P.c.t.: Sappiamo
che tra i tuoi assistiti c'è anche la compagna Nadia Lioce, che è l'unica donna
fra i tre compagni attualmente detenuti in 41 bis e la sezione in cui si trova
è appunto quella all'interno del carcere dell'Aquila, che è anche l'unica in
Italia, predisposta alla detenzione femminile in questo regime. Vista la natura
segregativa del cosiddetto carcere duro, spesso circolano delle inesattezze
relative alle reali condizioni di vita al suo interno, che potrebbero risultare
fuorvianti. Dopo tutti questi anni di colloquio con Nadia tu puoi sicuramente
riferirci con precisione la sua testimonianza diretta, proprio per l'esperienza
da lei vissuta. Puoi parlarcene?
C.C.: Certo! Ci sono delle situazioni in cui
gruppi di persone, che comunque hanno fatto delle attività contro il 41 bis,
denunciato la tortura che rappresenta il regime del 41 bis e in alcuni casi si
è parlato anche delle condizioni di Nadia Lioce, magari a volte dicendo e
facendo passare delle notizie inesatte, perché magari erano notizie prese da
internet, da fonti aperte, quali ad esempio le misure delle celle o cose di
questo genere.
In realtà il problema del 41 bis non è
legato agli spazi, perché forse, se noi abbiamo una panoramica complessiva sul
carcere, vediamo che le condizioni di vivibilità in carcere sono ancora
peggiori per i detenuti comuni, che sono ammucchiati in 6, anche 8 persone per
cella, quindi con la possibilità quasi di non muoversi, insomma un’assenza di
movimento quasi totale, a differenza del 41 bis, dove certamente non c'è il problema
del sovraffollamento, ma c'è il problema dell'isolamento.
Quindi sicuramente la cella in cui vive
Nadia è una cella assolutamente normale, anche con una finestra luminosa,
perché poi spesso quando vanno le visite ispettive si limitano a guardare solo
questo, anche quando per esempio ci sono le visite del comitato di prevenzione
della tortura, si guarda se c'è una areazione abbastanza sufficiente, visto che
le persone poi ci devono vivere per 22-23 ore al giorno.
Nel caso di Nadia posso confermare che lei
vive in spazi che sono abbastanza vivibili da questo punto di vista, così come
l'aria per esempio, un'area abbastanza grande, dove può fare ginnastica. Il
problema vero è che tutto questo viene fatto nell'isolamento più totale e
quindi si fa ginnastica per un'ora al giorno, si esce all'aria per un'ora al
giorno, ma si esce in totale solitudine, senza la possibilità di interscambio
con altre detenute.
P.c.t.: Da quanti anni Nadia vive questa
condizione di 41 bis?
C.C.: Nadia è in 41 bis dal settembre 2005, quindi
parliamo di 12 anni di isolamento praticamente assoluto. E’ detenuta dal 2003
ed effettivamente anche dal 2003 al 2005 è stata comunque in un regime di
isolamento, nel senso che era classificata come detenuta AS2, è stata sempre
detenuta in carceri dove non c'erano altre detenute appartenenti allo stesso
circuito, quindi di fatto in isolamento, con la possibilità però di effettuare
colloqui regolari, quindi quattro colloqui al mese.
Dal settembre 2005 le condizioni di vita
naturalmente sono peggiorate perché ha potuto usufruire dei colloqui con la
famiglia col vetro divisorio a tutta altezza, come previsto per i detenuti in
41 bis, nella misura inizialmente di due colloqui al mese perché il tribunale
di sorveglianza, in quel caso era il tribunale territoriale di Firenze, aveva
ritenuto che, trattandosi di prigioniera politica e non appartenente ad
organizzazione di criminalità organizzata, non fosse la famiglia il veicolo di
contatto verso l'esterno e quindi gli venivano comunque garantiti due colloqui
al mese anziché uno. Successivamente il Ministero è intervenuto negando la
possibilità ai tribunali di sorveglianza di poter differenziare queste
posizioni e quindi anche per lei, così come per gli altri prigionieri politici
e per tutti i detenuti in 41 bis, la regola è quella di un colloquio mensile
della durata di un'ora, cumulabile in due ore soltanto se non si fanno colloqui
per due o tre mesi di seguito.
P.c.t.: Ci
spieghi cosa si intende per isolamento e per socialità, quando riferiamo questi
due concetti al 41 bis?
C.C.: Prima ho detto una cosa inesatta, è vero
che Nadia è in isolamento totale, ma in realtà lei potrebbe fare la socialità
con un'altra detenuta. In 41 bis la socialità può essere fatta al massimo con 4
persone e cioè i detenuti in 41 bis passano 22 ore al giorno in cella, hanno la
possibilità di uscire per due ore al giorno di cui un'ora all'aria e un'ora in
una saletta che è detta della socialità, che una saletta spoglia, dove non c'è
assolutamente nulla, al massimo un mazzo di carte e ci si può stare in quattro.
Ora generalmente nella costruzione di
questi gruppi, se parliamo del carcere maschile, magari vengono inserite
all'interno del gruppo persone che non hanno la possibilità di andare all'aria,
per esempio perché sono in sedia rotelle e sono tantissime, pensiamo al carcere
di Parma per esempio, dove ci sono tantissimi malati con patologie molto gravi
che non vanno quasi mai all'aria, per cui anche se sono gruppi da quattro, di
fatto magari sono in due le persone che vanno all'aria.
Per quanto riguarda invece il carcere
dell'Aquila, è questa la particolarità: una sezione