martedì 13 luglio 2021

pc 13 luglio - Gli operai ex Fiat di Termini Imerese di nuovo in protesta davanti la sede della Regione

PALERMO, I LAVORATORI DELLA BLUTEC TORNANO IN PIAZZA: SIT IN DI PROTESTA ALLA REGIONE

La decennale cassa integrazione prorogata fino a settembre non può tenere tranquilli gli operai ex Fiat di Termini Imerese che oggi ridiscendono in piazza con un sit in davanti la presidenza della Regione Sicilia “governata” da Musumeci.

“…chiedono un incontro con il ministero dello sviluppo economico” dice il Giornale di Sicilia di oggi perché non si sa ancora niente delle proposte che sarebbero arrivate come risposta al bando per la re-industrializzazione dell’area, né si conosce il numero degli operai che potrebbero essere impiegati, se davvero questo progetto piuttosto fumoso dovesse partire.

Mentre altri operai, 54 ex Bienne Sud, ex indotto Fiat, hanno già protestato ieri a Termini Imerese per il rinnovo della mobilità in deroga che doveva passare con un emendamento che non è invece passato, gli operai in sit in oggi purtroppo ancora “sperano” che la “Regione faccia la sua parte” perché “ci sono da collocare 600 lavoratori della ex Fiat più 400 dell’indotto: 1000 famiglie che da 10 anni attendono risposte”.

“Ora il panorama quindi appare critico, perché a settembre scadrà l’ammortizzatore sociale – continua il quotidiano -: “È un dramma nel dramma, perché scadendo a fine settembre la cassa integrazione rischiamo il licenziamento. Rischiare il licenziamento a una certa età diventa complicato”, dice un ex operaio.

Così facendo “diventa complicato” tutto! Gli operai non possono continuare a “sperare” nelle istituzioni o nelle eterne promesse di politici interessati: ci vuole per forza un salto di qualità nel tipo di lotta…

pc 13 luglio - Giustizia di classe. Ovvero continua la santa inquisizione contro chi lotta

Solidarietà a Giovanni Ceraolo militante di tante cose ma di cui ricordiamo in particolare la sua battaglia contro le navi della morte al fianco dei portuali

il comunicato del CALP

Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali

MORALE OPERAIA.
Giovanni Ceraolo È UN SINDACALISTA USB DI LIVORNO CONDANNATO A DUE ANNI E SEI MESI DI CARCERE COME RESPONSABILE "MORALE" DELLE MANIFESTAZIONI CHE SI TENNERO NOVE ANNI FA NELLA SUA CITTÀ CONTRO LE VIOLENZE POLIZIESCHE.
LA SUA UNICA COLPA È QUELLA DI AVERE UNA MORALE: DI PENSARE CHE È GIUSTO STARE DALLE PARTE DEGLI SFRUTTATI e DELL'ANTIFASCISMO.

Noi stiamo con Giovanni, con la sua morale operaia, siamo suoi complici.
P.S. sosteniamo le ingenti spese legali tramite bonifico: IBAN- IT67J0308301610000000018331

N.Conto-00018331

Intestatario- CANESSA GABRIELE

Banca- UBI Banca Private Investment


 da PaP

di Giorgio Cremaschi (Potere al Popolo)

Giovanni Ceraolo è un amico ed un compagno di Livorno, attivista sindacale della USB e militante di Potere al Popolo. Giovanni è stato condannato in via definitiva a due anni e mezzo di pene detentive e a 84.000 euro di multa, assieme ad altri compagni, per una manifestazione del 2012 di contestazione a Bersani, al governo Monti e alle politiche di austerità. La polizia, guidata dallo stesso funzionario che poi, a Roma, fu ripreso mentre chiedeva di spezzare le braccia agli sfrattati, reagì con la violenza di cui

pc 13 luglio - INDIA: i contadini sequestrano e cacciano i leader del partito del fascista indù Narendra Modi, interviene la polizia per liberarli


Mentre migliaia di contadini continuano ad assediare da mesi la capitale, New Delhi, la protesta si allarga e coinvolge i dirigenti del partito di Modi, il BJP, che vanno nei villaggi per fare la loro campagna elettorale e vengono contestati, in alcuni casi sequestrati,  e cacciati
 e deve intervenire la polizia per liberarli

Le proteste sono in corso in ogni villaggio in diversi stati. In molte parti del Punjab, dell'Haryana e dell'Uttar Pradesh, gli agricoltori non consentono ai leader del BJP di entrare nei villaggi. Ciò ha reso impossibile per i leader di partito, i ministri e gli MLA tenere qualsiasi evento. In diverse occasioni, il primo ministro dell'Haryana ha dovuto annullare i programmi a causa delle proteste dei contadini. In Haryana e nel Punjab, i leader del BJP stanno compiendo una serie di mosse per sfuggire ai contadini. Tuttavia, in alcuni luoghi gli agricoltori devono essere trovati e gestiti. Un incidente simile è avvenuto a Ivalla (domenica) nel Punjab.


pc 13 luglio - Tragedia nel cantiere della Sirenetta a Mondello: operaio muore cadendo da un'impalcatura. Ennesimo omicidio, non tragedia, sul lavoro ed ennesime, irricevibili, lamentele dei sindacati confederali, che si "indignano"..

quando la morte operaia buca il porto delle nebbie dell'informazione ma che coi loro accordi di precarietà e cancellazione dei diritti si schierano col padrone

Un operaio 42 anni palermitano, Vincenzo Ribaudo, è morto cadendo da un'impalcatura nel cantiere de La Sirenetta a Mondello.

L'uomo è stato portato in gravissime condizioni all'ospedale Villa Sofia e per lui non c'è stato nulla da fare. È caduto dall'impalcatura mentre stava eseguendo dei lavori di ristrutturazione, pare a causa di un malore, facendo un volo di 3 metri. I medici del 118 lo hanno soccorso e trasportato all'ospedale di Villa Sofia. Le sue condizioni sono apparse serie fin dal primo momento. Ribaudo, di Belmonte Mezzagno, lascia la moglie e due bambine. La zona del cantiere dove si è verificata l'ennesima morte sul lavoro è stata sequestrata. Le indagini sono condotte dagli agenti della volanti e del commissariato di Mondello. L'area di ristorazione al piano terra era stata inaugurata in questi giorni. I titolari avevano intenzione di inaugurare il primo piano tra qualche giorno. La tragedia si è consumata tra le 8 e le 9. Secondo una prima ricostruzione del drammatico incidente, Ribaudo stava montando una finestra sul tetto del primo piano della struttura pronta a riaprire dopo decenni di abbandono. A quanto pare, ieri era il suo primo giorno di lavoro, sarebbe rientrato dopo un periodo di isolamento causa Covid.

questa la nuda cronaca dei fatti, di seguito le vergognose dichiarazioni di cgil -cisl - uil: 

«La prevenzione deve essere l'imperativo di tutte le imprese - aggiungono - e una priorità di condotta

pc 13 luglio - L’Emilia-Romagna primeggia per lavoratori irregolari e coop spurie......ma un primato che condivide con la Lombardia

 che tradotto ci dice due cose: 1) la santa alleanza di Lega e PD nelle politiche del precariato e malaffare essenza e pilastro del governo Draghi; 2) che gli accordi illegittimi sono firmati dai confederali cgil in testa

La regione è seconda in Italia per numero di addetti irregolari ed emerge un 75% di cooperative irregolari fra tutte quelle ispezionate: sono alcuni dei risultati che emergono dal report annuale 2020 prodotto dall’Ispettorato nazionale del lavoro.

Solo la Lombardia fa peggio: l’Emilia-Romagna è la seconda regione in Italia per numero di lavoratori irregolari rintracciati dagli ispettori, 6.821 nel 2020. Per quanto riguarda il capitolo delle “illecite esternalizzazioni di manodopera in materia di appalti”, invece, l’Emilia-Romagna è al primo posto nazionale, con 1.696 lavoratori coinvolti, seguita da Lombardia, Piemonte e Veneto. In Emilia-Romagna, inoltre, è stato denunciato un 75% di cooperative irregolari fra tutte quelle ispezionate e la regione risulta seconda per numero di lavoratori fuori norma ma anche per “coop fasulle” responsabili di truffe previdenziali ai danni dei loro lavoratori (per 2,7 milioni in totale). Lo evidenzia il report annuale 2020 prodotto dall’Ispettorato nazionale del lavoro.


lunedì 12 luglio 2021

12 luglio - “Sistema Montante”, il processo all’ex capo di Confindustria Sicilia per associazione a delinquere e considerato vicino alla mafia continua…

insieme con i suoi “associati”:

l’ex comandante della Guardia di Finanza di Caltanissetta Gianfranco Ardizzone

il sostituto commissario di polizia Marco De Angelis

il responsabile della sicurezza di Confindustria ed ex poliziotto Diego Di Simone

e il questore Andrea Grassi

Nel caldo estivo passano quasi sotto silenzio centinaia di processi per personaggi politico-mafiosi arrestati o a piede libero o ai domiciliari…

E questo è solo uno dei “sistemi” che politici, mafiosi, giudici e vari “amministratori pubblici” in tutto il paese organizzano per arricchirsi mettendo in atto le schifezze più bestiali e che toglie ogni velo alla legittimità della borghesia non diciamo a governare ma ad esistere!

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Processo Montante, comincia l’Appello, interrogato a porte chiuse

 L'ex leader di Confindustria Sicilia in primo grado era stato condannato a quattordici anni di reclusione. Adesso il secondo grado, con rito abbreviato, nel carcere di Caltanissetta

pc 12 luglio - NO G20 Venezia: Coldi libero! rilasciato il militante arrestato durante le cariche della polizia


il comunicato del centro sociale

COLDI È LIBERO

Questa mattina si è svolta l'udienza di convalida delle misure di nostro fratello Andrea.

In tante e tanti ci siamo trovati stamattina sotto il tribunale: l* compagn* generos* non restano mai da sol*, e in tant* hanno deciso di far sentire la propria vicinanza al nostro compagno.

La decisione del giudice è stata di revocare le misure!

Riabbracciamo il nostro compagno e saremo di nuovo insieme in tutte le piazze per la giustizia sociale ed ambientale.

https://www.facebook.com/csodjangotreviso/

 ***

Ieri il nostro compagno Coldi è stato arrestato durante la manifestazione contro il G20 della Finanza a Venezia. Domani ci sarà il processo per direttissima.

pc 12 luglio - Povertà assoluta in aumento in Italia: 32 miliardi in meno per le famiglie secondo l'Istat

La borghesia di questo Paese farebbe meglio a stare zitta, perché ad ogni frase propagandistica su ripresa, rilancio, occupazione ecc. ecc. fa da contraltare una statistica che la smentisce pesantemente… ma è da tanto tempo che la borghesia non ha più ritegno e quindi imperterrita continua con le sue false baggianate.

32 miliardi di euro in meno per le “famiglie consumatrici” dice l’Istat, che presuppone, quindi, che ci siano famiglie che non “consumano”!!!

“Crescita della povertà assoluta. Nel 2020 la povertà assoluta è in forte crescita; interessa oltre 2 milioni di famiglie, pari al 7,7% (era al 6,4% nel 2019), e più di 5,6 milioni di individui, il 9,4% (era al 7,7%). Lo afferma l'Istat nel rapporto annuale 2021 sulla situazione del Paese. La condizione peggiora di più al Nord, ma nel Mezzogiorno c'è ancora l'incidenza più alta (9,4% quella familiare), al Centro la più bassa (5,4%). Le famiglie più colpite sono state quelle con persona di riferimento occupata; [i cosiddetti lavoratori poveri, i working poor già citati da Marx nel Capitale, ndr] dove c'è almeno uno straniero l'incidenza di povertà arriva al 25,3%. Più di una persona su cinque ha avuto difficoltà a fronteggiare impegni economici.”

"Nel 2020 – continua questo resoconto dell’Ansa - il reddito disponibile delle famiglie consumatrici si è ridotto del 2,8% (meno 32 miliardi), quasi azzerando la crescita del biennio precedente. Ma gli italiani si sono comportati da 'formiche': i consumi finali hanno subito una caduta di dimensioni molto più ampie (meno 10,9%) e mai registrate dal dopoguerra" e la propensione al risparmio è salita dall'8,1 al 15,8%.”

La “propensione al risparmio” è un di quelle frasi usate deliberatamente per ingannare chi legge, con la quale si vorrebbe dare ad intendere da un lato che chi non ha soldi decide di non spendere perché vuole “risparmiare”; mentre in realtà l’Istat si riferisce a chi ha i soldi, ma momentaneamente non li può o non li vuole spendere perché non lo ritiene profittevole e quindi li tiene sul conto corrente! Questo è il linguaggio preferito da politici, “economisti” ed “esperti” di vario genere, tutti al servizio della borghesia e del suo sistema che conferma ad ogni passo la sua natura disumana.

pc 12 luglio - Stellantis decide di impiantare una mega fabbrica di batterie a Termoli… mentre la Fiom fa le pantomime a Mirafiori

Mentre la Fiom faceva le pantomime, il 5 luglio scorso, con il suo “Mirafiori Day” “anticipando l’“Electrification Day” (!), per richiamare l’attenzione dei padroni, e richiedere l’impianto della “gigafactory” di batterie, Tavares metteva in atto i suoi piani, i piani della famiglia Agnelli, e decideva di impiantare la “Gigafactory” a Termoli.

Il livello raggiunto dalla Fiom con questa “kermesse” è davvero penoso! Ci vorrebbe un certo stile anche quando si è apertamente dalla parte del padrone! E invece da Lazzi, segretario Fiom di Torino ad Airaudo, segretario regionale, si ha il coraggio di dire che “sono 14 anni consecutivi di cassa integrazione”… 14 anni! E adesso “la situazione è diventata insostenibile”.

Gli operai dovrebbero oramai ritenere insostenibile la “politica” della Fiom, che, oltre a tutto ciò che firma, mette pure da decenni stabilimento contro stabilimento: “Il governo ha sbagliato a fare una discussione solo su Melfi: i lavoratori hanno bisogno di sicurezze” dice Airaudo!

Innanzi tutto, che c’entra il governo? Sempre la stessa solfa, invece di prendersela con il padrone, si chiamano in ballo le istituzioni, come fa Landini dopo aver dato il via libera ai licenziamenti! E poi la Fiom vorrebbe “mettere in sicurezza” gli operai di Mirafiori fregandosene di quelli di Melfi.

Sì, la situazione è davvero diventata insostenibile, e quanto prima gli operai si libereranno della catena della Fiom, quanto prima potranno acquisire autonomia di giudizio, pesare il rapporto di forza con il padrone e dare una spinta davvero nuova alle loro lotte!

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«Mirafiori day» Fiom: qui le batterie Stellantis

Automotive. Il sindacato anticipa la kermesse dell'azienda a Torino: la gigafactory deve essere qui, da 14 anni gli operai sono in cassa

Il Mirafiori Day della Fiom

domenica 11 luglio 2021

pc 11 luglio - G20 a Venezia, la polizia carica violentemente i manifestanti, ma il corteo regge. Violata la zona rossa

 

Cariche e scontri: la protesta degli ambientalisti contro il G20 dell’Economia a Venezia si è fermata davanti al ‘muro’ delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa che hanno disperso i manifestanti rispondendo al lancio di bottiglie, fumogeni e fuochi artificiali. Quasi mille persone si sono radunate nel primo pomeriggio alle Zattere per dare vita all’azione dimostrativa che nelle intenzioni degli organizzatori avrebbe dovuto raggiungere anche l’Arsenale, dove era in corso il summit, per dire no alle grandi navi, allo sfruttamento turistico della città lagunare e allo “strapotere della finanza fossile” Per quasi due ore la folla è rimasta ferma sotto il sole cocente, sorvegliata sia da agenti a piedi che dagli equipaggi di alcune imbarcazioni che hanno evitato la possibilità che qualche natante aggirasse il blocco via acqua.

Improvvisamente la marea umana si è mossa e ci sono stati i primi tafferugli con le forze dell’ordine.

Mentre i ristoranti chiudevano precipitosamente le saracinesche, il gruppo in testa al corteo ha cercato di sfondare la fila di poliziotti posizionati ai piedi del Ponte dell’Accademia. Sono volate bottiglie e molti arredi esterni degli hotel lungo il percorso. La Polizia ha risposto con due cariche, riuscendo a far indietreggiare i manifestanti. “I ragazzi hanno retto una carica lunga e pesante – ha spiegato uno dei leader della protesta, Tommaso Cacciari – . La Polizia non ha fatto finta, ma il corteo ha retto benissimo. Ho visto la grande generosità di questi ragazzi e si è vista, speravamo di fare qualche metro in più, ma l’obiettivo di questa mobilitazione è stato centrato”.

Alcuni attivisti di Extinction Rebellion hanno ricoperto di sangue finto il ponte di Calatrava, a Piazzale Roma, come forma di protesta contro G20 dell’Economia in corso a Venezia. Giá durante la giornata di ieri, una ventina di attivisti aveva scelto di sedersi a terra in diverse strade del centro, ricoprendosi sempre di sangue finto e reggendo alcuni cartelli, con l’obiettivo di portare negli spazi pubblici le loro paure per le catastrofi che l’umanità dovrà affrontare a causa della crisi climatica e del collasso degli ecosistemi. Oggi invece, esponenti di Animal Rebellion, movimento internazionale da poco approdato anche in Italia, hanno fatto un’azione in cui mostravano alcuni pannelli informativi rispetto agli effetti dello sfruttamento animale sulla crisi climatica ed ecologica e i rischi che la distruzione degli oceani comporta.

pc 11 luglio - Intervista alle resistenti operaie immigrate della Montello/BG - Estendere il lavoro d’inchiesta per rafforzare, collegare le lotte delle operaie e lavoratrici e unirsi contro padroni, governo e questo sistema di doppia oppressione e sfruttamento

A fine giugno abbiamo fatto una nuova intervista alle operaie immigrate della Montello/BG. Queste operaie che si occupano del riciclo di rifiuti organici, vivono una  condizione lavorativa di pesante sfruttamento, oppressione, con misure di salute e sicurezza al limite o a volte pari anche a zero, ma subiscono anche discriminazioni in quanto donne non solo da parte dei padroni, con lo sporco avallo servile di sindacati come la CGIL, ma atteggiamenti sessisti emergono anche tra gli stessi lavoratori. 

Sono operaie che nonostante le mille difficoltà sia sul lavoro che fuori dal lavoro in quanto donne migranti con figli, famiglie da gestire  non hanno però piegato la testa e negli anni. organizzandosi con lo Slai Cobas per il sc hanno lottato per condizioni migliori di lavoro, mettendo in campo azioni di lotta esemplari a partire dal primo sciopero delle donne dell'8 marzo che fecero alcuni anni fa, sfidando con grande coraggio e determinazione i padroni della fabbrica, lotte che sono da indicazione anche per altre operaie, lavoratrici. 

In questa nuova intervista abbiamo fatto con alcune operaie il punto attuale della situazione che vivono, un'intervista che si inserisce nel lavoro di inchiesta che stiamo portando avanti tra le operaie, le lavoratrici per rafforzare, collegare, estendere le lotte delle operaie e lavoratrici e unirsi nella necessaria lotta  contro padroni, governo e questo sistema di doppia oppressione e sfruttamento.

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Intervista alle operaie della Montello a cura delle compagne del Mfpr

 

- Ci spiegate come è la vostra situazione lavorativa, in che condizioni siete oggi, se ci potete fare un aggiornamento.

 

Inizia S.

Le condizioni di lavoro come sempre peggiorano, come adesso per esempio che  c’è troppo materiale da lavorare e poche donne che lavorano sempre, dobbiamo stare in piedi per ore, anche se vai in bagno e porti un po’ di ritardo i capi ti chiedono “come mai sei in ritardo” “cosa stai facendo”? Adesso si dice basta con la cooperativa, ma fino ad ora c’è stata la cooperativa, si doveva fermare tutto (perché c’era la riunione) e invece hanno chiamato noi e non si è potuta fare la riunione perché gli altri sono rimasti a lavorare…

Giovedì un ragazzo si è fatto male a Montello e nessuno ha chiamato l’ambulanza, lo hanno portato all’ospedale così, ho poi chiesto alla capa come sta il ragazzo e loro hanno detto “sta bene è a posto solo graffiato”, dopo il lunedì abbiamo visto che non è graffiato ma è grave e questo non è giusto, hanno preso la scusa che non ha spiegato come si è fatto male perché non parla bene l’italiano, ma allora chiamavano qualcuno... la sicurezza in fabbrica va male e per questo noi vogliamo fare lo sciopero.

 

Interviene D.

Come ha anche detto la mia collega ci sono tante differenze anche tra donne e uomini, anche con questa pandemia è stata visibile al 100% la differenza tra un maschio e una donna sul lavoro, innanzitutto come orario di lavoro: alle donne è stato diminuito agli uomini no, come mansione sul nostro contratto si scrive con cernita però anche movimentazione materiale, io sono una delle

pc 11 luglio - CON GLI OPERAI DELLA GKN - LOTTA/RESISTENZA E MASSIMO SOSTEGNO

GKN: PER GLI OPERAI QUESTI LICENZIAMENTI SONO UN COLPO DURISSIMO ALLE CONDIZIONI DI VITA, PER CGIL CISL UIL SONO IL RISULTATO DELLA CONDIVISIONE DELLA POLITICA DI RISTRUTTURAZIONE E PRECARIZZAZIONE DEI PADRONI

Che il percorso verso lo sciopero generale sia segnato dalle lotte di resistenza alla politica dei padroni e dei loro servi e dalla loro unificazione, possa alimentarsi con la lotta contro tutti i licenziamenti e la repressione di stato e capitale, con la battaglia nelle fabbriche per l’autonomia dai confederali, necessità impellente per non far morire le vertenze di crisi al Mise… una sfida e un impegno per i Lavoratori Combattivi in Assemblea a Bologna oggi!

La violenza di centinaia di lettere di licenziamento, istantaneamente inviate abusando dei gruppi social/whatsapp, forma capestro di comunicazione aziendale creata ormai in tante fabbriche, è parte dello sfruttamento capitalista e poggia altrettanto solidamente sulla politica sindacale confederale, quei sindacati che vengono ricevuti ai tavoli istituzionali e padronali a seconda della capacità che hanno di far accettare i sacrifici alla classe operaia.

Una linea in continuità con la cosiddetta svolta annunciata da Lama del ‘78 “riteniamo che le aziende, quando sia accertato il loro stato di crisi, abbiano il diritto di licenziare”, e mai più interrotta, che quotidianamente condivide le ristrutturazioni contro i lavoratori più tutelati via via sostituiti con i precari delle agenzie. Precari che i padroni creano anche con i licenziamenti di massa, tanti più ricattati disposti a rientrare alle nuove condizioni.

Sostengono quindi, con diverse funzioni la stessa politica del profitto. Le parole grosse contro i licenziamenti via mail, sono ipocrite e mascherano la natura del capitale, che fa profitto sempre e comunque solo con il sangue dei lavoratori.

Alla guerra dei padroni è inevitabile la guerra di classe.

(dal blog Slai cobas per il sindacato di classe)

pc 11 luglio - COME TI SPACCIO LA AUTOBIOGRAFIA DELLA FASCISTA MELONI

RAPALLO, GENOVA, VENERDI' 9 LUGLIO: GIORGIA MELONI PRESENTA LA SUA INUTILE BIOGRAFIA

Sono le ore 17:25 quando – sullo spiazzo antistante il chiosco della musica sito in piazza Martiri della Liberazione a Rapallo, Comune della Città metropolitana di Genova – si tiene una "importante manifestazione" della cricca fascista Fratelli d’Italia.

Sia chiaro: la definizione non è riferita né al genere di iniziativa, né tanto meno alla qualità degli accorsi: si presenta l’ormai famigerata autobiografia della presidente del sodalizio revanscista, Giorgia Meloni, intervistata dal sedicente giornalista Mario Giordano.

Il tomo in questione – a detta degli organizzatori – ha ormai fatto un record invidiabile di vendite, persino presso la catena di librerie la Feltrinelli, dove un tempo non avrebbero neppure accettato di esporlo: i tempi cambiano, ed anche le rivendite di libri si adeguano.
Certo è che – se non bastasse il tentativo di cessione a diverse scuole, a titolo gratuito, dello scritto pur

pc 11 luglio - Padroni e militari, Confindustria ed Esercito, firmano un accordo per la “formazione”…

La Confindustria italiana, capitanata da Bonomi, non si accontenta più di avere “tutti i partiti” con sé, né un governo Draghi che garantisce, meglio dei padroni stessi, alti profitti… no, adesso ha bisogno di qualche garanzia in più, sente il bisogno di “rinsaldare la cooperazione e l’interazione tra mondo civile e militare”.

Chiamare il mondo dei padroni, “mondo civile” è davvero troppo, visto che da sempre una bella fetta, e di tutte le taglie, finisce inquisita o direttamente in galera (purtroppo raramente) per i reati più diversi, ma questo linguaggio, come stiamo ripetendo, fa parte della loro instancabile propaganda quotidiana.

Il comunicato della Confindustria, che si può trovare nella pagina principale del loro sito, parla di un “Protocollo d’intesa, che avrà lo scopo principale di promuovere una più stretta collaborazione tra le parti.” per “l’orientamento e collocamento professionale dei militari congedati senza demerito, nell’attività di formazione funzionale all’acquisizione e all’aggiornamento di capacità specifiche, ad esempio cyber defence e rischio chimico e biologico, nella ricerca scientifica e nell’innovazione e sviluppo tecnologico.”

Quindi, una volta che “i giovani volontari … non trovano posto nell’ambito della Forza Armata e dopo aver servito il Paese [dei padroni, ndr] si riaffacciano nel mondo del lavoro con un considerevole bagaglio di esperienze e capacità professionali, oltre a un non comune senso etico e del dovere [sempre nei confronti del sistema borghese, ndr]” entra in campo la Confindustria e li forma!

Le intenzioni dell’esercito sono chiare secondo le parole entusiaste del generale Serino: “Tale sinergia, oltre ad avere un positivo ritorno di immagine per la Forza Armata…” e qui si capisce che le due organizzazioni, Padroni ed Esercito, si spalleggiano a vicenda per un “ritorno positivo di immagine”, insomma per rifarsi la faccia.

Anche in questo caso per Bonomi non può mancare, un vero e proprio chiodo fisso, “l’attuazione del PNRR”!, e Bonomi pensa forse che per applicarlo serve l’esercito?

In ogni caso siamo davanti ad uno “scambio di favori”: l’esercito ha qualche difficoltà nel reclutamento di “giovani volontari” e così ha la possibilità di promettere un lavoro… la Confindustria inserisce tra i suo ranghi fedeli servitori con un “considerevole bagaglio di esperienza” a “vantaggio del Sistema Paese”, sempre pronti… alla guerra contro le masse.

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CONFINDUSTRIA ED ESERCITO ITALIANO SIGLANO UN PROTOCOLLO D’INTESA

Al centro dell’accordo attività di formazione per i militari congedati

sabato 10 luglio 2021

pc 10 luglio - India - il caso Stan Swamy assassinato dal governo fascista nella stampa progressista e maoista

INDIA: Stan Swamy ha sido asesinado por un gobierno fascista que tembló de miedo oyendo su voz y por eso lo condenó sin juicio (Palabras de Azadi desde la India)

 El fascismo no es definido por el número de sus víctimas, sino por la manera en que las mata.” (Jean Paul Sartre)

Hay hombres que luchan un día y son buenos. Hay otros que luchan un año y son mejores. Hay quienes luchan muchos años y son muy buenos. Pero hay los que luchan toda la vida: esos son los imprescindibles.” (Bertolt Brecht)

¿Quién es el hombre que me gustaría hubieseis tenido la oportunidad de conocer? Es Stan, el padre Stan, un ser humano batallador como pocos y a quien su lucha en defensa de los adivasis ha llevado a la cárcel. El gobierno de Modi detuvo finalmente y tras varios intentos fallidos a Stan el pasado mes de octubre 2020, en abril cumplió 84 anos y sigue encerrado y sin derecho a fianza según el tribunal de la NIA pues no solo lo acusan de ser un líder maoísta sino que lo han incriminado en un complot para matar a Modi, lo arrestaron acusándole de ser cómplice

pc 10 luglio - Il governo italiano sblocca la vendita di armi all’Emirato fascista dell’Arabia Saudita che può continuare a bombardare lo Yemen: gli affari prima di tutto!

Era e si è confermata una farsa, quella dell’embargo verso l’Arabia Saudita, messa in atto dal governo italiano e dal suo ministro degli Esteri, Di Maio che in questo caso veste i panni del prete che benedice le armi.

Sull’onda dell’“indignazione” internazionale proprio per l’uso di armi di ogni tipo (e delle industrie italiane) contro la popolazione dello Yemen, una “guerra” con migliaia di vittime e milioni di sfollati, il governo aveva deciso il “congelamento” della vendita di armi.

Di Maio, il guerrafondaio furbo propagandista di se stesso al tempo dell'"embargo"

Ma, “Non era stata calcolata la reazione furiosa dei dirigenti di Arabia Saudita ed Emirati” dice La Repubblica in un suo articolo dell’8 luglio.

“… il principe emiratino Mohammed bin Zayed ha risposto annullando contratti commerciali con l’Italia e avviando una serie di ritorsioni politiche contro Roma.”

Anche se “La mossa più significativa è stata la chiusura dell’accesso per la Difesa italiana alla base aerea di Al Minhad: l’aeroporto emiratino è stato utilizzato per anni dall’Aeronautica italiana per i rifornimenti e i trasferimenti logistici verso l’Afghanistan e verso il Kuwait.” il problema più grosso, però, è quello delle aziende: “Di Maio ha fatto un riferimento anche «agli esiti negativi dei casi Piaggio e Alitalia».”

E, si sa, davanti alla possibile perdita di profitti ogni riferimento ai “diritti umani” è solo un fastidio. Di passaggio ricordiamo che, tra le tante altre cose, l’Arabia Saudita, con il suo principe Mohammad bin Salman, che addirittura la Cia ha indicato come mandante, è sotto inchiesta a livello internazionale per l’omicidio del giornalista Kashoggi, fatto a pezzi con una sega dentro il consolato saudita di Istanbul, in Turchia.

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Emirati, l’Italia riapre. Ridotto l’embargo sulla vendita di armi

Sbloccate le consegne per i ricambi degli aerei MB339 della squadra acrobatica

Il governo italiano ha deciso di ridurre il peso dell’embargo adottato in gennaio contro l’esportazione di

pc 10 luglio - Il PD a sostegno della guardia costiera libica - l'ignobile ipocrisia del sepolcro imbiancato Letta

  • Per ora solo una decina di dissensi dem al supporto alle corvette libiche. Cinquanta fra i parlamentari. Fra i no quello di Orfini. Delrio: «Non si capisce il senso di quella missione e perché un partito come il nostro debba sostenerla».
  • Sale l’investimento italiano, il fabbisogno finanziario è pari a 10.479.140 euro.
  • Dal Pd la delusione del segretario. «Sulla Libia al momento non c’è alternativa: se non ci siamo noi ci sono i turchi che certo non addestrano i libici a salvare vite».

pc 10 luglio - A vent'anni dal G8 di Genova 2001 lo Stato borghese rivendica quello che ha fatto

Le torture degli agenti sono meno gravi delle vetrine distrutte

  • Per i danneggiamenti al G8 del 2001 dieci manifestanti sono stati condannati dai 6 ai 13 anni di carcere. Pene prescritte o fino a 3 anni per gli uomini delle forze dell’ordine protagonisti dei pestaggi alla Diaz e Bolzaneto.

  • A manifestanti è stato contestato il reato di devastazione e saccheggio, non più utilizzato dal secondo dopo guerra e con una pena minima molto alta, di 8 anni. Le difese ne avevano contestato l’utilizzo, confermato però dai giudici.

  • Nel 2012 la Cassazione ha confermato le condanne a dieci manifestanti con pene dai sei anni e mezzo a Ines Morasca fino ai 13 anni e tre mesi a Vincenzo Vecchi. Ancora oggi per quattro di loro il G8 di Genova non è un passato che si può dimenticare. 

pc 10 luglio - Confindustria chiama a raccolta tutti i partiti intorno a sè... per un nuovo attacco alla Costituzione

Confindustria riscopre i partiti: e li vuole tutti con sé

(ansa)

A Genova i giovani industriali dell'associazione invitano i rappresentanti di tutto l'arco costituzionale, esclusi quelli di Leu

 Giovani industriali: «Riscriviamo la Carta economica»

Il presidente Di Stefano: ora riformare reddito di cittadinanza, da rider a sindacati alleanza under40.

«Oggi a guidare questo Paese c’è un governo istituzionale di alto profilo. Abbiamo ritrovato la coesione nazionale. Abbiamo a disposizione una enorme mole di fondi. Ora serve anche una visione, per riscrivere la Costituzione economica del Paese».

pc 10 luglio - G20 e multinazionali, nei paradisi fiscali nascosto un tesoro uguale al Pil dell'Italia

E' impossibile cambiare il sistema del capitale finanziario senza lotta e abbattimento del sistema imperialista

Da Jersey all'Olanda le grandi corporation hanno ammassato utili per oltre 2.000 miliardi di dollari per non pagare le imposte. Ogni anno spostati 700 miliardi per eludere le tasse

di Roberto Galullo e Angelo Mincuzzi

Illustrazione di Maria Limongelli/Il Sole 24 Ore
Illustrazione di Maria Limongelli/Il Sole 24 Ore
Il dossier del Fisco statunitense con gli ultimi dati è arrivato sul tavolo di Joe Biden all'inizio di marzo 2021. Nel 2018 – rivelavano quelle cifre dell'Internal Revenue Service - le multinazionali americane avevano accumulato fuori dagli Stati Uniti profitti per più di 3.300 miliardi di dollari, una cifra superiore al Prodotto interno lordo della Francia. Il 63% di quel tesoro offshore – vale a dire oltre 2.000 miliardi.