martedì 20 giugno 2023

pc 20 giugno: Operaie della Stellantis di Melfi trasferite a Pomigliano. Massimo sostegno alla loro protesta

Stellantis, dopo aver costretto, ricattato migliaia di operai a trasferirsi in altri stabilimenti, addirittura in Francia, per cui o accettavi o ti licenziavi (e tanti sono stati costretti a licenziarsi); ora tocca alle operaie, e questa volta non c'è neanche l'ipocrisia dell'accettazione "volontaria".

Per le donne vuol dire inevitabilmente doppio attacco; non solo devono perdere tempo, energie, soldi per andare a lavorare a più di 150 Km di distanza, ma anche essere costrette a subire tutte le conseguenze per la famiglia, i figli, tutto, "normalmente" per questo sistema sociale, scaricato al 90% sulle donne. Per le donne poi che non possono e non vogliono trasferirsi il messaggio di padroni e di questo Stato è: tornatene a rinchiuderti in casa.

Contro questi trasferimenti un gruppo di coraggiose operaie sta facendo sentire la propria protesta. vanno sostenute dovunque, e questa protesta si deve allargare a tutte le operaie.

Le operaie di Melfi hanno dimostrato anni fa, nella famosa lotta dei "21 giorni" (allora la fabbrica si chiamava Sata) di essere in prima fila nella occupazione, nei blocchi, nella rivolta, determinate, combattive, e felici di esserlo.

Siamo sicure che anche questa volta risponderanno "colpo su colpo".

Nei prossimi giorni da Taranto saremo alla Stellantis di Melfi, e porteremo concretamente la nostra solidarieta'.

pc 20 giugno – Acciaierie d'Italia: A Roma un Vertice inutile. La risposta dei sindacati altrettanto INUTILE E ATTENDISTA!

  Stralci tratti da Corriere di Taranto

URSO: “Abbiamo chiesto all’investitore di scommettere anche esso nel rilancio industriale di Acciaierie di Italia e quindi nel sito di Taranto così come degli altri dell’ex Ilva. Aspettiamo una risposta significativa in merito..."
“ha sottolineato come ad oggi ci sia “la possibilità, eventualmente lo decidessimo, di anticipare l’aumento di capitale fidati per il maggio 2024 ma soprattutto decidere quale sia la governance e l’asseto azionario... Lo Stato c’è e con i sindacati c’è intesa sulla stessa direzione di rilancio e riconversione”. Il governo dunque “aspetta che l’azionista di maggioranza ci segua e scommetta sul rilancio produttivo e di riconversione ambientale dello stabilimento”.

Ma che succederebbe se lo Stato passasse, anche anticipando i tempi, in maggjoranza nella società "Acciaierie d'Italia", lo avevamo gia' scritto:

"il governo prima salirebbe al 60%, ma sarebbe solo momentaneo, perchè poi cederebbe il 20% a imprenditori privati del settore - quello che vorrebbe il presidente della Federacciai, Gozzi -, ma su questo 20% ArcelorMittal avrebbe il potere di dire SI o NO a un nuovo socio e potrebbe esercitare una propria opzione, che, QUINDI, LO FAREBBE TORNARE IN MAGGIORANZA! Sembra una sorta di "gioco dell'oca" in cui si torna sempre alla casella di partenza.

Un "gioco" vecchio del capitale, del padrone più forte tra i padroni, e sempre attuale. Il governo mette soldi (pubblici) i padroni comandano e incassano il profitto. In tutto questo aumentando lo sfruttamento degli operai e tagliando sui 3mila posti di lavoro".


Ma è chiaro anche dalle dichiarazioni dei sindacati che niente di serio ne può venire:

LA FIOM: “Sull’ex Ilva, oggi Acciaierie D’Italia, avremmo già dovuto avere risposte sugli assetti societari e sulla governance, e questa incertezza sta determinando una situazione drammatica dal punto di vista del rilancio produttivo, occupazionale e ambientale degli stabilimenti. In tutti i siti del gruppo mancano gli investimenti sulla manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti..."

Ma a tanta drammaticita' (ieri un operaio si è infortunato cadendo, a causa dello stato delle strutture in fabbrica) si risponde con i soliti bla, bla, bla... “è necessario che il Governo e la politica assumano come prioritaria la questione delle politiche industriali nel Paese per affrontare le transizioni ecologiche e digitali mettendo al centro la buona occupazione”.

LA FIM: “La situazione di Acciaierie d’Italia è molto delicata, ma ormai siamo, anche se sembra ancora tutto da fare, alle battute decisive. “Se Mittal ci sta – prosegue Benaglia – si va avanti, altrimenti poiché il tema è che lo Stato non può abbandonare AdI, valuterà il passaggio in maggioranza, ma con l’idea che lo Stato passa in maggioranza per aprire dopo la strada a nuovi privati...".

La Fim bleffa "siamo alle battute decisive", per buttare acqua sul fuoco di una eventuale protesta operaia; e comunque è pienamente in linea col governo. 

LA UILM: “Senza il riavvio immediato di AFO 5, visti gli altri altoforni a fine vita, non ci sarà il rilancio dell’ex Ilva, non si potrà avere il tempo di gestire la transizione, e non potranno essere alimentate le linee finitrici di Taranto, Genova e Novi che creano il valore aggiunto all’azienda e che consentono il totale riassorbimento dei lavoratori. Insomma, se non ci sarà tutto questo, l’ex Ilva non avrà un futuro... abbiamo 5mila lavoratori di Acciaierie d’Italia e Ilva A.S. in cassa integrazione, impianti deteriorati e fermi, condizioni economiche e finanziarie disastrose... Occorre recuperare il tempo perso e rimediare a tutti gli errori commessi fino a oggi, a partire dalla rinegoziazione al ribasso concessa a Mittal nel 2020. Non si può continuare a concedere ininterrottamente la cassa integrazione, non si può continuare a concedere risorse pubbliche senza vincolarli agli investimenti...Il governo in carica decida di invertire il destino catastrofico di Acciaierie d’Italia. Per una vera svolta, il cambio di governance risulta il primo passo da fare”.

La Uilm dice almeno mezze verita'... arriva (addirittura) a farsi una autocritica... Ma, poi, si affida sempre al governo, che sempre più sta dimostrando di essere, come gli altri, un governo al servizio degli interessi dei padroni.

L'USB: “Un incontro assolutamente privo di spunti... Il governo Meloni fa la voce del leone ma davanti alle multinazionali si comporta sempre da agnellino, come dimostra l’incapacità di affrontare Stellantis, il socio straniero di Acciaierie d’Italia o JSW a Piombino. Dove Palazzo Chigi ha finora messo le mani, i lavoratori ne sono usciti sempre indeboliti, vista la vocazione dell’esecutivo a favorire i privati. A questo governo che preferisce sedere ai tavoli, USB risponde stando nelle piazze, per incalzare Meloni e la sua maggioranza sulle politiche generali. Lo faremo ancora, a partire dalla manifestazione nazionale di sabato 24 a Roma con inizio alle ore 14 in piazza della Repubblica”.

L'Usb sembra partire bene nella denuncia, ma poi tutta questa risposta "stando nelle piazze" diventa appunto la sfilata del sabato pomeriggio, il 24 giugno, lo scontro che sarebbe necessario col governo dei padroni, diventa un innocuo "incalzare la Meloni", che se ne frega altamente di questo "incalzamento" che non da alcun fastidio.  

Una manifestazione, di sabato pomeriggio, (gia' per altro programmata su vari temi) quando tutte le sedi ministeriali sono chiuse... sai che paura può fare!

Acciaierie e appalto contengono tutte le contraddizioni del sistema capitalista, dello scontro tra padroni e classe operaia, tra classe e Stato del capitale. E pensiamo che questa prateria ha bisogno di una scintilla che l’accenda. Per questo lavoriamo quotidianamente tra gli operai, con iniziative alla fabbrica e scritti fondati sui fatti e i fatti ci danno ragione. Ma sappiamo bene che nella lotta di classe tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Ma il “mare armato” della coscienza di classe e dell’organizzazione di classe è l’arma invincibile dei lavoratori. E questa arma prima o poi deve essere impugnata. 

pc 20 giugno – TENARIS DALMINE: TONNELLATE DI ACCIAIO FUSO ROVESCIATE IN REPARTO CHE SI INCENDIA. IL PROFITTO SI NUTRE DI SANGUE E FATICA OPERAIA

SERVONO GLI SCIOPERI DAL BASSO E IMPROVVISI, NON QUELLI PILOTATI DEI SINDACATI COMPLICI

La fabbrica che brucia è il simbolo della condizione operaia oggi. Dei record produttivi per raggiungere i parametri previsti dai contratti aziendali, che sono la sottomissione alla logica del profitto.
Il sistema di sfruttamento dei padroni, lo dobbiamo rovesciare.

Il sistema di produzione dei padroni non fa sconti. Domenica mattina, al lavoro la cosiddetta squadretta in acciaieria, un turno ridotto. Alle siviere due operai, con il turno completo sono sei, la polemica è aperta perché due sono pochi, ne servirebbero tre, ma la contrattazione per Fiom Fim Uilm vuol dire monetizzare e sostenere i piani aziendali, battagliando per zittire gli operai nelle assemblee, come sponsor dei record di colate, degli incentivi sulla produzione. Le loro tariffe sono di 80 euro per un riposo saltato. Possono vantarsi di aver dato una grossa mano al raddoppio del fatturato di Tenaris.

L’aumento dei ritmi di lavoro, la manutenzione appaltata e insufficiente, la contrazione

lunedì 19 giugno 2023

pc 19 giugno: Da Cri Rouge Francia a Soccorso Rosso proletario Italia

Messaggio a nome di Cri rouge / parte del Comitato per la liberazione di Georges Ibraim Abdallah ai presidi/manifestazioni del 19 giugno di Soccorso Rosso Proletario a Milano/Taranto/Palermo

https://drive.google.com/file/d/1NWkcZhKs4FXwcZwlFewOmjf0hLbLw4-k/view?usp=sharing

pc 19 giugno - Dalla lotta dei precari di Palermo: BASTA REPRESSIONE contro le giuste lotte sui posti di lavoro, sui territori, nelle piazze

Riprende la lotta dei precari e precarie Coop sociali a Palermo in difesa del lavoro
Nell'iniziativa di protesta di oggi contro uno dei palazzi del potere i precari mandano un messaggio solidale e di lotta ai lavoratori, operai, precari, disoccupati, migranti, giovani, donne...  

19 GIUGNO

CONTRO LA REPRESSIONE DELLE LOTTE CONTRO UNA CONDIZIONE DI LAVORO/NON LAVORO, DI SFRUTTAMENTO, OPPRESSIONE SEMPRE PIÙ PESANTE DEI PADRONI, SOSTENUTI PIENAMENTE DA QUESTO NERO GOVERNO MELONI

Dai lavoratori in lotta di MondoConvenienza ai disoccupati di Napoli, a tutti i movimenti di lotta sui posti di lavoro, sui territori, nelle piazze, a tutte le lavoratrici e i lavoratori, precari, disoccupati, migranti, giovani, donne… che lottano per i propri più che legittimi diritti negati, contro una condizione di pesantissimo sfruttamento e oppressione in questo paese e nel mondo.

Contro il fascismo padronale, contro la repressione violenta e criminale di questo

pc 19 giiugno - 4 milioni di lavoratori in Italia sono in povertà

Redazione Diogene*

In Italia, si stima che ci siano oltre 3 milioni di lavoratori in situazione irregolare o che operano nel cosiddetto mercato nero. Inoltre, vi sono 3,8 milioni di lavoratori che vivono in condizioni di povertà, ricevendo una retribuzione annuale pari o inferiore a 6.000 euro. Questo allarme è stato sollevato da Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, durante la sua relazione alla 41ª assemblea annuale dell’organizzazione.

Secondo Gardini, “gli ultimi dati disponibili indicano che il 10,2% dei lavoratori vive in povertà relativa, un numero che sale al 17,3% per gli operai e al 18,3% per gli occupati nelle regioni del Sud”.

pc 19 giugno - ORE 12 - Controinformazione rossoperaia - 19 - Giornata internazionale dei prigionieri rivoluzionari, contro la repressione, per una società senza carceri

 


pc 19 giugno - Prima corrispondenza da Parigi dalla manifestazione per la liberazione di Georges Ibrahim Abdallah

Se non sono bastati 39 anni di detenzione nelle carceri francesi a piegare l'identità e determinazione rivoluzionaria del combattente comunista libanese Georges Ibrahim Abdallah, la lotta dei suoi compagni e solidali fuori dal carcere durerà ben di più, fino alla sua liberazione!

Questo è il messaggio che la manifestazione nazionale organizzata dalla Campagna Unitaria per la Liberazione di Georges Ibrahim Abdallah ha fatto risuonare forte per le via del centro di Parigi.
Un corteo combattivo e determinato di circa mille persone che, insieme alla liberazione di Georges ha rivendicato il diritto dei popoli a resistere in armi alle aggressioni dell'imperialismo, a combattere per un futuro diverso.
In piazza tutte e diverse organizzazioni unite nella Campagna e alcune delegazioni internazionali, dall'Italia quella del Soccorso Rosso Proletario.


A conclusione della manifestazione in Place de la République, sono state lette le dichiarazioni di Georges Abdallah dal carcere e il messaggio della Campagna Unitaria, che ha annunciato che la Campagna non si fermerà per l'estate e se il compagno, i cui legali hanno rinnovato l'istanza di liberazione, non sarà rilasciato prima, prepara per il prossimo anno, il quarantesimo dall'arresto di Georges, ancora più iniziative e più forti che mai.

Sono poi seguiti gli interventi delle diverse organizzazioni partecipanti, compreso quello di Soccorso Rosso Proletario Italia, che portato il saluto delle compagne e compagni che anche in Italia si mobilitano da anni per la liberazione di G.I. Abdallah e che oggi, nella Giornata dell'Eroismo dei prigionieri politici rivoluzionari tengono due manifestazioni a Milano e Taranto in cui, tra gli altri,  l'esempio di Georges Ibrahim Abdallah sarà portato in piazza e si rinnoverà la lotta per difendere lui e tutti i prigionieri politici nel mondo, contro il carcere tortura e assassino, contro ogni repressione che nega il diritto dei proletari e dei popoli a lottare per le proprie conquiste e una società diversa.

pc 19 giugno - Intervento di Soccorso Rosso Proletario Italia alla manifestazione di Parigi per Georges Ibrahim Abdallah

 Compagne e compagni, un saluto rosso!

Sono venuto dall'Italia e parlo a nome del Soccorso Rosso Proletario.

Non parlo bene francese e sono riuscito a scrivere una dichiarazione nella vostra lingua ma comunque non posso far mancare qui la voce delle compagne e compagni che anche Italia sostengono Georges Ibrahim Abdlallah e lottano per la sua liberazione.

Questa manifestazione avviene alla vigilia del 19 Giungo, la giornata dell'eroismo, una giornata molto importante per noi, per i prigionieri politici rivoluzionari in tutto il mondo e quanti li difendono, per i comunisti. 
E questa manifestazione avviene anche nell'anno in cui nel nostro paese l'esempio di lotta di un altro prigioniero politico rivoluzionario, Alfredo Cospito, ha ispirato una forte campagna. Una campagna che per mesi è riuscita rendere chiaro quali erano i due fronti dello scontro: da una parte un governo fascista e il suo Stato di polizia, dall'altra l'opposizione antagonista, comunista rivoluzionaria, a cui anche lo stesso Geoges Abdallah, come sempre, non ha fatto mancare il suo appoggio internazionalista.

Ebbene, noi crediamo che nella lotta, nella determinazione, nello spirito di combattimento che neanche decenni di detenzione o il carcere tortura riescono a piegare di prigionieri come Georges o Alfredo, al di là delle differenze ideologiche, politiche e strategiche, viva oggi il senso della giornata del 19 Giugno.

L'eroismo dei prigionieri di guerra del Partito Comunista del Perù che nel 1986 hanno plasmato questa giornata nei carceri di El Callao ed El Fronton, combattendo fino a essere massacrati a centinaia per difendere le "luminose trincee di combattimento" in cui avevano trasformato le celle in cui erano rinchiusi.

Per questo per noi di SRP è prima di tutto importante unire le file della classe proletaria, quella che ha generato. e per cui i prigionieri continuano a combattere anche nella loro condizione, la nostra battaglia a difesa dei prigionieri politici, contro il carcere che assassina e tortura, contro la repressione su chi lotta per una società che lo abolisca.

Concludo, con l'impegno a riportare ai compagni Italia il messaggio principale di questa manifestazione:

- quali che siano le vostre leggi, i popoli hanno diritto a resistere e ribellarsi!
- per quanto lunghe le condanne dei vostri tribunali e inumane le vostre prigioni, non piegherete mai la resistenza dei nostri compagni né la nostra lotta per liberarli

Libertà per Georges Ibrahim Abdallah!
Libertà per tutti compagni prigionieri nel mondo!
No al carcere che tortura e assassina!
Viva la solidarietà internazionale!

pc 18 giugno - Ancora sul corteo di Bologna: un report, foto e considerazioni a margine

da un compagno che vi ha partecipato

Un corteo di circa 2 mila partecipanti, la maggior parte giovanissimi, organizzati nel PLAT/Climate Justice/ Extinction rebellion, nei collettivi studenteschi, nel FGC, in Pap, attivi negli aiuti alle popolazioni colpite, principalmente venuti dalla regione (oltre a Bologna anche da Ravenna, Forlì, Modena) assieme ai comitati popolari contro il rigassificatore di Ravenna e con numerose delegazioni da fuori, dai centri sociali delle Marche al movimento NO TAV ai No base di Coltano. L’appello ha unito anche i lavoratori (anche se la partecipazione è stata scarsa): dal collettivo di fabbrica GKN, ai sindacati di base (Si Cobas, Sgb, Cub, Usi, Slai Cobas psc).

L’obiettivo della manifestazione dichiarato dall’assemblea pubblica di Bologna del 27 maggio scorso in piazza del Nettuno era quello di portare la protesta fino alla sede della Regione, protetta dalla polizia ma dove comunque è stato buttato il fango nel luogo-simbolo di una politica a guida PD che ha perseguito gli interessi di coloro che hanno fatto profitti con il consumo del suolo, che non ha messo in sicurezza i territori e la popolazione, che non ha predisposto un piano di evacuazione. Tutte denunce giuste, supportate da una protesta eco-militante con lo stile di lotta tipico delle manifestazioni dei giovani in lotta contro la crisi climatica.




L’attivismo solidale con le popolazioni colpite dall’alluvione deve però dimostrare come ha lavorato in contrapposizione allo Stato che è rimasto completamente assente negli aiuti. Come hanno lavorato con

pc 19 Giugno - Bangladesh - Repressione contro il Proletarian Party of Purba Bangla(PBSP) - marxista-leninista-maoista - Massima solidarietà internazionalista - proletari comunisti/PCm Italy

 info direct

Bangladesh - repression against Proletarian Party of Purba Bangla(PBSP). - maximum solidarity - Maoistroad

Since last April, the police of Bangladesh has been conducting an operation to suppress the Proletarian Party of Purba Bangla(PBSP).  According to various Bangladeshi national dailies and sources, more than 9 Proletarian Party members have been arrested so far.  Police say they were arrested from a specific place.  But party sources say that they were arrested from different places and framed together in the case.  The state is suppressing the strategic areas of the party, especially in the northern part of Bangladesh.  People are being oppressed there with the aim of ousting the party.