domenica 27 novembre 2022

pc 27 novembre - Stellantis in India per vincere la guerra dei prezzi… ma con l’aiuto di Stato

Nella lunga guerra in corso per la conquista dei mercati dove vendere le auto prodotte in tutto il mondo (oltre 80 milioni nel 2021 compresi i veicoli commerciali), guerra accelerata dalla cosiddetta transizione alle auto elettriche, Stellantis ha deciso di spostare la produzione delle auto elettriche in India, dove negli ultimi sei anni ha investito oltre un miliardo, secondo un articolo di MilanoFinanza.

Se “Non è un mistero, scrive MF-Milano Finanza, che il costruttore consideri il mercato indiano fra i

pc 27 novembre - La manifestazione delle donne in spagna del 25 novembre - video pervenuto

pc 27 novembre - Appoggio e partecipazione a ogni contestazione di Salvini/Meloni e ogni ministro di questo governo

Milano, Salvini contestato a inaugurazione della M4: "Fascista".

Il ministro delle Infrastrutture e segretario della Lega Matteo Salvini è stato contestato da gruppi di giovani all'inaugurazione della nuova linea della metro M4. 

pc 27 novembre - La protesta dei giovani a Shangai con Mao contro il regime capitalista di XI Ping

pc 27 novembre - Acciaierie d'Italia Taranto: Che è successo il 21 novembre e che deve succedere?

intervista allo Slai cobas su radio blackout

 https://radioblackout.org/2022/11/sciopero-massiccio-allex-ilva-di-taranto-e-indotto/

Sciopero massiccio all’Ex Ilva di Taranto e indotto

23 Novembre 2022

Sindacati di base e confederali in sciopero e in piazza lunedì 21 Novembre dopo la decisione di Acciaierie d’Italia, joint venture del colosso franco-indiano e della statale Invitalia, di voler sospendere ogni ordine e rapporto con le aziende dell’indotto-appalti. Un indotto di 145 aziende (di cui 45 tarantine) dove sono impiegati circa 2000 lavoratori.

Sciopero che ha avuto una adesione altissima e che indirizza la sua rabbia contro ArcelorMittal e la sua a.d. Lucia Morselli.

Di come è andata lo sciopero e delle motivazioni che lo hanno caratterizzato ne parliamo con lo Slai cobas. Ascolta la diretta:

sabato 26 novembre 2022

pc 26 novembre - Lo Stato borghese e la stampa borghese non accetta la denuncia e lotta delle donne proletarie e rivoluzionarie contro il governo fascista Meloni

VIDEO | Al corteo di ‘Non una di meno’ attacchi a Giorgia Meloni: “Fascista, sei la prima della lista”. Interviene la Digos.

meloni fascista_non una di meno

Dalla stampa in internet

ROMA – C’è un grande striscione rosso a chiudere il corteo di Roma contro la violenza sulle donne. “Meloni vattene!“, si legge. I ragazzi e le ragazze che sfilano per la manifestazione ‘Non una di meno’ dietro a questo striscione intonano slogan contro la premier: “Meloni fascista, sei la prima della lista“.

video su  https://www.dire.it/26-11-2022/839672-meloni-fascista-non-una-di-meno/

ATTIVISTE FERMATE DALLA DIGOS

Fermate e identificate dalla Digos per uno striscione con su scritto “Fascista Meloni noi donne ti farem la guerra“. Lo racconta all’agenzia DiRE Donatella, 57enne di Palermo arrivata a Roma con altre amiche per la manifestazione ‘Non una di meno’ contro la violenza sulle donne.

Sullo striscione che portano nella coda del corteo partito da piazza della Repubblica c’è anche una foto della presidente del Consiglio immortalata mentre grida e la scritta: “Ti mangiamo il cuore“. La frase “è una citazione“, assicurano: un film appena uscito con protagonista Elodie, “Ti mangio il cuore”. Donatella racconta: “Manifestiamo contro il governo Meloni che ci fa violenza perché ci vuole attaccare in ogni aspetto. Siamo state circondate dalla Digos per il nostro striscione, ce lo volevano togliere e strappare, minacciando di portarci in questura. Alcune di noi sono state anche identificate. Lo striscione, però, l’abbiamo difeso”.

Poi, continua: “Rivendichiamo quello che abbiamo scritto. Questo governo Meloni rappresenta un governo che ci attacca, non dà nulla per il lavoro, vuole togliere il reddito di cittadinanza e fa passare un messaggio che siamo donne utili solo a fare figli per le fabbriche e per la guerra. Noi non ci stiamo e lo rivendichiamo, perché c’è anche libertà di pensiero. Fino a oggi”.

pc 26 novembre - A Roma polizia a difesa della fascista Meloni contro lo striscione del Movimento femminista proletario rivoluzionario

Messaggio e foto

Al concentramento di piazza Della Repubblica la polizia vuole impedire che venga 
portato un nostro striscione contro la Meloni, tenta di strapparlo e pretende di 
identificarci.

Facciamo  resistenza! Denunciamo nella piazza col megafono questa repressione. 
Tante ragazze gridano insieme a noi: "Meloni fascista!".

Poi nel corteo  lo  striscione riappare... Nuovo intervento della polizia, ma viene 
respinto con forza, anche qui grande appoggio soprattutto di compagne giovani.

Alla fine fuori dalla manifestazione tutte le compagne del Mfpr, lavoratrici Slai cobas di diverse città vengono seguite e fermate dalla Digos.

Evidentemente lo striscione colpiva nel segno!

Certo nessuna intimidazione e persecuzione ci può fermare. Denunciamo a tutti i livelli e faremo la massima opposizione.

Nessuno può fermare la furia delle donne!
Questo lo striscione che non si può portare

 


 




Anche quest'anno alla grande manifestazione delle donne a Roma del 26 novembre - in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne ci sono le rappresentanti delle donne lavoratrici aderenti al Movimento Femminista proletario rivoluzionario.

,,,a Roma contro la violenza sessuale e i femminicidi che dilagano, ma anche contro la violenza sociale e sistemica rappresentata dallo sfruttamento, dalla precarietà, dalla disoccupazione, dal carovita, caroscuola, carosanità che ricadono sempre più sulle donne.

A fianco delle sorelle immigrate che arrivano sui barconi e in tante perdono la vita e poi vengo sfruttate e spesso inserite nella tratta delle schiave e della prostituzione, dove pagano anche qui con la vita, come le nostre sorelle cinesi uccise a Roma e quelle che lavorano lo fanno in condizione di disparità e precarietà.

,,,A Roma per dire che le donne non sono tutte uguali e sono distinte dal genere e dalla classe - sono donne la presidente del consiglio Meloni, la Morselli amministratrice delegata dell'ArcelorMittal, ma certo fanno parte di una classe sociale e politica che opera contro le donne, vedi l'annunciato attacco all'aborto e la visione delle donne, conservatrice e reazionaria, all'insegna della triade di stampo fascista 'Dio patria e famiglia'.

...A Roma per affermare che la nostra lotta è internazionale e siamo a fianco delle coraggiose donne iraniane che hanno innescato a partire dalla loro odiosa oppressione una vera rivoluzione popolare, così come siamo a fianco delle donne che pagano un alto costo di vita e condizione alle guerre imperialiste e reazionarie che insanguinano il mondo dall'Ucraina a Kobane alla Palestina

A Roma per i nostri diritti, a Roma per la nostra emancipazione, per la nostra liberazione, perchè tutta la vita deve cambiare!




Le parole d'ordini gridate nel corteo 

contro la vostra violenza e oppressione scateniamo la nostra ribellione
la sacra famiglia ci uccide per la vita con questa società facciamola finita
Il diritto d’aborto non si tocca lo difenderemo con la lotta
Non siamo macchine per la riproduzione ma donne in lotta per la rivoluzione
Figli per la Patria, Dio e Capitale questo governo finisce male
moderno medioevo doppia oppressione donne in lotta per la rivoluzione
la furia delle donne vogliamo scatenare questo sistema vogliamo rovesciare

donne licenziate, donne violentate siamo sempre più incazzate
guerra, miseria carovita con questo governo facciamola finita
dentro le case non ci torneremo sempre più furiose in piazza scenderemo
ci ammazzano, ci opprimono, ci negano il lavoro, maschi, padroni, vi faremo fuori
oppressione, stupri e lutti pagherete caro pagherete tutti
Governo fascisti polizia tutti insieme vi spazzeremo via
Per ogni donna, uccisa, stuprata e offesa siamo tutte parte lesa
maschio criminale, maschio perbenista chi uccide le donne è sempre fascista
maschilisti, fascisti, poliziotti giù le vostre mani dai nostri corpi
contro discriminazioni e oppressione sciopero sciopero delle donne
violenza sul lavoro, violenza familiare questo sistema vogliamo rovesciare
per ogni donna uccisa non basta il lutto pagherete caro pagherete tutto!
La lotta delle donne non si reprime andremo avanti fino alla fine
giudici che assolvono i maschi violenti sono tutti conniventi
fascismo, razzismo, sessismo questa la storia del capitalismo
ma quale difesa della vita la vostra cultura è morte garantita
Dall’India all’Iran le donne sono in campo, Stati fascisti non avete scampo
la lotta delle donne non si può fermare tutta la vita deve cambiare

pc 26 novembre - La lotta operaia in Cina contro il regime capitalista a guida XI PING - un video importante

https://www.instagram.com/reel/ClV1rk2oXFz/?igshid=MDJmNzVkMjY=

pc 26 novembre - Sanremo: spaccio peculato e corruzione coinvolti anche poliziotti

Spaccio, peculato e corruzione, nove richieste di rinvii a giudizio: coinvolti anche poliziotti di Sanremo

Secondo gli investigatori, un assistente avrebbe aiutato un pusher in cambio di cocaina

Imperia. Spaccio, peculato, corruzione e altri reati. E’ quanto gli investigatori contestano a nove persone, per le quali il pubblico ministero di Imperia Luca Scorza Azzarà ha chiesto il rinvio a giudizio. Un’inchiesta, quella della procura, che vede tra i coinvolti anche agenti del commissariato di

pc 26 novembre - Fincantieri Genova: l'amministratore delegato inneggia alla guerra e all'economia di guerra

Già il giornalista comunista John Reed  ci spiegava: Cosa c'è dietro la guerra? Profitti!

Fincantieri, Folgiero: "Iniziato nuovo ciclo per settore Difesa"

Intanto il pattugliatore polivalente d'altura ''Marcantonio Colonna'' costruito da Fincantieri a Riva Trigoso (Genova) è pronto al varo che si svolgerà sabato mattina

GENOVA - "Siamo davanti a un ciclo industriale nuovo e lungo per Fincantieri nel settore della Difesa. La guerra in Ucraina creerà una domanda di navi militari nel Mediterraneo e in tutto il mondo: ci sono delle regioni come il sud est asiatico che cresceranno e tante Marine che vogliono rafforzarsi

pc 26 novembre - Palestina - una denuncia e un contributo - Voie Alternative ou drone téléguidé ? A propos des échos d'Azmi Bishara (Partie 1)

in via di traduzione
Savez-vous ce qu'est le « zannana », ce bruit de vibrations produit par les drones ? C’est le nom que donnent les habitants de Gaza, au vu de leur expérience, aux bruits des drones sionistes ou à ce qu'on appelle les avions sans pilote et téléguidé de loin que l'ennemi sioniste envoie pour surveiller la population palestinienne, assassiner les résistants ou même bombarder lors de leurs attaques.

Pourquoi un tel nom ? Il provient du son fort et désagréable de certains moteurs de ces drones et il fait référence dans le parler populaire palestinien aux bourdonnements assourdissants produits par ces engins. L’avion sans pilote, ou drone, est commandé et contrôlé à distance et ce qu'il fait ou fera est décidé depuis une salle d'opérations par des
officiers et des soldats qui agissent généralement depuis une base militaire sioniste éloignée de la cible. Certains drones américains, par exemple, sont conduits et dirigés

venerdì 25 novembre 2022

pc 25 novembre - Qatar cosa è e da dove viene in un post dei compagni francesi della Cause du peuple

Derrière les réactions de consternation hypocrites ou conciliantes des politiques français, c'est bien la corruption impérialiste qui s'est rendue responsable des conditions d'organisation.

 

pc 25 novembre - Intervista di Radio Blackout sullo SCIOPERO MASSICCIO ALL’EX ILVA DI TARANTO E INDOTTO

 Sindacati di base e confederali in sciopero e in piazza lunedì 21 Novembre dopo la decisione di Acciaierie d’Italia, joint venture del colosso franco-indiano e della statale Invitalia, di voler sospendere ogni ordine e rapporto con le aziende dell’indotto-appalti. Un indotto di 145 aziende (di cui 45 tarantine) dove sono impiegati circa 2000 lavoratori.

Sciopero che ha avuto una adesione altissima e che indirizza la sua rabbia contro ArcelorMittal e la sua a.d. Lucia Morselli.


Di come è andata lo sciopero e delle motivazioni che lo hanno caratterizzato ne parliamo con Ernesto della SLAI COBAS.

Ascolta l'intervista:

pc 25 novembre - IRAN. Gli operai scendono in sciopero a fianco alla rivolta

I lavoratori della Esfahan Steel Company, una delle più grandi fabbriche metalmeccaniche, in sciopero

LA SCESA IN CAMPO DEGLI OPERAI DA LA NECESSARIA IMPRONTA DI CLASSE ALLA RIVOLTA

Da Il Manifesto

«In seguito alla morte di Mahsa Amini, molte manifestazioni hanno avuto luogo in quartieri modesti di grandi città come Teheran, Shiraz e Isfahan e gli operai di varie industrie hanno dato avvio a scioperi. Vi sono state astensioni dal lavoro in parte dell’industria petrolchimica, nonché in diverse fabbriche in varie località. In Iran gli scioperi sono solitamente motivati da vertenze locali (stipendi bassi, spesso pagati in ritardo). 

In queste settimane, nei cortei degli scioperanti sono invece stati scanditi slogan antiregime e a sostegno

pc 25 novembre - L'attacco al diritto d'aborto del governo clerico/fascista Meloni NON PASSERA'!

 

pc 25 novembre - "Le proletarie non devono stare alla coda del femminismo borghese... ma essere la prima linea per la rivoluzione" - Dall'intervento del Mfpr all'assemblea operaie della Beretta


richiedi il dossier a
mfpr.naz@gmail.com
Dallo scoppio della pandemia alla fase che oggi 
viviamo della guerra interimperialista la condizione di sfruttamento e di oppressione che la maggioranza delle donne proletarie già viveva nel nostro paese si è peggiorata ulteriormente.
E’ peggiorata la situazione della mancanza del lavoro, le prime ad essere licenziate sono le donne, ricordiamoci che solo durante la prima ondata della pandemia su 101mila nuovi disoccupati 99mila sono state donne che hanno perso il lavoro, nel 2022 in questo paese su dieci lavoratori le donne che lavorano sono solo quattro e la situazione è più pesante in particolare nelle regioni del sud, è peggiorata la condizione della precarietà lavorativa, è peggiorato un aspetto che tante operaie vivono sulla propria pelle in fabbrica così come diverse lavoratrici vivono in altri posti di lavoro in termini di differenze sul piano del salario, di discriminazioni nelle mansioni rispetto agli uomini, con atteggiamenti di capi e capetti sessisti e maschilisti.
Il 75% di chi seleziona il personale in aziende grandi, medie e piccole, ammette che sono gli uomini ad avere la precedenza, le donne sono scartate, uno dei motivi? il periodo di maternità che incide sui costi e sull’organizzazione aziendale.
I salari bassi sono sempre più erosi dal caro vita, caro prezzi e caro bollette amplificato dallo scaricamento dei costi dell’attuale sporca guerra al servizio degli interessi dei padroni del

pc 25 novembre - Lo Stato sionista di tipo nazista di Israele mette la sua intelligence al servizio dell'Ucraina, del regime fascio/nazista di Zelenskj

Entrambi sono armi dell'imperialismo USA/NATO/GB/UE nella guerra interimperialista contro l'imperialismo Russo

 Un drone Shahed 129 in esposizione a Teheran

Israele mette la sua intelligence al servizio dell'Ucraina

Un drone Shahed 129 in esposizione a Teheran (afp)

pc 25 novembre - Ben vengano le barricate nei quartieri disagiati contro l'attacco/abolizione graduale del reddito di cittadinanza

 Da Taranto a Palermo noi ci dobbiamo essere !|

L'abolizione del reddito di cittadinanza consegna precari, disoccupati e masse povere alla miseria e malavita - quella malavita grande e media che ha votato come sempre il centro destra e oggi la Meloni

Reddito, Scampia sfida il governo: "Pronti alle barricate"

Reddito, Scampia sfida il governo: "Pronti alle barricate"

La scelta dei tagli al sussidio è una doccia fredda nel quartiere record dei beneficiari..."Ora si riapriranno le fabbriche dei clan"

"Sto aspettando un amico per guadagnarmi la giornata. Svuoto cantine, smonto e rimonto mobili, lavoro 12 ore per 30 euro e sono felice perché ho potuto dire stamattina a mia moglie che poteva fare la spesa". Giovanni Bonaugurio, 43 anni, 4 figli, abita nelle Case dei Puffi, al Reddito di cittadinanza non ha avuto mai accesso ma lo ha atteso per due anni interi...

pc 25 novembre - Acciaieria d'Italia - Ma quale nazionalizzazione... lotta di classe e rivendicazioni operaie - 24 novembre ore 6




giovedì 24 novembre 2022

pc 24 novembre - Grande ribellione operaia alla Foxconn in Cina

Ribellione operaia contro i ritmi di lavoro forzati, contro i mancati pagamenti dei bonus e contro la mancanza di sicurezza per il contagio Covid nei reparti e nei dormitori, una ribellione di operai costretti a lavorare senza assistenza sanitaria e senza alimenti.


Gli operai della fabbrica di iPhone nella provincia centrale cinese dell'Henan si sono scontrati con la polizia nella Zhengzhou Foxconn, azienda taiwanese che impiega più di 200 mila operai di cui il 70 o l'80% di quelli sulla linea di produzione sono lavoratori interinali, con una giornata lavorativa che va dalle 9 alle 14 ore, dove vengono sfruttati anche studenti degli istituti tecnici in "stage", una fabbrica che produce per Apple la maggior parte degli ultimi modelli di iPhone al mondo. La rivolta a Zhengzhou è il risultato del voler soddisfare le richieste di produzione di Apple, ha affermato Li Qiang, portavoce di China Labor Watch. 

La stampa riporta che gli operai hanno iniziato le proteste in un dormitorio vicino alla fabbrica martedì sera, dopo aver appreso che i bonus previsti sarebbero stati ritardati e che i padroni non volevano isolare adeguatamente i nuovi lavoratori da quelli che erano risultati positivi.  I nuovi assunti erano stati assunti di recente dopo che migliaia di lavoratori sono fuggiti dallo stabilimento Foxconn il mese scorso a causa di un focolaio di Covid. Questo mese Foxconn ha offerto bonus per le nuove assunzioni mentre cerca di ripristinare le operazioni dopo che decine di migliaia di lavoratori sono stati messi in quarantena o confinati nei loro dormitori come parte dell'esercitazione cinese zero-Covid per reprimere l'epidemia . Ma quando Foxconn ha inasprito le restrizioni nel campus per mantenere in funzione le catene di montaggio, migliaia di altri lavoratori sono fuggiti perché temevano di contrarre la malattia e tra le voci secondo cui alle persone infette veniva permesso di lavorare in modo che l'azienda potesse raggiungere i suoi obiettivi.

Ora le proteste si sono estese ad almeno un altro quartiere dormitorio. I lavoratori hanno distrutto