mercoledì 6 febbraio 2019

pc 6 febbraio - UNA PROPOSTA INGANNEVOLE - IL "MANIFESTO" DI CALENDA - Un commento

Venerdì diciotto gennaio viene presentato il "Manifesto per la costituzione di una lista unica delle forze politiche e civiche europeiste alle elezioni europee", la creatura di Carlo Calenda, l'ex ministro dello Sviluppo economico del governo guidato da Matteo Renzi.
I contenuti dello scritto, ispirato dal pensiero dell’Enrico Bottini nello sceneggiato televisivo del 1984 tratto dal libro “Cuore” di Edmondo De Amicis, sono esattamente quelli che ci si aspetterebbe, e si possono riassumere in poche righe.
Il politicante scrive: «L’obiettivo non è conservare l’Europa che c’è, ma rifondarla per riaffermare i valori dell’umanesimo democratico in un mondo profondamente diverso rispetto a quello che abbiamo vissuto negli ultimi trent’anni».
Per questo «le forze da mobilitare per la costruzione della nuova Europa sono quelle del

martedì 5 febbraio 2019

pc 5 febbraio - Arcelor Mittal/ILVA in AS Taranto - avanza la costruzione del comitato di lotta dei cassintegrati - domani info e futuro

pc 5 febbraio - Bollettino internazionale e internazionalista del Comitato di sostegno alla guerra popolare in India domani in uscita

pc 5 febbraio - L'assemblea nazionale del 2 febbraio di Bologna - resoconto - interventi - valutazione - domani

pc 5 febbraio - Lo sciopero in Francia di oggi un passaggio importante - domani info e commento

pc 5 febbraio - INTERVENTO DI UN COMPAGNO OPERAIO DI BERGAMO DI PROLETARI COMUNISTI ALL'ASSEMBLEA NAZIONALE SI.COBAS DEL 2 FEBBRAIO

pc 5 febbraio - SALVINI VUOLE CHIUDERE ANCHE I CARA DI BARI E FOGGIA - MA NON GLI SARA' FACILE...

Dopo il cara di Mineo, Salvini vuole chiudere il cara di Bari-Palese e il Cara di Borgo Mezzanone a Foggia.
Nel cara di Bari vi sono attualmente 400 migranti e 96 operatori, in quello di Foggia 200 - che però aumentano per i lavori nelle campagne in estate.
"Questi centri nel tempo sono stati trasformati in strutture di accoglienza destinati ad ospitare i richiedenti asilo in attesa della definizione della loro domanda di protezione internazionale.
L’indiscrezione, confermata da ambienti sindacali, sta creando parecchio scompiglio, perchè solleverebbe il dubbio sul futuro dei migranti.
Secondo i dati in nostro possesso, 120 ospiti, quelli che non hanno ancora ottenuto il permesso di soggiorno, sarebbero trasferiti nei Cas Centri di Accoglienza Straordinari del nord italia, mentre circa 350 migranti finirebbero per strada. La chiusura del Cara causerebbe un serio problema occupazionale: i 96 dipendenti dell’azienda che gestisce il centro di accoglienza resterebbero senza lavoro".

Questi provvedimenti sono razzisti/fascisti. Succederebbe quello che è successo a Castelnuovo Roma, con migranti deportati, o messi in mezzo alla strada.
E' chiaramente una risposta repressiva alle lotte che soprattutto a Foggia ci sono state per avere alloggi veri, vicino ai luoghi di lavoro e alla legittima resistenza ai vari tentativi di sgomberi con la massiccia presenza della polizia, ma non solo, visti alcuni incendi  a Borgo Mezzanone che erano alquanto dubbi.
E' voler cancellare due realtà di migranti che in tutti questi anni si sono organizzati, con l'aiuto di realtà solidali, e hanno fatto lotte, proteste dure, manifestazioni, per il diritto al permesso di soggiorno, a contratti di lavoro dignitosi, ecc.

Per questo, anche la minaccia di chiusura deve trovare la giusta risposta di lotta.

pc 5 febbraio - Salvini il fascista attacca l'ANPI sulle cosiddette 'foibe' - un commento

L’ignoranza, in generale, non è una colpa: lo diventa se chi soffre di questo problema è un politicante che pretende di spacciare teorie antistoriche per compiacere il proprio schifoso elettorato; il riferimento è, ça va sans dire, al ministro degli Affari interni pro tempore, ed in particolare ad una sua dichiarazione ripresa da pagina 370 del Televideo Rai di lunedì quattro febbraio.
Il governante in questione interviene sulla questione delle polemiche sollevate, da ambienti di estrema destra e dei presunti “profughi istriani”, circa un convegno – in programma a Parma domenica dieci febbraio – organizzato dall’Anpi, dal titolo “Foibe e fascismo”, che prevede la proiezione del video “La foiba di Basovizza: un falso storico”.
Salvini non perde occasione per dimostrare, anche in questo frangente, tutta la sua scarsa conoscenza del tema di cui pretende di disquisire: «E’ necessario rivedere i contributi alle associazioni come l’Anpi che negano le stragi fatte dai comunisti nel Dopoguerra».
Non sappiamo se il politicante milanese sia in grado di leggere e comprendere correttamente un testo: qualunque sia la risposta, ci permettiamo di consigliargli un libro che riporta dati incontrovertibili sull’argomento, provenendo essi da fonti ufficiali non tacciabili di simpatie titoiste.
Si tratta di «Operazione Foibe. Tra storia e mito», scritto dalla storica Claudia Cernigoi (edizioni Kappa Vu, 2005, pagine 308, Euro 18,00); nel caso avesse problemi di analfabetismo di ritorno, e non fosse soltanto puro odio ideologico, niente paura: può sempre farselo leggere da qualcuno dei suoi accoliti.
Bosio, 05 febbraio 2019
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com

pc 5 febbraio - Oggi sciopero in Francia - Gilet gialli e maoisti

Da metà gennaio i sindacati (compresa la CGT) hanno indetto uno sciopero per il 5 febbraio. Nel contesto del movimento di massa dei gilet gialli e dei ripetuti attacchi del governo a coloro che si ribellano e alle loro condizioni di vita e di lavoro, questo appello non sorprende. Tuttavia, la sua ampiezza è aumentata notevolmente quando ad esso si sono uniti apertamente gruppi di gilet gialli. A meno di una settimana dal 5 febbraio, molti gruppi, sia dei sindacati che del movimento, chiedono che si faccia lo sciopero. Inoltre, la natura dello sciopero del 5 febbraio è stata spinta in avanti dai gilet gialli, che fanno appello ad uno sciopero generale illimitato!
Questo appello è giusto e la volontà di prolungarlo lo è ancora di più. Dato che il movimento dei gilet gialli è in corso da novembre, è chiaro che in realtà ha assunto la forma di una lotta prolungata. In questo periodo, esso stesso è cambiato, incluso l'abbandono dopo le prime settimane degli elementi più apertamente borghesi del movimento. Non sentiamo più i centri dei padroni del trasporto! Non vediamo più i gestori di negozi le cui attività sono state bloccate da gruppi di gilet gialli! Nelle trasmissioni televisive, i rappresentanti della destra borghese e dell'estrema destra tacciono e non vogliono prendere la direzione del movimento per timore delle violenze, e si accontentano di opporsi in linea di principio a Macron!
Negli stessi metodi di questo movimento, la transizione allo sciopero è un punto di svolta. In effetti, per gli elementi borghesi che avevano piuttosto sostenuto la lotta contro le tasse, lo sciopero è impossibile, non possono essi stessi bloccare la produzione e accettare di essere loro stessi a spararsi sui piedi. D'altra parte, al contrario, per il proletariato e il suo cuore che ha il ruolo centrale nella

pc 5 febbraio - MODENA - Corteo per la libertà di lottare, contro la repressione 9 febbraio

per la libertà di lottare, contro la 

repressione

Italpizza, Alcar 1, GM, ceramica:
Modena, provincia tra le più industriali d’Italia, e tra quelle con la più alta percentuale di immigrati, vede un importante movimento di lotta organizzato con il SI Cobas, contro lo sfruttamento, per la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, per il rispetto dei contratti, per un salario decente, per la salute sul lavoro.
Questo movimento di lavoratori – soprattutto immigrati – che finalmente alzano la testa e scioperano, scuote il consolidato sistema di potere economico, politico e sociale di Modena e di mezza Italia, che negli ultimi decenni si è arricchito attingendo al filone d’oro della forza lavoro immigrata.
PD, Lega, 5Stelle, FI sono uniti in un blocco filo-padronale (privati e “cooperative”), sostenuto da Questura e settori della Magistratura.
A Modena come a Bologna, a Prato come a Milano reagiscono con i licenziamenti, le cariche della polizia a raffiche di lacrimogeni, con le denunce, le misure cautelari (con ricorso alle leggi fasciste insieme ai decreti Minniti e Salvini) a Bologna, Modena, Prato, con le condanne anche dove il PM chiede l’assoluzione perché “il fatto non sussiste” (le 6 condanne alla DHL di Settala, Milano), con il processo per “estorsione” maldestramente architettato contro il coordinatore nazionale del SI Cobas Aldo Milani, prossimo alla sentenza.
Processi tutti politici dove si vuole negare il diritto di sciopero, dove si vuole punire chi lotta contro lo sfruttamento e per il diritto all’abitare (migliaia di sgomberi, l’interdizione per 5 anni alla militante romena Maddalina, i domiciliari ai nove del Giambellino), non chi viola i diritti dei lavoratori, chi evade tasse e contributi.
Ma le lotte di Modena come quelle di Prato e di tutta Italia stanno squarciando la cappa di silenzio e di passività (per paura od opportunismo) della massa dei lavoratori italiani. Le operaie e gli operai di Italpizza hanno ottenuto la solidarietà di tanti giovani, di lavoratori organizzati con altre sigle sindacali (come USI e FIOM-CGIL). Sabato 2 febbraio l’Assemblea per un Fronte Anticapitalista a Bologna ha visto la partecipazione di un ampio numero di gruppi e associazioni, ha deciso nuove iniziative per l’8 marzo e il Primo Maggio.

SABATO 9/2 A MODENA manifestiamo
per la libertà di sciopero, contro la repressione padronale e statale
contro il Decreto Salvini che colpisce chi lotta e aumenta il ricatto sugli immigrati,
contro i processi politici antioperai
per l’unità e pari diritti tra lavoratori italiani e immigrati, contro il razzismo!

Si cobas 

pc 5 febbraio - Il vento cambia per i M5s: a Pomigliano studenti e lavoratori contestano Luigi Di Maio. 10-100-1000 contestazioni contro il governo ingannapopolo

Studenti del liceo Imbriani insieme a disoccupati e lavoratori hanno contestato il vicepremier in visita alla sua città natale
 Alla fine aveva ritrattato il preside del liceo Vittorio Imbriani, che aveva minacciato ai suoi studenti note e brutti voti in condotta se avessero osato contestare Luigi Di Maio, in visita al suo vecchio liceo. E gli studenti, insieme a operai e disoccupati, hanno messo su una protesta davanti l'ingresso del liceo, bloccando per pochi minuti la circolazione delle auto. Ci sono stati dei momenti di tensione con le forze dell'ordine. Tra i manifestanti ci sono i lavoratori Si Cobas, gli attivisti del comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat, i lavoratori Apu del Comune di Napoli, l’Unione degli studenti e un alcuni lavoratori che mostrano uno striscione con la scritta “Per i licenziati di Brusciano solo chiacchiere”.

pc 5 febbraio - Mangiagalli, cartello antiabortista coperto con lenzuolo

L'associazione "Ora et labora" annuncia esposto contro la ginecologa Alessandra Kustermann. Lei ribatte: "Non è illegale coprire un manifesto offensivo". Una giusta risposta alla inaccettabile provocazione degli ignobili oscurantisti...

..ad essere querali-indagati devono essere questi clerico/fascisti
 Milano, 4 febbraio 2019 - L'associazione "Ora et labora" presenterà oggi una denuncia in Questura contro la ginecologa Alessandra Kustermann in relazione alla copertura col lenzuolo del cartellone anti-abortista davanti alla clinica Mangiagalli di Milano. "La dottoressa Kustermann ha leso il diritto alla libera espressione e al libero pensiero - spiega Giorgio Celsi, presidente di "Pro Vita" - abbiamo pagato un'agenzia per affiggere il cartello, che poi ha mostrato il progetto al Comune. Abbiamo versato 1800 euro per quattro mesi". Secondo Celsi, il cartellone, iniziativa anche dell'associazione Pro Vita, è fuori dalla clinica "da almeno quattro mesi". Sul manifesto si legge un messaggio anti- abortista ("Non fermare il suo cuore. Avrà il tuo sguardo, il tuo sorriso e sarà coraggioso perché tu lo sei") e sullo sfondo ci sono l'immagine di una donna con un neonato e  un'ecografia che mostra un feto appoggiata sulla pancia. 
 Sembra che sia stata la ginecologa a organizzare un gruppo di persone che si sono occupate di coprire il cartellone col lenzuolo. "Ritengo che coprire quel manifesto sia stata un'operazione giusta". ha replicato la Kustermann. "Hanno annunciato un esposto. Che denuncino pure" - prosegue la ginecologa paladina dei diritti delle donne, responsabile Pronto soccorso e accettazione ostetrico e ginecologica, Svsed (Soccorso violenza sessuale e domestica) e consultori familiari del Policlinico. "Il manifesto - osserva - è stato solo coperto, non stracciato. Non è illegale coprire un manifesto offensivo contro le donne e che suscita dolore in chi affronta con fatica un'interruzione volontaria di gravidanza. Secondo i dettami della legge 194 nessuna donna deve essere costretta a sentirsi colpevolizzata e stigmatizzata per una scelta dolorosa e necessaria alla sua salute fisica e psichica".

pc 5 febbraio - Atlantia-Benetton, + 13% da inizio anno. Il crollo del ponte Morandi è già alle spalle.

Di Maio aveva minacciato tuoni e fulmini, è finito tutto con una piccola riduzione della rendita sui pedaggi. Dopo gli ignobili selfie di Salvini ai funerali, dopo le promesse di nazionalizzazione di Toninelli e le dichiarazioni "forti" di Di Maio, il governo ingannapopolo l'unica cosa che garantisce per il crollo del ponte Morandi non è giustizia per le vittime e la popolazione ma i profitti per le imprese assassine.

Dai giornali finanziari veniamo a sapere che in questi giorni i Rating Hold sui titoli azionari di Atlantia hanno raggiunto il valore di ben 16 punti mentre per i Sell tali valori sono fermi a uno solo. I Rating Hold sono indicatori di ottimismo, esprimono la misura dell’affidabilità del titolo: rappresentano non solo la tendenza a mantenere costante il proprio valore ma anche la fiducia verso un suo eventuale incremento. Sedici punti di valore Hold su un titolo sono tanti e quando si raggiungono gli analisti consigliano di non venderlo o addirittura invitano ad acquistare altre quote. I Sell invece sono indicatori di pessimismo: esprimono sfiducia verso un titolo azionario. Alti valori di

pc 5 febbraio - Lo show del “reddito” deve continuare… il duetto ingannapopolo Di Maio/Conte ha presentato la “nuova” carta, ma in Sicilia, per esempio, Regione più povera d’Europa, non risolverebbe proprio niente e i Centri per l’impiego non sono nemmeno pronti…

“I Centri per l’impiego siciliani non sono pronti a gestire il reddito di cittadinanza. Di più, non sono pronti a far fronte neppure alle ordinarie esigenze dettate dal normale carico di lavoro concordato col ministero ben prima che il governo nazionale desse vita a nuovo sussidio per i disoccupati. Lo ha messo per iscritto la Regione in una delibera che la giunta ha approvato un paio di giorni fa.” (GdS 3.2.19)
Non solo, ma secondo le ultime statistiche “La Sicilia registra il tasso di rischio di povertà ed esclusione sociale più elevato di tutte le regioni europee: è il 55,6% della popolazione. Campania e Calabria seguono con il 49,9 e il 46,6%. Per quanto riguarda le persone giù sotto il livello di povertà, sono cresciute dal 22,8 al 29%. Ma l’analisi statistica in possesso della giunta indica che nella rilevazione potrebbe esserci un margine di errore del 3% e dunque il tasso di povertà reale potrebbe perfino toccare il 32%.”

In questo senso il Reddito di Cittadinanza del governo ingannapopolo è solo una sostituzione in peggio, ma di molto, del reddito di inclusione (con la disoccupazione che supera il milione e mezzo di persone, soprattutto giovani), insomma una mega illusione per le masse popolari che si accorgeranno presto dell’inganno.

pc 5 febbraio - NOTAV - la violenza poliziesca guidata da Salvini per imporre l'opera - mentre comitato di affari e PD dicono a Salvini "vai avanti..."

Chiomonte, i No Tav: «Un poliziotto sferra un calcio a freddo a un manifestante»

Il centro sociale Askatasuna posta il video: «Carica immotivata». «Basta guardare questo video per farsi un’idea. Un calcio e una carica a freddo senza nessun motivo». È il post pubblicato dal centro sociale torinese Askatasuna corredato da una clip ripresa da SkyTg24.
Si nota un poliziotto che con i colleghi schierati sotto la nevicata inizia la carica a Chiomonte sferrando un calcio nelle parti basse ad un esponente No Tav. Tensioni e scontri si sono verificati ieri, venerdì, al cantiere Torino-Lione in occasione della visita del ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Tav, il messaggio di Foietta a Salvini: "Mi raccomando, io vado avanti. Ho la scadenza il 15 febbraio"

CHIOMONTE – Venerdì 1° febbraio, poco prima di lasciare il cantiere della Maddalena, al momento dei saluti il ministro Salvini ha avuto uno scambio di battute con Paolo Foietta, il commissario governativo della Torino – Lione. Foietta si è avvicinato per stringerli la mano e ha detto al leader della Lega: “Mi raccomando, io vado avanti”. Salvini sembra acconsentire e dire “Vada avanti”. Foietta allora lo prende per un braccio e gli ribadisce sorridendo: “Io ho la scadenza per il 15 (febbraio ndR)”. Salvini fa sì con la testa e risponde “E vabbè tanto…”.

In effetti il mandato di Foietta – iniziato nel 2016 dopo essere subentrato a Mario Virano,  era già scaduto il 31 dicembre 2018, ma è stato prorogato in automatico fino al 15 febbraio grazie alle legge 444/1994 – che prevede il prolungamento dell’incarico per gli alti funzionari pubblici, nel caso in cui il governo non individui un sostituto.
Adesso anche la proroga prevista per legge sta terminando: quindi entro due settimane il governo dovrà decidere se rinnovare la fiducia a Foietta, da sempre vicino al Pd, o sostituirlo con un altro funzionario più legato ai partiti dell’attuale maggioranza (un leghista o un grillino). Tutto dovrebbe avvenire proprio nei giorni in cui il ministro Toninelli diffonderà finalmente la tanto attesa analisi dei costi-benefici.

pc 5 febbraio - La Formazione Operaia a Palermo

La formazione operaia a Palermo – Su Le lotte di classe in Francia di Marx

La questione del ritmo da riprendere nell’attività di formazione non è né scontata né facile anche per compagni con più anni di militanza, ma occorre sforzarsi e in qualche misura anche costringersi, ponendo alla base che senza teoria rivoluzionaria non vi può essere azione rivoluzionaria.
Abbiamo letto in due appuntamenti i testi pubblicati sul blog pc ogni giovedì fino a dicembre 2018 sul libro di Marx “Lotte di classe in Francia”. Questi testi si rivelano utili per orientare la lettura diretta del testo che si deve comunque conoscere, per orientarne la comprensione in un’ottica non meramente scolastica ma di guida per l’azione della politica rivoluzionaria.

La questione del metodo che usa Marx in questo testo, cosi come nel 18 Brumaio di Luigi Bonaparte è importante, è da acquisire: dietro ogni fatto politico ci sono le classi che lottano, c’è la lotta di classe. L’analisi delle classi e della dinamica di esse nella lotta politica è fondamentale per orientarsi nella pratica politica rivoluzionaria da fare oggi.

La questione della necessità della scienza di parte, di parte nel senso della classe del proletariato, analizzare i fatti politici come fa Marx in modo brillante, spiegando in modo esatto e puntuale, in tempo reale, come una cronaca da ultimo minuto, è scienza, è sapere leggere i fatti con le lenti del materialismo/dialettico cogliendone l’essenza…alla base dei fatti politici, delle contraddizioni tra le classi, vi sono i reali interessi di classe economici.

Mentre si legge si prendono appunti su passaggi che vanno sviluppati.

Marx combatte la concezione dell’inevitabilità dei fatti che accadono (perché oggi un personaggio

pc 5 febbraio - Macerata antirazzista si fa sentire

  • Il sostegno a Traini è preoccupante»

    I FATTI DI MACERATA – Sit in sotto la pioggia degli studenti alla Terrazza dei Popoli. 
    3 Febbraio 2019 
  • L’ex sindacalista Francesco Migliorelli: «L’omicidio non deve diventare la foglia di fico per giustificare Traini»
  • (ANSA) - MACERATA, 3 FEB - "Non siamo razzisti - Macerata - Manifestiamolo". A un anno di distanza dal raid a colpi di pistola contro migranti compiuto a Macerata da Luca Traini dopo l'omicidio di Pamela Mastropietro, gli studenti di Officina universitaria hanno organizzato una manifestazione antirazzista alla Terrazza dei Popoli dei giardini Diaz a Macerata. "Il gesto di Traini - ha detto Lorenzo Di Tommaso che ha aperto gli interventi - è stato un atto razzista. Malgrado ciò molti hanno parlato in suo favore anche su Facebook. Perché tanta gente è dalla sua parte? Noi lo condanniamo ma dobbiamo essere cittadini attivi per evitare il riemergere del razzismo". 

lunedì 4 febbraio 2019

pc 4 febbraio - TUTTI I BANCHETTI DELLA LEGA FINISCONO MALE PER LORO - GENOVA

Banchetti Lega, contestazione a Molassana finisce con sputi e bandiere buttate nel torrente


Genova. Alcuni sacchi di iuta con disegnato il simbolo dell’euro, portati al banchetto di raccolta firme in sostegno del ministro dell’Interno Matteo Salvini, per contestare la Lega, “ricordando” la questione dei 49 milioni che il partito deve allo Stato a seguito delle inchieste giudiziarie in corso.
Questa la contestazione organizzata questa mattina al banchetto della Lega di Largo Boccardo, a Molassana, nell’ambito delle due giornate di raccolta chiamate #salvininonmollare.
Il battibecco tra i militanti del Carroccio che presidiavano il Gazebo e due contestatori però è degenerato, e in pochi minuti si è passati alle parole pesanti, insulti sputi. Una bandiera della Lega è stata presa dai contestatori e gettato nel Geirato.

pc 4 febbraio - SCONTRO SALVINI-DI MAIO: PROPAGANDA ELETTORALE, DIFESA DI "POTERE" E PERSONALE... E I PROBLEMI DEI PROLETARI E MASSE POPOLARI? ...NON SONO NELL'AGENDA...

Sembra di stare ad assistere ad un teatro tragicomico se i suoi effetti non fossero dannosi per le masse.
Di Maio ora fa il duro sulla Tav, come controaltare al NO che si appresta il M5S a votare in parlamento sull'autorizzazione a procedere contro Salvini.
Salvini, che in un primo momento aveva dichiarato di voler farsi processare, ha poi fatto una retromarcia di 360°, ricattando e minacciando il M5S e tutto il governo, accompagnandola con la mobilitazione dei suoi scagnozzi in ogni città per raccogliere le firme per lui; quindi, per rimontare, deviare l'attenzione ha fatto la sua marcetta con polizia al seguito e divisa d'ordinanza nel cantiere della Tav.
C'è l'imminenza delle prossime elezioni regionali in Abruzzo e poi in Sardegna...

Gli operai, i lavoratori, i tanti precari il cui lavoro è sempre a rischio e le condizioni di lavoro peggiorano; i giovani disoccupati, le masse povere bollate come "gente da divano" e che al massimo potranno avere un reddito vessatorio, i lavoratori la cui andata in pensione è diventato un complicato rebus e i pensionati invece si vedono decurtata la pensione perchè è da loro che il governo prenderà una parte dei fondi per "Quota 100", le lavoratrici a contratti precari che col "decreto dignità" si trovano invece che assunte a tempo indeterminato licenziate; i migranti ridotti dal "decreto sicurezza" a pane ed acqua" per cui devono pure ringraziare visto che potenzialmente sono considerati tutti "scafisti", "delinquenti", "terroristi", le masse popolari che aspettano che vengano affrontati i gravi problemi della sanità, della scuola, dei disastri territoriali, dell'ambiente sempre più a rischio, inquinato, ecc. ecc.

DEVONO SENTIRE OGNI GIORNO CHE QUESTI PERSONAGGI PENSANO SOLO A SE', AI PROPRI INTERESSI DI BOTTEGA/DI POLTRONE ELETTORALI.

Tanti avevano votato nell'illusione di un "cambiamento" e si ritrovano dei Salvini/Di Maio come e peggio dei personaggi politici di prima.
E' tempo, allora, che tutti i lavoratori, le masse popolari si liberino delle illusioni, si rendano conto della realtà e si attrezzino ad una vera lotta.

pc 4 febbraio - BERGAMO - UN ENNESIMO FEMMINICIDIO ANNUNCIATO

Questo sistema borghese non può mai difendere le donne, ma, ora più di prima, è il terreno ideale in cui crescono, vengono alimentate ideologie, comportamenti maschilisti, fascisti, di "proprietà privata" verso le donne. 
Che differenza c'è tra un maschio che uccide la moglie perchè ha una concezione marcia delle donne che non possono decidere della propria vita e un senatore Pillon che dice a Roma che se loro "mettono al centro la famiglia per le donne è finita"? 
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L'avvocato del Centro Aiuto Donna di Bergamo: "Marisa era in pericolo. Denunciò l’ex marito il 28 gennaio. La situazione di rischio in cui si trovava Marisa era sotto gli occhi di tutti": l’ex marito teneva sempre in tasca un taser (il dispositivo che dà scariche elettriche) e un lungo coltello svizzero. Glieli aveva mostrati, dicendole “Mi basta un attimo per usarli contro di te”, e sotto la minaccia di quelle armi l’aveva costretta a un rapporto sessuale».
«Marisa quando è venuta al Centro (in via San Lazzaro a Bergamo ndr) aveva già affrontato una lunga serie di maltrattamenti. Da subito, dopo il matrimonio in Tunisia, il marito aveva rivelato la sua indole violenta».
«Marisa è venuta al Centro Aiuto Donna circa dieci giorni fa, sostenuta da mamma e sorella; quando ci ha raccontato cosa le stava accadendo non abbiamo perso un minuto: i segnali del pericolo serissimo che stava correndo c’erano tutti. Ho steso la denuncia contro il marito il 25 gennaio, lei l’ha firmata il 28. Abbiamo agito con la massima rapidità, per mettere al sicuro Marisa. Non è bastato».