mercoledì 16 dicembre 2020

pc 16 dicembre - COMBATTERE L'ACCORDO GOVERNO/ARCELORMITTAL: UNA QUESTIONE DELLA LOTTA DI CLASSE DI IMPORTANZA NAZIONALE


Si è tenuto l'incontro sul recente accordo Governo/ArcelorMittal firmato l'11 dicembre. All'incontro hanno partecipato operai, lavoratori e attivisti Slai cobas sc e in collegamento telematico operai delle aziende siderurgiche nazionali, attivisti del sindacalismo di base e di classe, rappresentanti di realtà politiche presenti nel Patto d'azione anticapitalista per un fronte unico di classe, giornalisti della stampa cittadina e avvocati impegnati nel processo "ambiente svenduto".

L'incontro si è aperto con un'ampia relazione della coordinatrice dello Slai cobas Taranto, Margherita Calderazzi, che ha affrontato un esame critico dell'accordo, in particolare della natura dell'intervento dello Stato, ha messo sotto accusa l'azione a fini unicamente di profitto di ArcelorMittal, gli elementi del piano industriale a conoscenza (dato che ancora il testo integrale  è secretato) che comunque produrranno per i lavoratori l'esubero definitivo degli operai attualmente in cigs nell'Ilva AS, la cassa

pc 16 dicembre - Ancora sulla lotta operaia in India nella fabbrica di iPhone - info a cura del Comitato di Sostegno alla guerra popolare in India - info e materiali csgpindia@gmail.com

Non venivano pagati da quattro mesi, così i lavoratori di un fabbrica di iPhone hanno distrutto tutta l'azienda. Lo stabilimento si trova a Narasapura, a circa 40 miglia da Bangalore, nel sud dell'India e produce iPhone 11. La fabbrica è gestita da un produttore taiwanese la "Taiwan's Wistron". La polizia dello Stato del Karnataka ha arrestato più di 120 persone. L'India offre ai fornitori di Samsung e iPhone incentivi per aumentare la produzione locale. Nella fabbrica lavorano circa 10,000 persone compresi i temporanei e i danni ammonterebbero a circa 7 milioni di dollari. Wistron ha accusato i sabotatori esterni e dichiarato che si è impegnata a seguire le leggi sul lavoro locali per riprendere le operazioni il prima possibile. I sindacati denunciano il mancato salario e turni da 12 ore che avevano già provocato proteste in passato. La Apple ha dichiarato di aver inviato un proprio team di investigatori per verificare se la Wistron adottava le linee guida della casa madre.











pc 16 dicembre - IN MESSICO POLIZIOTTI E TRAFFICANTI UCCIDONO CON LE ARMI ITALIANE - su autorizzazione dello Stato italiano

Soprattutto durante la 1° fase della pandemia, che ha portato a centinaia di morti in Lombardia, la Beretta con l'assenso dello Stato italiano faceva profitti su altri morti ammazzati.

BLOCCARE LA PRODUZIONE DELLE ARMI!

Un terzo delle pistole e i fucili venduti al paese centroamericano è prodotto dalla Beretta

(da il Manifesto) - La guerra invisibile che affligge la terra messicana – dove dal 2006 (l’anno in cui Felipe Calderón scatenò la sua offensiva contro il narcotraffico) al 2019 si sono contati più di 276mila omicidi – si combatte anche con armi italiane.

Addirittura un terzo delle 238mila armi vendute dal 2006 al 2018 alla polizia messicana, che le ha usate in molteplici violazioni dei diritti umani, sono state prodotte ed esportate dalla Beretta di Gardone Val Trompia, secondo quanto indica il rapporto Deadly Trade. How European and Israeli arms exports are accelerating violence in Mexico (Commercio mortale. Come le armi europee e israeliane stanno aggravando la violenza in Messico), pubblicato il 9 dicembre da un gruppo di associazioni di diversi paesi, tra cui l’Osservatorio permanente sulle armi leggere e le politiche di sicurezza e difesa (Opal) di Brescia.

IN UN MESSICO DEVASTATO dalla criminalità organizzata, dai cartelli di narcotrafficanti e dal connubio tra Stato e narcos (come indica il caso dell’ex ministro della Difesa Cienfuegos Zepeda, arrestato per narcotraffico negli Usa e poi liberato e rimpatriato), la Beretta ha venduto, su autorizzazione delle autorità italiane, 108.660 armi alla polizia federale e alle polizie locali del Messico, tra cui più di 25mila fucili e altre armi lunghe, sia automatiche che semiautomatiche.

E ci sono prove che abbia aumentato significativamente le vendite di armi da fuoco in Messico nella prima metà di quest’anno, mentre il Covid-19 colpiva duramente il Nord Italia.

È stato proprio con fucili d’assalto Beretta che la polizia municipale di Iguala ha preso parte al sequestro dei 43 studenti della Scuola normale di Ayotzinapa, scomparsi nel settembre del 2014 e diventati il simbolo delle 73 mila persone registrate come «disperse», di cui oltre 56mila scomparse nel solo ultimo decennio.

E SONO IN MOLTI CASI armi Beretta che vengono impiegate in operazioni di ordine pubblico contro la popolazione civile inerme o che, “smarrite” o contrabbandate da agenti di polizia, finiscono poi nelle mani della criminalità messicana.

Secondo il rapporto, basato sui dati ufficiali forniti dalla Secretaría de la Defensa Nacional del Messico, delle oltre 61mila armi sequestrate dall’esercito tra il 2010 e il 2020, ben 2.744 erano di fabbricazione italiana, soprattutto pistole Beretta.

La situazione appare in via di miglioramento: nel 2019 sono stati registrati oltre 19 omicidi ogni 100mila persone e più di 24mila omicidi con armi da fuoco, il tasso più alto dal 1997.

Una realtà che, come sottolinea Piergiulio Biatta, presidente Opal, «ripropone pesanti interrogativi sia sulla filiera produttiva e commerciale delle armi, sia sui controlli riguardo agli specifici destinatari finali»: questioni «non più eludibili se vogliamo che la normativa italiana e il Trattato internazionale sulle armi servano a prevenire esportazioni di armi che alimentano la violenza e le violazioni dei diritti umani».

pc 16 dicembre - Guzzini/Confindustria - ma quali scuse, siete voi padroni la nocività!

Solo rovesciando questa classe, questo sistema sociale, è possibile rovesciare questa ideologia e non il contrario

“Il governo parla di altre chiusure: ci aspetta un Natale molto magro, ma le persone sono stanche di questa situazione e vorrebbero venirne fuori. Anche se qualcuno morirà, pazienza

Sono le parole del presidente di Confindustria Macerata, Domenico Guzzini, intervenuto durante l’evento online ‘Made For Italy per la Moda’. Parole che hanno fatto "scandalo" sui social per il loro cinismo, tanto da doverlo indurre a chiedere "scusa". Parole che fanno il paio con quelle di Giovanni Toti sugli over 70, che “non sono indispensabili allo sforzo produttivo del Paese”.

Parole che, scuse o non scuse, esprimono a pieno l'ideologia della classe dominante, che fin quando resta tale, in una società divisa in classi, pervade anche la classe dominata, quella sacrificabile in nome del profitto, che sia esso green, black, new o altro.

Parole che possono scandalizzare solo le anime belle di un sistema capitalistico che vuol sopravvivere a sé stesso e alle sue crisi, riciclandosi, di volta in volta come necessario e ineluttabile.

Ed è per questo che ciò che più deve indignare i proletari sono le "scuse" dei padroni e di chi li rappresenta, che offendono l'intelligenza del proletariato nella sua natura e nella storia:

"Non c'è da meravigliarsi se gli operai, trattati come bestie, o divengono veramente tali o riescono a conservare la coscienza e il sentimento della propria umanità soltanto mediante l'odio più ardente, mediante una perpetua rivolta interna contro la borghesia che detiene il potere. Essi sono uomini fino a che sentono la collera contro la classe dominante; divengono bestie non appena si piegano docilmente al loro giogo e cercano di rendere gradevole una vita da schiavi, senza pensare a spezzare il giogo stesso." [Friedrich Engels

 

pc 16 dicembre - La giustizia borghese è un guanto di velluto per i padroni assassini. E' ora di rovesciare tutto il loro sistema di potere e di produzione basato sul profitto!

pc 16 dicembre - In tutte le iniziative di lotta, in tutte le manifestazioni serve la voce e l'azione di proletari comunisti

Iniziative politiche di agitazione propaganda sono avvenute l'11 e 12 dicembre in fabbriche e quartieri dove siamo presenti.  
Per tutto il mese di dicembre bisogna portare in ogni lotta e manifestazione il giornale proletari comunisti ele parole d'ordini di proletari comunisti che indicano il fine per cui lavoriamo: 
un altro governo rappresentativo degli operai e delle masse popolareun altro stato fondato sul potere proletario, un'altra società, il socialismo in marcia verso il comunismo.
Obiettivi raggiungibili solo per via rivoluzionaria, praticabile costruendo - nel fuoco della lotta di classe, in stretto legame con le masse - il Partito Comunista/il Fronte Unito/la Forza Combattente



proletari comunisti/PCm Italia
dicembre 2020

pc 16 dicembre - In piena pandemia e crisi economica padroni e Comuni sgomberano le case! Serve il blocco degli sfratti!

Gli effetti della crisi sui proletari devono trovare una fronte di lotta reale che metta in campo la forza per ottenere misure immediate da parte del governo tra cui il blocco degli sfratti.
La mobilitazione del 29 gennaio con sciopero nazionale generale è una occasione per unire le lotte su obbiettivi di classe e trasformare le parole in fatti che oggi significa mettere in discussione lo stato di cose esistente perché nella crisi capitalistica è finita la stagione delle mediazioni politiche riformiste...

da Unione inquilini Roma, serve proroga blocco sfratti.

La scelta del governo nel non concedere un ulteriore proroga del blocco sfratti fissata al 31 dicembre, sommato alla mancanza di alcuna misura a sostegno per gli affitti, apre a una stagione di conflitto sociale senza precedenti”. Lo afferma in una nota Unione inquilini Roma.

“È incredibile, che, in una situazione di emergenza sanitaria conclamata, si possa permettere di effettuare interventi di sgombero coatto di famiglie, senza il passaggio da casa. Una scelta irresponsabile le cui conseguenze ricadrebbero sulle città, in particolare su Roma capitale. Unione inquilini ricorda che c’è

pc 16 dicembre - Pfizer manda via 60 lavoratori ad Ascoli Piceno, nonostante vaccino Covid e fatturato miliardario

Per le multinazionali la pandemia è un business per enormi profitti mentre intanto licenziano i lavoratori

La multinazionale statunitense del farmaco – tra le prime società a vendere vaccini contro il Covid – si appresta ad “allontanare” sessanta operai ed impiegati dal sito di Ascoli Piceno, specializzato nella produzione di compresse e capsule di antinfiammatori, farmaci oncologici e del sistema nervoso centrale e di un antivirale impiegato proprio per la cura del coronavirus.

15 Dicembre 2020 18:09

di Davide Falcioni

Per decine di operai e impiegati dello stabilimento Pfizer di Ascoli Piceno il prossimo non sarà un buon Natale. L'azienda farmaceutica statunitense, tra le prime al mondo nel settore della ricerca, produzione e commercializzazione di farmaci, si accinge infatti ad allontanare nelle prossime settimane almeno 17 lavoratori assunti in staff leasing dalle società Ranstad e Adecco, mentre altri 43 potrebbero perdere il posto nel corso del 2021. "Allontanare", e non "licenziare", dal momento che formalmente quegli uomini e donne sono dipendenti delle due società di "somministrazione di lavoro" con tanto di contratto a tempo indeterminato.

Nello stabilimento Pfizer di Ascoli Piceno si produce anche un farmaco anti Covid
Nonostante Pfizer sia stata la prima azienda a commercializzare il vaccino contro il Covid-19 in Europa

martedì 15 dicembre 2020

pc 15 dicembre - A Taranto eco sulla stampa locale della posizione e azione dello Slai cobas per il sindacato di classe sull'accordo governo/ArcelorMittal ex-ILVA

 Corriere di Taranto

Ex Ilva, Slai cobas contrario ai termini dell’accordo

Oggi a partire dalle 17 un dibattito in sede e online con lavoratori, giornalisti e legali per analizzare i dettagli dell'intesa tra ArcelorMittal ed Invitalia

pubblicato il 14 Dicembre 2020, 20:13

Lo Slai cobas per il sindacato di classe di Taranto esprime la sua netta contrarietà all’accordo Governo/ArcelorMittal. Una contrarietà che riguarda “il piano industriale, il piano occupazionale, il piano ambientale”.

Che sarà analizzato punto per punto  martedì 15 dicembre alle ore 17 “con i lavoratori, con il contributo di giornalisti e legali, in diretta telematica con altre realtà di fabbriche siderurgiche e metalmeccaniche e di realtà sindacali di classe in collegamento da Genova, Napoli, Bergamo, Palermo, Ravenna, ecc”.

Sono invitati a partecipare operai attivi, in presenza e in sicurezza presso la sede Slai cobas via Livio Andronico, 47 Taranto, e/o in collegamento telematico
Il link per partecipare è https://meet.google.com/pbr-ccut-cqm (per info 3355442610).

“La nostra contrarietà è netta circa la logica che guida l’intervento dello Stato che è quella di: socializzare le perdite e i costi industriali e ambientali e lasciare mano libera ai profitti dell’azienda; la nuova immunità penale generale concessa ad AM, unitamente alla accettazione della revoca di ogni sequestro di impianto relativo a sicurezza, salute e tutela ambientale. Lo Slai cobas ribadisce di essere contrario alla chiusura della fabbrica e alle iniziative in corso da parte di sindaco e Regione. Siamo per una fabbrica con gli operai dentro in lotta su ogni aspetto di lavoro, salute e ambiente” concludono SLAI COBAS per il sindacato di classe di Taranto.

pc 15 dicembre - E' cominciato il Processo agli sbirri di Piacenza accusati di torture, lesioni, estorsione, spaccio di droga e arresti illegali

La prossima udienza il 18 dicembre

E’ iniziato questa mattina, lunedì 14 dicembre, il processo nei confronti dei carabinieri della caserma Levante, accusati di torture, lesioni, estorsione, spaccio di droga e arresti illegali, in combutta con un gruppo di spacciatori-informatori. Un caso scoppiato nel luglio scorso. Cinque carabinieri finirono in cella, un maresciallo ai domiciliari, altri militari denunciati, tra cui un ufficiale, senza contare una decina d’altri arresti per spaccio di stupefacenti. Venne addirittura sequestrata la caserma, primo caso nella storia d’Italia, da poco riaperta con un nuovo comandante. Per 15 degli accusati, ora è arrivato il momento di presentarsi in aula.
Nella prima udienza in tribunale del processo con rito abbreviato e dei patteggiamenti davanti al giudice Fiammetta Modica per il caso Levante, sono state avanzate tredici richieste di costituzione di parte civile. Tre riguardano associazioni e sindacati (PdM, Partito per la tutela dei diritti dei militari, Nsc, Nuovo sindacato carabinieri e Silca, Sindacato italiano lavoratori carabinieri) mentre le altre dieci riguardano le parti offese. Tra queste quella di Israel Anyanku , il giovane che sarebbe stato picchiato dai carabinieri della Levante e la cui foto era diventata il simbolo dell’inchiesta. “Ho detto la verità: sono stato picchiato senza nessuna accusa. Adesso voglio giustizia” ha spiegato il giovane, accompagnato dall’avvocato Ali Listi Maman. Tra le costituzioni di parti civili non risultano l’Arma dei Carabinieri che era stata indicata come parte offesa, né il Comune di Piacenza.

pc 15 dicembre - Lo Stato borghese e la giustizia dei padroni processa gli operai che lottano a Torino

Presidio dal Tribunale di Torino: 30 operai a processo, continua la lotta per la libertà di organizzazione e sciopero

Processo Safim: presidio dal Tribunale di Torino in solidarietà ai 30 lavoratori messi alla sbarra per aver fatto sciopero ottenendo migliori condizioni di lavoro e di vita per tutti gli operai dell’azienda di None, anche protestando contro la repressione di tutte le lotte da Modena alla val Susa.

Il processo Safim è un (ennesimo) caso esemplare di repressione antioperaia e antimmigrati: determinato dalle indagini della polizia politica digos, coordinate dal pm Padalino (noto, feroce paladino degli speculatori di ogni sorta recentemente accusato di corruzione e abuso d’ufficio), questo castello di carte giuridiche è un attacco a lavoratori, solidali e coordinatori sindacali.

Accusati formalmente di vari reati, nella sostanza questi lavoratori sono accusati del “crimine” di

pc 15 dicembre - SIAMO TUTTE VICINE E SOLIDALI CON LE LAVORATRICI DELLA YOOX IN LOTTA

Estendiamo anche in altri posti di lavoro il punto della piattaforma delle donne/lavoratrici che dice: 
- NO a discriminazioni legate allo stato familiare, maternità, razza, orientamento sessuale, nelle assunzioni, licenziamenti e nella vita lavorativa

Andiamo unite verso la "Giornata d'azione" di gennaio per unificare le lotte delle lavoratrici dal nord al sud, per mandare un "grido forte" a livello nazionale a tutti i padroni, al governo, per portare ovunque la nostra piattaforma e farne arma di ribellione, di lotte estese dovunque c'è doppio sfruttamento, discriminazioni, oppressione, attacchi ai diritti delle donne lavoratrici, per contribuire ad un ruolo di prima fila delle lavoratrici nello sciopero generale del 29 gennaio. 
Lavoratrici Slai cobas per il sindacato di classe

Sabato 12 dicembre le lavoratrici della Yoox, in lotta da oltre un mese insieme a centinaia di lavoratori e solidali, si sono prese il centro della città.
Un corteo colorato ma determinato che davanti ad una città frenetica e in crisi da shopping, ha rimesso all’ordine del giorno, le ragioni della loro lotta: l’imposizione unilaterale di un cambio dei turni di lavoro che impedisce alle operaie di immaginarsi in un qualunque tipo di futuro, i ripetuti atteggiamenti razzisti e discriminatori esercitati nei loro confronti, la riduzione delle pause, il mancato riconoscimento di buoni pasto mentre i padroni dell’ e-commerce festeggiano una crescita esponenziale dei profitti.
Il presidio convocato in Piazza Maggiore ha condiviso le ragioni della lotta raccontata nei numerosi interventi delle operaie.
L’assemblea si è presto trasformata in un corteo che ha raggiunto la Prefettura, l’istituzione che rappresenta il governo sul territorio e che dall’inizio di questa grave vicenda è rimasta silente di fronte alle numerose richieste di intervento.
Istituzioni disinteressate da ciò che succede alla Yoox, forse consigliate a questo silenzio da chi ha interesse, per responsabilità diretta a silenziare e isolare questa lotta che va oltre le operaie che la stanno portando avanti e che mostra tutte le responsabilità anche dei sindacati confederali
Il corteo è poi proseguito arrivando davanti al comune di Bologna, dal quale è sopraggiunto un flebile vagito da chi governa questa città che nulla ha smosso.
E sotto l’albero luccicante di Natale sono stati lasciati in dono alla città e alle sue istituzioni dei pacchi contenenti ciascuno le difficoltà quotidiane che queste coraggiose operaie stanno vivendo e che siamo certi condividano con molte altre lavoratrici soprattutto in questo periodo.
La determinazione delle lavoratrici del S. I. Cobas e di chi le sostiene, la certezza della loro ragioni, la difesa del proprio futuro di donne, la dignità di lavoratrici, la determinazione della lotta sono le armi a disposizione contro un sistema predatore, di cui la Yoox fa parte, che tenta di determinare non solo i tempi di lavoro, ma anche quelli di vita.
S.I. Cobas Bologna
Qui un video della manifestazione delle compagne lavoratrici Yoox a Bologna:https://www.facebook.com/baklou.kaka/videos/4240940592588039
"Due giorni fa un camion ha cercato di investire le scioperanti provando a forzare il picchetto davanti allo stabilimento".

DA UN COMUNICATO DELLE LAVORATRICI DELLA YOOX:
Siamo le operaie che lavorano da anni negli appalti Yoox, il colosso dell’e-commerce dell’abbigliamento, che nel mondo vende la sua immagine di azienda “sensibile”, che si cura dei bambini, della diversità e delle persone.
Noi però lavoriamo dall’alba alla sera dietro i vetri scintillanti della grande sede dell’Interporto di Bologna. Siamo quasi tutte donne che lavorano per vivere e costruirsi un futuro, siamo madri che

pc 15 dicembre - PER I LAVORATORI IN CIG COVID 13° TAGLIATA FINO ALL'80%

Per i commercianti ristori e aperture, fregandosene della salute delle persone, per i lavoratori tagli ai salari! 
Facciamo nelle prossime giornate di mobilitazione, 18/19 dicembre decise dal Patto d'azione anticapitalista, proteste, iniziative verso padroni e i Palazzi del potere per non far passare questo grave ulteriore attacco!  

Brutte sorprese sotto l’albero per i lavoratori in cassa integrazione. Come se non bastassero le brutte notizie finora arrivate nel mondo del lavoro, Unimpresa denuncia che la Cassa Covid farà perdere a milioni di dipendenti i quattro quinti degli importi delle 13me mensilità. Con la Cig-Covid, infatti, le tredicesime saranno tagliate, nei loro importi, fino all’80%: il contributo orario di 4 euro, pagato dall’Inps, ingloba, infatti, anche il rateo della retribuzione di Natale. È quanto segnala il Centro studi di Unimpresa, in un documento nel quale spiega, inoltre, che costa fino a 500 euro al mese, per un’azienda, un lavoratore posto in «Cig-Covid».

lunedì 14 dicembre 2020

pc 14 dicembre - VERSO LA GIORNATA D'AZIONE DI GENNAIO DELLE DONNE/LAVORATRICI - Gli interventi delle lavoratrici alle assemblee del 17 sett e 19 nov

dal blog: https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/

Iniziamo a pubblicare parte degli interventi fatti da lavoratrici, operaie nelle due assemblee nazionali telematiche, del 17 settembre e 19 novembre. 
Queste due assemblee in un certo senso bisogna conoscerle insieme, perchè la seconda prosegue la prima. 
Invitiamo a richiederci il Quaderno dell'assemblea del 17 settembre - scrivendo a: mfpr.naz@gmail.com 
Anche della seconda assemblea raccoglieremo in un dossier tutti gli interventi integrali.

8 dicembre - https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/2020/12/gli-interventi-dallassemblea.html

10 dicembre - https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/2020/12/gli-interventi-dalle-assemblea.html

14 dicembre - https://femminismorivoluzionario.blogspot.com/2020/12/gli-interventi-dalle-assemblea_14.html

pc 14 dicembre - La classe operaia dell'India indica la strada per uscire dal "lungo inverno": la risposta ai salari non pagati e al brutale sfruttamento è la rivolta, è l'esercizio delle forza operaia contro padroni/governo/Stato!

Libertà per gli operai arrestati!

Invece che risposte ai problemi dei lavoratori, i padroni e governo mandano la polizia a reprimere: è stata la scintilla della rivolta.
Un dirigente dell'azienda ha detto che 5.000 lavoratori a contratto e circa 2.000 operai hanno commesso atti di vandalismo nella struttura (i padroni parlano di 60 milioni di danni).
Il viceministro dello stato del Karnataka, CN Ashwathnarayan, ha definito la violenza "sfrenata" e ha detto che il suo governo si assicurerà che la situazione sia "risolta rapidamente".
"Il governo dello stato ha permesso alla compagnia di infrangere i diritti fondamentali", ha detto un sindacalista al quotidiano The Hindu Satyanand
La polizia locale ha detto domenica di aver arrestato 160 persone e di aver formato "squadre speciali per indagare sull'incidente".




Sabato, gli operai di uno stabilimento di produzione di iPhone nell'India meridionale, la Wistron Infocomm Manufacturing nell'area di Narasapura di Bengaluru, una fabbrica di padroni di Taiwan, che impiega 15 mila operai (tra dipendenti e ditte), hanno fracassato finestre, distrutto telecamere, computer e pannelli e vetrate, dato fuoco ad automobili ribaltate su un fianco e golf cart all'interno della fabbrica perchè non avevano ricevuto la paga da quattro mesi e, nonostante tutto, di essere stati costretti

pc 14 dicembre - Manifestazione No Tav: questa è la nostra terra e la difenderemo!

....è ...è stata una grande giornata di lotta che evidenzia la vitalità del Movimento e rappresenta il costo politico dell’operazione scellerata messa in atto da Governo, Telt e Questura di Torino.

... a Giaglione si è svolta una partecipatissima assemblea No Tav contro l’allargamento del cantiere di Chiomonte messo in atto da Telt con il supporto della Questura che ha dispiegato ingenti quantità di forze dell’ordine su tutto il territorio.

Infatti nella notte del 10 dicembre, Telt ha cominciato a disboscare i terreni circostanti al cantiere, per terminare il giorno seguente spianando due ettari di terreno boschivo, tra cui diversi alberi secolari, oltre alla pianta nutrice della Xerinthia Polissena, su cui la stessa Telt insieme al Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi, dell’Università degli Studi di Torino avevano realizzato un progetto per tutelare la farfalla, reputata dalle leggi comunitarie una specie protetta.

All’assemblea erano presenti anche diversi Amministratori locali, tra cui il Sindaco di Giaglione che ha nuovamente lamentato l’invadenza del dispositivo di sicurezza e la militarizzazione, per giorni, dell’intero paese.

Al termine della assemblea i No Tav sono partiti in marcia prendendo il sentiero Gallo Romano, trovandosi di fronte il solito cancello posto a difesa del cantiere. Ma la

pc 14 dicembre - Uscire dal lungo inverno per un nuovo autunno caldo - volantino nazionale alle fabbriche di 'proletari comunisti' - diffondilo e fallo circolare ovunque!

Questo governo, questo Stato hanno approvato in questi giorni un nuovo accordo con i padroni indiani ArcelorMittal all’insegna di mettere soldi per socializzare le perdite dei padroni e permettergli di continuare a fare profitti sullo sfruttamento dei lavoratori, con migliaia di esuberi, cassa integrazione permanente e ai danni della sicurezza in fabbrica e della salute e dell’ambiente.

E’ la stessa cosa che stanno facendo in tutte le fabbriche del paese in cui vi sono problemi di salario, chiusura, sicurezza, aggravati dall’estensione della pandemia.

In questa, come in tutte le fabbriche bisogna lottare, organizzarsi, non solo sulla singola vicenda interna ma su tutto il sistema che lo ha prodotto.

La pandemia continua con una caterva di morti e malati e con la sanità inadeguata che torna a collassare - ma governo e istituzioni hanno a cuore solo gli interessi dei padroni e commercianti.

Mentre in Parlamento dilaga la guerra tra bande di ministri e parlamentari dediti alla salvaguardia delle loro poltrone e della grande mangiatoia dei fondi europei e pubblici - usati fino ad ora come misere mance buttate ai cani per tenere legate a sè le masse.

E’ assolutamente necessario per proletari e masse popolari prendere la parola attraverso la lotta e la ribellione; è assolutamente necessario riempire di contenuti e di forze di lavoratori, masse popolari l’opposizione vera a questo governo, a queste istituzioni, ai padroni che li guidano di fatto, per difendere lavoro, salario, sanità, scuola, salute, sicurezza e vita.

I padroni mentre vogliono tutto per loro i fondi pubblici e fondi UE respingono le richieste contenute nelle piattaforme contrattuali, continuano a chiudere e a licenziare, impongono sui posti di lavoro condizioni sempre peggiori e fanno della cassaintegrazione covid un’arma dello scaricamento della crisi sui lavoratori, un’arma per flessibilità, ristrutturazioni e ricatto occupazionale.

Nelle fabbriche le norme di sicurezza anticovid, i protocolli approvati o non vengono applicati o non sono assolutamente sufficienti a tutelare i lavoratori dal contagio, e il numero di morti e malati tra i lavoratori vengono taciuti e nascosti. Governo e istituzioni nei loro decreti non citano neanche quello che succede nelle fabbriche dando per scontato la linea di ‘produci e crepa’.

Gli operai in tutto questo non hanno voce ne organizzazione adatta a rispondere. Ma questa voce e forza organizzata deve costruirsi ora! Dentro le fabbriche e posti di lavoro deve ripartire forte e chiara la lotta e la guerra di classe! Dal piccolo al grande, da pochi a tanti fino a una marea montante.

Quest’autunno, in cui paghiamo la crisi e la pandemia sulla nostra pelle è frutto di un lungo inverno, dominato dall’affermazione senza limiti del capitalismo e delle leggi della dittatura dei padroni. Un lungo inverno fatto di partiti politici divenuti caste affaristiche e corrotte che si sono ingrassate sulla pelle delle masse sfruttate; un lungo inverno in cui è stato propagandato il razzismo, sono stati ritirati fuori dalle fogne i fascisti, sono stati cancellati diritti e conquiste in materia di salari, lavoro, sanità pubblica, scuola pubblica, conquistati con la straordinaria stagione del ’68/69, dell’Autunno caldo, conquistati con una lotta vera in cui gli operai, gli studenti, le masse hanno messo in discussione il sistema, hanno visto all’orizzonte un altro potere, un’altra società, un altro modo di vivere.

Questa straordinaria stagione è stata schiacciata dal tallone di ferro del capitale e del suo stato a partire dalla strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969. 

Dimostrando la verità storica delle frasi Engels – di cui quest’anno salutiamo il 200° anniversario della nascita

“...lo Stato moderno, qualunque ne sia la forma, è una macchina essenzialmente capitalistica, uno Stato dei capitalisti, il capitalista collettivo ideale…

...nella lotta politica di classe contro classe, l'organizzazione è l'arma più importante...”

Questa organizzazione, la principale delle organizzazioni è il Partito Comunista, che dobbiamo ricostruire nel fuoco della lotta di classe in stretto legame con la classe e le masse.

proletaricomunisti/PCm Italia

pcro.red@gmail.com - http://proletaricomunisti.blogspot.it/

dicembre 2020

pc 14 dicembre - Bekaert - solidarietà e sostegno alla lotta degli operai contro i licenziamenti

Figline Valdarno - Bekaert 2020 : si parte e si torna insieme... 

Alla fine siamo arrivati dove non volevamo ; l’annuncio della
procedura di licenziamento da parte della Bekaert di noi 178 lavoratori
che scatterà a Marzo 2021 con la fine della cig . Sono passati due anni
e più da quella mattina , da quella fuga dei dirigenti dopo la
comunicazione della chiusura dello stabilimento di Figline V°e le
conseguenti mobilitazioni per trovare una soluzione contro lo
smantellamento in nome del profitto di una realtà industriale e sociale

pc 14 dicembre - Riempire muri di fabbriche e quartieri proletari di scritte


 

pc 14 dicembre - Bagnoli non insegna niente all'ambientalismo antioperaio - Solo a fabbrica aperta e con la lotta della classe operaia la bonifica è possibile

A Taranto chi vuole la chiusura della fabbrica è al servizio dei padroni e del parassitismo piccolo borghese

Bagnoli, 850 milioni per la bonifica che non si fa. E il piano per il parco è fermo

Bagnoli, 850 milioni per la bonifica che non si fa. E il piano per il parco è fermo

Prima il fallimento della società che doveva fare la messa in sicurezza, con condanne per disastro colposo e truffa, poi l'intervento della Corte dei Conti. Ora il progetto per riqualificare l'area è fermo