mercoledì 20 marzo 2024

pc 20 marzo - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia nuovo numero nelle fabbriche, sui posti di lavoro, nei quartieri proletari, nelle assemblee e manifestazioni

pc 20 marzo - Genova contro gli accordi Italia/Israele/ contro i rapporti con la Leonardo e la industria bellica - info

Guerra in Palestina, continua la protesta di studenti e professori di Unige contro gli accordi tra Italia e Israele

L'appuntamento è per martedì 26 ore 9,30

Genova. “Gli accordi che Israele stringe a livello internazionale non fanno altro che legittimare e rafforzare l’esistenza dello stato. Quest’anno, l’annuale Israeli Aparthaid Week chiamata dalla campagna BDS ha un ruolo ancora più rilevante visto l’intensificarsi del genocidio in Palestina, in un conflitto che coinvolge tutto il Medio Oriente e vede la diretta partecipazione anche italiana”.

Con queste parole inizia il comunicato stampa di Cambiare Rotta che presenta una conferenza stampa di studenti e professori di Unige contro gli accordi tra Italia e Israele, prevista per martedì 26 ore 9.30. “Difatti, in Italia dal 2002 è in vigore l’Accordo di Cooperazione Industriale, Scientifica e Tecnologica Italia-Israele, in virtù del quale ogni anno viene pubblicato un bando per progetti di ricerca congiunti. Quest’anno verranno finanziati i progetti sui temi delle tecnologie del suolo, idriche e dell’ottica di

pc 20 marzo - Sospendere l’accordo di associazione UE-Israele!

Dublino, 14/03/2024: una coalizione di 206 gruppi della società civile europea, 20 dei quali con sede in Irlanda, ha inviato una lettera alla Commissione UE, al Consiglio UE e al Parlamento europeo, chiedendo la sospensione dell’Accordo di associazione con Israele in considerazione della violazione dei diritti umani da parte di quello Stato.

Nel mese di gennaio, in considerazione della causa del Sudafrica contro il governo israeliano relativa al genocidio, la Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) ha stabilito che alcune delle accuse indicano che il genocidio potrebbe essere plausibile in casi specifici.

La ICJ ha ordinato al governo israeliano di adottare tutte le misure in suo potere per prevenire atti

pc 20 marzo - Torino - gli studenti impongono il blocco della collarazione con Israele - info


Torino, accordo università-Israele: gli studenti protestano e sospendono una seduta del Senato accademico

(LaPresse) Gli studenti universitari hanno sospeso una seduta del Senato accademico al rettorato di Torino come segno di protesta per gli Accordi tra l'ateneo torinese (Unito) e Israele. «Durante l'Israeli Apartheid Week lanciata da BDS portiamo avanti le nostre pretese e la solidarietà incondizionata con il popolo palestinese e la sua resistenza: boicottiamo gli accordi guerrafondai e forieri di stragi e devastazioni che intercorrono fra il nostro ateneo, Israele e le grandi multinazionali della guerra!», si legge nel comunicato diffuso dagli studenti di Cambiare Rotta.

Guerra a Gaza, l'Università di Torino blocca il bando di collaborazione con Israele. Un solo voto contrario

L’ateneo è il primo a sospendere la collaborazione con le realtà accademiche israeliane. Parziale vittoria per i collettivi studenteschi che hanno bloccato la riunione del Senato accademico.

«Il Senato dell’Università ritiene non opportuna la partecipazione al bando del Ministero degli Affari

pc 20 marzo - Sciopero e scontri con la polizia in Bangladesh - info internazionalista

 in via di traduzione

Workers clash with the police in Gazipur and Ashulia in Bangladesh

Featured image: Workers in a protest in Gazipur, Bangladesh. Source: Dhaka Tribune

Workers of a yarn factory AA Yarn Limited clashed with the police on the 9th of March in Sreepur, Gazipur district of Bangladesh, demanding higher wages. The workers blocked the Dhaka-Mymensingh highway, denouncing that the factory bosses had ignored the demands of the workers for better pay despite multiple efforts from the workers to negotiate. The police repressed the workers with tear gas, rubber bullets and stun grenades, and the workers as a response defended the protest by throwing bricks at the police. It is reported that there was some injured among the workers as well as passers-by due to the police brutality.

The yarn workers of the factory earn around 6,000 Tk (around 55 US Dollars) a month, and the

martedì 19 marzo 2024

pc 19 marzo - Insieme contro la repressione manifestazione ad Amburgo 18 marzo

traduzione ufficiosa

Rete del 17 marzo 2024 

Lo Stato ha ampliato i suoi poteri da anni ormai. Soprattutto, alla polizia e ad altre organi di sicurezza sono stati conferiti ampi diritti, mentre i diritti fondamentali sono stati sempre più violati. Nell'attuale caso Rondenbarg, la magistratura si sta vendicando per aver perso la faccia al vertice del G20 e allo stesso tempo vuole limitare ulteriormente il diritto di riunione. Anche dall'esterno, le manifestazioni di sinistra assomigliano più a marce della polizia. Se le manifestazioni sono permesse, perché molti temi devono scomparire dal paesaggio urbano, alle e ai palestinesi tra l’altro è stato proibito di portare la loro causa nelle strade per molto tempo ad Amburgo.

Antifa fuori dalla galera!

Nel frattempo, diversi antifascisti si trovano nelle carceri tedesche. Anche se ai rappresentanti del governo piace essere fotografati alle manifestazioni anti-AfD, l'antifascismo coerente in questo paese è ancora perseguito con lunghe pene detentive. In azioni più piccole, come la protesta contro Alexander Gauland (AfD) nel municipio di Amburgo, gli attivisti e le attiviste devono essere scoraggiati con massicce multe. Ma i vicini europei non sono in alcun modo da meno, tra cui diversi antifascisti di

pc 19 marzo - Verona - repressione contro i lavoratori in lotta e contro attivisti sindacale Si cobas - infosolidale

BELFIORE: NELLA NOTTE PERQUISIZIONI E SEQUESTRI AI DANNI DI 3 SINDACALISTI DEL SI COBAS.


Nella tarda serata di ieri, varie pattuglie del nucleo operativo radiomobile dei carabinieri hanno effettuato perquisizioni domiciliari a casa di tre sindacalisti del SI Cobas, attivi in prima fila nella lotta alla Maxi di Belfiore: Asmerom Zemenfes e Abbas Mohsan dell'esecutivo nazionale e Florina Ghiorghita del coordinamento nazionale.
A tutti e tre i compagni sono stati sequestrati i telefoni cellulari e le rispettive SIM, considerate "corpo del reato", relativo agli scioperi iniziati da giugno dello scorso anno per rivendicare l'effettiva e integrale applicazione del CCNL trasporto merci e logistica nel magazzino della GDO di Belfiore, e che nelle ultime settimane ha prodotto ben 17 giorni di sciopero e presidi fuori ai cancelli a seguito della volontà del nuovo fornitore (la cooperativa Manhandwork) di non riconoscere il SI Cobas, largamente maggioritario tra i lavoratori.
I capi di imputazione principali, manco a dirlo, sono i soliti: violenza privata, resistenza a pubblico ufficiale e blocco stradale così come "riveduto e corretto" dal nuovo decreto sicurezza del governo Meloni.
Evidentemente la Procura di Verona, che ha emesso il mandato di perquisizione, intende utilizzare i sequestri dei beni personali dei nostri compagni come strumento di intimidazione al fine di fare cessare

pc 19 marzo - I compagni turchi commemorano il compagno 'Orso' a due anni dalla sua morte

 

I combattenti internazionali commemorano il compagno Orso (Tekosher Piling)


I combattenti internazionali del TIKKO hanno commemorato il combattente internazionale italiano Lorenzo Orsetti (Tekoşer Piling) con un video che hanno pubblicato.

Il 18 marzo 2019, l'anarchico italiano Tekoşer Piling, martirizzato come combattente TIKKO nell’attacco di Baxuz contro l'ISIS, è stato commemorato nell'anniversario della sua immortalità.

Un video è stato pubblicato dai combattenti internazionali del TIKKO per commemorare Tekoşer Piling. Il video inizia con un'immagine pubblicata da Tekoşer Piling. "Compagni, compagni ciao. Io sono Tekoşer" in italiano, seguito da un video di Tekoşer Piling che dice nella sua ultima lettera "Tutte le tempeste iniziano con una semplice goccia. Cerca di essere quella goccia". Poi ci sono le immagini dei combattenti che disegnano una sagoma di Tekoşer Piling e scrivono "Un partigiano non muore mai" accanto ad essa. Poi, nel discorso fatto a nome del TIKKO, "Oggi commemoriamo il nostro compagno Martire Tekoşer. È diventato immortale 5 anni fa nella guerra contro l'ISIS a Deir-ez Zor. Lorenzo Orsetti partecipò alla lotta antifascista in Rojava e contribuì all'internazionalismo non solo con le armi, ma anche con il suo cameratismo e la sua sensibilità combattiva. Il suo calore e la sua simpatia sono stati l'ultima cosa che ha lasciato a molte persone intorno a lui".

Sottolineando che gli attacchi al Rojava continuano, il discorso continua: "Lo Stato turco continua ad attaccare il Rojava ogni giorno. Minaccia di distruggere la rivoluzione con i suoi attacchi su larga scala. Prende di mira i rivoluzionari e gli spazi abitativi civili con il terrore della ricognizione. Condanna il popolo alla fame, alla sete e alla morte. Hanno occupato Efrîn, Serêkaniyê e Girê Spî con mercenari e hanno terrorizzato la popolazione locale. Ma non possono spezzare la volontà del popolo che resiste per la vittoria della rivoluzione e delle sue terre. Gli immortali da Kobanê ad Afrin, da Serêkaniyê e Girê Spî alla Palestina sono la nostra fonte di ispirazione. Difenderemo la rivoluzione contro il fascismo, come hanno dimostrato i nostri immortali".

Il discorso, in cui si afferma che la resistenza contro la crescente ondata di aggressione imperialista e fascista non può essere spezzata, si conclude con le seguenti parole: "Distruggeremo l'imperialismo e la barbarie con l'unità dei popoli oppressi. L'internazionalismo è l'arma del proletariato. E Lorenzo Orsetti, Barbara Anna Kistler e Nubar Ozanyan ci hanno insegnato come usare quell'arma. Lorenzo Orsetti lasciò l'Italia e si unì alla lotta per la liberazione dei popoli del Medio Oriente. Sentendo l'internazionalismo del proletariato, si unì alla lotta di liberazione popolare e alla lotta armata in quelle parti del mondo dove le contraddizioni imperialiste sono più gravi. Promettiamo a lui e a tutti i nostri martiri: continueremo la loro lotta, distruggeremo l'imperialismo, il fascismo e ogni tipo di reazione. Viva l'internazionalismo del proletariato, viva la rivoluzione del Rojava".

Infine, c'è una delle immagini di Tekoşer Piling nel video. In questa immagine, Tekoşer Piling dice: "Se stai guardando questo video, probabilmente le notizie non sono buone. Probabilmente sono morto. Ma non c'è niente di sbagliato in questo. So di aver fatto la scelta giusta. Avrei fatto questa scelta mille volte perché è quella giusta".

segue traduzione inglese

pc 19 marzo - ORE 12 Controinformazione Rossoperaia - La Comune di Parigi e la lotta per il potere operaio - Le donne della Comune

 

pc 19 marzo - Massimo sostegno alla posizione del fronte della Resistenza palestinese unita nei confronti della posizione capitolazionista e collaborazionista di ANP/Al Fatah

Dichiarazione congiunta di Hamas, Jihad islamica palestinese, Fronte popolare per la liberazione della Palestina e Movimento di Iniziativa Nazionale palestinese:

“Nel nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso

Alla luce del decreto emesso dal Presidente dell’Autorità Palestinese, che nomina il dottor Mohammad Mustafa a formare un nuovo governo, le organizzazioni nazionali palestinesi affermano quanto segue:

1. La massima priorità nazionale ora è affrontare la barbara aggressione sionista, il genocidio e la guerra per fame condotta dall’occupazione contro il nostro popolo nella Striscia di Gaza, e affrontare i crimini dei suoi coloni in Cisgiordania e Al-Quds occupata, in particolare La Moschea di Al-Aqsa e i rischi significativi che la nostra causa nazionale deve affrontare, in prima linea il rischio continuo di sfollamento.

2. Prendere decisioni individuali e intraprendere passi formali e privi di sostanza, come la formazione di un nuovo governo senza consenso nazionale, rappresenta un rafforzamento della politica di unilateralismo e un approfondimento della divisione, in un momento storico in cui il nostro popolo e la causa nazionale hanno più bisogno di consenso e unità, nonché della formazione di una leadership nazionale unificata, che prepari elezioni libere e democratiche con la partecipazione di tutte le componenti del popolo palestinese.

3. Questi passi indicano la profondità della crisi all’interno della leadership dell’Autorità [palestinese], il suo distacco dalla realtà e il divario significativo tra essa e il nostro popolo, le sue preoccupazioni e aspirazioni, il che è confermato dalle opinioni del vasto maggioranza dei nostri cittadini che hanno espresso la loro perdita di fiducia in queste politiche e orientamenti.

4. È diritto del nostro popolo mettere in discussione l’utilità di sostituire un governo con un altro e un primo ministro con un altro, provenienti dallo stesso ambiente politico e partigiano.

Alla luce dell’insistenza dell’Autorità Palestinese nel continuare la politica dell’unilateralismo, e ignorando tutti gli sforzi nazionali per unire il fronte palestinese e unirsi di fronte all’aggressione contro il nostro popolo, esprimiamo il nostro rifiuto della continuazione di questo approccio che ha danneggiato e continua a danneggiare il nostro popolo e la nostra causa nazionale.

Chiediamo al nostro popolo e alle sue forze viventi di alzare la voce e di affrontare questa follia con il presente e il futuro della nostra causa e con gli interessi, i diritti e i diritti nazionali del nostro popolo. Chiediamo inoltre a tutte le forze e fazioni nazionali, in particolare ai fratelli del movimento Fatah, di intraprendere azioni serie ed efficaci per raggiungere un consenso sulla gestione di questa fase storica e cruciale, in un modo che serva la nostra causa nazionale e soddisfi le aspirazioni del nostro popolo a estrarre i loro diritti legittimi, liberare la loro terra e i luoghi santi e stabilire il loro stato indipendente con piena sovranità e la sua capitale come Al-Quds”.

Movimento di resistenza islamica – Hamas

Movimento della Jihad islamica

Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina

Movimento di Iniziativa Nazionale Palestinese

pc 19 marzo - Il governo Meloni vuole militarizzare le università contro le proteste


di Valeria Casolaro da L’Indipendente

Dopo la cacciata del direttore del quotidiano La Repubblica, Maurizio Molinari, da parte degli studenti dell’Università di Napoli, che hanno voluto impedire un suo convegno accusandolo di essere complice del genocidio israeliano su Gaza, nel governo Meloni si levano le voci di chi vorrebbe usare l’occasione per imporre un giro di vite repressivo anche all’interno degli atenei. Il ministro dell’Interno Piantedosi avrebbe infatti elaborato un piano che prevede accessi “limitati e controllati” agli atenei e di porre le forze dell’ordine all’ingresso delle aule dove si tengono convegni e appuntamenti per bloccare le contestazioni. L’indiscrezione segue le durissime dichiarazioni del ministro dell’Agricoltura, nonché cognato di Giorgia Meloni, Francesco Lollobrigida, che ha dichiarato nientemeno che un «eccesso di tolleranza» verso le contestazioni potrebbe portare a rischi terroristici nel Paese.

Non prendere provvedimenti contro episodi come quello di Napoli, ha infatti dichiarato Lollobrigida, «in passato ha poi portato al terrorismo e al suo rafforzamento fino all’episodio di Aldo Moro, che, con il suo sacrificio, creò un allarme democratico talmente ampio che ci permise di sconfiggere quel fenomeno brutale che è l’eversione». Nonostante l’accostamento tra gli eventi sembri a dir poco fantasioso, il Viminale starebbe già correndo ai ripari. A scatenare la preoccupazione del governo

pc 19 marzo - Turchia - sciopero della fame dei prigionieri politici Tipo F - info proveniente dai compagni turchi


Sciopero della fame dei detenuti nel carcere tipo F n.1 di Tekirdağ

I prigionieri del TKP-ML e del MLKP nel carcere tipo F n. 1 di Tekirdağ hanno iniziato uno sciopero della fame a sostegno dello sciopero della fame dei prigionieri del PKK contro l'isolamento nell'isola di İmralı e le violazioni dei diritti nelle carceri da novembre.

I prigionieri del TKP-ML e del MLKP nel carcere tipo F n.1 di Tekirdağ tipo hanno organizzato uno sciopero della fame di 3 giorni per sostenere lo sciopero della fame dei prigionieri del PKK e contro le crescenti violazioni dei diritti nelle carceri.

Secondo le informazioni che abbiamo ricevuto attraverso le famiglie dei prigionieri, Murat Deniz, Yaşar Eriş, Bülent Kapar, Ahmet Doğan, Ümit Emrah Köse, Ercan Görtas, Özgür Dinçer hanno iniziato uno sciopero della fame di 3 giorni il 12, 13 e 14 marzo.

Nel messaggio che hanno inviato, i prigionieri hanno detto: "Abbiamo iniziato questo sciopero della fame in solidarietà con lo sciopero della fame che è in corso da novembre e contro le crescenti violazioni dei diritti nelle carceri".

Fonte: https://ozgurgelecek51.net/tekirdag-1-nolu-f-tipi-hapishanesindeki-tutsaklardan-aclik-grevi/



Hunger strike by prisoners in Tekirdağ F Type Prison No 1

TKP-ML and MLKP prisoners in Tekirdağ F Type Prison No 1 went on a hunger strike in support of the hunger strike by PKK prisoners against the isolation in İmralı Island and violations of rights in prisons since November.

TKP-ML and MLKP prisoners in Tekirdağ F Prison No 1 organised a 3-day hunger strike to support the hunger strike of PKK prisoners and against the deepening violations of rights in prisons.

According to the information we received through the families of the prisoners, Murat Deniz, Yaşar Eriş, Bülent Kapar, Ahmet Doğan, Ümit Emrah Köse, Ercan Görtas, Özgür Dinçer went on a 3-day hunger strike on 12,13,14 March.

In the message they sent, the prisoners said, "We went on this hunger strike in solidarity with the hunger strike that has been going on since November and against the increasing violations of rights in prisons."

Source: https://ozgurgelecek51.net/tekirdag-1-nolu-f-tipi-hapishanesindeki-tutsaklardan-aclik-grevi/

pc 19 marzo - Sbirri torturatori nel carcere di Foggia


Arrestati 10 agenti penitenziari

Dieci agenti di polizia penitenziaria sono stati arrestati con l’accusa di tortura, abuso d’ufficio e abuso di autorità su due detenuti nel carcere di Foggia

Due detenuti sarebbero stati pestati l’11 agosto 2023 nel carcere di Foggia. Dopo le percosse, secondo quanto emerso dalle indagini della Procura, gli agenti arrestati avrebbero predisposto e sottoscritto atti

lunedì 18 marzo 2024

pc 18 marzo - Taranto manifestazione sabato 23 marzo ore 18 Piazza immacolata

Israele Criminale/Palestina Immortale

cessate il fuoco - fermare massacri e genocidio - delegazione internazionale/contingente internazionalista alla Corte di Giustizia dell'Aja e nei territori occupati

via le truppe imperialiste italiane dal Mar Rosso / dalla parte dei ribelli Huthi

la Puglia non è zona di guerra NO al G7 nella nostra terra

info/contatti/adesioni wa 3519575628

pc 18 marzo - Il Soccorso Rosso Internazionale cosa fu e cosa dovrà tornare al essere

Il Soccorso rosso internazionale, noto anche con la sigla MOPR dalla denominazione originale (in russo Международная организация помощи борцам революции?, "Soccorso rosso internazionale per i combattenti della rivoluzione"), fu un'organizzazione internazionale connessa all'Internazionale Comunista fondata nel 1922 L'organizzazione condusse alcune campagne di solidarietà sociale a sostegno dei prigionieri comunisti e di supporto materiale ed umanitario in situazioni particolari. Fu guidata da Clara Zetkin, Elena Stasova e Tina Modotti

Il Soccorso Rosso Internazionale dichiarò il 18 marzo 1923 nell'anniversario della Comune di Parigi  'Giornata Internazionale di solidarietà con i prigionieri politici'

Elenco delle emanazioni nazionali

Al 1924, l'organizzazione aveva emanazioni nazionali in 19 stati. Fra di esse si annoveravano:[1][5][7][8][9]

  • Austria: Soccorso rosso austriaco (Österreichische Rote Hilfe)
  • Gran Bretagna: Soccorso internazionale per i prigionieri della lotta di classe
  • Bulgaria: Organizzazione per il supporto alle vittime della dittatura capitalista
  • Francia: Soccorso rosso internazionale (Secours Rouge International)
  • Germania: Soccorso rosso della Germania (Rote Hilfe Deutschlands)
  • Italia: Soccorso Rosso Italiano
  • Messico: Lega per il sostegno ai combattenti perseguitati (Liga Pro Luchadores Perseguidos)
  • Paesi Bassi: Soccorso rosso d'Olanda (Roode Hulp Holland)
  • Norvegia: Soccorso rosso di Norvegia (Norges Roede Hjelp)
  • Polonia: Commissione per il sostegno ai prigionieri politici
  • URSS: Soccorso rosso internazionali per i combattenti della rivoluzione (Международная организация помощи борцам революции)
  • Spagna: Soccorso rosso internazionale (Socorro Rojo Internacional)
  • Svezia: Soccorso rosso internazionale - sezione svedese (Internationella röda hjälpen – svenska sektionen)
  • USA: Difesa internazionale del lavoro (International Labor Defense)

pc 18 marzo - Palermo - Contro il reclutamento alla guerra imperialista di studenti, studentesse e giovani

Contro il “Forum Internazionale per la Pace, la Sicurezza e la Prosperità” 

organizzato a Palermo dal 17 al 20 marzo 2024, rivolto principalmente a studenti e studentesse delle scuole superiori e dell’università, che ha in programma tante e variegate manifestazioni che hanno come oggetto la guerra ma che sono coperte dal nome accattivante di “pace”.

L’uso di nomi “accattivanti”, “neutrali” è ormai la norma: i paesi imperialisti con a capo gli Stati Uniti (sempre affiancati dall’imperialismo italiano) hanno chiamato le guerre “missioni di pace”, “operazioni di polizia internazionale”, “guerra umanitaria”! “Libertà duratura” (Enduring freedom)…

A smentire le loro parole sono gli stessi organizzatori del Forum quando dichiarano che mirano a coinvolgere “rappresentanti del sistema giudiziario, dell'ordine pubblico e della professione delle armi” che vogliono esplorare “in modo collaborativo il ruolo delle forze armate, delle istituzioni dell'ordine pubblico e della giustizia nel creare le basi per una fiorente comunità globale basata sulla pace e sulla prosperità”.

Altro che “pace e prosperità”! questa iniziativa si inserisce in un contesto che già vede studenti

pc 18 marzo - La Brigata Aosta si addestra alla repressione delle proteste - Lo Stato borghese e il governo Meloni si preparano al G7 di Puglia?

Immagini davvero inquietanti quelle diffuse dall’ufficio stampa dello Stato maggiore dell’Esercito italiano. I militari del 62° Reggimento fanteria “Sicilia” della Brigata “Aosta” che si addestrano sulle “tecniche di controllo della folla”, simulando l’attacco armato contro un gruppo di manifestanti.

di Antonio Mazzeo

E’ accaduto nei giorni scorsi nel poligono militare di Piazza Armerina (EN) dove il Reggimento siciliano si è “familiarizzato con le tecniche di Crowd and Riot Control (letteralmente controllo antisommossa della folla, nda)”.

“L’attività, strutturata in lezioni teoriche e pratiche, ha consentito al personale delle compagnie del reggimento di acquisire le conoscenze di base relative alle tecniche e alle procedure da adottare in caso di disordini, di situazioni di pericolo e di minaccia per l’ordine pubblico, con lo scopo di potenziare ulteriormente la capacità di intervento antisommossa anche a supporto delle forze dell’ordine, al fianco delle quali l’Esercito spesso lavora, come, ad esempio, l’operazione “Strade Sicure””, spiega lo Stato Maggiore dell’Esercito. “Il modulo addestrativo si è concluso con una esercitazione finale a partiti contrapposti che ha consentito di testare le tecniche acquisite e la capacità di reazione in contesti di “Crowd and Riot Control””.

Ecco ancora una prova, purtroppo, della crescente e pericolosissima presenza delle forze armate sul fronte interno in funzione di controllo dell’ordine pubblico e repressione di ogni forma del dissenso.

Va altresì segnalato come proprio presso il 62° Reggimento fanteria “Sicilia” di Catania sono stati attivati da un paio di anni percorsi PCTO (la famigerata alternanza scuola-lavoro-caserma) per gli studenti siciliani delle scuole secondarie. Gli allievi vengono impiegati nelle “riparazioni di apparati telecomunicazioni e veicoli, nella gestione di magazzini e depositi; nella manutenzione del verde e nella gestione del servizio cucina e distribuzione vitto”. (Fonte: La scuola va alla guerra. Inchiesta sulla militarizzazione dell’istruzione in Italia. Manifestolibri).

 

 

pc 18 marzo - 18 marzo 1871/2024 - 153° anniversario della Comune di Parigi - La lotta per il potere operaio è più attuale che mai

domani martedì 19 marzo aORE 12 Controinformazione Rossoperaia - speciale Comune di Parigi

pc 18 marzo - In Ucraina uccisi 33 mercenari italiani. Silenzio da parte del governo. L'imperialismo italiano oggi ha i suoi mercenari sul campo, domani.....le sue truppe in linea con le posizioni di Francia e Germania

di Federico Rucco

Il ministero della Difesa Russo in un rapporto reso noto dalla agenzia Tass, ha aggiornato la contabilità dei mercenari stranieri che combattono insieme con le truppe di Kiev e che sono rimasti uccisi nel conflitto in Ucraina.

Secondo questo rapporto le forze armate russe hanno ucciso 5 .962 mercenari stranieri sui 13.287 arrivati in Ucraina.

Di questi 90 risultano essere italiani e 33 di essi sono stati uccisi. Ma su questo non si registrano

pc 18 marzo - GOVERNO MELONI, AVANZA IL FRONTE DELLA GUERRA INTERNA: La Brigata Aosta si addestra alla repressione delle proteste

da Osservatorio

Immagini davvero inquietanti quelle diffuse dall’ufficio stampa dello Stato maggiore dell’Esercito italiano. I militari del 62° Reggimento fanteria “Sicilia” della Brigata “Aosta” che si addestrano sulle “tecniche di controllo della folla”, simulando l’attacco armato contro un gruppo di manifestanti.

di Antonio Mazzeo

E’ accaduto nei giorni scorsi nel poligono militare di Piazza Armerina (EN) dove il Reggimento siciliano si è “familiarizzato con le tecniche di Crowd and Riot Control (letteralmente controllo antisommossa della folla, nda)”.

“L’attività, strutturata in lezioni teoriche e pratiche, ha consentito al personale delle compagnie del reggimento di acquisire le conoscenze di base relative alle tecniche e alle procedure da adottare in caso di disordini, di situazioni di pericolo e di minaccia per l’ordine pubblico, con lo scopo di potenziare ulteriormente la capacità di intervento antisommossa anche a supporto delle forze dell’ordine, al fianco delle quali l’Esercito spesso lavora,