mercoledì 25 novembre 2015
pc 25 novembre - Ignobile presa di posizione di un "gruppo m-l" che si unisce all'estrema destra per seminare clima da paura del terrore e dar forza allo stato imperialista
E' giusto denunciare e contestare il giubileo, ma usare l'argomento della paura del terrorismo, dell'insufficienza dei mezzi dello Stato per fronteggiarlo... è un argomento reazionario e di estrema destra che non può fare parte a nessun titolo della posizione dei comunisti, dei rivoluzionari, dei proletari d'avanguardia nel nostro paese.
"...Il
giubileo rappresenta un rischio altissimo per la popolazione, tant’è che nessun
esponente governativo ha escluso l’ipotesi che il terrorismo antipopolare possa
colpire in occasione di questo evento, per la sua valenza simbolica.
Il piano contro i droni e l’apparato militare messo a sorvegliare gli “obiettivi
sensibili”... che non limitano
il pericolo per la massa dei cittadini.
Lo
svolgimento del giubileo - che durerà un lungo anno con enormi costi di gestione
puntualmente scaricati sulle spalle dei lavoratori (il Vaticano non ci mette un
euro) - è un atto d’irresponsabilità, imprevidenza e presunzione da parte della
monarchia assoluta vaticana e del governo italiano, che può comportare
conseguenze disastrose. Il dissenso verso questa scelta è ampio.
Renzi
e gli esponenti dei partiti di maggioranza e di “opposizione” dichiarano che
“non se ne parla" di annullare il
giubileo. Chiaro, non sono loro a rischiare la pelle. Forse nelle alte
sfere c’è chi vuole sangue innocente per giustificare altre guerre di
rapina?
Ci
associamo alle tante voci che chiedono l’annullamento del giubileo e rendiamo
responsabili il governo Renzi e il Vaticano per qualsiasi situazione di rischio
di vita e danno alla salute che possa derivare dallo svolgimento di questo
evento.
21.11.2015
Piattaforma
Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia
pc 25 novembre - Francia, falsa sinistra, veri socialdemocratici passano "armi e bagagli" con lo stato imperialista e votano lo stato di emergenza!
Front de Gauche vota a favore dello stato d'emergenza
Per chiarezza il Front de Gauche è apertamente sostenuto in francia dal PCOF, formazione sedicente ml e compare di Piattaforma Comunista in Italia
.
Tra il 19 e il 20 novembre il Parlamento francese è stato
chiamato a votare un prolungamento di tre
mesi dello stato di emergenza, che recupera misure reazionarie varate durante la guerra
coloniale d'Algeria. Vengono proibite le manifestazioni pubbliche. Si ampliano i poteri di polizia in
fatto di “domicilio coatto extragiudiziale” per tutti coloro che vengono giudicati “pericolosi” in base a
“comportamento, frequentazioni, affermazioni o progetti”. Si sancisce il potere di “proibizione” di
“associazioni o gruppi che incitano ad azioni di turbamento dell'ordine pubblico”.
Un piano reazionario da incassare non solo il plauso (significativo) della Confindustria francese
(Medef) ma il voto di tutta la destra. Non solamente di Sarkozy e dei gollisti, ma anche di Marine
Le Pen e del blocco più forcaiolo di estrazione fascista (Front National). Il quale si è limitato a
rimproverare il governo per aver tardato ad attuare misure tanto importanti, rigorose e patriottiche.
Ebbene: il Front de Gauche ha votato all'unanimità il piano reazionario del governo Hollande,
al fianco della destre e di Marine Le Pen. ... Così hanno fatto deputati e senatori del PCF. Così hanno
fatto deputati e senatori del Parti de Gauche. Il cui segretario Mélenchon ha sentito il bisogno di
accompagnare il voto con un pubblico richiamo all'“unità della Francia e dei francesi, al di sopra
delle classi e delle parti politiche”.
mesi dello stato di emergenza, che recupera misure reazionarie varate durante la guerra
coloniale d'Algeria. Vengono proibite le manifestazioni pubbliche. Si ampliano i poteri di polizia in
fatto di “domicilio coatto extragiudiziale” per tutti coloro che vengono giudicati “pericolosi” in base a
“comportamento, frequentazioni, affermazioni o progetti”. Si sancisce il potere di “proibizione” di
“associazioni o gruppi che incitano ad azioni di turbamento dell'ordine pubblico”.
Un piano reazionario da incassare non solo il plauso (significativo) della Confindustria francese
(Medef) ma il voto di tutta la destra. Non solamente di Sarkozy e dei gollisti, ma anche di Marine
Le Pen e del blocco più forcaiolo di estrazione fascista (Front National). Il quale si è limitato a
rimproverare il governo per aver tardato ad attuare misure tanto importanti, rigorose e patriottiche.
Ebbene: il Front de Gauche ha votato all'unanimità il piano reazionario del governo Hollande,
al fianco della destre e di Marine Le Pen. ... Così hanno fatto deputati e senatori del PCF. Così hanno
fatto deputati e senatori del Parti de Gauche. Il cui segretario Mélenchon ha sentito il bisogno di
accompagnare il voto con un pubblico richiamo all'“unità della Francia e dei francesi, al di sopra
delle classi e delle parti politiche”.
pc 25 novembre - Mattarella un imperialista 'cristiano' - un commento
Ho molto rispetto per la carica di presidente della Repubblica: un po’ meno,
mi sia consentito, per chi ha ricoperto tale incarico dopo la fine del mandato
del partigiano savonese Alessandro Pertini.
Prima di colui che lo è pro tempore, si sono susseguiti: gladiatori
(Francesco Kossiga), pm dei processi contro alti esponenti della Resistenza
(Oscar Luigi Scalfaro), banchieri (Carlo Azeglio Ciampi), complici dei peggiori
disegni oscurantisti (Giorgio Napolitano).
La Repubblica di domenica ventidue novembre riporta – a pagina dieci, a firma Mauro Favale – una frase del capo dello Stato, il democristiano Sergio Mattarella, che dimostra quale sia la sua idea di persona super partes.
Il primo cittadino italiano afferma, a proposito degli attentati terroristici di questi giorni: “Stragi legate alle persecuzioni dei cristiani”; non dico che ciò sia falso, ma credo che la storia debba essere conosciuta e raccontata per intero.
Vorrei ricordare, con deferenza, all’onorevole Mattarella, che sono decenni che i suoi accoliti credenti di occidente perseguono le popolazioni musulmane.
Dal 2001 sono tantissimi i Paesi a maggioranza musulmana che hanno subito il pesante intervento imperialista occidentale: Palestina, Iraq, Libia, Afghanistan, e tanti altri, sono stati invasi e bombardati da Paesi – quelli che vivono sotto il tallone di ferro dell’Organizzazione Terroristica dell’Atlantico del Nord – la cui stragrande maggioranza della popolazione si dichiara di religione cristiana.
Da quanto sopra esposto appare evidente che il problema non è rappresentato da una religione in particolare, ma dal sistema imperialista che spesso utilizza il fanatismo religioso a proprio esclusivo vantaggio.
Genova, 25 novembre 2015
La Repubblica di domenica ventidue novembre riporta – a pagina dieci, a firma Mauro Favale – una frase del capo dello Stato, il democristiano Sergio Mattarella, che dimostra quale sia la sua idea di persona super partes.
Il primo cittadino italiano afferma, a proposito degli attentati terroristici di questi giorni: “Stragi legate alle persecuzioni dei cristiani”; non dico che ciò sia falso, ma credo che la storia debba essere conosciuta e raccontata per intero.
Vorrei ricordare, con deferenza, all’onorevole Mattarella, che sono decenni che i suoi accoliti credenti di occidente perseguono le popolazioni musulmane.
Dal 2001 sono tantissimi i Paesi a maggioranza musulmana che hanno subito il pesante intervento imperialista occidentale: Palestina, Iraq, Libia, Afghanistan, e tanti altri, sono stati invasi e bombardati da Paesi – quelli che vivono sotto il tallone di ferro dell’Organizzazione Terroristica dell’Atlantico del Nord – la cui stragrande maggioranza della popolazione si dichiara di religione cristiana.
Da quanto sopra esposto appare evidente che il problema non è rappresentato da una religione in particolare, ma dal sistema imperialista che spesso utilizza il fanatismo religioso a proprio esclusivo vantaggio.
Genova, 25 novembre 2015
pc 25 novembre - Contro la TAV continua la lotta in Val Susa
Al cantiere di Chiomonte
Alle bombe carta e ai fuochi artificiali dei centri sociali e del comitato popolare di Bussoleno hanno risposto le forze dell'ordine con lacrimogeni e idranti
L’ultimo appuntamento di protesta No Tav - definito "apericena" dai manifestanti - in programma questa sera a Chiomonte, si è trasformato nell’ennesima passeggiata in direzione del cantiere. Una quarantina di persone, quasi tutte appartenenti ad Askatasuna e al comitato popolare di Bussoleno, sono partiti dal cancello della centrale e hanno raggiunto l’area del museo archeologico.
Da qui è partito il lancio di bombe carta e fuochi artificiali a cui le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni e idranti per allontanare i manifestanti che non sono mai arrivati alle reti del cantiere. Molti dei partecipanti all’assalto sono volti noti alle forze dell’ordine e potrebbero essere denunciati nelle prossime ore per aver lanciato oggetti esplosivi e per essere entrati nell’area rossa dove il passaggio è vietato da un’ordinanza della prefettura.
pc 25 novembre - Si susseguono i processi contro i padroni assassini - ma i padroni non vanno mai realmente in galera! L'unica giustizia è quella proletaria che si può realizzare con la rivoluzione proletaria!
Dall'11 gennaio al Liceo musicale di Ivrea il processo per l'amianto all'Olivetti
Udienze a scuola per consentire a tutti gli interessati di essere presenti, l'Associazione mutilati e invalidi rimane parte civile
L'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro (Anmil) resta parte civile nel processo per le morti da amianto alla Olivetti. Il giudice Elena Stoppani ha infatti accolto l'istanza di rigetto con la quale gli avvocati Cesare Bulgheroni e Alessandra Guarini si erano opposti alla richiesta dei legali degli imputati di escludere l'associazione dal novero delle parti civili. L'udienza è proseguita con la costituzione di parte civile dei familiari di alcuni dipendenti della Olivetti vittime dell' amianto. Il processo vero e proprio prenderà il via l'11 gennaio dell'anno nuovo. Per consentire a tutte le parti di essere presenti, si terrà nelle aule del Liceo Musicale di Ivrea.
Sono diciassette gli imputati rinviati a giudizio, a vario titolo, per le vicende degli ex dipendenti della storica azienda piemontese morti per esposizione da amianto. Nell'elenco figurano Carlo De Benedetti, il fratello Franco, l'ex ministro Passera. Risponderanno di omicidio colposo. C'è anche Roberto Colaninno, al quale è attribuito un solo caso di lesioni colpose relativo alla malattia che colpì una impiegata. Sono invece usciti di scena undici indagati su ventotto, tra cui i figli di Carlo De Benedetti, Marco e Rodolfo.
pc 25 novembre - SUI "ROSSO-BRUNI" FRANCESI: "TUTTA UNA FRANGIA DELL'INTELLIGHENZIA STA PER VIRARE AL RAZZISMO..." - STRALCI DA UN'INTERVISTA ALL'ANTROPOLOGO DI PARIGI JEAN-LOUP AMSELLE
(Da Il Manifesto)
«Un atto di guerra». François Hollande, presidente a fine mandato, non ha dubbi : «Quanto accaduto a Parigi e Saint-Denis è un atto di guerra e, di fronte alla guerra, il Paese deve prendere decisioni appropriate. (…) Un atto di guerra preparato, organizzato, pianificato all’esterno con complicità all’interno che l’inchiesta metterà in luce».
Nel frattempo, mentre Hollande attende le sue elezioni e la sua inchiesta, con altri mezzi la guerra è cominciata. I fatti, forse, non sono ancora chiari, ma le opinioni hanno preso a circolare. La tragedia di Parigi ha inevitabilmente colpito tutti. Molto si è insistito sulle emozioni e le impressioni dei singoli: testimonianze, racconti, lacrime e il famigerato storytelling che si è già accartocciato su se stesso. Al lutto, mai elaborato, è conseguito il panico – elaborato fin troppo. Nascono qui, in una zona grigia troppo a lungo sottovalutata, le reazioni dei «deputati a reagire», gli intellettuali disorganici alle accademie, ma organici rispetto ai media che in Francia chiamano intellos. E qui il discorso diventa diverso, perché rischia di contribuire – se già non l’ha fatto – a costruire un terreno comune dentro il quale far slittare un conflitto e rendere la clash of civilisation una profezia che tutti abbiamo contribuito a autoavverare...
...lo Stato islamico possiede caratteristiche ambigue: è uno «Stato» di tipo fascista, animato da una pulsione di morte, ma al tempo stesso è la sola forza contro-egemonica di fronte all’Occidente. Parliamo quindi di uno Stato nazionalista-musulmano ma, al contempo, internazionalista. Questo semplice fatto rende fragili le classiche analisi ortodosse dell’estrema sinistra. La posizione del Npa (il Nuovo partito anticapitalista), ad esempio, che legge negli attentati del 13 novembre una reazione all’imperialismo, illustra bene a tale riguardo le difficoltà di sviluppare una risposta marxista coerente fuori da antichi schemi che, oramai, non funzionano più.
La confusione «rosso-bruna» nasce da questo problema ed è ben rappresentata da Michel Onfray,
«Un atto di guerra». François Hollande, presidente a fine mandato, non ha dubbi : «Quanto accaduto a Parigi e Saint-Denis è un atto di guerra e, di fronte alla guerra, il Paese deve prendere decisioni appropriate. (…) Un atto di guerra preparato, organizzato, pianificato all’esterno con complicità all’interno che l’inchiesta metterà in luce».
Nel frattempo, mentre Hollande attende le sue elezioni e la sua inchiesta, con altri mezzi la guerra è cominciata. I fatti, forse, non sono ancora chiari, ma le opinioni hanno preso a circolare. La tragedia di Parigi ha inevitabilmente colpito tutti. Molto si è insistito sulle emozioni e le impressioni dei singoli: testimonianze, racconti, lacrime e il famigerato storytelling che si è già accartocciato su se stesso. Al lutto, mai elaborato, è conseguito il panico – elaborato fin troppo. Nascono qui, in una zona grigia troppo a lungo sottovalutata, le reazioni dei «deputati a reagire», gli intellettuali disorganici alle accademie, ma organici rispetto ai media che in Francia chiamano intellos. E qui il discorso diventa diverso, perché rischia di contribuire – se già non l’ha fatto – a costruire un terreno comune dentro il quale far slittare un conflitto e rendere la clash of civilisation una profezia che tutti abbiamo contribuito a autoavverare...
...lo Stato islamico possiede caratteristiche ambigue: è uno «Stato» di tipo fascista, animato da una pulsione di morte, ma al tempo stesso è la sola forza contro-egemonica di fronte all’Occidente. Parliamo quindi di uno Stato nazionalista-musulmano ma, al contempo, internazionalista. Questo semplice fatto rende fragili le classiche analisi ortodosse dell’estrema sinistra. La posizione del Npa (il Nuovo partito anticapitalista), ad esempio, che legge negli attentati del 13 novembre una reazione all’imperialismo, illustra bene a tale riguardo le difficoltà di sviluppare una risposta marxista coerente fuori da antichi schemi che, oramai, non funzionano più.
La confusione «rosso-bruna» nasce da questo problema ed è ben rappresentata da Michel Onfray,
pc 25 novembre - CHI HA PIU' INTERESSE ALLA TEORIA RIVOLUZIONARIA SONO LE DONNE! Dal blog femminismorivoluzionario
Oggi, nella giornata internazionale contro la violenza sessuale sulle donne, nel blog femminismorivoluzionario viene presentata una nuova sezione che partirà da gennaio
2016 della Formazione Rivoluzionaria delle donne: “Chi ha più interesse alla
teoria rivoluzionaria sono le donne!”.
Questo nuovo lavoro di formazione è stato deciso nel seminario del 20° a
Palermo, ed è rivolto essenzialmente alle donne proletarie, alle donne in lotta.
Esso, come la Formazione Operaia, costituisce un
salto di qualità del nostro lavoro rivoluzionario.
PUBBLICHIAMO LA PRESENTAZIONE DEL MFPR DAL BLOG FEMMINISMORIVOLUZIONARIO
Vogliamo iniziare sul blog femminismorivoluzionario uno studio teorico Marxista a cadenza mensile.
Per far conoscere a tutte le donne come l'analisi materialistico storico dialettica di Marx - Engels abbia dimostrato come la condizione della donna di oppressione non è sempre esistita, non e' immutabile, che l'oppressione della donna all'interno della famiglia e della società è conseguente allo sviluppo economico sociale che ha portato alla proprietà privata, allo Stato e al modo di produzione capitalistico, base per l'oppressione delle donne e la sua subalternità sociale e familiare.
Con questo studio vogliamo che le donne, in particolare le donne proletarie a a cui è principalmente diretta questa formazione, facciano proprie queste teorie per combattere chi ci propone teorie borghesi, che si presentano anche sofisticate, ma che ci vogliono far credere che la nostra condizione subalterna è solo da contrattare con questo sistema sociale da moderno medioevo, e non da combattere ribellandosi ad esso, o ne fanno solo una questione di trasformazione di idee, tentando di impedire una prassi rivoluzionaria.
Senza elaborazione teorica, anche se lottiamo ogni giorno, inevitabilmente ci facciamo guidare dalle teorie borghesi che vogliono al massimo indorare le nostre doppie catene.
E anche questa è una subdola violenza!
E anche questa è una subdola violenza!
In questo senso senso chi ha più interesse a studiare Marx, Engels, ecc. sono le donne! perchè senza teoria non c'è rivoluzione, e senza rivoluzione non c'è liberazione.
Le donne comuniste rivoluzionarie come Rosa Luxemburg e la partigiana Teresa Noce, e tante altre che non sapevano ne leggere e ne scrivere sono diventate delle teoriche, questo vuol dire che per noi donne in lotta sfidare anche il campo delle idee, della teoria può essere la regola non l'eccezione, perché le nostre idee non restano “idee”, sono armi.
Inizieremo questa Formazione Rivoluzionaria delle donne dal nuovo anno, e partiremo dal fondamentale testo di Engels "L'origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato".
pc 25 novembre - VIOLENZA CONTRO LE DONNE: VIA I SEPOLCRI IPOCRITI IMBIANCATI! VIOLENZA RIVOLUZIONARIA DELLE DONNE!
Femminicidi, stupri, violenze quotidiane contro le donne sono sempre più in aumento in tutto il mondo e il nostro paese può "onorarsi" di essere tra i primi posti tra i paesi imperialisti di questa guerra di bassa intensità contro le donne.
Questo aumento delle violenze sessuali è inevitabile, andando di pari passo con l'intensificazione delle discriminazioni, degli attacchi alla condizione di vita della maggioranza delle donne, e in particolare delle donne più sfruttate e oppresse.
Per questo l'mfpr in Italia, in legame con le donne combattenti delle guerre popolari, delle lotte di liberazione, con le donne in lotta sia nelle cittadelle imperialiste come nei paesi del Terzo Mondo, lavora ogni giorno per porre fine alle "ipocrite" celebrazioni borghesi di questa giornata, ponendo fine a questo sistema sociale che genera ogni giorno violenza contro le donne.
Noi combattiamo le vulgate correnti su "violenze sessuali" legate solo ad un retaggio di patriarcalismo, di cui questa società "si deve liberare". Oggi, i femminicidi e gli stupri sono interni e frutto del moderno fascismo, dello stadio di putrefazione dell'imperialismo nella sua fase di crisi, dell'humus odierno di “uomini che odiano le donne”.
Noi siamo per la “morte della famiglia”, perchè questa famiglia nel moderno medioevo è sempre più il cuore dell'oppressione e spesso della morte delle donne.
Noi siamo, sempre, ma particolarmente in questa giornata in cui sentiremo anche chi ci opprime denunciare la "violenza e oppressione delle donne", contro ogni discorso interclassista, ogni discorso di donne generico; “le donne, come gli uomini sono reazionarie, centriste o rivoluzionarie, non possono di conseguenza combattere la stessa battaglia. Attualmente la classe distingue gli individui più del sesso…” (Mariategui).
Le donne che stanno nei Governi borghesi, le donne oggi "servette" del Governo Renzi, le padrone, le donne intellettuali borghesi, ecc. che vogliono al massimo liberarsi di forme di disugualianze e discriminazioni ma solo perchè esse facciano meglio le padrone, o le capi di Stato e di governo; tutte queste non c’entrano niente con la maggioranza delle donne.
Ma diciamo anche che contro la violenza reazionaria, sessista, di morte, noi siamo per la violenza rivoluzionaria. Noi siamo, e lo vogliamo sempre più, legate a filo rosso con le partigiane, consideriamo parte della nostra storia anche le combattenti della lotta armata degli anni 70, noi siamo con le compagne maoiste della guerra popolare in India, come con le combattenti curde di Rojava, con le Palestinesi che danno la propria vita per mettere fine alla violenza del carcere eterno di Israele, ecc.
Noi siamo con le ragazze delle tante banlieues sparse nei nostri paesi imperialisti che si ribellano contro la tripla oppressione, e non trovano ancora la risposta rivoluzionaria che dica: SI, è giusto ribellarsi!
Come diceva Marx, la violenza rivoluzionaria è la levatrice della storia, è il bello non è il brutto, perché tramite la violenza rivoluzionaria è possibile mettere la parola fine a tutto il brutto, allo sfruttamento, agli stupri, alle uccisioni, a tutte le forme di violenza sessuale, agli orrori, all’oppressione infinita, alle guerre... E' inutile che ci state a dire: No, le donne sono contro la violenza, altrimenti fanno come i maschi... Ma quale maschi, siamo più violente noi! Dobbiamo essere più rivoluzionarie, perché abbiamo una doppia ragione per farlo.
MFPR
Questo aumento delle violenze sessuali è inevitabile, andando di pari passo con l'intensificazione delle discriminazioni, degli attacchi alla condizione di vita della maggioranza delle donne, e in particolare delle donne più sfruttate e oppresse.
Per questo l'mfpr in Italia, in legame con le donne combattenti delle guerre popolari, delle lotte di liberazione, con le donne in lotta sia nelle cittadelle imperialiste come nei paesi del Terzo Mondo, lavora ogni giorno per porre fine alle "ipocrite" celebrazioni borghesi di questa giornata, ponendo fine a questo sistema sociale che genera ogni giorno violenza contro le donne.
Noi combattiamo le vulgate correnti su "violenze sessuali" legate solo ad un retaggio di patriarcalismo, di cui questa società "si deve liberare". Oggi, i femminicidi e gli stupri sono interni e frutto del moderno fascismo, dello stadio di putrefazione dell'imperialismo nella sua fase di crisi, dell'humus odierno di “uomini che odiano le donne”.
Noi siamo per la “morte della famiglia”, perchè questa famiglia nel moderno medioevo è sempre più il cuore dell'oppressione e spesso della morte delle donne.
Noi siamo, sempre, ma particolarmente in questa giornata in cui sentiremo anche chi ci opprime denunciare la "violenza e oppressione delle donne", contro ogni discorso interclassista, ogni discorso di donne generico; “le donne, come gli uomini sono reazionarie, centriste o rivoluzionarie, non possono di conseguenza combattere la stessa battaglia. Attualmente la classe distingue gli individui più del sesso…” (Mariategui).
Le donne che stanno nei Governi borghesi, le donne oggi "servette" del Governo Renzi, le padrone, le donne intellettuali borghesi, ecc. che vogliono al massimo liberarsi di forme di disugualianze e discriminazioni ma solo perchè esse facciano meglio le padrone, o le capi di Stato e di governo; tutte queste non c’entrano niente con la maggioranza delle donne.
Ma diciamo anche che contro la violenza reazionaria, sessista, di morte, noi siamo per la violenza rivoluzionaria. Noi siamo, e lo vogliamo sempre più, legate a filo rosso con le partigiane, consideriamo parte della nostra storia anche le combattenti della lotta armata degli anni 70, noi siamo con le compagne maoiste della guerra popolare in India, come con le combattenti curde di Rojava, con le Palestinesi che danno la propria vita per mettere fine alla violenza del carcere eterno di Israele, ecc.
Noi siamo con le ragazze delle tante banlieues sparse nei nostri paesi imperialisti che si ribellano contro la tripla oppressione, e non trovano ancora la risposta rivoluzionaria che dica: SI, è giusto ribellarsi!
Come diceva Marx, la violenza rivoluzionaria è la levatrice della storia, è il bello non è il brutto, perché tramite la violenza rivoluzionaria è possibile mettere la parola fine a tutto il brutto, allo sfruttamento, agli stupri, alle uccisioni, a tutte le forme di violenza sessuale, agli orrori, all’oppressione infinita, alle guerre... E' inutile che ci state a dire: No, le donne sono contro la violenza, altrimenti fanno come i maschi... Ma quale maschi, siamo più violente noi! Dobbiamo essere più rivoluzionarie, perché abbiamo una doppia ragione per farlo.
MFPR
pc 25 novembre - L'imperialismo USA principalmente, con il suo braccio armato - il regime fascista turco di Erdogan membro della Nato - ci trascina in una nuova guerra interimperialista con la Russia di Putin
Aerei turchi hanno abbattuto un aereo russo. Entrambi sarebbero impegnati contro ISis, mentre come questo episodio dimostra, la Turchia sostiene ISIS e la Russia sostiene la Siria.
Non ci sono dubbi sulle responsabilità turche di questo 'incidente' e l'imperialismo USA, la Nato, di cui è parte l'Italia, si schierano subito con il regime turco alimentando i fattori di guerra.
Il vero e più grande terrorismo è l'azione dell'imperialismo!
Fermare la guerra imperialista, trasformandola in guerra popolare contro l'imperialismo!
E' il compito dei comunisti, ma anche quello di tutti i sinceri antimperialisti e amnti della pace nella giustizia!
proletari comunisti - PCm Italia
25 novembre 2015
Non ci sono dubbi sulle responsabilità turche di questo 'incidente' e l'imperialismo USA, la Nato, di cui è parte l'Italia, si schierano subito con il regime turco alimentando i fattori di guerra.
Il vero e più grande terrorismo è l'azione dell'imperialismo!
Fermare la guerra imperialista, trasformandola in guerra popolare contro l'imperialismo!
E' il compito dei comunisti, ma anche quello di tutti i sinceri antimperialisti e amnti della pace nella giustizia!
proletari comunisti - PCm Italia
25 novembre 2015
pc 25 novembre - USA i serial killers della polizia USA ammazzano un altro giovane afroamericano! Sempre più necessario fermare le mani assassine con la protesta e rivolta popolare e la ricostruzione del Black Panther Party in grado di rispondere a tutti i livelli agli assassini di Stato - Proletari comunisti - PCm Italia
Video mostra l'assassinio poliziesco a Chicago di un giovane di 17 anni Laquan McDonald
Police murder of Laquan McDonald begins at 5 minute mark.
.
After more than a year of foot dragging and stonewalling, the white
Chicago cop who gunned down 17-year-old Laquan McDonald on October 20,
2014, was finally charged with first-degree murder on November 24. This
charge was brought down 1 day before the city was forced by a court
order to release the video of the shooting, a video that has been
described by police officials as worse than anything they’ve ever seen.
Once it became clear that they could no longer keep the video under
wraps, the mayor and other officials began calling for calm.Their cop gunned down a Black youth, and they spent more than a year refusing to release the video and doing everything they could to keep the truth from seeing the light of day. Now they have to release the video, so they quickly wound up the “investigation” and hit the cop with a murder charge.
Justice for Laquan McDonald!
pc 25 novembre - Questi sono i valori che difendono le istituzioni, il governo, e su cui si fonda lo stato borghese
Ogni anno la giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne viene usata dalle istituzioni e dai politici (comune, regione, governo) per legittimare lo stato di cose esistente, in quanto dalla Lega al PD la politica attacca ogni giorno la condizione delle donne in tutti i campi ideologico, culturale e politico.
In effetti l'azione dello Stato borghese si potrebbe riassumere nelle "gaffe" fatta da Renzi proprio l'anno scorso in occasione del 25 novembre: "OGGI 25 NOVEMBRE DICIAMO BASTA ALLA VIOLENZA SULLE DONNE, MA TRANQUILLI: DA DOMANI POTETE RICOMINCIARE"
In effetti l'azione dello Stato borghese si potrebbe riassumere nelle "gaffe" fatta da Renzi proprio l'anno scorso in occasione del 25 novembre: "OGGI 25 NOVEMBRE DICIAMO BASTA ALLA VIOLENZA SULLE DONNE, MA TRANQUILLI: DA DOMANI POTETE RICOMINCIARE"
Femminicidi, 30 donne uccise in un anno: il tragico primato della Lombardia
(dalla stampa) - "Nel 2014 è stato rilevato che 6.800.000 donne in Italia, tra i 16 e i 70 anni, cioé il 35%, sono state oggetto di violenza nella loro vita, il 50% di queste subite dal proprio partner o ex partner" ha dichiarato l'assessore, spiegando che "in Lombardia, come ha rilevato l'Osservatorio Regionale Antiviolenza (Ora), il dato non si discosta particolarmente: 3.565 sono quelle che si sono messe in contatto per la prima volta con un Centro antiviolenza nel 2014 e 2.477 nel 2015".
Gallera:
Lombardia in prima linea in contrasto
pc 25 novembre - Il governo Renzi si allinea alle posizioni repressive finto securitarie post attentati di Parigi, siamo alle solite la polizia se la prende con i migranti nei centri di accoglienza a Roma
Stato d'emergenza: la polizia irrompe al centro Baobab
Operazione di polizia in via Cupa, 23 i migranti fermati e tradotti in Questura: l'irruzione nell'ambito del "piano sicurezza" del Giubileo. La polizia perquisisce il centro alla ricerca di armi e droga ma non trova nulla. A Roma ormai è paranoia securitaria
Stamattina presto quattro blindati e numerosi agenti in assetto anti-sommossa hanno fatto irruzione nel centro Baobab di via Cupa. Poliziotti e militari si sono presentati in forze assieme alle unità cinofile, entrando nel dormitorio per idenificare i migranti e perquisire il centro. Un'operazione che alcuni presenti hanno sentito definire "di antiterrorismo", svoltasi nell'ambito del piano sicurezza per il Giubileo.
All'interno dello stabile la polizia non ha trovato nulla: nè droga, nè armi, nè piani di imminenti attacchi terroristici. Nonostante ciò sono 23 i migranti portati via, appartenenti a varie nazionalità, che sono stati caricati su un pullman e trasportati dalla polizia nell'ufficio della questura in via Patini. Per loro è in corso l'identificazione e rischiano l'espulsione. Tra l'altro, trattandosi di transitanti, anche se richiedessero lo status di rifugiato, sarebbero costretti a rimanere in Italia senza poter raggiungere la loro destinazione. All'interno del centro, la perquisizione
Un'azione di polizia che fa seguito alle dichiarazioni di Stefano Pedica (PD) della scorsa settimana "Dopo gli attacchi terroristici di Parigi, è più che mai evidente che per rendere sicura Roma non basta schierare qualche uomo in più delle forze dell'ordine davanti agli obiettivi sensibili. In vista del Giubileo - aveva continuato - occorre fare controlli a tappeto in tutti gli angoli della città, praparando una mappa dettagliata di tutte le occupazioni abusive". Una situzione, quella romana, dove alla stretta securitaria si accompagna la paranoia dell'informazione e la psicosi dell'attentato, testimoniate dalle decine di falsi allarmi bomba di questi giorni.
A farne le spese, quindi, anche i migranti del centro Baobab. Uno spazio che dopo la chiusura per il coinvolgimento nell'inchiesta di Mafia Capitale, è stato riaperto negli scorsi mesi dai volontari, per fornire ai migranti in transito per Roma l'assistenza necessaria. Uno spazio che è riuscito a funzionare grazie al sostegno e alle donazini di centinaia di cittadini e dando una risposta concreta a quei problemi dell'accoglienza di cui l'amministrazione Marino aveva rifiutato di occuparsi.
Attualmente i volontari del centro hanno lanciato un presidio in via Patini per vigilare sulla sorte dei migranti arrestati e denunciare il clima di emergenza presente in città.
Operazione di polizia in via Cupa, 23 i migranti fermati e tradotti in Questura: l'irruzione nell'ambito del "piano sicurezza" del Giubileo. La polizia perquisisce il centro alla ricerca di armi e droga ma non trova nulla. A Roma ormai è paranoia securitaria
Stamattina presto quattro blindati e numerosi agenti in assetto anti-sommossa hanno fatto irruzione nel centro Baobab di via Cupa. Poliziotti e militari si sono presentati in forze assieme alle unità cinofile, entrando nel dormitorio per idenificare i migranti e perquisire il centro. Un'operazione che alcuni presenti hanno sentito definire "di antiterrorismo", svoltasi nell'ambito del piano sicurezza per il Giubileo.
All'interno dello stabile la polizia non ha trovato nulla: nè droga, nè armi, nè piani di imminenti attacchi terroristici. Nonostante ciò sono 23 i migranti portati via, appartenenti a varie nazionalità, che sono stati caricati su un pullman e trasportati dalla polizia nell'ufficio della questura in via Patini. Per loro è in corso l'identificazione e rischiano l'espulsione. Tra l'altro, trattandosi di transitanti, anche se richiedessero lo status di rifugiato, sarebbero costretti a rimanere in Italia senza poter raggiungere la loro destinazione. All'interno del centro, la perquisizione
Un'azione di polizia che fa seguito alle dichiarazioni di Stefano Pedica (PD) della scorsa settimana "Dopo gli attacchi terroristici di Parigi, è più che mai evidente che per rendere sicura Roma non basta schierare qualche uomo in più delle forze dell'ordine davanti agli obiettivi sensibili. In vista del Giubileo - aveva continuato - occorre fare controlli a tappeto in tutti gli angoli della città, praparando una mappa dettagliata di tutte le occupazioni abusive". Una situzione, quella romana, dove alla stretta securitaria si accompagna la paranoia dell'informazione e la psicosi dell'attentato, testimoniate dalle decine di falsi allarmi bomba di questi giorni.
A farne le spese, quindi, anche i migranti del centro Baobab. Uno spazio che dopo la chiusura per il coinvolgimento nell'inchiesta di Mafia Capitale, è stato riaperto negli scorsi mesi dai volontari, per fornire ai migranti in transito per Roma l'assistenza necessaria. Uno spazio che è riuscito a funzionare grazie al sostegno e alle donazini di centinaia di cittadini e dando una risposta concreta a quei problemi dell'accoglienza di cui l'amministrazione Marino aveva rifiutato di occuparsi.
Attualmente i volontari del centro hanno lanciato un presidio in via Patini per vigilare sulla sorte dei migranti arrestati e denunciare il clima di emergenza presente in città.
martedì 24 novembre 2015
pc 24 Novembre - Attentato a Tunisi, il governo non perde tempo a ripristinare lo stato di emergenza e anche il coprifuoco!
Corrispondenza dalla Tunisia:
Oggi pomeriggio un attentato contro un minibus militare nella grande arteria di Mohhamed V a Tunisi ha provocato 14 morti e 17 feriti tra gli uomini della Guardia Presidenziale (per fortuna non risultano vittime civili innocenti). Ancora non è chiaro se si è trattato di autobomba o di attacco kamikaze. Al momento non c'è stata nessuna rivendicazione ma si da per scontato che si tratti del gruppo Stato Islamico o di qualche altro gruppo salafita attivo nel paese.
Ciò che è sicuro è che il presidente della repubblica Essesbi e il governo capeggiato da Essid (entrambi dello stesso partito di Nidaa Tounes, ovvero l'RCD "restaurato") non hanno perso tempo e già dopo 3 ore l'attentato, verso le 20:00, hanno annunciato pubblicamente la proclamazione dello stato di emergenza per 30 giorni e il coprifuoco vigente dalle 21:00 alle 5:00 per la zona di Grande Tunisi (il governatorato di Tunisi ovvero la capitale e i suoi sobborghi).
Ieri era stata annunciata l'apparizione a reti unificate del presidente della repubblica che avrebbe dovuto rivolgersi alla nazione in serata con un messaggio riguardante alcune questioni di importanza nazionali tra cui un braccio di ferro tra il sindacato UGTT e il patronato UTICA circa il rinnovo contrattuale dei lavoratori del settore privata, domani era previsto un grande sciopero di cui si parla da giorni, a seguito dell'attentato l'UGTT ha ritirato lo sciopero, scelta quanto mai dannosa per i lavoratori.
Coincidenze? Probabilmente... Fatto sta che come successo in Francia circa dieci giorni fa, anche in Tunisia il governo sfrutta un attentato per instaurare provvedimenti draconiani volti a colpire la libertà di espressione, dissenso e protesta tanto sbandierati dalle democrazie borghesi, e la Tunisia post.rivolta/restaurazione viene definita tale dalla stragrande maggioranza dei media, opinionisti, politici borghesi, capi di stato e di governo ecc.
Infatti, così come in Francia, lo stato di emergenza mette al bando qualsiasi tipo di sciopero, protesta e riunione politica, come se tutto questo avesse a che fare con il "terrorismo".
Già lo scorso ottobre a seguito dei forti scioperi e proteste durati mesi in barba allo stato di emergenza, il governo era stato costretto a non rinnovarlo, oggi la reintroduzione di esso è stata servita su un piatto d'argento con il "carico da 90" del coprifuoco.
Tutti pretesti da parte di un governo anti-popolare che cerca disperatamente di deviare l'attenzione delle masse verso altri problemi quando la causa principale della miseria, della disoccupazione e anche della proliferazione dell'islam politico e radicale di matrice salafita è proprio il governo stesso sia per le sue politiche inadeguate e impopolari sia per la sua stessa composizione in cui è presente Ennahdha, partito appartenente al troncone internazionale dei Fratelli Musulmani, connivente con altri gruppi alla sua destra appartenenti alla galassia salafita.
A Tunisi, come successo a Parigi la scorsa domenica, è necessario sfidare ancora una volta i provvedimenti liberticidi dello stato di emergenza.
Nessuna unità nazionale con la borghesia compradora che svende le risorse del paese alle potenze straniere e fa affari sul sudore del popolo lavoratore tunisino provocandone la miseria, l'impoverimento e l'aumento della disoccupazione nelle sue file!
L'unità contro i reazionari salafiti deve essere popolare non con gli apparati repressivi dello stato che in forme diverse colpiscono ugualmente il popolo! Le forze rivoluzionarie, progressiste e democratiche devono fare fronte comune nella lotta indipendente e autonoma dallo stato reazionario tunisino contro gli altrettanto reazionari salafiti.
L'attuale esperienza dei Kurdi in Rojava (Siria settentrionale) insegna che ciò è possibile, il popolo può armarsi, difendersi e attaccare chi lo minaccia: lo stato tunisino è stato forse in grado di prevenire la decapitazione del giovane pastore sedicenne qualche settimana fa da parte di una cellula salafita? Anzi il giovane è stato ucciso proprio perchè si pensava che fosse un informatore della polizia, cosa ancora poco chiara, ma le forze di polizia non esitano ad "utilizzare" il popolo mettendolo a rischio. Certo le condizioni specifiche della Tunisia sono differenti dal Kurdistan siriano e richiedono un tempo maggiore ma questa è l'unica strada perseguibile perchè il popolo tunisino si liberi dai suoi oppressori indipendentemente dalla loro natura "laica" o "religiosa".
pc 24 novembre - La lotta di liberazione dei popoli dall'imperialismo non è terrorismo
Questo reportage, a parte le ricostruzioni buoniste-pacifiste e non di classe dello scontro in atto che mettono sullo stesso piano occupanti e occupati, oltre a fare una fotografia di cosa significa l'occupazione dello stato nazi-sionista di Israele, che è poi simbolo ed esempio di quello che avviene in tutte le occupazioni e guerre imperialiste nel mondo, fa emergere in modo chiaro che i giovani palestinesi non hanno futuro, come dice un ragazzo:"SONO GIA' MORTO", non hanno niente da perdere, hanno solo il bi-sogno della rivoluzione per spezzare le catene dell'imperialismo, per conquistare un nuovo mondo.
Questo è quello a cui aspirano le tante giovani generazioni in ogni parte del mondo oppresso da guerra e miseria, ma per questo serve il partito comunista di tipo nuovo e la strategia della guerra di popolo.
Questo è quello a cui aspirano le tante giovani generazioni in ogni parte del mondo oppresso da guerra e miseria, ma per questo serve il partito comunista di tipo nuovo e la strategia della guerra di popolo.
Forse
è meglio andare uno alla volta. Così sembriamo meno pericolosi. O
forse no: sembriamo più sospetti. Però la carta di identità no,
non in mano, o penseranno che sia un coltello. Oddio: e poi come la
tiri fuori? Penseranno che hai un coltello in tasca. Ma soprattutto:
cosa stanno dicendo? Stai fermo o sparo? O stanno dicendo: Perché
stai fermo? Ora sparo?
pc 24 novembre - Rifiuti pericolosi e discariche illegali. Non è solo mafia ma, principalmente, interesse delle imprese
Riportiamo quanto dichiarato dal dirigente della Polstrada di Verona, e se lo dice lui.....
"Gli indagati sono tutti residenti nelle province
di Verona e Milano - dice il direttore della Polizia stradale di
Verona Girolamo Lacquaniti - e ciò dimostra, se ce ne fosse
ancora bisogno, che l'illecito guadagno dato dalla gestione
illecita dei rifiuti non fa gola solo alla criminalità organizzata
del sud ma anche ad imprenditori che agiscono senza alcuna
remora per i gravissimi danni ambientali ed i conseguenti rischi per
la salute della popolazione".
Di seguito la notizia
Rifiuti,
scoperte discariche abusive in Veneto: indagati 19 imprenditori
Prodotti pericolosi e salme
provenienti dai cimiteri. Alcuni indagati risiedono nelle province di Milano
Milano, 24 novembre 2015 - Operazione della Polizia
stradale di Verona: scoperte discariche totalmente abusive, prodotti
pericolosi, tra cui salme provenienti dai cimiteri, interrati senza alcun
rispetto della normativa vigente, camion carichi di rifiuti
pc 24 novembre- Il governo Renzi ordina e il Prefetto di Roma esegue la repressione antimmigrati: deportazioni ed espulsioni al centro di accoglienza “Baobab“ di Roma. Presidio immediato all'ufficio immigrazione
Roma: Polizia antisommossa fa irruzione al centro “Baobab“
novembre 24, 2015
Polizia in antisommossa, con blindati e la scientifica questa mattina, martedì 24 novembre, dentro il centro “Baobab“, spazio autogestito di accoglienza per migranti in via Cupa a Roma, non distante dall’Università La Sapienza.
Sfruttando la psicosi post-attacchi di Parigi, la Roma sotto controllo… prefettizio ha mandato decine di poliziotti (almeno una sessantina) dentro il “Baobab” alle 6.30, bloccando la strada con due mezzi blindati.
La polizia ha prelevato i migranti senza documenti portandoli all’ufficio centrale Immigrazione di via Patini, 23 a Roma.
24 le persone che ora rischiano identificazione ed espulsione.
I volontari del centro Baobab rinnovano la loro “preoccupazione in seguito a voci di un prossimo sgombero della struttura, quando ancora manca una reale alternativa per il ricollocamento dei migranti ospitati”.
Lanciato un presidio in questi minuti proprio a Casalbertone, in via Patini, 23, sotto l’ufficio centrale Immigrazione di Roma.
La corrispondenza delle 8.20 con Roberto, volontario del “Baobab” di Roma.
da Radio Onda d’Urto
pc 24 novembre - DA TORINO: SOLIDARIETA’ ALLE STUDENTESSE E AGLI STUDENTI AGGREDITI DALLO SQUADRISMO DEI NEO-FASCISTI
Il Coordinamento Lavoratori Contro La Buona Scuola di Torino
– che riunisce lavoratrici e lavoratori della scuola, docenti e ATA, in lotta
da febbraio scorso contro la famigerata Legge 107 - condanna le vili aggressioni a danno di
alcune studentesse e studenti, avvenute negli ultimi giorni a Napoli, Torino e
Roma, compiute da militanti di organizzazioni dichiaratamente neo-fasciste.
Particolarmente grave è l’aggressione, anche di natura sessista, ad opera di
militanti di Casa Pound, perpetrata a Napoli contro una giovane studentessa di
17 anni che, oltre ad essere minacciata e ferita con un coltello da un uomo di
più di 40 anni, è stata dallo stesso oggetto di molestie sessuali, verbali e
fisiche. Tali aggressioni sono avvenute nelle forme dell’agguato alle spalle e
al buio, del branco contro pochi (addirittura di un branco di maschi adulti, armati,
contro una giovane donna), modalità tipiche dei gruppi “neri” illegali. Le
aggressioni sono state rivolte, così come a Torino, anche a Napoli e a Roma, a studenti
attivi o vicini a collettivi studenteschi che da mesi si battono contro gli
effetti nefasti della Legge 107, La Buona Scuola, e contro le politiche del
Governo Renzi (Università, Jobs act, tagli alla Sanità, diritto alla casa,
antirazzismo, antifascismo ecc.), e che lo scorso venerdì 13 novembre hanno
partecipato alle grosse manifestazioni studentesche nelle principali città italiane.
E’ palese il carattere intimidatorio e squadrista di queste aggressioni,
compiute da Casa Pound, Fuan e Forza Nuova, contro chi lotta apertamente nelle
piazze, alla luce del sole, con le armi della partecipazione, della
solidarietà, dell’impegno, per costruire una società migliore, e difende il
costituzionale diritto di critica, la libertà di espressione, il pluralismo, e
il rispetto delle regole democratiche. I gruppi “neri”, colpendo i nostri
giovani studenti, rivelano ancora una volta la loro funzione di cani da guardia
del sistema, dello status quo, di una legge rifiutata dal 99% del mondo della
scuola, e di tutte le leggi antidemocratiche e classiste dell’attuale Governo e
dei precedenti.
La nostra massima solidarietà va alle studentesse e agli
studenti oggetto di violenza.
Non possiamo, però, fare a meno di notare che, se negli
ultimi giorni, in branco e al buio, i vigliacchi “neri” hanno aggredito i nostri
studenti, per intimidire e avvisare chiunque altro in futuro possa pensare di
scendere in piazza o impegnarsi contro leggi ingiuste e per un cambiamento
culturale e politico, venerdì 13 novembre nelle piazze di Napoli e Milano poliziotti
armati e corazzati, per le stesse ragioni, hanno picchiato selvaggiamente altri
studenti disarmati e a volto scoperto, colpendo con i manganelli anche alcuni
nostri colleghi. Un clima di regime e un humus autoritario si fa strada nel
nostro Paese e questi episodi lo dimostrano più di mille analisi. Contro questo
clima, per il diritto di critica, la libertà di espressione, il dritto allo
studio per tutte e per tutti e per una scuola pubblica, laica, antirazzista,
antifascista e non classista -il contrario del modello di scuola disegnato da Renzi
e dalla Legge 107- noi lottiamo e continueremo a lottare, al fianco dei nostri
studenti.
Coordinamento Contro La Buona Scuola
Torino
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