martedì 7 maggio 2024

pc 7 maggio - Arrestata Torino perché indossa una bandiera palestinese e tenta di avvicinarsi al passaggio della tappa del Giro d'Italia

 

pc 7 maggio ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - Palermo!

 

pc 7 maggio - Una generazione che osa cambiare rotta, per una nuova formazione pubblica in una nuova società - info per il dibattito

 

Una generazione che osa cambiare rotta, per una nuova formazione pubblica in una nuova società

Per il 18 e 19 maggio, OSA e Cambiare Rotta organizzano a Roma un Forum nazionale sul sistema-formazione del nostro paese, le sue storture e la necessità urgente di cambiare veramente rotta, con una nuova formazione pubblica in una nuova società.

La complicità dei nostri atenei e Israele hanno finalmente portato il tema delle università e del ruolo della conoscenza nel dibattito pubblico, toccando un tasto sensibile per le nostre classi dirigenti e aprendo una contraddizione cruciale, percepita insopportabile anche dai nostri compagni che dalla Francia agli Stati Uniti si mobilitano come noi nelle università e che ci porteranno un loro saluto nei giorni del forum.

pc 7 maggio - Genova - Toti arrestato - C'è sicuramente materia per arrestare quasi tutti i presidenti delle Regioni - e a salire ... - Primo commento dal Clap

Toti arrestato. Genova in mano alle gang imprenditorial-mafiose

Stamattina, è arrivato l’arresto di un pilastro storico del berlusconismo, il governatore della Liguria Giovanni Toti, che si era addirittura inventato un movimento personale

L’accusa è corruzione. 

Con lui infatti finisce indagato anche l’ex presidente dell’Autorità portuale genovese nonché – ora – amministratore delegato di Iren, multiutility del settore energetico – per cui è scattata l’accusa di «corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio».

Ma l’epicentro dell’inchiesta è il nome di Aldo Spinelli, imprenditore portuale tra i più noti.

Gli affari sotto esame riguardano alcune concessioni di aree portuali, come quella del Terminal Rinfuse, pagamenti in nero di spazi pubblicitari (come il maxi cartellone luminoso sul grattacielo più alto di Genova e dove spesso è apparsa la scritta Esselunga, il cui consigliere d’amministrazione Francesco Moncada è stato temporaneamente interdetto dall’attività imprenditoriale).

La corruzione di Toti si sarebbe concretizzata in 74.000 euro in cambio della trasformazione della spiaggia di Punta dell’Olmo da pubblica in privata (un classico da “mani sulla città” quella delle variazione delle “destinazioni d’uso”). Su cui oltretutto incombeva un complesso immobiliare nell’interesse di Spinelli, che però incontrava qualche difficoltà per l’approvazione. E infine il rinnovo della concessione trentennale del Terminal Rinfuse (controllato di fatto sempre da Spinelli), egualmente “in stallo”.

L’attuale capo di gabinetto della Regione, Matteo Cozzani, è invece accusato di «corruzione elettorale», con l’aggravante del fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa Cosa Nostra, segnatamente il clan Cammarata del mandamento di Riesi con proiezione nella città di Genova.

Gli altri nomi sono quelli di Mauro Vianelli, presidente dell’Ente Bacini (considerato l'”uomo ombra” del porto e vicino al Pd), Roberto Spinelli, figlio dell’imprenditore Aldo, Venanzio Maurici (sindacalista della Cgil), Arturo Angelo Testa e Italo Maurizio Testa: gli ultimi tre sono il collegamento nell’ambito della criminalità organizzata.

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Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali

Porto di Genova 7 maggio 2024
Questo è il primo terremoto, sarebbe facile dire avevamo ragione su tutto, sarebbe facile dire che alcuni

pc 7 maggio - Il piano genocida dello stato sionista di tipo nazista d'Israele prosegue - Israele ha iniziato l’assalto a Rafah

 Migliaia di palestinesi di nuovo in fuga dalle bombe

I bombardamenti dell’artiglieria israeliana hanno colpito i quartieri di Al-Salam e Al-Jeneina, a est della città di Rafah, tra i colpi di arma da fuoco di veicoli militari israeliani nell’area dell’aeroporto di Gaza distrutto.

Il gabinetto di guerra israeliano ha approvato domenica all’unanimità l’avvio dell’operazione militare a Rafah già iniziata nella giornata di ieri con l’appello ai palestinesi ad evacuare la parte orientale della città, vicina al confine con Israele.

Khalil al-Hayya, vice capo del Movimento di Resistenza Palestinese Hamas nella Striscia di Gaza e membro del suo ufficio politico, in serata aveva affermato che il movimento ha accettato la proposta dei mediatori su un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Aveva inoltre sottolineato che la proposta raggiunge gli obiettivi desiderati dal popolo palestinese, spiegando che la palla era nel campo dell’occupazione israeliana.

Secondo l’agenzia israeliana YnetNews, sono due i fatti hanno indotto Israele a prendere la decisione che era stata rinviata per mesi nella speranza di arrivare a un accordo su tregua e rilascio degli ostaggi: l’intransigenza di Hamas e il mortale attacco di mortai sferrato domenica dalla resistenza palestinese al

pc 7 maggio - la guerra contro i migranti

Parte delle manovre di guerra imperialista è la guerra contro i migranti. E qui la Meloni è sempre in prima fila, anche in questi giorni, con la sua azione neo-coloniale, ad usum anche in chiave di elezioni europee.

In questi giorni vi sono stati due fatti di un nuovo intervento contro i migranti:

Da un lato l'attivismo dell'Italia per vietare nel Mediterraneo gli aerei delle Ong. Una raffica di ordinanze dell’Enac ’Ente nazionale per l’aviazione civile' sugli scali siciliani minaccia il fermo di questi aerei di ricerca e soccorso dei migranti, che sono fondamentali per lanciare gli allarmi per le imbarcazioni in pericolo. L'Enac ha infatti emesso un'ordinanza in cui si dice «Chiunque effettua attività in ambito Search and Rescue al di fuori delle previsioni del quadro normativo vigente è punito con le sanzioni di cui al Codice della navigazione, nonché con l’adozione di ulteriori misure sanzionatorie quali il fermo amministrativo dell’aeromobile».

UNA RAFFICA di ordinanze, fatte il 3 maggio per gli aeroporti di Lampedusa, Pantelleria, Comiso e Catania Fontanarossa; il 6 per quelli di Trapani Birgi, Palermo Punta Raisi e Palermo Bocca di Falco.

LE ORDINANZE si intitolano: «Interdizione all’operatività dei velivoli e delle imbarcazioni delle ong sullo scenario del Mare Mediterraneo centrale». Affermano che il controllo delle attività di ricerca e soccorso deve essere monopolio dello Stato.

Per giustificare questo si afferma che le ong eludono il quadro normativo di riferimento e i loro interventi rischiano di «compromettere l’incolumità delle persone migranti» e aumentano il carico di lavoro della guardia costiera. Se non fosse tragica sarebbe grottesca.

Giustamente una delle Ong, Sea-Watch, ha risposto: «Non fermeremo le operazioni anche a costo di mettere in pericolo i nostri aerei». Ma poi ha aggiunto: «questo è un atto vigliacco e cinico di chi usa la criminalizzazione delle ong come strumento di propaganda politica in vista delle imminenti elezioni per il rinnovo del parlamento europeo». 

SOLO TRA GENNAIO E MARZO di quest’anno i due aerei di Sea-Watch hanno condotto 40 missioni per un totale di 205 ore di volo. Hanno avvistato 2.755 persone in pericolo a bordo di 47 imbarcazioni.

Mentre cosa ha permesso invece l'intervento dello Stato: che centinaia e centinaia di migranti una volta intercettati sono stati consegnati alla «guardia costiera» libica. 

E opportunamente si fa un collegamento tra la visita in Libia della Meloni e la nuova stretta sulle deportazioni dalla Tunisia». 

Appunto, il viaggio in Libia. Qui la Meloni, oltre a firmare tre intese per il cosiddetto "Piano Mattei" su sanità, sport e università, negli incontri è stato centrale, all'OdG: la «fruttuosa» collaborazione per fermare i flussi migranti, collaborazione che ha conseguenze anche gravissime per i migranti; un rinnovo della azione criminale Italia/Tunisia, che insieme all'accordo di partecipare all’opera di ricostruzione della città di Derna devastata da un’alluvione, la Meloni può anche utilmente spendere nella campagna elettorale per le europee.

Quindi la Meloni ha confermato il sostegno alla cosiddetta Guardia costiera libica, lager, torture, previsto nel decreto missioni in votazione alla camera. 

E qui, chiaramente, la copertura che vuole essere giustificativa ma è di totale ipocrisia e falsità è la solita: la necessità di fermare gli scafisti.

Ma quali scafisti? Tanto per dire domani 10 maggio al tribunale di Crotone si terrà la seconda udienza del processo che vede imputata Maysoon Majidi, arrestata con l'accusa di essere una scafista.

È noto che chi intasca i soldi, decine di migliaia di euro per questi viaggi, non parte, non corre il rischio di morire in mare, resta in Libia, o da qualche altra parte, ad organizzare comodamente i suoi traffici; mentre è chi si trova a corto di soldi che, pur di intraprendere quel viaggio per approdare ad una vita migliore, potrebbe accettare di mettersi al timone.

Non si tratta di spietati traghettatori che lucrano sulla pelle di persone in fuga, al contrario di vittime di un sistema che produce profughi, viaggi a rischio, morti.

L’ingiusta reclusione di Maysoon è un caso paradigmatico per comprendere meglio anche l’insensatezza e la pericolosità del Decreto Cutro, nato dopo la tragica morte, in Calabria, di 94 migranti, lasciati in balia delle onde, senza rispondere alle richieste di soccorso, tanto che la Procura di Crotone, nei mesi scorsi, ha iscritto nel registro degli indagati tre ufficiali della guardia di finanza per mancato soccorso.

Dopo questa tragedia, il governo Meloni riunisce proprio a Cutro il Consiglio dei Ministri e da lì fa passare il famoso decreto Cutro, che sancisce l’ennesima riduzione dei diritti umani e spiana la strada alla carcerazione facile ed ingiusta.

Nel frattempo, durante il processo per la strage di Cutro, alcuni sopravvissuti hanno dichiarato che sono stati indotti dalle forze dell’ordine a indicare come scafisti delle persone che non lo erano. Questo rappresenta un caso che aiuta a capire come vengono forzati i vincoli della verità pur di “produrre colpevoli scafisti“.

Gli abitanti del ghetto di #borgomezzanone sono questa mattina 7 maggio davanti ai cancelli del CARA per chiedere ancora una volta che torni l' #acqua nel #ghetto
Dall'estate scorsa, la più grande baraccopoli d'Italia è senz'acqua. Oggi come già nel passato mese di dicembre, gli abitanti pretendono il ripristino dell'impianto che fino ad agosto serviva l'approvvigionamento idrico.
Sulla ormai celebre pista adiacente il Centro d'Accoglienza per Richiedenti Asilo di Borgo Mezzanone (FG) risiedono centinaia di persone, che diventano migliaia nei picchi stagionali delle raccolte agricole. I rubinetti sono a secco da mesi a causa di un guasto, e la distribuzione di acqua da parte di @acquedottopugliese (AqP) nelle poche taniche installate allo scopo è saltuaria e insufficiente al fabbisogno.
Dopo la scorsa mobilitazione si era fatta più frequente, con passaggi giornalieri, salvo poi tornare a 2-3 distribuzioni settimanali. Evidentemente agli amministratori di vario ordine e grado - a cominciare dalla #Prefettura, che è la prima responsabile - va ricordato che non solo chi vive sulla pista è un essere umano e come tutti gli esseri umani ha bisogno di acqua per vivere.
Ma che non si può pretendere di avere lavoratori a basso costo e disponibili nei momenti di picco (come quello attuale della raccolta degli asparagi) senza provvedere alle loro necessità - non solo l'acqua, ma una casa degna di questo nome, il trasporto da e per il luogo di lavoro, un salario giusto, e quindi i documenti che sono il presupposto fondamentale per accedere a queste altre tutele.
Da che agli abitanti di Borgo Mezzanone doveva essere fornita un'alternativa abitativa attraverso le decine di milioni di finanziamento del #PNRR, di cui si è persa qualsiasi traccia, al momento nemmeno più il basilare approvvigionamento idrico viene garantito. E allora niente acqua? Niente lavoro! Aprite subito i rubinetti!

pc 7 maggio - La Colombia rompe le relazioni diplomatiche con Israele

di José Emiliano Pérez *

“Questo governo è contro tutti i genocidi. Quanti applaudono il genocidio dei palestinesi hanno applaudito anche quello dei colombiani. Costruiscono politiche di morte, mentre l’umanità ha bisogno di politiche di vita”.

Il primo governo di sinistra della storia colombiana non dimentica il ruolo che Israele ha avuto nell’addestramento delle prime bande paramilitari di estrema destra che insanguinarono il Paese tra anni ’90 e 2000, generando decine di migliaia di morti civili.

Tel Aviv ha dato per decenni ai governi conservatori colombiani un grande contributo militare per la “guerra al terrorismo”, nel momento in cui le élite colombiane decisero di affrontare il conflitto armato interno oscurando la sua origine sociale e politica, presentandolo come semplice problematica di “sicurezza” da risolvere militarmente.

La Colombia passa dall’essere il principale alleato sionista nella regione al secondo Paese, dopo la Bolivia, che recide completamente le proprie relazioni con Israele. Ancora una volta il Latino America

lunedì 6 maggio 2024

pc 6 maggio - La truffa del G7

I ministri dei Paesi più industrializzati e inquinanti al mondo annunciano false promesse per fronteggiare la questione climatica.

Riflessioni e valutazioni conclusive di una settimana di mobilitazione, scritte a più mani tra chi ha partecipato al percorso di costruzione della contestazione.

È evidente che gli incontri dei Ministri del G7 sono soltanto sontuose messinscene mediatiche, in cui si finge che i “governi dei migliori” assumano impegni diversi da quelli reali, già presi altrove dai grandi burattinai della finanza e dell’industria. Nel contempo si fa propaganda per convincere le masse ad accettare scelte che convengono a quegli stessi soggetti. Per esempio il nostro Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica continua a spingere sull’energia atomica per uscire dal fossile, partendo dal presupposto – falso – che il nucleare di quarta generazione sia energia pulita e sicura. Non trova accordo (la Germania, in particolare, è scettica in quanto ha già abbandonato quella strada), e ciò nonostante Pichetto Fratin continua a ripetere il mantra del nucleare pulito, come da copione, non avendo certamente le competenze tecniche (è un commercialista) per valutare a fondo i numerosi e controversi aspetti di un argomento così complesso.

A conclusione dei lavori è stato annunciato un accordo politico per dire addio al carbone entro il 2035. Secondo le dichiarazioni, l’Italia dovrebbe fare da apripista e spegnere tutte le centrali a carbone entro il 2025, tranne quella di Fiume Santo in Sardegna, che resterebbe attiva fino al 2027. A ciò si aggiunge l’ambizione di uno stop all’inquinamento da plastica entro il 2040. È indicativo che manchi un accordo tecnico, ossia che non si abbiano piani sul come fare, ma le promesse, già in drammatico ritardo, si sprecano.

Questo ci fa capire che la classe politica non ha alcuna competenza in merito a questi temi: nel

pc 6 maggio - A Palermo è di nuovo strage di lavoratori - Massima denuncia e mobilitazione generale e autonoma

Sono almeno cinque i lavoratori uccisi per intossicazione dopo essere rimasti intrappolati nelle fognature di un’azienda vinicola, un sesto si trova in gravi condizioni. Erano dipendenti di una ditta esterna ad Amap.

pc 6 maggio - Mille modi per denunciare il genocidio contro il popolo palestinese - Roma

Finti cartelli turistici intorno alla sede diplomatica di Israele

“Ambasciata del genocidio”. Comparsi finti cartelli turistici intorno alla sede diplomatica di Israele

Sono comparsi questa mattina nei dintorni di Villa Borghese, a Roma, alcuni finti cartelli turistici a segnalare la direzione per l’"Ambasciata del Genocidio". Una serie di cartelli applicati su muri e cassonetti vicino la sede dell’ambasciata di Israele di via Michele Mercati, nella zona nord della Capitale.

pc 6 maggio - Al via l’esercitazione Mare Aperto 2024 - info

Impegnati circa 9.500 militari di 22 nazioni

Ha inizio oggi la Mare Aperto 2024, la più imponente esercitazione pianificata e condotta dal Comando in Capo della Squadra Navale della Marina Militare, che vedrà impegnati circa 9.500 militari di 22 nazioni (di cui 11 appartenenti alla NATO). Circa quattro settimane di intenso addestramento, con oltre 100 tra navi, aeromobili, sommergibili e veicoli non pilotati. Vi sarà poi una consistente presenza di reparti anfibi, sia della Brigata Marina San Marco sia delle marine di Spagna e Francia nonché del corpo dei Marines statunitensi, tutti con relativi mezzi ruotati e cingolati. Coinvolti anche gli incursori e i subacquei del COMSUBIN.

In ambito interforze e interagenzia, la Mare Aperto 2024 vedrà la presenza di unità di Esercito, Aeronautica, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza, oltre a mezzi aeronavali della Guardia Costiera. A questi si aggiunge il personale civile proveniente da diversi istituti universitari, centri di ricerca e organizzazioni del comparto marittimo, della Difesa e di altri dicasteri.

Quest'anno, l'esercitazione coinvolgerà anche il gruppo navale permanente di contromisure mine della NATO dispiegato nel Mediterraneo (SNMCMG2), gli assetti navali operanti nell'ambito dell'iniziativa EUROMARFOR, la forza da sbarco spagnola e il gruppo portaerei francese Charles de Gaulle.

“Lo Strumento marittimo potrà mettere alla prova tutte le sue capacità, agendo nel contesto multidominio e restando interconnesso attraverso le infrastrutture degli innovativi domini cyber e spazio". Così si è espresso l'ammiraglio di squadra Aurelio De Carolis, Comandante in Capo della Squadra Navale, che ha poi sottolineato come "gli impegni della Marina Militare non sono mai stati così numerosi e sfidanti, con ruoli di comando assolti in tutta l'area del Mediterraneo Allargato, a

pc 6 maggio - Francia - Giochi Olimpici/repressione e videosorveglianza - Un contributo

Contro l’impero della videosorveglianza algoritmica

La “sperimentazione” della videosorveglianza algoritmica nel quadro stabilito dalla legge sui Giochi Olimpici è solo una manovra ipocrita intesa a legalizzare a piccoli passi un dispositivo di polizia già massicciamente dispiegato in Francia.

di La Quadrature Du Net da Mediapart

La “sperimentazione” della videosorveglianza algoritmica nel quadro stabilito dalla legge sui Giochi Olimpici è solo una manovra ipocrita intesa a legalizzare a piccoli passi un dispositivo di polizia già massicciamente dispiegato in Francia. Per contrastare questa strategia, La Quadrature du Net lancia oggi una campagna volta ad alimentare l’opposizione popolare alla VSA, una tecnologia basata su tecniche di “Intelligenza Artificiale” che equivale al controllo costante e automatizzato degli spazi pubblici e che segna una svolta storica nella sorveglianza dello Stato.

È stato presentato anche un reclamo alla CNIL (l’autorità della Privacy in Francia) per denunciare l’ipocrisia dei promotori della VSA e denunciare la negligenza del Garante per la protezione dei dati personali.

 Il pretesto dei Giochi Olimpici

Negli ultimi giorni i servizi di polizia del Paese e i servizi di sicurezza delle compagnie di trasporto fanno legalmente uso della VSA[1]. A fine aprile, citando i grandi afflussi di persone legate a partite di calcio o concerti, la Questura di Parigi ha autorizzato la SNCF e la RATP a utilizzare le tecnologie della startup Wintics per incrociare le riprese di centinaia di telecamere installate su alcuni treni parigini e stazioni della metropolitana[2]. Queste “sperimentazioni” continueranno fino a marzo 2025, nel quadro giuridico stabilito dalla legge relativa ai Giochi Olimpici adottata lo scorso anno[3]. Non importa l’efficienza ridicola di questi sistemi di sorveglianza automatizzata degli spazi pubblici. Per il Ministero dell’Interno, i produttori e i loro rappresentanti politici, queste sperimentazioni servono soprattutto a distogliere l’attenzione, mentre allo stesso tempo centinaia di sistemi VSA vengono utilizzati illegalmente da anni dallo Stato, dagli enti locali o dalle autorità dei trasporti. Si tratta anche di farci dimenticare che all’incrocio tra interessi economici, elettorali e autoritari, i promotori della Tecnopolizia lavorano da anni per imporre la VSA ovunque sul territorio.

Il peggio deve ancora venire

Di fatto, i progetti di legge miranti a perennizzare la VSA ricorrendo alle applicazioni più sensibili –

pc 6 maggio - Sardegna: manovre Nato, coinvolti 13 atenei italiani

 

Nell’imponente esercitazione sono impegnati 9.500 militari di 22 nazioni. E 65 studenti. Si stanno testando capacità operative nel Mediterraneo, dalla Provenza alla Sicilia

di Costantino Cossu da il manifesto

Una prova muscolare in un quadrante, il Mediterraneo, che la guerra in Palestina e le tensioni in Medio Oriente hanno reso cruciale. Con la partecipazione delle università italiane e il coinvolgimento degli studenti. È iniziata l’altro ieri «Mare aperto 2024», un’imponente esercitazione internazionale coordinata dalla Marina italiana che vedrà impegnati 9.500 militari di 22 nazioni, di cui 11 appartenenti alla Nato. Si andrà avanti sino al 27 maggio.

Circa quattro settimane di intenso addestramento, con oltre cento tra navi, caccia, sommergibili e droni. Il teatro dell’esercitazione avrà come centro la Sardegna, in particolare il poligono di Capo Teulada, ma avrà un’estensione amplissima: dal Mar Ionio alle coste della Provenza, inglobando Sicilia e Corsica. I marines americani opereranno insieme con i reparti anfibi della Brigata San Marco e con le truppe da sbarco di Spagna e Francia. I francesi schiereranno la loro ammiraglia, la portaerei Charles De Gaulle. È la più grande esercitazione militare internazionale mai coordinata nel Mediterraneo dalla Marina italiana.

COINVOLTI anche 13 atenei italiani: Bari, Alma Mater Studiorum Bologna, Genova, Trieste, Statale Milano, Cattolica Milano, Politecnico Milano, Iulm Milano, Federico II Napoli, Sant’Anna Pisa, La Sapienza Roma, Luiss Roma, Università della Tuscia. «A bordo delle nostre navi – annuncia il ministero della Difesa – ci saranno, tra studenti e docenti, 65 universitari, che si integreranno con gli staff imbarcati in funzione del loro percorso di studi.

La presenza degli studenti e dei docenti, in un rinsaldato rapporto ormai pluriennale, evidenzia il

pc 6 maggio - Matteo Falcinelli torturato dalla polizia di Miami, il governo italiano sapeva

di Sergio Scorza

Martteo Falcinelli, uno studente italiano di 25 anni, iscritto all’Università della Florida è stato incaprettato in cella dalla polizia di Miami, rimanendo così per 13 minuti, immobilizzato con la stessa tecnica che uccise George Floyd.

Aveva osato chiedere il numero di matricola a un agente che stava per arrestarlo fuori da un locale. “Non ho diritti?”, urla, e a quel punto scatta l’arresto, col volto a terra, ammanettato e un ginocchio sulla nuca.

Nella stazione di polizia Falcinelli si trova poi contro quattro agenti

domenica 5 maggio 2024

pc 5 maggio - Info su 1° Maggio proletario e internazionalista sul blog maoistroad in lingua originale


pc 5 maggio - 206 anni fa nasceva Karl Marx che dedicò tutta la sua vita alla emancipazione del proletariato, fornendo la scienza per la rivoluzione proletaria verso il comunismo

Marx: "Renderò onore agli operai che non hanno nulla, che sono considerati una classe pericolosa e parteciperò attivamente alla loro organizzazione, perchè essi sono il motore collettivo della Storia dell'emancipazione, i principali costruttori di una società egualitaria".

pc 5 maggio - Domani martedì a ORE 12 Controinformazione Rossooperaia: una partecipata assemblea a Palermo di proletarie e proletari apre la nostra campagna per il G7 di Puglia


pc 5 maggio - SITUAZIONE LAVORO DELLE DONNE IN ECUADOR - Riceviamo e pubblichiamo questo articolo del 1° Maggio da organización Luna Roja

Dal blog femminismorivoluzionario 

La crisi che sta attraversando il sistema capitalista imperialista ha generato un graduale deterioramento delle condizioni di vita delle classi popolari. Nell'Ecuador ci sono più 350.000 persone senza lavoro, dove le donne occupano un posto importante in questo numero di disoccupazione. Le promesse dei governatori di turno di creare maggiori opportunità di lavoro sono solo offerte che si diluiscono quando i politici raggiungono il potere.
Quito rimane ancora la città dove c'è maggiore disoccupazione, motivo per cui non sorprende che il lavoro informale o ambulante si posizionino con maggiore forza, in questo contesto le donne sono in cima alla percentuale di lavoratori ambulanti, perché molte di loro affrontano da sole la mantenimento dei vostri figli o sono capifamiglia. Situazione che diventa allarmante data la criminalizzazione del lavoro ambulante da parte del sindaco di Quito e della polizia metropolitana, che si sono incaricati di eseguire un continuo di molestie e repressione contro le donne del paese, hanno persino usato armi cortopunzzanti per sottrarre loro la merce.
Un altro dei settori più vulnerabili sono le donne lavoratrici retribuite a casa, che sono per lo più donne indigene e afroecuadoriane, dove il 62,8% di loro ha lavorato senza affiliazione all'IESS nel 2022 e 9 su 10 sono state discriminate e sottoposte a violenza di genere. Le lavoratrici retribuite a casa oltre a svolgere compiti di pulizia, si occupano di nutrimento e assistenza della famiglia per cui lavorano, alcune di loro vivono in un regime "porte in casa", iniziano la loro

sabato 4 maggio 2024

pc 4 maggio - Un operaio muore d’infarto alla Stellantis Europe di Atessa - Ad aprile gli operai e le operaie avevano lottato proprio sulle condizioni di sicurezza e salute

Massimo Di Florio, 56 anni, si è improvvisamente accasciato su un carrello colpito da un infarto alle 23,30 di ieri

04 Maggio 2024 alle 12:40

Un uomo di Lanciano è morto la notte scorsa al reparto montaggio dello stabilimento Stellantis Europe di Atessa (Chieti), ex Sevel: erano passate le 23.30 di ieri sera, al terzo turno notturno, quando Massimo Di Florio, 56 anni, si è improvvisamente accasciato su un carrello colpito da un infarto. A seguito dell'accaduto il restante turno di lavoro è stato annullato in comune accordo tra l'azienda e la Rsa di Fim, Uilm e Fismic nei reparti Montaggi e Logistica.


Ad aprile vi era stato uno sciopero e sit in Atessa Stellantis organizzato da Slai cobas e Usb, proprio per rivendicare migliori condizioni di lavoro nello stabilimento Stellantis di Atessa. 

Nel loro comunicato avevano scritto: "Il percorso di rivendicazione ci ha portato nella mattina di venerdì 12 aprile 2024 a promuovere un sit-in di protesta sotto gli uffici dello SPSAL di Chieti (ente di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro).

Una delegazione USB/Slai cobas ha avuto un'incontro con dirigenti dello Spsal per esplicitate le ragioni di tale iniziativa e consegnare un esposto contenente le richieste delle due organizzazioni: controlli su alcune specifiche postazioni di lavoro, l’attivazione di controlli periodici su postazioni a campione in tutte le officine e verifica della correttezza dei DVR (documenti valutazione rischi), verifica delle modalità di gestione della sorveglianza sanitaria e l’istituzione di un tavolo tecnico permanente.

Nelle quasi due ore di colloquio - informò la delegazione - il direttore dello SPSAL ci ha confermato,

pc 4 maggio - Stellantis, "cresce il malcontento degli operai" - Verso uno sciopero in tutti gli stabilimenti? Lo Slai cobas lo ha proposto

Da Il fatto quotidiano 

Timori per la fuga e il governo silente: la Uilm ‘chiama’ lo sciopero nazionale del settore auto

di Andrea Tundo | 2 Maggio 2024

Torino ha tracciato la strada: uno sciopero nazionale dell’auto non è più un tabù. La ritrovata unità sindacale attorno ai tagli di Stellantis e alle balbuzie del governo Meloni nel fronteggiare i segnali di disimpegno del duo Elkann-Tavares potrebbero presto trovare una forma, replicando su larga scala l’astensione dal lavoro del comparto piemontese, lo scorso 12 aprile, per chiedere un rilancio di Mirafiori.

Le mosse dell’ex Fiat nelle settimane successive sono state un segnale che ha surriscaldato il clima: cassa integrazione prolungata, contratto di solidarietà fino ad agosto, produzione ferma per tutto il mese di maggio, hanno fatto crescere il malcontento e i timori in tutti gli stabilimenti, da Pomigliano a Melfi passando per Cassino.

La Uilm: Trascorsi ormai tre mesi dalla richiesta avanzata con Fiom e Fim alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni affinché convochi l’ad di Stellantis Carlos Tavares, il coordinamento nazionale del sindacato dentro Stellantis ha reiterato l’appello alla premier: “Bisogna dare un seguito concreto al tavolo automotive aperto al ministero delle Imprese e del Made in Italy che finora non ha dato nessuna risposta e i vertici aziendali devono fare completa chiarezza sui programmi produttivi per il nostro Paese, indicando investimenti e tempistiche”. Senza una risposta urgente, ecco la proposta: “Proporremo lo sciopero nazionale del settore automotive alle organizzazioni sindacali con cui ci siamo già mobilitati unitariamente”.

Al di là della crisi di Mirafiori dettata dagli ordinativi ai minimi della 500 elettrica, Stellantis non ha ancora fornito dettagli sui cinque modelli elettrici annunciati a Melfi mentre Cassino regge le proprie fortune sulla produzione di Stelvio e Giulia, mentre si assemblano – spiegano fonti sindacali – appena sei Grecale elettrica al giorno. I timori riguardano anche l’indotto, strettamente connesso alle commesse di Stellantis, in particolare a Melfi.

“Anche l’arrivo di un eventuale secondo produttore – evidenziano i metalmeccanici della Uil – potrebbe essere positivo solo qualora si aggiungesse a un consolidamento e a un rilancio di Stellantis e non certo se arrivasse in sua sostituzione totale o parziale, come sembra adombrare lo stesso governo”.

VOLANTINO DELLO SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE diffuso a