mercoledì 31 maggio 2017

pc 31 maggio - Parlano alcune operaie di Brescia

SIETE TUTTE DONNE, COME E PERCHE’ SI E’ FORMATO IL VOSTRO GRUPPO?
Tutto è partito da una provocazione da parte di un “capetto” che ci prendeva di mira perché eravamo attive sindacalmente come RSU e come semplici iscritte. L’intento era di isolarci per il nostro essere ribelli e, in una certa misura, politicizzate. Da un fatto specifico e particolare, una provocazione appunto, abbiamo tratto la spinta per fare un passo avanti contro il regime che vige in fabbrica. Diciamo che abbiamo capito persino meglio che avevamo un interesse comune molto concreto, che poi non è chissà che, ma semplicemente il lavorare in sicurezza, avere i propri diritti, cose di questo genere… quindi ci siamo unite ancora di più e così è nato il gruppo.

QUALI SONO LE DIFFICOLTA’ CHE AVETE INCONTRATO NELLA VOSTRA ATTIVITA’?
Alcune di noi erano RSU, ma siamo state obbligate a dimetterci perché la direzione ci ha mobilitato contro la maggior parte degli operai, utilizzando intimidazioni e calunnie, tipo che la crisi dell’azienda era colpa nostra, che creavamo situazioni che mettevano a rischio il futuro dell’azienda, ecc. Il sindacato ci ha consigliato di rinunciare alla carica per evitare ritorsioni peggiori, anche se noi avremmo voluto continuare. E’ stata un po’ una ritirata. Da noi vige una specie di regime: manca qualsiasi tipo di libertà, che sia esprimere opinioni o leggere un’informativa. Anche durante le assemblee sindacali era impossibile avere un confronto libero, perché erano presenti alcuni capi che

pc 31 maggio - Nel Brasile in fiamme, che ha bisogno di una rivoluzione, la battaglia d'avanguardia proletaria e contadina dei maoisti è la guida necessaria e il futuro del movimento

Saudações amigas(os) e companheiras(os)!
Já está pronta a edição nº 189 (1ª quinzena de junho de 2017) do jornal A Nova Democracia, 

pc 31 maggio - ILVA - I padroni indiani, e padroni italiani al seguito, annunciano da 4800 a 6000 esuberi. Come volevasi dimostrare, come avevamo sempre detto: per gli operai nè sicurezza e salute - nè lavoro!

Questo era chiaro già da tempo, ma ora tutti, sindacati, partiti, gridano e fanno i sorpresi. Sono ipocriti! 

 

Purtroppo buona parte dei lavoratori ha finora scelto la linea della sudditanza, dell'attesa, dell'affidarsi ai sindacati (al di là delle critiche), agli incontri e non quella della autorganizzazione e della vera opposizione, che richiedeva il rifiuto di firmare accordi su CIGS sin dall'inizio e contratti di solidarietà/anticamera dei licenziamenti, fino ai cosiddetti recenti primi 200 licenziamenti "volontari", che tutti hanno firmato, anche il quarto sindacato USB, che a parole chiede nazionalizzazioni, ma poi in fabbrica fa cogestione...

Ora non basta la lotta e le forme di lotta, occorre ritirare la delega ai sindacati confederali, la disdetta di massa della tessera, l'autorganizzazione e poi il piano di lotta e la piattaforma operaia, perchè comunque si deve impedire al piano padroni-governo di passare. 

Slai cobas per il sindacato di classe taranto
slaicobasta@gmail.com
347-5301704
31 maggio 2017

pc 31 maggio - SCONTRO CGIL/GOVERNO SUI VOUCHER - LA CGIL INDICE "UNA GRANDE MANIFESTAZIONE" PER PARTORIRE UN TOPOLINO...

Che il governo Renzi/Genitiloni non fosse assolutamente credibile, e che il decreto di abolizione dei voucher fosse stato fatto unicamente per stoppare il referendum - che non è che gli avrebbe dato in sè molti problemi, sia chiaro, ma poteva dare fastidio alla campagna elettorale - era prevedibilissimo e le espressioni di "vittoria" fatte allora dalla Cgil erano assolutamente improprie. 

Puntuale, il governo, che ha mostrato fin dall'inizio e mostra continuamente anche su tanti altri terreni di fregarsene delle "regole democratiche", perchè è un governo strutturalmente anti "regole/diritti costituzionali" (ci ha fatto anche un referendum.... E anche su questo, solo la Cgil/Camusso può strillare alla luna - della serie: ci fa o è?), ha tirato fuori il "contratto di prestazione occasionale" che chiaramente fa rientrare dalla finestra i voucher, usciti solo per un momento dalla porta.

"Prima il lavoratore era obbligato a rilasciare al committente una ricevuta non fiscale e una ritenuta d’acconto. Ora il lavoratore sarà pagato 9 euro l’ora (da 7,5) per un massimo di 4 ore di lavoro consecutive con lo stesso datore di lavoro. Lo «scontrino» non sarà più acquistabile in tabaccheria, ma scaricabile da una piattaforma online dell’Inps. Sarà introdotto un tetto unico ai compensi pari a 5mila euro e il lavoratore non potrà ricevere più di 2.500 euro l’anno dal medesimo datore di lavoro. Rimane il limite alle microimprese sotto i 5 dipendenti, salvo per l’agricoltura o l’edilizia.
L’emendamento prevede l’introduzione della totale tracciabilità (così si eliminerebbe il lavoro nero...! Ridicolo! - ndr) e il pagamento dei nuovi voucher-prestazioni occasionali non potrà avvenire in contanti. L’emendamento istituisce il libretto famiglia per colf, badanti, insegnanti di ripetizione con un compenso da 10 euro, un euro in più rispetto alle prestazioni occasionali dell’impresa. Le «nuove» prestazioni occasionali saranno usate anche nella pubblica amministrazione, i comuni ad esempio. Il ricorso è giustificato in base a eccezioni quali catastrofi naturali oppure «eventi» che richiedono un surplus di manodopera pagata on the spot". (Da Il Manifesto).

Ma siccome anche la Cgil bleffa, è bene riandare a leggere quello che la Cgil ha scritto a proposito nella sua "Carta dei diritti" - sotto riportiamo dall'opuscolo dello Slai cobas sc: "Cambia per non cambiare niente" di critica alla "Carta dei diritti" il punto sul "lavoro occasionale" e segnaliamo un altro opuscolo critico di Trento "La carta dei diritti del lavoro della Cgil": al servizio dello smantellamento della Costituzione e dell'affermazione dello Stato neo-corporativo" - da cui non solo è difficile notare grandi differenze, ma emerge anche una linea collaterale a quella del governo.

Questo mostra che la mobilitazione ora lanciata dalla Cgil non è espressione di uno scontro necessario tra difesa reale dei diritti dei lavoratori e soprattutto delle lavoratrici (la maggioranza in questi rapporti iperprecari) e politica di attacco, di precarietà sistemica del governo; ma di un mini scontro tra ruolo del vertice Cgil e governo - da cui i lavoratori e le lavoratrici devono tenersi fuori - perchè la loro strada di opposizione deve essere tutt'altra.


DALL'OPUSCOLO "Per una critica della "Carta dei diritti universali del lavoro" della Cgil" - Cambia per non cambiare niente
 
(La proposta della Cgil):
CAPO V - Lavoro subordinato occasionale
Art. 80 - Definizione e campo di applicazione
1. Il contratto di lavoro subordinato occasionale ha ad oggetto prestazioni di natura meramente occasionale o saltuaria rese dai soggetti di cui al comma 2, nell’ambito: a) dei piccoli lavori di tipo domestico familiare, compresi l’insegnamento privato supplementare, i piccoli lavori di giardinaggio e l’assistenza domiciliare occasionale ai bambini e alle persone anziane, ammalate o con handicap;
b) della realizzazione da parte di privati di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli di piccola entità;
3. Il singolo lavoratore può essere occupato presso lo stesso datore di lavoro, in virtù di uno o più contratti di lavoro subordinato occasionale, per un periodo di tempo complessivamente non superiore a 40 giorni nel corso dell’anno solare, ed i relativi compensi non possono essere superiori a € 2.500.
Articolo 81 - Disciplina del lavoro subordinato occasionale
2. Coloro che intendono ricorrere a prestazioni di lavoro subordinato occasionale devono acquistare presso le rivendite autorizzate una o più schede per prestazioni di lavoro subordinato occasionale... Ogni scheda ha un valore nominale di 10 euro,  e corrisponde... al valore di un’ora lavorativa.
Il datore di lavoro consegnerà al lavoratore, a titolo di compenso dovuto per la prestazione effettuata, un numero di schede corrispondente al numero di ore lavorate

(Il nostro commento critico)
sui lavori “occasionali” (voucher) la Cgil bleffa, alla grande! Da un lato indice un referendum per “l’eliminazione dei voucher”, dall’altro li riprende nella sua Carta, unicamente restringendo i campi in cui si possono utilizzare e ponendo un limite di 40 giorni per ogni datore di lavoro; e definendo questo lavoro "subordinato". Sapendo bene come questi lavori “occasionali” stiano coprendo veri lavori a nero, cancellino diritti, in primis sulla sicurezza, taglino ore di lavoro e salario.
Su queste tipologie contrattuali sarebbe stato logico - se si parla di “diritti” - porre articoli che ne prevedessero la loro eliminazione, non “aggiustare” normative che già hanno mostrato che servono solo a tagliare il costo del lavoro e i diritti dei lavoratori, e spacciare questo, come col referendum sul lavoro occasionale, per “abrogazione”.

martedì 30 maggio 2017

pc 30 maggio - Il fallimento del G7 - 2° editoriale - speciale proletari comunisti

Il Sole 24 ore segnala come Trump abbia attaccato frontalmente la Germania accusata di essere molto cattiva per il surplus commerciale, concentrandosi sulle automobili minacciate di dazio. Ma come scrive il Sole la Germania non esporta solo automobili, Trump si lamenta delle auto ma non pensa ai dazi che già ci sono - ad esempio, le carrozze dei treni provenienti dall'estero sono già gravate negli Usa da un dazio del 14% rispetto all'1,7% nella UE.
Ma Trump spara a zero sull'auto per tirare tutta la catena delle sue lamentele: il dollaro è sottovalutato rispetto all'euro, e via discorrendo...

Il Sole 24 ore rileva che francamente chi si dovrebbe lamentare dell'euro dovrebbero essere gli altri paesi europei, che già lo fanno, e non certo gli Usa che vogliono, per effetto del puro rapporto di forza che è di tipo globale e militare, adeguare l'economia a questo. Certo è imperialismo, ma quasi

pc 30 maggio - Il fallimento del G7 - 1° editoriale - speciale proletari comunisti

Guardando a come il sistema imperialista e i suoi strumenti, mass media, ecc., hanno gestito il G7, abbiamo emesso un primo giudizio secco e lapidario di fallimento di questo Vertice, così come nei giorni precedenti avevamo denunciato che sotto il “vestito”, luccicante, arrogante ed ostentato, non c'era niente, e che l'appuntamento più importante, anche se molto sbrigativo, era il Vertice del giorno prima, quello della Nato a Bruxelles, dove gli spostamenti progressivi del “piacere” nel passaggio da Obama a Trump si cominciassero a vedere nel solco già solidamente tracciato del precedente Vertice Nato di Varsavia.

Oggi, a tre giorni dall'evento del G7 e dal film messo in scena nel villaggio vacanza di Taormina è assolutamente necessario entrare più dentro il problema e cercare di decifrare se qualcosa è avvenuto e di che si tratta nella sostanza.
E' giusto parlare innanzitutto di fallimento, e sotto certi aspetti di clamoroso fallimento, perchè Trump ha continuato anche in questo Vertice, a quanto pare, lungo la strada del “coatto arricchito”

pc 30 maggio - Lo spezzone maoista, novità rivoluzionaria del corteo, nel fuoco della lotta di classe in stretto legame con le masse


pc 30 maggio - G7 Taormina - Sono 300, e non 30, le persone che sfidano il divieto e marciano verso la polizia schierata




pc 30 maggio - G7 Taormina - Sin dal giorno prima 26 maggio, nonostante fermi, controlli e repressione, nella piazza ben chiara la nostra posizione


pc 30 maggio - G7 Taormina - MFPR un contingente bello e d'avanguardia accende concentramento e corteo


pc 30 maggio - G7 Taormina - Un quadro della repressione preventiva

Bloccati per ora i 150 attiviste/i campani e del NordEst partiti venerdì notte da Napoli (Insurgenica – Zer081), quelli partiti in bus sempre dal capoluogo campano (Ex Opg Je So’ Pazzo) e una trentina di compagni cosentini del Centro Sociale Rialzo, con identificazioni e perquisizioni.  
12 della trentina di compagne/i cosentini, fermi da ore a Villa San Giovanni, portati al Commissariato reggino per “ulteriori accertamenti”.
Ancora fermi i 150 attiviste/i campani e del NordEst.
Bloccati anche i quattro pullman con a bordo compagne/i palermitani e torinesi in un’autogrill vicino Catania. 
Catania uno schieramento di forze dell’ordine blocca gli attivisti prima di salire sul bus diretto a Giardini Naxos. Ancora perqusizioni e controllo dei documenti. Tensioni e spintoni con la polizia che con un atteggiamento aggressivo e arrogante tenta di sequestrare bandiere e striscioni agli attivisti.
Ancora fermi a Messina Sud – Tremestieri i gruppi provenienti da Cosenza e Messina.
Ore 15 Il gruppo di manifestanti di Messina è stato fermato e bloccato al casello di Tremestieri. Perquisizioni, controlli, e foto identiticative con carta d’identità al petto. Gli agenti fotografano anche riviste, libri e quaderni presenti negli zaini.

pc 30 maggio - In Sardegna prosegue la lotta contro la militarizzazione

pc 30 maggio - G7 Taormina - testimonianze della repressione

La libertà secondo Minniti. Testimonianza di un “espulso”



Ora che sono un po’ più tranquillo volevo scrivere due parole su quello che mi è successo ieri.
Venerdì sera sono partito in treno per tentare di raggiungere Taormina. Da anni sapevo che ieri si sarebbe tenuta la manifestazione in contestazione al summit dei leaders del G7, avendo appreso la notizia da Facebook ormai anni fa.
Mi sono attrezzato e venerdì sera sono salito su un treno a Milano per raggiungere Messina prima e, successivamente, Taormina.
Sono arrivato alla stazione di Villa San Giovanni per le ore 6.00 circa, di sabato mattina. In attesa che imbarcassero il mio intercity sul traghetto che doveva farmi attraversare lo stretto di Messina, scendo per prendere una boccata d’aria e fumarmi una sigaretta. Mi si avvicinano due agenti della PolFer che stavano perquisendo il treno e così, anche in tono cordiale, mi domandano dove fossi diretto. Tento di rimanere sul vago, ma chiarisco che stavo cercando di raggiungere Taormina per produrre un articolo sulla manifestazione prevista per quel pomeriggio da pubblicarsi sul giornalino studentesco ilTurpiloquio.
Mi chiedono allora i documenti e cominciano a controllare la mia vita su un palmare in loro dotazione. Mi chiedono se avessi mai avuto “guai con la legge” e io, con la massima sincerità, rispondo che a 16 anni ero stato segnalato alla Questura di Como per manifestazione non autorizzata.
Dovevo capire che non tirava una buona aria quando, “accompagnandomi” in centrale alla PolFer, la prima domanda che mi viene rivolta è: “Senta, lei deve fare ‘sto articolo, ma qual è la sua posizione politica su questo summit?”.
Arrivato in centrale mi perquisiscono il bagaglio, mi fanno togliere le scarpe e i pantaloni e intuisco subito il loro intento: continuano a domandarmi, anche insistentemente, se per caso avessi con me degli stupefacenti, dei coltellini o se per caso avessi mai avuto precedenti per possesso di droghe, cercano un pretesto per non farmi proseguire. Mi controllano perfino le due SD che avevo con la macchina fotografica e la penna USB di Star Wars che avevo con me, in cerca, a dir loro di “materiale sospetto”.
Finita la perquisizione mi fanno spegnere il cellulare, facendomelo depositare su un tavolo, dicendomi che fino al mio rilascio non avrei potuto comunicare con l’esterno, nemmeno con i miei genitori, nemmeno con i compagni che mi aspettavano a Messina per tranquillizzarli.
Dopo un paio d’ore mi informano che, prima di rilasciarmi, devono fare ancora un paio di controlli e che, per tanto, dovevo seguirli in questura a Reggio Calabria. Non faccio storie e li seguo, mi fanno salire in macchina e mi portano in questura, negli uffici dell’anticrimine.
Senza troppi complimenti un agente della DIGOS mi comunica che, “visti i miei precedenti”, mi avrebbero notificato un Foglio di Via Obbligatorio con un ingiunzione a presentarmi entro le 10 di questa mattina in questura a Como per farmi identificare.
Allora, è importante sottolineare che il verbale mi definisce come una “persona pericolosa per l’ordine pubblico”, ma i presunti “precedenti specifici” altro non sono se non due denunce a mio carico per manifestazione non autorizzata di quando avevo sedici anni, per le quali non solo sono stato pienamente assolto anni fa, ma addirittura assolto perché “il fatto è irrilevante”.
Esistono quindi ben due documenti pubblici che certificano che io non rappresenti un problema di nessun tipo per l’ordine pubblico. A fronte di ciò, e di un verbale di perquisizione che certificava che tutte le perquisizioni avevano dato esito negativo (per tutto, stupefacenti, armi contundenti, esplosivi), mi informano che è necessario per evidenti problemi di ordine pubblico che io sia allontanato immediatamente da Villa San Giovanni, nel tentativo, non dichiarato ovviamente, di impedirmi di partecipare alla manifestazione prevista per quello stesso pomeriggio. Il tutto con la proverbiale cordialità dei pubblici agenti, che mi trattano a metà fra il paternalismo e il continuo sbruffoneggiante scherno.
Nel complesso il fermo è durato 5 ore, durante le quali non ho potuto mangiare né comunicare con l’esterno. Mentre mi “riaccompagnavano” in stazione a Villa San Giovanni capisco anche che, assieme al mio, solo ieri mattina, solo fino alle ore 11, erano già stati notificati altri 23 fogli di via a ragazzi che tentavano, come me, di raggiungere la manifestazione di Taormina.
Benvenuti nell’era Minniti, dove il diritto a manifestare è sacrosanto, ammesso che si riesca a raggiungere la manifestazione.

Il foglio di via consegnato a Lorenzo.


di CONTROPIANO

lunedì 29 maggio 2017

pc 29 maggio - G7 Taormina - Il buon finale - la sfida alla 'detestable police', magliette rosse e bandiere rosse!



pc 29 maggio - G7 Taormina - Corteo spezzone maoista 1


pc 29 maggio - G7 Taormina - Al concentramento diverse forze e proletari comunist/PCm Italia 1




pc 29 maggio - G7 Taormina - Varie realtà in corteo - La gente di Giardini Naxos solidale ai balconi



pc 29 maggio - G7 Taormina - Video concentramento e spezzone mfpr


Il giorno 28 maggio 2017 11:48, mfpr nazionale ha scritto:
Ieri alla bella manifestazione contro il G7 a Giardini Naxos, l'Mfpr ha portato la ribellione, la lotta delle donne, delle lavoratrici, dando voce e rappresentando lo sciopero delle donne e la marcia in più delle donne che non si sono fermate dopo l'8 marzo.

MFPR

pc 29 maggio - G7 Taormina - Alcuni video per ristabilire un po' di verità su andamento corteo - testimonianze e finale anche nei numeri

http://www.ansa.it/sito/videogallery/italia/2017/05/27/partito-il-corteo-contro-il-g7_72244dff-fa39-4484-a87d-ba497d5abd93.html

http://www.ansa.it/sito/videogallery/italia/2017/05/27/scontri-al-g7-i-momenti-prima-della-carica-della-polizia_116b4429-710e-463d-b76d-dea205bd0bb5.html



pc 29 maggio - G7 Taormina - La militarizzazione e criminalizzazione non ferma la manifestazione - bus da diverse città bloccati, controlli frequenti e totali, Giardini Naxos in occupazione miltare, armati a tutto punto per intimidire e nel caso agire - compagne seguite anche nei bagni