giovedì 23 agosto 2018

pc 23 agosto - SALVINI DEVE ESSERE DIMESSO!

Sta violando con atti e parole articoli della Costituzione
Sta violando numerose altre leggi nazionali e internazionali, su porti, salvataggi in mare, ecc.
Sta portando avanti un'occupazione di potere, arrogandosi competenze di altri Ministeri
Sta apertamente attaccando il parlamento e la magistratura
Sta attuando metodi da "golpe", rivolgendosi, in classico stile fascista, sempre alla gente e esautorando organi istituzionali
Sta facendo incitazione al razzismo, alla discriminazione, caccia ai migranti
Sta sequestrando 150 migranti e tutto il personale sulla nave
Sta facendo ammalare i migranti, violando apertamente leggi e prassi a tutela della salute
Sta usando persone-migranti come arma di ricatto

Per molto meno un'altra persona starebbe già in galera!

La Procura, pur individuando dei reati, va ancora con i "piedi di piombo"; Mattarella ancora tace; altri organi istituzionali al massimo parlano per mettersi la "coscienza in pace", ma non agiscono...
Di Maio, Toninelli e M5S, sotto il discorso de "L'Europa", si allineano, giustificano, o tacciono, pienamente parte in causa dei crimini che stanno avvenendo.

Ma Salvini deve essere cacciato e incriminato!

pc 23 agosto - Catania - Facciamoli scendere - Presidio al porto di Catania

VARCO 04, MOLO DI LEVANTE, PER CHIEDERE LO SBARCO DEI MIGRANTI A BORDO DELLA NAVE DICIOTTI

AGO23

ieri sera


pc 23 agosto - Corrispondenza da Genova - QUANTO AVVENUTO A GENOVA E' OMICIDIO

QUANTO AVVENUTO A GENOVA E' OMICIDIO CON DOLO EVENTUALE, NON COLPOSO
Mentre le istituzioni cercano una soluzione rapida al problema della messa in sicurezza di ciò che resta del ponte Morandi, la Magistratura genovese si attiva per accertare le cause e le responsabilità legate all’evento dello scorso quattordici agosto.
A coordinare le indagini è il procuratore capo, dottor Francesco Cozzi, che non lesina dichiarazioni pubbliche sull’andamento delle indagini, pur mantenendo un giusto riserbo su quelle che sono le risultanze.
Al momento la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova procede contro ignoti sulle ipotesi di reato di “disastro colposo ed omicidio colposo plurimo”: un atto dovuto, che permette tutta una serie di accertamenti.
Si tratta di un lavoro prezioso, quello degli organi inquirenti: esso, però, è inficiato in parte dal fatto che le cause ed i responsabili dell’accaduto sono evidenti, ma non si hanno le leggi giuste per perseguirli a dovere.
Costoro sono, in primis, i politicanti che hanno deciso di dare in concessione i vari tratti autostradali – nel 2002, quando questo fu fatto, al governo vi era la destra radicale formata, tra gli altri, da Forza Italia e Lega Nord – e i padroni che ne hanno usufruito.
Tra questi ultimi spicca la famiglia Benetton, comproprietaria – per il tramite del gruppo Atlantia, del quale è il maggior azionista – del cento per cento del capitale sociale di Autostrade per l’Italia (Aspi).
Lorsignori hanno tratto enormi profitti, in questi anni: ma, mentre crescevano esponenzialmente i soldi che si intascavano per i pedaggi, contestualmente crollavano gli investimenti atti a mantenere in sicurezza strade, gallerie, e viadotti.
Visto il comportamento tenuto dai padroni, l'accusa dovrebbe essere di disastro e omicidio con dolo eventuale: costoro, omettendo di occuparsi della manutenzione, hanno scientemente accettato il rischio che l'evento potesse accadere; non è stata una fatalità!

Bosio (Al), 23 agosto 2018
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

pc 23 agosto - 91 ANNI FA… PER RICORDARE L’ESECUZIONE DI NICOLA SACCO E BARTOLOMEO VANZETTI…

CHE LA STORIA NON SI RIPETA…
91 anni fa, fu effettuata l’esecuzione di NICOLA SACCO e di BARTOLOMEO VANZETTI, (23 agosto 1927), due esponenti del movimento anarchico americano, di origine italiana, aderenti al movimento definito degli “anti-organizzatori” di Galeani e simpatizzanti anche di I.W.W. (Industrial Workers of the World, il sindacato rivoluzionario americano).
I due anarchici furono giustiziati senza prove concrete, per dare la classica “sentenza esemplare” di stampo repressivo, con una ingiusta condanna e un’esecuzione capitale che, solo dopo molti anni il sistema giudiziario e la politica americana, riconobbero come uno dei grandi errori giudiziari commessi.
Le proteste e le manifestazioni a livello mondiale di sostegno “per Nick e Bart” furono enormi, anche in Italia, non solo per ottenere la revisione del processo, ritenuto come non equo e pregiudizievole, ma per affermare la verità e la giustizia in quello che, con molta illusione, definiva gli Stati Uniti e il

mercoledì 22 agosto 2018

pc 22 agosto - ILVA - l'avvocatura rimanda il cerino a Di Maio - Arcelor Mittal: volete più operai? Allora meno salario!

Ilva, Avvocatura a Di Maio: “Ci sono vizi, ma la gara non è nulla”.



Ilva, Avvocatura a Di Maio: “Ci sono vizi, ma la gara non è nulla”. E Arcelor pensa a più occupati, ma con stipendi minori
L'Avvocatura generale dello Stato risponde: non c'è un "interesse pubblico" che possa portare all'annullamento d'ufficio della gara che ha consegnato le acciaierie ad ArcelorMittal.

La gara non è automaticamente annullabile, anche se ci sono effettivamente dei vizi. L’Avvocatura generale dello Stato ha inviato al ministero dello Sviluppo Economico il parere richiesto da Luigi Di Maio, rigettando di fatto la palla nel campo del vicepremier. Perché le “possibili anomalie” nel bando per l’assegnazione dell’Ilva, sulle quali il Mise chiedeva un chiarimento, secondo l’Avvocatura c’erano ma non si sostanziano in un interesse pubblico tale da procedere con l’annullamento di tutto l’iter. Anche perché, secondo quanto anticipato da Il Messaggero, la cordata vincitrice guidata da ArcelorMittal ha agito in buona fede. Insomma, dovrà essere Di Maio a decidere e dovrà farlo in poco tempo, perché – secondo la relazione dei commissari straordinari del siderurgico – i soldi a disposizione dell’azienda basteranno fino al 15 settembre.

In meno di un mese dovranno essere sciolti tutti i nodi ancora esistenti. Ad iniziare da quello

pc 22 agosto - la Genova che protesta




Ieri notte ad una settimana dalla Strage di Stato di Ponte Morandi all’altezza del varco di Lungomare Canepa e al varco di Via Albertazzi, abbiamo continuato a denunciare privatizzazioni e precarizzazione appendendo uno striscione di circa 15 metri e omaggiando “a nostro modo” il ricordo di quelle 43 vittime. Con il sangue agli occhi per il nostro fratello morto nel porto di Marina di Carrara il giorno stesso. Saranno mesi durissimi per la Superba, non rimarremo silenti e concilianti con chi ha svenduto il patrimonio pubblico, ha precarizzato il mondo del lavoro e reso vulnerabili le nostre esistenze. Sappiamo che ai ricatti che ci verranno propinati e agli ulteriori sacrifici che ci verranno richiesti dovremo rispondere con la lotta, l’organizzazione e un discorso in grado di essere compreso dagli altri lavoratori. AVANTI CALP






pc 22 agosto - Genova - La lega nord malaffare e salva Benetton...


Riassumendo. Il contratto di concessione della rete autostradale ad Autostrade per l’Italia confluita poi, nel 2002, in Atlantia, società della galassia roteante attorno alla potentissima famiglia veneta dei Benetton(quelli che hanno tra l’altro sulla coscienza il giovane attivista argentino Mapuche Santiago Maldonado), venne stipulato dal duo D’Alema-Bersani con vincoli di manutenzione piuttosto vaghi.
Il governo D’Alema II però, cadde prima di finalizzare il contratto. Gli successero prima

pc 22 agosto - Corrispondenze da Genova - sfollati: "Non lasceremo il nostro quartiere"

La loro casa, da sette giorni, è sotto un ponte. Non il gigante spezzato, che è comunque vicinissimo e sporge con il suo moncherino proteso nel vuoto, come il trampolino di una piscina immaginaria: quello della ferrovia, che passa sopra via Fillak, nel quartiere di Certosa. È qui che comincia la zona rossa, che dall’altra sera è diventata inaccessibile perché quel che resta del mostro ferito ha preso a scricchiolare. Ed è qui che, da sette giorni, trascorre le sue ore la famiglia Marinelli. Sabino e Giusy, impiegato di banca in pensione lui, dipendente di un negozio di giocattoli lei, classe ’54, entrambi in pensione. E le due figlie, Monica e Manuela, gemelle, anche se non identiche: 36 anni compiuti

pc 22 agosto - Corrispondenze da Genova - La protervia dei padroni non ha limiti

Autostrade per l’Italia (Aspi) è il concesionario dei tratti di viabilità a pagamento interessati dalla tragedia che ha colpito la città di Genova lo scorso martedì quattordici agosto; che razza di gentaglia siano queste persone, si può facilmente comprendere da un segnale che sembra assolutamente secondario, ma a ben vedere non lo è affatto.
Il siccessivo sabato diciotto, i responsabili di Aspi hanno annunciato l’azzeramento – a partire dal lunedì successivo – del costo del pedaggio nel nodo genovese: una dichiarazione impegnativa data quasi in diretta mondiale, vista la quantità di mass media, non solo italiani, presenti alla conferenza stampa in questione.
La sorpresa, per i cittadini della Superba, è amara, in quanto le rassicurazioni dei vertici vengono totalmente disattese; il pedaggio è tutt’altro che azzerato: lo sarà, solamente in parte, a partire dalle ore 11:00 e soltanto a seguito della denuncia dell’emittente televisiva Primocanale, anche se non riguarderà - fino alla mattina successiva, quando la situazione cambierà sempre soltanto grazie alle segnalazioni della stessa emittente - gli utenti che partono o arrivano dal casello di Genova Est.
Si tratta di un piccolo particolare che però, aggiunto alla mancanza di rispetto verso le vittime della sciagura – troviamo sinceramente indegno che a nessuno dei vertici dell’Aspi sia venuto in mente di fare almeno delle scuse per l’accaduto – rende evidente il tratto qualificante del capitalismo.
Ai padroni non interessa assolutamente nulla della salute della popolazione: il loro unico interesse è quello di riempirsi le tasche, e pazienza se a rimetterci sono i cittadini, che sono considerati unicamente in quanto utenti che pagano per usufruire di un servizio che nemmeno viene erogato in condizioni di assoluta sicurezza.
Bosio (Al), 22 agosto 2018
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

pc 22 agosto - La strage operaia quotidiana sui posti di lavoro riprende con 4 morti



Quattro morti sul lavoro in poche ore,  nel 2018, anno in cui secondo gli ultimi dati dell’Inail nel primo semestre sono 469 i morti sul lavoro



Michael Romano è precipitato dal tetto di un capannone industriale alle 11 in provincia di Frosinone. Un operaio poche ore più tardi è morto a Joppolo, in provincia di Vibo Valentia, investito dall’esplosione di un tubo ad alta pressione nella stazione ferroviaria.

E in serata è deceduto anche un elettricista di 33 anni, folgorato da una scarica elettrica a Monte San Savino, in provincia Arezzo.

...L’incidente a Marina di Carrara – La tragedia è avvenuta sul molo di Levante durante le operazioni di scarico di una nave arrivata dal Brasile. Secondo una prima ricostruzione, la vittima, un

pc 22 agosto - Libia - le varie fazioni in guerra cercano i loro padrini

Generale libico: Per risolvere la crisi In Libia abbiamo bisogno della Russia, non di Qatar, Turchia e Italia


Per risolvere la crisi in Libia, l'intervento russo con il suo presidente, Vladimir Putin sarebbe necessario, ha dichiarato a RIA Novosti il generale di brigata Ahmed Al Mismari, rappresentante ufficiale della Forze armate libiche.
Secondo l'alto comandante, "la crisi della Libia ha bisogno dell'intervento della Russia e del presidente Putin, e la scomparsa di giocatori stranieri dal campo libico, come la Turchia, il Qatar e l'Italia"."La diplomazia russa dovrebbe svolgere un ruolo importante qui", ha insistito.
I rappresentanti della Forze armate libiche e il Parlamento con sede a Tobruk nella parte orientale del paese, accusano il Qatar, la Turchia e il Sudan di aiutare gli estremisti nel paese. Incolpano anche l'Italia, che sta collaborando con il governo dell'Accordo nazionale (GNA), a Tripoli, per impedire che si tengano le elezioni

pc 22 agosto - India-Cina collusione e contesa nel vertice di Nuova Delhi

Nuova Delhi, 22 ago 04:48 - (Agenzia Nova) - Il consigliere di Stato e ministro della Difesa cinese, Wei Fenghe, ha inaugurato ieri una visita ufficiale di quattro giorni in India, la prima dopo la crisi militare tra i due paesi sull’altopiano di Doklam. Pechino ha salutato la visita come un passo cruciale verso il ripristino delle relazioni militari e del dialogo tra le due potenze regionali. Ieri Wei ha incontrato il premier indiano Narendra Modi, ed ha descritto le turbolente relazioni tra i due paesi come “un’amicizia che risale a tempi antichi”, e destinata a intensificarsi e consolidarsi ulteriormente in futuro. Lo riferisce una nota del ministero della Difesa cinese, secondo cui la visita di Wei servirà ad “approfondire gli scambi nel campo della sicurezza, rafforzare la fiducia reciproca, proteggere la pace al confine e dare un contributo positivo allo sviluppo della partnership” bilaterale. Il quotidiano ufficiale del Partito comunista cinese “Global Times” cita però Ye Hailin, esperto di relazioni internazionali presso l’Accademia cinese di Scienze sociali di Pechino, secondo cui “le relazioni tra Cina e India sono molto complicate”, e la visita di Wei non basterà a normalizzarle. Piuttosto, afferma Ye, i due paesi dovrebbero approfittare della visita del ministro come base su cui edificare un clima di fiducia e intensificare il dialogo.

Stando alle anticipazioni fornite nei giorni scorsi dai media indiani, al centro della visita di Wei ci saranno le discussioni riguardo la creazione di una linea di comunicazione diretta tra le due forze

pc 22 agosto - Sempre più stretti i legami militari imperialismo USA e regime fascista/indù di Modi

Stati Uniti-India: Washington, dialogo Esteri-Difesa “importante per rafforzare il nostro impegno”

Washington, 21 ago 11:38 - (Agenzia Nova) - Alice Wells, vicesegretaria di Stato Usa per gli Affari dell’Asia centrale e meridionale, parlando con la stampa estera a Washington in vista della conferenza sull’Oceano Indiano ospitata dall’India Foundation ad Hanoi, in Vietnam, il 27 e 28 agosto, ha sottolineato l’importanza del dialogo “2+2” tra i ministri degli Esteri e della Difesa di India e Stati Uniti, rispettivamente le indiane Sushma Swaraj e Nirmala Sitharaman e gli statunitensi Mike Pompeo e Jim Mattis, che si terrà a Nuova Delhi il 6 settembre: “È un’importante opportunità per discutere e rafforzare il nostro impegno su una serie di priorità diplomatiche e di sicurezza ed è davvero un’indicazione dell’approfondimento della partnership strategica di cui beneficiamo insieme all’India”. La rappresentante del dipartimento di Stato statunitense ha ribadito la centralità dell’India nella strategia per la sicurezza nazionale e in quelle per l’Asia del Sud e l’area indo-pacifica.

Anticipando i temi dell’incontro del 6 settembre, Wells ha affermato che la discussione si concentrerà su come rendere operativo lo status dell’India di “major partner” nella difesa, un

pc 22 agosto - Catania - nave Diciotti - Facciamoli scendere! MERCOLEDI' 22 ALLE ORE 10 Tutte e tutti al porto!

 AL PORTO DI CATANIA, MOLO DI LEVANTE, VARCO 04
Catania città aperta all'accoglienza. Le associazioni chiedono che la nave Diciotti sbarchi a Catania. Conferenza stampa al porto.
Da molti giorni 171 donne, bambini e uomini, fuggiti dalla miseria, dalla guerra e dai lager libici dove hanno subito le violenze dei trafficanti di esseri umani, si trovano sulla nave della Guardia Costiera italiana Diciotti.
È inaccettabile la scelta del Governo italiano, e in particolare del Ministro dell'Interno Matteo Salvini, di impedire lo sbarco nel territorio italiano delle 171 persone stremate e in precarie condizioni di salute.
Nessun obiettivo politico del Governo può giustificare l'utilizzo di centinaia di vite umane come arma di ricatto, considerate carne da macello, non vite e speranze ma numeri da distribuire o respingere.
Catania è città di solidarietà e accoglienza e vogliamo che il nostro porto sia immediatamente aperto

martedì 21 agosto 2018

pc 21 agosto - NO TAV tra repressione che continua e ripensamenti di Perino

"Persone da vigilare in modo particolare"

La decisione del questore Messina per militanti del centro sociale Askatasuna che avevano partecipato agli scontri del primo maggio 2017


"Persone da vigilare in modo particolare". E' questo il senso dei 13 avvisi orali disposti dal questore di Torino Francesco Messina nei confronti di altrettanti attivisti No Tav che in queste ore sono stati raggiunti dal provvedimento che non comporta misure cautelari ma è una specie di "cartellino giallo" nei confronti di chi lo riceve.  Lo hnno ricevuto alcuni militanti del centro sociale Askatasuna che avevano partecipato agli scontri del primo maggio 2017 ( per quegli scontri erano già state emesse 15 misure cautelari, di cui 6 ai domiciliari poi revocate dal tribunale del riesame). Altri destinatari dell'avviso del questore, notificato dagli uomini della digos riguarda No Tav che hanno partecipato agli attacchi al cantiere di fine luglio durante il campeggio No Tav di Venaus, quando il cantiere e le forze di polizia erano state bersagliate con potenti petardi, sassi e fuochi d'artificio. Una ventina di persone erano state denunciate per aver violato i limiti della zona rossa intorno al cantiere.
"Nei confronti di questi soggetti -  si legge in una nota ufficiale della questura -  il Questore di Torino ha ritenuto che siano emersi elementi che rendevano necessaria una particolare vigilanza da parte degli organi di Pubblica Sicurezza come avvertimento  e di monito per modificare tale comportamento".
L’avviso orale comporta il divieto di possedere o utilizzare  armi, riproduzioni di armi, comprese quelle giocattolo, fuochi d'artificio o qualsiasi altra sostanza che può provocare un incendio. Il divieto riguarda anche il possesso di programmi informatici o strumenti per comporre messaggi cifrati e crittografati.

Val Susa, rottura tra il movimento No Tav e M5s. Perino: "In che mani ci siamo messi"

Lo storico leader contro la Torino-Lione, dopo aver appoggiato M5s, ora attacca: "I Cinque Stelle continuano a fare sterili proclami invece di fare atti amministrativi"

Non ci sono governi amici  dei No Tav. Alberto Perino, voce storica del movimento che si oppone

pc 21 agosto - Crollo Ponte Genova, tiranti "ridotti del venti per cento": Ministero e Autostrade sapevano

da l'Espresso

Il verbale di una riunione tra Infrastrutture, Direzione generale di vigilanza, Provveditorato opere pubbliche e società di gestione dimostra che fin da febbraio 2018 la gravità della corrosione era nota. Il documento è firmato da Roberto Ferrazza e Antonio Brencich, ora nominati presidente e membro esperto della commissione d'indagine del governo

La strage del ponte Morandi a Genova non può essere una sorpresa. Il ministero delle Infrastrutture, la Direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali a Roma e il Provveditorato per le opere pubbliche di Piemonte-Valle d'Aosta-Liguria a Genova, insieme con Autostrade per l'Italia della famiglia Benetton, conoscevano perfettamente la gravità del degrado del viadotto collassato la mattina di martedì 14 agosto, provocando la morte di 43 persone.

Almeno sette tecnici, cinque dello Stato e due dell'azienda di gestione, sapevano infatti che la corrosione alle pile 9 (quella crollata) e 10 aveva provocato una riduzione fino al venti per cento dei cavi metallici interni agli stralli, i tiranti di calcestruzzo che sostenevano il sistema bilanciato della struttura. E che nel progetto di rinforzo presentato da Autostrade erano stati rilevati «alcuni aspetti discutibili per quanto riguarda la stima della resistenza del calcestruzzo». Nonostante queste conclusioni, in sei mesi da allora né il ministero né la società concessionaria hanno mai ritenuto di dover limitare il traffico, deviare i mezzi pesanti, ridurre da due a una le corsie per carreggiata, abbassare la velocità. Come si dovrebbe sempre fare, in attesa dell'avvio dei lavori, per garantire la sicurezza e alleggerire il carico e l'affaticamento della costruzione.



È tutto scritto nel verbale della riunione con cui il primo febbraio 2018 il Provveditorato alle opere pubbliche di Genova rilascia il parere obbligatorio sul progetto di ristrutturazione presentato da Autostrade. Il documento, che smentisce quanto la società di gestione continua a dichiarare sull'imprevedibilità del disastro, è firmato tra gli altri dal provveditore, l'architetto Roberto Ferrazza,

pc 21 agosto - Salvini fascio populista - sciacallo di Genova - sostenitore con il suo partito di Benetton

Ponte Morandi, ‘Nel 2008 Salvini votò Salva Benetton’. Il ministro: ‘Sì, è vero’. Poi: ‘Non mi ricordo cosa facevo allora’

Ponte Morandi, Pd: ‘Nel 2008 Salvini votò Salva Benetton’. Il ministro: ‘Sì, è vero’ Poi: ‘Non mi ricordo cosa facevo allora’


Salvini, che fin dalle ore successive al crollo del Ponte Morandi ha puntato il dito contro la società annunciando la revoca della concessione (“Autostrade deve tacere, deve vergognarsi, deve aprire il portafoglio e risarcire tutti”, diceva soltanto domenica), ammette e rilancia. “La criticano in queste ore per una norma che ha votato anche lei, nel 2008, che rinnovava la concessione ai concessionari senza verifiche. Fu un errore?”, viene domandato al ministro durante la trasmissione Agorà, su Rai Tre. “Sì, è vero“, replica il capo del Viminale, ma “da parte di chi ha governato per anni e anni e ha firmato e verificato le concessioni, un buon silenzio sarebbe opportuno”, ha detto il ministro ad Agorà, rispondendo a una domanda sull’argomento.
Il voto pro-Benetton è uno dei temi del giorno, così durante un’intervista in diretta, dopo la visita a Milano all’Opera Cardinal Ferrari Onlus, un altro giornalista pone la domanda. E il segretario della Lega questa volta la butta in calcio d’angolo: “Sfido chiunque a ricordarsi cosa faceva nel 2008″.

pc 21 agosto - Genova - a Palermo: sit-in contro Benetton

Militanti nei centri sociali del capoluogo siciliano hanno esposto uno striscione con scritto “Benetton: intrallazzi, affari, stragi. Basta profitti sulle nostre vite” contro le presunte responsabilità del gruppo industriale nel crollo del ponte Morandi a Genova. La famiglia Benetton per chi non lo sapesse è azionista di Autostrade per l’Italia, incaricata della manutenzione del ponte.

Uno dei militanti, Giorgio Martinico dichiara: “La nostra iniziativa ha un messaggio chiaro: i colpevoli sono da ricercare nei privati (Benetton, Autostrade per l’Italia) e nella politica, colpevole tre volte: in primo luogo per il selvaggio processo di privatizzazione che ha regalato miliardi di profitti a pochi amici (tutti i partiti che hanno governato, Pd e Lega compresi); per la mancanza di controlli sull’operato di queste aziende a cui lo Stato ha fatto i regali; infine, perché nonostante le tragedie continuino a verificarsi (morti per alluvioni, scontri tra treni, frane, terremoti che sbriciolano tutto) si continua a sperperare denaro pubblico in opere inutili (TAV per esempio) piuttosto che nella messa in sicurezza dei territori e delle infrastrutture. Per non parlare del fatto che sia l’azienda che il Ministero sapevano dei danni del Ponte Morandi e della riduzione dei tiranti. I colpevoli sono tutti loro”.

pc 21 agosto - Genova e Lega di Salvini

....gli interessi economici di Autostrade, nell’attuale maggioranza di governo, hanno sicuramente la Lega e Salvini come referente privilegiato, anche in virtù dell’ormai lunga frequentazione dei leghisti con le poltrone governative, anche in materia di Autostrade...

pc 21 agosto - India - ancora sulle donne proletarie in Kerala






https://www.ilpost.it/2018/07/28/diritto-di-sedersi-donne-lavoratrici-kerala-india/
Il 4 luglio il governo del Kerala, uno stato meridionale dell’India, ha annunciato che cambierà le proprie leggi per garantire ai commessi l’irippu samara, cioè il diritto di sedersi durante il turno di lavoro. L’annuncio è arrivato dopo quattro anni di proteste organizzate dall’Asanghatitha Meghala Thozghilali Union (AMTU), un piccolo sindacato di lavoratrici. Si stima che nel Kerala 400mila persone lavorino nei negozi di tessuti e che il 90 per cento siano donne. Attualmente la maggior parte dei proprietari di negozi di sari, i tradizionali indumenti femminili indiani fatti di fasce di stoffa lunghe fino a nove metri, impongono alle proprie dipendenti condizioni