajani ma che  sono in realtà normali manovre del sistema capitalistico di centralizzazione dei capitali, che ha portato negli anni “alla scomparsa delle banche popolari e privato di vitale credito il sistema delle imprese, specie quelle più piccole”. Ma a proposito di banche, l’aspetto che vogliamo mettere in evidenza in questo caso è dato da una notizia riportata da Affari&Finanza del 18 novembre scorso, e cioè l’operazione portata avanti dagli Stati che prima salvano le banche dalla bancarotta, le risanano, le nazionalizzano temporaneamente, impiegando miliardi di soldi pubblici e poi le restituiscono ai privati.

E questo mentre la borghesia piange costantemente miseria, dice di non trovare fondi per le necessità sociali, fa finta di arrovellarsi su dove trovare i soldi per chiudere le leggi di bilancio perché “la coperta è corta”, cerca addirittura vergognosamente di far passare leggine per aumentare i fondi a disposizione dei partiti, come quella sul 2xmille, e poi invece…

Invece, come dicevamo in un precedente articolo, senza il sostegno attivo dello Stato borghese, e qui ci

pc 27 novembre - GIUSLAVORISTI LANCIANO ALLARME PER LA REPRESSIONE ANTI COBAS - nello sciopero generale dei lavoratori la lotta contro la repressione

 dal blog http://cobasperilsindacatodiclasse.blogspot.com/

martedì 26 novembre 2024

pc 26 novembre - Taranto - 25 novembre una giornata intensa e ricca: dalle studentesse, al sit-in delle lavoratrici, al corteo serale

 (dal blog tarantocontro)

La giornata del 25 è iniziata al mattino con un presidio delle compagne del Mfpr davanti ad una delle principali scuole femminili, il Cabrini. Molto interesse ai volantini e fogli distribuiti, ascoltati con attenzione gli interventi al megafono, in cui al centro è stato detto che la ribellione delle ragazze è giusta e necessaria, e la denuncia di una scuola che con questo governo diseduca, non "educa" contro la violenza sessuale; varie discussioni con gruppi di ragazze - che poi dovevano essere cammellate ad una "commemorazione istituzionale...". Questo interesse ha stizzito un paio di ragazzetti che cercavano di fare stupide battute, ignorati totalmente dalle studentesse; mentre nello stesso tempo anche qualche ragazzo esprimeva il suo appoggio ai nostri interventi



Alle 10 sit in delle lavoratrici in una delle piazze centrali di Taranto, p.zza Immacolata. negli interventi che riportiamo è stata portata la denuncia della condizione generale di doppio sfruttamento e oppressione delle donne, in particolare proletarie, dalle violenze sessuali, alle leggi contro le donne che il governo Meloni sta portando avanti, alla repressione che colpisce chi si ribella e lotta, all'attacco ai diritti delle donne, in primis il diritto d'aborto, alla violenza quotidiana fatta di attacco al lavoro, precarietà, pochi salari, discriminazioni, ecc., alla denuncia del cuore di questa oppressione: questo sistema capitalista/imperialista - e da qui la forte solidarietà con le donne palestinesi. 

Bello è stato che, come conseguenza del "cammellaggio istituzionale" delle studentesse e studenti, vari gruppi di studentesse si sono fermate nella piazza e hanno ascoltato e condiviso i nostri interventi al sit-in.

 
Voci dal sit-in di p.zza Immacolata

 

pc 26 novembre - Lo sciopero generale del 20 novembre in Grecia - video e immagini

General-strike in Greece

In this statement the KKE (m-l) joined the demands by the workers as well as presented other demands such as the expel of the NATO and Yankee military bases, the end of the EU policies and the necessity to raise the solidarity for Palestine and to demand its freedom.

 Athens and also banners in solidarity with Gaza and Lebanon

The police deployment was very numerous but unsuccessfully attempted to intimidate the protesters:

pc 26 novembre - Palermo - 25 novembre contro la violenza sulle donne/femminicidi: la parola delle lavoratrici in lotta

 ampio servizio  immagini e video sul blog

https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/2024/11/23-novembre-palermo-alla-manifestazione.html


Dopo avere partecipato alla manifestazione del 23 promossa da Nudm,
ieri 25 novembre di pomeriggio Punto di controinformazione, denuncia, volantinaggio, spikeraggio di lavoratrici in lotta a Palermo in Piazzetta Generale Magliocco ...





Condivisione del volantino diffuso da parte di donne e ragazze, diverse discussioni con donne grandi e piccole che passavano o che uscivano dai negozi ... e anche uomini


Una donna in particolare che si è fermata ed è stata per un po' con noi ci ha raccontato di essere vittima di violenza dell'ex marito, della paura che ha ancora oggi nonostante il marito non possa avvicinarla e della sfiducia generale nelle misure attuali di "tutela" ... "lui potrà sempre riprovarci per come oggi accade per altre donne".
La lotta di noi donne non si può fermare! e anche a sostegno di questa donna e di tutte le donne violentate, offese, uccise le lavoratrici in lotta ieri si sono prese la parola

Come ha detto una delle lavoratrici precarie presenti "NOI DONNE DOBBIAMO LOTTARE CONTRO VIOLENZA E FEMMINICIDI, CONTRO QUESTO GOVERNO CHE ANCOR DI PIU' NON CI DA' ALCUNA TUTELA A PARTIRE DAL LAVORO, MA ANCHE CONTRO L'INTERA SOCIETA' "



Mfpr Palermo

pc 26 novembre - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - Le giornate di lotta delle donne per il 25 novembre