giovedì 8 novembre 2018

pc 8 novembre - Filippine: il fascista Duterte prova ancora una volta ad annientare l’opposizione messa in campo dalla Guerra Popolare in corso attaccando il Nuovo Esercito del Popolo

Sostenere il Nuovo Esercito del Popolo-NEP! Sulla task force anti-NEP di Duterte

2018 CPP Information Bureau Statements

L'ordine di ieri da parte di Duterte di formare una task force nazionale contro il NEP viene dopo la precedente proposta delle Forze armate delle Filippine (FAF) di istituire una task force per dirigere tutti gli sforzi delle agenzie governative per combattere il Partito comunista delle Filippine (PCF) e il New People's Army (NPA-Nuovo Esercito del Popolo).

Questo è un ripensamento del cosiddetto approccio "tutto dal governo" avviato dal precedente regime di Aquino in linea con la dottrina antisommossa degli Stati Uniti. Mira a mobilitare e formare gli sforzi di tutte le agenzie statali per ingannare il popolo fingendo di affrontare la povertà con programmi superficiali. Questo sarà combinato con i cosiddetti "colloqui di pace localizzati" combinati con "programmi di integrazione" carichi di corruzione.

La Task Force anti-NEP di Duterte servirà anche come strumento contro l'opposizione democratica

mercoledì 7 novembre 2018

pc 7 novembre - ALESSANDRIA: SABATO 10 NOVEMBRE PRESIDIO ANTIFASCISTA A SOSTEGNO DELLA LOTTA DEI BRACCIANTI AGRICOLI

Da Radio Blackout

I lavoratori dei due stabilimenti dell’Angeleri di Guazzora dopo un lungo sciopero sono riusciti ad ottenere parte dei salari arretrati: la lotta continua affinché i padroni paghino tutti e tutto.
Nel frattempo è scesa in campo Casa Pound di Tortona, che ha incontrato Angeleri, cui ha espresso solidarietà e sostegno.
Una mossa che ha il chiaro sapore dell’intimidazione. Come i fascisti storici, anche quelli del terzo millennio si schierano con agrari e crumiri.
La Cub, cui sono iscritti buona parte dei lavoratori, a sua volta duramente attaccata, ha indetto un presidio di fronte alla prefettura di Alessandria sabato 10 novembre.
Ne parliamo con Miguel, lavoratore della Cub ad Alessandria.
 

Di seguito il comunicato della Cub:
“La situazione dei braccianti dell’Azienda Angeleri di Guazzora nell’alessandrino è, nella sua oscenità, assolutamente normale:
stipendi che arrivano con, almeno, un mese di ritardo, in alcuni casi con tre, ore

pc 7 novembre - PASSA IL DECRETO SICUREZZA - MIGRANTI, LAVORATORI, DONNE CHE LOTTANO NON SONO SICURI

Salvini con una specie di “colpo di mano”, scavalcando le procedure parlamentari, ha posto la fiducia sul decreto sicurezza che con 163 sì e 59 no è passata al Senato. Non c'erano proprio i requisiti per la richiesta della fiducia - non c'è la “straordinarietà e l'urgenza” (è lo stesso governo che si vanta del calo dell'80% degli sbarchi dei migranti); così come “l'omogeneità e l'immediata applicabilità di tutte le disposizioni del decreto” (un decreto che mette insieme materie diverse e che non potrà essere affatto immediatamente esecutivo, per il suo contrasto con altre norme, per i fondi da stanziare per i rimpatri, ecc.) - ma per Salvini se le regole sono un impedimento dice: “me ne frego” (di vecchia memoria)
Ma anche in questo caso la forzatura illegittima di Salvini ha trovato subito il consenso di Di Maio; così Salvini si portava subito a casa il suo risultato e poi toccava al M5S portarsi il suo (ora in ballo c'è la questione delle prescrizione).

Se ancora ci sono dubbi sul ruolo inutile, esautorato del parlamento, questa di oggi è una ulteriore dimostrazione. La richiesta della fiducia è stata esplicitamente posta per avere la certezza che il decreto sicurezza passasse rapidamente, senza subire modifiche alcune.

Questo decreto è chiaramente interno al “mercato” in corso nel governo e alla politica, sulla questione migranti, “vendicativa” per le mancate risposte della UE.
Ma il suo uso è soprattutto ideologico, di propaganda e azione fascista, razzista.

Con questo decreto vogliono rinchiudere, espellere, tagliare i viveri ai migranti.
Salvini oggi dalle Tv e sui giornali ha annunciato, col suo stupido ghigno, che la spesa per l'accoglienza dei migranti viene tagliata da 35 a 20/19 euro al giorno a migrante. Un'accoglienza

pc 7 novembre - Criminale aggressione contro un lavoratore del SI.COBAS a Prato - Massima solidarietà

Mazze bottiglie e coltelli: un lavoratore SI.COBAS in “codice rosso” a Prato
Due lavoratori iscritti al SI COBAS sono stati vittime ieri sera di una gravissima aggressione con bastoni, bottiglie di vetro e armi da taglio mentre rientravano a casa dopo la fine del proprio turno di lavoro.Si tratta di due dipendenti della DS di Zhang Xiangguo a Montemurlo, una delle tante fabbriche tessili del pratese a conduzione cinese. Uno dei due operai è in codice rosso al Pronto Soccorso di Prato, dove rimarrà sicuramente per tutte la notte. Si è trattato di un agguato pianificato in piena regola: i lavoratori sono stati aggrediti lungo il loro percorso abituale di ritorno a casa, precisamente all'imbocco di un sottopasso pedonale, lì dove gli aggressori potevano più difficilmente essere visti.
Si tratta fuori da ogni dubbio di un gravissimo atto intimidatorio.
Adeel e Abbas sono due dei lavoratori DS che a Luglio si rivolgevano al sindacato denunciando una

pc 7 novembre - Il Parlamento nero - Senato - approva il decreto razzista, fascista e liberticida di Salvini/Di Maio

Il Senato ha dato via libera al decreto Sicurezza con 163 Sì, 59 no e 19 astenuti. I presenti sono stati 288, i votanti 241. Il decreto liberticida che smantella i centri di accoglienza e perseguita gli immigrati criminalizza le forme di lotta, è stato approvato con il voto di fiducia, adesso passa all’esame della Camera dei Deputati.
Quattro Senatori del M5S (De Falco, Nugnes, Fattori e Montero) non hanno votato il decreto e sono usciti dall’aula. Ma all’appello mancano i voti di altri quattro senatori del M5S: si tratta di Vittoria Bogo Deledda e Michele Giarrusso (che però erano in congedo dunque assenti giustificati), Virginia La Mura (assente ma che aveva firmato alcuni emendamenti al decreto assieme a De Falco) e l’ex M5S Carlo Martelli( che si è astenuto).
Contro il decreto hanno votato il Partito Democratico, Liberi e Uguali e le Autonomie. A destra invece Forza Italia, che ha dichiarato di apprezzare il contenuto del provvedimento, è uscita dall’aula al momento del voto. Mentre Fratelli d’Italia, pur sostenendo il provvedimento sull’immigrazione, ha scelto l’astensione.
Contro l’approvazione del liberticida Decreto Salvini, sabato 10 novembre è stata convocata una manifestazione nazionale a Roma da parte di numerose organizzazioni e associazioni antirazziste. Gli organizzatori affermano di voler scendere in piazza “contro gli attacchi del governo, a cui Minniti ha aperto la strada, contro l’escalation razzista e il decreto Salvini che attacca la libertà”. Le associazioni promotrici richiedono quindi il “ritiro immediato del Decreto immigrazione e sicurezza e del disegno di legge Pillon”. Mentre si dichiarano a sostegno di “accoglienza e regolarizzazioni e in solidarietà al sindaco di Riace Mimmo Lucano”. Fra i punti qualificanti del corteo romano vi è anche l’opposizione ai “respingimenti, espulsioni, sgomberi e alla minaccia fascista”.

pc 7 novembre - Conferenza di Palermo sulla spartizione della Libia: Conte va in Algeria e “chiude il cerchio” degli inviti, prova a contrastare la Francia… ma soprattutto fa affari

Lo scontro “sotterraneo” tra imperialismo italiano e imperialismo francese, in particolare, per la spartizione della Libia continua in vista della Conferenza di Palermo del 12 e 13 novembre, come mette in rilievo anche un articolo del Sole 24 Ore del 6 novembre scorso. Dice, infatti, il quotidiano di Confindustria, che Conte è riuscito ad assicurarsi la presenza anche del primo ministro dell’Algeria, Ahmed Ouyahia, che ha usato queste parole: “I nostri amici italiani stanno preparando la conferenza di Palermo: l’Algeria sarà presente e darà il suo sostegno per la riuscita di questo evento e per aiutare gli amici libici ad arrivare ad una pacificazione”. Parole, parole… di fatto affermazioni impossibili.

Ma il giornale dice anche che le difficoltà aumentano perché “Circa quindici capi tribù della regione meridionale del Fezzan libico (dove sono collocati alcuni impianti petroliferi dell’Eni) non sarebbero stati coinvolti nella preparazione della conferenza. Tra di loro permangono divisioni anche di natura etnica tra arabi, Tuareg e Tebu…” e questo rende assolutamente debole qualsiasi decisione possa esser presa alla Conferenza.
A “risolvere” questo lato della questione ci starebbe pensando appunto la Francia a modo suo: infatti “…il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, a pochi giorni dalla conferenza di Palermo e proprio mentre l’inviato Onu per la Libia Ghassan Salamè presenterà la nuova Road map per la Libia al consiglio di sicurezza ha invitato per giovedì a Parigi i massimi esponenti di Misurata, ago della bilancia negli equilibri miliari tra Tripoli e Bengasi.”

Questa specie di sgarbo istituzionale è difficile da digerire, infatti, continua il quotidiano: “Il governo italiano però vuole evitare che la Francia continui a giocare una sua partita autonoma.” Ma siccome non ci riesce, Conte, e i padroni che è andato a rappresentare in quanto commesso viaggiatore, si è dovuto accontentare del lato degli affari, senza tralasciare però la questione migranti: “Sul fronte bilaterale con l’Algeria Conte ha anche affrontato con le autorità locali il dossier migranti e gli scambi commerciali (si punta a raggiungere i 10 miliardi di dollari di interscambio) con un paese nel quale sono presenti oltre 180 imprese italiane mentre Algeri è per Roma il secondo fornitore di gas dopo la Russia.”

pc 7 novembre - All'Ilva 7 novembre contro il piano Mittal

pc 7 novembre - La repressione di Erdogan al consolato turco a Milano

Segnalato alle istituzioni locali e ad Amnesty il caso del consolato turco che nega la registrazione dei nuovi nati tra gli immigrati non allineati alla politica del presidente Erdogan.
6 novembre 2018www.redattoresociale.it
 "È una persecuzione vera e propria. Che l'Unione Europea e l'Italia stiano zitte è scandaloso": Paolo Branca, docente di islamistica all'Università Cattolica di Milano, ha più volte denunciato la condizione in cui si trova una parte della comunità turca nel nostro Paese, la cui "colpa" è quella di non essere in linea con la politica del presidente Erdogan. Come documentato nel lancio di Redattore Sociale, alcune famiglie turche, immigrate in Italia anche da più di dieci anni, vengono penalizzate e perseguitate tramite il consolato

pc 7 novembre - Razzismo fascio/leghista alla regione Lombardia - premi a chi non impiega i profughi

Premi ai Comuni che non impiegano profughi, sì della Regione. La regione Lombardia, a guida fascio/leghista, approva un provvedimento di evidente stampo razzista e totalmente illegittimo
Priorità ai Comuni anti-migranti nei bandi per il verde: il Pirellone approva. Fontana: pura demagogia i lavoretti
Milano, 7 novembre 2018 - È stata approvata con soli due voti di scarto la mozione con la quale la Lega impegna la Giunta regionale ad inserire nei propri bandi premialità per quei Comuni che non affidano la cura del verde pubblico a richiedenti asilo e profughi. Un provvedimento motivato da Roberto Anelli, capogruppo del Carroccio al Pirellone, con la necessità di tutelare le aziende florovivaistiche lombarde i disoccupati italiani. 

pc 7 novembre - Per il dibattito - Brasile - traduzione italiana dell'Editoriale di A Nova Democracia

La fine di un sistema politico corrotto e la vittoria di Pirro di un fascista
Mai in tutta la storia del Brasile contemporaneo la natura apertamente farsesca delle elezioni è stata così sfacciata. Tale è lo stato avanzato di putrefazione di tutto il sistema politico di governo del vecchio stato della grande borghesia e dei latifondisti, servi dell'imperialismo, soprattutto Yankee, in decomposizione accelerata. Ciò è stato dimostrato proprio dal fatto che sono rimaste, nella disputa del secondo turno dell’elezione presidenziale, due figure di tale stampo; oltre al fatto che 42 milioni di persone hanno boicottato l’elezione, e la maggior parte di coloro che hanno votato per uno dei due contendenti lo ha fatto perché era contro l'altro e non particolarmente a favore di chi ha vinto o di ciò che questo difendeva. Ciò è dovuto alla bassezza a cui si è ridotta la campagna, oltre il circo degli orrori, la corruzione, la spudoratezza, il cinismo, la stupidità, la menzogna, l'inganno e ogni genere di bassezza che da sempre caratterizza la farsa elettorale.
Nell'attuale fase di prolungata crisi politica, le elezioni non erano viste come un obiettivo da chiunque fosse sano di mente. Meno ancora è tempo - come oggi vanta il presidente eletto, i suoi sostenitori e tutto il monopolio dei media – dell’"l'unità, la pace e la tranquillità nel paese." La gravità della crisi politica in sé, espressa nella feroce competizione delle forze politiche, non può essere spiegata con la passione ideologica di queste. Si tratta piuttosto di una controversia, sempre più violenta, tra i gruppi di potere rappresentanti delle fazioni delle classi dominanti, per il controllo e l'egemonia nel campo della vecchia macchina dello Stato, per decidere chi perderà di meno a causa della grave crisi economica e come ristrutturare il vecchio Stato per scongiurare una simile crisi e per spingere in avanti questo obsoleto capitalismo burocratico, minacciato dal collasso.
Tale controversia, prima tra PT e PSDB - e in questa elezione tra PT e Bolsonaro – si è rivestita di

pc 7 novembre - La Rivoluzione d'Ottobre illumina il cammino del potere operaio

Concludiamo le celebrazioni del centenario della rivoluzione d'ottobre!

info: pcro.red@gmail.com



fabbrica

pc 7 novembre - Montello: parlano le 17 operaie in lotta "BASTA RICATTI, VOGLIAMO IL LAVORO MA CON I DIRITTI"


dopo oltre 1 mese di lotta 

NON si ferma la mobilitazione delle operaie.
Dopo le iniziative per rompere il muro di silenzio della stampa locale, ieri riuscito volantinaggio alla Montello
 solidarietà dalle compagne di lavoro al cambio turno

TUTTI UNITI, SOLIDARIETÀ PER 17 AL LAVORO SUBITO
Le 17 operaie che sono state lasciate fuori dalla cooperativa stanno lottando con lo Slai Cobas per il lavoro con i diritti per tutti. Per il posto di lavoro fisso alla Montello, per la mezz’ora di mensa, 8 ore pagate 8 ore, per una paga giusta. Per il rispetto della salute e della persona. Questo fa paura alla cooperativa, fa paura alla Montello. Sono loro che hanno paura e stanno usando tutte le strade e le persone per dividere le operaie, per rompere il gruppo e il sindacato Slai Cobas. Fa paura anche alla Cgil. TUTTE LE 17 VOGLIONO IL LAVORO. Tutte le 17 devono entrare è scritto nell’accordo di cambio appalto firmato dalla Cgil e dai suoi delegati. É la legge. Devono entrare subito, deve essere pagato anche il mese di ottobre. Chi dice, accordo senza sindacato per 1000 euro e tornare al lavoro se viene tolta la causa e firmato per cancellare tutto quello che c’è dietro con tutte le cooperative e tutto quello che c’è dietro con Montello, fa un ricatto contro la legge, fa un imbroglio a tutte le operaie che perdono tutta la loro forza. E domani saranno sole. Lo Slai Cobas dice: operai si, schiavi no. Restiamo uniti e forti per un accordo con il sindacato buono per tutti.






martedì 6 novembre 2018

pc 6 novembre - Il Buoncammino della rivolta. Dichiarazione di Davide Delogu al processo per le lotte del 2013 al carcere di Buoncammino di Cagliari

Dichiarazione di Davide Delogu letta in aula il 10 ottobre 2018
Processo per le lotte del 2013 al carcere di Buoncammino di Cagliari

Come si sa, inizialmente questo processo è stato bloccato per un anno dal DAP, tentando (fallendo) di imporlo in videoconferenza, abusando l'utilizzo di tale "misura di emergenza" per incatenarmi nel ruolo di ostaggio inerme da una tecnologia insidiosa e prevaricatrice, per fiaccare la volontà del detenuto come strumento per depersonalizzarlo, per chi non resiste, prenderlo per sfinimento, isolarlo dal proprio contesto affettivo e solidale, per far tacere nella rassegnazione la tensione refrattaria e, in particolare, la lotta contro il carcere, realtà invece che non ha mai cessato di esistere-resistere, nonostante tutto.
Sono le stesse "misure emergenziali" con cui vengo ingabbiato nelle cloache penitenziarie della Sicilia da anni (deportato come conseguenza repressiva alle lotte intraprese nel carcere di Buoncammino) con l'applicazione di regimi differenziati, tra i quali l'estremizzazione dell'isolamento 14 bis, attuate con arbitrarie, feroci, perverse metodiche sioniste, per abbattere moralmente e fisicamente il detenuto, e, con esso, quella lotta originaria, che non sono riusciti tuttavia a fermare, essendo un'individualità viva, incorreggibile/indomabile e

pc 6 novembre - Massima partecipazione alla manifestazione contro il razzismo e il decreto sicurezza Salvini/Di Maio

pc 6 novembre - Finalmente in distribuzione la Nuova Bandiera - richiedi a pcro.red@gmail.com

pc 6 novembre - Un libretto che vale la pena leggere, ancor più oggi che ieri - richiedi a pcro.red@gmail.com

pc 6 novembre - Ilva Taranto - Lotta autorganizzata dei cassintegrati - domani nuova assemblea alla port D

pc 6 novembre - Non dimenticare i ribelli arrestati al G20 di Amburgo 2017

Il 18 dicembre si apre uno dei processi per 4 compagni arrestati

pc 6 novembre - 24 NOVEMBRE A ROMA: NOI DONNE IRRIDUCIBILMENTE CONTRO!

pc 6 novembre: VOLANTINO PER IL 25 NOVEMBRE DEL COMITATO DONNE ROSSE DI AMBURGO

La traduzione è responsabilità del Mfpr- Italia

Red Women's Committee Hamburg

Non preoccuparti! Restituisci il colpo!
Il giorno contro la violenza contro le donne per la strada!
Non preoccuparti! Combatti e combatti! Restituisci il colpo!

Dal 25 novembre 1981, la Giornata internazionale contro la violenza contro le donne, le donne scendono nelle strade di tutto il mondo. Lottano contro la violenza che fanno solo perché sono donne.

Si potrebbe avere l'impressione che i governanti abbiano fatto qualcosa contro la violenza che ci colpisce. Ma cosa vediamo? Ogni giorno siamo picchiate, violentate, uccise. I ragazzi ci considerano un gioco leale. Come regola generale, i violentatori sono uomini che conosciamo, che sono vicini a noi, dalla nostra stessa famiglia.
Anche se il maiale che mi colpisce perché non sono d'accordo con lui perché non voglio essere come lui è solo una persona, non è un caso isolato. La violenza contro le donne non è arbitraria. E' interna a