martedì 25 agosto 2015

pc 25 agosto - "Le nuove schiave del sud Italia" - ma, per favore, non ci uniamo alla stampa/TV borghese che scoprono solo ora le braccianti...

Questo articolo - che pubblichiamo sotto - di ClashCityWorkers purtroppo si adegua al "clamore" di questi giorni, in cui (per poco ancora) tutti, molti ipocritamente, sembrano scoprire improvvisamente, sulle morti di braccianti, che esistono condizioni di supersfruttamento, di vita disumane; e "scoprono" che nei campi lavorano molti italiani e italiane. 
Non è certo una grande "scoperta"...!
Le donne sono da sempre state la forza-lavoro maggioritaria, soprattutto in alcuni lavori come per esempio nelle varie fasi lavorative dei vigneti, nella raccolta e incassettamento di alcune frutte, ecc..
Quindi non è neanche vero che le donne ora verrebbero scelte in sostituzione degli immigrati che si ribellano; nè è vero che gli immigrati si ribellano mentre le donne sono passive e terrorizzabili (tra i morti di quest'estate vi sono stati anche due immigrati); così si rischia di andare per "mitologie" e non per un'analisi concreta della situazione concreta. 
Gli immigrati si sono ribellati - nelle campagne di Rosarno, nelle campagne di Nardò - quando vi è stato chi si è messo alla testa, li ha organizzati (ora a Rosarno, purtroppo la situazione è tornata come prima della rivolta); così le donne, ma anche i braccianti uomini italiani non fanno, ancora, le lotte che servirebbero perchè non solo c'è il ricatto, la minaccia dei padroni delle aziende agricole, dei caporali, ma perchè o sono fantasmi per i sindacati o, per esempio per la Cgil, sono lavoratori e lavoratrici su cui fare anche buone denunce, ma mai, mai organizzare per uno sciopero, una protesta. 
Le donne braccianti non sono affatto "dolci e mansuete", basta sentire la loro rabbia appena possono parlare; sono ricattate, perchè nel sud, nei paesi soprattutto, spesso è l'unica possibilità di lavoro; sanno bene di essere sfruttate, di avere meno salario, di dover assoggettarsi all'odioso "rito" mattiniero del caporale e a volte alle sue molestie e violenze sessuali... Ma questo è tutt'altro dall'essere definite con questo bruttissimo termine (in genere usato per gli animali): "dolci e mansuete". 
Poi, per piacere, non le chiamate: "le nostre mamme, sorelle e figlie italiane"... che sa tanto di fascismo... 
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(da ClashCityWorkers)
Le nuove schiave del sud Italia
Leggete questa inchiesta di Repubblica. Non scopre nulla di nuovo, e però segnala, a proposito dei casi degli ultimi giorni, molte cose interessanti. Innanzitutto che nei campi lavorano molti italiani, anzi italiane, meridionali. Come in altri settori del lavoro, le donne vengono identificate come soggetti più passivi, perché più prese in reti familiari, più terrorizzabili...
Ma non solo: che le donne vengono scelte in molti casi perché gli immigrati si ribellavano, chiedevano migliori condizioni di lavoro, e facevano rimettere soldi ai padroni. Cosa che ci dimostra come gli immigrati non siano soggetto debole e da tutelare, ma compagni di lotta che spesso stanno anche più avanti di noi.

Certo, non stiamo qui a stupirci o inorridirci perché lo sfruttamento più spietato e odioso ha preso a selezionare altri tipi di vittime. Perché ora sono italiane, donne italiane a finire nel tritacarne, e non solo immigrate e immigrati. Questa differenza non ha alcun senso per noi che rifiutiamo in blocco ogni forma di sfruttamento di qualsiasi uomo e donna su qualsiasi uomo e donna.

E tuttavia tutto questo di senso sembra averne molto per chi su queste differenze continua a fare soldi, tanti soldi. I padroni dei campi, come altri datori di lavoro in altri settori, ricorrono spesso a queste strategie: ci dividono in base a demarcatori sociali, se così possiamo chiamarli, usano le nostre differenze di sesso, età, provenienza e religione a loro vantaggio, selezionando le categorie di volta in volta più vulnerabili, che determinate circostanze storiche hanno reso tali, per metterci gli uni contro gli altri e avere una manodopera sempre più docile, flessibile, ricattabile e fare soldi...

Se oggi molte nostre mamme, sorelle e figlie italiane sono le nuove schiave dei campi evidentemente le loro condizioni sono precipitate a tal punto da renderle estremamente docili e mansuete. Donne doppiamente schiacciate, da una parte da reti familiari, che la crisi ha iniziato a sfilacciare ma che si basano ancora prevalentemente sul loro lavoro di cura non pagato e dall'altra dal carico di un lavoro disumano a cui sono costrette a ricorrere proprio per compensare questo sistema di welfare nostrano in frantumi, tanto che è sufficiente la minaccia 'domani resti a casa' per renderle ancor più controllabili.

Le circostanze possono cambiare repentinamente, possiamo trovarci da un giorno all'altro a negoziare condizioni di vita assurde che pensavamo lontane anni luce, che credevamo potessero appartenere a 'qualcun altro' ma non a noi. Evidentemente 'qualcun altro' e noi siamo più vicini di quanto pensiamo.

Allora forse quando sentiamo storie atroci di sfruttamento sugli immigrati non possiamo più pensare che tutto questo non ci riguardi... le loro storie sono le nostre storie. E allo stesso modo il loro coraggio deve diventare il nostro coraggio. Molti nostri amici immigrati hanno iniziato a dire 'basta!', hanno iniziato a rifiutare queste condizioni di vita e di lavoro inumane. Per questo i padroni si sono messi alla ricerca di nuovi schiavi e schiave che possano facilmente rimpiazzare chi ha iniziato a ribellarsi a questo stato di cose.

pc 25 agosto - Il colosso Youx licenzia 8 lavoratrici colpevoli di aver denunciato abusi, turni di lavoro massacranti e molestie sessuali

(da IlFattoQuotidiano / Emilia Romagna)
Yoox, Mr. Job licenzia otto lavoratrici. Cobas: “Il motivo? Rifiuto cambio di mansione o sede”
La cooperativa che lavora per il colosso dello shopping online ha lasciato a casa le dipendenti, impiegate ai magazzini dell'Interporto di Bologna. Il sindacato: "Ci opporremo. E a settembre partirà una denuncia verso qualcuno dei piani alti dell'azienda committente”
Licenziate per aver rifiutato un cambio di mansione o di sede lavorativa. Si riaccende la protesta alla Mr Job di Bologna, la cooperativa della logistica che lavora in appalto per il colosso dello shopping online Yoox. A dare il via a una nuova stagione di mobilitazioni capitanate dal Si Cobas è la decisione, presa dall’azienda, di lasciare a casa otto lavoratrici dei magazzini dell’Interporto emiliano romagnolo, responsabili di aver rifiutato, secondo il sindacato, di cambiare mansione oppure sede di lavoro. “Otto licenziamenti, che però sono destinati a salire di numero – precisa il Cobas – Noi ci opporremo, siamo pronti a mettere in campo forme di lotta adeguate. E a settembre partirà una denuncia verso qualcuno dei piani alti della Yoox, l’azienda committente”.

Una vertenza, quella della Mr Job di Bologna, circa 300 operai, iniziata più di un anno fa, quando per la prima volta i lavoratori della cooperativa che confeziona gli abiti per conto di Yoox, soprattutto donne, bloccarono i cancelli del magazzino per protestare contro abusi in fabbrica, turni di lavoro troppo pesanti, ma anche intimidazioni, rimproveri, offese e avance sessuali ai danni delle dipendenti. Il caso, dopo una denuncia presentata da 11 lavoratrici, finì sul tavolo della Procura di Bologna, che sulle condizioni di lavoro alla Mr Job aprì un’inchiesta, al centro della quale finì l’ex responsabile del magazzino dell’Interporto, Federico Gatti, poi rinviato a giudizio dal gup Bruno Perla con l’accusa, tra le altre, di aver vessato per anni le dipendenti di origini nordafricane. Costituitesi parte civile, assieme al Cobas, al processo penale che inizierà in autunno presso il Tribunale di Bologna.

pc 25 agosto - IL PARTITO COMUNISTA MLM E' IL PARTITO DELLA CLASSE OPERAIA

Da Operaio della Dalmine Bergamo di Proletari Comunisti - PCm 

Il partito comunista marxista-leninista-maoista è il partito della classe operaia. Questo è uno dei caratteri di fondo del partito comunista di tipo nuovo.
Basta digitare su internet la parola “partito della classe operaia” per vedere quanti partiti comunisti si rifanno a tale assunto, ma è utile approfondire questa caratteristica fondamentale alla luce del partito comunista di tipo nuovo e della teoria mlm su cui si deve fondare.
Il proletariato non è altro che il moderno operaio salariato, così veniva definito da Marx ed Engels ne “Il Manifesto del partito comunista” e poi lo stesso Engels nei “Principi del comunismo” lo ribadiva dicendo: “il proletariato o classe proletaria è in una parola la classe lavoratrice del secolo decimonono. La classe di coloro che non hanno possesso alcuno, che sono costretti a vendere ai borghesi il proprio lavoro per averne in cambio i mezzi di sussistenza necessari per il loro sostentamento”.
Inoltre abbiamo visto che già Marx aveva scoperto la funzione storica della classe operaia: “Renderò onore agli operai che non hanno nulla, che sono considerati una classe pericolosa e parteciperò attivamente alla loro organizzazione, perchè essi sono il motore collettivo della Storia dell'emancipazione, i principali costruttori di una società egualitaria”- da “Lavoro salariato e capitale”.
Possiamo quindi dire anche oggi che “E’ scientificamente vero e dimostrato che il proletariato è l’unica classe rivoluzionaria fino in fondo”. Perchè, per la posizione che occupa nella produzione su scala mondiale, ha, essa sola, la possibilità di rivoluzionare e risolvere i problemi dell’intera società mondiale e realizzare il comunismo.
Per questo il proletariato è l’unica classe che può costruire un partito comunista e su cui il partito comunista si può basare. Il partito comunista del proletariato si basa sugli strati più sfruttati di esso, che non sono i più poveri, ma delle moderne concentrazioni industriali dove si sviluppa lo sfruttamento più scientifico del proletariato. Per questo il nostro riferimento all’interno del proletariato è lo strato centrale di esso che è formato dagli operai industriali della grande fabbrica.
Chiaramente, non gli operai presi come sono che il più delle volte sono “cuicci”, appunto perché, per la loro posizione nella società, sono la classe più influenzata dall’ideologia dominante, ma gli operai che, come disse Marx nel capitale, “vogliono iniziare a pensare da se”, quindi non gli operai in quanto tali ma quelli che vogliono elevarsi e trasformarsi. E questa trasformazione è possibile solo all’interno del partito comunista.

Un partito comunista leninista perché Lenin, anche qui in lotta contro la degenerazione dei partiti della II Internazionale, affermò il tipo di partito che serviva alla classe operaia per preparare il proletariato alla rivoluzione. Contro i partiti socialdemocratici dell’epoca che erano costruiti come “strumenti di pace e non di guerra” (da “Principi del Leninismo” di Stalin), e che quindi non potevano essere adatti ad assolvere i compiti nuovi del periodo che si apriva della rivoluzione proletaria, Lenin afferma i nuovi compiti che il periodo pone di fronte al partito del proletariato, tra cui: “l’educazione degli operai nello spirito della lotta rivoluzionaria per il potere” e stabilisce le caratteristiche che doveva avere il partito adeguato a tale scopo, tra cui:

1- il partito reparto d’avanguardia della classe operaia, che raccoglie le parti migliori di essa, per organizzare gli operai dentro il partito, per elevarsi, trasformarsi, impugnare la teoria rivoluzionaria, le leggi della rivoluzione, in grado di deviare la classe operaia dalla strada del tradunionismo e trasformarla in una forza politica indipendente.
Il partito deve essere al tempo stesso un reparto, una parte della classe operaia, “parte intimamente legata ad essa con tutte le fibre del suo essere”, il partito deve godere tra le masse di un credito morale e politico. Per questo la costruzione di questo partito non può che avvenire nel fuoco della lotta di classe in stretto legame con le masse.
2 - il partito reparto organizzato della classe operaia, capace di guidare i lavoratori nella lotta politica contro lo Stato, capace di unire agli operai tutti gli strati oppressi e sfruttati, capace di elevare le masse disorganizzate a livello dell’avanguardia; un tutto organizzato considerato come la somma delle sue organizzazioni. Il partito  in pari tempo è il sistema unico di queste organizzazioni, capace di assicurare una direzione organizzata e sistematica della lotta della classe operaia.
3 - il partito come forma suprema dell’organizzazione di classe del proletariato, per guidare le varie organizzazioni di massa: sindacati, giovani, donne, per condurle tutte in unica direzione contro il capitale e al servizio di una sola classe, ossia la costruzione del partito rivoluzionario della classe operaia, nucleo dirigente delle masse popolari. Alla classe operaia servono tutte queste organizzazioni che portino il suo punto di vista, la sua posizione alternativa a quella della borghesia e lottino contro la borghesia su tutti i fronti, temprando il proletariato come classe che deve prendere il potere, per sostituire tutto l’ordinamento attuale, ossia servano alla lotta rivoluzionaria e che deve essere diretta da un’organizzazione centrale che raccoglie gli elementi migliori del proletariato.

Questo è molto importante oggi per il lavoro che serve fare tra gli operai e le loro avanguardie, andando alle fabbriche con occhi nuovi, per fare leva su quegli operai che vogliono pensare da sè e si pongono il problema di cambiare effettivamente lo stato di cose esistenti rimettendo al centro la necessità del partito come strumento indispensabile.

pc 25 agosto - Sgomberi al Corvetto: la vera storia di chi li ha vissuti

Milano quartiere Corvetto mattino del 19 agosto 2015: chiuso al traffico per spingere sulla strada 60 famiglie occupanti

Con un dispiegamento di polizia, carabinieri ancor più elevato (almeno 400 sbirri) di quello organizzato nello scorso metà novembre, il Corvetto è stato bloccato per cacciare da un vecchio condominio di via Comacchio occupato da tanti anni, intere famiglie provenienti in gran parte dal SudAmerica. Lo sgombero, per la sua mole, per tutte le istituzioni che vi hanno preso parte, assieme a quelle accennate cioè Aler l'ente pubblico regionale a capo dell'edilizia pubblica, Comune, Protezione civile, Amsa (trasporto rifiuti), Comunità di “accoglienza”...  è stato pianificato nei mesi scorsi infine realizzato a metà agosto anche per incontrare la minor resistenza possibile. In tal modo viene ripetuto che Milano è da intendere nell'affermazione, messa in mostra con Expo: una metropoli chiaramente nelle mani della proprietà e speculazione finanziaria, bancaria, edilizia, dove l'ambiente viene devastato, assieme alle condizioni di lavoro, sanitarie, culturali...della classe lavoratrice, puntando a dividerla sempre più anche attraverso il razzismo.
Il dispiegamento è iniziato verso le 7. Gli sbirri sganciati nei cortili del condominio, si sono lanciati lungo le quattro scale e i rispettivi camminamenti di ringhiera dei quattro piani, intimando alle famiglie di uscire immediatamente negli stessi istanti in cui spalancavano le porte degli appartamenti con la forza, con piedi di porco e simili. Quasi nessuna persona è riuscita a indossare qualche cosa, tantomeno a lavarsi il viso, prima della penetrazione degli invasori. Spavento, pianti in particolare di bambini-e, che hanno voluto muoversi solo se aggrappati alle gonne o addirittura in braccio alle madri e ai padri. Alle famiglie, abbandonate a se stesse, è stato ordinato di allontanarsi al più presto dal cancello e dalla via del condominio sgomberato; così non gli è stato permesso di portare giù tutta la roba, ma “solo il necessario”, di sistemarlo in cartoni, che gli sarebbero stati consegnati nei giorni successivi. Ciò che non è avvenuto se non in pochi casi.
Dopo alcuni giorni di sorveglianza dello stabile sgomberato affidata a polizia, carabinieri…sulla sua facciata sono state montate videocamere ed appeso un cartello di “inizio dei lavori” con su scritto: “Messa in sicurezza e disinfestazione” firmato ALER. In realtà la “sicurezza” è quella di sempre in questi casi: distruzione delle prime rampe di scale, dei cessi, delle tubature…così da innalzare le difficoltà ad una rioccupazione soprattutto collettiva, ma anche individuale.

Le famiglie infine sono state ulteriormente divise: la gran parte, oltre trenta sono “scomparse” magari presso parenti, soltanto una decina ha scelto di andare nelle “comunità d’accoglienza” del comune perché queste sono conosciute per lo stretto controllo esercitato sulla persona esercitato; altrettante si sono fermate in un grosso seminterrato occupato nel novembre scorso.
Da questo luogo liberato in serata famiglie occupanti, compagneros, insomma solidali, si sono messe in strada e condotto una manifestazione aperta dallo striscione “Tutti uniti contro sgomberi&sfratti”. Nel percorrere le vie interne del quartiere alla manifestazione si sono unite, direttamente e dai balconi, decine di famiglie con le loro bambine e bambini, anche neonati che conoscevano e urlavano: “Basta sfratti basta sgomberi”, “La paga è mille euro al mese per questo le case ce le siamo prese”, “Via via la polizia”, “Gli unici stranieri gli sbirri nei quartieri”, “La casa si prende l'affitto non si paga”, “Il Corvetto paura non ne ha”...
Anche in questo quartiere le premesse per mettere in piedi una resistenza adeguata al futuro ci sono, sta certamente a noi tutt* alimentarle.

pc 25 agosto - Osare lottare, osare vincere - da Pillole comuniste

Osare lottare osare vincere. 
L'accento su queste parole d'ordini va messo su 'osare', cioè sulla scelta che forza la realtà. 
Per i comunisti questo è discriminante e decisivo

da Pillole comuniste - 2 
27-2-2014

pc 25 agosto - Popoli e internazionalismo - da Pillole comuniste

I popoli non devono diventare pedine delle contraddizioni interimperialiste, ma questo richiede che le masse popolari siano guidate da partiti comunisti autentici basati sull'internazionalismo


da Pillole comuniste - 2 -
25-2-2014

pc 25 agosto - Comunisti e errori - da Pillole comuniste

Vi è sempre una nuova opportunità per i comunisti per rimediare ad errori.
Ma questi vanno individuati e riconosciuti e occorre farlo subito per ricominciare

da Pillole comuniste - 2 
15-1-2014

pc 25 agosto - Costruire l’opposizione all’esercitazione NATO Trident Juncture 2015 - da Napoli un appello che condividiamo


Costruire l’opposizione all’esercitazione NATO Trident Juncture 2015           


Dal 28 settembre (forse spostato al 4 ottobre) fino al 6 novembre si svolgerà in Italia, Spagna e Portogallo la «Trident Juncture 2015» (TJ15), definita dallo U.S. Army Europe «la più grande esercitazione Nato dalla caduta del Muro di Berlino». Con 36 mila uomini, oltre 60 navi e 200 aerei da guerra di 33 paesi (28 Nato più 5 alleati), questa esercitazione servirà a testare la forza di rapido intervento  – Nato Response Force (NRF) – (circa 40mila effettivi) e soprattutto il suo corpo d’élite (5mila effettivi), la Very High Readiness Joint Task Force (VJTF), enfaticamente soprannominata Spearhead (punta di lancia), in grado di essere schierata in meno di 48 ore per rispondere “alle sfide alla sicurezza sui nostri fianchi meridionale e orientale”.  In altre parole ad intervenire rapidamente, portando la “guerra preventiva”,  ovunque si ritengono minacciati gli interessi occidentali estendendo, quindi, l’azione della Nato ad ogni angolo del mondo.
Sebbene rappresenti un appuntamento decisivo per certificare le nuove strategie interventiste, Trident Juncture 2015, non è la sola grande esercitazione militare messa in campo dalla Nato.
Dall’”esplosione” della crisi ucraina le esercitazioni a ridosso dei confini russi sono più che raddoppiate. Decine di migliaia di uomini e centinaia di mezzi hanno partecipato alle manovre aereo-navali nel mar Nero,  al largo delle coste sia di Romania e Bulgaria che della Georgia, nel mar Baltico, al largo della Norvegia e delle Repubbliche baltiche, rafforzando di fatto la presenza navale Nato. E  ancora, esercitazioni terrestri in Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria e nei paesi baltici cui si sta accompagnando un crescente processo di riarmo con il trasferimento in questi paesi di centinaia di carri armati, pezzi di artiglieria ed altri mezzi militari e l’avvio del programma di dispiegamento della cosiddetta “Difesa antimissile” in Polonia.
Una provocatoria pressione militare sulla Russia che,  in uno scenario internazionale dove, dall’Ucraina alla Libia, dalla Siria allo Yemen, dalla Palestina all’Africa nord e sub-sahariana, crescono e si acuiscono i conflitti militari,  aumenta il rischio di uno scontro diretto Nato/Russia portandoci dritti ad un nuovo conflitto militare internazionale.
Ma l’esercitazione è anche una prova di forza diretta a quei paesi o pezzi di paesi (ormai) riluttanti ad accettare supinamente il dominio dell’imperialismo.  E’ di appena qualche giorno fa il minaccioso appello che i principali membri della Nato, Italia in primis, hanno indirizzato “a tutte le fazioni libiche” perché arrivino ad un “governo di concordia nazionale che, in cooperazione con la comunità internazionale, possa garantire la sicurezza al Paese (alias  agli affari dei “nostri” imprenditori, al “nostro” petrolio, alle “nostre” coste) contro i gruppi di estremisti violenti che cercano di destabilizzarlo”.
Un pretesto, quello del terrorismo, che, insieme alla lotta  contro i trafficanti di esseri umani, serve a legittimare una nuova aggressione alla Libia. Il via libera alla missione navale EuNavForMed con cinque navi militari, due sottomarini, l’uso dei droni, tre elicotteri e un migliaio di soldati per bloccare la partenza dei migranti dalle coste libiche, ne è solo la fase preparatoria.

Opporsi a queste esercitazioni per dire no alla politica di aggressione della Nato ed alla politica militarista del nostro governo è necessario.
L’esercitazione sarà guidata dal Jfc Naples, comando Nato (con quartier generale a Lago Patria, Napoli) agli ordini dell’ammiraglio Usa Ferguson, che è a capo delle Forze navali Usa in Europa e delle Forze navali del Comando Africa. Non è occasionale; il Jfc Naples, infatti, si alternerà annualmente con Brunssum (Olanda) nel  comando operativo della Nato Response Force, confermando il ruolo strategico di Napoli nelle strategie dei comandi militari.
E’ a Napoli, quindi, che, riteniamo, si debba fare il massimo sforzo per provare a costruire una mobilitazione contro la Trident Juncture, la militarizzazione dei territori e le politiche di guerra.
A Trapani, dove sia l’aeroporto civile che la base militare di Birgi saranno coinvolti nella Trident Juncture 2015 con circa 80 velivoli da combattimento e  5mila militari, il Coordinamento per la Pace di Trapani ha lanciato un comunicato contro le esercitazioni.
In Sardegna la “Rete no basi né qui né altrove”  (la cui straordinaria lotta contro le esercitazioni ha determinato lo spostamento della TJ15 da Decimomannu a Trapani “perché non sussistevano le condizioni di necessaria serenità per svolgere attività di questa portata”) ha già indetto per il 9 – 10 – 11 Ottobre tre giorni di mobilitazione contro le servitù militari e la guerra.
A Zaragoza, in Spagna, gli attivisti antimilitaristi hanno avviato una campagna di opposizione alle manovre Nato e stanno preparando mobilitazioni.
Si tratta di provare a coordinare queste e le tante altre opposizioni che si daranno dentro e fuori dall’Italia in una mobilitazione unitaria contro queste esercitazioni e la Nato in generale. Per discuterne insieme invitiamo tutte le realtà, singole e collettive, a partecipare alla riunione che si terrà a Napoli
MERCOLEDI’ 2 SETTEMBRE ALLE ORE 17,30
Presso la Sede Cobas – Vico Quercia, 22 (vicino al Cinema Modernissimo)

Proponenti:
Comitato napoletano “Pace e Disarmo”
Rete Napoli No War

lunedì 24 agosto 2015

pc 24 agosto - Dallo Slai Cobas INT di Milano: NE’ CONDIVIAMO, NE’ GIUSTIFICHIAMO QUANTO ESPRESSO DA USB-P.I. VIGILI, MILANO. IL TSO E’ INTERVENTO TERAPEUTICO E NON UN’OPERAZIONE DI “ORDINE PUBBLICO”!

USB-PI VU di Milano ha fatto richiesta al Comandante della città, dopo i fatti di Torino che hanno visto la morte (assassinio?) di Andrea Soldi, di una regolamentazione “certa” negli interventi di TSO. A nostro giudizio quanto espresso da USB rappresenta l’accettazione dell’intervento dei Vigili in un’operazione sanitaria. Quindi USB è d’accordo con la militarizzazione del corpo dei Vigili? Cosa che per’altro il Comandante, ex carabiniere, Mastrangelo ha sempre perorato e messo lì a questo scopo dalla giunta Moratti e riconfermato dalla giunta Pisapia. A quanto pare si.
Forse USB è anche d’accordo con l’utilizzo dei Vigili nelle operazioni di sgomberi per conto di Aler, da Corvetto a S. Siro – passando per Lorenteggio, degli occupanti per necessità? A quanto pare si, basta avere “regole e compiti certi”, chiaramente secondo loro.
Ma ci viene l’orticaria quando USB parla di “tassello desolante della sicurezza sul lavoro”. La Salute e Sicurezza per i lavoratori è purtroppo una tragedia, ASSASSINI, che si ingrossa giorno per giorno e frutto non solo, principalmente, delle politiche del governo Renzi, ma anche delle connivenza dei sindacati confederali e di parte del sindacalismo di base che si “attivano” di fronte a eventi eclatanti, ma che quotidianamente non fanno nulla nei proprii posti di lavoro. E senza paura di smentite, questo lo affermiamo per Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Dove l’unico contrasto è rappresentato dallo Slai Cobas sc.
Ad ognuno il suo mestiere. Noi non siamo fans di Pasolini, per noi chi ha una divisa e difende gli interessi del padrone “non è un proletario, un lavoratore, che fa il suo” è solo un servo.
Farebbe bene USB ha rivendicare il non intervento in queste operazione di PS, anziché regole certe.

Slai Cobas “INT”   per il sindacato di classe, Milano:
cobasdiclasse@gmail.com; cobasint@tiscali.it; cell. 338-7211377


MILANO I VIGILI E LA CIRCOLARE FANTASMA SUL TSO (TRATTAMENTI SANITARIO OBLIGATORIO)

Milano – domenica, 23 agosto 2015
La tragedia di Torino con la morte di Andrea Soldi a seguito di un tragico Tso, trattamento sanitario obbligatorio, da parte di agenti di polizia locale e psichiatri, ha posto in evidenza che qualcosa non va in queste situazioni così delicate. E puntuale arriva la richiesta di regole di comportamento precise da parte dei vigili di USB Pubblico impiego di Milano. Precisa la loro richiesta (che pubblichiamo in allegato) al comandante della città perché precisi mezzi e procedure da impiegare nei Tso. E sorpresa anche perché alla stampa è stato detto che a Milano tali erano già state decise. Ma non risulta a USB essere mai circolate e diffuse tra gli agenti. Un altro tassello che si aggiunge alla situazione desolante della sicurezza sul lavoro e all’individuazione dei compiti e delle responsabilità degli agenti durante lo svolgimento del loro lavoro. Il Tso è un particolare e delicato intervento in cui concorrono vari operatori, non solo vigili, ai quali spetta il lavoro pratico, quello più difficile e complesso, ma anche infermieri e medici, ai quali compete la direzione delle operazioni. Per questa ragione i fatti di Torino devono essere approfonditi scrupolosamente perché non si possano e debbano ripetere. Nessuno più deve lasciarci la vita. E nessuna famiglia debba più piangere suoi congiunti. Per tutto questo a Milano, come in tutta Italia, i Tso devono essere eseguiti nella massima sicurezza di tutti. USB Pubblico impiego vigili di Milano aspetta rapide informazioni dal suo comandante. Altrimenti USB farà sentire alta la sua voce.

pc 24 agosto - Cariche a Milano contro rifugiati che rivendicano diritti: ecco l'accoglienza della Fortezza Europa #StopWarNotPeople


VIDEO: http://t.co/if4PCX0IdH(https://twitter.com/YouReporter/status/635751047395475456?s=03)

24 agosto 2015
Migranti, 300 profughi bloccano l'accesso a Milano da Bresso: in tilt Viale Fulvio Testi
11:20 - Momenti di tensione a Bresso, Comune nell'hinterland milanese. Circa 300 profughi sono scesi in strada dirigendosi verso il capoluogo lombardo e bloccando viale Fulvio Testi, uno dei principali accessi da nord verso la città. Il traffico è in titl e sul posto sono intervenute decine di macchine di vigili urbani, militari in tenuta anti-sommossa e ambulanze del 118.

pc 24 agosto - Renzi è in crisi e la borghesia del Nord lancia un appello sul Corriere: “Noi lo sosteniamo, fatelo anche voi”

Calo di consensi e maggioranza che scricchiola al Senato per il premier. Ma, in attesa della ripresa dei lavori parlamentari a settembre, intervengono a sostegno del premier 209 esponenti dell'elite economico-finanziaria, che comprano una pagina del quotidiano di Via Solferino per evidenziare il suo "coraggio" ed elencare gli obiettivi raggiunti. Anche se ricordano che "molto rimane da fare"
di Eleonora Bianchini | 22 agosto 2015 il fatto quotidiano

In soli 18 mesi finalmente questo governo ha realizzato ciò che nessuno era riuscito a fare prima e senza i soliti compromessi al ribasso”. Pagina 22 del Corriere della Sera, sabato 22 agosto. In testa la scritta “Noi continuiamo a sostenere Matteo Renzi!” e sotto tutti gli obiettivi raggiunti o “in via di conclusione” dell’esecutivo guidato dal segretario Pd. Che, nel momento di maggiore difficoltà politica – tra calo dei consensi elettorali sotto il 30% fino alla minaccia del Vietnam parlamentare della minoranza Pd sul Senato elettivo e di una maggioranza che scricchiola a Palazzo Madama –  incassa il sostegno della borghesia del Nord.
Sono in tutto 209 i firmatari dell’appello sul quotidiano di Via Solferino, che lo

pc 24 agosto - Comunione e FATTURAZIONE: da Renzi alla Lega di Salvini, ai 5 Stelle di Grillo, tutti al meeting della più importante rete di potere e affari della Lombardia

Il dibattito “vero” che il Meeting non farà mai (MARCO LILLO) Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 24/08/2015.


INVITO AL GRAN CERIMONIERE Se Maurizio Lupi, Frank Cavallo, Ercole Incalza, Salvatore Menolascina, Francesco Ferrara e Roberto Formigoni parlassero dei loro illeciti sarebbe tutto più reale.

Sarebbe bello se Giorgio Vittadini spezzasse la cappa di ipocrisia che sovrasta il Meeting di CL e trovasse il coraggio di salire sul palco per pronunciare un discorso liberatorio fatto più o meno così: “Cari Maurizio Lupi, Roberto Formigoni,Frank Cavallo,Ercole Incalza, Salvatore Menolascina e Francesco Ferrara, sappiamo che siete tutti finiti nei guai per storie diverse, qualcuno indagato o arrestato e qualcuno costretto alle dimissioni senza essere indagato,come Lupi. Ebbene,noi del Meeting di CL non vi dimentichiamo. Sperando che siate tutti liberi (in tutti i sensi) e disponibili, vi chiediamo di mettere a disposizione del Meeting le vostre conoscenze.
Non stiamo parlando di sussidiarietà o religione. Con voi,cari amici,vogliamo organizzare un dibattito sui mali che uccidono il mercato libero in Italia: la corruzione, le cricche e le raccomandazioni. Con te, mio vechio amico ‘zio Frank’, alias Francesco Cavallo, potremmo parlare di lobby e turbative di gara nelle grandi opere, visto che i magistrati di Firenze ti hanno spedito ai domiciliari perché ti accusano di traffici con l’ingegnere Stefano Perotti, dal quale incassavi 8 mila euro al mese e un telefonino aziendale mentre lo aiutavi a ottenere incarichi milionari per porti, autostrade e alta velocità. Caro amico Frank, noi non facciamo finta di non averti mai conosciuto. Non dimentichiamo che eri fino al 2012 nel consiglio dei fondatori della Fondazione della Sussidarietà da me presieduta. Né dimentichiamo che eri l’amministratore della società editoriale del ‘nostro’ settimanale Tempi e che, grazie a cotanto curriculum il ministero diretto dal caro Maurizio Lupi ti ha nominato presidente di Cento stazioni, gruppo FS, nel 2014. Anche in un dibattito sulle lobby potresti dire la tua. la società di cui eri socio con il 5 per cento (In rete Srl) ha vinto (in Ati con altre aziende) la gara per la comunicazione della Regione Lombardia per un ammontare di 40 milioni di euro. Dopo gli arresti, hai ceduto la tua quota e non sei più presidente così Cantone ha potuto dare il via libera all’appaltone che vale 8 milioni di euro solo per gli incontri istituzionali che saranno organizzati da In rete. Frank, ti prego, non sfilarti dal dibattito con la scusa che non sei più nella società. Noi sappiamo che In rete è sempre in mani amiche: lo sai anche tu che l’amministratore Simone Dattoli la controlla con il 67 per cento delle quote e ha collaborato fino al 2011 con la nostra Fondazione per la Sussidarietà. Nel Meeting 2011 curò per noi il dibattito sul gioco conicariamicidiLottomatica e Sisal. Forza Frank, forza Simone, salite insieme sul palco con me!”.   Purtroppo difficilmente Vittadini mostrerà i suoi vecchi amici di In rete ed è un vero peccato che tra un dibattito con il gran mufti di Parigi sul futuro delle religioni e il discorso di Renzi di domani non si trovi un buco neanche all’arena Frecciarossa per far parlare l’ex presidente di Cento-stazioni. Non si comprende perché Vittadini voglia disperdere tanto know-how. Chi meglio di Cavallo per guidare i ragazzi che accorrono al Meeting? Frank potrebbe salire sul palco con il vecchio amico ciellino che stavolta non è stato invitato a parlare: l’ex ministro Maurizio Lupi. Sono talmente in sintonia mistica che nell’ottobre 2013 quando Lupi vola a Londra per omaggiare Tommaso Moro a Canterbury si porta proprio Cavallo. Sarebbe bello vederli sul palco insieme a Stefano Perotti, il progettista che trovava lavoro al figlio del ministro mentre donava – tramite Cavallo – al rampollo un Rolex da 10 mila euro. Certo, non sarebbero gli oratori più indicatiperparlaredipovertà mapotrebberospiegarecome funzionano davvero le grandi opere. Tutti insieme potrebberievocarequelmemorabile week-end del settembre 2013 in cui Perotti ospitò Cavallo e Lupi con consorte nella sua villa meravigliosa, resa celebre dallo spot delle calze con JuliaRoberts,aFirenze.C’era anche il sottosegretario all’istruzione del Governo Renzi, Gabriele Toccafondi del Ncd. Lui al Meeting è stato invitato e potrebbe salire sul palco per una bella rimpatriata. Non potrebbe mancare in un dibattito su corruzione e grandi opereancheErcoleIncalza.Il suo sarebbe un gran ritorno. Come dimenticare quel 23 agosto 2005, in cui Lupi a Rimini scolpiva nella storia del Meeting: “voglio ringraziare davanti a tutti una persona che ho incontrato in questi anni, un prezioso collaboratore del ministro Lunardi ma prezioso collaboratore di tutti noi. Volevo presentare e fare un applauso a Ercole Incalza che è, credo, una persona eccezionale e un patrimonio per il nostro Paese”. Può il Meeting dopo quella standing ovation dimenticare il-padre della patria? Solo per il suo arresto o per quella casa comprata dal genero con il ‘metodo Scajola a sua insaputa’, un anno prima dell’ovazione, grazie agli assegni di Zampolini?   Insieme, Cavallo e Perotti potrebbero spiegare al Meeting perché, mentre erano intercettati, tentavano di convincere le maggiori imprese di costruzioni italiane (Astaldi, Pizzarotti, le coop rosse C-mc e Ccc e poi De Eccher, ecc..) a pagare a Inrete 5 mila euro a testa per partecipare a un incontro con tanto di cena finale al cospetto del ministro Lupi. Sul palco poi dovrebbe essere chiamata la vecchia gloria Roberto Formigoni. Al Meeting lui dovrebbe spiegare come si fa a farsi donare le vacanze ai tropici da Pierluigi Daccò per poi negare e infine ammettere anni dopo.Ecome si fa a farsi donare i quadri antichi da una società della Regione, le Ferrovie Nord, per poi negare ancora. Il tutto senza arrossire. Peccato davvero che Vittadini non trovi spazioe per un dibattito così. Sarebbe l’occasione giusta per chiedere quanto ha pagato il gruppo La Cascina al Meeting per il grande stand dello scorso anno. Un altro ospite indicato per questo dibattito immaginario sarebbe il ras della Cascina, aderente alla Compagnia delle Opere,il braccio di Cl nel mondo degli affari,finito anche lui ai domiciliari nella seconda ondata di arresti di Mafia Capitale.
Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 24/08/2015.

pc 24 agosto - MILANO: BASTA SGOMBERI, BASTA SFRATTI - PRESIDIO OGGI ALLA PREFETTURA

Il maxi-sgombero di mercoledì 19 agosto di un palazzo dell’Aler in zona Corvetto di 56 famiglie, occupanti per necessità, è l’ennesima dimostrazione di come, in questa città, ma a livello nazionale, invece che dare soluzioni alle necessità reali di lavoratori, donne e bambini, si trasforma ogni legittima rivendicazione in questioni di ordine pubblico.

A Milano, si continua a non affrontare in maniera adeguata l’emergenza abitativa, le necessità di un tetto per giovani, precari, lavoratori in genere, spesso costretti ad una innaturale, prolungata permanenza nelle famiglie o, soprattutto per chi viene da fuori, a convivenze con altri lavoratori perché la precarietà del lavoro e gli stipendi medi non consentono di poter accedere agli stratosferici affitti o ai mutui insostenibili.
Per le donne non poter risolvere questo problema basilare comporta, quando una relazione sentimentale non ha più ragione di essere, il doverla comunque continuare, con conseguenze a volte devastanti.
Situazione resa ancor più drammatica dalla crisi, con perdita di posti di lavoro, dal peggioramento delle condizioni di lavoro, compresi stipendi fermi da anni, dall’abbandono delle politiche di edilizia economica e popolare a favore del “libero mercato” e con la sostanziale dismissione-meglio dire svendita del patrimonio immobiliare pubblico-, ma, in generale, le politiche sociali, il welfare è sempre più a carico delle famiglie.

Possibile che le questioni sociali diventino, prima che tema di un lavoro di pianificazione e ricerca di soluzioni degli enti istituzionali preposti, appannaggio del comitato per l’ ordine e la sicurezza?

BASTA SFRATTI, BASTA SGOMBERI!
Una prima, doverosa e il più possibile immediata risposta alla vergognosa operazione di mercoledì scorso è prevista per lunedì 24 agosto. Una delegazione di lavoratori aderenti allo Slai Cobas per il sindacato di classe parteciperà. Perché è necessario contrastare sul campo chi vuole scatenare una guerra tra poveri con, l’ormai abituale, corollario di razzismo.
LUNEDI’ 24 AGOSTO
H. 18.30
PRESIDIO DAVANTI LA PREFETTURA DI MILANO

Slai cobas per il sindacato di classe – Milano

http://cobasperilsindacatodiclasse.blogspot.it

pc 24 agosto - IL RUOLO DELLA FAMIGLIA ERDOGAN NEL DAESH

http://www.voltairenet.org/article188368.html

Per curare i jihadisti feriti del Daesh, il presidente Erdogan ha allestito un ospedale segreto presso le zone di guerra sul territorio turco, a Sanliurfa. La città è già sede di un campo di addestramento segreto di al-Qaida. I feriti vengono trasportati da veicoli militari del MIT (servizi segreti). La supervisione dell’ospedale è data a Sumeyye Erdogan, figlia del presidente Recep Tayyip Erdogan (foto), nonché responsabile delle relazioni internazionali del AKP (partito islamista).
Inoltre, secondo il portavoce del CHP (Partito Socialista), Gursel Tekin, il petrolio derubato dal Daesh viene esportato dalla BMZ Ltd, compagnia di navigazione di Bilal Erdogan, altro figlio del presidente Recep Tayyip Erdogan, in violazione della risoluzione 2170 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

pc 24 agosto - FINCANTIERI: "RIMANDATA A SETTEMBRE"?

Con questa frase, che vorrebbe essere spiritosa e ironica, la Fiom (citiamo la Fiom perché Cisl e Uil sono più che totalmente appiattiti sulle posizioni dell'azienda) critica la Fincantieri per quello che è successo quest'anno, per i suoi comportamenti ritenuti non corretti (!), e cioè:
  • disdetta del contratto integrativo
  • presentazione di una propria piattaforma “prendere o lasciare”
  • rinvio continuo della contrattazione nazionale
  • scelta dei sindacati con cui contrattare, innanzi tutto
Dopo la “battaglia” durata quasi un anno in cui su questi punti, e su tanto altro, la Fincantieri ha fatto il bello e il cattivo tempo nei confronti degli operai, siamo allo stesso punto, o per meglio dire, mentre la Fincantieri più chiara di così non potrebbe essere, la Fiom, per esempio, è ancora al punto di chiedersi con il suo responsabile Papignani se a settembre “Fincantieri metterà da parte l'atteggiamento bellicoso e rancoroso nei confronti dei lavoratori”.
E perché mai dovrebbe? Ma come si fa a chiedersi queste cose quando qualche rigo sopra nel comunicato ufficiale lo stesso Papignani fa l'elenco della posizione attuale della Fincantieri?

Riepiloghiamo in parte ciò che avevamo già analizzato del documento presentato dalla Fincantieri e riportato da Papignani:

1) Fincantieri intende avere mano libera sul sistema degli orari di lavoro, in particolare sulla flessibilità e sull'assorbimento di una parte delle ore di Par. Vuole un salario tutto variabile diminuendo o cancellando voci oggi di salario già strutturale, legandolo d'ora in poi alle previsioni dell'utile di bilancio. Vuole che i neo assunti abbiano una retribuzione inferiore - a parità di livello - di alcune centinaia di euro al mese rispetto agli altri lavoratori. Vuole il demansionamento e i controlli a distanza.
2) Fincantieri non intende diminuire il lavoro in appalto e in sub-appalto, ma non vuole responsabilità dirette su ciò che negli appalti succede, cioè il persistere di una diffusa illegalità contrattuale e di legge.
3) Fincantieri non intende assumere alcun impegno sulle controllate Isotta Fraschini e mette in discussione il futuro dei cantieri di Castellammare di Stabia e Palermo.

domenica 23 agosto 2015

pc 23 agosto - Combattere il razzismo tra le file dei lavoratori - una nota dello Slai Cobas s.c. di Palermo

Alle lavoratrici e ai lavoratori organizzati nello Slai Cobas per il sindacato di classe a Palermo

Come è noto la nostra organizzazione sindacale è impegnata non solo a Palermo ma anche nella altre sedi in cui è attiva sul piano nazionale in diverse lotte sui posti di lavoro in difesa appunto del lavoro; per averlo un lavoro, quindi contro la disoccupazione; per la difesa di servizi sanitari, sociali... e più in generale contro le politiche antiproletarie e antipopolari dei governi, che si succedono al potere, sostenute dalla complicità/collusione dei sindacati sempre più filopadronali come i confederali: politiche che hanno già strappato e continuano a voler strappare diritti fondamentali per i lavoratori e masse popolari conquistati in decenni di lotte della classe operaia contro i padroni.

Ma lo Slai Cobas per il s.c. è anche impegnato in alcune altre battaglie, tutte inerenti la difesa di diritti negati che si allargano all'ambito della generale condizione di vita e tra questi, come afferma lo Statuto della nostra O.S. che si definisce “basata sui principi di libertà eguaglianza, solidarietà e internazionalismo, vi è anche la lotta per la difesa dei diritti dei migranti, o lavoratori nel nostro paese o profughi, contro il razzismo di Stato, il razzismo diffuso dal governo Renzi oggi innanzi tutto, ma anche dai vari partiti più o meno apertamente fascisti, come la Lega di Salvini o Fratelli d'Italia, per non parlare di quelle forze illegali fasciste come Forza Nuova o Casapound che cercano di tornare fuori dalle fogne in quanto legittimate dall'alto dal moderno fascismo che avanza di chi ci governa.

Questo razzismo diffuso a profusione non solo con le politiche reazionarie ma anche attraverso tutti i mezzi di informazione, anche quelli che vogliono sembrare più neutrali, o addirittura caritatevoli, mischiato anche spesso ad una profonda ignoranza a livello di massa sulle stesse cifre messe in giro per esempio che parlano strumentalmente di “invasione” dei migranti nel nostro paese, influisce negativamente su strati della popolazione alimentando un humus razzista che scade in una guerra tra poveri, che serve allo stesso governo per distogliere l'attenzione dei lavoratori, operai, masse popolari “italiani”! dai problemi e attacchi reali che dobbiamo subire ogni giorno sempre più pesanti alla condizione generale di vita (vedi il Jobs Act= libertà per i padroni di licenziare, sancire la precarietà a vita e la disoccupazione dilagante, la legge che attacca profondamente la scuola pubblica, l'aumento delle tasse, i tagli alla sanità pubblica...) e indurre a riversare tutta la rabbia e frustrazione sociale quotidiana su chi viene fatto passare come un nemico, gli immigrati, che nel nostro paese “vengono a rubarci il lavoro, le case... per delinquere...”

pc 23 agosto - Sul blog Maoistroad.blogspot.com: Turchia Nord kurdistan in lingua originale e tutto dal mondo in lotta in nome dell'internazionalismo proletario


Turkey- North Kurdistan - Fascist attack on Kurdish seasonal workers in Konya


Demo for Ekin Wan in front of Swedish parliament


Germany - Thousands bid farewell to YPG fighter Kevin Jochim in Germany

Dilsozbahar

German YPG fighter Kevin Jochim (Dilsoz Bahar) who lost his life while fighting ISIS gangs in Western Kurdistan (Rojava), was laid to rest in Grünwinkel Cemetery in Karlsruhe, Germany yesterday. 

pc 23 agosto - APPELLO DELLE DONNE CURDE IN EUROPA SULL'ESECUZIONE DI EKIN VAN, COMBATTENTE DELLE YJA STAR - SOSTEGNO DEL MFPR: CONTRO LO STATO FASCISTA TURCO E L'IMPERIALISMO, GUERRA DI POPOLO

Appello delle donne curde

La mentalità patriarcale e la complicità fra AKP e daesh è il segno più atroce del femminicidio.

Il movimento delle donne curde in Europa TJKE e la rappresentanza internazionale del movimento delle donne curde, l’ ufficio delle donne curde per la pace CENI, la fondazione internazionale delle donne libere, la casa delle donne Utamara, la fondazione Roj women, la fondazione Helin, e tutte le assemblee popolari delle donne curde in Europa condanniamo fermamente l’esecuzione di Kevser Elturk (Ekin Van), combattente delle YJA STAR torturata e uccisa dai militari turchi ed esposta nuda in modo disumano nel centro della città di Varto nel Kurdistan turco. L’onta e il disonore di questo gesto resterà scritto nella storia.
Nel nome del regno del sultanato la mentalità dell’AKP rigetta l’umanità sulla via della morte, continuando a percorrere la via della guerra, con il solo scopo di demoralizzare la resistenza delle donne curde.  Keveser Elturkè il simbolo della resistenza delle donne curde. Come donne curde e del mondo chiediamo giustizia per questo gesto orribile. In tutte le guerre conosciute nella storia del mondo, le donne sono state utilizzate come bottino di guerra. Oggi in Irak le donne continuano ad essere vendute nei mercati della schiavitù sessuale. L’ immagine delle donne curde trainate a terra dai carri armati turchi e i loro corpi esposti nudi nei media sono ancora attuali.
La mentalità conservatrice e patriarcale non sopporta l’ ideologia della liberazione delle donne, che appartiene ai valori dell’ umanità. Le atrocità inflitte a Keveser Elturk sono la rappresentazione della mentalità maschile degli anni ’90 che si ripropone oggi. L’ etica del disonore si concretizza con la complicità fra AKP e daesh. La  cultura dello stupro che ha messo in atto il femminicidio  di Ekin Van è la conseguenza  della continua guerra nei confronti del diritto alla legittima difesa delle donne curde,  oggi simbolo della resistenza delle donne di tutto il mondo. Come movimento delle donne curde e associazioni di donne curde ci uniamo e sosteniamo questo appello del KJA,  e denunciamo questa politica incosciente e disumana portata avanti dalla polizia dell’ AKP contro le donne. Di conseguenza resistiamo contro la mentalità dell’'AKP, come i combattenti YPG hanno sconfitto il califfato di daesh.
Lanciamo un appello all’ opinione pubblica, alle organizzazioni dei diritti umani, alle femministe a tutte le associazioni sensibili a questa situazione ad essere solidali alla nostra causa e ad unirsi nella lotta contro questa guerra e femminicidio messo in atto dall’ AKP.
Riscriviamo la storia, costruiamo insieme il  confederalismo democratico, rafforziamo la nostra autodifesa contro la mentalità patriarcale.


Parigi 19/08/2015
ORGANIZZAZIONE FIRMATARIE
TJK-E- Europa; Le Assemblee Popolari delle Donne Curde in Europa; IRKWM-Europa; CENI- Germania; IFWF-Olanda; UTAMARA-Germania; Fondazione Roj Women- UK; Fondazione Helin; ....
L'MFPR sostiene la condanna dell'esecuzione di Ekin Van. Denunciamo con forza lo Stato fascista turco vero responsabile di questa orrenda tortura e uccisione, con il criminale Erdogan che punta ad una soluzione finale contro il popolo curdo per imporre la sua dittatura. Denunciamo l'appoggio al regime turco dell'imperialismo Usa e della Nato.
Questo massacro verso le donne combattenti si carica dell'atroce peso della violenza sessista. Con l'uccisione e lo scempio del corpo di Ekin Van si è voluto infierire sulla grande forza delle donne curde che "osano" portare avanti una sfida alla terra e  al cielo, combattendo insieme la politica fascista e la più dura mentalità patriarcale. Ma questo brutalità mostra nello stesso tempo la grande paura dello Stato, della polizia. Le combattenti curde hanno assunto un ruolo chiave nella lotta contro l'Isis e oggi sono in prima fila nella resistenza e nel combattere l'esercito turco.
Noi siamo al fianco delle combattenti che dicono: "oggi vogliamo prepararci alla vittoria con la forza e il morale che abbiamo ottenuto da queste donne. La gente ha bisogno di vedere la propria forza e di portare la guerra popolare rivoluzionaria alla vittoria".

Il 25 novembre 2014 alcune compagne del Movimento femminista proletario rivoluzionario fecero un sit in di protesta all'ambasciata e uffici della Turchia a Roma. 

Noi pensiamo che oggi onorare Ekin Van, sostenere la lotta delle combattenti curde e turche significa anche dall'Italia lottare contro l'imperialismo Usa (avanguardia di tutte le barbarie), il regime fascista turco e il nostro imperialismo complice.

Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario - Italia

pc 23 agosto - Il funerale del criminale pagliaccio Casamonica, famiglia e sudditi feccia, alla fin fine è stato un FUNERALE DI STATO

Casamonica, legale famiglia: “Giudici e forze dell’ordine sapevano”.


“Il giorno della morte di Vittorio Casamonica ho presentato istanza alla Corte d’appello di Roma per ottenere che il figlio agli arresti domiciliari potesse partecipare ai funerali. Lo stesso giorno le forze dell’ordine hanno effettuato il sopralluogo nella casa“. Magistratura e forze dell’ordine, dunque, sapevano quanto meno del decesso. Lo afferma Mario Giraldi, storico legale della famiglia protagonista delle esequie-show con manifesti, carrozza trainata da cavalli e petali lanciati da un elicottero. Dal legale arriva dunque la conferma che diverse autorità sapevano del decesso del noto boss, avvenuto – secondo quanto comunicato dalla Questura nei giorni scorsi -“nelle prime ore del 19 agosto”, dunque 24 ore prima dei funerali che hanno scatenato un caso politico e sono finiti sui media di mezzo mondo. Lo stesso Giraldi, il 19 agosto, aveva inoltrato alla Corte d’appello una richiesta urgente perché i giudici consentissero ad Antonio Casamonica, figlio di Vittorio detenuto ai domiciliari, di uscire di casa per partecipare alla cerimonia. La richiesta – accettata – risulta poi inoltrata alla tenenza dei carabinieri di Ciampino.Dopo le dichiarazioni dell’avvocato, fonti qualificate dei carabinieri hano fatto filtrare alle agenzie la loro versione: “Sono state rispettate le procedure come da prassi” e, sull’autorizzazione al figlio di Vittorio Casamonica e ad altri due parenti a presenziare ai funerali dell’esponente del clan capitolino, “sono stati avvisati gli uffici competenti”, compreso il commissariato di Tor Vergata. Secondo quanto si è appreso, i militari che avevano il compito di notificare l’atto “hanno comunicato tempestivamente l’avvenuta notifica all’autorità giudiziaria e agli uffici competenti”. In merito all’autorizzazione data ad altri due parenti di Vittorio Casamonica di partecipare alle esequie, le stesse fonti dei carabinieri riferiscono che è arrivata la mattina dei funerali “alla stazione di Tor Vergata che non essendo competente l’ha trasmessa al commissariato di zona”.

pc 23 agosto - I paesi dove c'è la Lega che amministra oltre che fatti di una 'maggioranza' di razzisti e stronzi, hanno i sindaci più imbecilli d'italia, persone al di sotto dello sviluppo mentale degli animali - sarebbero da barzelletta ma non c'è niente da ridere!

Comune nel Cremonese mette le mutande ai cavalli. Il sindaco: “Non vogliamo che la città venga sporcata”
Comune nel Cremonese mette le mutande ai cavalli. Il sindaco: “Non vogliamo che la città venga sporcata”


Chi gira per Palazzo Pignano in sella al suo quadrupede e non rispetta l'ordinanza rischia una multa che va da 50 a 500 euro. Appesi cartelli con regolamento in tutto il paese amministrato dalla Lega



“Il cavallo è un animale splendido, non renderlo simile alla bestia: mettigli le mutande!”. Non si tratta di una provocazione ma di una decisione presa dall’amministrazione di Palazzo Pignano, paese in provincia di Cremona, governato dalla Lega Nord. Il sindaco Rosolino Bertoni e l’assessore pizzaiolo Virgilio Uberti, delegato all’Ambiente, non scherzano: chi gira con il suo quadrupede sporcando le strade del paese rischia una sanzione da 50 a 500 euro. Un provvedimento reso pubblico anche attraverso una serie di cartelli affissi a Palazzo Pignano, dove si cita anche il regolamento comunale.
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“Nelle città questo sistema delle mutande funziona. Abbiamo una ciclabile – spiega il primo cittadino – che viene usata da chi ha il cavallo e non vogliamo che venga sporcata. Non è una provocazione quello che abbiamo scritto: vogliamo assolutamente evitare le deiezioni equine. I regolamenti vanno rispettati, serve tenere un certo decoro urbano. L’idea delle mutande è del mio assessore; io l’ho condivisa: si tratta di dispositivi di tela-carta che si indossano all’animale, una sorta di pannolino per il cavallo in modo che le feci non finiscano a terra”.
Il sindaco è pronto a dare mandato alla polizia locale di vigilare su cavalli e cavalieri. D’ora in poi per gli appassionati delle passeggiate al trotto sarà più difficile passare per Palazzo Pignano a meno che non si arrivi muniti delle mutande per l’animale e le si indossino al cavallo al momento giusto.