giovedì 3 marzo 2016

pc 3 marzo - Libia, uccisi 2 italiani. E' il governo Renzi, e lo Stato imperialista italiano asservito all'imperialismo USA, il responsabile dei due morti in Libia

False notizie diffuse dal governo, i due italiani uccisi dai suoi alleati




dal fatto quotidiano 


Secondo fonti citate dall’AdnKronos, Piano e Failla sono rimasti uccisi durante un blitz delle milizie libiche legate al governo di Tripoli 

Questi morti non sono che i primi della sciagurata avventura neocoloniale in cui questo governo ci vuole trascinare nell'interesse dell'ENI e delle multinazionali!

dal Fatto quotidiano

Libia, 50 incursori pronti a partire: forze speciali dirette dai servizi segreti. E Palazzo Chigi coordinerà le operazioni Il presidente del Consiglio, scrive il Corriere della Sera, ha firmato un decreto che definisce i contorni dell'operazione italiana.pronti 3mila uomini ma servirà l'autorizzazione del ParlamentoCi sono le regole d’ingaggio, tra le quali licenza d’uccidere e impunità per eventuali reati. C’è la catena di comando, ci sono le modalità operative. L’Italia non solo è pronta a fare da capofila in una missione in Libia con tanto di accordo dei principali alleati occidentali, Stati Uniti in testa. Ma ha già definito, dice il Corriere della Sera, con un decreto i rapporti di collaborazione tra i servizi segreti e le forze speciali della Difesa.tra i punti principali il fatto che sarà l’Aise, cioè i servizi segreti per la sicurezza esterna, a dirigere le missioni delle unità speciali militari.Il decreto, secretato, in pratica prevede che il capo del governo nelle situazioni di crisi all’estero può autorizzare, attraverso il Dipartimento per le informazioni della sicurezza, i servizi segreti per l’estero ad avvalersi delle forze speciali. 

Respingiamo l'intervento italiano in Libia, affidato a truppe di assassini in divisa gestiti dai servizi segreti USA e Italia

Denuncia e mobilitazione immediata
12 marzo manifestazioni ovunque è possibile
18 marzo sciopero contro la guerra di aggressione alla Libia, contro l'intervento imperialista italiano 

proletari comunisti-PCm Italia
marzo 2016

pc 3 marzo - Nuovo opuscolo sulla Tunisia realizzato dal campo di battaglia - richiedi a pcro.red@gmail.com

pc 3 marzo - Contro la guerra, contro l'intervento dell'imperialismo italiano in Libia - SI allo sciopero del 18 marzo - slai cobas per il sindacato di classe CN -

Comunicato nazionale
Lo slai cobas per il sindacato di classe - coordinamento nazionale - aveva già aderito allo sciopero generale indetto da cub- usi- sicobas del 18 marzo nei settori logistica e metalmeccanici della zona nord e nei settori sanità e scuola - sempre limitatamente alla zona nord - la decisione è demandata alle proprie strutture di base
In seguito agli sviluppi della situazione internazionale e all'imminenza dell'intervento italiano in Libia
il coordinamento nazionale dello slai cobas per il sindacato di classe ha deciso di estendere LO SCIOPERO ALLE REALTA' DEL SUD in cui è presente in particolare in relazione ai punti della piattaforma:
Contro la guerra e gli interventi militari all'estero che dietro al pretesto della lotta al terrorismo promuovono piani imperialistici di sfruttamento e oppressione
Per la libertà di circolazione della forza lavoro, la parità di diritti agli immigrati e l'integrale abolizione della legge bossi-fini.
con le parole d'ordini
LAVORO NON GUERRA! NO HOT SPOT- DIRITTO D'ASILO PER TUTTI
Sono indette per quella data MANIFESTAZIONI A TARANTO E PALERMO
.
slai cobas per il sindacato di classe
coordinamento nazionale
3 marzo 2016
info
347-5301704

 MOTIVAZIONI DELLO SCIOPERO:
  • Contro la guerra e gli interventi militari all'estero che dietro al pretesto della lotta al terrorismo promuovono piani imperialistici di sfruttamento e oppressione.
  • Contro la politica economica e sociale del governo renzi e dell'unione europea, contro il jobs act e le altre misure per il mercato del lavoro, contro l'abolizione dell'art. 18.
  • Contro il blocco dei contratti pubblici e privati, l'aziendalizzazione della contrattazione e l'individualizzazione del rapporto di lavoro, contro le privatizzazioni, le grandi opere dannose e la distruzione del territorio.
  • Contro la legislazione che a vario modo favorisce precarizzazione e forme di sfruttamento selvaggio (esternalizzazioni, appalti, subappalti, cooperative di  comodo) come ampiamente appurato nel settore della logistica, del cargo e della salute pubblica e privata.
  • Contro la riforma della scuola, per la stabilizzazione del personale.
  • Contro il fiscal compact, il pareggio di bilancio inserito nella costituzione.
  • Contro la riforma del mercato del lavoro, che lascia milioni di disoccupati privi di mezzi di sussistenza e promuove lavoro gratuito senza la garanzia del salari.
  • Per la redistribuzione del reddito attraverso consistenti aumenti salariali per tutti i lavoratori e pensionati.
  • Per la rivalutazione delle pensioni, riduzione degli anni per il diritto alla pensione, salute e sicurezza sui posti di lavoro. Diritto all'abitare, contro la precarietà e lavoro  gratuito.
  • Per il diritto al lavoro, attraverso la riduzione d'orario a parita' di salario, investendo per la bonifica dei siti inquinati, la messa in sicurezza del territorio, il risparmio energetico e le energie alternative.
  • Per la libertà di circolazione della forza lavoro, la parità di diritti agli immigrati e l'integrale abolizione della legge bossi-fini.

pc 3 marzo - Ultim'ora Brignano - la polizia prepara la carica - ci sono operai,donne e bambini!

pc 3 marzo - La grande lotta della degli operai della Kamila di Brignano Bg - solidarietà e unità di classe per resistere un minuto in più del padrone e vincere





pc 3 marzo - La Fiom si interroga sul futuro dell'auto, ma le risposte le aspetta da padroni e governo Renzi-PD al servizio di Marchionne

Venerdì la Fiom si interroga sul futuro dell'automotive, con Garibaldo e Mucchetti
La Fiom-Cgil nazionale e la Fondazione Claudio Sabattini organizzano per venerdì 4 marzo (ore 10, presso la sala Di Vittorio della Cgil nazionale, corso d'Italia 25, Roma) un seminario dal titolo “Quale futuro per il settore dell'automotive?”. Si tratta di un momento di confronto e approfondimento sulla situazione e sulle politiche industriali del settore delle componenti e dell'assemblaggio auto in Italia; settore industriale che nel nostro paese occupa nel suo complesso oltre 200.000 addetti.
Ne discuteranno, coordinati dal giornalista del “Sole 24 Ore” Andrea Malan: Massimo Mucchetti (Presidente della Commissione industria del Senato), Francesco Garibaldo (ricercatore e direttore della Fondazione Sabattini), Giorgio Barba Navaretti (economista, Università di Milano), Vincenzo Comito (economista), Christian Brunkhorst (sindacalista dell'Ig-Metall – Germania – e presidente Commissione auto di IndustriAll), Maurizio Landini (segretario generale della Fiom-Cgil).

pc 3 marzo - FORMAZIONE OPERAIA - EFFETTO DELLA FORMAZIONE DEI MONOPOLI: ARRICCHIMENTO INDIVIDUALE E SFRUTTAMENTO DELLE LARGHE MASSE LAVORATRICI - DA UNA PUBBLICAZIONE MLM ANNI '70

Traiamo da una pubblicazione di studio dei marxisti-leninisti-maoisti degli anni '70 una sintesi illustrativa del 1° capitolo de "L'imperialismo" di Lenin, allo scopo di permettere agli operai, proletari, compagni, che seguono il corso di formazione di comprenderlo ancora meglio.


"La libera concorrenza, caratteristica della prima fase del capitalismo, determina la concentrazione della produzione, e questa a sua volta determina il monopolio. La libera concorrenza caratterizza la fase progressista del capitalismo, la fase in cui il capitalismo distrugge il monopolio feudale (il dominio parassitario dei nobili e dei grandi padroni delle terre). In questa fase il capitalismo crea l'industria e la tecnica, due elementi del progresso sociale.
Ma la libera concorrenza procede creando la negazione di sé stessa. Nel processo concorrenziale esiste la spinta alla concentrazione industriale e all'organizzazione su vasta scala della produzione. Nella lotta concorrenziale vince il capitalista più forte; così la proprietà dei mezzi di produzione e i capitali si concentrano in sempre più poche mani.
Attraverso la concentrazione i più forti capitalisti di ogni settore economico iniziano a diventare padroni incontestati del mercato e della produzione nel loro settore e via via anche in più settori. Nasce così il monopolio, cioè il possesso di tutto un settore produttivo da parte di un gruppo capitalista. La forza del monopolio è tale che nessuno può competere nel suo settore; scompare così la libera concorrenza, i più deboli devono sottostare al più forte.
Alcune migliaia di grandi aziende sono tutto, milioni di piccole aziende non sono niente: questa è la realtà che si è creata nel mondo con la nuova fase del capitalismo.
Le grandi aziende attraverso il possesso di ingenti capitali o attraverso l'unità con le banche, ricattano milioni di piccoli, medi e a volte anche grandi padroni, che vengono così a trovarsi alle dipendenze di un pugno di uomini dell'”alta finanza”.
Le grandi imprese riescono con facilità a fare accordi tra di loro per distruggere la massa delle medie e piccole imprese per il pieno possesso dei mercati da parte dei potenti. Nascono così accordi tra i grandi, nella forma dei trust, dei cartelli, dei sindacati industriali.
La nascita dei monopoli realizza un immenso processo di socializzazione della produzione. In particolare si socializza il processo dei miglioramenti e delle invenzioni tecniche.
Il capitalismo, nel suo stadio imperialistico, conduce decisamente alla più universale socializzazione della produzione; trascina – per così dire – i capitalisti, a dispetto della loro coscienza, in un nuovo ordinamento sociale, che segna il passaggio dalla libera concorrenza completa alla socializzazione completa. Sono queste le condizioni per la creazione del socialismo, della società in cui la classe proletaria rende di proprietà sociale tutta la produzione, la dirige pianificandola, la fa funzionare per servire gli interessi dei bisogni del popolo e del progresso sociale.
L'imperialismo, fase suprema del capitalismo, realizza la socializzazione della produzione (non completa, tendenziale), ma l'appropriazione dei prodotti resta privata. I mezzi di produzione restano proprietà di un ristretto numero di persone. L'uso, quindi, che l'imperialismo fa della produzione così raggruppata e socializzata rimane fondato sui criteri capitalistici dell'arricchimento individuale, della proprietà privata, dello sfruttamento sanguinario delle larghe masse lavoratrici.
Alcuni borghesi sostengono che la socializzazione elimina la possibilità di crisi economiche del capitalismo: questa è una stupidaggine. In realtà il caos si accresce, si accresce la sproporzione fra l'industria e l'agricoltura, si accresce la contraddizione tra il lavoro e i prezzi, ecc.
I piccolo borghesi reazionari sognano un ritorno all'indietro, alla libera concorrenza; non si rendono conto che il monopolio è stato creato dalla libera concorrenza, e che esso la elimina senza nessuna possibilità di ritorno". 

pc 3 marzo - Torino il movimento degli studenti contro il progetto Technion e per il boicottaggio dell'istituto nazisionista israeliano di Haifa e i padroni dell'università vogliono impedire l'assemblea studentesca - massima solidarietà da Red Block

L’Università concede gli spazi ma ora valuta se revocarli all’«assemblea studentesca contro il Technion»... a pochi giorni dalla petizione che chiede di boicottare proprio l’accordo che Università e Politecnico hanno sottoscritto con l’istituto di ricerca israeliano. Sotto accusa sono le collaborazioni del Technion con l’esercito israeliano e «l’oppressione dei palestinesi». Nel volantino studentesco, del Technion si dice che «è coinvolto nell’occupazione e nell’apartheid della Palestina». Si vede un carrarmato con in cima la bandiera di Israele e una chiave inglese che lo smonta. 

«Non sapevamo fosse a senso unico: se fosse stato chiaro che c’era un pregiudizio ideologico, non avremmo concesso gli spazi. Gli studenti ci avevano parlato di un seminario scientifico e della presenza di una controparte» dice Rosario Ferrara, direttore della scuola di scienze giuridiche, politiche ed economiche. Il quale avrebbe anche dovuto portare un saluto. Ma adesso aggiunge: «Con il rettore decideremo se revocare la sala».
 Gli studenti cadono dalle nuvole. «Invitare chi è pro Technion? Non l’abbiamo mai detto». Dal collettivo “progetto Palestina” si smarcano dall’accusa di aver tenuto nascoste le intenzioni. «Abbiamo sempre detto che era un incontro sul boicottaggio e avevamo dato i nomi dei relatori. Se avevano dubbi, bastava cercare i nomi su Google».
si schiera contro gli studenti su posizioni filoisraeliane e anche .. in sostanza filoguerra Daniela Santus, docente di Geografia culturale: «Il diritto d’opinione esiste solo per alcuni, basti pensare a Panebianco a Bologna. Se un gruppo di docenti chiedesse un’aula per proporre di boicottare le istituzioni palestinesi, verrebbe messa a ferro e fuoco». 
 anche il falso progressita Ugo Volli, docente di semiotica e membro della comunità ebraica si schiera: «Questi studenti sono antisemiti. L’Emt, le università cinesi o lo stesso Politecnico non fanno ricerca militare? Perché se la prendono solo con Israele?». 

pc 3 marzo - Pieno appoggio alla giornata di lotta contro la guerra imperialista e la NATO del 12 marzo

Alcune delle iniziative in via di preparazione sono:
Manifestazione davanti al cantiere TAV della Val Clarea (Chiomonte)
Base militare di Ghedi a Brescia
A Bologna è previsto un corteo regionale, ore 15.00 da Piazza San Francesco alla Caserma Mameli
Pisa si mobilita a Camp Derby 
A Roma è previsto un corteo cittadino
Napoli: manifestazione alla base NATO di Lago Patria, Giuliano
In Sicilia contro l’uso della base di Sigonella per le aggressioni militari
In Piemonte per Novara contro gli F35 si sta valutando la possibilità di organizzare altre mobilitazioni
In Veneto una importante iniziativa si terrà a Vicenza alla Caserma Ederle.

pc 3 marzo - Il regime fascista di Erdogan all'attacco di un quartiere democratico e rivoluzionario a Istanbul

Nel quartiere Kukuk Aemutlu di Instambul, il giorno 1 marzo 2016, la polizia assassina del partito di regime AKP sta facendo un massacro. Ha distrutto le istituzioni democratiche e rivoluzionarie. 
Cemevi e l' Assemblea Popolare sono state abbattute. Per non lasciare i nostri quartieri agli assassini, da Armutlu fino a Tuzlucayr, chiamiamo la nostra gente a unirsi alla marcia che organizzeremo.
Hanno distrutto la casa della gioventù, l' associazione dei diritti e il mercato popolare.

En el barrio Kucuk Armutlu de Estambul, , la policía asesina de AKP esta haciendo una masacre. Destruyó las instituciones democráticas y revolucionarias. Cemevi y la Asamblea Popular han sido derribados. Para no dejar nuestros barrios a los asesinos, desde Armutlu hasta Tuzlucayir, llamamos a nuestra gente a unirse a la marcha que organizaremos. Derribaron la casa de juventud, la asociación de derechos y el mercado popular.


Turquía: la policia fascista del AKP derriba instituciones democráticas y revolucionarias en el barrio Armutlu de Estambul

http://odiodeclase.blogspot.it/2016/03/turquia-la-policia-fascista-del-akp.html





pc 3 marzo - Il regime turco di Erdogan armato dallo Stato nazisionista di ISRAELE, al servizio dell'imperialismo all'esterno - fascista all'interno

Turchia: richiesta per acquisto di armi da Israele

http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/212865-turchia-richiesta-per-acquisto-di-armi-da-israele

Secondo Time Turk, fonti di sicurezza turche hanno riferito che il ministro della difesa di Ankara si sarebbe recato a Tel Aviv per raggiungere accordi con il regime israeliano circa l'acquisto di armi. La Turchia, riferiscono le fonti, desidera ricevere dal regime sionista droni e pezzi di ricambio dei cacciabombardieri di produzione Americana F-16S. 

Sparli di Erdogan? Punito

http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/212844-sparli-di-erdogan-punito

 Intanto il ministro della giustizia di Ankara, Bekir Bozdag, rispondendo a un'interrogazione parlamentare, ha annunciato che sono 1'845 le inchieste aperte in Turchia per presunte offese al presidente Recep Tayyip Erdogan, da quando ha assunto la carica, un anno e mezzo fa.

pc 3 marzo - “La terza guerra mondiale?” La borghesia imperialista ne discute e si prepara...


“La terza guerra mondiale?” Il festival di Limes a Genova
Il Festival di Limes dedicato a “La terza guerra mondiale?” si apre al Palazzo Ducale di Genova alle ore 18 di venerdì 4 marzo con l’intervento di romano Prodi dedicato al tema generale delle tre giornate di incontri. Proseguirà poi alle 21 dello stesso giorno con due testimonianze siriane e irachene (Omar Abdulaziz Hallaj e Mowaffaq al Rubaie, moderati da Mattia Toaldo) dal più caldo dei fronti bellici.
Alle tavole rotonde si affiancherà la mostra delle carte geopolitiche di Limes, “Sull’orlo del mondo”, curata da Laura Canali.
Nel corso del Festival esperti e protagonisti italiani e stranieri discuteranno di “guerra al terrore” ma anche di guerre economico-finanziarie, di emergenze ambientali, tecnologiche e demografiche, del confronto Cina-Usa come dello scontro Usa- Russia. Fra i protagonisti dei dibattiti pubblici, sempre nello spazio di Palazzo Ducale, anche Emma Bonino, massimo Livi Bacci, l’autrice turca Elif Shafakin dialogo con Marco Ansaldo, John Hulsman, Alessandro Pansa, Brunello Rosa, Giorgio Arfaras, Massimo Nicolazzi, Ivan Timofeev. Il programma completo è su www.limesonline.com
La Repubblica
3/3/16

pc 3 marzo - Pesante attacco al diritto di sciopero e di lotta contro gli studenti. La Buona Scuola di Renzi è Scuola di Polizia - Red Block


"Invocare il diritto di sciopero non salva lo studente che blocca l'ingresso della scuola a compagni e professore":
Con linguaggio questurino e da Santa Inquisizione, la Cassazione con sentenza 7094 conferma una sentenza di condanna di studenti che attuavano il picchetto davanti alla scuola 'per interruzione di pubblico servizio e violenza privata'.
"Inutile invocare il diritto di sciopero garantito dall'art. 18 della Costituzione..", per la Cassazione con linguaggio astruso si tratta di un "diritto difficilmente riconducibile alle situazioni soggettive ravvisabili in capo allo "studente" (ma che significa?), "i diritti fondamentali trovano un limite. L'esercizio del diritto di sciopero come di riunione e di libera manifestazione del pensiero 'cessa di essere legittimo' quando travalichi nella lesione di altri interessi costituzionalmente garantiti".
Così sciopero, riunioni, manifestazioni ecc. sono di fatto vietati 
Aberranti motivazioni da Stato di polizia e da fascismo di Stato!
Nella discussione in Cassazione, il Gup, bontà sua aveva 'suggerito' sistemi alternativi,(agli scioperi e occupazioni) per 'instaurare un dialogo costruttivo con compagni di scuola e insegnanti come l'autogestione programmata con obbligo di preavviso'.
Lo stato borghese pretende di imporre agli studenti pure come si deve protestare... in maniera da non disturbare il manovratore e che gli studenti si muovano come soldatini di una recita a soggetto.
Ma in questa udienza-decisione della Cassazione vi sono altre aberrazioni affermate.
Per giustificare la repressione verso gli studenti d'avanguardia più attivi, si afferma testualmente
'il leader o i leaders studenteschi sono 'soggetti intellettualmente attrezzati' perfettamente in grado di comprendere il carattere antisociale delle proprie azioni'.
Per cui essere studenti consapevoli e attivi nell'esercizio dei propri diritti è per la Cassazione, un reato, una aggravante da condannare.
Per la Cassazione sono ammessi d'esercitare i diritti solo studenti stupidi e non consapevoli!

Questa sentenza aberrante è nascosta dalla stampa borghese ma  è pronta ad essere usata contro le lotte degli studenti

E' giusto ribellarsi!
studenti Red Block
marzo 2016

pc 3 marzo - AGGIORNAMENTO IN CORSO DELLE ADESIONI ALLO SCIOPERO DELLE DONNE E INIZIATIVE

PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA L'8 MARZO E' SCIOPERO DELLE DONNE!
L'8 MARZO E' ROSSO, PROLETARIO E DI LOTTA!

AGGIORNAMENTO IN CORSO DELLE ADESIONI ALLO SCIOPERO DELLE DONNE E INIZIATIVE

ROMA: Lavoratrici precarie dei nidi
Dal loro comunicato: “Tenetevi la festa, dateci il lavoro! 8 marzo 2016 Sciopero delle precarie dei

pc 3 marzo - Siamo in un moderno medioevo ma le donne si devono ribellare - 8 marzo: sciopero per tutti i diritti delle donne non solo per lavoro ma per la nostra vita e il nostro corpo

194, così sta morendo una legge
In Italia torna l'aborto clandestino
Oltre l'80% dei ginecologi è obiettore di coscienza e le donne respinte dalle istituzioni tornano al segreto: ventimila le interruzioni di gravidanza illegali calcolate dal ministero della Sanità, ma secondo alcune stime sono almeno il doppio. Ambulatori fuorilegge e farmaci di contrabbando. "Una sconfitta di tutti, perché la norma funzionava, ma è diventata una corsa a ostacoli"


ROMA - Il cartello è scritto a penna, a volte su un pezzo di cartone. "Qui non si effettuano più Ivg". Ossia interruzioni volontarie di gravidanza. Aborti cioè. Porte sbarrate, reparti chiusi, day after di qualcosa che c'era, funzionava, e adesso è in disuso, smantellato, abbandonato. "Tutti i medici sono obiettori di coscienza, vada altrove". Altrove è l'Italia che torna alla clandestinità: da Nord a Sud in intere regioni l'aborto legale è stato cancellato, oltre l'80% dei ginecologi, e oltre il 50% di anestesisti e infermieri non applica più la legge 194. Accade a Roma, a Napoli, a Bari, a Milano, a Palermo. Le donne respinte dalle istituzioni tornano al silenzio e al segreto, come quarant'anni fa. Alcune muoiono, altre diventano sterili, ma nessuno ne parla. Ventimila gli aborti illegali calcolati dal ministero della Sanità con stime mai più aggiornate dal 2008, quarantamila, forse cinquantamila

pc 3 marzo - SCIOPERO E BLOCCO ALL'ALBA DEGLI OPERAI DELLA LOGISTICA - BRIGNANO

Iniziato all'alba di oggi un nuovo sciopero e blocco degli operai della logistica Slai Cobas s.c a Brignano - Bergamo - per i diritti e in difesa del posto di lavoro






pc 3 marzo - L'Aquila, i sindacati Nursind-Fsi-Fials-Usb plaudono alla nomina di Tordera a Manager della Asl: " il nuovo direttore permettera' alla sanita' aquilana di tornare a quel livello di eccellenza che le compete". Un'eccellenza sì, ma per i ricchi!

Leggere la cronaca è sempre utile. Anche la nomina del nuovo "manager" della sanità ci conferma l'utilità. Spesso è ornata di tante e tali notizie da darti, sicuramente, una geografia del potere e delle sue molteplici sfumature. Tuttavia la cronaca politica finisce li, nel vicolo cieco della spettacolarità delle nuove elites al potere. In fondo come diceva Guy Debord, nella società dello spettacolo vince chi fà più attrazione, fantasmagoria, intrattenimento.
Sappiamo di cordate, di coloro che a vario modo sorreggono Tizio piuttosto che Caio e purtroppo non sappiamo, o forse non esiste qualche sindacato o qualche forza politica e sociale che metta in discussione l'assalto strategico a quello che rimane del vecchio Sistema Sanitario Nazionale. Votati, alla sua ed inesorabile evaporazione, assistiamo allo stesso modo in cui il vecchio mondo contadino contemplava sé stesso ed alla ineluttabilità della propria condizione storica. La preghiera rimaneva la sola arma consolatoria. Ma la perdita della Sanità come diritto universalistico alla salute, al buon vivere è forse dovuto ad un qualche evento naturale? O piuttosto alle politiche di austerità, alle cosiddette "riforme" che hanno portato a quei massacri sociali portando l'Italia e soprattutto le regioni del sud a delle forme di povertà mai viste dal dopo-guerra.
Tagliare la spesa è uno dei comandamenti del rigore liberista più attuato negli ultimi decenni ed il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Nel disastro della crisi mondiale solo la povera Grecia nella mitica Europa è messa peggio di noi.
Rinaldo Tordera può tranquillamente esordire in questo modo "Faccio quello che si deve fare per gestire un'azienda, sono tutti problemi che conosco...ma la riforma (sic? paratevi dove più potete) Lorenzin sarà la prima cosa su cui mi confronterò".
Appunto la sanità come merce da comprare al mercato, come qualsiasi prodotto sfornato in qualsiasi azienda.
Esistono termini che s'introducono in modo insidioso nel lessico politico, senza che nessuno se ne accorga e senza che ne sia stata data una definizione preliminare. E solo quando sono entrati a far parte della scena che si rivelano per quello che erano fin dall'inizio: non semplici parole, ma elementi strutturanti di una costruzione ideologica
E' il caso, fra altri di espressioni apparentemente tuttofare, appunto molto usate dai media: manager, Asl (invece che Ussl), "società civile", "governance. Spesso si usa un inglese che non è quello parlato o scritto dai grandi narratori quali Shakespare e Wilde ma è la lingua della finanza del mercato e dell'austerity. Cioè quella lingua, quel lessico omnipervasivo dell'economia del potere e che Gramsci definiva il "cretinismo economico".
Tuttavia questa costruzione ideologica è servita al processo di aziendalizzazione di tutti una serie di servizi pubblici a cominciare dalla Sanità e presto da questo processo verranno divorati servizi come lo smaltimento dei rifiuti, e per finire l'acqua, nonostante il Referendum vinto qualche anno fà.
Quindi la figura del manager ha questi compiti, al servizio della finanza di un capitale sempre più fittizio. Cambia qualcosa se al posto di Tordera ci fosse stato Caio?
A me pare che la capitalizzazione, cioè il rafforzamento delle gerarchie e del controllo sugli agenti del servizio pubblico, ha trasformato in competenze professionali valori non propriamente positivi, come il cinismo, l'opportunismo, la mediocrità, la paura, compromettendo la cooperazione interna e demonizzando qualsiasi manifestazione di pensiero critico. Allineati e coperti. Tuttavia la cosiddetta politica i sindacati ma anche la stampa recitano tutti insieme un copione, già scritto; fumo agli occhi, spesso di ignari cittadini. Insomma presi per i fondelli due volte.

Tempera, 2 marzo 2016
Alfonso De Amicis

pc 3 marzo - Dall'Aquila su Angelo Panebianco

Il Professore Angelo Panebianco docente di scienza politica all'ateneo di Bologna l' "Alma Mater" la più antica Università del mondo è stato interrotto, mentre teneva una lezione di politica estera (sic) da un gruppo di studenti accusandolo di essere un guerrafondaio, di mettere il suo sapere al servizio delle potenze occidentali e quindi spronare il nostro paese ad essere protagonista di un intervento militare (l'ennesimo)verso la Libia.
Da anni il professor Panebianco è in prima linea in quella che lui stesso chiama "Realismo Politico": Cioè quella politica di armamento "democratico" che ha portato gli Stati Uniti e i suoi alleati ad intervenire sempre più spesso in Medio Oriente, ma non solo (Molti si sono dimenticati della guerra portata dentro L'Europa: Jugoslavia, i Balcani), con lo splendido risultato di aver disintegrato diversi stati nazionali producendo terrorismo, miserie, marginalizzazioni, emigrazioni crescenti.
Ma oggi secondo una stampa sempre più servile e con l'elmetto in testa, i violenti sarebbero gli studenti che hanno contestato "l'eroe in pantofole", come giustamente lo ha definito Angelo D'Orsi. Tutta la stampa italiana sollecita, irresponsabilmente, il governo italiano ad essere da guida al prossimo intervento in Libia e mentre, ci si avvia a questo nuova avventura militare, ci si scaglia contro i giovani apostrofandoli come squadristi, estremisti, evocando l'orribile sessantotto e via discorrendo.
In questo triste scenario tipico dei "pennaruli"(come li chiamano a Napoli, sempre D'Orsi) non poteva, non mancare il richiamo alla lesa "democrazia".
Eppure tutte le ultime guerre sono state costruite su menzogne planetarie. Chi si è dimenticato dell'ampolla ostentata nel Palazzo dell'ONU da parte di Colin Powell?
Insomma, è lecito porsi, alcune domande. Come è lecito pensare che è inutile rivolgere domande ai diversi baroni e pensatori che albergano nelle varie testate giornalistiche. Comprenderebbero una serie di questioni importanti e forti?  Perché chiamiamo "democrazia" un paese dove il governo è stato eletto dal 20% degli elettori? Perché dopo ogni "riforma" stiamo peggio di prima? Come può un muro di cemento alto otto metri e lungo centinaia di chilometri diventare un "recinto difensivo"? Le torture di Abu Ghraib e Guantanamo(che oggi Obama, Alla faccia? vorrebbe chiudere.) sono "abusi" "pressione fisiche moderate" o tecniche di interrogatorie rafforzate"? Cosa trasforma un mercenario in "manager della sicurezza"? Senza ombra di dubbio la menzogna è il grande protagonista del discorso pubblico contemporaneo. Il suo ruolo è venuto in primo piano in occasione, come ricordavo, della guerra in Iraq, ma la sua presenza nella nostra società è molto più generalizzata e pervasiva.
Il linguaggio è il terreno principale per manipolare e convincere i dubbiosi. In tal senso la vicenda di Panebianco con il rispolvero al diritto alla piena libertà di insegnamento e addirittura alla sua libertà di parola e di pensiero ha scatenato la stampa con un profluvio di parole per giustificare un potere mediatico e baronale basato esclusivamente sulla sopraffazione e appunto l'inganno. Sul caso e per concludere paiono azzeccate le parole di Giuseppe Masala: "A me il discorso sembra più complesso: esiste un limite alla libertà d'insegnamento? Esiste un limite alla libertà espressione del proprio pensiero?
Non saprei, se però avessimo notizia di una contestazione subita da un qualche professore fascista che ai tempi di Mussolini propagandava le idee della supremazia di alcune "razze" su altre ritenute sub-umane ricorderemmo questi ipotetici contestatori come degli eroi. Forse un giorno quando raggiungeremo la coscienza che la soluzione alle controversie tra stati attraverso l'uso delle armi è sbagliata, il gesto di questi ragazzi non sarà ricordato in maniera così negativa".
Un punto questo di difficile comprensione per Panebianco, per Galli Della Loggia di difficile comprensione per il Corriere dello Zar. Un giornale sempre dalla parte della ragione!

Tempera, 1 marzo 2016
Alfonso De Amicis