mercoledì 26 dicembre 2018

pc 26 dicembre - 125° anniversario della nascita di Mao - una celebrazione in Galizia


GALIZA: Convocan acto conmemorativo do 125 aniversario do nacemento do Presidente Mao na Coruña.

Acto conmemorativo 
do 125 natalicio do
Pdte. Mao Tse-tung
26decembro2018
As 20:30 h no C.S. A Comuna
Rúa Dr. Ferrant, 8 baixo. A Coruña

Organiza: Grupo de Estudos Marxistas A Comuna 
26 dicembre 1893
26 dicembre 2018

pc 26 dicembre - Nord Tunisia, nuovi scontri tra dimostranti e polizia

Si allarga la rivolta innescata da autoimmolazione Abderrazek Rezgui, 32 anni: il giornalista si è dato fuoco per protestare contro la disoccupazione e la grave situazione economica di questa regione interna della Tunisia, che fu tra le prime a sollevarsi contro la dittatura di Zine El Abidine Ben Ali nella rivoluzione del 2010-2011 ma che resta fra le più povere del Paese


aveva postato un video su Facebook prima di darsi fuoco.
Nuovi scontri sono scoppiati oggi in Tunisia tra polizia e manifestanti a Kasserine, 
Secondo quanto riferisce un corrispondente di AFP sul posto, le forze dell'ordine tunisine hanno usato gas lacrimogeni per disperdere decine di dimostranti e scontri sono scoppiati soprattutto davanti alla sede del governatorato di Kasserine, dove era stato dispiegato un imponente dispositivo di sicurezza. 
"Per i figli di Kasserine che non hanno mezzi di sussistenza, oggi, comincerò una rivoluzione, mi immolerò dandomi fuoco", spiegava il reporter in un video pubblicato su Facebook 

 Il dramma ha suscitato la collera degli abitanti di Kasserine: nella notte fra lunedì e martedì decine di loro hanno bruciato pneumatici e bloccato la via principale del centro e la polizia ha risposto con lanci di lacrimogeni. Il portavoce del ministero dell'Interno, Sofiane al-Zaq, ha riferito che lunedì sera sei agenti sono rimasti lievemente feriti e nove persone sono state arrestate. - 
 Abderrazek Rezgui, 32 anni, giornalista tunisino di una televisione privata della regione ha postato su Facebook il video con l'annuncio: "Farò la rivoluzione" E per spiegare le motivazioni del suo

pc 26 dicembre - GERMANIA: "Più immigrati nell’interesse nazionale...". L'uso da parte dell'imperialismo dell'immigrazione e le sue contraddizioni

Pubblichiamo un articolo uscito qualche giorno fa sul Sole 24 ore e un articolo del blog pc, che per differenza rimette al centro la necessità dell'analisi di Marx sulla questione dell'immigrazione e la contraddizione irrisolvibile del capitale e il suo necessario superamento.

La Germania ha urgente bisogno di integrare cittadini extra Ue - rifugiati ma anche migranti economici - per sopperire all’annosa carenza di personale determinata dal calo demografico in un’economia in crescita costante. 
https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-12-20/manca-milione-lavoratori-la-germania-allarga-maglie-visti--120041.shtml?uuid=AEgLWz2G

L’uso da parte dell’imperialismo dell’immigrazione, e le sue contraddizioni (da proletari comunisti)
Riportiamo un breve stralcio di uno scritto di Luca Mandara “Stiamo tutti sullo stesso barcone” (contenuto nel libro “Crisi, governance, imperialismo), che spiega (utilizzando anche un testo del Prof. G.A. Di Marco: Migranti ed emancipazione umana nel mercato mondiale – ricordiamo che Di Marco spesso collabora sia con scritti che con “lezioni” dirette ai lavoratori, lavoratrici alla nostra Formazione operaia) come la presenza dei migranti nelle cittadelle dell’imperialismo è una inevitabile conseguenza delle stesse leggi del capitale e una necessità per mantenere il saggio medio di profitto; ma come nello stesso tempo anche la questione migranti non fa che mettere in luce la contraddizione irrisolvibile del capitale e il suo necessario superamento.

Questa faccia dell’immigrazione, spesso celata dagli Stati, dai governi, dai mass media borghesi, e che crea a volte anche contrasti tra l’interesse politico dei governi e quello economico dei capitalisti, è importante anche per comprendere come non ha alcuna base reale la “guerra tra poveri” creata dal sistema.
*****
“… le bombe (delle guerre – ndr) hanno uno strano potere contrattuale nell’aprire nuovi mercati e nuovi orizzonti di espansione ai capitali

pc 26 dicembre - Storie di ordinario razzismo di Stato 2 Bologna

Come in Alabama: storia invisibile di un italiano nero: donne che non stanno zitte contro gli abusi in divisa. 
Una denuncia di Sara Rouibi (*)
Poco prima delle 21 di qualche giorno fa sono all’entrata della stazione di Bologna: aspetto il treno che mi porta a casa. Vedo un ragazzo di colore che viene spinto da un poliziotto, lo sta allontanando dall’entrata principale con forza insieme ad altri due colleghi. Mi avvicino preoccupata, voglio capire cosa stia succedendo. Penso che in queste situazioni la prima e più importante cosa da fare sia non far sentire solo chi riconosciamo in difficoltà, così cerco un contatto avvisandolo che ha lo zaino aperto. Lui visibilmente scosso, ripete di “essere cittadino italiano” e sembra offeso per quanto sta subendo. Chiedo spiegazioni alle forze dell’ordine, che oltre ad essere sbrigative non tollerano le mie domande ed il mio intervento tanto che mi dicono di starne fuori. Ribadisco che come cittadina ho il diritto e il dovere di chiedere spiegazioni rispetto alla reazione delle forze dell’ordine che sono in un luogo pubblico e che stanno svolgendo

pc 26 dicembre - Storie di ordinario razzismo di stato 1 Ladispoli

Contesta Salvini sui social, bibliotecaria di Ladispoli licenziata dal sindaco. Alessia deve essere reintegrata. Massima solidaietà

Assume a tratti l’aspetto del provvedimento punitivo la decisione presa dal sindaco di Ladispoli Alessandro Grando di revocare il contratto di lavoro ad una bibliotecaria di Ladispoli subito a ridosso del Natale. La decisione sarebbe arrivata dopo che il sindaco ha convocato Alessia Moricci per farle presente l’accaduto e per annunciarle il durissimo provvedimento. Alessia Moricci era conosciuta da tutti per il suo lavoro in biblioteca, che veniva svolto con un incarico art. 90. Un tipo di rapporto di lavoro che viene affidato in via fiduciaria dal sindaco e che teoricamente non dovrebbe nemmeno comportare mansioni assimilabili a quelle di dipendente classico. Per questo si specifica nelle nomine che le mansioni sono in genere di raccordo tra gli uffici al fine dell’attuazione del programma di governo

pc 26 dicembre - Milano: le merde fasciste distruggono la targa dedicata alla Volante Rossa.

Rispondere colpo su colpo con l'Antifascismo Militante
La zona di Città Studi ogni anno è scenario di sfregio alla Costituzione e di una manifestazione di apologia del fascismo. Essendo sconfitti e isolati nel Piazzale della chiesa, di notte come gli scarafaggi escono e sconfinano all'Ortica imbrattano distruggendo il ricordo della liberazione dal nazifascismo. È necessario un lavoro di pulizia in zona.

pc 26 dicembre - Memoria Antifascista: Stasera corteo a Campegine per ricordare l'eccidio del 28 dicembre dei Fratelli Cervi

pc 26 dicembre - ALLE PRIGIONIERE E PRIGIONIERI POLITICI RIVOLUZIONARI, AI DETENUTI DELLE LOTTE, AI CARCERATI PROLETARI...

ANCHE NELLE NERE PRIGIONI ARRIVI IL NOSTRO BUON ANNO DI LOTTA! 
Ve lo mandiamo con alcune frasi di poesie scritte in carcere dal prigioniero politico in India Varavara Rao

Scritta il 12 ottobre 1973

Questa è prigione per la voce e i piedi
Ma la mano non ha smesso di scrivere
Il cuore non ha smesso di pulsare
I sogni arrivano ancora all’orizzonte di luce
Muovendo da questa oscurità solitaria…

E ancora

Certo, in questa prigione alla luna non è permesso
Di condividere la sua luce,
Ma chi può impedirmi
Dal marciare verso l’alba del sole d’Oriente.

Il 20/27 gennaio c'è la settimana internazionale di mobilitazione in solidarietà con i prigionieri politici indiani e a sostegno della guerra popolare - Facciamo appello a realizzare anche nelle nostre carceri iniziative
info csgpindia@gmail.com

pc 26 dicembre - A due passi da casa nostra rivolta degli studenti albanesi

Rivolta nelle università albanesi: intervista ad un attivista del movimento 

Iniziamo da capire come é nato questo movimento, quali sono le vertenze promosse dagli studenti.
Il movimento universitario di questi ultimi giorni ha i suoi prodromi nel boicottaggio delle lezioni da parte degli studenti di architettura. La ragione principale del boicottaggio stava nel fatto che la segreteria della facoltá di architettura ha richiesto il pagamento delle tariffe universitarie a dicembre, quando le tariffe venivano pagate sempre a gennaio. È stato precisamente questo ad aver scatenato la rabbia degli studenti. Gli studenti non erano pronti a pagare una tariffa del genere e si trovavano in grosse difficoltá economiche.
Il secondo motivo è legato invece ad una delibera del consiglio dei ministri datata al 21 maggio 2018, che richiede nel comma 4 il pagamento di un valore aggiunto per accedere ai crediti di ogni esame non superato. Il valore di questo bollo è di 640 lekë (ca. 5 euro) per ogni credito ottenuto da esami da rieffettuare. Tutta quest'ondata di protesta e' nata spontaneamente, ma poco dopo sono cominciati ad entrare in gioco diversi raggruppamenti, con l'intenzione di intercettare la protesta a seconda dei loro interessi, in particolare il consiglio studentesco e i militanti dei partiti di opposizione. Ma il più attivo e organizzato movimento, da lunghi anni, é "Për Universitetin" composto da studenti e alcuni docenti.
Quanto detto sopra é perlopiù il pretesto con cui è nato questo movimento. Le ragioni reali, emerse dalle rivendicazioni degli studenti, che da anni vengono organizzati dal movimento "Për Universitetin" sono state la Riforma Universitaria del 2015, le alte tariffe, la corruzione in'universitá,

pc 26 dicembre - La repressione contro il movimento dei Gilets jaunes

Il “partito dell’ordine” e la guerra mediatica


.....I media stanno battendo particolarmente sul carattere violento del movimento, in un bombardamento mediatico dove le voci fuori dal coro vengono ben presto estromesse – come è successo a Patrick Le Hyaric, direttore de l’ “Humanité”, a LCI (un canale tv all news) mentre tentava di inquadrare le ragioni della protesta.

.....In particolare, è stata data grande rilevanza ad un episodio della manifestazione sauvage parigina di sabato, durante la fase finale, con la folla dei manifestanti che stava sfilando sui Campi Elisi, dopo aver di fatto eluso sin dalla prima mattina il dispositivo di sicurezza delle forze dell’ordine, ingannate da un “falso annuncio” di Eric Drouet – una delle figure di spicco della protesta arrestate sabato – per un concentramento a Versailles.

Una sequenza televisiva “tagliata” mostra 4 centauri della polizia in panne impegnati a difendersi dalla folla, mentre le moto erano a terra; un agente ad un certo punto sfodera la sua pistola e la punta contro i manifestanti. Di lì a poco riescono a risalire sui loro mezzi ed allontanarsi, mentre la folla si scaglia loro contro. cercando di colpirli con ciò che aveva a disposizione.
La sequenza integrale che circola sui canali di contro-informazione e sui social mostra l’antefatto, cioè l’arrivo degli agenti in moto al lato del corteo e il lancio di alcuni dispositivi “disperdenti” su una folla che sta sfilando tranquillamente a fine manifestazione; senza quindi che ci fosse alcuna necessità per l’ordine pubblico, se non quella di stampo punitivo contro i manifestanti.


Al coro di difesa delle forze dell’ordine, si associano naturalmente la LR e il Rassemblement National (ex-FN) di Marine Le Pen, oramai cooptati dentro il “partito dell’ordine” insieme alla dirigenza del sindacato CFDT.
Justice Nulle Parte, Police par tout!
Occorre rammentare – per capire come tale comportamento delle forze dell’ordine sia usuale e abbia provocato un morto e numerosi feriti gravi, tra cui molti minorenni che hanno partecipato alle proteste studentesche – l’elenco delle persone uccise o ferite gravemente dal 17 novembre a causa dell’azione delle forze dell’ordine:
ZINEB REDOUANE, 80 anni, è stata uccisa da una granata lacrimogena ricevuta al volto a Marsiglia il 1 dicembre
LBD 40

JEROME H. ha perduto l’occhio sinistro a causa di un tiro di LBD 40 a Parigi il 24 novembre 2018
PATRICK, ha perduto l’occhio sinistro per lo stesso motivo, lo stesso giorno, sempre

pc 26 dicembre - India - il processo a Varavara Rao

Il comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in India indice una settimana di inform/azione dal 20 al 27 gennaio - info csgpindia@gmail.com

...C’è stata l’udienza del processo Bhima Koregaon, presso il Giudice Speciale del Tribunale di Pune. Sahaja, Anala, Pavana, le tre figlie di Varavara Rao, e io siamo andati ad incontrarlo.
Eravamo in attesa in tribunale fin da mezzogiorno. Verso le 14.30 veniamo a sapere che Varavara Rao e gli altri erano stati portati nei locali del tribunale. Abbiamo saputo che sarebbero stati tenuti in una stanza chiusa fino all’apertura dell’udienza. Speravamo di vederli prima. Di solito, a Hyderabad come altrove, i detenuti sotto processo sono portati nei locali del tribunale in furgoni della polizia che stazionano in uno spazio accessibile. Anche se i furgoni hanno finestre schermate da grate, si può stare a una certa distanza per scambiare qualche parola, gesticolare o per lo meno vedere i propri cari. Centinaia di volte, dal 1973 in poi, abbiamo avuto esperienze simili con Varavara Rao.
Nei locali del Tribunale di Pune, invece, c’è un piccolo recinto all'interno della stazione di polizia. I furgoni provenienti dalla prigione sono tenuti in quel recinto, le cui porte sono strettamente sorvegliate. Ragini Ahuja, avvocata di Sudha Bharadwaj, ha cercato di avvicinarsi al furgone e anche noi abbiamo cercato di seguirla. Ma siamo stati tutti allontanati, compresa l'avvocata. La spessa grata

pc 26 dicembre - Brasile - verso l'insediamento del fascio/golpista Bolsonaro alla presidenza - un contributo

Il nuovo governo Bolsonaro: composizione e prospettive socio-politiche

Il nuovo governo eletto in Brasile tira giù la maschera democratica e colloca quella fascista.


Il nuovo governo Bolsonaro: composizione e prospettive socio-politiche Credits: https://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/il-voto-dei-generali-la-campagna-del-clube-militar/
Il prossimo presidente eletto brasiliano, Jair Messias Bolsonaro, ha già scelto i 22 nomi dei ministeri che comporranno il suo governo, che si insedierà ufficialmente il 1 gennaio 2019. Quest'articolo vuole tracciare un quadro dei suoi principali esponenti.
Innanzitutto va sottolineato come Bolsonaro abbia passato tutta la campagna elettorale ad affermare che avrebbe ridotto il numero dei ministeri dagli attuali 29 a un massimo di 15, che sono poi diventati alla fine 22; e che non avrebbe scambiato appoggio politico in cambio di incarichi ai partiti che lo sostenevano. In realtà vedremo che non è proprio così, e che anzi molti degli incaricati hanno poco a che fare con la materia di cui dovranno occuparsi, o sono coinvolti in scandali legati al proprio settore di origine.
Il super ministro dell'Economia (ministero che ingloberà anche gli estinti ministeri dell'industria, del commercio e della pianificazione e che controllerà anche la segreteria che attualmente si occupa di privatizzazioni e concessioni) sarà Paulo Guedes, economista di scuola neoclassica formato presso l'università di Chicago, che ha già lavorato in Cile durante la dittatura di Pinochet e al centro di uno scandalo finanziario per aver speculato su un fondo di pensione brasiliano. Il suo programma economico è chiaro: privatizzare tutto il privatizzabile. La sua idea era quella di ridurre l'indebitamento pubblico attraverso un programma vasto e rapido di privatizzazione di tutte le

pc 26 dicembre - Francia - Giubbotti gialli: il governo accelera la macchina della repressione

La Cause du peuple
Durante la mobilitazione dello scorso fine settimana, il governo ha fortemente scoraggiato le persone a partecipare vietando le manifestazioni e bloccando il trasporto e l'accesso alle principali città. Come lo scorso fine settimana, esso ha approfittato dei rinforzi della polizia per eventi culturali e sportivi annullati graziosamente dalle autorità. In particolare, è stato il caso delle partite di calcio della Premier Ligue, che hanno permesso a intere camionette di CRS di sparare gas lacrimogeni e pallottole di gomma sui manifestanti invece di far guardare una partita di venerdì e sabato.
Anche i giornalisti e i media hanno giocato il loro ruolo in questa grande macchina che stava lavorando per garantire che le mobilitazioni dello scorso fine settimana fossero viste come un fallimento prima ancora che si svolgessero. Gli editorialisti non hanno esitato a cadere nell'insulto, attaccando moralmente i gilet gialli e i sindacati dal punto di vista della "dignità nazionale" e del "rispetto" dopo il massacro di Strasburgo.
Eppure, nonostante l'enorme schieramento di polizia e i tentativi di far vergognare il movimento, questo fine settimana decine di migliaia di persone, sindacalisti, gilet gialli e studenti delle scuole superiori hanno protestato e hanno continuato a urlare la loro rabbia.
E all’inizio di questa settimana, cosa fa il governo, annunciandolo trionfalmente? Evacua manu militari, con operazioni e veicoli coordinati di polizia, le rotonde bloccate e i luoghi dell’occupazione. Fa sparare la polizia i proiettili di gomma e inonda di lacrimogeni per far sgomberare la gente. Fa arrestare a  man bassa, giudica e mette in prigione senza farsi tante domande. Si tratta di una strana attitudine per uno stato che si suppone "conquistatore", quella di dispiegare mezzi più ampi dopo la sua presunta vittoria contro coloro che afferma di aver vinto.
L'accelerazione di questa macchina della repressione nei movimenti di massa ha lo scopo di spaventare le molte persone che sono d'accordo con le richieste sociali che vengono fatte proprio ora per strada, nei quartieri e nelle fabbriche. Questo dimostra che lo stato ha preso sul serio la minaccia.
La Cause du peuple
18.12.18

pc 26 dicembre - La nuova catena di morti sul lavoro - di cui tanti operai immigrati - domanda la ricostruzione della rete nazionale per la sicurezza e salute sui posti di lavoro e sul territorio

Nel decennio passato l'Ilva e la Thissenkrupp sono stati simbolo di questa battaglia, ripartire dalle lezioni positive di quel periodo.
Siamo grati alla Bottega del barbieri di averlo ricordato in questi giorni
Banda POPolare dell’Emilia Rossa
[La Banda POPolare dell’Emilia Rossa è un gruppo musicale composto da operai e militanti metalmeccanici delle principali fabbriche di Modena quali Ferrari, Maserati, Crown e Terim e da musicisti precari].
É stato un dovere per noi scrivere questa canzone, perché la strage avvenuta alla ThyssenKrupp di Torino non è solo un simbolo. É un massacro che si rinnova quotidianamente; un silenzioso genocidio di proletari che si consuma nei luoghi di lavoro ogni giorno. A questi omicidi di nostri fratelli ci siamo sentiti in dovere di dare voce e note.
Perché quanto accaduto a Giuseppe, Rosario, Bruno, Antonio, Rocco, Angelo e Roberto in quella maledetta notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007 potrebbe accadere a ciascuno di noi che, lo vogliamo ribadire, prima di essere musicisti siamo operai.
Perché ancora una volta i capitalisti restano impuniti. I dirigenti tedeschi della ThyssenKrupp giudicati colpevoli, nonostante le condanne inflitte (seppur alleviate dalla magistratura borghese), sono ancora in libertà, mentre quelli italiani dopo nemmeno un anno di carcere si sono sentiti in diritto di chiedere la grazia sostenendo “di non aver ammazzato nessuno”!
Perché è tempo di giustizia, giustizia proletaria!

NON MI SCORDERÒ DI TE
Volevo dirti tante cose ancora
da non saperle ricordare
raccontare di te che dormi
mentre corro al lavoro
avrei voluto aggrapparmi ancora
al calore del tuo ventre
dalla mia cella senza sbarre
maledetta linea 5
tu che corri e insegui le tue cose
le tue spine le tue rose
non scordarti mai di me
Tu che sogni Terre sconfinate
e i fantasmi dell’estate
non scordarti mai di me
La giustizia è una bella, dolce
cara parola
sono tutti desolati
hanno tutti un groppo in gola
ma la colpa in fondo è nostra
che corriamo al lavoro
la mattina troppo presto, la sera troppo tardi
e ci dimentichiamo di tornare a casa vivi
Sai com’è l’autunno coi suoi alberi e le foglie
ma nessuno le raccoglie quasi più
Sai com’è l’inverno senza un padreterno
senza un po’ di sole che scaldi fin quaggiù
amore mio che stai piangendo ancora
e ti raccogli su di me
su quel poco che ti resta
in un silenzio accecante
Io lo so che almeno tu
non scorderai quel mare di ricordi quel cielo così blu
non ti scorderai di quel che c’era
delle luci della sera che non torneranno più.

QUI ANCHE IL VIDEO: https://www.carmillaonline.com/2018/12/22/per-non-dimenticare-la-strage-operaia-della-thyssenkrupp/

martedì 25 dicembre 2018

pc 25 dicembre - ALLA CONCLUSIONE DEL 50° DEL '68 INVITIAMO A LEGGERE LA RIVISTA LA NUOVA BANDIERA CHE PARLA DEL "MAGGIO FRANCESE" E ANNUNCIA, CON UNA CRONACA, IL 68/69 DEL MOVIMENTO DEGLI STUDENTI E DELLA CLASSE OPERAIA ITALIANA

E si avvicina il 1969...
Per richiederla - scrivere a pcro.red@gmail.com
RIPORTIAMO DALLA RIVISTA


 DALLA PRESENTAZIONE DEL MEETING SUL 68 FRANCESE 
L’anno 2018 segna l’anniversario dei 50 anni dalle rivolte del ‘68 che hanno scosso il mondo. Questi sollevamenti sono avvenuti nell’eco della più grande esperienza rivoluzionaria al giorno d’oggi, la Grande rivoluzione culturale proletaria cominciata nella Cina popolare nel 1966.
Nello stato francese questi avvenimenti hanno segnato il movimento operaio in generale con degli scioperi di più di 10milioni di salariati e il movimento maoista in particolare con l’emergenza di organizzazioni che si appoggiavano sul pensiero di Mao Tsetung...
La propaganda borghese vuole schiacciare ad ogni costo il grido “E’ giusto ribellarsi!”, e insiste oggi sui temi secondari, come lo spontaneismo o la liberazione sessuale.
Essa si adopera per dare un carattere piccolo borghese al ‘68.
Noi vogliamo segnare una linea di demarcazione con questa tendenza. Noi insistiamo sul ‘68 come un processo lungo, proletario e internazionalista...
Infine, il ‘68 non è un’eccezione o un momento unico nello stato francese.
Nella Cina popolare, evidentemente, ma ugualmente nelle lotte rivoluzionarie in India, nelle Filippine, negli Stati Uniti, in Messico, in Italia, nella Repubblica federale di Germania, nel blocco dell’Est revisionista, nella lotta risoluta nel Vietnam, in Giappone, in Turchia, nello stato spagnolo, in Scandinavia e in tutte le lotte antimperialiste rivoluzionarie...

DA NOTE SULLA CRONACA DEL LUNGO 68 ITALIANO
La cronologia, quasi quotidiana, delle lotte non può rendere appieno l’idea di cosa è stato il 68 per milioni di giovani se non si parla della grande trasformazione totale che lo ha attraversato e reso il “lungo 68” l’idra della possibilità di rivoluzione nei paesi imperialisti.
Il grido “E’ giusto ribellarsi!” - che portava la rivoluzione nella rivoluzione della Grande rivoluzione

pc 25 dicembre - L'"augurio" di Buon Natale al fascio ministro della paura!


Cronaca / Imola
Imola, Salvini 'appeso' a testa in giù all'albero di Natale: indagano i Carabinieri che hanno sequestrato una sessantina di volantini.

24 dicembre 2018
Diversi volantini con l'immagine del ministro dell'Interno Matteo Salvini a testa in giù. In pratica, il vice-premier è stato "appeso" all'albero di Natale nel centro della città in Piazza Matteotti.

pc 25 dicembre - Alba - appoggiare e far conoscere tutte le manifestazioni contro il decreto sicurezza

Alba, cinquecento in marcia: “Il decreto Sicurezza è sbagliato”

La protesta pacifica nel centro città organizzata da tre studenti universitari

«Ci è sembrato naturale. Abbiamo letto sui giornali e visto in tv i primi provvedimenti dopo l’approvazione del nuovo decreto e ci siamo detti: prima che accada anche qui, scendiamo in piazza». Hanno tra i 19 e i 20 anni Edoardo Bosio, Gioele Giachino e Vincenzo Pepe. Sono albesi, frequentano l’Università - Giurisprudenza, Ingegneria informatica ed Economia alla Cattolica di Milano -, hanno fatto parte degli scout, aiutato in Caritas, e oggi (sabato 22 dicembre) sono riusciti nell’impresa di radunare oltre 500 persone per dire «no» al decreto Sicurezza approvato dal Governo. Semplicemente, «abbiamo alzato il telefono e abbiamo fatto la nostra proposta».
Associazioni e famiglie
E così, alle 15, un corteo colorato e pacifico fatto di persone di ogni età, gruppi e famiglie, è partito

pc 25 dicembre - Torino - Gabrielli e Questore si complimentano per la barbarie razzista della brutalità poliziesca

Arresto a Porta Nuova: il questore incontra gli agenti criticati su Facebook

Le congratulazioni anche del capo della polizia Gabrielli

Il questore di Torino ha voluto  incontrare i tre agenti che hanno partecipato all'arresto, per resistenza, di un ragazzo di colore all'interno della stazione di Porta Nuova. L'operazione aveva sollevato polemiche perchè il video dell'arresto, con il fermato bloccato a terra, era stato diffuso su Facebook. I sindacati di polizia e molti politici, oggi, difendono le modalità di quell'arresto e l'operato dei tre agenti insieme a due militari dell'esercito.
Questa mattina  il questore Francesco Messina ha voluto incontrare i tre agenti del commissariato Madonna di Campagna e della polizia ferroviaria nel suo ufficio per complimentarsi con loro anche a nome del capo della Polizia,  il prefetto Franco Gabrielli, "per la condotta operativa adottata nel corso dell'arresto effettuato nella giornata di ieri del cittadino nigeriano, inottemperante all'ordine del Questore di lasciare il territorio nazionale, che aveva opposto una violenta resistenza all'atto del controllo di Polizia nella stazione di Torino Porta Nuova". Il giovane nigeriano si era rifiutato di consegnare i documenti e aveva morsicato uno degli agenti.
Anche il Siap ha commentato l'accaduto: "Si è trattato di un fermo come tanti che la propaganda anti-Stato voleva trasformare in una manifestazione di regime ma è stato un boomerang visto l'ondata di commenti a favore dell'operato delle forze dell'ordine".

pc 25 dicembre - Genova - uno mezzo sbirro pezzo di m... fascista consulente per la Procura per il ponte Morandi

La Procura lo deve allontanare tassativamente!

Crollo Morandi, il consulente dei pm su Facebook, gli auguri con la X Mas


Stanno facendo discutere sui social le esternazioni di Nicola Cariello, ingegnere, uno dei consulenti della procura di Genova per le indagini sul crollo di ponte Morandi, come lui stesso sottolinea sul suo profilo specificando anche di essere un ausiliario di polizia giudiziaria. Su Facebook, sulla sua pagina pubblica e visibile a tutti, alcuni post hanno attirato l'attenzione. A iniziare dalla condivisione di un post che celebra i repubblichini della X Mas fascista...

pc 25 dicembre - Novara - mentre il capitale, la speculazione e i suoi diversi governi - oggi tocca agli ingannapopolo Di Maio - Salvini stanno facendo i salti mortali per imporre la TAV continua l'odissea quotidiana dei pendolari sui treni

Stazione di Novara, la rabbia dei pendolari abbandonati: “Promesse mai mantenute”

Dopo il bar anche la tabaccheria ha deciso di chiudere: “Qui diventa il Far West”

Caffè chiuso per sciopero, con la prospettiva di una riapertura a lunga scadenza, edicola chiusa da anni, e ieri ha abbassato le serrande anche la tabaccheria. Per chi si avventura in stazione è diventato costoso anche fare pipì: un euro, avverte il cartello apposto dalle Ferrovie.
«Scippata due volte»
«Il nostro contratto con le Ferrovie - dice Lorena Mazza, che gestiva la tabaccheria col marito Luca - scadeva il 31 gennaio. Ma l’autorizzazione del Monopolio finiva il 31 dicembre, e dalle Ferrovie non avevamo nessuna rassicurazione sul proseguimento del contratto; a questo punto abbiamo deciso di chiudere, anche perché il lavoro in stazione è diventato davvero un problema. Affitto onerosissimo, senza riscaldamento in inverno, 40 gradi in estate e il crollo della clientela. Dopo le 18 qui girano