martedì 5 dicembre 2017

pc 5 dicembre - LEGGE DI STABILITA': SOLDI AI PADRONI E BRICIOLE ELETTORALI A LAVORATORI E MASSE POPOLARI

Una Finanziaria su misura per i padroni

di Alberto Madoglio

“Il sistema italiano si è messo in moto”. Con questa entusiastica dichiarazione il premier Gentiloni ha salutato i dati Istat che certificano una crescita del Pil superiore alle attese: 1,8%. Questi dati segnalano che al momento l’economia italiana è uscita dalla fase più pesante della crisi e ciò permette al governo di varare una legge di stabilità meno dura degli anni precedenti. Tuttavia si sarebbe autorizzati a pensare, se i dati Istat sono veri, a interventi governativi volti a restituire, almeno in parte, ai lavoratori quello che è stato tolto loro in anni di manovre “lacrime e sangue” che hanno imposto sacrifici pesantissimi alle classi subalterne. Niente di tutto questo. Il governo a guida Pd continua a imporre provvedimenti a favore dei padroni, mentre nega ogni benché minima concessione a operai , impiegati, donne e giovani.
In una manovra che prevede un impiego di risorse per circa 20 miliardi, di cui quasi 16 usati per

pc 5 dicembre - CALENDA: L'"IRRESPONSABILE" E RICATTATORE

Su Ilva - Calenda: la fabbrica «rischia di chiudere... se il Tar concederà la sospensiva si dovrà iniziare il processo di spegnimento... "Ci sono 3 mali -attacca Calenda- che hanno condizionato tutta la seconda Repubblica: la politica dei ricorsi al Tar; la fuga dalla realtà, quando si promettono cose che non si possono fare; l'irresponsabilità nei confronti delle conseguenze degli atti".

Calenda sta giocando molto sporco! Dice il falso (perchè non è affatto vero che la fabbrica può chiudere per il ricorso al Tar). La realtà è che agita il ricatto per imporre i piani di Mittal e del governo. 

"I mali che hanno condizionato tutta la seconda Repubblica" sono tutt'altro, e su questo basta guardare proprio all'Ilva: i "mali", endemici in questo sistema in cui Stato e governo sono comitati di affari al servizio dei capitalisti, sono la salvaguardia sempre e solo dei profitti e dei piani dei padroni, prima di Riva, ora della ArcelorMittal, che se ne fregano dei diritti dei lavoratori e della salute di operai e cittadini; sono i 12 decreti fatti dai governi sia di centro che di "sinistra" che hanno permesso di continuare a distruggere le vite di operai, donne, bambini, di dare l'immunità ai commissari e ai nuovi padroni Ilva, di preparare tagli di migliaia di posti di lavoro in Ilva, e subito niente salari e licenziamenti nelle ditte dell'appalto, di non fare nessuna bonifica, rimandare sine die la copertura dei parchi minerali, ecc.
Questa è la vera e criminale "irresponsabilità", questa è la cosciente e perseverata "fuga dalla realtà", di migliaia e migliaia di operai, persone, donne, bambini... 

RESPINGIAMO CON LA LOTTA UNITARIA LAVORATORI/CITTADINI DI TARANTO QUESTO SPORCO RICATTO!  

pc 5 dicembre - "INPS: BONUS BEBE' SOLO A MADRI ITALIANE" - Razzismo in funzione elettorale...

Un esempio evidente che le elemosine a donne, lavoratori, del precedente governo Renzi e dell'attuale legge finanziaria sono sostanzialmente "briciole elettorali", è la circolare dell'Inps (che ora viene condannata da una sentenza di Bergamo). 
Il bonus bebè, per l'Inps, deve andare solo alla madri italiane - perchè queste votano... le immigrate no... E allora sarebbero soldi "sprecati"... 

(Dalla stampa) - "L’Inps commette «condotta discriminatoria» se non applica parità di trattamento tra genitori italiani e genitori stranieri sugli 800 euro del cosiddetto «bonus mamma domani»: cioè sui soldi che un anno fa la legge 232 , ma dai quali poi l’Inps con una semplice circolare aveva ritenuto di poter escludere le mamme straniere prive di permesso di soggiorno di lungo periodo.
Per la prima volta il Tribunale di Bergamo, sezione Lavoro, dando ieri ragione a 24 madri provenienti da Egitto, Marocco, Senegal, Pakistan, Ecuador, Bolivia, India, Burkina Faso, Tunisia, Albania, Costa d’Avorio, Nigeria, ma residenti da anni in Italia con figli tutti nati in provincia di Bergamo, ha stabilito che escluderle dal beneficio degli 800 euro contrasta non soltanto con il testo della legge italiana, ma anche con la direttiva 2011/98 dell’Unione Europea che assicura la parità di trattamento nell’accesso alle prestazioni di maternità a tutti i migranti titolari di un permesso per famiglia o per lavoro.
L’Inps è stata perciò condannata dal giudice del Lavoro Sergio Cassia a «cessare la condotta discriminatoria», a pagare alle mamme «le somme non corrisposte» (cioè gli 800 euro più interessi), e a versare loro anche 3.000 euro come forfait per le spese".

lunedì 4 dicembre 2017

pc 4 dicembre - Per Pierre... compagno maoista francese, fondatore del Partito Comunista maoista di Francia

Comunicato dei compagni di proletari comunisti/PCmaoista Italia per la morte del compagno Pierre.

Pierre è morto - siamo a fianco dei compagni francesi e diamo un forte abbraccio alla sua compagna di vita.
Questo straordinario compagno comunista marxista leninista maoista ci ha lasciato dopo una maledetta caduta.
Siamo affranti per questa perdita irrimediabile per noi e per il movimento comunista internazionale.
Sono compagni come questi che non si arrendono mai, che continuano fino all’ultima goccia di energia a battersi per la costruzione ideologica,teorica politica e organizzativa del partito comunista nel loro paese, che viaggiano, perchè sono internazionalisti dentro’, incessantemente per partecipare a ogni evento internazionale che serva la causa della rivoluzione e la causa dell’internazionale comunista, che sono quotidianamente  impegnati nella lotta della classe operaia e di ogni fermento rivoluzionario, che conquistano i giovani, che non perdono mai il loro entusiasmo propagandistico, che fanno la storia recente di questi anni difficili per la costruzione dei partiti comunisti autentici, che fanno la storia, quella vera dell’attuale movimento comunista internazionale.
Senza boria senile e ideologismo settario infantile, con tenacia e modestia segnano la marcia irresistibile del proletariato.

Per periodi solo a condurre la battaglia senza mai sentirsi solo, perchè  sempre in prima fila nella lotta di classe e avendo sulle spalle e nel cuore la forza storica del passato del movimento comunista e la convinzione che il futuro ci appartiene.
Un compagno impressionante per la lunga militanza che ha attraversato almeno mezzo secolo della lotta comunista in Francia e del movimento comunista marxista-leninista maoista degli ultimi  trentanni.
Un compagno al nostro fianco dal primo giorno che lo abbiamo conosciuto fino all’ultima volta che lo abbiamo incontrato in Italia nel settembre 2017.
Un compagno che onoreremo come si deve nella nostra organizzazione e nel movimento operaio e comunista nazionale e internazionale.
Un compagno a cui dedicheremo una parte importante del 2018 – 50° anniversario del ‘68 innescato dal ‘maggio francese’ – un compagno da cui non ci stancheremo mai di imparare perchè non è mai stato così vero che ‘Pierre è vivo e lotta insieme a noi!’

Viva il partito comunista di francia maoista da lui fondato.
Onore e gloria all’instancabile militante e dirigente comunista marxista-leninista-maoista.
Viva l’internazionalismo proletario.
Viva la rivoluzione socialista mondiale.

I suoi compagni maoisti italiani
proletaricomunisti/PCm Italia
4 dicembre 2017

pc 4 dicembre - DOMANI, PRESIDIO DI NUDM DI MILANO ALL'IKEA CORSICO, IN SOLIDARIETA' A MARICA

(dal comunicato di Nudm di Milano) 

Come Non Una Di Meno Milano abbiamo deciso di mobilitarci a sostegno di Marica, licenziata da Ikea Corsico perché avendo due figli di cui uno disabile e di cui occuparsi da sola, non poteva fare i turni di lavoro che l'azienda le aveva imposto.
Martedì è stato convocato un presidio di solidarietà davanti a Ikea Corsico, e noi abbiamo deciso di partecipare portando a Marica la lettera pubblica che abbiamo scritto per lei, e facendo convergere questa situazione con il nostro percorso di lotta e il nostro piano per combattere insieme contro la violenza di genere.
L'Usb oltre ad aderire al presidio ha proclamato sciopero intero turno di lavoro per le sedi Ikea di Corsico, Carugate e San Giuliano, sì da consentire la partecipazione massima a chi lavora. 

La lettera a Marica
Cara Marica, 
il tuo licenziamento ci ferisce, scatena la nostra rabbia ma purtroppo non ci stupisce.
Un anno fa abbiamo iniziato a incontrarci sia a Milano che in molte altre città in Italia  e sin dai primi momenti di analisi collettiva e condivisione di esperienze abbiamo colto uno degli aspetti più pervasivi nella vita delle donne: quello della violenza economica.
Condividendo vissuti e riflessioni a partire dalle nostre stesse condizioni di vita e lavoro, abbiamo  individuato il nesso stretto tra l’attuale sistema economico  e la violenza di genere; abbiamo  messo in

pc 4 dicembre - SOLIDARIETA' A ROSSELLA - Ma come chiamare un sindaco che impedisce di dare un bicchiere d'acqua ai migranti...?

Scrisse “bastardo” al sindaco Ioculano, «Impedivano di dare acqua ai migranti»


Imperia - Sì, scrissi “bastardo” su Facebook all’indirizzo del sindaco di Ventimiglia, ma fu uno sfogo perché per 12 ore mi era stato impedito di portare anche un solo bicchiere di acqua ai ragazzi sugli scogli, circondati da un cordone di polizia e carabinieri. E comunque quell’epiteto non voleva essere diretto personalmente al sindaco Enrico Ioculano, ma alla situazione che si era creata con lo sgombero forzato.
In sintesi, si è difesa così Rosella Dominici, la no border processata oggi per diffamazione aggravata, su denuncia del sindaco. All’esterno del tribunale di Imperia, durante e prima dell’udienza, è stata manifestata solidarietà da parte del movimento No Border. I fatti risalgono al 30 settembre 2015, quando il primo cittadino fece sgomberare il presidio di no border e migranti che erano da giorni sulla scogliera dei Balzi Rossi a Ventimiglia.
Prima di entrare a palazzo di giustizia, i no border hanno distribuito diversi volantini, uno dei quali mostra l’immagine di due mani a forma di cuore, legate da un paio di manette, con la scritta `dèlit de solidarite´`, reato di solidarieta´. L’udienza si è aperta con l’esame dell’imputata da parte del giudice Daniela Gamba che ha acquisito le immagini video del post sotto accusa. Il processo è stato aggiornato al 9 febbraio 2018, quando sarà sentito Ioculano come parte lesa.
Nei giorni scorsi i solidali intemeli, pur rifiutando l’uso di insulti e tantomeno della violenza, hanno difeso Rosella Dominici, a loro giudizio intervenuta in un momento di particolare tensione emotiva.«Golia contro Davide! Il fatto che ha portato alla denuncia – sottolineano – risale al 30 settembre 2015, quando in occasione dello sgombero del presidio “No borders” dei Balzi Rossi, Rosella scrisse “bastardo” all’indirizzo del sindaco. Quel giorno la violenza dello Stato distrusse un campo autogestito da centinaia di solidali e migranti mettendo fine ad un’esperienza unica che aveva permesso di organizzare un’accoglienza dignitosa per chi, arrivato dall’Africa al confine con la Francia, scappava da fame, guerrà e povertà. I solidali come Rosella avevano messo in atto un dovere civico previsto dalla Costituzione a fronte della totale assenza delle istituzioni».

pc 4 dicembre - THYSSEN - IL 6 DICEMBRE SONO 10 ANNI E ANCORA NIENTE GIUSTIZIA

Torino, i parenti delle vittime Thyssen: "Andremo in Germania a chiedere giustizia"

A dieci anni dal rogo che uccise sette operai la ferita è ancora aperta: "Vogliamo che i politici di Berlino ci spieghino perché i due manager tedeschi sono ancora liberi"
"Il nostro dolore non si è attenuato, le nostre famiglie sono state rovinate. Io sono morta a 49 anni insieme a mio figlio". Lo dice Rosina Plati, la mamma di Giuseppe Demasi, 26 anni, uno dei sette operai morti alla Thyssen di Torino nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, in occasione della presentazione della Settimana della sikcurezza a Palazzo Civico. Dal rogo sono trascorsi dieci anni, ma per i parenti delle vittime la ferita non si è mai cicatrizzata. Si capisce dalle lacrime di Antonio Boccuzzi, l'unico sopravvissuto, e dal pianto dei familiari, ancora in attesa di giustizia perché i manager tedeschi dell'azienda, Harald Espenhahn e Gerald Priegnitz, sono ancora in libertà nel loro Paese nonostante la condanna passata in giudicato. "Presto andremo in Germania - aggiunge la signora - vogliamo che i politici ci guardino negli occhi e ci dicano perchè non sono ancora in galera".
Poco distante c'è Antonio Boccuzzi, che quella notte riuscì miracolosamente a salvarsi. "Ricordo Giuseppe che urlava 'non voglio morire'. Aveva soltanto 26 anni, insieme eravamo andati a vedere la macchina che poi aveva acquistato. A distanza di dieci anni non c'è ancora giustizia, siamo ancora qui ad aspettare che i due tedeschi scontino un giorno di carcere".

pc 4 dicembre - A Roma studenti contestano l'alternanza scuola/lavoro targata PD e la polizia aggredisce!

da infoaut
Tra spintoni e ipocrisie. La storia del Partito Democratico che si sottrae al confronto e manda la Polizia contro gli studenti.

Pd dibattito
Ieri il Partito Democratico ha organizzato una conferenza sul Diritto allo Studio a cui partecipava la Ministra Fedeli.
Diverse decine di studenti si sono presentati in Piazza di Pietra chiedendo di entrare al convegno per confrontarsi con la Ministra. Un dispiegamento sproporzionato di forze dell’ordine ha prima allontano dall’entrata della conferenza e poi aggredito gli studenti.
Minacce, spintoni, schiaffi, pugni.
Ancora una volta il Partito Democratico pur di non confrontarsi con i problemi reali del paese, ha mandato avanti la Polizia.
Ancora una volta il Partito Democratico si è nascosto dietro la scusa dell’ordine pubblico.
Come se qualche decina di studenti fosse un problema di ordine pubblico.
La verità è che quella decina di studenti rappresentavano e rappresentano un problema politico per il Partito Democratico.
Guai per chi racconta una storia differente rispetto a quella preconfezionata.

Idee per il diritto allo studio, l’università, la ricerca: così titolava la locandina dell’iniziativa.
Un convegno ‘pubblico’, ma evidentemente aperto solo a ministri, politici e amici del Partito Democratico.
Un convegno accessibile solo per chi si è reso responsabile di riforme che hanno smantellato scuole e università di questo paese.
Difficilmente la giornata poteva essere più autoreferenziale.
A meno di due settimane dagli Stati Generali dell’Alternanza Scuola-Lavoro che si terranno il 16 Dicembre sono già saltati tutti i presupposti sulla quale la Ministra raccontava di aprire i tavoli di discussione.
Per la Fedeli gli Stati Generali dovranno, o meglio dovevano, essere un momento di confronto.
La verità è che, per loro, il confronto è solo una bella parola da sventolare davanti alle telecamere.
Confrontarsi con chi l’alternanza la vive tutti i giorni, dietro i banconi di MacDonalds, tra i fumi tossici dell’Ilva di Taranto, rompendosi le gambe con i muletti nei magazzini, pulendo bagni, lavorando come camerieri, subendo molestie dai datori di lavori, è troppo scomodo.
A meno di due settimane dagli Stati Generali si è aperto il vaso di Pandora.
Il confronto che il Partito Democratico e la Fedeli raccontano è una farsa.
I tavoli, le discussioni saranno delle autorappresentazioni. I problemi reali saranno tenuti fuori.
Con buona pace di chi è stato invitato e vuole parteciparvi.
Oggi ci misuriamo con questo dato di fatto. Il 15 Dicembre a Roma si terrà un corteo che dovrà marcare una distanza, tra chi si troverà il giorno successivo all’interno di queste conferenze fantoccio e tra chi invece ha dei problemi reali da raccontare.
Perché il Partito Democratico, il governo e la Ministra Fedeli non possono più scappare dal confronto con gli studenti.
Il 15 Dicembre sarà la giornata di mobilitazione contro gli Stati Generali dello Sfruttamento!

15 Dicembre – Ore 9.30 – Piazza della Repubblica

Il video dell'aggressione improvvisa della Polizia fuori la conferenza del Partito DemocraticoIl video dell'aggressione improvvisa della Polizia fuori la conferenza del Partito Democratico


pc 4 dicembre - Sostegno alla lotta del popolo palestinese - Forum Palestina

 I documenti inseriti in questa settimana
( 26 Novembre  -  2 Dicembre 2017 )
2 Dicembre 2017
Fdlp: la resistenza ha il diritto di rispondere alle aggressioni israeliane
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Le relazioni segrete di Paesi musulmani con Israele
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La Palestina presa in Giro
di Zvi Schuldiner
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1 Dicembre 2017
Ambasciatore Palestina a Roma: un errore cedere al ricatto israeliano
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Giro: Rimossa dicitura 'Gerusalemme Ovest', Israele si felicita
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Bombardamenti israeliani contro la Striscia di Gaza: 3 palestinesi feriti
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L’organo internazionale di controllo della medicina complice degli abusi israeliani
di Derek Summerfield
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30 Novembre 2017
Leila Khaled, simbolo di resistenza, respinta dall’Italia
di Stefano Mauro
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Pence: “Trump sta considerando il trasferimento dell’ambasciata Usa a Gerusalemme”
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Perché la Palestina è ancora il problema
di John Pilger
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L’esercito israeliano impone gravi restrizioni ai residenti di Nablus
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Gaza, Israele proibisce ingresso a diplomatici svizzeri
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29 Novembre 2017
NEGATO L'INGRESSO IN ITALIA A LEILA KHALED
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70 anni di promesse mancate: la storia non raccontata del piano di partizione
di Ramzy Baroud
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Il governo israeliano prova a triplicare i prezzi delle petizioni per i palestinesi
di Roberto Prinzi
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Sionisti costringono un padre palestinese a demolire la propria casa
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28 Novembre 2017
5700 Palestinesi arrestati dall’inizio del 2017
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Israele e la pulizia etnica di Gerusalemme
di Irene Masala
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27 Novembre 2017
  Israele destina soltanto l’8,5% per lo sviluppo palestinese a Gerusalemme
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Sinai, attacco troppo vicino a Gaza
di Piero Orteca
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26 Novembre 2017
I parlamentari britannici sostengono la mozione sulla detenzione militare israeliana dei bambini palestinesi
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La percentuale piu` elevata di disoccupazione a Gaza                                              

pc 4 dicembre - Sostenere con l'informazione e tutte le forme di mobilitazione possibili la lotta di Nuriye Gülmen and Semih Ozakça - info SRP - srpitalia@gmail.com


in via di traduzion
Dear Comrade,
We are resisting against AKP fascisme in Turkey. Academician Nuriye Gulmen's freedom is a victory for us after 268 day in hunger strike...
Nuriye Gulmen and Semih Ozakca were put on trial on 1 December. Nuriye Gulmen was released after six and a half months in prison. The court sentenced her to 6 years and 3 months on charges of "membership of an organisation" by punishing her on the 268th day of hunger.
The court took revenge on Nuriye while releasing her. The court delegation, which had acquitted Semih Ozakca, who had been arrested under the same charges, decided to CONDEMN HER TO DEATH with a political decision because Nuriye was the first to launch the action! This trial process is entirely unlawful and the court has taken the decision quickly and has PUNISHED Nuriye without giving her the opportunity to defend herself!
Warmest greetings...

HALK CEPHESİ
PEOPLE'S FRONT
Greetings Nuriye...
Welcome...
We did not have the patience to wait any longer
You came with your smiling face and your eyes lighting up like the North Star...
AT LAST YOU CAME AND ARE SHOULDER TO SHOULDER WITH YOUR COMRADES… HEART TO HEART…
WE WILL ALSO DANCE THE HALAY OF VICTORY SHOULDER TO SHOULDER!
IN THE NEAR FUTURE!
Nuriye Gulmen and Semih Ozakca were put on trial on 1 December. Nuriye Gulmen was released

pc 4 dicembre - Intervista all'avv. di Nadia Lioce - Continuare e elevare la solidarietà a Nadia Lioce e a tutti i prigionieri politici, con una mobilitazione di massa estesa a tutti i sinceri democratici. info mfpr.naz@gmail.com

Dall'intervista di Pagine contro la tortura a Caterina Calia (pubblicata il 17 novembre su https://www.ondarossa.info/newstrasmissioni/2017/11/intervista-sul-41bis-caterina-calia):

P.c.t.: Sappiamo che tra i tuoi assistiti c'è anche la compagna Nadia Lioce, che è l'unica donna fra i tre compagni attualmente detenuti in 41 bis e la sezione in cui si trova è appunto quella all'interno del carcere dell'Aquila, che è anche l'unica in Italia, predisposta alla detenzione femminile in questo regime. Vista la natura segregativa del cosiddetto carcere duro, spesso circolano delle inesattezze relative alle reali condizioni di vita al suo interno, che potrebbero risultare fuorvianti. Dopo tutti questi anni di colloquio con Nadia tu puoi sicuramente riferirci con precisione la sua testimonianza diretta, proprio per l'esperienza da lei vissuta. Puoi parlarcene?

C.C.: Certo! Ci sono delle situazioni in cui gruppi di persone, che comunque hanno fatto delle attività contro il 41 bis, denunciato la tortura che rappresenta il regime del 41 bis e in alcuni casi si è parlato anche delle condizioni di Nadia Lioce, magari a volte dicendo e facendo passare delle notizie inesatte, perché magari erano notizie prese da internet, da fonti aperte, quali ad esempio le misure delle celle o cose di questo genere.
In realtà il problema del 41 bis non è legato agli spazi, perché forse, se noi abbiamo una panoramica complessiva sul carcere, vediamo che le condizioni di vivibilità in carcere sono ancora peggiori per i detenuti comuni, che sono ammucchiati in 6, anche 8 persone per cella, quindi con la possibilità quasi di non muoversi, insomma un’assenza di movimento quasi totale, a differenza del 41 bis, dove certamente non c'è il problema del sovraffollamento, ma c'è il problema dell'isolamento.
Quindi sicuramente la cella in cui vive Nadia è una cella assolutamente normale, anche con una finestra luminosa, perché poi spesso quando vanno le visite ispettive si limitano a guardare solo questo, anche quando per esempio ci sono le visite del comitato di prevenzione della tortura, si guarda se c'è una areazione abbastanza sufficiente, visto che le persone poi ci devono vivere per 22-23 ore al giorno.
Nel caso di Nadia posso confermare che lei vive in spazi che sono abbastanza vivibili da questo punto di vista, così come l'aria per esempio, un'area abbastanza grande, dove può fare ginnastica. Il problema vero è che tutto questo viene fatto nell'isolamento più totale e quindi si fa ginnastica per un'ora al giorno, si esce all'aria per un'ora al giorno, ma si esce in totale solitudine, senza la possibilità di interscambio con altre detenute.

P.c.t.: Da quanti anni Nadia vive questa condizione di 41 bis?

C.C.: Nadia è in 41 bis dal settembre 2005, quindi parliamo di 12 anni di isolamento praticamente assoluto. E’ detenuta dal 2003 ed effettivamente anche dal 2003 al 2005 è stata comunque in un regime di isolamento, nel senso che era classificata come detenuta AS2, è stata sempre detenuta in carceri dove non c'erano altre detenute appartenenti allo stesso circuito, quindi di fatto in isolamento, con la possibilità però di effettuare colloqui regolari, quindi quattro colloqui al mese.
Dal settembre 2005 le condizioni di vita naturalmente sono peggiorate perché ha potuto usufruire dei colloqui con la famiglia col vetro divisorio a tutta altezza, come previsto per i detenuti in 41 bis, nella misura inizialmente di due colloqui al mese perché il tribunale di sorveglianza, in quel caso era il tribunale territoriale di Firenze, aveva ritenuto che, trattandosi di prigioniera politica e non appartenente ad organizzazione di criminalità organizzata, non fosse la famiglia il veicolo di contatto verso l'esterno e quindi gli venivano comunque garantiti due colloqui al mese anziché uno. Successivamente il Ministero è intervenuto negando la possibilità ai tribunali di sorveglianza di poter differenziare queste posizioni e quindi anche per lei, così come per gli altri prigionieri politici e per tutti i detenuti in 41 bis, la regola è quella di un colloquio mensile della durata di un'ora, cumulabile in due ore soltanto se non si fanno colloqui per due o tre mesi di seguito.

P.c.t.: Ci spieghi cosa si intende per isolamento e per socialità, quando riferiamo questi due concetti al 41 bis?

C.C.: Prima ho detto una cosa inesatta, è vero che Nadia è in isolamento totale, ma in realtà lei potrebbe fare la socialità con un'altra detenuta. In 41 bis la socialità può essere fatta al massimo con 4 persone e cioè i detenuti in 41 bis passano 22 ore al giorno in cella, hanno la possibilità di uscire per due ore al giorno di cui un'ora all'aria e un'ora in una saletta che è detta della socialità, che una saletta spoglia, dove non c'è assolutamente nulla, al massimo un mazzo di carte e ci si può stare in quattro.
Ora generalmente nella costruzione di questi gruppi, se parliamo del carcere maschile, magari vengono inserite all'interno del gruppo persone che non hanno la possibilità di andare all'aria, per esempio perché sono in sedia rotelle e sono tantissime, pensiamo al carcere di Parma per esempio, dove ci sono tantissimi malati con patologie molto gravi che non vanno quasi mai all'aria, per cui anche se sono gruppi da quattro, di fatto magari sono in due le persone che vanno all'aria.
Per quanto riguarda invece il carcere dell'Aquila, è questa la particolarità: una sezione

domenica 3 dicembre 2017

pc 3 dicembre - DEDICATO A CHI DICE CHE L'ILVA VA CHIUSA E CHIEDE UN'"ECONOMIA ALTERNATIVA" - Bagnoli dovrebbe pur far riflettere...!

(Dal blog tarantocontro)

Dalle parole della sovraintendente del Teatro San Carlo di 
Napoli, vissuta a Bagnoli:
"il quartiere ha perso la sua identità operaia, ha perso la fiducia in una trasformazione molto attesa, ed è rimasta senza il cuore pulsante, operoso della gente che lavora. Le fabbriche sono rimaste scheletri, gli ampi spazi attorno si sono trasformati in deserto. Il mare è in gran parte negato. E negati sono gli spazi sociali..."

Dall'articolo di Sergio Rizzo:
"I soldi: l'unica cosa che non è mai mancata... per bonificare quei 250 ettari martoriati dai veleni e far rinascere Bagnoli... (con anche) un Parco, un complesso con "coffee e wine bar", auditorium e centro benessere, unico al mondo perchè senza una goccia di acqua termale... (mai aperto)...
Quel centro benessere affaccia su una delle aree più inquinate

pc 3 dicembre - Noi sappiamo chi è stato: non sono "solo" mele marce, ma la costante di questo sistema

Bandiera neonazisti in una caserma carabinieri Toscana
Post in video pubblicato su sito, anche immagine Salvini

Una bandiera utilizzata in tutta Europa da gruppi neonazisti è apparsa in una camerata della caserma del VI battaglione carabinieri Toscana. La notizia è stata postata in un video, pubblicato su ‘ilsitodifirenze’, ripreso dall’esterno della caserma Baldisserra. Nelle immagini, per un attimo, accanto alla bandiera appare anche un poster – forse un fotomontaggio – con un’immagine di Matteo Salvini. Dall’Arma si rende noto che il comandante del battaglione sta “valutando provvedimenti disciplinari” ed eventuali conseguenze penali del gesto. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha chiesto al comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, generale Tullio Del Sette, “chiarimenti rapidi e provvedimenti rigorosi” sulla vicenda dell’esposizione di una bandiera nazifascista a Firenze all’interno di una camerata della caserma del VI battaglione carabinieri Toscana. “La Repubblica Italiana e la sua Costituzione – ha detto il ministro Pinotti – si fondano sui valori della Resistenza, sulla lotta al fascismo e al nazifascismo. Chiunque giura di essere militare lo fa dichiarando fedeltà alla Repubblica, alle sue leggi e alla Costituzione. Chi espone una bandiera del Reich – ha aggiunto ancora Pinotti – non può essere degno di far parte delle Forze Armate essendo venuto meno a quel giuramento. I carabinieri sono un simbolo della sicurezza della nostra comunità, l’Italia, che si basa su questi valori. Per questo è ancora più grave l’esposizione della bandiera nazifascista all’interno di una caserma dei Carabinieri. Ho già chiesto al Comandante generale – ha concluso Pinotti – chiarimenti rapidi e provvedimenti rigorosi verso i responsabili di un gesto cosi vergognoso”.   
ANSA | 02-12-2017 20:32

pc 3 dicembre - Dopo la celebrazione, lo studio della Rivoluzione d'Ottobre - uno strumento disponibile

Studio attualizzato dei PRINCIPI DEL LENINISMO
A cura di proletari comunisti – PCm Italia

 Le radici storiche del leninismo
Il metodo
La teoria
La dittatura del proletariato

Strategia e tattica
Il partito

Gruppi di studio nei circoli proletari comunisti
info: pcro.red@gmail.com

pc 3 dicembre - Libertà per Nadia Lioce nel cuore della manifestazione di Roma del 25 novembre - il forte e chiaro appello del Movimento femminista proletario rivoluzionario


Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario
Italia

26 nov 2017 — La campagna del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario "No al 41 bis per Nadia Lioce" va in piazza, questa volta a Roma, nella manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne. E' stato letto e diffuso il volantino "libertà per Nadia Lioce", distribuito nel corso dei presidi a L'Aquila, e denunciata con forza la discriminazione delle donne anche all'interno delle carceri, con la doppia repressione di quelle che, come Nadia, si ribellano a questo sistema segregativo (alcune foto del corteo su https://femminismorivoluzionario.blogspot.it/2017/11/dal-24-novembre-laquila-al-25-novembre.html )

Il 24 novembre intanto è stato depositato al Tribunale Penale de L’Aquila il documento di Nadia Lioce sulle proteste attuate in carcere contro il 41 bis. Il documento, è disponibile su questo blog

pc 3 dicembre - La posizione dei maoisti italiani sul Venezuela che si distingue nettamente dalle depandances dell'ambasciata venezuela esistenti sotto diverse vesti nel nostro paese

da carc a slai cobas pomigliano ad esempio...

pc 5 agosto - Venezuela - la nostra posizione

contro l'imperialismo USA/EUROPA/ VATICANO, contro i loro servi in Venezuela,
a fianco della lotta del popolo venezuelano per una vera rivoluzione di nuova democrazia antimperialista e in marcia per il socialismo

Ma Maduro, come prima Chavez e la linea e ideologia della 'rivoluzione bolivariana', sono prte del problema e non della soluzione.

Contro il governo imperialista italiano, schierato con la reazione imperialista in Vernezuela
appoggiamo e organizziamo la solidarietà proletaria e antimperialista con le masse proletarie e popolari venezuelane

contro i socialdemocratici riformisti 'bolivariani' ' alba' ecc in  Italia, travestiti da 'comunisti'
i proletari comunisti italiani, appoggiano e promuovono l'internazionalismo e la costruzione
del partito comunista rivoluzionario autentico, mlm, in Venezuela e in tutta l'America Latina

proletari comunisti/PCm Italia

agosto 2017

pc 3 dicembre - Collegatevi con lo slaicobasilva taranto - una informazione

Compagni operai,
da oggi potete comunicare e ricevere tempestivamente informazioni dallo Slai Cobas anche via WhatsApp.
Tenete in rubrica questo numero e/o scriveteci un messaggio.
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pc 3 dicembre - Il Punto Libreria “METROPOLIS” Milano prosegue la campagna PAGINE CONTRO LA TORTURA verso i prigionieri politici rivoluzionari

Porta un libro contro l’isolamento dei prigionieri politici rivoluzionari 

L'art. 41 bis dell'Ordinamento Penitenziario è il punto più rigido della scala del trattamento differenziato che regola il sistema carcerario italiano. Nato come provvedimento emergenziale, come sempre succede è diventato norma permanente e questo processo di stabilizzazione determina inasprimenti anche di altri regimi carcerari, come l'Alta Sicurezza 1 e 2 o l'isolamento prolungato dell'art. 14 bis. Dal regime di 41 bis non si esce, se non attraverso la collaborazione con lo Stato: esci da lì solo se fai l'infame e al posto tuo vi fai entrano un altro!
Il 41 bis prevede: 
1. isolamento per 23 ore al giorno (soltanto nell’ora d’aria è possibile incontrare altri/e prigionieri/e, comunque al massimo tre, e solo con questi è possibile parlare); 
2. colloquio con i soli familiari diretti (un’ora al mese) che impedisce per mezzo di vetri, telecamere e citofoni ogni contatto diretto; 
3. esclusione a priori dell’accesso ai “benefici”; 
4. utilizzo dei Gruppi Operativi Mobili (GOM), il gruppo speciale della polizia penitenziaria, tristemente conosciuto per i pestaggi nelle carceri e per i massacri compiuti a Genova nel 2001; 
5. “processo in videoconferenza”: l’imputato/a detenuto/a segue il processo da solo/a
in una cella attrezzata del carcere, tramite un collegamento video gestito a discrezione da giudici, pm, forze dell’ordine, quindi privato/a della possibilità di essere in aula; 
6. censura-restringimento nella consegna di posta, stampe, libri.
E' evidentemente un regime che mira all'annullamento de prigioniero, di ogni suo pensiero e autonomia. Solo in questo senso è spiegabile la nuova restrizione della possibilità di accesso a libri e pubblicazioni. Chi è sottoposto al 41 bis non può più ricevere libri, né qualsiasi altra forma di stampa, attraverso la corrispondenza e i colloqui sia con parenti sia con avvocati: è un’ulteriore restrizione in aggiunta a quella che già prevede che il prigioniero possa avere al massimo tre libri in cella.
La campagna “Pagine contro la tortura” vuole agire su questo ulteriore accanimento per mettere in discussione tutto il regime del 41 bis ed in ultima analisi tutto il sistema carcerario perché il carcere non è la soluzione, ma parte del problema.
La campagna consiste nello spedire cataloghi, libri, riviste e altre pubblicazioni presso le biblioteche delle carceri in cui sono presenti le sezioni di 41bis ed ai prigionieri e alle prigioniere che di volta in volta ne faranno richiesta.

 IL PUNTO LIBRERIA MILITANTE. C/O T28 VIA DEI TRANSITI,28
APERTO IL GIOVEDI’ DALLE 16 ALLE 19. MA CHE TROVI E TROVERAI NELLE LOTTE!


portare quanti più libri al Punto Libreria c/o T28, via Transiti-28 tutti i giovedì dalle 16 alle 19 o scrivere a metropolislibreria@gmail.com o chiamare il 338/7211377