mercoledì 24 ottobre 2018

pc 24 ottobre - Studenti a Firenze...

pc 24 ottobre - Roma. Il liceo Mamiani è occupato


Oggi (23/10) noi studenti del Liceo Mamiani abbiamo deciso di lanciare una protesta. Un appello allo Stato, ai cittadini e soprattutto a noi studenti che da anni chiediamo un cambiamento nella politica italiana.
Un cambiamento ben diverso da quello proposto dall’attuale governo. Siamo convinti che la chiusura dei porti sia l’emblema di una linea politica superficiale, incapace di analizzare la realtà e comprendere le sfide del futuro, che punta il dito contro un nemico inesistente piuttosto che affrontare le vere cause del disagio sociale italiano e europeo.
In quanto giovani e in quanto cittadini ci sentiamo abbandonati da una “sinistra” che ha lasciato che l’istruzione pubblica fosse svenduta, con tagli alle scuole che ormai cadono a pezzi e creando un divario incolmabile tra centro e periferie. Una “sinistra” che ha entusiasticamente avviato un processo di precarizzazione del lavoro, privandoci di ogni prospettiva futura e che ha permesso che si diffondesse una politica di odio e paura contro i bersagli sbagliati. 
Per noi il cambiamento non significa razzismo ma solidarietà. Per noi il cambiamento non

pc 24 ottobre - Austria migliaia in piazza contro il governo Kurz-nazi

in via di traduzione

AUSTRIA – Thousands protesting against government

October 23, 2018
The so called „Thursday Demonstrations“ have a history in the recent antifascist struggle in Austria. Since a few weeks they got a revival and every week thausands of protestors join the demonstrations against the government in Vienna. Broad parts of the population join this demonstrations and show their anger and justified rebellion against the antidemocratic, repressive and also in parts open fascist politics
 of the government. Especially the consequent antifascist and revolutionary
forces forwarded the demonstrations to an active and struggling expression
 and showed that the antifascist forces should trust in their own force.
Following pictures we found at afainfoblatt.com



pc 24 ottobre - Una brutta notizia dal Brasile - muore il presidente del Centro Brasileño de Solidaridad con los Pueblos (Cebraspo)


A NOVA DEMOCRACIA BRASIL: ¡Compañero José Pimenta, presente en la lucha!

Foto: Vito Ribeiro
Redacción de AND 21 Octubre 2018El presidente del Centro Brasileño de Solidaridad con los Pueblos (Cebraspo), José Sales Pimenta,  falleció el pasado viernes 19 de octubre, fue un destacado defensor de los derechos del pueblo de luchar por ellos.
Pimenta también tuvo intensa actuación política desde el movimiento estudiantil, al final de la década de 1970, cuando participó en la reconstrucción de la Unión Nacional de los Estudiantes (UNE). Desde entonces siempre ha participado en las luchas del pueblo pobre en el campo y en la ciudad.

Durante su actuación en el Cebraspo, amplió la solidaridad a los movimientos revolucionarios y de liberación nacional en el exterior, denunció ataques al movimiento campesino y al pueblo pobre de

pc 24 ottobre - MONTELLO (BG): SOLIDARIETA' E SOSTEGNO ALLE OPERAIE CHE LOTTANO PER I DIRITTI, DI TUTTI. PRESIDIO PERMANENTE CONTRO LA REPRESSIONE PADRONALE

Comunicato stampa

Luogo di lavoro, Montello, gigante del riciclo rifiuti, 500 operai, al 90% immigrati, in gran parte donne. datore di lavoro: cooperativa, la decima in dieci anni.
Grazie a questo meccanismo, 17 operaie, al lavoro da 10 anni nel grande impianto Montello, sono state illegittimamente buttate fuori dal posto di lavoro.



Una vera e propria rappresaglia, illegittima, in violazione di contratti e accordi sindacali esistenti.
Le cooperative logistiche definite sempre più spesso ‘una zona grigia’ tra lavoro e lavoratori, devono essere abolite.
Le operaie devono tornare al lavoro
E’ in corso una campagna con iniziative nei paesi e presidio davanti allo stabilimento
Invitiamo la stampa ad essere presente e documentare direttamente cosa avviene dentro questi grossi impianti

Di seguito uno dei comunicati diffusi e le foto del presidio di ieri fuori dall'azienda  che si ripeterà anche oggi e nei prossimi giorni


17 OPERAIE COLPITE PERCHE’ LOTTANO PER I DIRITTI DI TUTTI 
DEVONO TORNARE AL LAVORO SUBITO DENTRO LA MONTELLO 
8 ORE DI LAVORO DEVONO ESSERE PAGATE 8 ORE!!!

Siamo 17 operaie che da oltre 10 anni lavorano dentro la fabbrica della Montello, assieme ad altre 500 persone, a dividere i rifiuti per il riciclo. Ma nella fabbrica Montello, circa il 90% del personale è assunto con cooperativa. Quindi contratti svantaggiosi e pochi, pochi diritti sicuri. La cooperativa vuol dire un passaggio in più nella gestione della manodopera che formalmente libera da vincoli la società committente che usa realmente il lavoro delle operaie.
L’attività della Montello la chiamano “economia circolare” o “green-economy” ma per le operaie le condizioni di lavoro sono poco green, molto economy e pesanti: tutto il giorno in piedi a seguire i ritmi dei nastri trasportatori per separare plastica o altro.
Un duro lavoro che oggi ci è negato, perché abbiamo deciso di lottare per i nostri diritti come quello dal riconoscimento delle 8 ore di lavoro che devono essere pagate 8 ore.
PER QUESTO SIAMO STATE ILLEGITTIMAMENTE BUTTATE FUORI.

Lavoriamo 8 ore ma fino ad oggi ci sono state pagate 7.30. La pausa di mezz’ora a differenza di altre fabbriche non ci viene pagata. Con altre decine di operaie abbiamo lottato in fabbrica senza riuscire ad ottenere un accordo giusto. Per questo siamo arrivate ad una prima vertenza legale per 17 operaie per il recupero della mezz’ora di pausa.
Durante questa causa per la mezz’ora, la cooperativa EkoVar si è sciolta e Montello ha affidato l’appalto ad un’altra cooperativa la Selection (che comprende anche persone del precedente appalto). C’è stato quello che tecnicamente si chiama cambio appalto. Il cambio appalto è regolato dal contratto nazionale di lavoro e da un accordo sindacale.
Nell’accordo sindacale per il cambio appalto, c’è scritto, nero su bianco, che tutte le operaie della cooperativa EkoVar devono passare alla nuova cooperativa Selection. Ma Selection, da 2 settimane si rifiuta illegittimamente di assumere noi, le 17 operaie che stanno facendo la causa per la mezz’ora.
È UNA SITUAZIONE DURISSIMA PER LE OPERAIE CHE SONO STATE BUTTATE FUORI ED È UNA INACCETTABILE VIOLAZIONE DEI DIRITTI.
FINO AD OGGI, CON IL SOSTEGNO DI MOLTE COMPAGNE DI LAVORO E DEL SINDACATO, HANNO TROVATO LA FORZA DI NON MOLLARE, MA PER VINCERE, PER RIENTRARE SUBITO, SERVE ANCHE UNA FORTE MOBILITAZIONE OPERAIA E POPOLARE DI SOLIDARIETÀ E SOSTEGNO ALLA LOTTA.
BASTA DISCRIMINAZIONI PER CHI LOTTA PER I DIRITTI E LA DIGNITA’ DI TUTTI.
LE 17 OPERAIE DEVONO RIENTRARE SUBITO AL LAVORO ALLA MONTELLO.

SLAI COBAS per il sindacato di classe
via Marconi 1 Dalmine 3355244902 sindacatodiclasse@gmail.com

pc 24 ottobre - SITUAZIONE POLITICA E SINDACATI - Dal coordinamento nazionale dello Slai cobas per il sindacato di classe

La crisi economica mondiale e i suoi effetti nel mondo del lavoro e le contraddizioni interimperialiste influiscono notevolmente nelle vicende sindacali.

L'mperialismo è guerra e reazione e quindi i governi diventano sempre più reazionari e anche apertamente fascisti, di segno fascio-populisti. Questo cambia la situazione nella realtà dei sindacati.
Nei governi fascio-populisti, come nel nostro paese, camminano due processi, quello del sindacato fascista e quello del neocorporativismo aziendale. Nel moderno fascismo i sindacati diventano una componente degli accordi neocorporativi o uffici di propaganda tra i lavoratori del partito reazionario. Questo influisce anche nella collocazione dei sindacati. 
Guardando al nostro paese, la presenza del governo fascio-populista vede da un lato dei sindacati che diventano collaterali al governo. Questo è stato visibile nelle scorse settimane col congresso dell'Ugl, che è da sempre sindacato di destra, ma con il fascio-populismo diventa sindacato del governo. Questo in una situazione in cui insieme all'ascesa del fascio-populismo, i lavoratori perdono i riferimenti, può far sì che in alcuni settori l'Ugl può diventare forte e diventare un problema serio sui posti di lavoro. Il nostro trattamento è da lotta aperta contro il sindacato fascista. Su come si lotta contro un sindacato fascista esiste un'ampia letteratura e storia nel nostro paese degli anni '60, e questa storia deve essere recuperata, perchè questa lotta non è originale in Italia, anche se nelle forme attuale è nuova.
Nello stesso tempo, tutti gli altri sindacati sono in movimento. Gli stessi sindacati confederali non resteranno uguali. 
Per esempio, negli ultimi mesi, coi governi di centosinistra, abbiamo avuto l'asse Bentivogli-Calenda,

pc 24 ottobre - LA CONDIZIONE OPERAIA - IL CASO SICILIA - Dall'intervento dello Slai cobas sc di Palermo al coordinamento nazionale Slai cobas del 13 ottobre


La condizione operaia è strutturalmente legata al sistema capitalistico e ai risultati della lotta di classe. In questo momento storico è la crisi mondiale da sovrapproduzione che detta le principali azioni e reazioni. E in questo momento il proletariato subisce doppiamente i colpi della crisi che da  un lato causa licenziamenti, aumento della disoccupazione, difficoltà di reinserimento nel processo produttivo, eventuale sopravvivenza con sussidi o caduta vera e propria nel sottoproletariato, dall'altro, la necessità dei padroni di “uscire dalla crisi” porta a schiacciare ancora di più la classe per riprendere almeno a “stare sul mercato” spremendo contemporaneamente ulteriori profitti. 
Attualmente la “resistenza” operaia, per lo meno nei paesi imperialisti, consiste fondamentalmente nel tentativo di salvaguardare il posto di lavoro, il livello salariale e i diritti conquistati con la lotta.

I padroni devono continuare a fare profitti se vogliono sopravvivere come capitalisti (vedono la crisi come opportunità, anche se molti di loro nel caos generale periscono e vengono spesso mangiati dai più grandi, si sviluppa infatti una grande azione di Fusioni e Acquisizioni) e quindi mobilitano tutte le loro energie per trovare le forme per rilanciare i loro affari:
Ristrutturano per affrontare meglio la concorrenza spietata (tutti quelli che possono fanno lo stesso) passando come dicono loro da fabbriche labour intensive a capital intensive, insomma riducono il

pc 24 ottobre - Libia - mentre si prepara la Conferenza sulla Libia a Palermo il 12/13 novembre - sempre più caldo e articolato il fronte dell'opposizione ai signori della guerra, servi dell'imperialismo

“Haftar non rappresenta l’Esercito, Sarraj se ne vada”
Libia: leader Tuareg

Il generale Khalifa Haftar, leader militare della Cirenaica, “non rappresenta l’Esercito nazionale libico” e il premier del governo di accordo nazionale di Tripoli Fayez al Sarraj “deve andarsene”. A dirlo è stato il neo eletto presidente dell'Alto consiglio sociale dei Tuareg della Libia, Moulay Kamidi, in un’intervista all’emittente televisiva privata algerina “Echorouk News”. Secondo Kamidi, "il presidente del Consiglio presidenziale Sarraj ha fallito nella sua missione: lui e la sua squadra devono andarsene". Secondo il leader libico, alcune parti nel paese starebbero cercando di escludere i Tuareg dalla vita politica ed economica della Libia. Kamidi ha detto che i Tuareg “faranno valere i loro diritti anche con le armi”, denunciando l’esistenza di accordi conclusi “con paesi stranieri.

pc 24 ottobre - Margherita, militante comunista internazionalista che nessuna repressione può intimidire e fermare

 
Alla ambasciata turca a Roma in occasione di una protesta 
del movimento femminista proletario rivoluzionario 
contro il regime fascista turco.

pc 24 ottobre - Lo Slai cobas per il sindacato di classe dalla parte dei lavoratori in sciopero il 26 ottobre e della manifestazione a Roma del 27 ottobre

Comunicato
Lo Slai cobas per il sindacato di classe aderisce allo sciopero del 26 ottobre nel settore della logistica indetto dal SI COBAS - negli altri settori in cui si sciopera lo Slai cobas per il sindacato di classe non vi aderisce ma esprime solidarietà ai lavoratori in sciopero;
Per la manifestazione nazionale del 27 indetta dal SI COBAS - lo Slai cobas non è in grado - per problemi organizzativi e di piano di lavoro nelle città in cui è presente -  in questa occasione di organizzare una propria partecipazione nazionale, ma condivide, sostiene e invita a partecipare alla manifestazione. 

Slai cobas per il sindacato di classe 
coordinamento nazionale
slaicobasta@gmail.com
24 ottobre 2018

pc 24 ottobre - Roma. Perquisizione a Casa Pound. Il blitz finisce con calorose strette di mano tra fascisti e polizia

Da INFOAUT
Operazione farsa della Guardia di Finanza a Casapound. Arrivano per una "perquisizione concordata", finisce con un nulla di fatto e strette di mano tra Digos e neofascisti.

Il 15 ottobre Davide di Stefano si era fatto due chiacchiere in questura e aveva concordato un’ispezione. Ieri, però i fascisti ci hanno ripensato e non hanno fatto entrare gli agenti a via Napoleone III.
La vicenda trova spazio su quotidiani romani solo per il suo grottesco esito: gli agenti della Guardia di Finanza respinti sul portone di Via Napoleone III dagli stessi personaggi con cui pochi giorni prima si erano messi d'accordo (pare che a

pc 24 ottobre - Il 41 bis, una tortura (S)conosciuta?... Dal convegno del 20 ottobre a Firenze, Marcella Vitiello narra "l'orrore del 41 bis" visto da Nadia Lioce (dal blog del MFPR)

Dal Convegno "Il 41 bis, una tortura (S)conosciuta? - A 26 anni dalla sua istituzione, le restrizioni imposte ai detenuti sono servite (e servono) a indebolire e organizzazioni criminali?", pubblichiamo la lettera di Nadia Lioce, narrata dall'attrice Marcella Vitiello.

Che la voce di Marcella tuoni come un incubo per il Ministero della in-giustizia! Lì in via Arenula, dove noi vorremmo portare la voce non solo di Nadia, ma di tutte le donne represse, incarcerate, processate, inquisite, rigettate nel buio di atroci sofferenze. Donne di cui si parla solo per dar lustro agli aguzzini quando tentano il suicidio in carcere e per invocare ancora più repressione e isolamento. Come è successo recentemente al carcere di Capanne, Perugia, dove una detenuta straniera ha cercato di impiccarsi a un termosifone, oppure a Brescia, dove una donna affetta da problemi psichiatrici si è lanciata dalla tromba delle scale del secondo piano della sezione detentiva.
Circa una settimana fa, una donna albanese rinchiusa in alta sicurezza del carcere dell'Aquila (nelle celle sotterranee che ospitavano Nadia Lioce fino al 2013) è stata rimpatriata subito dopo la sua scarcerazione, pur vivendo da 15 anni in Italia, pur avendo i figli minori e tutta la sua famiglia qui.
Che speranze può avere una detenuta immigrata di non essere rimpatriata dopo la sua scarcerazione? Quante bambine e bambini al di sotto di 3 anni sono incarcerati con le loro madri, che magari non hanno neanche un tetto perché immigrate? Può una detenuta con problemi psichiatrici restare in prigione anziché essere curata?

Vi lasciamo all'ascolto di Marcella Vitiello, voce narrante di "L'orrore del 41 bis", lettera dal carcere femminile dell'Aquila

martedì 23 ottobre 2018

pc 23 ottobre - LA FORZA DELLA CAROVANA DELLE POPOLAZIONI DEL CENTROAMERICA CREA GROSSI PROBLEMI ALL'IMPERIALISMO USA DI TRUMP

(dalla stampa) - La carovana dei migranti diretta verso gli Stati uniti non ha nessuna intenzione di fermarsi: dopo aver sfondato i cancelli e le reti di divisione alla frontiera tra Guatemala e Messico, e resistito a due tentativi di contenimento da parte della polizia messicana, con tanto di lancio di gas lacrimogeni, i migranti hanno deciso, tutti insieme, di riprendere il cammino, giungendo domenica a Tapachula, in Chiapas.
ERANO IN 1.600 al momento della partenza da San Pedro Sula il 13 ottobre e ora sono 7500: in maggioranza honduregni, ma anche salvadoregni e guatemaltechi, tutti decisi a sfidare la fame, la stanchezza, la repressione, ma anche le politiche dei rispettivi governi e gli avvertimenti sempre più minacciosi di un infuriato Trump. «Ho allertato la guardia di frontiera

pc 23 ottobre - NO AL RAZZISMO DI STATO! NO ALLA REPRESSIONE DELLE LOTTE! - SABATO 27 OTTOBRE ORE 14.00 CORTEO A ROMA

Sabato 27 ottobre alle 14.00 ci sarà una manifestazione nazionale a Roma, organizzata dal SI Cobas, con una piattaforma politica di rottura che coniuga resistenza contro il razzismo di Stato e il decreto “sicurezza” di Salvini, per l’abolizione delle norme precarizzanti del Jobs Act, per la difesa del diritto di sciopero, contro i licenziamenti politici, e offensiva per la conquista dei diritti per il proletariato immigrato, contro l’imperialismo italiano in Africa e per l’internazionalismo proletario.
La mobilitazione sarà preceduta, per l’intera giornata di venerdì 26 ottobre, da uno sciopero generale indetto dal sindacalismo conflittuale per rilanciare la lotta e la ricomposizione di classe.
Mobilitazioni queste che si tradurranno in una prima risposta reale e radicale contro le politiche smaccatamente razziste dell’attuale coalizione di Governo e contro il disegno di manovra di bilancio appena approvato.
Un’opposizione, quella al razzismo dilagante ed esasperato dalle campagne condotte dalla Lega negli ultimi anni, che non può risolversi sul piano meramente etico della comunque corretta rivendicazione e affermazione dell’uguaglianza tra esseri umani, tra autoctoni e immigrati. Ma che invece denunci politicamente e combatta materialmente il razzismo, quale strumento usato a piene mani dal

pc 23 ottobre - Contro il nuovo fascismo per una Nuova Resistenza

Partisan by Leonard Cohen - We are all Partisans as long a Capitalism keeps recycling Fascism the shit of History



pc 23 ottobre - India - I maoisti invitano a rigettare il BJP nelle elezioni nello Chhattisgarh

New Delhi, 23.10.18

Numerosi striscioni, manifesti e diverso altro materiale di propaganda del Partito Comunista dell'India (maoista) chiama la popolazione del distretto di Dantewada, Chhattisgarh a espellere i candidati del partito governativo BJP che è un partito fascista induista e antinazionale al servizio delle caste privilegiate e le corporations,
I maoisti fanno appello al popolo perchè appoggi la vera democrazia delle Unità di Governo Popolare per una vita pacifica e senza repressione

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pc 23 ottobre - info - Il comunicato conclusivo dell'assemblea nazionale di 'Potere al popolo' - Nei prossimi giorni la valutazione e proposta politica di proletari comunisti/PCm Italia


Si è appena conclusa la due giorni romana di Potere al Popolo! Due giorni ricchissimi, che hanno visto partecipare migliaia di persone, di giovani, di donne, di sfruttati che in questi anni hanno pagato il costo della crisi e oggi vogliono prendere parola.
Duecentocinquanta persone hanno partecipato ai 5 tavoli di lavoro di sabato mattina con oltre 150 interventi (su Lavoro e redistribuzione della ricchezza; Ambiente e difesa del territorio; Mutualismo e sicurezza sociale; Questioni di genere, laicità e diritti; Unione Europea, guerra e internazionalismo).Un migliaio, tantissimi i giovani, hanno poi partecipato allo spezzone di Potere al Popolo! nel grande corteo di sabato pomeriggio per la nazionalizzazione dei settori strategici, dietro lo striscione “Riprendiamoci quello che è nostro”. E ancora 700 persone ieri mattina hanno riempito il Teatro Italia, che ha visto 50 interventi, dai report dei tavoli di lavoro alle 35

pc 23 ottobre - La rivista La Nuova Bandiera pubblica in italiano tutti gli interventi al meeting di Parigi per il 50° del maggio francese - info pcro.red@gmail.com


pc 23 ottobre - Presidio all'Ilva Taranto giovedì - Contro l'accordo e contro l'arresto di Margherita

pc 23 ottobre - Taranto antirazzista riprende l'iniziativa - al presidio intervento di informazione e solidarietà per Margherita

Immagini dal presidio fatto contro il decreto sicurezza il 10 ottobre alla prefettura di Taranto
Margherita è stata posta agli arresti domiciliari il 15 ottobre
L'intervista alla stampa fatta in quell'occasione si può ascoltare sul blog tarantocontro: