martedì 16 maggio 2023

pc 16 maggio - Elezioni amministrative - Il Governo fascio/reazionario dei padroni della Meloni non capitalizza il suo potere

Meloni/Salvini - nonostante hanno nelle mani istituzioni, mass media e soprattutto 'la cassa' che nelle amministrative conta molto, e dichiarino di rappresentare la maggioranza degli italiani - quando FdI rappresenta al massimo i cosiddetti 'patrioti' - 17% reale alle scorse elezioni al lordo di votanti altri partiti e astensione - ottengono un risultato in calo in queste elezioni... Non convincono del tutto neanche chi li ha votati.

L'opposizione della nuova Schlein PD e di Conte M5stelle certo non ne beneficia.

Cresce l'astensione.

Nazionalmente il tutto conta poco, ma un poco conta.

Certo vale lo slogan 'la lotta e non il voto'... purchè si lotti per davvero.

proletari comunisti - 16 maggio 2023

pc 16 maggio - ORE 12 - Controinformazione rossoperaia - 4 - Testi - Domani, sugli Stati generali della natalità... il medioevo prossimo venturo

Trascrizione dell'audio del 15 maggio - 4 -


La visita di Zelensky in Italia 
E' una pagina nera per il nostro paese. Una tappa, non secondaria, nella marcia della guerra e nella partecipazione italiana alla guerra imperialista in Ucraina e alla sua estensione in ogni angolo del mondo, dal Pacifico ai Balcani al Mediterraneo.

E’ necessaria la massima attenzione da parte non solo delle forze da sempre all’opposizione a questa guerra, noi, i comunisti, i rivoluzionari, gli antimperialisti, una parte rilevante del sindacalismo di base e di classe, le associazioni dei migranti, ma anche di una parte significativa di quello che è il movimento per la pace.

Noi abbiamo definito Zelensky un “cane arrabbiato al servizio della NATO”. E il ritratto che ci ha offerto la sua visita è esattamente questo. E’ venuto per seminare propaganda, certo basandosi su dati reali di una guerra che colpisce le masse ucraine con morti, feriti, distruzioni, fughe dal paese, ma intorno a questa vicenda Zelensky ha forzato la mano, ha fatto un’intensa campagna al servizio di "più armi, più guerra", sino a rigettare, con parole sprezzanti, perfino la proposta di mediazione di pace – per quanto mediazione possa essere – del Papa.

Si può dire che nel campo delle guerre minori in corso nel mondo non avevamo mai trovato un

pc 16 maggio: Alcune considerazioni dalla manifestazione di Milano di Cgil Cisl Uil del 13 maggio


E’ stata una partecipazione costruita abbastanza capillarmente con le assemblee e le iscrizioni agli autobus in fabbrica, con gruppi di mille/mille duecento lavoratori in autobus raggiunti in diverse province.

“Partecipate in tanti, perché ci contano” è stato detto nelle assemblee. Questo fotografa bene la politica delle segreterie sindacali impegnate nel fare pressione sul governo, rappresentando la mobilitazione; con attenzione a non innescare iniziative fuori controllo, nella mobilitazione dei lavoratori.

Con una partecipazione, questa volta, oltre l’apparato, con i lavoratori dietro gli striscioni, ma soprattutto le fasce più ‘sindacalizzate’ o gli iscritti.

Tra i lavoratori in corteo, le dichiarazioni sono a maggioranza del tipo “sono qui perché non ce la

pc 16 maggio - Francia - l'Intersindacale lavora per il 6 giugno, ma si sviluppano manifestazioni spontanee - info


Les syndicats continuent les luttes, des grèves, des débrayage des manifestations, sont programmés avant le 6 juin il faut qu’elles aillent plus loin.... manifestations spontanées avec ou sans « casserolades » exprime le rejet de la réforme des retraites et de la politique de Macron

Les attaques de Macron et de son ministre de l’intérieur veulent remettre en cause au droit de manifester, ont pour effet d’ancrer encore plus profondément la volonté de s’opposer au gouvernement. Macron comme tous ses ministres sont contraints d’annuler leurs déplacements où de déployer un cordon de CRS, de gendarmes ou de Brav-M(2) . Lors de la commémoration du 8 mai 1945, Macron à

lunedì 15 maggio 2023

pc 15 maggio - Stellantis Pomigliano - la lotta è ripartita, deve innanzitutto continuare fino a risultati concreti - info


 "...Nonostante venerdì scorso si fosse al terzo giorno di sciopero, la risposta operaia è stata ancora una volta forte. Su entrambi i turni c’è stata ancora una volta un’altissima adesione col turno di pomeriggio che addirittura ha prolungato di 1 ora, rispetto alle 2 in programma, lo sciopero per protestare contro la provocazione aziendale che tramite Avvocato minacciava diffida in quanto si faceva il corteo in una zona della Lastratura strategica anche per la produzione della Tonale, dove secondo l’azienda non si poteva sostare scioperando.
Insomma a Pomigliano si è deciso di rialzare la testa contro quella continua schiavitù, che abbiamo sempre denunciato, inflitta dall’azienda col benestare dei suoi sindacati, quelli firmatari, oggi più che mai scomparsi dalla fabbrica. Beh, in realtà si sono fatti vivi solo venerdì sera tramite messaggino in cui praticamente ci informavano che la “lotta paga”. Infatti dopo le 3 giornate di lotta con scioperi di massa

pc 15 maggio - Brasile Ministro di Lula criminalizza e paragona la lotta dei contadini con l'invasione bolsonarista del parlamento

in via di traduzione

O ministro da Agricultura, Carlos Fávaro, falou com o jornalista Claudio Dantas, da Jovem Pan News. Foto: Rprodução

Carlos Fávaro, ministro da Agricultura do governo Lula/Alckmin, comparou as ocupações de terras por camponeses pobres com a bolsonarada do dia 8 de janeiro. O ministro também defendeu armar os

pc 15 maggio - ORE 12 - Controinformazione rossoperaia - 4

pc 15 maggio - Una iniziativa a sostegno della lotta degli studenti fuorisede martedi 16

SIAMO STANCHI DI ATTENDERE. ORA: CASA, STUDIO E REDDITO!

Primi firmatari:

Francesca Lini – studentessa de La Sapienza Roma
Antonio Corlianó – studente Università di Bologna
Samuele Oltolini – studente Statale di Milano
Sara Tesoriero – studentessa Università di Napoli Federico II
Elettra Luna Lucassen – Rappresentante degli studenti per il dipartimento di Scienze
dell’Educazione e della Formazione de La Sapienza
Leonardo Ambrosio – studente Università di Genova
Giuseppe Racanelli – studente Università di Bari
Eleonora Gatto – studentessa Università di Modena

pc 15 maggio: Decreto lavoro, ennesimo regalo alle imprese. Un contributo

Di Simone Fana

    Il 5 maggio è entrato in vigore il decreto lavoro varato dal governo Meloni, che nelle intenzioni dell’esecutivo dovrebbe rappresentare uno spartiacque nella storia recente del paese. Il provvedimento interviene su svariate materie: dai contratti a termine alla riduzione del cuneo contributivo per passare all’estensione dei voucher e alla cancellazione del Reddito di cittadinanza, sostituito da nuovi strumenti di contrasto alla povertà.

    La scelta di inaugurare il decreto lavoro proprio il primo maggio testimonia la volontà della premier di polemizzare con i sindacati, usando i nuovi mezzi di comunicazione per contrapporre il produttivismo del governo alla lentezza delle organizzazioni dei lavoratori. In questo scenario, la seduta del Consiglio dei Ministri si è trasformata per l’occorrenza in un reality, aperto dalla campanella suonata da Giorgia Meloni, quasi a testimoniare l’esistenza di due paesi: l’uno dedito a risolvere i problemi dell’Italia, l’altro rivolto a bighellonare in piazza. 

Nonostante il forte investimento simbolico, il decreto sembra però un coacervo di misure già viste, i cui effetti sono stati fallimentari per le classi lavoratrici e per l’economia nel suo complesso.

    Riduzione del cuneo contributivo e abolizione del Reddito di Cittadinanza

    Entrando nel dettaglio non si registra alcuna novità rispetto all’impianto ideologico che ha ispirato le politiche del lavoro nell’ultimo trentennio, a partire dal provvedimento principe: la riduzione del cuneo contributivo. Nelle parole di Giorgia Meloni si tratterebbe di un provvedimento «storico» per

pc 15 maggio - Presidio a Milano contro la repressione in Iran che continua

Report del Mfpr Milano:

Si è tenuto ieri un presidio organizzato dalla comunità iraniana in Italia. Iniziative analoghe si sono tenute contemporaneamente in diverse città europee. 

In particolar modo è stata denunciata la repressione che continua in Iran contro attivisti, manifestanti e la necessità di dar voce ai prigionieri sino alla loro liberazione.

Una mostra realizzata dalla comunità degli iraniani di Torino con i ritratti listati a lutto sia dei giovani assassinati nel corso di manifestazioni o perchè giustiziati dal regime iraniani a seguito della loro partecipazione alle proteste e dei giovani ancora in carcere già condannati o in attesa di giudizio. In particolare è stata rivendicata la liberazione del rapper Toomaj Saleh. Tanti artisti hanno pagato  con carcere, torture sino alla morte il loro essersi schierati dalla parte della ribellione delle donne che ha investito l'intera società iraniana.
Non sono mancate le performances di artisti e interventi al microfono.


Il testo di  convocazione del presidio

Sono passati più di 7 mesi dal sequestro e dall'arresto illegale di Toomaj Salehi (il rapper Iraniano) e di molti attivisti politici e manifestanti contro i crimini della Repubblica islamica. Ogni giorno i nostri cari vengono minacciati e torturati nelle celle di isolamento.

Uniamoci tutti insieme il 14 maggio in Piazza della Scala per far sentire la voce dei prigionieri contro l'ingiustizia della Repubblica Islamica. Cerchiamo di diffondere la verità sui crimini commessi, affinché prigionieri politici come Toomaj salehi e Saman Yasin possano essere liberati.



domenica 14 maggio 2023

pc 14 maggio - Sulla visita di Zelensky a Roma ascolta domani ORE 12 - controinformazione rossoperaia

                                              ore 12

Zelensky 

un cane arrabbiato al servizio della NATO

pc 14 maggio - La manifestazione proletaria contro i fogli di via, per il diritto di sciopero e per l'agibilità sindacale ieri a Firenze. Info e foto

 

La manifestazione proletaria di ieri, 13 maggio, a Firenze ha portato in piazza centinaia di lavoratori tessili Si.Cobas di Prato e Campi Bisenzio, operai del collettivo GKN, operai Sial Cobas di Piaggio Pontedera (Pisa), lo Slai Cobas psc che ha diffuso un volantino e affisso alcune locandine sulla manifestazione e anche sulla rivolta in Francia, studenti dei collettivi e universitari, alcuni lavoratori del pubblico impiego di associazioni sindacali di base (USB, Cobas conf) e politiche (Pap, carc e pmli).

Il corteo dei lavoratori Si Cobas inizialmente si era concentrato davanti alla Stazione S.M.Novella per poi raggiungere la piazza S.M.Novella. I lavoratori hanno indossato dei gilet gialli con le scritte “stop allo sfruttamento dei brand”, “diritto di sciopero”, “tempo e vita”, “8x5”.

Da questa piazza è poi partito il corteo per arrivare in centro, con alla testa gli operai tessili, quelli che per i padroni e i grandi marchi devono essere invisibili, che producono ricchezza per i brand del lusso e miseria per sé stessi, con contratti da fame per 12 ore di lavoro, 7 giorni su 7, senza ferie né malattia, sfruttati lontano dalla città e dalle vetrine della moda, picchiati dalla polizia e dai servi fascisti dei padroni, colpiti dalla repressione di questo Stato che intende impedire l’azione sindacale del sindacato Si Cobas che li organizza con i fogli di via e attaccare il diritto di sciopero, da Prato, Campi Bisenzio a Pieve Emanuele, a Piacenza. Quei lavoratori tessili ieri in centro a Firenze si sono fatti vedere e sentire, sfidando padroni e Stato, sbattendogli in faccia la propria dignità e senza piegarsi alle misure repressive poliziesche.

Nei giorni precedenti la manifestazione questi lavoratori avevano scioperato contro i provvedimenti fascisti dei fogli di via, uno sciopero, assieme allo schieramento solidale che si è espresso, che ha pesato sulla decisione della Questura di Firenze di cancellare quello al coordinatore Luca Toscano. Ora è rimasto in piedi solo quello nei confronti di Sarah Caudiero.

Davanti ai negozi dei grandi marchi della moda del lusso, difesi da polizia e carabinieri, quei fogli di via

pc 14 maggio - Il Comunicato del MFPR sugli "Stati generali della natalita'"

 

I nuovi neri mostri: dalla Meloni a Salvini, dalla Roccella a Lollobrigida, con al fianco la Chiesa cattolica, in scena alla Kermesse contro le donne degli Stati Generali della natalità

La Meloni “Vogliamo che non sia più scandaloso dire che siamo tutti nati da un uomo e una donna, che non sia un tabù dire che la natalità non è in vendita, che l'utero non si affitta e i figli non sono prodotti da banco che puoi scegliere e poi magari restituire… per questa iniziativa bella e coinvolgente che sta diventando tradizione, grazie oltre le parole di rito: viviamo in un'epoca nella quale parlare di natalità, maternità, famiglia è sempre più difficile sembra un atto rivoluzionario… bisogna avere coraggio per sostenere cose fondamentali per la nostra società…
L'allarme del Ministro Giorgetti: “Nel 2042 rischiamo di perdere il 18% del Pil con gli attuali tassi di fecondità”.
Il fascio-razzista Lollobrigida ministro dell’agricoltura"…Ma qui stiamo parlando di denatalità per tutelare la nostra cultura e la nostra lingua, non la razza. Siamo qui per capire se il nostro raggruppamento linguistico e culturale possa sopravvivere… Credo che sia evidente a tutti che non esiste una razza italiana. È un falso problema immaginare un concetto di questa natura. Esiste però una cultura, un'etnia italiana, quella che la Treccani definisce raggruppamento linguistico culturale, che immagino che in questo convegno si tenda a tutelare…"
La anti abortista Roccella, Ministra per la famiglia, natalità, pari

pc 14 maggio - Verso il 2 giugno - proletari comunisti appoggia tutte le manifestazioni contro la guerra imperialista e le organizza dove è presente - info pcro.red@gmail.com

L’Italia è una repubblica fondata sulla guerra: 2 GIUGNO NIENTE DA FESTEGGIARE!

pc 14 maggio - Una lavoratrice a Parigi il 1 Maggio, parte della delegazione Slai cobas-pc, racconta


Primo Maggio a Parigi, alcune considerazioni - estratti

Essere a Parigi per la festa dei lavoratori del Primo Maggio è stato, per me, certamente qualcosa di emozionante.
La manifestazione per il 1 Maggio a Parigi è stata una delle più grandi che io abbia mai visto, hanno parlato di grossi numeri, ma credo che possa essere vero che fossimo 800 mila, forse un milione, il numero dei partecipanti e' stato sicuramente notevole.
Una tale partecipazione non può lasciare indifferenti, capisci in modo automatico che diventa importante capirne le ragioni e scoprire che sono anche le tue e di tutti quelli che non né possono più di questo sistema che stringe in una "morsa" tutti i lavoratori.
Una consapevolezza che mi è sembrata ben chiara ai francesi, anche se bisogna comprendere bene tutti i contorni.
Siamo arrivati al concentramento in Piazza della Repubblica molto presto e qui abbiamo visto che sono arrivati tutti: metalmeccanici, pubblico impiego, Poste francesi, ferrovie, ecc. , tutti i sindacati erano presenti.
Non poteva non colpirmi questo tipo di presenze perché non so più da quando che in Italia molte categorie di lavoratori sono sparite dalle lotte e non si vedono più in piazza.
Abbiamo distribuito il nostro volantino di solidarietà alla lotta, questo ci ha dato la possibilità di comunicare, per esempio, un lavoratore algerino non voleva più il nostro volantino perché si rivolgeva ai francesi, in qualche modo gli abbiamo spiegato che il testo riguardava tutti i proletari del mondo, la specifica era solo perché in Francia proprio per "questo" giorno, così ha accettato le spiegazioni, ci ha dato ragione e così si è tenuto il volantino.
Con un gruppo di giovani abbiamo parlato del governo Meloni, se loro hanno Macron che va spedito all'obiettivo senza tener conto di nessuno, da noi succede uguale con il governo della Meloni, abbiamo terminato con lo slogan: Macron fascista sei primo della lista.
Un'altra chiacchierata sono riuscita a farla con una lavoratrice, credo della nettezza urbana, che si è incuriosita e si è fermata a parlare, abbiamo comunicato con un miscuglio di parole, le ho chiesto la sua opinione e volentieri racconta "come si può pensare di lavorare più a lungo e in buona salute? I ritmi di lavoro sono aumentati già da tempo, le richieste sono sempre più pressanti, invecchiamo e ci vogliono più veloci, questo a scapito della sicurezza, che già diminuisce perché non investono più. Non si può andare avanti cosi, ci vogliono far morire di fatica altro che pensioni, perciò per il tempo che mi rimane protesto tutta la vita".
Un'altro lavoratore, di uno dei sindacati presenti, nel prendere il volantino ha ringraziato e si è fermato a spiegare che "questo" governo continua a blaterare che si è allungata l'aspettativa di vita perciò devono fare qualcosa, ma non è così, si attinge dalle pensioni per evitare l'aumento del deficit e questo è un aggressione a tutti i lavoratori e se si viene aggrediti bisogna difendersi".
Ho risposto che non è solo il governo francese a pensarla così, anche quello italiano, tedesco, inglese...il problema è il sistema capitalistico che chiede ai governi di trovare il modo di affrontare le loro crisi e i lavoratori possono solo lottare per non morire e unirsi per vincere. 
Questo è quello che più o meno ho detto in un italiano francesizzato, mi ha sorriso ed annuito).

Mi sono avvicinata a due gruppi femministi, di cui uno sicuramente anarchico, in entrambi non sono riuscita a comunicare perché erano troppo indaffarate, ma dalla lettura degli slogan, e alcuni brevi frasi, mi sono sembrate molto vicine a rivendicazioni tipo NUDM, rivendicazioni per la continua perdita di diritti, soprattutto per le donne.
Molto più numerosi in fatto di presenza e partecipazione sono stati due gruppi, entrambi LGBT, tantissimi giovani, mi è sembrato che far parte e sostenere questi gruppi sia il massimo come capacità di lotta, e qui sono organizzati molto bene.
 ... se c'è una lotta da fare e da sostenere perché siamo in presenza di discriminazioni sono pronta a mobilitarmi, quello che non mi piace e'.. che spesso.. concentrate solo sulla lotta di genere, ignorando la lotta di classe, molte donne appoggiano con generosità queste lotte, ma la perdita di diritti delle donne, in particolare, delle proletarie sono tutte in secondo piano o del tutto ignorate rispetto ai gruppi LGBT+, come se la lotta di classe fosse una "cosa antica", non li riguarda.

La piazza, intanto, ha continuato a riempirsi, bancarelle di libri, di cose da mangiare, piccoli gruppi, singole persone, tutte armate di cartelli, piccoli, grandi, piccolissimi, ognuno con una frase, un disegno, un simbolo per far capire le ragioni che li hanno portati lì.
In qusto giorno di festa, i lavoratori francesi hanno fatto capire che non sono disponibili a tirarsi indietro, oltre la festa anche la protesta; mettersi in fila per partire ci sono volute ore, tanta gente, le notizie degli scontri sono arrivate subito, a quanto pare l'ordine di disperdere i manifestanti, come forma preventiva e dividere, non ha funzionato, il corteo si è diviso in due arterie parallele, tante ore per sfilare, intanto alla testa dei due tronconi gli scontri sono stati continui ed ininterrotti.
Dopo aver visto scorrere per un po' il corteo perché siamo stati insieme si compagni francesi, sostenendo la campagna per la liberazione dei prigionieri politici, in particolare, in sostegno alla campagna di liberazione per " Georges Abdallah", ci siamo portati alla testa del corteo.
Qui abbiamo seguito da vicino le manovre della polizia, mi ha colpito che squadre di poliziotti ci passassero così vicini, ho notato che la gente attorno non si opponeva, ma che scandiva slogan contro la polizia, quello che mi è sembrato, in un primo momento, arrendevolezza, ho dovuto
constatare, invece, che chi c'era aveva scelto di stare lì, senza indietreggiare e senza fare cose inutili, non hanno arretrato i francesi, gli scontri sono andati avanti per ore, i manifestanti hanno colpito
simboli precisi, hanno acceso fuochi per creare barriere, rovesciato cassonetti, tanti lacrimogeni.
Ad un certo punto verso la fine sono andata in bagno e nella fila ho incontrato un ragazzo italiano che vive in Francia con la sua famiglia, nell'attesa si è parlato della polizia e di come la polizia usa la sua forza, e così mi ha spiegato che la strategia è quella di intervenire in maniera decisa e abbastanza violenta e in maniera preventiva. Un uso sproporzionato della violenza, ma se questo, in passato ha ottenuto il risultato di scoraggiare la partecipazione a qualche manifestazione, ora i francesi hanno deciso di non arretrare e, se anche molti moderati non amano neppure la violenza .. in questo momento lo vivono come male minore e sono tutti incazzati e non vogliono chiudersi in casa, si respira la necessità di andare avanti.

Ciao A.

pc 14 maggio – L'idea della "sostituzione etnica" di Lollobrigida/Meloni è una organica teoria nazista. Un utile reportage di TPI

Non si tratta di idee, posizioni di un mostro idiota razzista, ma di teorie, politiche che hanno dato vita da tempo a programmi, azioni, alla base della nascita del nazismo/fascismo, e rinnovate poi in Europa, e con sostenitori negli Usa dagli ideologhi di Trump; in Italia ben presenti gia' prima in Fratelli d'Italia, sostenute dalla Meloni e da "Azione Studentesca", e che ora, dal governo, si vogliono riproporre (non dimentichiamo il cambio di nomi di alcuni Ministeri in chiave sovranista), e soprattutto darvi corso. In questo sono pericolose, non vanno prese sottogamba, e soprattutto vanno soffocate subito, con ogni mezzo!

UN REPORTAGE DA LEGGERE

Da TPI (The Post Internazionale)  di Andrea Palladino – 5 Mag. 202

Il ministero delle Identità nazionali. Vi dice nulla? Ha il compito di «proteggere, valorizzare, studiare» l’identità «sarda, piemontese, lombarda, veneta, siciliana, ecc…». Se volessimo tradurre il senso dei nuovi nomi per i dicasteri creati dal nuovo governo (dalla Sovranità alimentare al Made in Italy) questa potrebbe essere una buona soluzione.

E in fondo Francesco Lollobrigida – salito alle recentemente cronache per il richiamo alla sostituzione etnica («Non possiamo arrenderci all’idea della sostituzione etnica: gli italiani fanno meno figli, quindi li sostituiamo con qualcun altro») – questo concetto lo annunciava già nel 2020, in un post su Facebook: «Ci troverete sempre dalla stessa parte, a difendere la storia, l’identità e il futuro dell’Italia». 

Ecco, difesa dell’identità. Il «ministero delle Identità nazionali» è parte del programma di un

sabato 13 maggio 2023

pc 13 maggio - ORE 12 - Controinformazione rossoperaia - 3 - Testi

Parliamo di: venuta di Zelensky in Italia - L'occupazione del governo delle postazioni Istituzionali, della Rai - Tornando ai movimenti di lotta e alle loro lezioni                         

         "ORE 12" esce in audio il lunedi/mercoledì/venerdi
         martedi/giovedì/sabato pubblichiamo la trascrizione dei testi audio

Quella che segue è la trascrizione dell'audio di venerdi' 12

Nella giornata di oggi, su tutti i fronti, nel nostro paese, avvengono delle vicende importanti.

In primis gli “stati generali della natalità”, il summit di stampo clerico-fascista, all’insegna di “Dio-Patria-Famiglia”, su cui è necessaria la massima attenzione, denuncia e riflessione - che non faremo in questo numero di Controinformazione rossoperaia ma la rimanderemo ai primi giorni della prossima settimana, data anche la rilevanza che la questione ha.

Sulla venuta di Zelensky in Italia

Segnaliamo nella giornata di oggi la venuta di Zelenskj in Italia, che consolida l’asse imperialismo/Zelensky, di cui gli USA sono i capi e l’Italia fa da prima linea. Questa visita è legata alla notizia – che non ha avuto il dovuto rilievo nei giorni scorsi – dell’appello dell’ambasciata italiana a Kiev con cui si chiede a tutti gli italiani di abbandonare l’Ucraina.

Quindi, da un lato vediamo l’estensione dei passi e clima di guerra, voluta dall’imperialismo USA/Europa/Italia, in dinamica con la risposta che l’imperialismo russo invasore dell’Ucraina si trova a fare, dall’altro che la guerra si allarga, si estende e diventa una guerra senza limiti. E si invita Zelensky in Italia proprio per rinsaldare il passaggio a una fase ancora più ampia, di tipo militare, che attraverserà questa guerra.

Occorre dire però che il passo decisivo non è la venuta di Zelensky in Italia quanto la notizia ormai

pc 13 maggio - Stellantis Pomigliano lo sciopero che continua - info

Continuano gli scioperi a Pomigliano principalmente sulle linee della Panda con l’adesione quasi totale degli operai.

L’azienda non dà segni di vita. Nessun comunicato. Nessun invito ai soliti tavoli di trattativa nei confronti dei sindacati, Fiom compresa.... c’è la presa di posizione della Fim, che non dice una parola sugli scioperi, ma chiede all’azienda di fare un passo indietro sugli aumenti della cadenza “senza aggiunta di personale” e chiede un incontro nell’ambito delle procedure di raffreddamento, invitando le altre organizzazioni sindacali ad una riunione del consiglio di fabbrica per discuterne.
La Fiom, che ha dato la copertura sindacale agli scioperi, chiede un incontro con l’azienda senza discriminazioni rispetto ai sindacati firmatari, “per discutere nel merito delle richieste avanzate” “sui

pc 13 maggio - Il governo fascio/imperialista guerrafondaio di Meloni contro Carlo Rovelli - La nostra solidarietà

Carlo Rovelli: cancellato dalla Fiera Francoforte perché ho criticato Crosetto

Il fisico su Facebook: "il mio invito alla cerimonia di apertura della Buchmesse 2024 è stato revocato". E pubblica la lettera in cui il presidente dell'Associazione italiana editori, Ricardo Franco Levi, collega la decisione al discorso pronunciato dallo scienziato il primo maggio. I messaggi di solidarietà via social

Su Facebook Carlo Rovelli rivela che il suo intervento alla Buchmesse, in occasione dell'edizione del 2024 in cui l'Italia sarà ospite d'onore è stato cancellato: "L'Italia mi ha chiesto di rappresentarla alla cerimonia di apertura della Fiera del Libro di Francoforte, ma siccome ho osato criticare il ministro della Difesa, il mio intervento è stato cancellato".

... sul palco del concertone c'è stato l'intervento del fisico Carlo Rovelli, che è andato all'attacco delle spese militari e dei "piazzisti di strumenti di guerra" che costruiscono strumenti di morte "per ammazzarci l'un l'altro". "Stiamo andando verso una guerra che cresce e, invece, di cercare soluzioni i Paesi si sfidano, invadono, soffiano sul fuoco della guerra e la tensione internazionale non è mai stata così alta come adesso", ha detto il divulgatore scientifico. E poi, pur senza nominarlo direttamente, ha puntato il dito contro il ministro della Difesa Guido Crosetto, che in passato è stato presidente della Federazione aziende italiane per l'aerospazio, la difesa e la sicurezza: "In Italia, il ministro della Difesa è stato vicinissimo a una delle più grandi fabbriche di armi nel mondo, Leonardo".

pc 13 maggio: La realta' chiama i comunisti ad un "cambio di passo" - Editoriale

La realta’ è più forte delle nostre titubanze, confusioni o opportunismi; la realta’ sta dando fiducia al lavoro dei comunisti, che sono chiamati a fare un “cambio di passo”, anche perchè questo è in sintonia con la realta’. In questi mesi ci troviamo di fronte al fatto che se i comunisti non fanno un cambio di passo è come se loro sono arretrati rispetto alle necessita’, mentre se osano non solo c’è una risposta in termini di partecipazione, ma di convinzione, di unita’.

I comunisti devono combinare una combattivita’, determinazione, chiarezza di parole d’ordini, di linea, di responsabilita’ di direzione, con la capacita’ di organizzare nella lotta un fronte unito, più avanzato.

Questo è anche il frutto di una lotta verso linee, parole d’ordini, pratiche sbagliate o non in sintonia con