martedì 12 febbraio 2019

pc 12 febbraio - LA MANIFESTAZIONE A ROMA DI CGIL, CISL, UIL - Un commento

La manifestazione di Cgil, Cisl, Uil ha raccolto 200mila persone. Un numero sicuramente significativo. Non sappiamo ancora, però, quante e quali fabbriche erano presenti, ma sicuramente poche, mentre il grosso dei manifestanti era formato da realtà di lavoro precarie, da pensionanti o pensionati.
La partecipazione in termini di quantità è stata quindi positiva e la manifestazione è servita ad unire e a rendere visibili tante realtà di lavoratori, lavoratrici di cui si parla al massimo solo quando arrivano ai licenziamenti; realtà che quindi insieme potrebbero essere una forza significativa contro i padroni e la politica del governo ingannapopolo di Salvini/Di Maio, se fosse indirizzata verso la lotta vera.

Ma, qui finiscono i fatti oggettivamente positivi e le potenzialità che ci potrebbero essere.

Le parole d’ordini, i cartelli, i contenuti della manifestazione sono stati fondamentalmente basati sulla richiesta di aprire un confronto con il governo fascio-populista. Quindi una potenzialità che viene sprecata e indirizzata nell’illusione che questo governo debba ascoltare, un governo che bisogna innanzitutto combattere per rovesciarlo anche per il suo carattere illegittimo e anticostituzionale rispetto ai diritti democratici e dei lavoratori e masse popolari.
Gli interventi, anche con toni duri fatti dai leader sindacali, in particolare quello del nuovo segretario della Cgil, Landini (ma anche la Furlan questa

pc 12 febbraio - Foibe ...i morti non sono tutti uguali

Un contributo  - stralci che condividiamo
Ci sono oppressi e ci sono oppressori; aggrediti e aggressori; vittime e boia. Solo i primi meritano rispetto.   
Nelle "Foibe" vennero gettati gerarchi fascisti e nazisti miliziani e collaborazionisti, oppositori vari. La violenza dei partigiani di Tito contro gli invasori fascisti e nazisti, nonché quella dei partigiani triestini, era legittima; fu reazionaria nei confronti di operai e avanguardie comuniste. L’equiparazione postuma dei morti non supera il passato né elimina le responsabilità. La storia non si cancella. Condanniamo il cordoglio odierno, di fascisti e antifascisti, sui morti delle “Foibe” come manifestazione di revanschismo imperialistico e mettiamo in guardia “esuli” italiani e sloveni confinari sulle mire espansionistiche dell’Italia.
Istria e Trieste, da luoghi di massacri, debbono ritornare centri di INTERNAZIONALISMO PROLETARIO.

Le “ foibe” non furono né un genocidio del totalitarismo "comunista"; né una pulizia etnica né una

pc 12 febbraio - UN'ALTRA FACCIA DELLE ELEZIONI IN ABRUZZO - da una nota da L'Aquila

600mila abruzzesi non hanno votato (il 50% in media degli aventi diritto). L'affluenza alle urne é crollata nel teramano del 13% rispetto alle regionali del 2014. Qui gli anarchici hanno organizzato un'attiva campagna di boicottaggio, coprendo i manifesti elettorali con i loro (i fasci di azione politica hanno chiamato anche i carabinieri)
All'Aquila nella mattina di domenica é stato cestinato uno striscione sulle foibe, ben in mostra davanti al comune, e alla piazza delle 99 cannelle è stata realizzata una istallazione di arte resistente, con tante mani di cartone che emergono dal selciato, per denunciare le politiche xenofobe del governo.
"La città si è svegliata stamane con 99 mani nella piazza della Fontana delle 99 cannelle, mani che affondano a simboleggiare la tragedia delle morti in mare. "Noi siamo l'Abruzzo - è scritto su un cartello accanto alle mani - la Regione della resistenza. La barbarie non passerà".

pc 12 febbraio - Giu' le mani dall'Asilo! I crimini a Torino sono altri

Slogan in aula bunker: «Giù le mani dall’Asilo». Udienza interrotta

Il processo in cui 23 anarchici sono imputati per terrorismo. Il pm Sparagna avrebbe dovuto cominciare oggi la sua requisitoria: «A fronte di comportamenti intolleranti, lo Stato non può che rispondere con la forza»

«Giù le mani dall’Asilo», il centro sociale di via Alessandria sgomberato giovedì, è uno degli slogan con cui oggi una cinquantina di anarchici, nel settore destinato al pubblico dell’aula bunker delle Vallette, ha gridato per impedire al pubblico ministero Roberto Sparagna di prendere la parola al processo «Scripta manent». La Corte ha così interrotto l’udienza del processo in cui 23 anarchici sono imputati per terrorismo. L’aula bunker è stata sgomberata con l’intervento delle forze dell’ordine.
Il processo «Scripta manent»
Il processo per associazione con finalità di terrorismo è chiamato «Scripta Manent», a sostenere

lunedì 11 febbraio 2019

pc 11 febbraio - LIBERTA' PER I COMPAGNI ARRESTATI A TORINO

pc 11 febbraio - Francia sostegno alla lotta dei Gilets jaunes - quelli non fascisti, nè elettoralisti - contro la repressione MACRON/STATO

13th Week



MACRON MUST GO THE PEOPLE SAY SO
PERSISTENCE RESISTANCE !
Police Grenade blow of Man's Hand

pc 11 febbraio - In tutte le manifestazioni antirazziste e decreto sicurezza - parole d'ordini nostre

Permesso di soggiorno per tutti
Diritto d’asilo – Libertà di circolazione

Il razzismo è un crimine non un'opinione
Il fascismo non passerà!

Salvini razzista sei il primo della lista
Via il decreto razzista e liberticida di sicurezza
Via il governo fascio-populista

Prima di tutto i migranti
prima di tutto gli sfruttati
Unità-lotta di classe proletari italiani/immigrati

Imperialismo è guerra, rapina, miseria dei popoli
L’unico vero terrorismo sono le armate e le bombe dell’imperialismo

Il proletariato non ha nazione
internazionalismo – rivoluzione!

pc 11 febbraio - Carceri infami - Vercelli, Asti...

Vercelli: "Detenute al freddo da una settimana"


"Da circa una settimana la sezione femminile del carcere di Vercelli è completamente al ghiaccio". la salute di trenta detenute che si trovano ristrette nel reparto, è messa a grave repentaglio",

Protesta in carcere ad Asti di 35 detenuti Alta Sicurezza


Nuova protesta nel carcere di Asti. Circa 35 detenuti del circuito ad alta sicurezza, ristretti nella terza sezione della Casa Reclusione di Asti, hanno dato luogo ad una protesta collettiva rumorosa sbattendo sui cancelli e sulle inferriate delle rispettive celle perché, a loro dire, non funzionavano le tv
40 detenuti anche prima delle feste natalizie si erano resi protagonisti della protesta e per 5 ore si erano rifiutati di entrare in cella».

pc 11 febbraio - Sarzana - giusto attacco simbolico ai fascio razzisti leghisti - Ma chi strilla sono M5stelle e PD

Sfregio alla sede leghista

Federica Giorgi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale, condanna il gesto compiuto da ignoti: "La diversità di opinioni si fa valere con il dialogo, non con questi atti vandalici che alimentano solo il clima di odio e non appartengono alla nostra Sarzana, città democratica".
"Esprimo profondo sdegno per questi gesti vili - conclude Giorgi - e mi auguro che i colpevoli siano individuati e puniti quanto prima".

Sede della Lega imbrattata, il PD: "Vicini ai militanti, torniamo a un dibattito civile"

Anche il PD di Sarzana si schiera a fianco dei leghisti condannando il gesto opera di ignoti.

"Il recente deturpamento della sede della Lega di Sarzana costituisce una seria ragione di allarme sul progressivo imbarbarimento del clima politico in città.
Dopo le scritte oltraggiose sulle pareti del Museo Diocesano e le esplicite minacce ad un assessore comunale, chiediamo che il dibattito fra le forze politiche torni nell'alveo del civile confronto dialettico fra idee fondanti, visioni del Paese e progetti di Città, senza reticenze nell'evidenziare differenze anche rilevanti ma rifuggendo da qualunque approccio minaccioso e da qualunque forma di intolleranza e di sopraffazione.
Dal Partito Democratico di Sarzana ferma condanna di ogni gesto barbaro e piena vicinanza ai militanti colpiti nei loro simboli più cari".

Vico Rosolino Ricci
Segretario PD Sarzana

pc 11 febbraio - Genova - Ponte Morandi una strage di Stato, una strage del capitale, una strage dei governi e boiardi di Autostrade

Inchiesta sul Morandi: «Sabbia e iuta nelle macerie». Nuova lista di indagati


Genova - L’introduzione al paragrafo, pur trattandosi nel resto delle pagine d’un documento parecchio tecnicistico, è tanto chiara quanto inquietante: «Corpo estraneo». E la descrizione di quel che significa è parimenti chiara: «Nell’area dei trefoli rotti sono stati rinvenuti corpi estranei come materiale di iuta concrezionato, residui di grasso su parti in acciaio e frammenti di asfalto libero». Il problema è che tutto questo, lì, non ci doveva stare. Perché i «trefoli» in questione sono le fibre dei cavi in acciaio contenuti dentro i tiranti del Ponte Morandi crollato il 14 agosto scorso, quando

pc 11 febbraio - Il G8 2001 per lo Stato borghese e la sua polizia non sono mai finiti - ieri come oggi

G8 2001, nell'ennesima sentenza i poliziotti definiti "barbari"
La sezione di Appello della Corte dei Conti conferma la condanna per 16 funzionari (anche il numero due della Dia) che dovranno risarcire il ministero per il tentato omicidio di un giornalista inglese
Capita che un collegio di giudici della sezione d’appello della Corte dei Conti definisca come “barbari” i responsabili di una serie di reati e comportamenti per i quali sono stati condannati penalmente e in sede di danno erariale.
Capita che uno dei soggetti così pesantemente inquadrati nella sentenza, sia Gilberto Caldarozzi, ovvero il numero due della Dia, la direzione investigativa antimafia, come dire l’Fbi italiana.
A 18 anni dai fatti il G8 di Genova continua a rappresentare una spina nel fianco della democrazia

domenica 10 febbraio 2019

pc 10 febbraio - Ogni morte sul lavoro è un crimine di classe dei padroni assassini e del sistema del capitale



Penso che sia questa la vera emergenza non gli emigranti, ma nessuno ne parla!!
Da Carlo Soricelli dell'Osservatorio Indipendente - I morti sul lavoro di Bologna sono già diventati 45 morti per infortunio sui luoghi di lavoro nel 2019 (almeno altrettanti lavoratori sono morti sulle strade e in itinere), di questi, 8 sono stati schiacciati dal trattore, sono 106 i morti schiacciati da questo mezzo da quando a giugno 2017 si è insediato il nuovo governo
https://cadutisullavoro.blogspot.com/…/morire-24-anni-salda…

pc 10 febbraio - Un post/video del blog Democracy and ClassStruggle

France - Class Struggle within Yellow Vests - Anti Fascists take on Fascists and Extreme Right



The Right and its racism have to confronted not ignored - build an anti fascists anti capitalist Proletarian not Bourgeois Yellow Vests

pc 10 febbraio - Francia i gilets gialli non sono una cosa unica ...

Francia i gilets gialli non sono una cosa unica

Ci sono gilets gialli fascio populisti da combattere, quelli targati 
Le Pen e/o apertamente reazionari e di destra e/o loro presunti leader sovranisti elettoralisti che incontrano i grillini o la banda rossobruna di Pasquinelli e altri più presentabili, ma sempre di matrice sovranista.
Ci sono  gilets gialli che partecipano allo sciopero dei lavoratori del 5 febbraio e che continuano resistenza e lotta contro Macron e la repressione di Stato.
Noi proletari comunisti e i compagni maoisti e rivoluzionari in Francia sostengono e devono sostenere in piena autonomia politico/organizzativa solo questa parte per unirla, trasformarla su base di classe e di analisi di classe. 
Il resto in Francia, come in Italia è opportunismo e populismo 'di sinistra', che va criticato e da cui comunisti e proletari d'avanguardia, movimenti di lotta devono distinguersi.

proletari comunisti/PCm Italia
febbraio 2019

pc 10 febbraio - Palermo antirazzista e antifascista in corteo ieri in solidarietà ai migranti e contro il decreto sicurezza Salvini

Corteo dal Porto di Palermo, passando per la Prefettura, 
e fino al centro storico




https://antoniomelita.photoshelter.com/portfolio/G00009HU5ylO.XXw/I0000tjIFTTbZr34?fbclid=IwAR3YniVVBpn_9c9diBiFsDj-MElsoKEbbLncWTyM_OiQjVrmdV3GQMC_4ss

pc 10 febbraio - Torino - contro lo sgombero/Resistenza attiva!

Lo sgombero del CS Asilo Occupato a Torino apre la stagione dell'attacco del governo fasciopopulista Salvini/DiMaio e dello Stato del capitale contro i centri sociali antagonisti
prima gli immigrati.. poi i centri sociali e poi..
 La risposta è una sola - 
se toccano uno, toccano tutti! 
Per questo è giusto ribellarsi! 
E' giusta la resistenza e l'attacco al centro cittadino a Torino! 
Siamo tutti  'anarcoinsurrezionalisti'! 
Libertà per i compagni arrestati!

proletari comunisti/PCm Italia
febbraio 2019

pc 10 febbraio - TARANTO: NO IMMUNITA' PENALE PER ILVA E ARCELORMITTAL - SI CONFERMANO LE DENUNCE E INIZIATIVE DELLO SLAI COBAS SC

(dal blog tarantocontro)
Il Gip Ruberto ha deciso di non archiviare i procedimenti sulla diossina e emissioni di polveri dell'Ilva - Lo Slai cobas sc aveva fatto una denuncia a giugno scorso e l'aveva ribadito nell'esposto del 30 gennaio 19 contro l'Accordo Ilva/AM/OO.SS


E' da settembre che aspettavamo questa sentenza positiva per la battaglia contro i padroni assassini e contro l'azione "Salva-Ilva" dei governi, prima Renzi/Gentiloni, poi ripresa da Di Maio /Salvini, che con la scandalosa norma anticostituzionale sull'immunità penale del gennaio 2015, viene data di fatto un via libera all'Ilva e ora all'Arcelor Mittal di inquinare, di mettere a rischio in fabbrica e in città la vita di operai e popolazione di Taranto, di violare la sicurezza in fabbrica, senza che accada nulla in termini penali e amministrativi nè ai padroni nè ai soggetti da questi funzionalmente delegati per l’attuazione del piano ambientale.

Il gip del Tribunale di Taranto Benedetto Ruberto ha infatti disposto la trasmissione degli atti alla Consulta su una questione di legittimità costituzionale. La decisione del gip è stata assunta dopo la riunione di tre procedimenti penali. Questi riguardano inchieste sulle emissioni dello stabilimento siderurgico, in particolare i livelli di diossina da ricondurre alle polveri degli elettrofiltri dell’impianto di agglomerazione, i dati dell’Arpa relativi alle emissioni di PM10, PM 2,5 e benzene in area cokeria, la questione dell’inquinamento provocato dall’attività estrattiva praticata nella cava Mater Gratiae e delle criticità evidenziate dal comune di Statte con riferimento alla prosecuzione ed all’ampliamento di quella attività.
Il gip Ruberto ha sollevato questione di legittimità costituzionale in relazione agli articoli 2 comma 5 e 2 comma 6 del decreto legge 5 gennaio 2015, n. 1, convertito con modificazioni dalla Legge 4 marzo 2015, n. 20, per contrasto con gli articoli 3, 24, 32, 35, 41, 112 e 117 della Costituzione.

Tra la altre considerazioni nella sentenza il Gip Ruberto scrive: «Certamente e clamorosamente leso è anche il diritto alla salute di coloro che abitano nei pressi dello stabilimento, essendo stato accertato che elevati livelli di inquinamento aumentano il rischio di contrarre malattie mortali. Anche per costoro l’assurdo prolungamento dell’attività autorizzata compromette irrimediabilmente un diritto fondamentale e inviolabile».
«Il termine di operatività dell’esimente - spiega il giudice delle indagini preliminari - è stato differito ai diciotto mesi successivi all’entrata in vigore del DPCM del 29 settembre 2017, secondo l’Avvocatura di Stato coincide addirittura con la scadenza dell’autorizzazione integrata ambientale (23 agosto 2023), ma nulla impedisce al legislatore una ulteriore proroga di queste scadenze». «Ciò significa - puntualizza Ruberto - che per undici anni dal sequestro dello stabilimento - 25 luglio 2012 - quell'impresa è stata messa nelle condizioni di continuare a produrre, con la garanzia, per i suoi gestori (e soggetti da essi delegati), di non dover essere chiamati a rispondere dei reati eventualmente commessi in violazione delle norme, di diritto comune, poste a presidio della salute, dell’incolumità pubblica e della sicurezza sul lavoro».
Il Giudice Ruberto, inoltre, ha aggiunto un'altra motivazione: la violazione del principio di uguaglianza, attraverso l'applicazione di norme in favore dei siti di "interesse strategico nazionale", in base alle quali si consente all'Ilva e ora ad ArcelorMittal di "commettere fatti-reati" che ad altri sono vietati. Ha pure rilevato la violazione degli obblighi internazionali assunti dall'Italia con la convenzione europea dei diritti dell'uomo, in materia di tutela della persona e del diritto alla vita. Nè la norma - come scrisse la Consulta nel 2013 - può rendere lecito a posteriori ciò che prima era illecito".
E' stata pertanto respinta la richiesta di archiviazione fatta dal PM Buccoliero a suo tempo sulla base di considerazioni oggettivamente di parte: dalla parte dell'Ilva, ritenendo gli accadimenti assenti di fatti penalmente perseguibili (?!); dalla parte del governo considerando che secondo quanto previsto dai decreto "salva-Ilva" e in particolare da quello 1/2015, le condotte incriminate fossero invece da considerare "scriminate"

Lo Slai cobas sc ancora il 30 gennaio - giorno in cui ha depositato la denuncia-querela contro l'Accordo Ilva/ArcelorMittal/Sindacati, contenente anche un punto importante sull'immunità penale - aveva nuovamente parlato con il Gip Ruberto, a cui nel giugno 2018 aveva inviato una richiesta sul NO all'archiviazione per l'emissione di diossina (trasmessa anche alla Corte Costituzionale), per sollecitare ad adottare una decisione contro l'immunità penale, anche alla luce della recente sentenza di Strasburgo.
Siamo, pertanto, contenti che si sia arrivati in questi giorni alla decisione di non procedere per l'archiviazione e inviare gli atti alla Consulta.
Riportiamo, di seguito, stralci dalla "richiesta" e alla "denuncia-querela", che in alcune motivazioni in un certo senso anticipa alcune delle motivazioni fatte dal Gip Ruberto.
Vogliamo solo aggiungere due considerazioni:
Ieri sui giornali, in televisione, dai politici, ai parlamentari locali, ad alcune associazioni - ad esclusione della lodevole attività da sempre fatta da PeaceLink e dal suo presidente Marescotti - tutti gioiscono e si danno meriti di primogenitura nell'aver anticipato loro questa battaglia - clamoroso e grottesco è per es. la parlamentare del M5S De Giorgi che si "dimentica" che il suo leader DI Maio ha reiterato nell'Accordo del 6 settembre l'immunità penale; o il Verde Bonelli alleato nelle ultime elezioni politiche proprio a quel partito di Renzi che aveva fatto il decreto 1/2015.
Infine, è chiaro che la battaglia legale non è conclusa, e che pertanto occorre mantenere alta la denuncia e mobilitazione; e in questo senso la denuncia-querela dell'Accordo del 6 settembre presentata dallo Slai cobas è un strumento importante.

DALLA RICHIESTA ALLA PROCURA, AL GIP E ALLA CORTE COSTITUZIONALE

"...Chiediamo che il 3 luglio c.a. non dobbiamo assistere ad una inaccettabile anomalia, per cui: viene sì accertato che la diossina proveniva dal ciclo produttivo dell'Ilva, raggiungendo, come descrive l'Arpa, livelli mai registrati e unici al mondo sulla base della letteratura scientifica disponibile; viene sì accertato che tale diossina ha investito persone, bambini; ma grazie all'immunità penale stabilita del Decreto legge del 5 gennaio del 2015 i responsabili dell'Ilva dello sversamento di quella diossina, che probabilmente ha causato altri malati, altri morti, deformazioni e i cui effetti distruttivi continuano nel tempo, NON SONO PUNIBILI.
Un decreto che non persegue i responsabili dell'attacco alla salute dei cittadini, che autorizza l'attività produttiva anche in presenza di deficienze impiantistiche che possono determinare pericolose emissioni di sostanze nocive, è una mostruosità, oltre che dal punto di vista umano, di civiltà, dal punto di vista della Giustizia.
L'articolo del decreto 1/2015 contraddice “i principi di riserva di giurisdizione e di obbligatorietà dell’azione penale” disciplinati dall’articolo 112 della Carta costituzionale.
Quanto sopra, tra l'altro, è apertamente in contrasto con la la recente sentenza della Corte Costituzionale, n.58 del marzo 2018, che in un passaggio recita: “Rimuovere prontamente i fattori di pericolo per la salute, l’incolumità e la vita dei lavoratori costituisce infatti condizione minima e indispensabile perché l’attività produttiva si svolga in armonia con i principi costituzionali, sempre attenti anzitutto alle esigenze basilari della persona”.
Chiediamo, pertanto, che il Gip di Taranto, in sede di valutazione della richiesta di archiviazione, valuti la possibilità di sollevare incidente di costituzionalità.
Alla Corte Costituzionale chiediamo di dichiarare l'illegittimità dell'art. 2 comma 6 del Decreto legge 5 gennaio 2015, nonchè degli articoli dei decreti legge seguenti che confermano ed estendono tale impunità. Questo norma è un oggettivo via libera ai responsabili legali dell'Ilva, a tutte le figure dirigenziali che gestiscono l'attività della fabbrica, a non preoccuparsi di portare avanti l'attività produttiva nella massima sicurezza per gli operai e per gli abitanti dei quartieri, in quanto risultano tutelati da una presunzione di liceità.
Questa norma va contro la difesa della salute delle persone stabilità dalla Costituzione.
Noi abbiamo accolto con speranza la sentenza di codesta Corte Costituzionale n.58 del marzo 2018, con cui è stata dichiarata l'illegittimità costituzionale dell'art. 3 del decreto-legge 4 luglio 2015, n. 92 - e degli artt. 1, comma 2, e 21-octies della legge 6 agosto 2015, n. 132 - che consentiva la prosecuzione dell'attività produttiva anche nell'impianto ILVA (Altoforno 2) sottoposto a sequestro penale.
In particolare riteniamo i seguenti passaggi di quella sentenza punti fermi, inderogabili sempre:
“il legislatore non ha rispettato l’esigenza di bilanciare in modo ragionevole e proporzionato tutti gli interessi costituzionali rilevanti, incorrendo in un vizio di illegittimità costituzionale per non aver tenuto in adeguata considerazione le esigenze di tutela della salute, sicurezza e incolumità dei lavoratori...”.
“il legislatore ha finito col privilegiare in modo eccessivo l’interesse alla prosecuzione dell’attività produttiva, trascurando del tutto le esigenze di diritti costituzionali inviolabili legati alla tutela della salute e della vita stessa (artt. 2 e 32 Cost.), cui deve ritenersi inscindibilmente connesso il diritto al lavoro in ambiente sicuro e non pericoloso (art. 4 e 35 Cost.).
Noi riteniamo che la violazione di questi principi sia presente anche nel Decreto legge 1/2015... 


DALLA DENUNCIA-QUERELA CONTRO L'ACCORDO DEL 6 SETTEMBRE 2018 

"- L'accordo, non escludendola, recepisce ed estende anche alla nuova proprietà l'immunità penale prevista dal decreto legge 5 gennaio 2015
Questo decreto stabilisce che i responsabili di infortuni, di danni alla salute non sono punibili.
Esso risulta, a parere della scrivente, fortemente lesivo dei diritti dei lavoratori e dei cittadini e di fatto istituzionalizza una “libertà” di delinquere per i responsabili dell'azienda, facendo venir meno un freno legislativo importante.
Tale immunità penale è inoltre, a parere della scrivente, incostituzionale, perchè in aperta violazione dei principi generali, di uguaglianza, universali, che devono essere alla base di una legge. Questa legge invece vale solo per 1 azienda e non per tutte le aziende, affermando di fatto il venir meno dello stesso spirito della "Legge" che deve, almeno formalmente, essere imparziale.
Viene pertanto legalizzata una discriminazione, stabilendo di fatto che un operaio dell'Ilva/ArcelorMittal è diverso da un operaio di un'altra fabbrica; come sono diversi i cittadini di Taranto che subiscono malattie per l'inquinamento provocato dalla fabbrica siderurgica dai cittadini di altre città.
Viene istituzionalizzato che ci può essere una fabbrica, una città al di sopra della legge, in cui sono sospesi i diritti costituzionali, democratici.
Anche dal punto di vista del capitale, questa legge afferma che i proprietari delle fabbriche in genere sono perseguibili per infortuni, malattie causate dall'attività lavorativa, mentre i proprietari della fabbrica ora di AM InvestCo No. Questa discriminazione ripropone pertanto una “concorrenza sleale” sia a livello delle aziende in Italia, sia sul piano europeo e mondiale."

pc 10 febbraio - In Italia i padroni possono stare tranquilli… c’è il governo ingannapopolo Di Maio/Salvini a sostenerli con un miliardo di euro… tanto per cominciare!

Il fumo sparso a piene mani dal governo fasciopopulista sul sostegno al reddito “popolare” e le chiacchiere arrabbiate dei padroni sul cosiddetto assistenzialismo nei confronti di poveri e disoccupati, si dirada quando si vanno a leggere le decisioni sui fondi destinati alle imprese. Come riporta il Sole 24 Ore, organo della Confindustria italiana, del 6 febbraio, sono, secondo il titolo dell’articolo “In arrivo incentivazioni e fondi per un miliardo di euro”. L’articolo inizia in maniera allegra e secca: “Un miliardo di euro di fondi pubblici per il venture capital da investire nelle startup innovative.” Punto.
Nella crisi economica le “startup innovative”, cioè nuove aziende capaci di competere sul mercato mondiale soprattutto attraverso un impiego potente e determinante della tecnologia di ultima generazione, dovrebbero dare appunto all’economia una “spinta”, che, come dice il giornalista, viene dal Governo! E infatti: “È questo il nocciolo della manovra governativa che prevede facilitazioni per i business angel che investono nelle fasi pre-seed e seed, le prime fasi di sviluppo di un business che spesso ha rischi molto alti, ma anche fondi per l’accelerazione della crescita e sgravi per l’acquisizione da parte di grandi aziende che vogliono investire in innovazione, moltiplicando così le possibilità di exit per le nuove aziende innovative italiane.”
E infatti, il giornalista riconosce che: “Nella manovra varata dal governo sono … numerose le

sabato 9 febbraio 2019

pc 9 febbraio - ANCHE IL GARANTE DELLA PRIVACY DICE CHE IL REDDITO DI CITTADINANZA ATTUA UN CONTROLLO ILLEGALE

Ma chi dovrebbe fare reale opposizione a questo provvedimento e al governo parla di "controllo" dell'attuazione del Reddito - Gli oppositori sono più indietro dei democratici istituzionali?

Reddito di cittadinanza, il Garante Privacy boccia: il monitoraggio delle spese, sito e banche date
...il reddito di cittadinanza, presenta “rilevanti criticità” dal punto di vista della privacy dei cittadini. Lo scrive Antonello Soro, il Presidente del Garante per la protezione dei dati personali, nella memoria che ha depositato presso la Commissione permanente XI (Lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) del Senato della Repubblica. Il Garante ha utilizzato questa modalità perché non è stato audito, come previsto invece dal GDPR, sul disegno di legge di conversione del decreto che introduce il reddito di cittadinanza.
Sono ben 5 gli aspetti della disciplina del reddito di cittadinanza bocciati, sostanzialmente, dal Garante Privacy.

    Il monitoraggio delle spese è un Grande Fratello
“Alle attività di monitoraggio centralizzato e sistematico degli acquisti effettuati tramite la carta – suscettibili di comportare l’acquisizione anche di dati particolarmente sensibili – si aggiungono, quindi, i controlli puntuali sulle scelte di consumo individuali, condotti dagli operatori dei centri per l’impiego e dei servizi comunali, in assenza di procedure ben definite e di criteri normativamente individuati”. Tutto questo per Soro non è altro che “una sorveglianza su larga scala, continua e capillare sugli utilizzatori della carta, determinando così un’intrusione sproporzionata e ingiustificata su ogni aspetto della vita privata degli interessati”.

Altro che “nessun rischio privacy sul sito governativo”, come sostiene il ministero del Lavoro. Anche il sito del reddito di cittadinanza, “rivela alcune carenze”, si legge ancora nella memoria del Garante, in particolare, “nell’informativa sul trattamento dei dati e nelle modalità tecniche della sua implementazione (che, ad oggi, comportano un’indebita e non trasparente trasmissione a terzi dei dati di navigazione, quali indirizzi IP e orario di connessione, da parte dei visitatori del medesimo sito”).

    Massivo flusso di dati tra molti database, senza adeguate misure di protezione
Per la verifica dei requisiti dei beneficiari, il decreto-legge prevede l’accesso agli archivi dell’Inps, ma non solo anche dell’Anagrafe tributaria, il PRA e delle altre amministrazioni pubbliche detentrici dei dati. Parallelamente, i comuni verificano i requisiti di residenza e di domicilio e ne comunicano i risultati alle due nascenti piattaforme digitali presso l’Anpal e il Ministero del lavoro. Secondo il Garante Privacy per tutto questo flusso di informazioni non sono state previste adeguate misure di sicurezza dei dati di milioni di cittadini che faranno domanda e quelli che beneficeranno del reddito di cittadinanza.

pc 9 febbraio - In Tunisia - masse proletarie e popolari in lotta - mentre si rafforza l'intervento militare dell'imperialismo italiano

 Il governo annuncia aumento dei salari

Tunisia. Dopo due scioperi generali che hanno paralizzato il paese, il governo cede: accordo con il sindacato Ugtt e battuta d'arresto per le riforme di austerity imposte dal Fondo monetario internazionale
Lo sciopero generale dello scorso novembre a TunisiDue scioperi generali con 700mila persone in piazza e il sindacato tunisino Ugtt ha vinto: il governo ha ceduto e, riporta la stampa locale, ha siglato un accordo per aumentare gli stipendi dei 670mila dipendenti pubblici. Tunisi è corsa ai ripari per evitare altri due scioperi, in programma il 20 e il 21 febbraio, che come i precedenti avrebbero paralizzato il paese con scuole, uffici pubblici, trasporti, ospedali e agenzie stampa pubbliche bloccati.
Dati sugli aumenti ancora non ce ne sono. Non ne sarà affatto contento il Fondo monetario internazionale, longa manus dietro l’austerity tunisina. Secondo l’Fmi, che due anni fa ha accordato 2,8 miliardi di dollari di prestito al paese, era necessario tagliare gli stipendi pubblici per portarli al 12,5% del Pil (dall’attuale 15,5%) entro il 2020. La solita «cura», abbinata a tagli dei sussidi ai poveri, riduzione dei servizi pubblici e congelamento delle assunzioni, che in Tunisia, come nel resto dell’Africa, ricade solo sulle classi medio-basse.

Difesa: Marina militare, conclusa l'esercitazione italo-tunisina Oasis 2019

Roma, 09 feb 10:05 - (Agenzia Nova) - È terminata ieri l’esercitazione bilaterale italo-tunisina Oasis iniziata lo scorso 4 febbraio nella sede di Taranto. L’esercitazione, appuntamento che si rinnova ogni anno, si colloca nell’ambito di una serie di attività di collaborazione che la Marina italiana svolge con le omologhe forze dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo e che contribuiscono ad accrescere e consolidare la capacità di cooperazione tra le stesse. L’edizione di quest’anno, a guida italiana, è stata pianificata e coordinata dal Centro addestramento aeronavale della Marina militare di Taranto (Maricentadd). Durante l’esercitazione, riferisce un comunicato, le forze navali italiane e tunisine si sono addestrate insieme nel campo della Ricerca e soccorso marittimo (Sar), sorveglianza e controllo del traffico marittimo, contrasto alle attività illecite via mare, ricerca e rimozione di ordigni rinvenuti sul fondale marino, controllo del danno e difesa passiva (antincendio e antifalla). La novità è rappresentata dalla creazione del Combined maritime operational centre (C-Moc), una centrale operativa costituita da personale italiano e tunisino che ha controllato, da Maricentadd, le operazioni in mare dei rispettivi assetti, condividendo le informazioni necessarie ad ottenere una precisa e puntuale Maritime situational awareness (Msa).

La Marina militare ha partecipato all’esercitazione con il pattugliatore d’altura Comandante Cigala Fulgosi, un elicottero SH-212 imbarcato, un team ispettivo della Brigata Marina San Marco e un team di subacquei del Comando Subacquei e Incursori (Comsubin) appartenenti al nucleo Sminamento difesa antimezzi insidiosi (Sdai) di Taranto. La Marina tunisina era presente con il pattugliatore Jugurtha, un team ispettivo, un team di subacquei e un elicottero H60M proveniente dall’aeroporto militare di Tunisi e rischierato per l’occasione presso la Stazione aeromobili della Marina militare di Grottaglie. Le esercitazioni della serie Oasis si inseriscono in una dimensione più ampia di partnership che ha lo scopo di rafforzare la cooperazione internazionale, in un contesto di sicurezza condivisa e in risposta alle rinnovate sfide che interessano lo scacchiere strategico del Mediterraneo.