venerdì 10 aprile 2015

pc 10 aprile - G8 Genova: Sbirri torturatori, massacratori, assassini di Carlo Giuliani impuniti, promossi o riciclati


La scheda di Marco Preve, su Repubblica, ricostruisce le carriere dei poliziotti condannati per Genova 2001. Diciamo che se non c'è un dio che li protegge, poco ci manca...

Promossi dal Viminale o riciclati come manager, le carriere miracolose dei poliziotti di Genova


Caldarozzi a Finmeccanica con De Gennaro, Ferri alla sicurezza del Milan, Gava a Unicredit: così si sono salvati i funzionari condannati
di MARCO PREVE

GENOVA. Banche, squadre di calcio, aziende di Stato. In attesa di indossare di nuovo la divisa. Ricche consulenze per i big rimasti (temporaneamente) fuori dal corpo, e neppure un giorno di sospensione per i capisquadra che guidarono gli agenti torturatori. Con i protagonisti di una delle pagine più nere della democrazia italiana, in fondo, la sorte non è stata così maligna.
Ed è anche questo aspetto, quello di un'impunità quasi totale, che ha influito non poco nel giudizio con cui la Corte Europea dei Diritti Umani ha condannato l'Italia per le torture avvenute all'interno della scuola Diaz al G8 genovese del 2001.
La Corte di Strasburgo ha sottolineato che di fronte al semplice sospetto di gravi abusi commessi da appartenenti alle forze dell'ordine la Convenzione dei Diritti dell'uomo prevede l'allontanamento degli stessi dalle posizioni che occupano già nella fase d'indagine.
Invece per la Diaz è accaduto l'esatto contrario, molti di loro sono stati promossi questori, capi di dipartimento, prefetti, e da indagati e condannati hanno raggiunto livelli apicali. Quelli che hanno dovuto lasciare la divisa sono quasi tutti "caduti in piedi" e gli altri rappresentano ancora lo Stato nelle strade e nelle piazze d'Italia.
Quando nel luglio 2012 la Cassazione conferma le pesanti condanne di appello per falso (le uniche che si sono salvate dalla prescrizione a differenza delle lesioni gravi) Franco Gratteri è il capo della Direzione centrale anticrimine, Gilberto Caldarozzi, capo dello Servizio centrale operativo, Giovanni Luperi, capo del dipartimento analisi dell'Aisi, l'ex Sisde, Filippo Ferri, il più giovane, figlio dell'ex ministro e fratello del sottosegretario alla giustizia, guida la squadra mobile di Firenze. L'interdizione dai pubblici uffici obbliga il ministero ad espellerli.
Non restano a spasso per molto. Ferri diventa responsabile della sicurezza del Milan e per alcuni mesi è l'angelo custode di Mario Balotelli.
Gilberto Caldarozzi lavora prima per le banche e poi viene chiamato come consulente della sicurezza a Finmeccanica dal suo vecchio capo, Gianni De Gennaro. Indiscrezioni raccontano che anche Franco Gratteri abbia avuto rapporti con il colosso di Stato ma dall'ufficio stampa dicono che non risulta. A Gratteri, nel 2013 il ministero pagava ancora un appartamento di servizio nel centro di Roma, ufficialmente per motivi di sicurezza.
Tra gli altri funzionari di vertice che si sono riciclati come consulenti c'è anche Salvatore Gava ex dirigente di squadra mobile che oggi lavora per Unicredit.
Attività manageriale starebbe svolgendo anche un altro condannato per la Diaz, quel Fabio Ciccimarra che è stato condannato in appello (prescritto in Cassazione) per sequestro di persona per i fatti del G7 di Napoli alla Caserma Raniero, sempre nel 2001. Ciccimarra da indagato in due processi e già con condanne in primo grado era un funzionario in carriera fino al 2012, quando il definitivo per la Diaz lo colse capo della squadra mobile all'Aquila.
Vincenzo Canterini, il capo del reparto mobile di Roma dopo il 2001 ha avuto prestigiosi incarichi nelle ambasciate europee e una volta in pensione si è dedicato anche a rievocare, a modo suo, la vicenda Diaz in un libro.
Il suo vice Michelangelo Fournier, il funzionario che interruppe i pestaggi al grido di "basta basta", che al processo parlò di "macelleria messicana", ma che non fu mai in grado di individuare neppure un responsabile delle brutalità tra i suoi uomini, oggi è sempre in servizio e ricopre anche un ruolo sindacale.
Se, per questioni anagrafiche, i cinque anni di interdizione dai pubblici uffici mettono fuori gioco Gratteri e Luperi (anche se non sono vietate consulenze con i servizi segreti), per i più giovani non è escluso, ed è anzi previsto, un ritorno in divisa una volta scontato il periodo. Nessun esponente di governo ha infatti mai specificato che non saranno riammessi.
Potrebbero indossarla ancor prima due funzionari responsabili di condotte minori nella vicenda Diaz. Uno di loro è quel Pietro Troiani che diede ordine al suo autista di trasferire dal blindato al cortile della scuola Diaz il sacchetto con le molotov poi addebitate ingiustamente ai manifestanti. L'aver beneficato dell'affidamento ai servizi sociali per i pochi mesi da scontare non coperti dall'indulto consente infatti di ottenere la cancellazione dell'interdizione.
Grazie alla prescrizione per le lesioni gravi non hanno invece subito nessuna interdizione i capisquadra condannati: Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti, Pietro Stranieri. Hanno continuato a fare il loro lavoro. Addirittura il governo italiano, come si legge nella sentenza della Corte europea, non ha mai voluto informare i giudici di Strasburgo circa le sanzioni disciplinari adottate. E lo stesso sta facendo il ministro Angelino Alfano da due anni esatti. Nel maggio del 2013 i parlamentari di Sel presentarono un'interrogazione al Viminale per sapere quali misure disciplinari fossero state prese nei confronti dei condannati per la Diaz. La risposta deve ancora arrivare. 

giovedì 9 aprile 2015

pc 9 aprile - Ora più che mai con i palestinesi e la lotta di liberazione

I documenti inseriti in questa settimana
( 29 Marzo - 4 Aprile  2015 )
per visionarli CLICCA QUI


4 Aprile 2015 
25 Aprile. A Roma la lobby sionista batte in ritirata
di ForumPalestina
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 Israele inizia l'espulsione degli immigrati africani
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 Raid israeliano nel villaggio beduino della “Scuola di Gomma”
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3 Aprile 2015
Siria. I palestinesi cacciano l'Isis da Yarmouk
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L’università di Southampton cancella una conferenza su Israeledi Raffaele Angius
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2 Aprile 2015 Sicurezza israeliana arresta una dirigente del Fplp
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 Nuovi ordini di detenzione amministrativa per i prigionieri palestinesi e nuovi arresti di minori
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 L'Isis alla periferia di Damasco.
L'Olp lancia allarme su campo profughi di Yarmouk
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 Attacco israeliano a villaggio beduino: ferito un bambino e sequestrati pannelli solari
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1 Aprile 2015 Lettera agli attivisti di Legambiente, WWF, Italia Nostra e Greenpeace sui gemellaggi con Israele per tutelare l’ambiente
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 La Palestina aderisce al Tribunale dell’Aja
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 99 minorenni palestinesi nella prigione israeliana di Ofer
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 Asaf Avidan in Italia: Asaf, join the BDS Movement!di Collettivo Boycott Israel – Torino
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31 Marzo 2015
Anp smentisce il Jerusalem Post:
“ Porteremo tutti i crimini israeliani all'Aja "
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 Ahava annulla il “twitter party” grazie all'azione di attivisti del BDS
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 Israele medita di cacciare i richiedenti asilo
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30 Marzo 2015 L’Anp porterà Israele all’Aja, ma non per le colonie
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 L'ex premier israeliano Olmert ricondannato per corruzione
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 Torino 19 marzo, intervento di Omar Barghouti (video di InvictaPalestina)

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29 Marzo 2015 Imprese francesi si ritirano dal progetto per la funivia a Gerusalemme dopo avvertimenti del governo


Mail:
forumpalestina@libero.it          Sito: http://www.forumpalestina.org 

pc 9 aprile - Dalla parte dello Yemen antimperialista

YEMEN:
NUOVO FRONTE DELLA GUERRA IMPERIALISTA!

Da più di dieci giorni il popolo dello Yemen è sotto i bombardamenti di una coalizione militare formata dalle classi dominanti arabe, sotto la guida della monarchia saudita e del regime golpista egiziano, con l'appoggio degli imperialisti Usa.

Lo scopo di questa coalizione è fermare l'avanzata della ribellione popolare, capeggiata dal movimento sciita degli Houthi, che si sta opponendo, sulla base di una serie di rivendicazioni politiche e sociali in senso democratico, alla normalizzazione del paese sotto la presidenza Hadi, burattino degli imperialisti Usa e dei regnanti sauditi.

Lo Yemen è divenuto un altro fronte della guerra imperialista che combina interventismo militare, conflitti per “procura”, affidati ai servi locali dell'imperialismo Usa e delle potenze europee, e balcanizzazione delle masse, sopratutto sfruttando la divisione confessionale tra sunniti e sciiti.

Gli imperialisti statunitensi ed europei puntano a governare il Medio Oriente da un lato trattando con la borghesia sciita iraniana e dall'altro dando campo libero a quella dei regimi arabi sunniti, ma si trovano impantanati in una serie di contraddizioni da cui possono uscire solo con sempre più guerra e barbarie.

All'opposto, le masse arabe e del Medio Oriente continuano, tra mille contraddizioni, avanzamenti e arretramenti, a cercare una via di emancipazione sociale e di liberazione dall'imperialismo. Il fatto che le classi dominanti arabe e l'imperialismo Usa attacchino il popolo dello Yemen significa che esso stava facendo progressi lungo questa via.

Chi cerca trova, la quantità si trasforma in qualità: le masse popolari, nell'area arabo- islamica e ovunque nel mondo, lottando, resistendo e ribellandosi troveranno prima o dopo la via del reale cambiamento nella prospettiva del superamento del sistema capitalista.

Il nostro compito di comunisti ed internazionalisti è quello di appoggiarle nella loro lotta e nella loro Resistenza. È quello di denunciare come l'imperialismo italiano sia uno dei complici diretti degli Usa in tutte le guerre d'aggressione e costituisca uno dei soci d'affari più stretti delle borghesie arabe.

COSTRUIAMO INIZIATIVE E MOBILITAZIONI CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA, PORTIAMO AVANTI AZIONI DI LOTTA, CONTRASTIAMO LE BASI MILITARI USA-NATO-ITALIANE!

COSTRUIAMO IL MOVIMENTO CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA E IN SOLIDARIETA' AI POPOLI CHE RESISTONO!

Collettivo Tazebao
                                                                                          6/4/2015

pc 9 aprile - Il 70° anniversario della Liberazione - 25 aprile a Firenze

 25 Aprile in Piazza Santo Spirito

A partire dalle 15 banchini informativi, musica, interventi, cibo e bevande
Alle 17 CORTEO fino a Piazza Tasso e ritorno in S. Spirito
Al ritorno i canti del MENESTRELLO
A seguire
CENA in piazza e CONCERTO con IVANOSKA e BANDA K100
ORA E SEMPRE RESISTENZA!

A 70 anni di distanza dal 25 Aprile 1945, le ragioni che portarono i partigiani a prendere le armi sono più attuali che mai. Durante la Resistenza gran parte delle formazioni partigiane affrontavano fascisti e nazisti armi in pugno non solo per farla finita con ladittatura, ma per

pc 9 aprile - Ancora onore ai compagni rivoluzionari turchi caduti e libertà per il compagno arrestato in Italia - a cura di Soccorso Rosso proletario info srpitalia@gmail.com

Intervista con i militanti: “I nostri fucili renderanno giustizia”
tratta, e tradotta, da https://proleteren.wordpress.com/2015/03/31/interview-with-themilitants-our-barrels-will-bring-justice/
elifsultankalsen

Il 31 Marzo 2015 intorno alle 12, due militanti del DHKC (Fronte di Liberazione del Popolo
Rivoluzionario) sono penetrati nel palazzo di giustizia Caglayan ad Istanbul ed hanno preso in ostaggio Mehmet Selim Kiraz, procuratore del caso Berkin Elvan. Questi, che fu colpito da un proiettile sparato dai poliziotti durante la Rivolta di giugno 2013, è morto dopo un coma durato quasi un anno. Nessuno dei nomi dei suoi assassini è ancora stato rivelato, nonostante tutti i tentativi di chiarimenti a riguardo da parte della famiglia e delle organizzazioni democratiche popolari.
Qui di seguito un’intervista condotta da Ahmed Şık, giornalista del Cumhuriyet, con i militanti intorno alle 16.00, ossia 3-4 ore prima che fossero sommariamente giustiziati dalle squadre di intervento speciale. Dopo l’ultimo post dei militanti su twitter, “Our people, we love you” (nostra gente, vi amiamo), l’hashtag #BizDeSiziSeviyoruz (anche noi vi amiamo) è diventato subito un tormentone.
Porterete a termine la vostra azione? Potete dirmi qualcosa sugli attuali negoziati?
Sul nostro account di twitter abbiamo postato i numeri di identificazione dei poliziotti che sono saltati fuori nel rapporto d'indagine. Secondo la documentazione, il Bureau Criminale di Sicurezza avrebbe identificato questi tre poliziotti tra i 21 sospettati. Abbiamo saputo che questi tre poliziotti potevano essere coloro che hanno sparato a Berkin. Il procuratore ci aveva già dato quest’informazione. Durante i negoziati, abbiamo chiesto che l’identità di questi tre agenti fosse rivelata in una trasmissione in diretta televisiva. I membri della delegazione ai negoziati ci hanno detto che al 99% Berkin fu assassinato proprio da questi tre agenti. Quindi abbiamo chiesto che i loro nomi fossero svelati in un programma televisivo. Abbiamo esaminato la documentazione dell’indagine. Abbiamo guardato le fotografie degli agenti sospettati. Le loro foto erano incorniciate in rosso, secondo il Bureau Criminale. Una portava le iniziali G.T. con il numero seriale 35…
Abbiamo anche condiviso i numeri di identificazione degli altri agenti e abbiamo chiesto di sapere i loro nomi.
cağlaamn
Pensate che la vostra richiesta verrà accolta?
La nostra richiesta è chiara. I nomi devono essere comunicati in una trasmissione televisiva. I negoziatori dovrebbero mantenere la parola. Rivelare le identità degli sbirri. E questi agenti devono ammettere di essere colpevoli. Possiamo negoziare altre richieste dopo che questa sarà accolta. Se le nostre richieste non fossero accolte, allora faremo quel che abbiamo detto che avremmo fatto.
Abbiamo fornito i numeri di identificazione degli agenti. Vogliamo che i nomi vengano resi
pubblici. Possiamo mettere fine a questa storia una volta che i nomi saranno rivelati. Ora stiamo tenendo quest’intervista e gli abbiamo dato un’ora e mezza, fino alle 19:40. Se non confesseranno iloro crimini in televisione, i negoziati finiscono qua. Le comunicazioni telefoniche termineranno e noi puniremo il procuratore.
Avete anche chiesto al capo della polizia e al vice procuratore di fare una dichiarazione a
mezzogiorno?
Sì, l’annuncio è stato fatto rispettando le nostre richieste. All’inizio avevamo dato 3 ore. Siamo riusciti a contattare la delegazione ai negoziati giusto prima della scadenza delle tre ore. Quando le autorità hanno promesso che avrebbero annunciato il nome degli assassini, abbiamo detto loro che i negoziati continueranno se rispetteranno questa richiesta. Poi il capo della polizia e il vice procuratore hanno fatto la dichiarazione. Abbiamo esteso la deadline. Non ci sarebbe stato nessun prolungamento se l’annuncio non fosse stato fatto.
Alcune voci di corridoio dicono che vi siete serviti dei documenti di un avvocato per entrare
nell’edificio, e altre dicono che uno di voi è un avvocato. Come siete entrati nel palazzo di
giustizia con le armi?
Non daremo spiegazioni su come siamo entrati. Sarà rivelato a tempo debito, questo è sicuro. Per ora, comunque, non faremo dichiarazioni. Queste dicerie prendono di mira gli avvocati. Dall’altro lato, gli avvocati sono già presi di mira. Gli avvocati sono stati presi di mira molte volte in questo paese. Sono stati imprigionati e addirittura uccisi solo perché stavano difendendo i loro clienti. In questo paese chiunque sia contro l’AKP e la classe dominante è già preso di mira. Non siamo avvocati, ma combattenti del DHKC. Abbiamo deciso di agire in questo modo e abbiamo provato tutti i metodi per farlo. Siamo stati costretti a usare questa linea d’azione.
L’azione armata porterà giustizia?
I rivoluzionari si sono sforzati per assicurare la giustizia in questo paese. Finora, molti tentativi sono stati fatti. I rivoluzionari hanno manifestato, gli avvocati facevano pressione per questo. Mahanno arrestato gli attivisti, invece degli assassini. Indagini sono state lanciate contro di loro. Sono stati torturati. La giustizia si fa avanti solo quando ci sono di mezzo gli interessi della classe dominante e arresta coloro che hanno davvero bisogno di giustizia. Siamo qui per portare giustizia.
I metodi che usiamo e la nostra azione sono legittimati.
State dicendo che ucciderete il procuratore se le vostre richieste non saranno esaudite. Questo è legittimo?
Stiamo cercando di fare in modo che questo non succeda. Sta a loro l’accogliere le nostre richieste e salvare il procuratore. Per “loro” intendiamo il loro procuratore e il loro corpo di polizia. Quei procuratori e quegli agenti che proteggono la loro classe dominante. Se non vogliono essere colpiti, dovrebbero venire incontro alle nostre richieste. Non crediamo che la classe dominante dia il giusto valore alla sua stessa gente. La usano, la sprecano e se ne disfano. In ogni caso, è un loro problema.
Noi non scenderemo a patti oltre quel punto.
Cosa ci dite sullo stato di salute del procuratore? Posso parlargli?
Non puoi parlargli. Ma sta bene. Ha già parlato con un procuratore suo collega e ad un altro agente di polizia. Ha anche detto di stare bene.
Avete parlato con il procuratore? Ci sono dei notiziari che dichiarano che il procuratore ha
fatto degli sforzi per trovare i colpevoli del caso Berkin Elvan?
Sì, gli abbiamo parlato. I procuratori cercano di difendersi. Quando abbiamo controllato le carte dell’inchiesta, però, vedi solo le richieste degli avvocati. Non si vede nessuno sforzo da parte del procuratore per approfondire l’indagine. Conosciamo lo sviluppo dei documenti dell’inchiesta fino ad oggi. Per ora, i procuratori non li hanno nemmeno toccati. Gli avvocati e le famiglie cercavano le immagini delle televisioni a circuito chiuso. I rivoluzionari hanno fatto innumerevoli manifestazioni per questo. Sono stati presi in custodia. Sono stati torturati. E arrestati. Non c’è nemmeno un piccolo passo fatto dal procuratore, in quest’inchiesta. E’ anche ovvio, a partire dai casi simili a questo, che la magistratura non fa nulla. Ciò che fanno è proteggere lo stato e i suoi criminali. E qui c’è il procuratore pubblico che è responsabile dell’impunità di questi agenti.
Grandi fette della società hanno già reagito contro l’assassinio di Berkin Elvan. Centinaia di
migliaia di persone si sono ribellate contro quest’ingiustizia. Non pensate che la vostra azione possa indebolire questo fondamento legittimo?
Berkin Elvan era una persona comune, ma era nostro figlio. Noi conoscevamo Berkin.
Personalmente, lo abbiamo conosciuto nel vicinato. Abbiamo cresciuto Berkin. Era il nostro adorato fratello e compagno. Milioni di persone hanno partecipato al suo funerale. Sopratutto perchè i rivoluzionari hanno manifestato per 360 giorni per mostrare l’ingiustizia e per formare l’opinione pubblica a riguardo. Ci furono molti martiri durante la rivolta di Giugno ma nessuno di loro ha ricevuto un funerale come quello. Certamente, il fatto che Berkin fosse un ragazzo è importante, ma lo è di più il fatto che molte persone si sono riunite per Berkin grazie alla richiesta di giustizia.
Come abbiamo detto all’inizio, abbiamo deciso di intraprendere quest’azione perché finora tutto è stato fatto. Abbiamo usato i canali democratici per incoraggiare qualche passo. Ma, dal momento che la giustizia non ha fatto il suo corso, diciamo che i nostri

pc 9 aprile - G8 2001 - torturati SI - risarciti NO - mentri i torturatori sono sempre lì o vengono promossi - il caso del bastardo Toccafondi

G8, l'ultima vergogna: "Risarcimenti negati ai torturati nella caserma di Bolzaneto"

G8, l'ultima vergogna: "Risarcimenti negati ai torturati nella caserma di Bolzaneto"


La Corte di Strasburgo si pronuncerà nelle prossime settimane. L'avvocato Tambuscio: "Considerati vittime di serie B"
«SEMBREREBBE una farsa se non fosse una storia tragica, ma mentre politici e uomini di governo dibattono sulla condanna per la tortura da parte della Corte Europea, i ministeri interessati non hanno ancora saldato le provvisionali nei confronti dei manifestanti ingiustamente reclusi e pestati nel carcere di Bolzaneto».
L’avvocato Emanuele Tambuscio, legale del Genoa Social Forum, parte civile in tutti i processi del G8 e cofirmatario con il professor Valerio Onida di alcuni dei ricorsi alla Corte Europea dei Diritti Umani, il giorno dopo la sentenza che condanna l’Italia per non avere ancora una legge contro la tortura, fa il punto della situazione in vista dei prossimi appuntamenti europei e rivela come le vittime di quegli abusi siano ancora trattate come “vittime di serie B”.

«A Strasburgo - spiega Tambuscio - sono in attesa di definizione due ricorsi per i fatti di Bolzaneto che sono stati riuniti in un unico dibattimento oltre ad altri ricorsi per la scuola Diaz. E’ logico attendersi che la prima pronuncia venga confermata da quelle successive. Anzi, per quanto attiene alla tortura vera e propria, mettendo da parte per un attimo i gravissimi reati di falso della scuola Diaz, forze a Bolzaneto possiamo dire che determinati comportamenti inumani e degradanti siano stati reiterati ancor più a lungo e in maniera ancor più marcata».

I medici: "Ora radiate il Dottor Mimetica"

I medici in campo: "Ora radiate il Dottor Mimetica"
Leonardo Chessa, medico e consigliere comunale (di Sel, n.d.r.), lancia la raccolta di firme per radiare Toccafondi
La raccolta di firme da presentare all'Ordine per rivedere il caso di Giacomo Toccafondi

pc 9 aprile - Torino NOTAV sempre aperta la caccia al movimento - massima solidarietà

No Tav: Abbà condannato per le reti tagliate, Perino indagato per istigazione

No Tav: Abbà condannato per le reti tagliate, Perino indagato per istigazione
Luca Abbà mentre taglia simbolicamente le reti di recinzione del cantiere di Chiomonte

L'attivista caduto dal traliccio durante una protesta è stato multato con la compagna per l'azione contro il cantiere. Il leader del movimento sotto inchiesta per aver sostenuto i danneggiamenti in una conferenza stampa. La replica: "Si processano le idee"
I nomi di Luca Abbà e Alberto Perino, due dei più noti esponenti del movimento No Tav, sono tornati di attualità ieri per due vicende giudiziarie che li riguardano. Il primo è stato condannato con la compagna per aver tagliato le reti del cantiere di Chiomonte durante una protesta, il secondo ha ricevuto assieme a Francesco Richetto l'avviso di conclusione delle indagini per il reato di istigazione a delinquere.
Quindici giorni di carcere convertiti in 3.750 euro di pena pecuniaria sono la condanna inflitta ad Abbà, 40 anni, storico attivista No Tav della Valle di Susa, processato con l'accusa di danneggiamento per avere reciso una delle recinzioni del vasto dispositivo di protezione del cantiere di Chiomonte della Torino-Lione. Il gesto era stato commesso nel settembre del 2012 durante il corteo organizzato per salutare il suo ritorno in Valle dopo il grave incidente (a febbraio era precipitato dal traliccio dell'alta tensione su cui era salito per protesta) che gli era costato mesi di ricovero in ospedale. La società ex-Ltf, parte civile con l'avvocato Daniele Zaniolo, ha ottenuto 360 euro a titolo di rimborso delle spese di riparazione. L'accusa è stata sostenuta dal pm Andrea Padalino, che ha chiesto e ottenuto di respingere le obiezioni della difesa sulla «tenuità del fatto». Al processo era chiamata in causa anche la compagna di Abbà, che è stata condannata alla medesima pena.
No Tav: Abbà condannato per le reti tagliate, Perino indagato per istigazione
Altri due esponenti No Tav, il leader storico Alberto Perino e Francesco Richetto, sono indagati dalla procura di Torino per istigazione a delinquere. In questi giorni hanno ricevuto l'avviso di chiusura indagini, un atto che di solito è il preludio della richiesta di rinvio a giudizio. Entrambi, secondo quanto si apprende, sono chiamati a rispondere di dichiarazioni rese il 25 luglio 2012, in occasione di una conferenza stampa a Bussoleno, sulle modalità di lotta del movimento No Tav. Il procedimento è condotto dal pm Antonio Rinaudo.
I due non hanno tardato a reagire alla notizia: «Al tribunale di Torino si processano le idee come per Erri De Luca. Ancora una volta viene minato il principio costituzionale della libertà e di parola e di opinione». Comincia così un comunicato di Perino e Richetto, secondo i quali l'accusa è di «avere dichiarato illegittime le recinzioni del cantiere di Chiomonte» e di «avere detto che il movimento avrebbe provveduto più e più volte a danneggiarle». «Ad anni di distanza - scrivono - continuiamo a pensare che la pressione al cantiere sia un pezzo fondamentale della lotta No Tav. Oggi come allora pensiamo che quel cantiere sia illegittimo, inutile, antieconomico, dannoso per l'ambiente e per la salute». «Continuiamo a praticare da oltre venti anni - aggiungono - ogni forma di lotta, raccolte firme, ricorsi in tribunale, digiuni, marce popolari, tagli di rete. Non vogliamo fare del male a nessuno, ma non intendiamo fermarci».

pc 9 aprile - Eternit strage dell'amianto, il 12 maggio l'udienza per i 258 morti del processo Eternit Bis

Strage dell'amianto, il 12 maggio l'udienza per il processo Eternit Bis

L'ex proprietario della multinazionale Stephan Schmidheiny accusato di oltre 200 casi di omicidio. Moltissime persone offese, pubblici proclami sulla Gazzetta Ufficiale e sui siti di Regioni e Comuni.


Il nuovo procedimento è basato sulla contestazione del reato di omicidio volontario con dolo eventuale per la morte di 258 persone decedute tra il 1989 e il 2014: un'imputazione che non rischia la prescrizione, che negli scorsi mesi ha invece cancellato la condanna a dodici anni inflitta in appello al magnate svizzero per disastro ambientale, in un processo che, secondo la Cassazione, non avrebbe neppure dovuto cominciare perché già "morto" al momento del rinvio a giudizio, quando erano già trascorsi oltre quindici anni dalla chiusura dello stabilimento della morte.

pc 9 aprile - I compagni di base . da Pillole comuniste

I  compagni di base nella loro fase di formazione la cosa principale che 
devono fare è consolidare la loro scelta.
L'addestramento politico sociale militante 
è funzionale ad essa ed è il frutto 
del consolidarsi di essa

da Pillole comuniste - 2
13-12-2013

pc 9 aprile - Processo Ilva - in scena i servi di Riva - l'ignobile difesa dell'ex presidente, Ferrante

Indipendentemente dagli specifici reati commessi, il reato più grande che è andato in scena ieri è il servilismo della Regione, dell'Arpa ai diktat dei Riva. 
Le intercettazioni telefoniche, alcune fatte sentire durante il processo, l'apparato tecnico messo in piedi in aula con l'uso anche di slide dall'avvocato di Vendola, tutto volto a dimostrare l'innocenza di Vendola, non hanno comunque potuto nascondere l'humus complice, a volte confidenziale/amicale ma nella maggiorparte dei casi "da predellino", che vigeva nei rapporti con Archinà e i Riva. 
Le stesse intercettazioni hanno mostrato come i Riva trattassero a "pesci in faccia" funzionari della Regione, attaccandoli, offendendoli, imponendo ad Archinà di attivarsi immediatamente affinchè la Regione eseguisse solo i loro interessi, ecc.; e nello stesso tempo hanno mostrato lo squallido atteggiamento succube di coloro che, invece, avrebbe dovuto salvaguardare la salute degli abitanti di Taranto e degli operai.

QUESTO E' GIA' IL MASSIMO DEI REATI! Che un tribunale popolare, in un altro sistema sociale in cui al primo e unico posto vi fossero gli interessi dei lavoratori e delle

pc 9 aprile - Tenaris Dalmine avanza la costruzione dell'organizzazione sindacale di classe in fabbrica

Lo sciopero dal basso in acciaieria dei giorni scorsi ha lasciato un segno indelebile tra gli operai e si sta rafforzando un nucleo di operai disposti ad organizzarsi e dare battaglia, una battaglia di lunga durata contro i piani di smantellamento della fabbrica, la perdità e il peggioramento dei posti di lavoro, che vede contro: padroni, sindacati confederali e stampa asservita al capitale.
MA INDIETRO NON SI TORNA!!!

Quello che segue è il volantino diffuso ieri alle portinerie e l'articolo del corriere della sera bergamo che anticipa l'incontro di oggi tra azienda e fiom-fim-uilm…….

La Tenaris di padron Rocca dopo aver fatto in questi anni profitti miliardari alla Dalmine, ora con la scusa delle oscillazioni del prezzo del petrolio dichiara 406 esuberi. Nello stesso tempo sta preparando una nuova fabbrica in Texas che dal 2017 farà la stessa produzione della Dalmine: MA DI QUALE CRISI STA PARLANDO? Rocca vuole mantenere alti i suoi profitti facendone pagare i costi agli operai dei suoi stabilimenti in tutto il mondo.

Fiom Fim Uilm costretti dall'annuncio di 406 esuberi a dichiarare uno sciopero di 8 ore, nemmeno fingono di raccogliere i risultati della grande adesione in tutta la fabbrica. Gli operai non ne possono più di queste condizioni di lavoro sempre peggiori, in una fabbrica che si svuota giorno dopo giorno. Ma Fiom Fim Uilm stanno da un'altra parte.
Loro sono al tavolo, pronti a firmare un'altro pezzo del piano, che sta uccidendo la fabbrica.
Perchè le azioni di padron Rocca, anche quelle di oggi, sono la conseguenza degli accordi sindacali FIRMATI DA FIOM FIM UILM E DAI LORO DELEGATI, che hanno dato la libertà di ristrutturare tagliando posti di lavoro, eliminando lavorazioni, aumentando i carichi individuali, allargando la precarietà... E' tutto scritto. L'accordo del 30 dicembre 2009, con i 741 licenziamenti, ha un'importanza centrale, nel ridimensionamento di Dalmine.

RIPRENDERE L'ACCORDO DEL 2009 È IMPORTANTE PER NON RIFARE GLI STESSI ERRORI. IL PRIMO È QUELLO DI NON LASCIARE NELLE MANI DI FIOM FIM UILM LA TRATTATIVA PER I NUOVI 406 ESUBERI!
SONO QUESTI EX SINDACATI IL PRINCIPALE OSTACOLO DA CUI GLI OPERAI DEVONO LIBERARSI PER DIFENDERE I LORO INTERESSI.

I fatti ancora una volta parlano chiaro. In ACCIAIERIA con lo SLAI COBAS SC e l'FLMU/CUB, gli operai in massa scioperano per tre giorni, contro esuberi e spostamenti. Uno sciopero dal basso, compatto che fa tremare, i vertici aziendali e i burocrati sindacali. 'Non è più un tabù scioperare senza la Rsu' si scherza soddisfatti alle portinerie.

Ma Fiom Fim Uilm e i loro delegati continuano il loro sporco lavoro. Tentando di dividere e indebolire gli operai per vincerne le resistenze, li mettono davanti al fatto compiuto di un accordo solo per l'acciaieria, il 24 marzo, come al solito l'ultimo giorno prima della fermata di 20 giorni! Un accordo bidone che porta a 15 turni la programmazione, ma lascia a TD la libertà di ordinare il lavoro al sabato e domenica a volontà! Taglia 26 operai dal reparto, e di conseguenza peggiora il lavoro e la sicurezza sugli impianti già critica.
Ma gli va male. Il 24 marzo le assemblee dell'acciaieria con forti proteste e contestazioni a Fiom Fim Uilm hanno già di fatto bocciato questa vergognoso accordo separato.
LA LOTTA QUINDI NON È PER NIENTE CHIUSA, PER NESSUNO.
Dall'acciaierai è arrivata la risposta degli operai che hanno scioperato contro il piano di tagli dell'azienda e contro la gestione sindacale della trattativa che se ne frega delle esigenze dei lavoratori. Questo sciopero DAL BASSO è un segnale importante per tutti gli operai. Ha dimostrato che gli operai hanno un arma per contrastare i piani padronali di ristrutturazione e riduzione che invece gli ex sindacati Fiom Fim Uilm firmano. Ha dimostrato che per usarla bene, serve avere un'organizzazione sindacale in fabbrica che fa gli interessi degli operai.
ORGANIZZIAMO IL SINDACATO DI BASE E DI CLASSE
IN OGNI REPARTO!

NO AI LICENZIAMENTI E AGLI SPOSTAMENTI
NO ALLE TRATTATIVE SEPARATE PER REPARTO
CI VUOLE LO SCIOPERO DAL BASSO COME IN ACCIAIERIA
IN TUTTA LA FABBRICA

pc 9 Aprile - La nuova Turchia del fascista Erdogan che considera le donne delle serve. Un governo impregnato di puro maschilismo. Ma le donne sono forti e coraggiose come la compagna Elif Sultan Kalsen, uccisa dalla polizia.

La storia di Arzu Bostac, mutilata..
TURCHIA
La storia di Arzu Bostac, mutilata dal marito che non voleva divorziare
La donna, sposata quando era bambina e madre di sei figli, per anni ha tentato di separarsi dal marito violento. Che l'ha punita privandola di gambe e braccia. Adesso si appella ai medici internazionali per recuperare almeno l'uso delle braccia che le consentirebbe di riavere i bambini
DI FEDERICA BIANCHI
08 aprile 2015

Essere donna in Turchia è sempre più spesso sinonimo di lacrime e sangue. Letteralmente. Come racconta all'Espresso Arzu Bostac che, dopo essere stata mutilata degli arti dal marito,

mercoledì 8 aprile 2015

pc 8 aprile - L'Italia delle "cristiane" torture impunite. Una lettera dal carcere di Piacenza

All’Associazione Ampi Orizzonti.

Con questa lettera voglio farvi presente la mia storia di detenuto attualmente recluso nella C.C. di Piacenza, trasferito e arrivato dal carcere di Ferrara il giorno 11-10-2014 dopo aver subito lesioni gravi e abuso di potere da parte delle guardie di sorveglianza con la complicità dell’ispettore e degli organi superiori tenuti a garantire la sicurezza nei limiti della legalità e di legge per i detenuti.
Premetto che sono di origine tunisina e che trovandomi in reclusione nel carcere di Ferrara dove quotidianamente succedono situazioni ambigue e coercitive, con veri e propri atteggiamenti di istigazione, con i soliti ricatti che la legge ha preposto, tipo “maturazione della libertà anticipata”.
Per cui voglio raccontarvi dell’episodio successo nel carcere di Ferrara il giorno giovedì 9-10-2014 giorno dell’aria dedicato al campo sportivo. Nel campo vi era un numero indefinito e superiore a 22 persone impegnate a giocare una partita di calcio. A metà delle due ore di aria la palla va fuori dalla rete del campo, a quel punto viene segnalato il recupero del pallone all’assistente guardia di turno con la solita educazione che si prefigge nei confronti degli addetti ai lavori dello Stato. Costui in modo sdegnato e con toni di impazienza si rivolse a noi dicendoci che non si trovava lì per lavorare per noi…detenuti.
Continuando con educazione, chiediamo che apra il cancello così uno di noi recupera la palla, lui ancora esagitato dice che dobbiamo giocare come i cristiani.
A quel punto, parte dei ragazzi di origine araba, non capendo il significato e il senso della parola, non conoscendo la lingua italiana, hanno capito che fosse riferita in modo offensivo in quanto loro musulmani come me.

pc 8 Aprile - La " Restaurazione" in Tunisia: tra califfato e imperialismo


L'aborto della grande rivolta popolare tunisina della "primavera araba" ha dato il via ad un "inverno" rappresentato dalla restaurazione del vecchio potere ma senza Ben Ali e con in più gli islamisti di Ennahdha che oltre che al governo hanno sostituito gli ex gerarchi del passato regime più in vista nei posti dell'amministrazione entrando appieno nella macchina dello stato. In questo contesto in cui il popolo e il proletariato tunisino non è riuscito a trasformare questa rivolta in rivoluzione che scuotesse realmente dalle fondamenta la vecchia e marcia società, riaffiora l'islamismo di stampo salafita dello Stato Islamico che lancia nuove minacce e contemporaneamente il "nuovo" regime, che è parte e non soluzione del problema, cerca di essere un nuovo e fedele cane da guardia dell'imperialismo alla stregua dell'ex regime di Ben Ali.
Solo la lotta contro il regime tunisino e contemporaneamente contro la "creatura fuori controllo" dello Stato Islamico creata dall'imperialismo può dare davvero vita ad una Tunisia libera e nuova. 
Riportiamo due brevi dispacci dell'ansa che vanno letti insieme e che danno l'idea di quanto detto:

Tunisia:1500 jihadisti tunisini in Libia con Ansar al Sharia

Pronti ad attaccare Tunisia, secondo esperta terrorismo

07 APRILE
(ANSAmed) - TUNISI, 07 APR - Sarebbero circa 1500 i combattenti tunisini nei campi di addestramento gestiti da Abou Iyadh, leader dell'organizzazione terroristica Ansar al Sharia, ricercato dalle autorità tunisine. Lo ha affermato la presidente del Centro internazionale di Studi Strategici e Militari, professoressa di sociologia militare ed esperta di terrorismo, Badra Gaaloul, in un'intervista al Journal Attounissia specificando che essi si starebbero preparando ad attaccare la Tunisia. Secondo Badra Gaaloul, Abou Iyadh avrebbe prestato giuramento allo Stato Islamico e si sarebbe recato in Yemen nel 2013 per giocare un ruolo da mediatore con Al Qaida e da lì avrebbe poi viaggiato in Iraq e Siria. (ANSAmed)

Tunisia: invitata a partecipare al prossimo G8 in Germania

07 APRILE
(ANSAmed) - TUNISI, 07 APR - La Tunisia parteciperà al prossimo G8 che si terrà in Germania, in Baviera, su invito della cancelliera tedesca Angela Merkel. Lo ha dichiarato oggi il presidente francese François Hollande dopo aver incontrato il suo omologo tunisino Beji Caid Essebsi in visita ufficiale a Parigi. (ANSAmed).

pc 8 aprile - La guerra di popolo guidata dai maoisti in India indica la strada per tutti i popoli oppressi dall'imperialismo - sostenere la guerra popolare in India è un importante compito per i comunisti autentici di tutto il mondo, ma lo è anche per gli antimperialisti coerenti! ICSPWI

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pc 8 aprile - Con i palestinesi contro i fascisti islamici genocidi di Isis - Daesch, ma anche contro imperialismo e regimi reazionari arabi

Yarmouk: cosa succede nel campo "profughi" palestinese alle porte di Damasco?

Jihadisti di Daesh (il sedicente Califfato dello Stato islamico, Isis) controllerebbero
 circa l’80% del campo palestinese di Yarmouk, alla periferia sud di Damasco,
capitale della Siria, dove vivevano – prima del loro attacco – circa 150mila persone, 
quasi tutti rifugiati palestinesi cacciati da Israele dalle loro terre nel lontano 1957.
Non mancano rifugiati iracheni, scappati da un paese in guerra perenne ormai dal 2003,
e cittadini siriani.
Sul terreno continuerebbero gli scontri tra jihadisti e miliziani palestinesi,
 in buona parte vicini all’ala locale di Hamas, Aknaf Beit al Maqdisi, e al
 Fronte Popolare di Liberazione per la Palestina-Comando Generale (Pflp-Gc),
 nato nel 1968 (con il sostegno della Siria) da una scissione interna al
Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), animata da
Ahmed Jibril, ancora oggi numero uno dell’organizzazione.
Secondo l’Ansa, che cita “fonti palestinesi”, elicotteri governativi siriani
(gli stessi che nelle scorse settimane avevano attaccato il campo con
barili-bomba) bombardano postazioni jihadiste nel campo, situato
 alla periferia meridionale della capitale siriana.
Gli attacchi al campo di Yarmouk arrivano dopo due anni di assedio delle
diverse fazioni, anche legate ad Assad: ventiquattro mesi trascorsi di fatto
con poco cibo, acqua e forniture mediche.
A Yarmouk ci sono ancora migliaia di civili, quelli che non sono riusciti a
scappare. Tra loro, secondo quanto denuncia l’ong Save the Children, ci
sarebbero almeno 3.500 bambini. Molti risultano ancora dispersi.
“A Yarmouk – dice Save The Children – stiamo assistendo a una farsa…
la vera tragedia è che i palestinesi all’interno della Siria non hanno un posto
 dove scappare e trovare rifugio. È terribile il continuo fallimento della comunità
 internazionale nei confronti dei palestinesi”
dopo quello che è successo a Yarmouk, Hamas ha invece arrestato lo sceicco
 Adnan Mayat, considerato uno dei punti di riferimenti di Daesh nella Striscia
di Gaza.

pc 8 aprile - I merdosi nazisti della curva sud romanista devono uscire dagli stadi e non solo - una nota critico-ironica che condividiamo - proletari comunisti PCm Italia









Il raglio della SudIl raglio della Sud
  • Carmelo Albanese
In Curva Sud, durante la partita Roma-Napoli, un nutrito gruppo di neonati critici letterari, sedicenti tifosi dell squadra di calcio della Roma, ha esposto uno striscione nel quale si criticava il libro della madre di Ciro Esposito e l'autrice stessa. Chissà che questa insolita iniziativa, portata avanti dagli eredi di una scuola letteraria molto ingloriosa, quella nazi-fascista, che i libri li ha sempre bruciati in pubblica piazza; non sia foriera di un cambiamento. In fondo viene a dirci che alcuni fascisti si sono dati alla lettura e questa, al di fuori di ogni critica o punto di vista, è davvero un'incredibile novità. La vera notizia nascosta dentro la notizia di cui molti scrivono. Ci segnala che i pronipoti fuori tempo massimo del duce, finalmente hanno capito, o manifestano l'ambizione di capire, che i libri vanno letti e non bruciati. Perché dunque accanirsi contro questa loro impensabile e saggia intenzione? Certo, hanno capito poco il senso del libro di Antonella Leardi e non hanno capito quasi nulla delle sue parole e della tragedia personale che tali parole, con coraggio, provano ad affrontare, ma consiglio clemenza nei loro confronti; in fondo è il primo libro che leggono nella loro vita, se si esclude il Mein Kampf e i titoli di copertina delle opere di Ezra Pound. L'auspicio è che continuino in questo loro proposito di farsi colti. Con dedizione e profitto. Magari in futuro potrebbero anche aprire una rubrica in Curva Sud dedicata alla recensione di opere letterarie a colpi di striscioni. Ho anche in mente un titolo da proporre agli aspiranti critici per la loro nuova rubrica: "il raglio della Sud". Chissà che non seguano letture appassionate di altre opere e autori; che so, Dostoevskij, Kafka, Guy de Maupassant. Potrebbe essere la volta buona, anche per questi noti e ostinati menefreghisti del sapere, generalmente refrattari a ogni tipo di cultura; di lasciarsi contaminare dalla letteratura. Sono sicuro che il mondo accademico, da parte sua, come è solito fare, potrebbe trarre persino  giovamento e interesse dai loro illuminati pareri. Sono convinto che questo manifesto desiderio di scolarizzazione non vada sottovalutato. Potrebbe segnare la nascita di una nicchia di letterati da considerare come nuova avanguardia, antesignana di un genere: la critica a un libro mentre la propria squadra fa, o subisce, un gol sotto l'incrocio dei pali, o un rigore. Un pronunciamento dotto e autorevole, che vada a sostituire gli ormai desueti slogan: "arbitro cornuto", o "forza Roma facci un gol". Un futurismo del tifo, per dirla con parole colte. In attesa delle future recensioni di questa neonata accademia della crusca, non ci resta che chiedere scusa alla mamma di Ciro e invocare la sua più volte dimostrata e forse abusata, pazienza e comprensione: "Li capisca signora, è la loro prima volta come lettori. Vedrà, di libro in libro, cominceranno a capire qualcosa. Intanto lei è già riuscita dove finora avevano fallito scuole, insegnanti e scrittori di tutto il pianeta. Li ha finalmente avvicinati alla lettura". E noi, che li avevamo sempre creduti somari!

pc 8 aprile - I serial killer della polizia USA sempre in azione - serve il nuovo black panther party, serve colpire gli sbirri assassini - proletari comunisti-PCm Italia

Polizia killer, un altro morto. A marzo 111 vittime degli agenti
Usa: polizia killer, un altro morto. A marzo 111 vittime degli agenti
Un altro episodio riporta sulle pagine dei giornali la violenza e il razzismo della polizia statunitense. Un poliziotto bianco è stato arrestato e incriminato per omicidio – il che costituisce già una novità rispetto alla generale impunità di cui godono gli uomini in divisa - questa notte a North Charleston, nella Carolina del Sud: l'agente ha aperto il fuoco senza motivo contro un afroamericano disarmato uccidendolo sul colpo. 
Il poliziotto, Michael Thomas Slager, ha sparato ben otto volte colpendo alla schiena l'uomo che scappava dopo essere stato fermato ad un controllo stradale perché la sua Mercedes aveva un fanalino rotto. Tutta la scena, avvenuta sabato scorso, è stata ripresa in un video che è stato diffuso dal New York Times dopo che un testimone lo aveva inviato al quotidiano impedendo così all’agente di fornire una versione edulcorata e di comodo dei fatti. L'agente 33enne si era giustificato dicendo di 'temere per la sua vita' dopo che l'uomo gli aveva sottratto il taser.
Ma il filmato, girato con uno smartphone, mostra un breve scontro fisico tra l’agente e l’uomo disarmato, e poi quest’ultimo allontanarsi correndo. Poi si vede l’agente che spara diversi colpi contro la vittima, che cade al suolo senza vita.
Le immagini mostrano anche che il poliziotto poi si avvicina al corpo di Scott e lo ammanetta, si allontana verso il punto in cui aveva aperto il fuoco e torna vicino alla vittima posandovi accanto un oggetto, probabilmente il taser.
Nel mandato d'arresto è scritto che il poliziotto «Thomas Slager (...) ha ucciso illegalmente e con premeditazione la vittima». «Ha sparato alla schiena della vittima a più riprese dopo un alterco». Il sindaco della città, Keith Summey, è subito intervenuto con una conferenza stampa dopo l'arresto dell'agente: «Quando si prende una cattiva decisione, poco importa se voi siete là per proteggere la popolazione o se siete un semplice cittadino, dovrete comunque fare i conti con questa cattiva decisione»

Ora l'agente in questione rischia la pena di morte o 30 anni di detenzione anche se c’è da giurare che nei suoi confronti la giuria e il giudice potrebbero dimostrare una comprensione e una tolleranza in genere rifiutati ai normali imputati. La vittima si chiamava Walter Scott ed aveva 50 anni.  Intanto le statistiche parlano chiaro. Secondo l’associazione ThinkProgress, nel solo mese di marzo sono state ben 111 le persone uccise nel corso di conflitti a fuoco con la polizia, 36 in più rispetto al mese precedente. La maggior parte delle persone uccise, dicono i dati, erano afroamericani o soffrivano di disturbi mentali. Si tratta di numeri assai elevati se confrontati ad esempio con il vicino Canada dove il numero delle persone uccise da agenti di polizia in tutto il 2014 ammonta a 14, il che vuol dire ben 78 volte meno che negli Stati Uniti. Inoltre, afferma ThinkProgress, in tutta la Cina nel 2014 le persone uccise da esponenti delle forze di sicurezza sono state 12, nonostante una popolazione di 4 volte e mezzo superiore a quella di Washington. Ma per rimanere al ‘primo mondo’, afferma l’associazione, la polizia statunitense uccide 70 volte in più rispetto a tutti gli altri paesi con un sistema economico e politico paragonabile.

pc 8 aprile - Lavorare nella scuola e nei settori proletari in lotta per il 24 aprile

pc 8 aprile - Errori dei comunisti... Da Pillole comuniste

Vi è sempre una nuova opportunità per i comunisti per rimediare ad errori.
Ma questi vanno individuati e riconosciuti e occorre farlo subito per ricominciare

da Pillole comuniste - 2
15-1-2014