venerdì 30 aprile 2021

pc 30 aprile - Manifesto nazionale proletari comunisti/PCm Italia 1° Maggio 2021

pc 30 aprile - Oggi diffusione contemporanea in fabbriche italiane e spagnole di un volantino unitario italo/spagnolo

 

Contro il potere della borghesia che scarica crisi economica e pandemia sui proletari e le masse

lottare per il potere operaio e per la rivoluzione socialista

Quest 1 ° maggio, Giornata internazionale del proletariato  facciamo appello alla classe operaia e alle masse popolari di mobilitarsi contro l'imperialismo e di organizzarsi per la distruzione del capitalismo.

Quest'anno il 2021 ricorre il 150° anniversario della Comune di Parigi, prima esperienza di distruzione del vecchio stato capitalista e costruzione di uno stato proletario.

Anche se non è durata a lungo, le lezioni della Comune di Parigi sono immortali. L'importanza della costruzione dello Stato proletario e la necessità della dittatura del proletariato per vincere la resistenza degli sfruttatori spodestati; l'importanza di un partito d'avanguardia che guidi le masse alla presa del potere e la nostra classe nella sua difesa; l'importanza della violenza rivoluzionaria come unico mezzo per portare a termine la distruzione del vecchio ordine borghese…

Disse Lenin sulla Comune di Parigi:

“Il ricordo dei combattenti della Comune è venerato non solo dagli operai francesi, ma dal proletariato di tutti i paesi. Perché la Comune non combatté per una causa puramente locale o strettamente nazionale, ma per l'emancipazione di tutta l'umanità lavoratrice, di tutti i diseredati e di tutti gli offesi. Combattente avanzata della rivoluzione sociale, la Comune si è guadagnata le simpatie dovunque il proletariato soffre e combatte. Il quadro della sua vita e della sua morte, la visione del governo operaio che prese e conservò per oltre due mesi la capitale del mondo, lo spettacolo della lotta eroica del proletariato e delle sue sofferenze dopo la sconfitta, tutto questo ha rinvigorito il morale di milioni di operai, ha risvegliato le loro speranze, ha conquistato le loro simpatie al socialismo. Il rombo dei cannoni di Parigi ha svegliato dal sonno profondo gli strati sociali più arretrati del proletariato e ha dato ovunque nuovo impulso allo sviluppo della propaganda rivoluzionaria socialista. Ecco perché l'opera della Comune non è morta; essa rivive in ciascuno di noi.

La causa della Comune è la causa della rivoluzione socialista, la causa dell'integrale emancipazione

pc 30 aprile - Manifesto nazionale 1° Maggio Slai cobas sc - massiccia distribuzione fabbriche e posti di lavoro - partecipa a manifestazioni Milano/Napoli/Palermo

pc 30 aprile - 1° MAGGIO OPERAIO, DI LOTTA, INTERNAZIONALISTA - manifestazioni MILANO/NAPOLI

Il 1 MAGGIO TUTTI IN PIAZZA!

Milano – ore 15 Piazza Cairoli 

                                         Napoli – ore 15 Piazza Dante

A più di un anno dall'inizio della pandemia di CoVid-19 è sempre più evidente che l'emergenza sanitaria e la crisi economica capitalistica si alimentano a vicenda, in una spirale che sembra senza via di uscita.

La tanto strombazzata “ripresa”, annunciata ai quattro venti dai governi nazionali e internazionali come effetto del Recovery Fund, si rivelerà nient'altro che una favola e una tragedia per i lavoratori. La massa enorme di denaro messa in circolazione da BCE e UE sta già andando quasi tutta nelle casse e nelle tasche dei soliti noti: i padroni del digitale, dell'informatica, delle infrastrutture e, come sempre, della produzione militare (in vista di nuove guerre imperialiste). Il PNRR e il Decreto Sostegni del governo Draghi lo dicono chiaramente: il grosso dei 248 miliardi è per i “sussidi” ai padroni e ai loro profitti, mentre per la spesa sociale (misure di sostegno ai salari, all’occupazione femminile e ai servizi per l’infanzia, alla sanità, all’istruzione, ai trasporti pubblici) ci saranno pochi spiccioli, con un ulteriore aggravamento delle già drammatiche condizioni di vita di milioni di lavoratori e lavoratrici.

L'impatto di queste politiche in termini di crescita e di nuova occupazione è del tutto incerto. Ad oggi, le uniche certezze che il governo Draghi sta dando alla classe operaia e ai lavoratori sono:

  • l'inasprimento della repressione contro gli scioperi, le lotte, le forme di dissenso sui posti di lavoro (basti pensare a quel che sta accadendo in queste settimane nei magazzini Fedex, Texprint, Arcelor Mittal, ecc.)
  • il via libera ai licenziamenti di massa a partire dal prossimo 30 giugno, che si andranno ad aggiungere alle migliaia di licenziamenti “occulti” di questi mesi per mezzo di provvedimenti disciplinari o di chiusure di attività, e agli 850 mila precari che hanno già perso il lavoro
  • la cancellazione di “quota 100” per andare in pensione e la riduzione degli assegni familiari ai lavoratori dipendenti.

Tutto ciò incoraggia il padronato a spingersi ancora oltre nell'attacco ai lavoratori imponendo con la complicità di Cgil-Cisl-Uil, rinnovi contrattuali-capestro, salari da fame e una generale precarizzazione dei rapporti di lavoro. E' uno scenario simile a quello dell'intera Europa, ma aggravato da un alto tasso di disoccupazione destinato, aldilà delle vacue promesse governative, a crescere ancora, con un costo particolarmente alto pagato dalle donne lavoratrici, dai giovani perlopiù immigrate/i (che continuano a morire a migliaia lungo le rotte dell’immigrazione).

La maggioranza dei lavoratori non è ancora riuscita a scendere in campo in maniera forte e generale di fronte all’attacco che si protrae da più di un trentennio. L’inizio di mobilitazione nelle fabbriche, in particolare metalmeccaniche, nel marzo dello scorso anno sui problemi della sicurezza è stato tradito, nonostante la formale proclamazione di sciopero della FIOM, dal gruppo dirigente della CGIL, e in particolare da Maurizio Landini per “impedire lo scoppio di uno scontro sociale” (sono parole sue). Tuttavia in questi mesi le lotte del SI Cobas nella logistica, Slai Cobas e altre realtà del sindacalismo

pc 30 aprile - Comizio all'ArcelorMittal di Taranto per il 1° Maggio rosso proletario internazionalista

ascolta la registrazione

pc 30 aprile - Disgusto per 1 maggio di Usb a Taranto

 

Esprimiamo il massimo disgusto  per primo maggio di Usb di Taranto

Nella giornata internazionale di lotta dei lavoratori dove si tengono davvero manifestazioni di lotta come a Milano, Napoli, Palermo, Roma Torino ecc , noi saremo in delegazione a quella di Napoli - a Taranto si trasforma una iniziativa sindacale  in una platea  per politicanti che nulla hanno mai fatto di buono e di reale e nè faranno mai per i lavoratori e le masse popolari di Taranto

Usare le lotte e i problemi dei lavoratori Arcelor Mittal, la grave emergenza del licenziamento di Riccardo  - per il quale noi ogni giorno facciamo quello che possiamo per costruire la solidarietà vera, quella dei lavoratori a livello nazionale e internazionale e su questo ultimo aspetto siamo stati gli unici, e anche a Milano e Napoli Palermo se si solidarizzerà con Riccardo sarà essenzialmente grazie a noi - per riciclare tra i lavoratori politica e politicanti dei partiti al governo a livello nazionale e locale che cercano campagna elettorale permanente per mantenere le poltrone -  è davvero una cosa sbagliata.

Sentiamo spesso i delegati di base USB giustamente lamentarsi della "politica", e che coerenza è se si sta sempre a fargli da platea, che è sempre di fatto sostenerli?

Slai cobas per il sindacato di classe Taranto

slaicobasta@gmail.com

30 aprile 2021

pc 30 aprile - la madamina SI TAV..

NOTAVINFO

giovedì 29 aprile 2021

pc 29 aprile - Manifesto proposto da Soccorso rosso proletario

pc 29 aprile - Da Soccorso Rosso proletario - sull'operazione repressiva Francia/Italia - alcune prese di posizione

Gli anni 70 non si processano!

Il bombardamento mediatico di revisione della storia che sta facendo carta straccia di quella contemporanea del 900 con gli arresti di Parigi, impone di soffermarci a riflettere su quelle che sono le vere ragioni dell’operazione repressiva “ombre rosse” e sul filo nero che lega ieri, oggi e domani.

Lo facciamo oggi con il contributo di Silvia De Bernardinis e di un articolo di Frank Cimini

pc 29 aprile - NON POSSIAMO RESTARE A GUARDARE. BASTA RAZZISMO E MORTI DI STATO!



Comitato Lavoratori delle Campagne

Negli ultimi giorni, da nord a sud, un fitto elenco di violenze, uccisioni e aggressioni nei confronti di persone immigrate è saltato agli onori della cronaca.

L’ultima strage in mare in cui hanno perso la vita 130 persone, con la complicità assassina dell’ Unione Europea e della guardia costiera Libica, ha dimostrato ancora una volta quanto, per le autorità che ci governano, alcune vite siano sacrificabili senza problemi, per onorare accordi criminali e mantenere equilibri politici. L’ennesima aggressione ai danni di lavoratori che vivono nel Gran ghetto di Rignano Garganico, uno dei quali ha perso un occhio in seguito a questo agguato, mostra ancora una volta come il razzismo di stato legittimi nei fatti violenze gravissime verso le persone immigrate, che da nord a sud imperversano da tempo.

Cosa ci aspettiamo da uno stato le cui forze di polizia non esitano ad aggredire e togliere la vita, soprattutto chi qui non ha una famiglia o rete che può pretendere giustizia a suo nome? 

Sono proprio i rappresentanti dello stato, infatti, a mostrare come si fa.

Il 16 aprile è morta nell’ospedale di Alzano Lombardo Mame Dikone Samb, donna senegalese, dopo un fermo dei carabinieri in una banca con l’uso di taser e che si è concluso con un trattamento sanitario obbligatorio (TSO). La notizia è girata su internet con informazioni distorte, e ancora una volta, rispetto alla dinamica dell’accaduto, i testimoni e la famiglia della vittima non sono stati ascoltati e creduti (per informazioni più dettagliate su questa vicenda

https://hurriya.noblogs.org/post/2021/04/29/morti-invisibili-persone-immigrate-italia/). 

Nella notte tra il 24 e il 25 aprile a Livorno  Fares Shgater, originario della Tunisia,  è morto in circostanze non ancora chiarite in seguito a un “controllo di polizia”: il  suo corpo è stato ritrovato dai Vigili del Fuoco a circa quattro metri di profondità nel Fosso Reale. Il giorno dopo tante persone si sono ritrovate in protesta e sono partite in corteo raccontando di tanti episodi di violenza subiti dalla polizia, urlando con forza per la fine degli abusi e del razzismo.

La sera del 25 aprile, a Padova, un giovane immigrato, per non essersi fermato ad un posto di blocco in bicicletta viene spintonato dalla polizia municipale, atterrato e bloccato alla schiena da uno degli agenti, che con un braccio gli stringe collo. La tragedia è sventata soltanto dalle urla e dall’intervento di persone che passavano da lì e si sono opposte con forza, mentre l’assessore alla sicurezza dell’amministrazione comunale ha difeso l’operato delle forze dell’ordine.

E’ di ieri la notizia dell’ennesimo incendio nel ghetto di Borgo Mezzanone, in cui una donna ha perso la sua casa e la sua attività commerciale: ancora una volta un incidente, potenzialmente fatale, conseguenza delle condizioni di vita a cui sono costrette queste persone, nonostante da anni lottino per avere documenti, case e una vita normale. Stesse condizioni imposte dalle leggi razziste di questo paese portano alla morte ieri di quattro persone a Ragusa in un tragico incidente stradale. Si chiamavano Konate Saidou, Ceesay Lamin, Dallo Thierno Souleymane e Barry Modou, lavoravano come braccianti o ambulanti nella zona.

Quanti altri morti dovremo piangere prima di svegliarci? Perché ci si ritrova ad inneggiare sui social alle proteste di Portland o Minneapolis, e non ci si riversa nelle strade per il razzismo e le violenze dello stato che ogni giorno mietono vittime in Italia, soprattutto tra le persone immigrate?

Sta a ognuno decidere se essere complici o opporci a questa tragedia. 

Per chi sta a Roma, il 30 aprile alle 18 a Piazza dei Mirti sarà un momento per incontrarsi e confrontarsi su tutte queste questioni, e non stare in silenzio.

BASTA RAZZISMO E MORTI DI STATO! NOI NON SIAMO COMPLICI.

pc 29 aprile - AUMENTA LA SPESA PER LE ARMI: STATI UNITI, CINA, UNIONE EUROPA IN PRIMA FILA PER LA CONCORRENZA GLOBALE

GLI STATI UNITI HANNO SPESO 778 MILIARDI DI DOLLARI, LA CINA 252 MILIARDI, L'UNIONE EUROPEA CIRCA 250 MILIARDI E SOLO NEL 2020!

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DAL MANIFESTO

Sempre meno granai, sempre più arsenali

Spese militari. Dopo l’11/9/2001 sono cresciute di oltre il 70% le spese mondiali. Secondo il Sipri nel 2020 la Nato al 56% del totale e la Cina avanza. Pacifisti e sindacati non ci stanno

EDIZIONE DEL29.04.2021

dati sulla spesa militare mondiale diffusi dal SIPRI in questi giorni non vanno letti solo “puntualmente” rilevando l’ennesimo aumento (del 26%). Ma devono essere filtrati anche sotto alcune altre prospettive di più ampio raggio.

La prima è temporale. La crescita che ancora sperimentiamo ogni anno è figlia di una tendenza che ha compiuto 20 anni e che si è alimentata con le cosiddette “guerre al terrore” seguite all’11 Settembre 2001: da quel momento le spese militari del mondo sono cresciute di oltre il 70% senza che in questi due decenni il mondo si possa considerare più sicuro (e i conflitti risolti come proprio il caso dell’Afghanistan dimostra).

La seconda è geografica (o meglio strategica): le spese militari aggregate della NATO hanno raggiunto i 1103 miliardi di dollari, che rappresentano il 56% del totale mondiale. Quasi tutti i membri hanno visto aumentare nel 2020 il proprio “peso” militare e l’Alleanza nel suo complesso ha aumentato la sua spesa militare del 13,6%. La spesa aggregata dei paesi membri dell’UE ammonta a 233 miliardi, il 12% della spesa globale, collocandosi subito dietro quella degli Stati Uniti (che da soli superano la somma dei dieci paesi successivi) e la Cina. Secondo il SIPRI l’Italia è al dodicesimo posto con un aumento del 7,5% in un anno.

pc 29 aprile - Renault - Bretagna, rivolta nella fonderia in vendita: gli operai sequestrano i manager


Rosario Murgida 28/04/2021 29

È altissima la tensione intorno al futuro della fonderia della Renault a Caudan, in Bretagna. Ieri i lavoratori hanno organizzato una manifestazione di protesta contro la vendita dell’impianto arrivando fino a uno dei gesti più estremi, per quanto non nuovo nella storia delle relazioni sindacali in Francia: la fabbrica è stata completamente circondata dai picchetti dei manifestanti e alcuni di questi sono entrati nella palazzina direzionale prendendo in ostaggio sette dirigenti. La loro liberazione è avvenuta solo nella tarda serata, dopo oltre dieci ore di sequestro.

I timori. La manifestazione, che ha visto la partecipazione dei circa 350 dipendenti e dei loro famigliari, è nata dai crescenti timori per la possibile perdita dei posti di lavoro dopo la decisione della società francese di vendere l’impianto nel quadro di un più ampio programma di ristrutturazione avviato per uscire da una profonda crisi finanziaria. La Renault punta a ridurre i costi per oltre 3 miliardi di euro in tre anni con una serie di misure come il taglio di 4.600 dipendenti sui 48 mila impiegati in Francia e la dismissione di una serie di attività, tra cui la fonderia bretone. Operativa dal 1965, la fabbrica produce bracci per sospensioni, collettori di scarico e differenziali per trasmissioni. 

La liberazione. In Francia, il sequestro dei dirigenti, quasi sempre per poche ore, è una forma di protesta

pc 29 aprile - PANDEMIA IN INDIA - LE VERE CAUSE - Da un articolo di People's March

Pubblichiamo ampi stralci di un articolo sulla pandemia-crisi in India uscito sulla rivista 'People's March' - Voce della rivoluzione indiana - ad ottobre 2020. Esso restituisce un'analisi chiara e vera del perchè la situazione in India del covid è precipitata, e nello stesso tempo indica la via per uscire dal "pandemico sistema imperialista".
Per leggere l'intero articolo e la rivista in italiano richiederla a: pcro.red@gmail.com  
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Le epidemie e le guerre del coronavirus continueranno 
finché ci sarà il pandemico sistema imperialista


Distruttivo per l’umanità, l’ambiente, la società e la cultura, è agonizzante e deve essere abolito. Il regime fascista di Modi, fantoccio imperialista, parte integrante del sistema capitalista-imperialista, deve essere abolito. Tutti devono essere pronti a rendere vincente la rivoluzione democratica.

notista politico

Sappiamo che l’epidemia da Corona virus si è propagata dalla Cina il 31 dicembre 2019. Il 30 gennaio la Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha lanciato l’allarme presso i governi di tutti i paesi. Nel nostro Paese Modi e soci non vi hanno prestato attenzione.

Avevano in programma di invitare il loro boss in India, il terrorista mondiale Trump, per prostrarsi ai suoi piedi... L’intera macchina statale è stata messa al servizio di Trump. Sono stati spesi centinaia di milioni di rupie... Il governo di Modi non adottò alcuna misura per provvedere a ospedali di emergenza, burocrazia, maschere, disinfettanti, kit di protezione individuale, ventilatori, squadre speciali. Lo stesso Modi era concentrato solo sul suo omaggio ai piedi di Trump.

Il 24 marzo, improvvisamente, Modi annunciò il lock-down. Quasi 25 milioni di lavoratori migranti furono letteralmente abbandonati per strada. Le vite dei piccoli commercianti, negozianti,

pc 29 aprile - Verso il Primo Maggio in piazza anche a Palermo

 

L’emergenza pandemica che imperversa da più di un anno approfondisce drammaticamente la crisi del sistema capitalista accentuando le disparità sociali e di classe. La borghesia, finché governerà, tutelerà sempre e solo se stessa e i propri interessi.

470.000 lavoratrici e lavoratori, nonostante l'attuale blocco dei licenziamenti (che Confindustria spinge per rimuovere), hanno perso il posto di lavoro solamente nei primi 9 mesi del 2020. Le donne e i migranti, sotto la minaccia di revoca del permesso di soggiorno (attraverso politiche razziste), sono tra le categorie maggiormente penalizzate; aumenta a dismisura la precarietà e la disoccupazione.
Di contro, le giuste e legittime lotte in difesa del lavoro, dei diritti basilari (sociali, politici…) vengono represse dai governi borghesi.

Settori combattivi della classe lavoratrice, benché ancora in circoscritti settori, ha continuato a resistere e a lottare. Su tutto il territorio nazionale si sono svolte molteplici mobilitazioni di lavoratrici e lavoratori di differenti categorie, operai, precari, disoccupati e migranti, ribadendo che se si può lavorare e venire sfruttati giorno e notte, si può e si deve esercitare anche il diritto di lottare contro le angherie padronali che in pandemia non diminuiscono, ma si moltiplicano. In questa prospettiva, ci colleghiamo alle lotte del proletariato tutto che si sviluppano sul piano internazionale.

Anche a Palermo ci si vuole riappropriare del Primo Maggio, la giornata internazionale dei lavoratori, come una grande giornata che è insieme di memoria storica, di confronto e di lotta, rivendicandone le radici rivoluzionarie e internazionaliste.

LAVORAT* E DISOCCUPAT* PER UN PRIMO MAGGIO A PALERMO

mercoledì 28 aprile 2021

pc 28 aprile - Sahel: si apre nel Ciad un altro fronte della guerra per procura voluta dalle potenze imperialiste? L'interesse dell'imperialismo italiano

Quello che sta accadendo in Ciad preoccupa molto l’Italia, ha detto l’ambasciatore Pasquale Ferrara, inviato speciale della Farnesina per la crisi libica, parlando in audizione in Commissione Esteri alla Camera.

Lunedì il diplomatico italiano ha sentito il capo della missione dell’Onu in Libia (Unsmil), Jan Kubis, “con cui abbiamo avuto una sessione intensa di scambio di informazioni”, ha detto. Ferrara ha anche recentemente avuto interlocuzioni con l’ambasciatore americano e l’inviato speciale del governo francese, “con cui abbiamo concordato alcune iniziative congiunte”.

Il Ciad gioca un ruolo chiave nel quadro degli equilibri politici e di sicurezza in Sahel, dal punto di vista dell'imperialismo. 

Le tribù della Libia meridionale hanno chiesto al nuovo Governo di unità nazionale del premier Dabaiba di riattivare gli accordi con l’Italia per mettere in sicurezza i confini meridionali. “È diventato chiaro che il Paese abbia bisogno di proteggere in particolare i suoi confini meridionali: chiediamo alle autorità libiche di attivare l’accordo libico-italiano firmato nel 2008 nel settore della sicurezza. Proteggere i confini è un dovere nazionale per eccellenza”.

Sia il Consiglio presidenziale del Governo unitario libico (Gun) che l’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) del generale Khalifa Haftar hanno deciso di inviare forze nel sud della Libia per proteggere i confini meridionali con il Ciad. Ciò è avvenuto dopo il colpo di Stato che ha provocato la morte del presidente-fantoccio della Francia, Idriss Deby,  -corrotto e autoritario , da 30 anni al potere -, a seguito di un attacco dei ribelli del FACT (supportati da Haftar e addestrati dalle truppe mercenarie russe della Wagner?) provenienti dai territori libici. A N’Djamena, la capitale del Ciad, c'è la sede di “Barkhane”, l’operazione militare francese.

Mentre tra il 30 e il 40% del bilancio annuale del paese viene destinato alle spese militari (il Ciad è il secondo paese dell'Africa per le spese militari), il 42% della popolazione che vive con meno di due dollari al giorno secondo la Banca mondiale, il Ciad è uno dei paesi più poveri del continente, dove un bimbo su 7 muore prima dei 5 anni, dove dilagano fame, siccità, catastrofe climatica, contrabbando.

Proteste contro la Francia e
contro i militari golpisti
Di recente, le restrizioni causate dalla pandemia e dal crollo del prezzo del petrolio hanno costretto il governo a misure drastiche che hanno scatenato proteste e scioperi. È in questo clima che i miliziani delle FACT hanno attaccato alcuni check point nella regione settentrionale di Tibesti, dando inizio a un’offensiva volta a raggiungere N’Djamena.












pc 28 aprile - RECOVERY PLAN - NELL'ULTIMA VERSIONE SCOMPARE IL SALARIO MINIMO LEGALE

Come il governo Conte cancellò da un giorno all'altro l'una tantum di 500 euro che doveva essere data ai cassintegrati (certamente una miseria rispetto alla richiesta di integrazione della cig-covid al 100% e uno schiaffo a fronte di ristori e soprattutto contributi, sgravi, incentivi dati ai padroni... - ma neanche quella...!), ora con Draghi siamo allo stesso "gioco delle tre carte": prima si mette nel calderone del Recovery plan il "salario minimo" e poi si toglie e di certo restano solo i fondi per l'economia del capitale. 

NON DEVE PASSARE!

"Nella versione del Recovery di sabato scorso, nella parte delle riforme di accompagnamento al piano, c'era scritto chiaro che si prevedeva l'introduzione del salario minimo legale. Nella versione dataci in Parlamento, nell'ultima modifica, come per magia sparisce", dice Fratoianni. 

Fino a sabato, infatti, nella bozza del Recovery plan si poteva leggere di una misura "per i lavoratori non coperti dalla contrattazione collettiva nazionale, a garanzia di una retribuzione proporzionata alla

pc 28 aprile - La giustizia degli sciacalli

Osservatorio
aprile 28, 2021

La sete di vendetta e di sangue di questo stato infame non si ferma. Neanche dopo 40 anni. Neanche di fronte a donne e uomini che, a oltre sessant’anni, con la stagione della Lotta Armata conclusa e oramai materia per libri di Storia, non costituiscono più alcun pericolo.

Così, in Francia, vengono arrestati, in attesa di estradizione, Enzo Calvitti, Giovanni Alimonti, Roberta Cappelli, Marina Petrella e Sergio Tornaghi, tutti ex delle Brigate Rosse. Giorgio Pietrostefani ex di Lotta Continua. Narciso Manenti ex Nuclei Armati contro il Potere territoriale. Sfuggono fortunatamente all’arresto Luigi Bergamin, Maurizio Di Marzio e Raffaele Ventura.

Macron ed il ministro della giustizia francese, Dupond-Moretti, affermano con soddisfazione che: «La decisione dell’Eliseo si colloca strettamente nella logica della ‘dottrina Mitterrand'». Con simili dichiarazioni, i governi liberali, insomma, confermano la loro reale matrice culturale. Securitaria, punitiva e soprattutto a tal punto dispotica e autoreferenziale da andare in deroga agli stessi principi della cosiddetta democrazia borghese. Mostrano  insomma, la loro viscida ipocrisia in materia di diritti umani. Ed esaltano la loro stessa vergogna!

I conflitti politici trovano di solito soluzioni politiche. Nel nostro paese, ed evidentemente in

pc 28 aprile - La crisi strutturale del sistema capitalista imperialista in un… chip!

Chip non è solo il verso di un uccellino, ma il nome che si dà ai micro circuiti integrati di altissima ingegneria elettronica e che sono diventati il cuore di quasi tutte le produzioni industriali che sono state messe in crisi dalla loro attuale mancanza sul mercato che è iniziata nel mese di dicembre.

La pandemia ha rallentato la produzione, perché radunare tutti i componenti necessari e lavorarli è diventato più difficile. Ma nello stesso tempo è esplosa la domanda di apparecchi elettronici, e dunque di microchip. L’industria informatica ha fatto la parte del leone mentre quella automobilistica, per esempio, è rimasta a corto di scorte (anche per l’applicazione del metodo “just in time” che non prevede scorte di magazzino). Se si aggiunge la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, che ha portato

pc 28 aprile - Non siamo complici delle stragi in mare - Roma 30 aprile - massimo sostegno


foto di Comitato Lavoratori delle Campagne.

pc 28 aprile - In occasione del 84° anniversario della morte di Gramsci, nel quadro delle iniziative sul centenario del PCd'I, un opuscolo - info pcro.red@gmail.com