martedì 28 febbraio 2023

pc 28 febbraio - La morte dei migranti a Crotone: Un crimine di Stato e di governo - Basta menzogne di Piantedosi e Meloni!

Naufragio di Cutro, l’accusa del soccorritore: «Quei migranti potevano essere salvati»

Orlando Amodeo, medico soccorritore a Crotone ed ex dirigente medico della polizia, ha criticato la versione ufficiale sull’impossibilità di intervenire prima per le condizioni del mare. 

Orlando Amodeo, medico soccorritore a Crotone e per lunghi anni dirigente medico della polizia di Stato, lancia accuse forti sul naufragio di oggi al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: «Quei migranti potevano essere salvati. Non è vero che le condizioni del mare, come dicono Interni e fiamme gialle, rendevano impossibile avvicinare la barca dei migranti. Noi abbiamo imbarcazioni in grado di affrontare il mare anche a forza 6 o forza 7. Io sono salito a bordo di quelle imbarcazioni, qui in questi anni, e abbiamo compiuto salvataggi in condizioni simili». Amodeo lo ha detto in diretta a Non è l’Arena di Massimo Giletti su La7. «Perché ancora chiacchieriamo su questo? La vita è sacra per tutti, basta con i porti chiusi, i porti aperti, il blocco navale, lo sblocco navale», ha aggiunto Amodeo, «bisogna aiutare queste persone a venire qua con delle navi e con degli aerei: gli scafisti li inventiamo noi, se Italia ed Europa diventassero più umane non ci sarebbero più scafisti e queste tragedie non esisterebbero più».

#nonelarena Naufragio, Amodeo: "Tragedia voluta, era evitabile"

pc 28 febbraio - Portovesme - ribellarsi è giusto!

Sud Sardegna, 4 operai della Portovesme salgono sulla ciminiera: "No allo stop degli impianti"

Uno dei 4 lavoratori nella ciminiera di Portovesme
Uno dei 4 lavoratori nella ciminiera di Portovesme (ansa)
Quasi tutti gli stabilimenti della srl in crisi. Rischiano il posto 1.300 lavoratori. "Non bastano le parole: senza un impegno forte da parte di Roma non scendiamo"

CAGLIARI - Alle tre di notte sono saliti in quattro in cima alla ciminiera dell'impianto del piombo, Kss, della Portoversme srl. Protestano a 100 metri da terra contro lo stop agli impianti e per la difesa del

lunedì 27 febbraio 2023

pc 27 febbraio - Il governo fascio-poliziesco della Meloni prepara nuove leggi contro le lotte e le manifestazioni

pc 27 febbraio - Piantedosi e la strage di Crotone - Un miserabile in servizio permanente effettivo

Piantedosi: «La disperazione non giustifica i viaggi a rischio». MALEDETTO!

«La disperazione non può mai giustificare condizioni di viaggio che mettono in pericolo le vita dei propri figli». Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, rispondendo ai giornalisti dopo la strage di migranti in Calabria.

Il capo dei sommozzatori: "Non ci si abitua mai ai corpi dei bambini"

«Sa qual è la verità? Che non ci si abitua mai. Eppure, in quasi 25 anni di lavoro presso i sommozzatori dei Vigili del fuoco ho visto tante tragedie. Ma quando vedi quei corpicini senza vita di bimbi così piccoli... Sono immagini che ti colpiscono sempre al cuore. Anche ieri è stato così. Tanti bambini morti, come quei gemellini, neonati. Una tragedia». David Morabito è il capo del Nucleo Sommozzatori dei Vigili del fuoco della Calabria. Da ieri non si ferma un momento per la ricerca di dispersi o eventuali superstiti in mare. «Ma ormai è davvero difficile...», dice con un soffio di voce. Da questa mattina alle sette, Morabito è di nuovo sul posto, sulla spiaggia di Steccato di Cutro, nel crotonese, dove ieri mattina una imbarcazione con almeno 180 migranti a bordo si è letteralmente spezzata in due, facendo cadere in acqua, a poco meno di un centinaio di metri dalla riva, tutti i migranti a bordo.

Molti erano già deceduti

Quelle famiglie spezzate Le urla dei sopravvissuti: «Dove sono i nostri figli?»

«Dove sono i nostri figli? Siamo venuti fino a qui per vederli morire. Non si può resistere ad un dolore così intenso» grida qualcuno dei sopravvissuti. Gli operatori di Medici senza frontiere: «Ci sono tanti nuclei familiari e ognuno ha perso qualcuno». Chiedono di potere telefonare ai parenti rimasti nel Paese di origine. «Vogliono dire di essere ancora vivi. O anche, purtroppo, comunicare che un figlio, un familiare, non c'è più». Le vittime minorenni hanno un'età compresa tra gli 8 mesi e i 13 anni.

pc 27 febbraio - L'ennesima strage dei migranti nel Mar Jonio è responsabilità dell'imperialismo e dei suoi governi - in primis il Governo fascio imperialista di Meloni/Piantedosi

Migranti. Naufragio a Crotone, è strage con tanti bambini


info e testimonianze
Una scarpa da bambino affiora tra i detriti della nave andata a picco
Il recupero dei corpi sulle coste crotonesi

Le lacrime rigano il loro volto mentre stanno in silenzio. Piangono senza proferire parola, i superstiti del naufragio avvenuto all'alba davanti alla costa ionica calabrese, all'altezza di Steccato di Cutro, a venti chilometri da Crotone. Finora, i corpi recuperati dal mare sono 60, insieme a 80 sopravvissuti. Ventuno sono stati portati nell'ospedale civico di Crotone, un'altra sessantina nel centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto. Hanno tolto i vestiti bagnati e siedono, avvolti in coperte, con lo sguardo fisso nel vuoto, affratellati da un dolore muto e dalla disperazione. Fra loro c'è una donna col naso fratturato, che continua a pronunciare il nome del figlio, che non ha più ha trovato accanto a sé nei tragici momenti in cui l'imbarcazione - un vecchio e marcio "caicco" di legno, proveniente dalla Turchia - si è frantumata, quasi implodendo, di fronte alla furia delle onde e alle punte aguzze degli scogli. Dall'alba sulla spiaggia, accanto ad assi e fasciame dell'imbarcazione spezzata in due dalle onde, si sono accumulati i cadaveri, coperti da teli bianchi. Fra loro molti bambini, forse una ventina, compresi due gemellini e un neonato. A bordo c'era un numero presunto di 150-180 persone, in gran parte di origine pakistana, afghana, turca e somala. "Quando siamo arrivati sul punto del naufragio abbiamo visto cadaveri che galleggiavano ovunque, E abbiamo soccorso due uomini che tenevano in alto un bimbo. Purtroppo il piccolo era morto. Aveva 7 anni", racconta Laura De Paoli, medico che opera per la Fondazione Cisom Cavalieri di Malta a supporto della Guardia costiera per gli interventi di soccorso in mare. "Sono caduti in acqua a 150 metri dalla riva" quando, "probabilmente, l'imbarcazione ha colpito uno scoglio" sommerso, dicono i volontari di Medici Senza Frontiere che per primi hanno raccolto le testimonianze dei sopravvissuti.  I corpi erano coperti da lenzuola bianche, ho potuto vedere il corpo senza vita di un ragazzino che avrà avuto circa 10 anni". 
 Le persone migranti provengono da Iraq, Afghanistan, Pakistan, Somalia, forse Siria. Il numero delle vittime potrebbe salire. Secondo alcuni, le persone a bordo sarebbero state 150 o 180, per altri 250. Il barcone, un "caicco" di legno, era partito 4 giorni fa da Izmir, in Turchia. Era stato avvistato per la prima volta sabato sera da un aereo di Frontex in pattugliamento, a 40 miglia marine dalle coste calabresi. I soccorritori erano usciti in mare, con una motovedetta e un pattugliatore della guardia di Finanza, ma il mare agitato non avrebbe consentito di raggiungere il barcone e alla fine i mezzi sono rientrati per non mettere a repentaglio la sicurezza degli equipaggi. Più tardi, presumibilmente nelle prime ore del mattino, l'imbarcazione è stata spezzata in due dalle onde, scaraventando in mare le centinaia di migranti a bordo. Una ricostruzione che ha dato adito ad alcune polemiche e perplessità rispetto alla possibilità che i soccorritori non abbiano fatto tutto il possibile.
  Le ipocrite dichiarazioni di Piantedosi e Meloni - il loro problema è uno solo: 
impedire le partenze contrastare i soccorsi

"Il naufragio avvenuto al largo delle coste calabresi mi addolora profondamente e ci impone innanzitutto il profondo cordoglio per le vite umane spezzate", fa sapere il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che in serata è giunto in Calabria per partecipare a un vertice nella prefettura di Crotone. "E' una tragedia immane che dimostra come sia assolutamente necessario contrastare con fermezza le filiere dell'immigrazione irregolare, in cui operano scafisti senza scrupoli che pur di arricchirsi organizzano questi viaggi improvvisati, con imbarcazioni inadeguate e in condizioni proibitive - considera ancora il ministro -. Resta fondamentale proseguire in ogni possibile iniziativa per fermare le partenze e che non vengano in alcun modo incoraggiate traversate che, sfruttando il miraggio illusorio di una vita migliore, alimentano la filiera dei trafficanti e determinano sciagure come quella di oggi".  Giorgia Meloni, in una nota esterna "il suo profondo dolore per le tante vite umane stroncate dai trafficanti di uomini", ritenendo "criminale mettere in mare una imbarcazione lunga appena 20 con ben 200 persone a bordo e con previsioni meteo avverse" e "disumano scambiare la vita di uomini, donne e bambini col prezzo del 'biglietto' da loro pagato nella falsa prospettiva di un viaggio sicuro". Il governo è impegnato "a impedire le partenze, e con esse il consumarsi di queste tragedie, e continuerà a farlo, anzitutto esigendo il massimo della collaborazione agli stati di partenza e di provenienza - conclude la nota.

pc 27 febbraio - Il vero terrorismo è quello dell'imperialismo e del regime nazisionista Israeliano - Attacco terrorista di coloni a sud di Nablus: un palestinese ucciso e oltre 100 feriti

Attacco terrorista di coloni a sud di Nablus: un palestinese ucciso e oltre 100 feriti

Nablus-PIC e Quds Press. Un palestinese è stato ucciso e altre decine sono rimaste ferite durante attacchi organizzati da coloni nella città di Hawwara, a sud di Nablus, domenica sera.

da Infopal

Più di 10 case, negozi e 30 auto sono state date alle fiamme a Hawwara, appena fuori Nablus, hanno riferito i nativi, aggiungendo che le forze israeliane (IOF) avrebbero concesso ai coloni libero accesso alla città palestinese.

Almeno un palestinese, identificato come Sameh Hamdullah Mahmoud Aktesh, è stato ucciso durante

pc 26 febbraio - Ancora sulla manifestazione di Genova - Operai alla testa della lotta contro la guerra - la strada giusta richiede la linea giusta


  



l'intervento di un compagno operaio di proletari comunisti alla manifestazione

https://drive.google.com/file/d/1AYvq1ZTQoG4sdCDSQVD_fuEOa-Ica79I/preview

domenica 26 febbraio 2023

pc 26 febbraio - Diverse migliaia in piazza a Genova - immagini

Da decenni non si vedeva nel capoluogo ligure un corteo tanto partecipato e combattivo, aperto dagli striscioni “Stop ai traffici d’armi nei porti” e “Abbassate le armi, alzate i salari”, dietro i quali erano presenti le delegazioni di tutti i porti italiani, oggi in sciopero per la sicurezza dopo le ultime morti sul lavoro registrate a Trieste e Civitavecchia e, tra le altre, dei lavoratori della logistica, degli studenti in lotta contro le sparate del ministro Valditara.

Il corteo si è mosso da lungomare Canepa alle 15,30, in ritardo rispetto all’orario fissato, per attendere l’arrivo dei partecipanti da Torino, il cui treno è stato bloccato a lungo dalla polizia ferroviaria senza valide motivazioni.

La manifestazione si è conclusa in piazza De Ferrari dopo aver attraversato il porto sfilando sotto la Lanterna, chiedendo pace e salario, e urlando a gran voce il no alla guerra e all’economia del carovita che ingrassa le multinazionali e la speculazione finanziaria, strangolando le popolazioni di tutto il mondo.

Tutte le foto della manifestazione sono di Patrizia Cortellessa

pc 26 febbraio - Da Niscemi/Sicilia/NoMuos in unità con la manifestazione di Genova - 25 febbraio contro la guerra imperialista! Alcune immagini

Alcune centinaia di manifestanti provenienti da diverse città siciliane hanno animato il corteo di ieri pomeriggio a Niscemi, dove c'è il MUOS, impianto satellitare Usa al servizio della guerra, oggi pienamente attivo  nella guerra interimperialista in Ucraina. 

Un corteo che ha attraversato  il paese di Niscemi, per portare nuovamente un messaggio diverso anche alla popolazione, che negli anni passati ha anche lottato contro l'installazione del Muos, contro la campagna ideologica/politica quotidiana del governo italiano sulla necessità/giustezza della guerra in corso,  snodandosi fino alla piazza principale del centro storico con continui slogan e comizi volanti con cui si è riaffermato con forza il No alla guerra al servizio degli interessi dei padroni capitalisti, No alle Basi e a tutti gli strumenti di distruzione e morte come il MUOS, no alle politiche di economia di guerra scaricata in modo sempre più pesante da questo governo contro lavoratori, popolazioni, denunciando anche il pericolo reale che territori come la Sicilia ma non solo corrono con la presenza delle Basi Usa/Nato: La Sicilia non è zona di guerra, fuori le Basi Nato dalla nostra terra! 

Una manifestazione gemellata con quella di Genova promossa dagli operai portuali del Calp, in cui si è portata anche la denuncia di questo Stato, di un governo rappresentato dall'ala della borghesia più reazionaria che vuole reprimere ogni forma di dissenso e chi si ribella e lotta contro questo sistema di sfruttamento, oppressione e guerra, vedi oggi l'accanimento vendicativo dello Stato contro Cospito. 








pc 26 febbraio - 24/25 febbraio mobilitazione contro la guerra imperialista - Ai Cantieri Navali a Palermo

24 febbraio 

Buoni capannelli con gli operai al turno pranzo che prendono la mozione contro la guerra parlando in particolare da un lato anche della questione carovita/aumento dei prezzi, un operaio diceva " dopo tanti anni qui in fabbrica avrei diritto a potere andare con mia moglie a mangiare ogni tanto una pizza, non posso farlo perchè i salari non bastano. e devo campare anche mia figlia ormai maggiorenne che per studiare al Nord da sola non ce la può fare... non voto da anni ma con questo governo è ancora peggio", ma buona parte dei discorsi sono stati anche centrati sull'ennesimo grave incidente avvenuto il giorno prima ad un giovane operaio che ha rischiato di perdere una gamba, diversi operai  denunciavano il fatto che anche se in parte le regole di sicurezza ci sono il problema sono i tempi di lavoro sempre più veloci che mettono a rischio nei movimenti ecc , i confederali su questo fanno poco o nulla, condividendo la questione che i soldi ora devono servire per questo Stato sempre più per la guerra e sempre meno per il lavoro, la sicurezza, scuola, sanità... 



Alcuni operai hanno mostrato curiosità verso la proposta che abbiamo portato con la mozione del Comitato di lavoratori e lavoratrici contro la guerra,  abbiamo detto che c'è necessità che gli operai in primis prendano posizione, si schierino contro la guerra, contro questo nero governo che è ancora più dalla parte dei padroni, si colleghino con altri lavoratori, con molteplici azioni di protesta/lotta dalle piccole, quotidiane, alle grandi... portando il bello e determinato esempio dei portuali di Genova e informando sulla manifestazione da loro promossa del 25 contro la guerra, ma anche delle iniziative che si stanno facendo in altre fabbriche e posti di lavoro in questo paese.



I vigilantes dei padroni hanno fotografato gli striscioni e locandine affisse lungo la fabbrica stazionando con atteggiamento intimidatorio ma davanti alla nostra denuncia pubblica sulla repressione di padroni e governo in questo paese contro chi lotta, che ha trovato anche sostegno da parte di alcuni operai in mensa, alla fine si sono allontanati. 

Slai Cobas per il sc Palermo

pc 25 febbraio - L'Intervento di un compagno di proletari comunisti alla manifestazione di Genova contro la guerra

l'intervento di un compagno operaio di proletari comunisti alla manifestazione

https://drive.google.com/file/d/1AYvq1ZTQoG4sdCDSQVD_fuEOa-Ica79I/preview 

sabato 25 febbraio 2023

pc 25 febbraio: Gli operai del Porto/appalto Acciaierie di Taranto si uniscono ai portuali di Genova: Basta morti per lavoro nei porti! Basta navi per la guerra nei nostri porti!

L'iniziativa al porto di Taranto di adesione e solidarietà

pc 25 febbraio - Solidarietà dell'Assemblea Donne/Lavoratrici alla preside di Firenze indegnamente attaccata dal ministro fascista Valditara protettore di squadristi

Condanniamo fermamente l’aggressione fascista contro gli studenti del liceo Michelangiolo di Firenze

Esprimiamo solidarietà alla Dirigente Scolastica del Liceo Da Vinci di Firenze minacciata di sanzioni disciplinari dall’infame ministro dell’istruzione Valditara, che ha totalmente cancellato dalla sua nera mente di avere giurato sulla Costituzione per il suo mandato, per la lettera scritta agli studenti in cui si condanna il grave accaduto e in cui si fa presente l’importanza di conoscere la storia e i valori profondi dell’antifascismo.

Da fascista qual è,  Valditara non ha perso tempo a coprire/minimizzare l’attacco fascista agli studenti, definendo la lettera della Preside « impropria, nessun pericolo di fascismo», delegittimandola pubblicamente.

Un ministro ignobile che attacca gli studenti che lottano contro l’alternanza scuola lavoro che li uccide e che in questa fase deve essere anche al servizio della guerra imperialista, un

pc 25 febbraio: Presidio ieri al Tribunale di Taranto in solidarieta' con Alfredo Cospito. Gli interventi

Presenti al presidio lavoratori, operai ex Ilva, sindacati di base (Slai cobas e Cobas confederazione), Comitati di quartiere citta' vekkia, rappresentanti Sinistra anticapitalista e di anarchici di Bari; importante è stata la partecipazione attiva degli studenti, Fgc, che nelle prime ore del mattino avevano dato vita ad un sit in itinerante al centro citta' contro la guerra imperialista.

Contestato lo sproporzionato dispiegamento di Digos, polizia, che è arrivata anche a bloccare di fatto l'entrata del Tribunale, ostacolando il passaggio di avvocati, cittadini.

ASCOLTA GLI INTERVENTI 

https://drive.google.com/file/d/1qTJZXWW_kzi2ECdw2cRrd8Xw3PGnfYzH/view?usp=share_link

pc 25 febbraio - Fascisti aggressori di Firenze - una foto perchè 'la faccia di quei pezzi di merda deve essere conosciuta da tutti"

Una corrispondenza commento

UNA GIUSTA PROPOSTA


Sono giorni, da quando cioé è avvenuta la vile aggressione agli studenti del liceo classico Mchelangiolo di Firenze ad opera di una squadraccia mussoliniana dell’organizzazione Azione Studentesca, che la destra radicale e fascista cerca di gettare acqua sul fuoco, tentando di derubricare l’infamia ad una semplice rissa tra studenti.

Come quasi sempre accade la palma del peggiore nello sport della dis-informazione se la aggiudica la

pc 25 febbraio - Ansaldo Genova - non mollare la presa

  Ansaldo, testimone sotto shock: "Più sicurezza o ci fermiamo"

Sciopero incidente Simone Bonori

GENOVA - Tristezza, rabbia, sconforto, preoccupazione. Sono questi i sentimenti che provano i colleghi di Simone, l'operaio di 37 anni che sta lottando tra la vita e la morte all'ospedale policlinico San Martino di Genova, dopo l'incidente di ieri pomeriggio, martedì 21 febbraio ndr, nella fabbrica di Ansaldo Energia. Il lavoratore è stato colpito alla fronte da un pezzo di 200 chili staccatosi da un vecchio tornio verticale del 1979: il materiale di ferro ha sfondato una paratia, centrando l'uomo al volto.

"Il ragazzo stava facendo il suo lavoro, era nel posto in cui doveva essere, ma dobbiamo pensare che un macchinario vecchio degli anni '70 non è fattibile e pensabile che si trovi all'interno di un'azienda come Ansaldo Energia. Chiediamo investimenti serie, fatti e non parole". Così Andrea Capogreco, Rsu Fim Cisl Liguria di Ansaldo Energia, testimone di quanto accaduto negli attimi dell'incidente. 

"Io ero lì a fianco, ho assistito alla tragedia, questa notte non ho dormito, continuavo a vedere quella scena davanti ai miei occhi, si è trattato di un'immagine che non auguro a nessuno - racconta a Primocanale Capogreco -. Sono corso subito, in un minuto ero lì. Ho provveduto a vedere cosa potevo fare per il ragazzo ma ho assistito a una scena raccapricciante. È necessario avere delle certezze e delle sicurezze quando si viene sul posto di lavoro. Se quel macchinario che nel '79 poteva essere gioiellino, oggi nel 2023 non lo è". 

La giornata dei lavoratori Ansaldo non si può concludere con un corteo e alcune ore di sciopero, lo spiega e lo annuncia in modo fermo e deciso Andrea Capogreco. "Vogliamo rassicurazioni per la nostra sicurezza, non solo su quel macchinario ma anche sugli altri. Noi su macchinari così datati non lavoriamo più, incrociamo le braccia. O le mettono in sicurezza oppure noi ci fermiamo. Si tratta di macchine troppo obsolete, o le sostiuiscono o noi non lavoreremo più".

pc 25 febbraio - 10/100/1000 iniziative in tutte le forme contro il ministro fascista, difensore degli squadristi a Firenze Valditara

Torino

"Valditara a testa in giù», il post contro il ministro dell'Istruzione.

Minacce con riferimenti all'occupazione del liceo Einstein di Torino apparse quattro giorni fa sui social

Sono in corso degli accertamenti da parte della Digos della Questura di Torino su alcune minacce, apparse quattro giorni fa sui social, contro il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. In particolare si tratterebbe di un post con su scritto «Ho sognato questa notte le barricate in via Bologna. E la Digos qua non entra più, Valditara a testa in giù». 

L'accenno sulle barricate sarebbe un riferimento ad un fatto accaduto due settimane fa nel capoluogo piemontese, quando venne occupato, da un collettivo studentesco vicino al centro sociale Askatasuna, il liceo Einstein, in via Bologna. Durante la protesta infatti vennero usati dagli studenti dei cassonetti come barricate.

pc 25 febbraio - Corrispondenza dalla Tunisia - Razzismo di Stato da parte di Kais Saied al servizio dell'imperialismo - oggi manifestazione

Gravi dichiarazioni del presidente Kais Saied  nell'ambito del Consiglio Nazionale per la Sicurezza, che criminalizza gli stranieri dei paesi subsahariani in Tunisia. E' stato invocato un fantomatico complotto per cambiare la composizione demografica della Tunisia con l'obiettivo di trasformarla da paese "arabo-musulmano" a paese "totalmente africano", facendo giungere migliaia di subsahariani in Tunisia che provocherebbero problemi di sicurezza e criminalità.

Tale dichiarazione sopraggiunge dopo un'ondata repressiva da parte della polizia, nel quartiere di Ariana (Tunisi) dove molti stranieri risiedono, con controlli a tappeto dei documenti e in caso di "irregolarità" (comprendenti anche il fatto di aver lasciato i documenti a casa) arresti immediati.

La conseguenza sociale di tale dichiarazione si è tradotta in un rigurgito razzista dei settori più

pc 25 febbraio - Contro la guerra imperialista - contro le basi Usa/Nato - manifestazione oggi a Niscemi

 

pc 25 febbraio - Nelle iniziative di oggi contro la guerra diventa sempre più chiaro che è contro il governo Meloni contro cui dobbiamo lottare

Il governo guerrafondaio Meloni si appresta a varare il settimo decreto per l'invio di armi al fantoccio Zelensky e al suo governo. Un nuovo alimento a questa guerra interimperialista che USA/NATO (e Italia) non vogliono fermare ma che, anzi, vogliono contribuire a portare avanti, con la prospettiva di un incendio a livello mondiale e con l'uso del nucleare, per una nuova spartizione del mondo e per l'accaparramento delle risorse energetiche, accelerando la corsa agli armamenti e quella dei profitti dei padroni della guerra. 

Non passa giorno che Zelensky non chieda armi ai suoi padrini e l'Italia, da Draghi a Meloni, è in prima fila nel concederle. In questi giorni si parla di invio di droni e di aerei caccia in funzione offensiva e, su questo, l'Italia (con in testa la Leonardo) sta collaborando con Giappone e Gran Bretagna per un altro aereo della morte. 

E con le mani ancora sporche di sangue del popolo ucraino, mandato al macello dall'imperialismo USA/NATO/UE, i padroni italiani si preparano ai profitti della ricostruzione.

alcune notizie dal sito formiche:

Caccia o droni? Il governo studia il settimo decreto armi a Kyiv

Si va verso un salto di qualità nel sostegno militare dell’Italia all’Ucraina... Il governo sta elaborando il