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mercoledì 5 giugno 2024
pc 5 giugno - Mani fasciste e governative sulla stampa - Caltagirone grande sponsor della Meloni
Caltagirone silura il direttore del Messaggero Alessandro Barbano nominato da un mese: linea non gradita
Alessandro Barbano licenziato dopo l’editoriale pro Europa e contro le posizioni del centrodestra. L’editore: “Preteso solo il rispetto degli impegni contrattuali" - quindi l'impegno contrattuale prevedeva l'appoggio esplicito al governo Meloni e nessuna pur tiepida critica e/o osservazione?”
pc 5 giugno - In tempo di elezioni - Bologna, la Digos suona sempre due volte: al bisogno di alloggio si risponde con la repressione! - info solidale
Oggi con grande solerzia e uno scrupolo commovente, la Digos è impegnata nella consegna di 35 ordinanze cautelari di cui 13 divieti di dimora dalla città metropolitana, 9 obblighi di firma e denunce per altri 13 tra compagne e compagni.
martedì 4 giugno 2024
pc 4 giugno - Filippine – Resistere alle guerre imperialiste e affrontare le crisi croniche!
Luis Jalandoni, Capo della Rappresentanza Internazionale dell'NDFP
In occasione del 51° anniversario del Fronte Democratico Nazionale delle Filippine (NDFP), desideriamo estendere un saluto militante alle organizzazioni alleate del NDFP, in particolare alle masse filippine combattenti, il cui spirito incrollabile e la cui determinazione a raggiungere un'autentica liberazione nazionale e democrazia sono la fonte eterna della nostra forza rivoluzionaria.
Minaccia imminente di guerra inter-imperialista nella regione
Quest'anno, il popolo filippino e le forze rivoluzionarie affrontano la reale minaccia di uno scontro armato inter-imperialista a causa delle provocazioni belliche degli Stati Uniti contro la Cina. Manovre come gli attuali giochi di guerra di Balikatan, i più grandi nella storia delle Filippine, mirano a trasformare l'arcipelago filippino in una base militare avanzata dove gli Stati Uniti possono stazionare il proprio personale militare, navi da guerra, armi antiaeree e altro materiale bellico. L'Enhanced Defense Cooperation Agreement (EDCA) è uno dei pilastri degli sforzi degli Stati Uniti per consolidare la propria presenza nelle Filippine, in quanto fornisce un quadro giuridico per aumentare la presenza militare e l'accesso alle isole strategiche per circondare la Cina. La continua presenza di truppe statunitensi nel paese mina direttamente la sovranità nazionale e rappresenta una minaccia persistente per la vita delle masse filippine.
Nelle ultime settimane, funzionari militari statunitensi e alti funzionari della sicurezza hanno visitato le Filippine, tra cui il segretario di Stato Anthony Blinken, senza dubbio per garantire la continua sottomissione del regime fantoccio di Marcos Jr. e delle forze armate filippine fasciste ai piani di guerra degli Stati Uniti nella regione. Le cosiddette "missioni di rifornimento" delle forze armate filippine alla BRP Sierra Madre, una nave della marina filippina deliberatamente arenata e di stanza vicino ai territori contesi nel Mar Cinese Meridionale, sono una mossa calcolata dagli Stati Uniti nel suo più ampio insieme di pressioni geopolitiche. Anche se
pc 4 giugno - Dal blog tarantocontro - Acciaierie d'Italia... la svendita è cominciata

Commissari e sindacalisti a fare da comitato di accoglienza!
La prossima settimana è il turno del colosso ucraino Metinvest
Lo conferma Antonio Apa, coordinatore regionale Uilm. E’ probabile che a breve si possano verificare altre manifestazioni d’interesse «in quanto - sostiene Apa - è previsto un nuovo bando emesso dai Commissari, con l’obiettivo di riportare il gruppo ex Ilva sul mercato».
pc 4 giugno - Sciopero dei ferrovieri e Viareggio - info solidale dello Slai cobas per il sindacato di classe
3 giugno - 4° sciopero dei ferrovieri della manutenzione di RFI - ieri in corteo, circa 200 partecipanti. Alte adesioni allo sciopero.
Siamo qui, con voi. La solidarietà è il primo passo verso l'unità.
Da 5 mesi siete mobilitati per respingere l'accordo del 10 gennaio,
devastante per le condizioni di vita a cui vi obbliga, per le condizioni di lavoro e sicurezza che prospetta, tali da rendere il vostro lavoro sempre più a rischio.
Non vi hanno fermato le continue minacce, non avete ceduto alle
pesanti intimidazioni: come avete scritto, “l'attacco a chi deve garantire la sicurezza del trasporto ferroviario, deve preoccupare tutti, come società nel suo insieme”.
Come voi scioperano macchinisti e capitreno dell'Assemblea nazionale pdm-pdb: colpiti dalla repressione, non arretrano di fronte alla precettazione di Salvini, e preparano il prossimo sciopero e le prossime iniziative.
Questo è l'insegnamento principale di una strage come quella di
Viareggio e di 15 anni di mobilitazione e lotta: è nelle mani dei
lavoratori e delle lavoratrici, nella lotta che conducono per le proprie condizioni, la SICUREZZA di tutti e tutte.
Da parte nostra, è quindi naturale e autentico l'invito che rivolgiamo a voi, come ai macchinisti e ai capitreno - ma anche ai ferrovieri tutti - ad essere con i familiari, con i cittadini di Viareggio e con gli altri lavoratori e lavoratrici che raccoglieranno questo appello: A VIAREGGIO IL 29 GIUGNO!
29 giugno ore 18.00, alla “Chiesina dei pescatori” in darsena, si terrà la rappresentazione di Elisabetta Salvatori “Non c'è mai silenzio”, dedicata alla strage e alle vittime di Viareggio; il buffet all’aperto e alle 20.45 l’appuntamento per il corteo fino a via A. Ponchielli (luogo della strage) con video e interventi fino alle 23.50; infine il ricordo delle 32 Vittime.
3 giugno 2024
Coordinamento 12 ottobre
- Familiari della strage ferroviaria di Viareggio e del crollo della Torre Piloti nel porto di Genova - Medicina Democratica - Coordinamento Lavoratori/trici Autoconvocati/e (CLA) - Assemblea 29 giugno - Cub-Trasporti - Sindacato Generale di Base (SGB) - Sol Cobas - Cobas Lavoro Privato - Attivisti, delegati, Rls di sindacati di base, del Coordinamento Macchinisti Cargo (CMC), dell’area alternativa/opposizione “Radici del sindacato” e ‘Rete 25 Aprile’ della Basilicata
pc 4 giugno - Nicoletta Dosio ancora arrestata! Basta Libertà! Massima solidarietà
- Daniela Bezzi - Pressenza
‘Da ora sono ai domiciliari.’ La scarna notizia l’ha diramato lei stessa, Nicoletta Dosio, ed era poco dopo la mezza di oggi, 1 giugno. E tuttora, mentre a fine giornata scrivo queste note, i messaggi di solidarietà, incredulità, indignazione non smettono di arrivare sui social e sulle chat del Movimento No Tav e non solo.
pc 4 giugno - Palestina - le cifre del genocidio - il piano Biden non ferma ma legittima il genocidio in corso
La fonte è l’autorità di Gaza. STOP THE GENOCIDE NOW!
240, i giorni della guerra genocida
3.247, i massacri commessi dall’esercito di occupazione
46.439, i martiri e le persone scomparse
10.000, gli scomparsi
36.439, i martiri arrivati negli ospedali
15.438, i bambini uccisi
32, i bambini morti a causa della malnutrizione e della disidratazione
10.231, le donne uccise
498, i martiri nel personale medico
70, gli uccisi appartenenti alla Protezione Civile
147, i giornalisti uccisi
7, fosse comuni causate dall’occupazione all’interno degli ospedali
520, i martiri recuperati da sette fosse comuni all’interno degli ospedali
148, i centri di accoglienza presi di mira dall’occupazione “israeliana”
82.627, i feriti (uomini e donne)
il 70% delle vittime sono bambini e donne
17.000, i bambini rimasti senza i loro genitori, o uno dei loro genitori
11.000, i feriti che per essere curati devono andare all’estero
10.000, i malati di cancro che corrono il rischio di morte, e hanno bisogno di cure.
1.095.000, sono i colpiti da malattie infettive a seguito dello sfollamento
20.000, i casi di infezione virale da epatite dovuta allo sfollamento
60.000, le donne incinte a rischio, per mancanza di accesso all’assistenza sanitaria
350.000, i pazienti cronici a rischio a causa della prevenzione dell’assunzione dei farmaci
5.000, gli arresti nella Striscia di Gaza durante la guerra genocida
310, gli arresti di personale sanitario
20, i casi di arresto di giornalisti, i cui nomi sono noti
2 milioni, gli sfollati nella Striscia di Gaza.
192, le sedi governative distrutte dall’occupazione
109, le scuole e le università completamente distrutte
318, le scuole e le università parzialmente distrutte
604, le moschee completamente distrutte
200, le moschee parzialmente distrutte
3, le chiese prese di mira e distrutte dall’occupazione
88.300, le unità abitative completamente distrutte dall’occupazione
303.000, le unità abitative parzialmente distrutte dall’occupazione
78.000, le tonnellate di esplosivo sganciate dall’occupazione sulla Striscia di Gaza
33, gli ospedali messi fuori uso dall’occupazione
55, i centri sanitari che l’occupazione ha messi fuori uso
160, le istituzioni sanitarie prese a bersaglio dall’occupazione
131, le ambulanze prese di mira dall’occupazione
206, i siti archeologici e del patrimonio artistico distrutti dall’occupazione
33 miliardi di dollari, le perdite iniziali dirette della guerra di sterminio nella Striscia di Gaza
lunedì 3 giugno 2024
pc 3 giugno - Il G7 che prepara la guerra imperialista mondiale - Tutti in Puglia il 13/15..
2 appuntamenti 'autorizzati'
a Brindisi il 13 giugno sera ore 20
alla Controcena dei Grandi
a Fasano - manifestazione nazionale ore 15
Coordinamento NOG/7 info@nog7.it
Due proposte per i lavoratori e il sindacalismo di base e di classe organismi sociali di lotta
13 giugno - giornata di informazione e lotta sui posti di lavoro e sul territorio
15
giugno Fasano ore 10 assemblea nazionale delle rappresentanze dei
lavoratori in Piazza Ciaia - autorizzata - che poi partecipano al corteo
del pomeriggio
slai cobas per il sindacato di classe slaicobasta@gmail.com
pc 3 giugno - Taranto: combattiva manifestazione di fronte all'Ammiragliato
per la Palestina, per dire stop al genocidio di Israele di bambini, donne, civili a Gaza, con la resistenza del popolo palestinese, contro le guerre imperialiste
il 2 giugno più di un centinaio di persone hanno presidiato tutto il lungomare, dal ponte fino all'Ammiragliato, rompendo il divieto di avvicinarsi all'Ammiragliato; una manifestazione ricca, combattiva, con tanti interventi di attivisti del coordinamento provinciale della Palestina, di rappresentanti dello Slai cobas, di donne, di studenti, di operai dell'ex Ilva, del rappresentante di Bridisi del coordinamento regionale NO G7.
La manifestazione si è aperta con il passaggio nel canale della barca di un pescatore compagno dove era issata in alto la bandiera della Palestina, disegnata anche sulla barca; il pescatore con il megafono ha lanciato una forte denuncia/condanna del massacro in atto in Palestina e dei suoi responsabili e complici.
Sono seguiti tutti gli interventi, slogan, musica. Ma c'è stato anche altro. Quando in maniera stupida e provocatoria la banda militare, seguita dal codazzo di politicanti e personaggi militari che poco prima avevano tenuto la loro "celebrazione" del 2 giugno alla rotonda del lungomare, hanno cercato di raggiungere l'Ammiragliato, hanno trovato la pronta reazione dei partecipanti alla manifestazione, che si sono avvicinati il più possibile, scontrandosi col cordone di polizia e zittendo le loro "trombe" con i nostri slogan, grida... Costringendoli dopo qualche minuto a fare marcia indietro.
La manifestazione è proseguita per tutta la mattinata, al termine ha attraversato in corteo il ponte girevole e parte della città vecchia.
pc 3 giugno - India. Porre fine all'ingiusta incarcerazione del compagno Prashant Bose e di tutti i prigionieri politici
da International
Committee to Support People’s War in India Italia csgpindia@gmai.com
INDIA: End Unjust Incarceration Of Comrade Prashant Bose And All Political Prisoners
Il 12 novembre 2021, Prashant Bose, un anziano attivista politico del Jharkhand, e la sua compagna di vita e di lotta, Shila Marandi, sono stati arrestati dalla polizia di stato mentre si recavano a un appuntamento medico per la cura di una cataratta. Da allora, nonostante fosse in condizioni di salute critiche e avesse quasi 80 anni, è stato imprigionato in un carcere del Jharkhand. È un attivista politico veterano che ha partecipato e guidato diverse rivolte contadine in stati come il Bengala, il Bihar quando non era ancora diviso e successivamente il Jharkhand e il Bihar.
Crediamo che, anche se si può non essere d'accordo con una certa ideologia politica, non si dovrebbe mai essere criminalizzati per aver adottato un'ideologia diversa da quella dello Stato. Invece di rilasciare quest'uomo anziano, il governo ha fatto pressioni con accuse contro di lui uno dopo l'altro, mettendolo così dietro le sbarre per anni senza un processo. Questa strategia nega di fatto il detto della Corte Suprema, "la cauzione è la regola, il carcere è l'eccezione", e quindi lo Stato indiano ha trasformato il processo legale in una punizione sostanziale.
Inoltre, è disumano da parte dello Stato arrestare un ottuagenario e tenerlo in prigione. Sulla base delle informazioni raccolte da diverse agenzie di stampa, il signor Bose è afflitto da molteplici condizioni di salute come ipertensione, paralisi e altre, che lo rendono incapace persino di stare in piedi in modo indipendente. Siamo consapevoli che le infrastrutture carcerarie sono del tutto inadatte a persone così anziane e malate per condurre una vita normale. Ciò implica che la detenzione di tali individui riduce di fatto il loro diritto alla vita garantito dalla Costituzione. Abbiamo già perso padre Stan Swamy a causa dell'indifferenza dello Stato nel lasciargli vivere una vita dignitosa.
Un certo numero di dichiarazioni delle Nazioni Unite sui cittadini anziani (confermate dal governo indiano) evidenziano la crescente popolazione di detenuti anziani e sollecitano le nazioni a ripensare il concetto di cura e custodia di questa "minoranza dimenticata". Questa prospettiva mette in discussione la "legge ferrea della correzione" e sollecita le nazioni a rilasciare i prigionieri anziani e malati con effetto immediato. Pertanto, anche da questo punto di vista, qualsiasi ulteriore incarcerazione del signor Bose (e di altri) è una grave violazione del diritto internazionale dei diritti umani nei confronti dei detenuti anziani. A parte questo, il DIG della polizia del Jharkhand non ha permesso ai suoi parenti di visitarlo durante i primi 3 mesi del suo periodo di incarcerazione. Questo è totalmente incostituzionale e va contro tutti i codici carcerari nazionali e internazionali. Né i parenti, né gli attivisti per i diritti civili sono autorizzati a visitare il signor Bose.
L'India si sta muovendo sempre più nella direzione di uno stato fascista, con l'impiego della polizia e la completa sottomissione alla dittatura delle forze brahmaniche Hindutva. Leggi draconiane come l'UAPA, che sono riproposizioni modernizzate di leggi come la legge coloniale Rowlatt, sono state intessute nella Costituzione. Lo Stato indiano, nel disperato tentativo di soffocare tutte le voci di dissenso, ha lanciato un attacco a tutto campo contro tutte le forze progressiste e democratiche.
Noi, le organizzazioni firmatarie, chiediamo il rilascio immediato e incondizionato di Prashant Bose e di tutti i prigionieri politici.
India:
1.
All India Students’ Association
2. All India Revolutionary
Students’ Organization
3. Revolutionary Students’ Front,
West Bengal


















