mercoledì 24 febbraio 2016

pc 24 febbraio - L'ILVA A SPEZZATINO - LE INDICAZIONI AGLI OPERAI DELLO SLAI COBAS SC DI TARANTO


Per la società la prospettiva dello «spezzatino»

 Diciannove manifestazioni di interesse ammesse alla due diligence (e altre sette cui è stata chiesta un’integrazione) non bastano a diradare le nubi sul futuro industriale del principale gruppo siderurgico d’Italia. Una veloce analisi delle aziende che hanno deciso di inviare una proposta ai tre commissari di Ilva, Piero Gnudi, Corrado Carrubba ed Enrico Laghi rivela che gli interessi sono sparsi e frammentati. Pochi, ragionando sul core business e le dimensioni delle singole realtà interessate, sarebbero pronti a rilevare Ilva nella sua interezza. E anche gli elementi per organizzare una cordata intorno alla quota di minoranza di Cdp non sono poi così numerosi, se si considera il nutrito numero ai blocchi di partenza.
È opportuno ricordare che l’invito a manifestare interesse pubblicato il 5 gennaio dai commissari riguarda non solo Ilva spa, ma anche altre sette realtà controllate, attive in business legati all’hub tarantino, ma in molti casi lontani dalla produzione d’acciaio.
Sulla carta la maggior parte delle proposte sembrerebbero indirizzate proprio a questa soluzione «a spezzatino».

pc 24 febbraio - Il giornale proletari comunisti torna ad uscire dalla prima settimana di marzo

come giornale mensile - distribuito on line - con diffusione militante nelle realtà proletarie e di lotta

Organizziamo 
una diffusione militante pianificata che ne assolva la funzione leninista di propagandista, agitatore e organizzatore collettivo.

Il nostro obiettivo storico è sempre un nuovo quotidiano comunista nazionale alternativo nel proletariato e nel movimento di massa alla stampa borghese e opportunista.
Lo spazio politico c'è tutto, costruiamo la rete redazionale e  diffusiva necessaria

pc 24 febbraio - Protesta alla Regione Lombardia dello Slai cobas per il sindacato di classe giovedi 25 febbraio

Come lavoratori dello Slai Cobas per il sindacato di classe dell’Istituto Tumori di Milano, siamo indignati dell’ennesimo “scandalo” che ha coinvolto l’Assessore, leghista, Rizzi pupillo di Maroni e “padre” della cosiddetta Riforma sanitaria. Ultimo degli attacchi che stanno cancellando la Sanità Pubblica, stanno portando le condizioni di lavoro a livelli schiavistici e la possibilità, in primiss, per proletari-migranti-disoccupati-precari di potersi curare. Niente di nuovo per lavoratori e chi deve curarsi. Una corruzione e ruberie in continuità col loro degno compare Formigoni, che li ha preceduti.
Per queste ragioni riteniamo che sia necessario far sentire alta la voce di tutti i lavoratori, di tutte le organizzazioni sindacali di base, di tutte le associazioni e di tutti i cittadini che si oppongono alle ruberie nella sanità, alla privatizzazione della Sanità a a tutte le politiche di attacco ai diritti.
Per questo lanciamo un appello e avviamo una campagna prolungata per
CACCIARE questi LADRI-RAZZISTI.
a partire da un presidio per il 25 febbraio per far sentire forte il grido
DIMISSIONI per la giunta Maroni !

Slai Cobas “INT” per il sindacato di classe

cell. 338-7211377

pc 24 febbraio - Gli operai della logistica di Bergamo - dicono LA LOTTA e NON IL VOTO contro lo sfruttamento

Orrigoni è candidato leghista

pc 24 febbraio - La nuova udienza preliminare del processo ilva a TARANTO verso la conclusione - operai, lavoratori cittadini chiedono giustizia e risarcimenti

pc 24 febbraio - Nuova collana in uscita con la casa editrice La città del sole

 Edizioni  LA CITTÀ DEL SOLE

Una nuova collana
Lotte di classe

Con questa collana le Edizioni “La Città del Sole” intendono contribuire a una maggiore circolazione dei materiali prodotti da esperienze di lotta che – nonostante la multidecennale disgregazione culturale, politica e organizzativa del proletariato e delle classi subalterne – tengono vivo lo scontro di classe e la speranza nel futuro opponendosi alle politiche che, sempre più ferocemente, fanno ricadere sui popoli e sulle classi dominate le conseguenze della crescita del capitalismo nella sua crisi.

Gli elaborati vengono pubblicati esattamente come sono stati prodotti, senza alcun intervento né nei testi né nella forma. La pubblicazione non implica necessariamente la condivisione dei contenuti, ma vuole concretizzare la funzione di servizio delle Edizioni per una migliore informazione su quelle lotte, per stimolare il dibattito, per favorire la sintesi.

È uscito il n. 1 
della Collana
ILVA la tempesta perfetta

pc 24 febbraio - Il libro Ilva presentato alla portineria B della FCA Sata Melfi oggi

"Ilva la tempesta perfetta" .
Un libro rivolto alla classe operaia per comprendere una questione nodale per tutta la classe operaia del nostro paese

Dell'Ilva di Taranto si è parlato e scritto molto, ma in generale si parte da analisi insufficienti sul sistema del capitale, sull'industria e da una incomprensione di fondo, che potremmo sintetizzare nella frase: “nocivo è il capitale non la fabbrica”.
Il libro “Ilva la tempesta perfetta” vuole “riequilibrare” il punto di vista affermando una visione scientifica e dal punto di vista della classe operaia. In questo senso è un libro di parte, dalla parte degli operai che in questa vicenda ilva sono stati o dei fantasmi, o colpevolizzati, o raccontati in termini moralisti, o camuffati come “cittadini”.
Attraverso articoli, materiali, documenti, analisi, il libro ripercorre i 2 anni caldi – 2012/2013 – per riportare come realmente è andata e di cosa si tratta e deve trattarsi all'Ilva,

pc 24 febbraio - 400.000 lavoratori sfruttati a 2,50 l'ora nelle campagne

Ancora una statistica che conferma lo stato di semi schiavitù che vige in questo "paradiso per i padroni" che si chiama democrazia borghese e sistema capitalistico... Ancora una volta l'Ansa dà la colpa al caporalato, ma come abbiamo detto già in un nostro precedente articolo che si trova qui:



"... il governo verso le aziende fa anche di più. Invece di porre leggi che impongano il rispetto dei contratti, dei diritti dei lavoratori, i controlli, che perseguano le aziende che traggono grandi profitti dalle condizioni di lavoro schiaviste dei braccianti, il Ministro Martina, come in una commedia delle beffe, sta pensando ad un aiuto alle imprese agricole, anticipando di un anno l'eliminazione totale dell'imposta regionale (Irap).  
Si tratta di una spudorata politica per salvaguardare gli interessi economici delle aziende agricole, ortofrutticole, che sono generalmente grandi società capitaliste.
Ma il caporalato nelle campagne è legato a filo stretto con le aziende, non potrebbe vivere senza le aziende e le aziende non possono e soprattutto non vogliono lavorare senza di loro.
I caporali gli fanno il lavoro “sporco”: di scegliere i braccianti, decidendo chi va a lavorare e chi viene lasciato a casa, di prenderli e portarli nei campi riempendo fino al massimo i bus, di fare da intermediari nei pagamenti ai braccianti detraendo dalla loro paga, non contrattuale, il loro costo di caporali, il costo del viaggio, spesso il costo acqua, ecc., garantisce alle aziende di tenere i braccianti sotto controllo durante il lavoro...."

Lavoro: in 400mila sfruttati dal caporalato a 2,50 euro l'ora

Assosomm, più di 12 ore nei campi. Nel 74% dei casi i lavoratori si ammalano e la mancanza di soldi per le medicine provoca problemi cronici di salute

Più di dodici ore di lavoro nei campi per un salario di 25-30 euro al giorno, meno di 2 euro e 50 l'ora. È la situazione in cui lavorano in Italia 400 mila lavoratori sfruttati dal caporalato, stranieri nell'80% dei casi.

martedì 23 febbraio 2016

pc 23 febbraio - Brasile - Il terrorismo dei latifondisti non fermerà la lotta per la terra


Scritto dalla Commissione Nazionale delle Leghe dei contadini poveri

Per la sofferenza dovuta ai tanti abusi e perché sono vittime di molti omicidi, le masse in rivolta hanno sete di giustizia e di vendetta per il sangue versato dei loro figli e dei loro leader
L'alta concentrazione della proprietà della terra in Rondônia è alla base di numerosi massacri come quello di contadini in lotta per un pezzo di terra nel 1995 in Santa Elina in Corumbiara e la continua eliminazione dei leader e combattenti del popolo. Il tradimento dei governi PT [Partido Trabalhadores] (Lula e Dilma) della promessa di "riforma agraria" e il suo pieno sostegno all’"agribusiness" (latifondo) ha solo accentuato la concentrazione della terra. Questo ha spinto migliaia di famiglie di contadini poveri a combattere per un pezzo di terra. In Rondônia, mentre i contadini poveri sono decine di migliaia e vivono sia come piccoli proprietari spremuti con la loro piccola famiglia di contadini che ha appena il sufficiente per mangiare, sia come senza terra che vivono accalcati alla periferia delle città, i latifondisti, invece, sono solo una manciata di famiglie mafiose, ladroni della terra dell'Unione. E molte sono terre già destinate da molti anni alla "riforma agraria" che i governi successivi non hanno mai "assegnato", esattamente perché quelle terre erano oggetto di contrattazione tra politici e proprietari terrieri. Questo è il caso di molte delle terre delle aziende agricole della Valle di Jamari.
Questo furto scandaloso di terra è sempre stato fatto in collusione con i politici e i funzionari governativi dello stato. In Rondônia, quando non sono gli stessi proprietari terrieri o politici e autorità, sono coloro che li finanziano, in modo che siano sempre quelli che comandano nello stato, dove regnano per mezzo della corruzione e degli omicidi dei contadini poveri.

Massacri di indigeni, contadini e minatori ed eliminazione dei loro leader

Come è noto in tutto il paese e anche a livello internazionale, la storia della Rondonia, in particolare dal suo passaggio da Territorio a Stato, è fatta di continui e crudeli massacri delle popolazioni indigene e delle famiglie di contadini provenienti da tutto il paese in cerca di un pezzo di terra. I proprietari terrieri (prima allevatori, poi coltivatori di soia), industriali del legno e delle miniere hanno occupato le terre migliori espellendo interi popoli indigeni e coloni poveri.

pc 23 febbraio - VERITA' E GIUSTIZIA PER GIUGLIO REGENI - MA QUESTE NON POSSONO VENIRE DALLO STATO ITALIANO

Giulio Regeni assieme alla mamma...
I genitori di Giulio Regeni hanno chiesto: «che i nostri investigatori al Cairo tornino in Italia solo quando sarà stata fatta completa chiarezza. Noi contiamo sull’impegno che hanno preso con noi alcuni rappresentanti delle istituzioni italiane che ci hanno assicurato» che la vicenda «non cadrà nell’oblio. Vogliamo solo la verità». «È giusto per lui. È giusto per tutti», aggiungono spiegando di avere «molta fiducia nelle nostre forze di polizia, nel pm Sergio Colaiocco» e «nelle istituzioni».

Purtroppo già la storia ha dimostrato come lo Stato Italiano, le sue Istituzioni, non vogliono verità e non danno giustizia. Tra i tanti, il caso di Ilaria Alpi, è stato una prova evidente che lo Stato non solo non fa nulla per cercare la verità; ma anzi è attivo nel sabotare le ricerche, nell'occultare le prove, al servizio di "interessi economici e politici superiori". E i genitori di Ilaria Alpi stanno ancora aspettando...
Anche per Giulio Regeni non possiamo aspettarci nulla dalle Istituzioni. Le parole di Renzi sono doppiamente ipocrite e criminali dette sul dolore dei genitori di Giulio.
La verità non ci sarà e sarà insabbiata perchè gli interessi dell'imperialismo italiano in Egitto sono troppo rilevanti e i buoni rapporti del governo italiano col boia dittatore al Sisi non possono essere messi in crisi.
Da ben altre fonti è possibile e vogliamo verità e giustizia: in primis da quei sindacati, lavoratori egiziani per cui Giulio aveva scritto e stava facendo ricerche, e per cui è stato torturato e ucciso.

pc 23 febbraio - UNIONI CIVILI: LA POLITICA SPORCA DI GOVERNO E PARLAMENTO VAL BENE I DIRITTI DELLE PERSONE E DEI BAMBINI



"Dopo il discorso pronunciato da Matteo Renzi durante l'assemblea del Pd, un'apertura nei confronti del Nuovo centrodestra di Angelino Alfano), il Pd va avanti sulla strada del maxiemendamento sulle unioni civili. È pronta, infatti, la bozza della super proposta di modifica sulla quale il governo porrà molto probabilmente la fiducia.  Sono stati cancellati l’ultima parte dell’articolo 3 e l’intero articolo 5, che facevano riferimento alla stepchild adoption, l'adozione del figlio naturale del partner da parte dell'altro membro di una coppia omosessuale. Alfano ha ribadito di essere pronto a votare con i suoi una legge che non contempli le adozioni (e nemmeno l’assimilazione anche solo lessicale al matrimonio) e ha aggiunto che con la nuova formulazione «anche Forza Italia potrebbe votare sì».
Il Pd, quindi, punta dritto verso la fiducia da far approvare in senato tra giovedì 25 febbraio e, al più tardi, martedì 1 marzo".

Con uno sfacciato compromesso, con Ncd, Renzi mette al riparo il governo e mette sotto i piedi i diritti civili degli omossessuali. I bambini rientrano in un grigio conteggio dei voti e, quindi, sono fatti fuori - al di là di tutte le affermazioni ipocrite sui loro diritti che si sono sprecate nei giorni scorsi.  

Anche indipendentemente da coloro che li hanno votati, le scelte dei partiti, i loro voti in parlamento possono andare bellamente da destra a sinistra, dalla maggioranza all'opposizione. Esemplare è il M5S, che in nome di una ipocrita "libertà di coscienza" sulle adozioni, mette sotto i piedi i diritti e la libertà delle persone, e dà invece "mano libera" alla destra in parlamento e diventa un punto d'appoggio per la giustificazione del governo Renzi di stralciare le "adozioni".

Renzi si accorge ora che “Il Pd non ha vinto le elezioni", quando finora si è sempre vantato di avere la maggioranza dei cittadini dietro di sè.  

 
Si dimostra ancora una volta che il parlamento non c'entra nulla con le masse, è solo una arena di scontri e accordi a difesa di interessi interni dei partiti, ognuno espressione di settori della classe dominante. 

pc 23 febbraio - India: lo Stato contro le donne, scatena la repressione con la polizia che violenta, distrugge case e uccide in nome della guerra ai maoisti


Riportiamo uno dei tanti casi che vede protagoniste molte organizzazioni di donne che si oppongono a questa barbarie

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Hyderabad: protesta lampo contro l’attacco a Soni Sori e la repressione in Bastar
Pubblicato da icspwi
22 febbraio 2016

Soni-Sury-demoHyderabad,
21 febbraio (Maxim News): ...la gente spontaneamente si è riunita per protestare contro l'attacco contro l’attivista adivasi Soni Sori, nonché per condannare gli stupri di donne adivasi e i falsi scontri contro cui Soni Sori protesta senza sosta, qui domenica a Tankbund.
Erano presenti i rappresentanti di “Donne contro la violenza sessuale e la repressione di Stato”, Sandhya della “Organizzazione progressista delle donne”, le attiviste femministe Sajaya e Vanaja, i Prof. Laxman, Suresh, Raju e Narayana del “Comitato per le libertà civili”, i Prof. Padmaja Shaw, Prof. Harjinder Singh (Laltu ), Prof. KY Ratnam, Prof. G. Vijay della Rete degli Insegnanti Democratici”, e numerosi docenti e studenti delle Università di Hyderabad e EFLU per Soni Sori, leader adivasi locale e coordinatrice Aam Aadmi per la Divisione del Partito del Bastar, che è stata attaccata da tre sicari mentre tornava a casa il 20 febbraio a Geedam alle 11 di sera.

Soni Sori ha comunicato che gli aggressori le hanno lanciato una sostanza chimica sul viso e l'hanno minacciata dicendo "smettila di lamentarti contro l’Ispettore Generale, smettila di sollevare la questione di Mardum. Se non si comporti bene, lo faremo pure a tua figlia". È stata anche messa in guardia rispetto al tentativo di presentare di nuovo una denuncia contro l'IG della polizia.
L'attacco a Soni Sori fa parte di una più ampia campagna di violenza di Stato in Bastar; sotto l'apparenza di operazioni anti-Naxalite, le forze di sicurezza commettono stupri e saccheggi. Squadre di donne attiviste hanno documentato tre casi di violenza sessuale di massa negli ultimi tre mesi, quando le forze di sicurezza sono entrate nei villaggi di Sukma e Bijapur- spogliando donne, facendo stupri di gruppo, saccheggiando le loro scorte di cibo, e distruggendo le loro case e granai. Il numero di "scontri" è in aumento, le persone stanno "scomparendo" dai villaggi, solo per riapparire nella lista dei naxaliti "arresi" o "arrestati" diversi giorni più tardi come riportano le rassegne stampa e le testimonianze. La polizia e l'amministrazione locale, parlano con una voce sola di "ripulire" la zona entro un anno.

pc 23 febbraio - Dall'Aquila, 2 parole su Bertolaso in corsa al Campidoglio


Riceviamo e pubblichiamo:

In questi giorni la stampa nazionale, ma soprattuto quella locale è piena di commenti, a volte feroci altre volte di consenso, circa la candidatura a sindaco di Roma di Guido Bertolaso. Un uomo potente, capace di ramificare i propri contatti e le proprie referenze nei svariati mondi della politica, degli affari, e anche con le alte gerarchie ecclesiastiche.
Un plenipotenzario che oggi è attaccato da più parti per la sua attività spesso al limite della legalità, con coni d'ombra che lasciano più di un sospetto. Tutte critiche sensate e giuste, democraticamente fondate.
Tuttavia Guido Bertolaso è stato anche altro, ha interpretato in modo

lunedì 22 febbraio 2016

pc 22 febbraio - "Le loro guerre i nostri morti" - contro l' ideologia delle guerre imperialiste studenti in lotta nelle università

Contro i baroni della guerra in università... noi siamo pronti!
12381147 1148695938495313 2051791595 oDi seguito il comunicato del C.U.A. Bologna

Risale al 14 febbraio l’ultima vergognosa fatica di Angelo Panebianco, noto barone Unibo ed editorialista del Corriere della Sera, in cui egli si chiede se “noi italiani” saremo mai pronti per affrontare la guerra in Libia. La verve guerrafondaia con cui il professore condisce il suo ultimo editoriale non ci stupisce: è solo l’ennesima presa di posizione reazionaria e sciovinista di un docente da sempre legato agli interessi bellici nostrani.
Per questo, abbiamo deciso di far sperimentare al professore un po’ di realtà: siamo entrati nell’aula in cui si teneva la sua prima lezione di “Teorie della guerra e della pace”, interrompendo il suo monologo militarista con suoni registrati nelle zone di conflitto armato

pc 22 febbraio - Forze solidali con i compagni di Padova arrestati

La repressione non ferma ma alimenta la lotta e la ribellione
L’ondata repressiva che colpisce a padova si unisce a quella che colpisce diverse realtà proletarie, sociali e politiche
per decapitare e fermare l’opposizione proletaria e rivoluzionaria al goiverno renzi e allo stato dei padroni
Oltre la solidarietà per sviluppare insieme la lotta

soccorso rosso proletario
srpitalia@gmail.com

Proletari comunisti-PCm Italia solidarizza con i compagni e fa appello con i suoi compagni e strumenti allo sviluppo della solidarietà e del movimento di lotta.
Ogni attacco repressivo domanda il fronte comune.
La migliore risposta è l’intensificazione della lotta per rovesciare lo stato di cose esistenti.
proletari comunisti_ PCm Italia
22 febbraio 2016

Cari compagni,
esprimiamo la massima solidarietà contro la repressione e a sostegno della lotta proletaria per la casa.
Nei posti di lavoro e nel territorio ove siamo presenti, porteremo la informazione e denuncia della manifestazione di Padova
un abbraccio solidale
slai cobas per il sindacato di classe
coordinamento nazionale

Massima solidarietà militante al Comitato di Lotta per la casa di Padova, a Radiazione e a tutte le realtà della sede di Piazzetta Caduti della Resistenza!

Denunciamo a gran voce la gravità dell’operazione poliziesca svoltasi il 18 febbraio 2016 a Padova con numerose perquisizioni, sequestro della sede dell’Associazione “Nicola Pasian” in Piazzetta Caduti della Resistenza e l’attuazione di 11 misure cautelari (4 arresti domiciliari).
L’operazione, eseguita dalla digos, su richiesta del procuratore capo di Padova Matteo Stuccilli e del pm Federica Baccaglini, porta ancora una volta il lugubre timbro di quella magistratura, legata al Partito Democratico e alla sinistra borghese, che, divenuta il simbolo della legalità (quella dei padroni e del loro stato), sforna inchieste in tutta Italia contro la lotta di classe. E che a Padova ha sempre trovato nuove leve pronte a seguire la scuola dei

pc 22 febbraio - Bonduelle (BG), l'unità si fa nella lotta!

Sabato scorso dalle 5 del mattino, grossa mobilitazione contro la multinazionale Bonduelle a S.Paolo d'Argon.
Lavoratori del SiCobas e Slai Cobas per il sindacato di classe, hanno presidiato fino alle 12 lo stabilimento, con la partecipazione di tanti lavoratori Bonduelle che hanno trovato così la forza per unirsi alla lotta e scioperare.

L'azienda, ha licenziato ingiustamente un lavoratore, come atto repressivo e terroristico verso tutti gli altri lavoratori che in questi mesi stanno resistendo all'imposizione delle domeniche lavorative.
I lavoratori si stanno ribellando alle dure condizioni di lavoro ed a quello che non può che essere chiamato, furto sulla paga, eseguito attraverso l'applicazione, -in una fabbrica!-, del contratto collettivo nazionale di lavoro del commercio, usato unilateralmente e illegittimamente, dalla multinazionale dal 2011.

A seguito della forte iniziativa di sabato mattina, l'azienda, rompendo il muro fin qui eretto contro le richieste di incontro e le nostre rivendicazioni, ha concordato un incontro sindacale per i prossimi giorni.

Si Cobas
Slai Cobas per il sindacato di classe

pc 22 febbraio - Sardegna - Via tutti i militari e le loro basi! Manifestazione SABATO 27 FEBBRAIO

AEROPORTO MILITARE DI DECIMOMANNU
CONCENTRAMENTO ORE 14:00 PRESSO LA CHIESA DI SAN SPERATE MARTIRE, VIA XI FEBBRAIO, SAN SPERATE

LUFTWAFFE,RAUS!

A tre mesi di distanza dalla grande giornata del 3 Novembre in cui venne interrotta la Trident Juncture 2015, torniamo in strada, o meglio in campagna, per una passeggiata in favore della chiusura definitiva dell'aeroporto di Decimomannu.
I tedeschi gestori di metà della struttura non vogliono rinnovare il contratto. Mai da 60 anni l'aeroporto è stato così vicino alla chiusura, cerchiamo di accelerare i tempi.
A giugno Luftwaffe e AMI annullarono l'esercitazione STAREX prevedendo una forte contrapposizione popolare, che comunque non mancò di farsi sentire. E' ora di ripercorrere quelle strade, quei sentieri con la stessa determinazione, e poco per volta riprenderci la nostra terra.

Via tutti i militari e le loro basi
Liberiamo i nostri territori e le nostre menti dall’ingombrante presenza militare

Per aggiornamenti consulta il blog
nobasi.noblogs.org
rete No Basi Né Qui Né Altrove    

pc 22 febbraio - ALLE LAVORATRICI DELLA SCUOLA OGGI IN LOTTA -"PROSSIMO APPUNTAMENTO: 8 MARZO - SCIOPERO DELLE DONNE!"

ALLE LAVORATRICI DELLA SCUOLA - 8 marzo SCIOPERO DELLE DONNE!


Dopo più di 2 anni dal precedente sciopero delle donne del 25 novembre del 2013, la condizione peggiorata delle lavoratrici, le decine di lotte, proteste fatte in questo periodo rende necessario, un nuovo sciopero delle donne, contro i padroni, il governo, ecc.

Nel novembre 2013, voi lavoratrici della scuola siete state la forza più grande e più estesa dello sciopero delle donne. I dati ufficiali, mandateci dal Ministero, parlarono di 12.663 donne in sciopero nella scuola, dalle insegnanti, al personale Ata, al personale educativo; e non ci fu nessuna Regione, nessuna provincia, nessuna città, in cui non si fece sciopero.
Voi, poi, si può dire che non vi siete mai fermate e siete state e continuate ad essere una spina nel fianco del governo. E nelle vostre lotte, rivendicazioni, nella estesa condizione di precarietà che colpsce soprattutto le donne, emerge con chiarezza l'intreccio tra la condizione di lavorativa e la condizione generale delle donne.

Per questo, nel secondo sciopero delle donne, siamo sicure che sarete ancora una volta tante! E che porterete un contributo di azionee di idee a tutto il movimento di lotta delle donne.
Uno secondo sciopero delle donne nella giornata dell'8 marzo. Per il significato storico di questa data (legata proprio alle lavoratrici più sfruttate) e per riprendercela in termini di lotta, perchè vogliamo far emergere con forza le nostre doppie ragioni di lotta, l'intreccio tra le ragioni di classe, dei lavoratori, e le ragioni frutto della condizione generale di noi donne.

Uno sciopero che dia un segnale di ribellione a tutte le donne, a tutte le lavoratrici, e che, dopo l'8 marzo, nell'esempio, nel dare coraggio si estenda e si allarghi e soprattutto crei una rete tra le realtà delle lavoratrici, precarie in lotta.

(Lo sciopero delle donne dell'8 marzo è stato già indetto a livello nazionale, sia per i settori pubblici che privati (potete trovare la proclamazione nel sito della Commissione di garanzia scioperi).
Un forte saluto e sostegno alle mobilitazione in corso oggi in alcune importanti città.
Diamoci oggi appuntamento all'8 marzo!

Lavoratrici della scuola Slai cobas per il sindacato di classe
Movimento femminista proletario rivoluzionario

pc 22 febbraio - La tempesta perfetta dell'Ilva di Taranto a Milano

Nella bella, proletaria e popolare, cornice del centro sociale Micene si è tenuta la presentazione del libro "Ilva la tempesta perfetta".
Alla presentazione erano presenti, lavoratori/ci della scuola, delle poste, della sanità, operai siderurgici e altre realtà, ma anche chi lotta sul fronte del diritto all’abitare e della solidarietà su tutti i fronti di lotta.  Il tutto si è svolta in un clima conviviale e “informale”.
Con una presentazione a più voci, si sono toccati gli eventi salienti dei due anni - il "biennio rosso" di Taranto - che hanno visto un'intera città schierarsi su tutti gli aspetti: a partire dall'inchiesta della Magistratura; il blocco degli impianti; l'inquinamento della città e le ripercussioni sulla popolazione. Si è messo in evidenza come. negli anni, in primis gli operai hanno lottato contro l'insicurezza nella fabbrica, a difesa della loro salute e vita, mentre nessuno si “interessava” di cosa succedeva all’Ilva, dentro e fuori la fabbrica. Si è ricordato che gli operai, abbondonati da tutti, non sono mai stati lasciati da soli, principalmente dallo Slai Cobas sc e dalla Rete per la sicurezza, che seppe dare voce sia agli operai che alla popolazione dei Tamburi. Ricordando tra l’altro la manifestazione del 18 aprile 2009 una manifestazione, partita da Tamburi, di denuncia e necessità della lotta per la salute e sicurezza in fabbrica e nel territorio, e di unità.

Si sono toccati altri aspetti, come il ruolo dello Stato e del governo, della stampa, della chiesa, dei partiti della cosidetta sinista, tutte quante unite nella difesa dei profitti di Riva. Si è detto come la vicenda dell’Ilva descritta nel libro, sia utile anche per Milano, ricordando quello che avevano rappresentato gli anni 70, quelli del grande protagonismo della classe operaia, che portarono a grandi conquiste; e di come al contrario la deindustralizzazione abbia ridotto questa città ad inciviltà politica e sociale.

Dopo la presentazione un intervento ha ricordato come all' Ilva sia stato praticato il mobbing verso i lavoratori, primo caso in Italia di mobbing, si è ricordato come i lavoratori, gli operai si siano trovati al fianco solo lo scsc che ha permesso di farne un caso nazionale. Ha suscitato molto interesse ed è stato richiesto di far avere il materiale di quella vicenda.
Un altro intervento ha posto la questione della riconversione produttiva dell' Ilva, richiamandosi anche al movimento di liberazione kurdo e alla sua posizione su "produrre secondo i bisogni e nel rispetto della natura, ambiente. In proposito è stato ricordato che nocivo è il capitale, non la fabbrica, e che, quindi, per realizzare una produzione rispettosa della vita delle persone e dell'ambiente, occorre porre fine al sistema del capitale.
Molto interesse è stato mostrato per quello che oggi avviene all'Ilva e/o sull'Ilva e su Taranto. Questo ha permesso di parlare del maxi-processo dell'Ilva Taranto e del suo significato.
Ci si è lasciati con l'impegno a un successivo appuntamento sia per approfondire alcuni aspetti che per gli aggiornamenti degli sviluppi della vicenda e della lotta a Taranto a cui anche in questi giorni si assiste.

pc 22 febbraio - Brignano-BG la lotta non si ferma - operai non schiavi! Dietro le merci lo sfruttamento!

Davanti al supermercato di Sobiate Arno ritorna la protesta dei lavoratori delle cooperative del magazzino di Agora-Kamila di Brignano, dove si movimentano le merci anche della catena di Tigros di patron Orrigoni neo-candidato della Lega e della destra cittadina alle elezioni.
Questi lavoratori con il sindacato slai cobas per il sindacato di classe sono in lotta da mesi per ristabilire la legalità e i diritti negati nel magazzino logistico a partire dalla garanzia del posto di lavoro, contro il sistema neoschiavista delle cooperative su cui si regge anche la grande distribuzione.
Vogliamo denunciare ai cittadini e lavoratori che dietro al "modello lombardo” di impresa rappresentato dalla candidatura di Orrigoni, si nasconde lo sfruttamento dei lavoratori che non deve passare ed essere esteso nei posti di lavoro.

per il sindacato 
S.Lamera
3355244902