sabato 17 settembre 2022

pc 17 settembre - Ricordare le barricate di Parma 100 anni dopo

"Balbo t'è pasè l'Atlantic, mo miga la Pärma".

Fronte della Gioventù Comunista, federazione di Parma | senzatregua.it

07/09/2022

Sabato 10 settembre a Parma si è tenuta la festa popolare che da anni viene celebrata in memoria dell'evento storico delle "Barricate di Parma", di cui quest'anno è ricorso il centenario nei primi giorni di agosto. L'insurrezione fu un evento che segnò profondamente la storia della città e che tutt'oggi vive nella memoria del quartiere Oltretorrente. Tra gli abitanti della città rimane vivo il ricordo della lotta antifascista del '22 anche grazie ad uno storico murales situato sugli argini del torrente Parma, che motteggia: "Balbo t'è pasè l'Atlantic, mo miga la Pärma"; ironizzando sul fatto che Italo Balbo, da ministro dell'aeronautica, fosse riuscito ad attraversare l'Oceano Atlantico, ma non il torrente Parma, che nei giorni delle barricate separava i fascisti dai quartieri insorti.

Oggi, a cento anni di distanza, riteniamo sia necessario ricordare le Barricate, non come una mera ricorrenza, ma per il loro significato reale, fuori dalle strumentalizzazioni e dagli atti di revisionismo che hanno svuotato questo esempio di rivolta antifascista da ogni carattere di classe, in favore di un antifascismo istituzionale e di facciata. Ricordare le Barricate significa continuare la lotta antifascista ed essere in grado di analizzare quell'esperienza per trarne degli insegnamenti. Proprio come allora anche oggi, in un momento di riflusso del movimento operaio, la repressione

venerdì 16 settembre 2022

pc 16 settembre - Domani a Roma Assemblea Proletaria Anticapitalista - per collegare le lotte, per un fronte unico di classe contro padroni, governo, Stato

 

UNIRE LE LOTTE OPERAIE E PROLETARIE - ASSEMBLEA PROLETARIA ANTICAPITALISTA - FINCANTIERI PALERMO

 



Il volantino diffuso agli operai 



pc 16 settembre - Contro l'aumento delle spese militari - La lotta e non il voto

Se ne parla domani sabato 17 settembre all'ASSEMBLEA PROLETARIA ANTICAPITALISTA ROMA - METROPOLIZ ORE 14.30 VIA PRENESTINA 193

Assalto al bilancio: spese militari per 12,5 miliardi

Emanuele Giordana | ilmanifesto.it

Dallo scioglimento della camere presentati oltre 20 programmi di riarmo

Se la pace brilla per assenza nei programmi elettorali, le spese militari al contrario brillano, crisi o non crisi di governo, per presenza nei lavori parlamentari.
Lo denuncia in dettaglio l'Osservatorio Milex sulle spese militari italiane che ha diffuso una nota in cui si spiega che, dallo scioglimento delle Camere il 21 luglio scorso, il ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha sottoposto all'esame del parlamento oltre venti programmi di riarmo per un investimento totale pluriennale per le prime fasi confermate che supera i 12,5 miliardi di euro.
L'onere complessivo delle successive fasi dei programmi, già prefigurate ma non ancora sottoposte a voto, potrebbe superare i 22 miliardi di euro nel corso degli anni di vita dei vari progetti. Queste decisioni, che impegnano fondi su futuri vari bilanci dello Stato, scrive Milex nella nota, sono proposte

pc 16 settembre - LE CONDIZIONI D VITA E DI LAVORO DEI PROLETARI NON ENTRANO NELLA LORO PROPAGANDA ELETTORALE

Ma entreranno nei programmi del nuovo governo per scaricare sempre più sui lavoratori crisi/guerra

DAI MURI ALLE FABBRICHE PER L’ASSEMBLEA PROLETARIA ANTICAPITALISTA

Dall’aumento spaventoso dei prezzi, con una consistente perdita del potere d’acquisto dei salari per i lavoratori, per tutti i proletari, che si fonde con il dato negativo dei bassi salari nel paese, diminuiti del 3% negli ultimi trent’anni, salari che in percentuale sempre in Italia incidono al 18% per le aziende, almeno 5/8 punti in percentuale sotto la media europea, regalando un margine di profitto ancora maggiore ai padroni.
Ai recenti dati Istat che fotografano la situazione che ‘si percepisce in fabbrica’, con

pc 16 settembre - All'Iveco Torino gli operai non votano... Ma non basta... Occorre ri-costruire l'autonomia della classe operaia, politica, ideologica, organizzativa

Serracchiani (Pd) ai cancelli Iveco di Torino. Ma l’accoglienza è amara: «Non votiamo più»

Ore 13.30, un turno sta per finire e un altro per iniziare. Qui, ai cancelli dell’Iveco, non è certo la politica, con i suoi riti e le sue scadenze, come quella del 25 settembre, a scandire il ritmo delle giornate. Anzi, quando i candidati del Pd, Debora Serracchiani, Andrea Giorgis e Stefano Lepri si presentano in via Puglia armati di bandiere e manifesti di Enrico Letta con lo slogan «Scegli», vengono accolti quasi con indifferenza. C’è chi scappa via respingendo il volantino elettorale e chi si affaccia dal finestrino dell’auto per gridare (nella migliore delle ipotesi) un insulto riferibile: «Pagliacci». Qualche tuta blu che ci crede c’è ancora e si ferma per stringere la mano alla coraggiosa pattuglia dem che non ha temuto di spingersi fin qui e rincuorarla: «Su, coraggio!». La risposta più ripetuta dai lavoratori è però un’altra: «Non andrò a votare, mi spiace. Non c’è più nessuno che mi rappresenta».

Il Pd propone le sue ricette, non può permettersi di lasciare il campo al leader della Lega Matteo Salvini, che martedì andrà a Mirafiori. Ma mentre lo stabilimento ex Fiat di Torino sud è più che altro un simbolo, qui in via Puglia gli operai sono ancora numerosi: 5 mila addetti e 700 interinali. «Una parte di questi verrà stabilizzata», fanno sapere i delegati sindacali, che sottolineano: «Questa è l’unica fabbrica su cui si sta ancora investendo».

Delusi dalla politica in generale, delusi dalla sinistra in particolare: in molti ci tengono a farlo sapere. Come Daniele Iemmolo, che avvicina Giorgis e inizia con lui uno scambio: «Io ero iscritto ai Ds — premette —. Provi a fare un sondaggio qui dentro per vedere quanti votano Lega o Meloni. È scandaloso: non esiste più chi lotta per i diritti dei lavoratori». L’ex sottosegretario in corsa il seggio senatoriale della città ribatte: «Lo so, ma scegliere è importante. Noi non siam la stessa cosa della destra». L’argomento non basta: «Non può ridurre tutto a una scelta binaria. Siete stati al governo 11 anni, perché non le avete fatte prima le cose che promettete?». Giorgis abbozza: «Viviamo una crisi senza precedenti». Ma l’altro rilancia: «L’immobilismo dura da vent’anni, non da due. Qui non c’è più una visione larga — afferma irritato il lavoratore —. Io purtroppo non mi sento più rappresentato da nessuno, quindi non voterò nessuno».

giovedì 15 settembre 2022

pc 15 settembre - Wartsila - il governo parla di provvedimenti anti delocalizzazione?


Nel Sole 20 ore dell'altro giorno in un articolo sulla Wartisila era scritto: "Il Governo italiano potrebbe chiedere la restituzione dei contributi pubblici degli ultimi 5 anni alle multinazionali che scelgono di delocalizzare, senza presentare un valido piano didi reindustrializzazione, rilancio e ricollocazione, Sarebbe questo uno dei punti di contatto delle due diverse proposte per la stretta antidelocalizzazione, cui stanno lavorando il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e quello del lavoro, Andrea Orlando, per evitare altri casi Wartsila..." - di fatto, per la Wartsila vorrebbe dire la restituzione di "11.514.458,32 euro, più 30 milioni di euro di garanzia Sace, ottenuta nel dicembre 2020"....
Ma si aggiunge che "su questa stretta non mancano perplessità...".

Della serie: non me lo dire...
Se fosse vero sarebbe un primo sia pur parziale intervento concreto contro le delocalizzazioni - non gli ostacoli alla procedura e le sanzioni previste dalla legge che non le impediscono affatto.
Questo tipo di intervento è stato richiesto per la Tessitura di Mottola, per la Gkn, ecc., ma finora non è stato fatto nulla - e sinceramente temiamo che anche questa volta le parole non si trasformeranno in fatti. 
Ma su questo e altro bisogna tornare a battersi a livello nazionale con la lotta e il collegamento/unità di tutte le fabbriche in via di delocalizzazione.

Occorre rilanciare, ed eventualmente migliorare, la proposta di legge contro la delocalizzazione

15 settembre - Dalle fabbriche costruire il fronte unico dei lavoratori e delle masse popolari

Le fabbriche, dove avviene l’estrazione di plusvalore e valorizzazione del capitale, sono il centro della guerra interna in corso, con licenziamenti e chiusure, delocalizzazioni, sostituzione manodopera indeterminata con lavoratori precari; aumenta la produzione e diminuiscono gli operai e quindi aumenta il grado di sfruttamento con l’aumento della produzione oraria, della flessibilità delle mansioni, per recuperare efficienza sulle linee dove il minuto e il secondo strappato agli operai equivale ad ampi margini di guadagno nella concorrenza tra i padroni. A questo si unisce l’attacco al salario, a cui contribuiscono anche i CCNL senza aumenti, con l’uso massiccio di cassintegrazione che lo riduce a salario da fame di 800/900 euro; mentre il governo e i padroni scaricano sui lavoratori i costi energetici, aumento del gas, gli effetti della loro guerra interimperialista.

La massa di nuovi disoccupati e l’ingresso sui posti di lavoro di manodopera precaria (attraverso esternalizzazioni, appalti a cooperative) spingono per attaccare le condizioni di vita e di lavoro, togliere diritti e forza collettiva.

Occorre proseguire nella strada di estendere e unire le lotte dei lavoratori contro padroni e governo su una piattaforma di classe, per fare di ogni singola lotta una scuola di guerra contro il sistema dei padroni, per ottenere dei risultati anche parziali, ma che diano forza e prospettiva a tutta la classe

pc 15 settembre - Fincantieri: nello stabilimento di Ancona un gravissimo incidente sul lavoro! Sciopero in tutta Fincantieri

 

La sicurezza sul lavoro è un miraggio fino a quando non sarà argomento e pratica di lotta degli operai stessi organizzati! I sindacati confederali, come si può leggere in questo articolo, fanno sempre la conta dei morti e dei feriti ripetendo alla fine le stesse cose dei padroni e lasciando nei fatti che la situazione peggiori costantemente!

Per l'unità e l'organizzazione di classe, verso 

l'Assemblea Proletaria Anticapitalista 

di sabato 17 settembre a Roma via Prenestina 913

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da il Manifesto di oggi

Travolto da una lastra 51enne trasportato in ospedale. I sindacati: la sicurezza non deve essere millantata

Ennesimo grave incidente sul lavoro ai cantieri navali del porto di Ancona. Un operaio di 51 anni è stato travolto da una lastra di 500 chili che gli ha schiacciato il petto: trasportato al pronto soccorso con un trauma toracico, l’uomo è stato stabilizzato e poi sottoposto a un intervento chirurgico. Le sue condizioni sono gravi. La dinamica dell’incidente, ancora al vaglio degli investigatori, vede l’uomo al lavoro come saldatore su due lamiere di grandi dimensioni, quando poi una è caduta schiacciandolo. Da capire se si sia trattato o meno di un cedimento del macchinario o di altre cause.

I dipendenti della Fincantieri si sono immediatamente messi in sciopero fino alle 22, «per rispetto

pc 15 settembre - Stellantis Melfi: 6.244 operai ancora in cassa integrazione per un anno… e si devono pure pagare la “formazione”!… un altro accordo padroni/sindacati a favore dei padroni

da operaicontro

Stellantis Melfi, nell’ultimo accordo sono previsti corsi di formazione per i dipendenti, si faranno in regime di cassaintegrazione, la partecipazione è obbligatoria ma non è definito nessun contributo aggiuntivo. Non c’è scelta o tirano fuori i soldi o sciopero della formazione

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I nostri bravi sindacalisti della Stellantis di Melfi hanno fatto un altro grande accordo con la direzione dello stabilimento. Hanno firmato, insieme ai rappresentanti della regione Basilicata e quelli della FCA Italy SPA, per prorogare di un altro anno, dal’8 agosto 2022 al 7 agosto del 2023, “la CIGS per contratto di solidarietà” per 6.244 lavoratori dello stabilimento di Melfi. Praticamente l’intera fabbrica. Un altro anno di lavoro a chiamata e salari da fame.

In questo periodo l’azienda predisporrà “piani di formazione e addestramento volti all’incremento delle professionalità del personale”. Il piano di formazione prevede 50.000 ore.

Più che un piano teso all’“incremento delle professionalità del personale”, esso appare, per gli obiettivi

pc 15 settembre - Dalle campagne alla campagna (elettorale) - un intervento

di Campagne in lotta 

Degli invisibili, e del perchè non sono più trendy. Ma il problema non è Soumahoro.

Sono passati più di tre anni da quando Campagne in Lotta denunciava - purtroppo largamente inascoltata - l’operato dell’USB e del suo frontman Aboubakar Soumahoro in diversi distretti agricoli della penisola.

Da allora, l’elenco dei misfatti del sindacato e più ancora del solitario paladino degli invisibili si è notevolmente allungato, senza che cambiasse la sostanza. Abbiamo assistito ad improbabili sodalizi con le sardine, ad adunate di fantomatici “Stati popolari”, ad effimere alleanze con sindaci VIP, a campagne di crowdfunding a sei cifre, a performance in catene o in costume da Babbo Natale, a rinnovati

pc 15 settembre - Le bugie della Meloni e il viscido Mentana - Il diritto d'aborto lo difenderemo con la lotta! dal blog femminismorivoluzionario

 Ieri con la "diplomazia" dei giornalisti servetti Mentana, sempre tra sorrisi, ha permesso alla Meloni di affermare che non toccherà la Legge 194, che non toglierà i diritti alle donne, ecc.; neanche la decenza di ricordare alla Meloni: 

- che, uno dei suo candidati alle prossime politiche, il senatore Luca De Carlo ha annunciato che  ripresenteranno la proposta di legge (già depositata in questa legislatura a prima firma Isabella Rauti) che impone la sepoltura dei feti abortiti sotto le 28 settimane, anche senza la richiesta e il consenso dei genitori;
- che il capogruppo Fdi Carlo Ciccioli, in puro linguaggio fascista, ha parlato della

mercoledì 14 settembre 2022

pc 14 settembre - Per l'imperialismo, i suoi governi ci sono profughi buoni e profughi che possono morire

Dai fatti emerge chiaro che sono morti per mancanza tempestiva di soccorsi. Le autorità ufficialmente addette non rispondono agli SOS, gli unici soccorsi sono da parte di organizzazioni Ong. 

Non erano profughi ucraini... 
L'unica "umanità" degli Stati, governi imperialisti è verso chi permette loro di mettere le grinfie su territori, fonti energetiche, mercati. 
Sono i governi, gli Stati gli assassini di questi migranti, bambini, donne, compreso il governo Draghi - e la linea per il prossimo governo, Meloni/Salvini l'hanno già dichiarata, e la conoscono tragicamente bene i migranti. 

Dobbiamo riprendere ed elevare la nostra lotta per attaccare il nostro imperialismo e i suoi orrendi piani.

Loujin, 4 anni, morta di sete durante la traversata nel Mediterraneo -
La foto consegnata dalla famiglia della bambini agli operatori delle ong
che hanno soccorso il barcone

Figli della guerra e dei campi profughi siriani. Famiglie senza ormai alcuna speranza di poter lasciare una tenda per tornare in una casa. E con la rotta balcanica sorvegliata dai manganelli e dai cani rabbiosi delle polizie di frontiera, molti tentano la via del mare. E sono morti così sette rifugiati siriani, tra cui quattro bambini a bordo di due diverse imbarcazioni. Una è giunta a Pozzallo, in Sicilia. L’altra è ancora alla deriva e nessuno la soccorre.

Unhcr-Acnur spiega che le vittime facevano parte di un gruppo di 26 persone che si trovavano in mare da giorni. Due dei bambini avevano meno di 2 anni di età, l’altro ne aveva 12. Cono loro sarebbero morti anche la madre e la nonna... i profughi siano stati volutamente abbandonati nonostante il ripetuto

pc 14 settembre - Difesa, ok commissione Senato a programmi di riarmo: 6 miliardi (a Camere sciolte) per carri armati e missili.

Draghi/Letta/SALVINI e Meloni soldi per la guerra e per i padroni

Boicottali! La lotta e non il voto è la via proletaria di opposizione

Roma 17 settembre - assemblea proletaria anticapitalista

ore 14.30 a Metropoliz via prenestina 913

info wa 3519575628

  • Vota no solo il M5s
Difesa, ok commissione Senato a programmi di riarmo: 6 miliardi (a Camere sciolte) per carri armati e missili. Vota no solo il M5s

pc 14 settembre - Prove di guerra in tutta la Puglia/Basilicata - Prepariamo una mobilitazione degli antimperialisti, antimilitaristi a Taranto

 

pc 14 settembre - Via il tetto di 240mila euro per gli stipendi di forze armate e ministeri... Un governo e un parlamento di porci che sputano in faccia a proletari e masse con i salari taglieggiati

Via il tetto di 240mila euro per gli stipendi di forze armate e ministeri. È polemica: «Iniziativa parlamentare», «ma la riformulazione è del governo»

Boicotta il voto ai porci!

La lotta e non il voto è la strada dell'alternativa proletaria!


È polemica: «Iniziativa parlamentare», «ma la riformulazione è del governo»

di Virginia Piccolillo

C’era un tetto di 240mila euro per gli stipendi pubblici.

Un emendamento al decreto Aiuti bis ha autorizzato la deroga per i vertici di Polizia, Carabinieri, Forze armate e ministeri.

Una decisione accolta con «disappunto» da Palazzo Chigi. Si tratta, prendono le distanze nella sede dell’esecutivo, di una «dinamica squisitamente parlamentare», frutto di una intesa tra i partiti. E c’è preoccupazione perché la norma potrebbe fare da apripista, per analogia, altre categorie.

Ma è Matteo Renzi, via Facebook a rivelare uno scenario diverso: «Quello è un tetto che avevo messo io, oggi il governo ha fatto questa riformulazione e non avevamo alternativa che votarlo per evitare che saltasse tutto e saltassero 17 miliardi di aiuti alle famiglie».

Ma allora come è andata? L’emendamento sarebbe arrivato dal Ministero dell’Economia e delle

pc 14 settembre - Mese di mobilitazione internazionale per la liberazione di George Ibrahim Abdallah

Soccorso rosso proletario ne parla all'assemblea proletaria anticapitalista di Roma 17 settembre ore 14.30 metropoliz via prenestina 913


pc 14 settembre - da Soccorso Rosso proletario - Sbirri assassini! Hasib come Cucchi

Lo hanno picchiato con il bastone e hanno iniziato a dargli i calci... lo hanno preso dai piedi e lo hanno buttato giù”. Hasib, rom disabile, è ora in coma dopo una perquisizione della polizia

Gli agenti avrebbero fatto irruzione in borghese, senza un mandato. Il 37enne di origini rom ora è in coma, i pm indagano per tentato omicidio  La famiglia della vittima chiede verità durante una conferenza stampa della Camera dei Deputati

di Valentina Stella

Verità-per-Hasib-appello

Un uomo sordomuto in coma, un volo dal balcone, dei poliziotti sulla scena, e tanti punti da chiarire. È questa la sintesi della drammatica vicenda del giovane di etnia rom Hasib Omerovic, disabile di 37 anni, precipitato il 25 luglio dalla finestra di un appartamento di uno stabile di edilizia popolare a Primavalle nel corso di un presunto controllo delle forze dell’ordine. La storia è stata resa nota oggi durante una conferenza stampa convocata dall’onorevole Riccardo Magi, Presidente di +Europa,

martedì 13 settembre 2022

pc 13 settembre - Stellantis taglia 1000 posti di lavoro anche in Germania

 

Nei suoi mega-piani di ristrutturazione della produzione, Stellantis continua ad andare veloce, e tocca anche la Germania.

Infatti, nei tre stabilimenti produttivi di Russelsheim, Eisenach e Kaiserslautern, la Opel di proprietà della Stellantis ha deciso di tagliare 1000 posti di lavoro. “Lo ha dichiarato l’azienda” riporta il Sole 24 ore del 9 settembre, mentre apre “il suo programma volontari, creato insieme al consiglio di fabbrica, per consentire alle persone di andare in pensione parziale, in pensione anticipata o in liquidazione.”

Il perché lo dice una rivista tedesca: “…perché il CEO Carlos Tavares ama utilizzare società esterne, soprattutto nello sviluppo, per risparmiare sui costi.”

Questa è l’aria che tira nelle fabbriche da un bel po’ di tempo oramai: un’aria fatta di peggioramento costante delle condizioni degli operai che devono organizzare le proprie forze e rispondere con la lotta.

pc 13 settembre - Ben iniziata scuola...!

Dalla manifestazione di Palermo:
unità studenti/lavoratori precari