La guerra in Ucraina sta slittando progressivamente verso quello che
realmente è, non solo una guerra feroce sul terreno tra due eserciti
che si combattono, quello imperialista russo e quello
nazional/mercenario di Zelensky, armato e spesso guidato
dall’imperialismo Usa/Nato. Una guerra atroce che da spettacolo di
sé come le trincee della I Guerra mondiale e l’oceano di morte
della II Guerra mondiale.
Le guerre fanno schifo, non c’è bisogno del papa per dirlo, noi
comunisti l’abbiamo detto prima dei “papi”, che nella maggior
parte dei casi hanno benedetto le armi e hanno fornito i cappellani
militari.
Tutti i morti di questa guerra ci fanno orrore, sono una realta’ in
cui nessuno si deve mai abituare. La vita umana non vale niente nelle
guerre, le divise che dividono soldati delle due parti sono come una
“camicia di forza” che soffoca il respiro e prepara alla ferocia
dell’uccidere e allo sgomento della morte.
Basta guerre! Fermare le guerre! E’ un imperativo categorico dei
proletari e dei popoli, è un grido di rabbia e di umanita’ in un
mondo che diventa sempre più disumano.
Ma questa guerra è gia’ alla vigilia di qualcosa di più.
Dietro le guerre ci sono i profitti, il sistema imperialista, lo
scontro tra imperialismi.
Ed è del tutto evidente che la pace, la fine delle guerre può
venire solo con la fine di questo sistema, di tutti i suoi attori, le
grandi potenze egemoniche: gli Stati Uniti e il loro sistema di
alleanze Nato; l’imperialismo minore russo dotato però di potenti
armi nucleari; e via via tutti i regimi che mandano gli uomini al
macello, fino all’ultima incarnazione di essi, la delirante
macchietta mediatica Zelensky, che chiede solo armi e armi, e tutti
pronti, innanzitutto i grandi produttori e i loro Stati a darglieli,
a consumare in un solo giorno quello che servirebbe a dare pane e
lavoro e una vita decente a milioni di uomini, a far uscire dalla
miseria e fame tanti popoli.
Questa guerra, abbiamo detto, è gia’ alla vigilia di qualcosa di
più. E’ lungi da noi voler essere profeti di sciagura, ma è
chiaro che siamo ad un limite, e nel corso dei prossimi mesi questo
limite sara’ superato. Lo scontro diretto, in aria per ora, tra
imperialismo Usa/Nato e Russia è nelle cose, e tutti sanno, senza
essere strateghi militari, che questo limite accende la
“santabarbara” del conflitto mondiale, in Ucraina, nel Pacifico e
forse anche nel Mediterraneo.
Quindi, è urgente sostenere il movimento per la pace, anche quando
si tratta di una pura illusione, perchè masse in campo e nelle
strade sono parte del conflitto e in generale dall’altra parte
della barricata. Ma chiaramente il problema è di come fare “guerra
alla guerra” perchè questo è necessario. Un altro tipo di guerra,
la guerra giusta. E su questo ad ognuno tocca il suo posto
innanzitutto.
Il nostro posto è qui in Italia, nell’Italia dell’imperialismo
straccione ma in divisa, gestito ora da un governo certamente più in
sintonia con la guerra che con la pace.
La guerra nel nostro paese, per fermare l’azione del nostro
imperialismo nella fornitura di armi, soldati e Basi, nella
conseguente economia di guerra, avendo sempre come barometro
l’insegnamento luminoso di Lenin su cui si è costruita la più
grande pagina di lotta alla guerra della storia umana, la Rivoluzione
socialista dell’Ottobre in Russia, vuol dire la sconfitta del
nostro imperialismo, affinchè la “guerra alla guerra” proletaria
e popolare abbia successo nel nostro paese. Senza questo barometro
non si capisce come leggere gli avvenimenti che si sviluppano oggi in
Ucraina, e che significa da che parte stare in questa guerra.
Nello stesso tempo dobbiamo sentirci parte, sostenendo la nostra
stessa guerra contro il nostro imperialismo, di una guerra condotta
in ogni paese del mondo contro il proprio imperialismo e il proprio
governo ad esso asservito. E certamente, anche se non ci sentiamo di
dire innanzitutto, in Ucraina, dove serve la guerra civile interna al
regime del capitale, dell’oligarchia dell’imperialismo Usa/Nato.