giovedì 31 marzo 2016

pc 31 marzo - Primo Moroni


moroni“Non serve andare lontano, perchè sotto ogni asfalto c’è il mare e dietro ogni angolo, la luna”.
Il 30 marzo del 1998 moriva Primo Moroni, figura fondamentale del movimento milanese e italiano, osservatore attento e interessato dei movimenti politici e controculturali, straordinario compagno di viaggio di Radio Onda d’Urto fin dalla fondazione della nostra (e vostra) emittente, nel dicembre del 1985.
Primo Moroni, tra le tante altre cose, è stato anche l’autore, con Nanni Balestrini, de l’Orda D’oro, uno dei testi fondamentali nel racconto dei movimenti sociali, operai e studenteschi d’Italia.
Non è semplice riassumere una vita a cavallo tra politica, cultura, intelletualismo, intelligenza e illegalità. Non è semplice descrivere la capacità di Primo Moroni di vivere, capire e raccontare le contraddizioni di una città complessa come Milano, che lo metteva alla prova giornalmente.
Non è nemmeno semplice imprigionare Moroni in una categoria. Nell’ultima edizione di Bellissima , a Milano, è stato organizzato un tributo alla sua figura e alla storica libreria Calusa. L’impossibilità di imprigionarlo con una definizione, e in una definizione,  ha regalato immediatamente un profilo eretico, tanto che i presenti potevano ricordarlo ridere, amaramente, appena venne a sapere dell’operazione 7 aprile contro Autonomia Operaia e allo stesso tempo vederlo attivarsi immediatamente, e senza paura, al fianco degli arrestati.
La Libreria Calusca ha da sempre fornito libri, a titolo gratuito, ai detenuti che ne facevano richiesta.
Forse il modo più semplice per ricordarlo è dire che era capace di tenere assieme i punk del Virus con il mondo delle riviste operaiste, la politica con la scighera del ticinese. Le sue ricerche, i suoi studi e la sua volontà di creare un centro studi hanno permesso, nel 2002, di aprire l’Archivio Primo Moroni: una delle più importanti fonti storiche sui movimenti italiani dagli anni ’60 in poi.
Oggi, 30 marzo 2016, giorno della sua scomparsa diciotto anni fa, il 30 marzo 1998, Radio Onda d’Urto ha deciso di prendersi il tempo di ricordare Primo Moroni con un breve speciale che tiene assieme una storica intervista sulle radio libere fatta da Radio Onda d’Urto Milano nel 1995.

pc 31 marzo - Brescia - Cassani è una merda?... SI - sempre solidali con i compagni

Una perquisizione per una scritta

cassianiPerquisizione stamattina all’alba di ben 6 funzionari della Digos contro un compagno del csa Magazzino 47, all’interno dell’hotel occupato Alabarda di via Labirinto. Il compagno risulta ora indagato con le accuse di diffamazione, oltraggio e minaccia.
Cotanto spiegamento di forze è stato messo in campo per…una scritta su un muro, “Cassiani merda” (vedi foto) comparsa nella zona del tribunale di Brescia, dove lavora il pm Ambrogio Cassiani, pochi giorni dopo l'(ennesimo) processo contro i movimenti sociali in città.
Un procedimento legato all’occupazione di A2A contro i distacchi del gas e del riscaldamento, nel novembre 2014, ai danni di una famiglia con bambini piccoli a Sarezzo. 18 le persone

pc 31 marzo - Una buona notizia - Tutti liberi i No Tav (o quasi)

Stamane il tribunale del riesame ha di fatto annullato e/o ridotto le misure cautelari nei confronti degli 8 No Tav che il 15 marzo scorso si erano visti piombare in casa i Carabinieri di Susa a seguito di indagine del solerte pm con l’elmetto Padalino (durante l’udienza del riesame in vacanza e quindi sostituito dal compare Rinaudo).

Da oggi Brescia e Mosca usciranno dai domiciliari con  l’obbligo di dimora dentro il comune di residenza, mentre Giulia continuerà a firmare giornalmente perchè accusata di aver detto “fascista” ad un carabiniere che affermava che col Duce tutto sarebbe diverso…Per gli altri 5, invece, annullate tutte le misure e quindi Stefanino, Fulvio, Luca, Paolo e Guido tornano ad essere completamente liberi.
Vale la pena ricordare come, nonostante le accuse inconsistenti,  la richiesta originaria dei pm al giudice fosse stata di ben 5 arresti in carcere, fortunatamente non concessi, ma comunque inizialmente commutati in 4 arresti domiciliari e 4 obblighi di firma quotidiana. Misure cautelari per un episodio del tutto marginale, con reati che vanno dalla minaccia al rifiuto di fornire le proprie generalità…la Procura di Torino, a quanto pare, può anche sostenere questo livello di ridicolo.
Appare lampante però, come a distanza di poco più di due settimane, le misure siano quasi del tutto decadute e l’impianto accusatorio di fatto demolito.
La domanda a questo punto sorge spontanea: ma questi pm, che continuano a pretendere e a costruire fantasiose storielle sui No Tav e sulla loro pericolosità sociale, non si vergognano di tutte le figuracce che stanno facendo? Nessuno ha il coraggio di porre un freno a questa persecuzione o sono tutti d’accordo?
Per quanto ci riguarda, continuiamo per la nostra strada in barba agli inquisitori da 4 soldi e al teatrino politico che li sostiene.
Avanti No Tav!
Tutti e tutte libere!
da NoTav.info

pc 31 marzo - Il governo Renzi è una cloaca di interessi privati e le ministre, dalla Boschi alla Guidi, sono le peggiori

Il ministro Guidi e l’emendamento per gli affari del fidanzato  di Alessandro Avvisato


Foto Roberto Monaldo / LaPresse24-02-2014 RomaPoliticaSenato - Fiducia governo RenziNella foto Federica GuidiPhoto Roberto Monaldo / LaPresse24-02-2014 Rome (Italy)Senate -  Vote of confidence on Renazi's Government In the photo Federica Guidi
L’interesse privatissimo come criterio guida per la politica. Quel che sembrava un fatto indiscutibile, ma dimostrabile solo facendo illazioni con prove soltanto logiche, emerge come uno sbocco di liquami dalle intercettazioni tra il ministro dello sviluppo economico – Federica Guidi, figlia di Guidalberto per una vita vicepresidente di Confindustria, lei stessa in carriera come presidente dei giovani industriali – e il suo fidanzato e convivente, Gianluca Gemelli.
L’indagato, per conto della procura di Potenza, era lui. Gemelli. Il suo nome è uscito nell’inchiesta per “traffico di influenze illecite” che ha portato a cinque arresti, stamattina, nell’impianto Eni di Viggiano, in Basilicata. I cinque sono funzionari e dipendenti del centro oli dell’Eni, il cuore estrattivo dei giacimenti petroliferi della Val d’Agri.
Il capo di imputazione redatto dal procuratore è però molto più interessante: Genelli è accusato di aver “sfruttato la relazione di convivenza che aveva col Ministro allo Sviluppo Economico […] indebitamente si faceva promettere e otteneva da Giuseppe Cobianchi, dirigente della Total le qualifiche necessarie per entrare nella “bidder list delle società di ingegneria” della multinazionale francese, e partecipare alle gare di progettazione ed esecuzione dei lavori per l’impianto estrattivo di Tempa Rossa”.
tempa-rossa
Ed è questo progetto – sbloccato dal governo Renzi, a dicembre del 2014, tramite un emendamento alla legge di stabilità (la ex “finanziaria”) – al centro dell’indicibile scambio di favori tra il ministro e il fidanzato. Un progetto di sfruttamento del giacimento petrolifero situato nell’alta valle del Sauro, in piena Basilicata, che prevede l’apertua di otto pozzi – cinque nel comune di Corleto Perticara (PZ), un sesto nel comune di Gorgoglione e altri due pozzi da individuare a seconda delle autorizzazioni. A regime la Total prevedva che l’impianto avrebbe una capacità produttiva giornaliera di circa 50.000 barili di petrolio, 230.000 m³ di gas naturale, 240 tonnellate di GPL e 80 tonnellate di zolfo.
Inutile aggiungere che l’opposizione a questo progetto era stata subito fortissima, tale da bloccare a

pc 31 marzo - Report morti sul lavoro nei primi tre mesi del 2016

Morti sul lavoro nel 2016
31 marzo
SONO 130 I MORTI PER INFORTUNI SUI LUOGHI DI LAVORO dall’inizio dell’anno, erano 120 il 31 marzo del 2015 (+ 7,3%) e 132 lo stesso giorno del 2008 (-1,6%) e questo nonostante si siano persi centinaia di migliaia di posti di lavoro dall’anno d’apertura dell’osservatorio.
Con le morti sulle strade e in itinere si superano i 270 morti complessivi per infortuni.
Sito Osservatorio http://cadutisullavoro.blogspot.it
Morti per infortuni sui luoghi di lavoro nel 2016 per regione e provincia.

Consigliamo a tutti quelli che si occupano di queste tragedie di separare chi muore per infortuni sui luoghi di lavoro, da chi muore sulle strade e in itinere con un mezzo di trasporto. I lavoratori che muoiono sulle strade e in itinere sono a tutti gli effetti morti per infortunio sul lavoro, ma richiedono interventi completamente diversi dai lavoratori morti sui luoghi di lavoro. E su questo aspetto che si fa una gran confusione. Ci sono categorie come i metalmeccanici che
sui luoghi di lavoro hanno pochissime vittime per infortuni, poi, nelle statistiche ufficiali, non separando chiaramente le morti causate dall’itinere, dalle morti sui luoghi di lavoro, risultano morire in tantissimi in questa categoria che è numerosissima e una forte mobilità. E’ ricominciata la strage di agricoltori schiacciati dal trattore, sono già 15 dall’inizio dell’anno, di questi, come previsto, addirittura cinque negli ultimi due giorni. Tutti gli anni sui LUOGHI DI LAVORO il 20% di tutte le morti per infortuni sono provocate da questo mezzo. 132 sono i morti schiacciati dal trattore nel 2015 e 152 nel 2014. Da anni chiediamo al Primo Ministro Renzi, al Ministro del Lavoro Poletti e delle Politiche Agricole Martina di fare una campagna informativa sulla pericolosità del mezzo prima che inizi la strage. Purtroppo senza ottenere nessun risultato. Contiamo molto della sensibilità dei media e dei cittadini che a centinaia ogni giorno visitano il sito. In questi nove anni di monitoraggio le percentuali delle morti nelle diverse categorie sono sempre le stesse: l’agricoltura sempre la categoria con più vittime, seguono l’edilizia, i servizi, i metalmeccanici e l’autotrasporto.
Toscana 12 Firenze (), Arezzo (1), Grosseto () , Livorno (2), Lucca (3), Massa Carrara (2), Pisa‎ (2),

pc 31 marzo - ALLE CHERADI SI PREPARA LA GUERRA IN LIBIA

Mentre Renzi e i suoi bugiardi ministri, che avevano detto tempo fa "armiamici e partite" per andare subito a fare la guerra in Libia ubbidendo agli Usa ma andando volentieri per riavere il loro posto al sole soprattutto per i grossi interessi economici in zona, e che poi, verificando che sulla guerra era ancora da realizzare una compattezza dei partiti, avevano fatto una momentanea retromarcia, con dichiarazioni opposte al giorno prima, fatte con "la mano sul cuore", ora da alcune notizie sappiamo che la preparazione all'intervento armato in Libia in realtà sta, nel silenzio, andando avanti.


E' di ieri la notizia, apparsa su un quotidiano locale di Taranto che alle isole Cheradi la Marina militare sta effettuando esercitazioni in preparazione del possibile sbarco in Libia.
Queste notizie sono anche nel sito della Marina Militare.
Si tratta, come dicono, di vere e proprie "prove di guerra", svolte tra gennaio e marzo nello Ionio da un nucleo della Compagnia Nuotatori Paracadutisti del San Marco: fucilieri della Marina e un sottomarino della classe Todaro simula una operazione lungo le coste, in un contesto ostile. E si legge "uno scenario che potrebbe essere affrontato dalle nostre forze armate nel caso di un intervento in Libia".

pc 31 marzo - RIVA AI DOMICILIARI - INGIUSTIZIA E' FATTA!

Fabio Riva è stato mandato ai domiciliari - I padroni, che hanno ammazzato, sfruttato, truffato, lasciano il carcere, la gente del popolo, gli immigrati anche se non hanno fatto nulla restano anni e alcuni vengono anche uccisi in carcere. Una società che si basa su questa enorme e inaccettabile ingiustizia, deve essere rovesciata!

Le motivazioni degli avvocati di Fabio Riva e quelle della sentenza sono un'offesa verso gli operai, la popolazione di Taranto, ammalata e con tanti morti, per i profitti di questi porci padroni.
Gli avvocati hanno sostenuto che le accuse verso Riva "si tratta di preistoria" - quando non si tratta affatto di preistoria e continuano oggi e continueranno anche negli anni futuri i tumori e le morti.
I giudici hanno accolto la motivazione degli stessi legali, per cui, "essendo mutato il quadro di riferimento della gestione Ilva (da tre anni guidata da commissari di governo), non sussistono esigenze di natura cautelare quanto meno rispetto al pericolo di recidiva".
Una motivazione ridicola, tenuto conto che i Riva sono tuttora impegnati a nascondere nei vari paradisi fiscali e nelle varie società di comodo i loro miliardi fatti sullo sfruttamento degli operai Ilva di Taranto; e questo inciderà eccome nel processo Ilva per quanto riguarda i risarcimenti alle parti civili. E, quindi, Riva, fuori dal carcere, avraà più mani libere in queste operazioni.

ANCORA UNA VOLTA, LA "GIUSTIZIA" HA DIFESO I PADRONI E HA ATTACCATO I LAVORATORI E LE MASSE POPOLARI


(Da Repubblica) -  Fabio Riva, 61 anni, ex numero due del gruppo Riva Fire proprietario dell’Ilva di Taranto, lascia il carcere. Il tribunale del riesame di Taranto ha concesso gli arresti domiciliari all’industriale arrestato il 4 giugno del 2015 su mandato d’arresto europeo per il suo coinvolgimento nell’inchiesta “Ambiente svenduto” sul disastro ambientale di Taranto. Nel processo tarantino Fabio Riva risponde di associazione per delinquere, corruzione, disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari e altri reati. A Milano invece l’industriale è stato condannato in primo e secondo grado a sei anni e mezzo di carcere con l’accusa di truffa allo Stato per aver beneficiato illecitamente di fondi statali destinati alle grandi aziende che esportano all’estero.
A dicembre scorso la Cassazione aveva confermato il rischio di inquinamento delle prove ma messo in dubbio quello di reiterazione del reato alla base delle esigenze cautelari dal momento che Riva si è dimesso da ogni incarico nell’azienda di famiglia e com’è noto da più di due anni lo stabilimento è commissariato dal governo. Nell'agosto 2015, invece, dopo il primo no alla scarcerazione del gip Vilma Gilli, il tribunale del riesame aveva negato i domiciliari al figlio del patron Emilio Riva.
Fabio Riva si era rifugiato per più di due anni a Londra per sfuggire al mandato di cattura emesso dalla magistratura italiana,
A chiedere una misura cautelare più blanda del carcere sono stati i difensori di Fabio Riva, gli avvocati Luca Perrone e Nicola Marseglia. In particolare durante la sua discussione davanti ai tre giudici del collegio l’avvocato Perrone per contestare l’attualità della misura cautelare ha fatto notare che le accuse del maxi processo “Ambiente svenduto” partono dal lontano 1995, anno in cui i Riva acquistarono dallo Stato lo stabilimento siderurgico di Taranto. “Si tratta di preistoria – ha detto il legale - A quei tempi, anche se pochi lo ricordano, il presidente del consiglio era Lamberto Dini”.

pc 31 marzo - Formazione rivoluzionaria delle donne 3° PARTE


Nella famiglia egli è il borghese, la donna rappresenta il proletario”
Continuiamo nello studio del testo fondamentale di Engels.
In esso emerge, e vogliamo sottolineare, come l'origine dell'oppressione femminile sta nella proprietà privata e la prima divisione del lavoro è stata quella della divisione tra uomo e donna. Ciò è molto importante anche per criticare quelle posizioni nel campo del femminismo borghese, che rovesciano questa priorità, affermando che l'origine è la divisione sessuale. Invece la divisione sessuale è una conseguenza della divisione del lavoro che a sua volta deriva dalla proprietà privata. 
Non è vero che “naturalmente” l'uomo è oppressore e la donna è l'oppressa. Questa presunta “naturalità” potrebbe apparentemente apparire come una posizione più radicale, infatti alcune dicono che non basta cambiare il sistema di produzione capitalista, perchè sempre l'uomo opprimerà la donna. Ma questa posizione, in realtà, afferma una sorta di immutabilità dell'oppressione della donna, perchè, se è un fatto “biologico” come potrebbe cambiare?
La risposta a questa obiezione “non basta cambiare...” la fornisce lo stesso marxismo-leninismo e soprattutto il maoismo con la Grande rivoluzione culturale proletaria, in cui si affermò la linea teorica e pratica della “rivoluzione nella rivoluzione”, il cui cuore sono proprio le donne.
Partire dall'analisi delle condizioni materiali di produzione non deve portare ad una sorta di determinismo economico. Queste condizioni rappresentano il fattore di base, principale, che determina la persona, l'essere sociale; ma come afferma lo stesso Engels, non è l'unico, perchè poi gli uomini e le donne a loro volta agiscono e nell'agire, essi stessi sono un fattore di cambiamento. Però nebìgare che le condizioni materiali di produzione siano la base è veramente arrivare all'idea di Dio. Chi è l'uomo? Come è determinato l'uomo? Se non è determinato essenzialmente dal modo di produzione, allora lo sarebbe da qualcosa che sta sopra di lui...

VAI AL BLOG FEMMINISMO RIVOLUZIONARIO:
http://femminismorivoluzionario.blogspot.it/?m=1

pc 31 marzo - FORMAZIONE OPERAIA - I NODI DELL'IMPERIALISMO, TORNANDO A MARX - Con una premessa sullo scopo della FO nella fase attuale

PREMESSA
L’imperialismo è l’onnipotenza dei trust e dei consorzi monopolisti, delle banche e dell’oligarchia finanziaria nei paesi industriali. Nella lotta contro questa onnipotenza, i mezzi abituali della classe operaia – sindacati e cooperative, partiti parlamentari e lotta parlamentare – si sono rivelati del tutto insufficienti. O ti abbandoni alla mercè del capitale, vegeti come nel passato e scendi sempre più in basso, o ti impadronisci di un’arma nuova. Così l’imperialismo pone il problema alle grandi masse del proletariato. L’imperialismo porta la classe operaia alla rivoluzione”. (da Principi del Leninismo di Stalin).

Ma questo non avviene spontaneamente.
Le lotte sindacali producono avanguardie di lotta che devono trasformarsi in avanguardie politiche. Ma senza organizzazione di classe, le avanguardie di lotta evolvono spontaneamente nel riformismo e, se politicizzate in senso antiriformista, nell’economismo e nell’anarco sindacalismo.
Operai senza organizzazione di classe e senza coscienza di classe sono alla mercè del capitale, ma non solo. Sono usabili contro sè stessi con una certa facilità, come soldati di un esercito sono vittime e carnefici per conto dei loro nemici.
I comunisti devono costantemente analizzare le forme di queste influenze spontanee o deviazione
degenerazione e abituarsi a combatterle.
Nell’epoca attuale questo passaggio da avanguardie di lotta ad avanguardie politiche richiede una alfabetizzazione delle avanguardie perchè si impadroniscano degli elementi base dei principi mlm e dei principi del comunismo.
La formazione richiede studio, ma studio necessariamente percepibile attraverso le lezioni della pratica. La carenza di lavoro teorico è comunque oggi tra le avanguardie di lotta il difetto principale nei paesi imperialisti. Ci sono ancora anni per farlo intensamente e proficuamente. Ma deve essere una scelta cosciente, di controtendenza all’attivismo permanente e spesso cieco.
LO SCOPO DELLA FORMAZIONE OPERAIA E' ALL'INTERNO DI QUESTA IMPRESA.


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L'IMPERIALISMO - TORNANDO A MARX



Abbiamo detto nella FO di giovedì scorso che: "Le banche assumono un'importante funzione nella creazione dell'imperialismo. Inizialmente  le banche erano addette a raccogliere le rendite in denaro, a metterlo a disposizione dei capitalisti. Ma anche le banche attraverso la concorrenza si concentrano, e questo permette alle grandi banche che così si formano il possesso di ingenti quantità di capitali. 
Questa disponibilità di capitali permette alle banche di dominare la proprietà, e in modo notevole anche l'industria...".

Per capire meglio gli effetti di questo rapporto Banche/Industria e quanto contribuisca non a risolvere ma ad accentuare le crisi, torniamo a Marx, ripubblicando una parte del 1° corso della FO su "APPUNTI DI STUDIO SU MARX E LA CRISI"

"...per Marx il credito “spinge la produzione capitalistica al di là dei suoi limiti” anche nel senso di porre a disposizione della produzione “tutto il capitale disponibile e anche potenziale della società”... E' precisamente per questi motivi, osserva Marx, che il credito appare come la causa della

pc 31 marzo - REFERENDUM SULLE TRIVELLE - MESSI DAVANTI AL FATTO COMPIUTO

Ogni giorno che passa si nota sempre di più la natura autoritaria che contraddistingue l’attuale dirigenza sedicente democratica; questa volta è il tema del referendum sulle trivellazioni del prossimo diciassette aprile a far risplendere in tutta la sua fulgidezza la figura del Presuntuoso Toscano, Renzi, personaggio che non perde occasione per dimostrarsi un piccolo ducetto.
Nei giorni scorsi la direzione del Partito (sedicente) Democratico, che avrebbe dovuto decidere quale sarebbe stata la sua linea ufficiale da tenere nel merito del quesito, è stata spostata – a causa degli attentati terroristici che hanno colpito Bruxelles – al prossimo lunedì quattro aprile.
Logica vorrebbe che, non essendo ancora fissato dal PD un modus operandi, gli esponenti liberal-clericali si astenessero dal partecipare alle tribune referendarie; invece no: giù con il battage pubblicitario per la gita al mare invece che ai seggi.
L’ala liberaldemocratica protesta per il comportamento della cricca renziana; Roberto Speranza, ex capogruppo alla Camera dei Deputati silurato per far posto all’estremista renziano Ettore Rosato, afferma: “l’astensione al referendum è la negazione dei principi del Pd”...
Ca va sans dire che il Bischero Fiorentino, in direzione, avrà gioco facile nel ricattare i suoi avversari osservando che “gli elettori non capirebbero un improvviso dietrofront”; il dubbio è che agli ’emarginati’ possa andare bene così: altrimenti dovrebbero pretendere parità di spazi televisivi, se non l’anticipo della riunione interna.
Genova, 31 marzo 2016
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com

pc 31 marzo - Aggressione squadrista contro i lavoratori in sciopero alla LDD Trezzo sull'Adda - solidarietà dallo slai cobas per il sindacato di classe

La solidarietà dello slai cobas sc. Contro la repressione serve unire le lotte

Lo slai cobas sc esprime la massima solidarietà ai lavoratori del sicobas che mentre rivendicavano i loro diritti hanno subito una violenta aggressione da parte degli "autisti" squadristi della ditta di autotrasporti gimatrans.L'azione fascista e filopadronale di questi personaggi l'abbiamo già verificata sulla nostra pelle il 4 aprile del 2014, quando sempre davanti a quei cancelli dell'LDD di Trezzo si erano resi protagonisti, con in testa il loro padrone Mario Quarti, di un'assalto al picchetto in sciopero dei lavoratori dello slai cobas sc con mazze e bastoni per rompere il blocco.
Slai cobas per il sindacato di classe - Bergamo/Milano-----------------------------------------------.
26 marzo 2016  TREZZO SULL'ADDA (MILANO) - SCONTRI E TAFFERUGLI AI CANCELLI DELLA LILLO SPA, NOTTE DI TENSIONE A TREZZO FUORI DALLA BASE LOGISTICA DEI DISCOUNT MD E LD, GESTITA DALL’AZIENDA CHE DISTRIBUISCE LE DERRATE NEI PUNTI VENDITA, LA GIMA.TRANS., APPALTATRICE DELLE MERCI DEL COLOSSO DEGLI ALIMENTARI LOW COST. 

un folto gruppo di lavoratori hanno BLOCCATO I CANCELLI E L’USCITA DEI RIFORNIMENTI DOPO MESI DI TRATTATIVE DIFFICILI SULLE CONDIZIONI DI LAVORO.

«Vogliono riconoscerci 0,52 centesimi di straordinari al giorno. Non all’ora, al giorno», scandisce Luca Esestime, delegato Sì-Cobas, uno dei tre finito in ospedale dopo quattro ore e mezzo di attriti «e un’aggressione finale», aggiunge il sindacalista. I pugni in faccia  ricevuti dai crumiri decisi invece a caricare e a consegnare. Codice verde, quindici giorni di prognosi. Il presidio è scattato contro il trasferimento di tre delegati Cobas dalla sede di Mantova a quella Trezzo, deciso nei giorni scorsi. «Ma non si contano le azioni disciplinari nei nostri confronti», lamentano gli iscritti alla sigla, diventati sempre meno «dopo la cura a cui siamo stati sottoposti».In viale Lombardia sono arrivate anche sei pattuglie dei carabinieri di Vimercate, che per ore hanno tentato di sedare gli animi. Ai cancelli anche il datore di lavoro, Mario Quarti, che ha liquidato la pratica in poche parole: «Conosco due delle persone che hanno inscenato il blocco, gli altri non so chi siano». E non aggiunge altro. La protesta è scattata dopo tre anni di «confronto impossibile», spiegano gli autisti. «Abbiamo sempre cercato una soluzione bonaria ai nostri problemi, chiediamo solo di discutere pacificamente, ma ci hanno sempre e solo chiuso la porta in faccia. Accampano la scusa che la nostra sigla non è riconosciuta dal contratto di lavoro nazionale e ci liquidano. Ma stavolta siamo decisi ad andare fino in fondo».Da qui lo stop alle forniture della notte scorsa, a 48 ore da Pasqua, con i negozi che aspettano derrate in quantità. I carabinieri sono stati sul punto di chiedere rinforzi al battaglione. Alle 7.30 dopo quattro ore e mezzo di contesa, i rinforzi sono arrivati ma contro i manifestanti. «Soluzione interna», ironizzano i feriti. Che hanno sospeso il picchetto, ma che si dicono pronti a ricominciare appena lividi e contusioni saranno guariti.                                    da il giorno di BARBARA CALDEROLA

[Trezzo - Mi] LDD: ennesimo attacco squadristico contro le lotte nella logistica - da Clash City workers

4 aprile 2014 

Gli ex-lavoratori delle cooperative che si occupavano della logistica di Ldd-Lombardini, in lotta oramai da più di due mesi contro i licenziamenti, hanno subito all'alba di questa mattina un attacco squadristico da parte di padroncini e di lavoratori delle nuove cooperative, che hanno attaccato con mazze e altri oggetti il loro presidio.
Negli scorsi mesi, sfruttando lo spostamento delle operazioni logistiche di LDD Spa (proprietaria del marchio LD Market) dalle sedi di Capriate e Vignate, sono stati licenziati 167 facchini e riassunti 124 nuovi lavoratori, senza che nessuno dei precedenti occupati fosse riassunto. È chiaro quale sia l'obiettivo di queste ristrutturazioni, cambiamenti di cooperative e spostamento di sedi: allontanare i lavoratori che in questi anni avevano conquistato degli avanzamenti nei loro diritti, per assumerne altri disposti a qualsiasi sacrificio.

Quello di oggi è l'ennesimo attacco squadristico diretto ai lavoratori di questo settore, portato avanti con inquietanti metodi mafiosi. Ci chiediamo dove siano i sostenitori della legalità ad ogni costo. Anzi forse lo sappiamo...
Sicuri che queste intimidazioni non raggiungeranno il loro obiettivo, riteniamo che a questi lavoratori vada espressa la più totale solidarietà, anche perché la loro “colpa” è di aver rifiutato qualsiasi trattativa che prevedesse un riassorbimento solo parziale dei licenziati e che, con l'avallo dei sindacati confederali, dividesse la loro lotta.
Di seguito diffondiamo le prime notizie fatte girare dallo Slai-Cobas per il Sindacato di classe:
“All'alba di oggi una squadraccia di autisti e lavoratori delle cooperative, armati di bastoni e agli ordini di capi e capetti delle cooperative, ha attaccato il picchetto che da ieri bloccava il magazzino. 
La squadraccia composta da autisti della Gimatrans era guidata dal presidente della coop Logicservice, Mario Quarti, insieme a capi e lavoratori delle cooperative M&B e Santachiara agli ordini del Sig. Dell'Anna Angelo della LDD-Lillo, armati di bastoni e altri oggetti offensivi. Diversi feriti tra i facchini che erano stati esclusi dal cambio appalto. L'assemblea ora sta decidendo le prossime mosse.
Nessun passo indietro! Chiediamo la solidarietà di tutte/i.”

mercoledì 30 marzo 2016

pc 30 marzo - Convention della resistenza popolare in India


pc 30 marzo - A Taranto si discute di Ilva attraverso i libri usciti, con operai lavoratori e autori -1 aprile


pc 30 marzo - Sostegno alla guerra popolare nelle Filippine - onore al grande combattente KA Roger - in via di traduzione

NDFP Renders Highest Honors to Ka Roger
web@ndfp.org 
Not interested anymore? Unsubscribe Instantly.

pc 30 marzo - La settimana internazionale di azione 2-9 aprile a sostegno dei prigionieri politici e di solidarietà con le masse indiane, arriva ovunque - manifesto in portoghese

pc 30 marzo - Firenze "SOLIDARIETÀ PER CHI LOTTA, SOLIDARIETÀ AGLI 86!" - corteo 9 aprile

CONTRO LA REPRESSIONE, LA SOLIDARIETA' E' LOTTA!

Lunedì 21 marzo il PM Coletta ha avanzato le richieste di
condanna nel Processo contro il movimento fiorentino: le lotte politiche
e sociali, studentesche, le mobilitazioni antifasciste e antirazziste,
la solidarietà, i cortei e i presidi organizzate
 a Firenze dal 2009 al 2011 hanno, per l’accusa, un prezzo di 71 anni e 9
 mesi di carcere.

La costruzione dell’inchiesta ruota attorno all’applicazione del reato
di associazione a delinquere, utile alla criminalizzazione stessa delle

pc 30 marzo - Solo e sempre solidali con gli operai colpiti dalla repressione nella Fiat - il caso Ficiara - proletari comunisti/PCm Italia


pc 30 marzo - Parigi brucia?


pc 30 marzo - E' in distribuzione l'ultimo numero di proletari comunisti - richiedere a pcro.red@gmail.com

pc 30 marzo - Biblioteca rossa - opuscoli importanti sulle questioni chiave del momento, che si possono richiedere a pcro.red@gmail.com - anche su questi sono possibili incontri, presentazioni, dibattiti