giovedì 24 aprile 2014

pc 24 aprile - Continuano gli sgomberi violenti dei senza casa a Roma... Il moderno fascismo avanza

Mentre il capo del governo Renzi butta fumo negli occhi e paroloni nelle orecchie per stordire le masse con la favoletta degli 80 euro, il moderno fascismo avanza, e Roma con il suo sindaco ne è un esempio. Con gli sgomberi forzati effettuati con poliziotti armati di tutto punto e blindati delle famiglie e i loro bambini, alle proposte di divieto di manifestare, e questo alla vigilia del 25 aprile alla faccia di quella democrazia (borghese) di cui si riempiono tanto la bocca e della (loro) Costituzione sulla quale il sindaco Marino ha giurato! E in particolare nel Primo Municipio di Roma, “quello del centro storico appunto”, tutti i partiti, “dal Pd a Fratelli d’Italia, dai 5 Stelle a la Destra — con la sola eccezione di Sel” hanno “approvato un ordine del giorno presentato dalla lista Marchini, che propone di vietare ai cortei le vie «sensibili» del centro della città.”
Per la borghesia al potere questa Costituzione è da sempre carta straccia e adesso che deve “rimettere i conti a posto” non vuol sentire ragione e mostra ogni giorno di più la faccia più feroce.



dal Manifesto di oggi

Movimenti – Blitz con i blindati in due palazzine. Il I Municipio vota lo stop alle manifestazioni
Ancora sgomberi a Roma, sì a mozione anticortei

Di nuovo uno sgombero, di nuovo i blindati e la celere per portarli via dalle proprie case. A Roma questo è stato il risveglio per centinaia di persone nelle due palazzine occupate a via delle Acacie, nel quartiere di Centocelle, e all’ex Hertz in zona Anagnina. I due stabili, di proprietà del Comune di Roma, erano già stati sgomberati lo scorso 19 marzo, a seguito di un’inchiesta che ha coinvolto 40 persone tra il Comitato popolare di lotta per la casa e gli attivisti dell’Angelo Mai, spazio di produzione culturale assegnato dal Comune a un collettivo di artisti e tutt’ora sotto processo.
A via delle Acacie c’è incredulità: «È un fulmine a ciel sereno, stavamo portando avanti una trattativa con il Comune per una soluzione alternativa ma dignitosa». Le ore passano e mentre le famiglie — nel palazzo abitano anche sessanta bambini — portano fuori le loro cose sotto lo sguardo vigile di un ingente spiegamento di forze dell’ordine, cresce la rabbia ma soprattutto la richiesta di avere risposte sul proprio futuro. A ora di pranzo arriva Nicola Galloro, ex assessore con Veltroni oggi con la delega proprio all’emergenza abitativa, che spiega alle famiglie dove andranno: smembrate tra hotel, abitazioni di periferia (Boccea, Pisana, Ponte Galeria), camping. «La magistratura ha insistito per mandarci via da qua – spiega Silvia del Comitato di occupazione – il Comune sapeva e non ci ha detto nulla. Dicono che c’è il rischio di inquinamento delle prove, a noi sembra di più una persecuzione». «Quando abbiamo chiesto come faremo per le scuole – racconta una mamma – il delegato all’emergenza abitativa ci ha risposto che alla fine dell’anno mancano solo due mesi». A tutti un alloggio di emergenza, o meglio a quasi tutti: sotto indicazione della Digos infatti un alloggio non è stato garantito alle famiglie degli occupanti inquisiti, verso i quali i pm vogliono a tutti i costi delle pesanti misure cautelari: dopo il no del Gip agli arresti per 4 di loro e al foglio di via dal Comune di Roma per altri dieci, il pm ha fatto ricorso e l’udienza si terrà il prossimo 28 aprile. «È una pesante provocazione per avvelenare il clima – dichiarano gli attivisti dell’Angelo Mai giunti in via delle Acacie – Continueremo la nostra campagna perché tutti gli occupanti trovino una casa degna di questo nome e l’Angelo Mai venga dissequestrato. Per questo il 25 aprile saremo a Parco San Sebastiano per una giornata di musica e cultura aperta a tutti».
Sono tornate invece a occupare le famiglie sgomberate la scorsa settimana alla Montagnola. Dopo una settimana di presidio all’esterno dell’ottavo municipio, sono entrate in una scuola in disuso in via di Tor Carbone. Solo l’intervento del presidente del municipio Andrea Catarci ha impedito un nuovo sgombero, permettendo agli occupanti di rientrare dopo che la celere gli aveva messi di nuovo in mezzo a una strada.
Intanto il sindaco Ignazio Marino si è detto possibilista sulla proposta Alfano di chiudere il centro di Roma ai cortei, mentre sono insorti Sel e la Cgil, con il segretario regionale Claudio Di Berardino che ha chiesto di attenersi al protocollo di autoregolamentazione. Ieri il Primo Municipio, quello del centro storico appunto, ha approvato un ordine del giorno presentato dalla lista Marchini, con i voti di tutte le forze politiche — dal Pd a Fratelli d’Italia, dai 5 Stelle a la Destra — con la sola eccezione di Sel che propone di vietare ai cortei le vie «sensibili» del centro della città.

pc 24 aprile - Manifesto nazionale 25 aprile - diffondetelo ovunque!


pc 24 aprile - Verso il primo maggio proletario - con gli operai della logistica in lotta a Trezzo come ovunque


pc 24 aprile - NO TAV la repressione alimenta ribellione e solidarietà - 10 maggio manifestazione - proletari comunisti - PCm Italia aderisce

pc 24 aprile - Prosegue in India la più grande campagna di boicottaggio elettorale del mondo, sviluppando la guerra popolare diretta dal PCI maoista


pc 24 aprile - a Taranto repressione contro lo slai cobas per il sindacato di classe, colpevole di organizzare la lotta dura dei disoccupati e precari


pc 24 aprile - Symposium a Istanbul per il prigionieri politici rivoluzionari -- proletari comunisti PCm Italia aderisce e partecipa

Dall'appello
ESTENDIAMO LA SOLIDARIETA’ 
CON I RIVOLUZIONARI PRIGIONIERI E I PRIGIONIERI POLITICI!

La crisi del sistema imperialista–capitalista, che dal 2008 dagli Stati Uniti si sta diffondendo in misura crescente, continua ancora. Un effetto di questa crisi, che di pari passo si diffonde e approfondisce, è che ovunque nel mondo gli scioperi di resistenza della classe operaia, e gli scioperi generali, i movimenti e le resistenze popolari contro la crescente disoccupazione e povertà si stanno ampiamente diffondendo.
Scaturendo dalla devastazione causata dalla crisi, le resistenze sono cresciute anche negli angoli più remoti del mondo...a resistenza di taksim Gezi Park in Turchia, le rivolte popolari in Brasile e oggi queste resistenze continuano a svilupparsi e a crescere .
Dunque, dal passato al presente, con lo sviluppo della lotta di classe, soprattutto con la nascita e lo sviluppo storico del sistema capitalistico, le carceri sono aumentate e ampliate. La borghesia ricorre a ogni mezzo per impedire con la forza lo sviluppo della classe operaia, lo sviluppo e l'avanzamento delle resistenze dei popoli oppressi.
In molte regioni del mondo il sistema imperialista-capitalista e i loro lacchè locali attaccano e cercano di schiacciare l’evoluzione e sviluppo dei movimenti e ricorrono agli arresti e terrore indiscriminato contro le dinamiche rivoluzionarie che emergono.
Per effetto di questi sviluppi, migliaia di rivoluzionari sono imprigionati sia in paesi dove la lotta è per elementari rivendicazioni democratiche, sia nei paesi in cui si combatte per la liberazione nazionale e sociale.
Nelle carceri di tutto il mondo i prigionieri politici sono sottoposti a torture e tenuti in condizioni sempre peggiori. Centinaia di migliaia di prigionieri politici sono sottoposti a pratiche inumane e pene brutalmente applicate in prigioni di tipo F in Turchia e in Europa, in prigioni di isolamento in India, Messico, Iran, Israele, Brasile, Perù, Afghanistan, Spagna, Italia e Germania. In diversi paesi del mondo migliaia di prigionieri hanno bisogno di un trattamenti medici urgentoi. Solo in Turchia ci sono 400 rivoluzionari e patrioti detenuti che vengono lasciati a morire di cancro, malattie interne e lesioni. Il governo turco ostinatamente e deliberatamente non permette ai detenuti malati neanche di trascorrere gli ultimi giorni della loro vita con le loro famiglie, i detenuti ammalati non sono liberati.
Di fronte a questa realtà sosteniamo le campagne di solidarietà avviate nei diversi continenti del mondo e in Europa. In questo senso  crediamo che la solidarietà con i militanti rivoluzionari in tutte le prigioni in Turchia, India, Stati Uniti, Europa e tutte le prigioni del mondo sia nostro compito. Esigiamo che le condizioni delle carceri in cui sono detenuti i prigionieri rivoluzionari sia migliorata, lottiamo per la liberazione di tutti i prigionieri rivoluzionari, e il rilascio incondizionato dei prigionieri ammalati.
Invitiamo attivamente e partecipare a tutte le attività per la Carceri Simposio Internazionale che si terrà il 25 -26- 27 aprile Istanbul / Turchia.

pc 24 aprile - Dopo il 12 aprile, quali indicazioni del sindacalismo di classe e di massa?

Il 12 aprile c'è stata la prima risposta di massa al governo Renzi e la prima chiara visibile opposizione al jobs act, insieme al proseguimento della lotta per casa, reddito, Notav, Nomuos ecc.
La gravità dell'attacco ai diritti e alle condizioni di vita e di lavoro di lavoratori, precari e disoccupati giustifica pienamente l'assedio di massa al ministero del lavoro, così come l'attacco e la resistenza alle violente cariche poliziesche che il governo Renzi ha scatenato contro la massa dei manifestanti.
Come  sindacalismo di base e di massa dobbiamo ora realmente contribuire a portare i lavoratori
a lottare di più sui posti di lavoro e sul territorio, più occupazioni di strade ed edifici pubblici, più assedi ai ministeri e ai palazzi del potere se vogliamo difendere realmente gli interessi degli operai, lavoratori, precari, disoccupati, senza casa, immigrati ecc.
Da Roma bisogna ripartire per fare meglio, non per tornare indietro 
Serve unità per  il sindacato di classe, il fronte unito dei movimenti di lotta, ma anche la forza e le forme di lotta necessarie per imporre le esigenze popolari
comunicato
slai cobas per il sindacato di classe
coordinamento nazionale
aprile2014

pc 24 aprile - Lanciata oggi alla manifestazione per la Thissenkrupp a Roma, la campagna verso il processo a Taranto a padron Riva

VERSO IL GRANDE PROCESSO CONTRO PADRON RIVA

Quello che si celebra a Taranto nei prossimi mesi è uno dei più grandi processi che ci sia mai stato nel nostro paese contro i padroni assassini e riguarda la più grande fabbrica in Italia, tra l’altro una fabbrica ancora in attività, con una classe operaia ancora tutta al lavoro.
Questo processo si fa in una città abbastanza grande, non “morta” ma viva, sede di numerose altre grandi fabbriche ENI, CEMENTIR, VESTAS, MARCEGAGLIA, NATUZZI,ALENIA, PORTO, ARSENALE tutte anche inquinanti e con morti in fabbrica, tutte oggi attraversate dalla crisi, anche di una delle più grandi basi militari della Nato nel Mediterraneo anch'essa devastante il territorio e inquinante.
Esso sarà di fatto la “madre” di tutti i processi; somiglia a quelli dell’Eternit, della Thyssen, di Marghera, ma è qualcosa di più.
Si tratta quindi di una battaglia nazionale, strategica nella lotta di classe contro il capitale, che tocca il cuore del suo sistema, a partire dalla condizione degli operai e di tutti i cittadini.
La sicurezza e la salute del lavoro è uno degli anelli deboli del sistema imperialista a livello mondiale. E’ questo vale dal Vietnam al Bangladesh, dalla Cina alle fabbriche nelle metropoli imperialiste.
Nella fase di crisi è proprio sulla condizione lavorativa, sulla sicurezza sui posti di lavoro e l’attacco alla salute delle popolazioni vittime dell’inquinamento, che il capitalismo mostra tutta la sua irriformabilità, Il capitalismo che uccide rappresenta il cuore di questo sistema che deve essere abbattuto.

Il processo contro contro padron Riva per i morti sul lavoro e da inquinamento causati dal profitto deve avere quindi la massima attenzione a Taranto come in tutta Italia Noi ci battiamo perchè questo processo dia giustizia e risarcimenti a operai e cittadini , anche se sappiamo bene che questo raramente avviene contro i padroni assassini. Anche altri processi hanno già dimostrato che si può ammazzare e non pagare nulla. Anche quando i padroni vengono condannati, non scontano la pena, non pagano risarcimenti e cercano di mettere in discussione i verdetti quando sono di condanna. I processi ThyssenKrupp e Eternit sono sotto la minaccia di verdetti negativi in Cassazione.
Vogliamo che il processo contro padron Riva non contribuisca tanto a seminare illusioni sulla giustizia e lo Stato del capitale, ma che serva a far maturare consapevolezza attraverso l’esperienza diretta di operai, lavoratori e masse popolari. Nella società o c’è il primato del padrone o il primato degli operai. Ogni cosa in questo sistema di classe è legato ai rapporti di forza.

La Rete nazionale per la sicurezza e salute sui posti di lavoro e sul territorio vuole unire e mobilitare tutte le forze necessarie in questa battaglia. A Taranto si lavora perchè si affermi la strada del “processo popolare”, che viva anche nella forma di costituzione, unitaria e di massa, di operai e cittadini come “parte civile”.
Lavoriamo per portare un reparto selezionato in Tribunale come espressione e rappresentanza dei settori di operai, lavoratori, masse popolari uccise e ammalate. Nel processo contrasteremo a fondo la costituzione di parte civile dei sindacati confederali che da corresponsabili della situazione e complici del padrone vorrebbero ora passare per “vittime”. Non sono solo i padroni che sono sotto accusa in questo processo Ilva ma anche lo Stato,le istituzioni preposte al controllo, i politici di destra e di “sinistra”, le amministrazioni locali, preti, poliziotti, tutti che sono stati e sono al servizio di padron Riva.

La Rete nazionale ha già sostenuto importanti battaglie. In occasione della strage della Thyssenkrupp, ha costruito una grossa manifestazione nazionale e ha presidiato tutte le sedute del processo; così come ha portato il massimo sostegno ai lavoratori, familiari e popolazioni colpite nel processo “Eternit”.
Alcune di queste esperienze vanno portate nel processo a Taranto: la partecipazione organizzata di operai e familiari, la denuncia costante dell’azione dei padroni e delle manovre dei loro avvocati nel processo, la presenza di tutte le forze proletarie nazionali, sindacati di base associazioni del territorio, medici, tecnici giuristi, rls ecc.
La rete nazionale il 19 maggio terrà una assemblea cittadina nella quale lancerà un appello nazionale per il processo che inizia il 19 giugno, proponendo e promuovendo iniziative nazionali condivise.
Sin da ora chiamiamo all'adesione di tutte le forze collettive e individuali disponibili.
Info e materiali

mailinglist
blog http:// bastamortesullavoro.blogspot.com
tel. 347-1102638




pc 24 aprile - Creare organizzare collettivi universitari rivoluzionari in ogni università

pc 24 aprile - Contro il jobs act - contro il governo della precarietà permanente, lotta in ogni posto di lavoro e in ogni città

contro il governo Renzi

Il governo  Renzi è nel solco di Berlusconi, Monti, Letta al servizio dei padroni, della grande finanza, nell'Europa del capitale per proseguire e intensificare nella crisi - e con la collaborazione di tutti i partiti parlamentari e dei sindacati confederali - l'attacco alle condizioni di vita e di lavoro dei proletari e delle masse popolari all'insegna della precarizzazione del lavoro, cancellazione dei diritti. 

Un governo  per reprimere più "velocemente" le lotte dei lavoratori, giovani, disoccupati, senza casa, movimento NOTav, ecc.

Un governo da combattere sui posti di lavoro, nel territorio, nelle piazze, contro ogni illusione elettorale e riformista, sviluppando e rafforzando ora il movimento autonomo di lotta, il sindacato di classe, il fronte unito delle masse popolari.

proletari comunisti - PCm Italia

pcro.red@gmail.com Leggi http://proletaricomunisti.blogspot.com

pc 24 aprile - Verso un 1° maggio proletario - verso un coordinamento nazionale precari - disoccupati


palermo

mercoledì 23 aprile 2014

pc 23 aprile - Pillole comuniste

Il riformismo e il movimentismo piccolo borghese sono come droghe nel movimento operaio, studentesco, popolare.
Danno un benessere temporaneo e in certi casi estasi temporanea, poi o ci si assuefa e si diventa schiavi di essi o si precipita nella depressione, disperazione, nella disgregazione e degrado, nel nostro caso, ideale e politico.
I comunisti servono come alternativa, cura, antidoto, ma ciò richiede che essi ne siano e ne diventino immuni

da Pillole comuniste - 1 -
20-7-2013

pc 23 aprile - I PADRONI VOGLIONO L'ACCIAIO DELL'ILVA, MA GRATIS...

I padroni vogliono l'acciaio dell'Ilva di Taranto ma non vogliono metterci i soldi. 
Sono preoccupati, vedi Marcegaglia, per il fatto che dovrebbero comprare a prezzi più alti dall'estero, ma i loro soldi se li vogliono tenere stretti; vogliono la fabbrica quasi gratis come fu nel '95 per Riva. Vogliono acquistare una quota dell'Ilva mentre chiudono le loro fabbriche e licenziano i loro operai (come sempre Marcegaglia a Milano vuole fare). Figurarsi se questi padroni vorranno metterci i miliardi necessari per il risanamento dell'Ilva.

(Dal Corriere del Mezzogiorno) - "A tre settimane di distanza, la «chiamata alle armi » del gruppo Marcegaglia per salvare l’acciaio italiano dell’Ilva non ha ricevuto risposte....Insomma, ulteriori «chiamate alle armi» a cui, però, non corrispondono risposte e capitali...
Per proseguire nel tentativo di rilancio e di risanamento ambientale dell’Ilva di Taranto occorrono all’incirca 4,5 miliardi... Chi metterà i soldi, visto che agli azionisti — la famiglia Riva — è stata tolta la gestione? Allo stato attuale l’ipotesi più probabile è che i 4,5 miliardi necessari possano essere così reperiti: un terzo attraverso un aumento di capitale; un terzo dalle banche creditrici; l’ulteriore terzo generato dalla stessa Ilva.
Il punto chiave è il primo: le banche creditrici (da Intesa Sanpaolo a UniCredit fino a Banco Popolare), per finanziare l’operazione chiedono chiarezza su chi parteciperà all’aumento di capitale.,,,
Marcegaglia compra da Ilva quasi 1,5 milioni di tonnellate di coils all’anno su un fabbisogno di 4,5 milioni e l’anno scorso, a causa delle difficoltà dello stabilimento tarantino, ha dovuto rinunciare a circa 500 mila tonnellate, acquistate poi da altri partner esteri. Temendo che la situazione possa ripetersi anche nel 2014, a inizio aprile il presidente e ad Antonio Marcegaglia—di concerto con la sorella e vicepresidente Emma, oggi anche numero uno dell’Eni — lanciò dalle colonne del Sole 24 Ore la «chiamata alle armi» per salvare l’acciaio italiano dell’Ilva..."

pc 23 aprile - La Rete nazionale e il Comitato 5 aprile con operai e familiari Thysssenkrupp a Roma


pc 23 aprile - Roma manifestazione contro i padroni assassini per difendere la sentenza ThyssenKrupp


martedì 22 aprile 2014

pc 22 aprile - Dopo il 12 aprile, ci serve irradiare su tutti i posti di lavoro, sui territori, nei movimenti la necessità di porsi all'altezza dello scontro con il governo

.....Certo, ci serve un piano di lotta articolato per richiamare in servizio tutte le anime dell'opposizione; anche se non proprio tutte, è bene che qualche opportunista di troppo, qualche denigratore e liquidatore della prima ora si perda.
Ma soprattutto ci serve irradiare su tutti i posti di lavoro, sui territori, nei movimenti la necessità di porsi all'altezza dello scontro con il governo che “non vuole mediazioni” che non siano la demagogia para-dittatoriale messa in mostra tutti i giorni, mentre non solo ci tolgono le case, ma tolgono, come barbari criminali con l'odioso “decreto Lupi”, luce, acqua a chi occupa, come vile violenza anche razzista verso le masse senza casa che sono molto spesso masse immigrate; o che pretende di ridurre il reddito a chi non ne ha e vuole trasformarci tutti in una massa di precari e disoccupati in lotta tra di noi; che a chi chiede case e lavoro risponde che la “democrazia” è la polizia.
Non è dato a chi lotta realmente, a chi vuole fino in fondo rovesciare il jobs act, il governo e lo Stato, crearsi falsi problemi e immergersi in un autodibattito o in una riflessione fatta spesso di presunti “massimi sistemi” - tanta parte del dibattito su “l'Europa” e “fuori dall'Europa” è aria fritta.
Proletari e masse combattono nell'Europa imperialista contro il governo imperialista italiano al servizio dello “spazio al sole” dei padroni italiani e contro il loro Stato.
E' questo che dobbiamo spazzare via con la lotta di classe, la rivolta proletaria e popolare, la rivoluzione proletaria e socialista nel nostro paese....
dal comunicato nazionale di proletari comunisti  PCm Italia

pc 22 aprile - A Istanbul per i prigionieri politici - adesione e partecipazione di proletari comunisti - PCm Italia

  Istanbul 25-27 aprile Symposium Internazionale su carcere e prigionieri politici

Questo appello è disponibile, oltre che in italiano, in francese, tedesco, turco e inglese.
info a cura della commissione soccorso rosso proletario: pcro.red@gmail.com


APPELLO PER UN SIMPOSIO INTERNAZIONALE SULLE CARCERI
I PRIGIONIERI POLITICI NON SONO SOLI, LOTTIAMO PER LA LORO LIBERTÀ!
LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI E DI GUERRA!
promuovono e partecipano
Confederazione dei lavoratori dalla Turchia in Europa (ATiK), Comitato Internazionale di Solidarietà coi Prigionieri Politici (UPOTUDAK) Federazione dei lavoratori dalla Turchia in Germania (ATiF), Federazione dei lavoratori e giovani dalla in Austria (ATİGF), Federazione dei lavoratori dalla Turchia in Olnada (HTİF), Federazione dei lavoratori dalla Turchia in Svizzera (İTİF), Confederazione dei lavoratori dalla Turchia in Europa – Gioventù di Muova Democrazia (ATiK-YDG), Confederazione dei lavoratori dalla Turchia in Europa – Donne Nuove (AtiK- YK), Confederazione per I Diritti Democratici in Europa (ADHK), Federazione per i Diritti Democratici in Germania, (ADHF) Federazione per i Diritti Democratici in Svizzera (İDHF), Federazione per i Diritti Democratici in Francia (FDHF), Centro Culturale Cento Fiori , Londra (YÇKM), Federazione per i Diritti Democratici in Austria (ADHF), Movimento democratico delle Donne in Europa (ADKH), Movimento democratico dei Giovani in Europa (ADGH), ALINTERI-Europa, Proletariato Rivoluzionario (Devrimci Proleterya) Un Mondo da Vivere (Yaşanacak Dünya), Comitato di Solidarietà coi Prigionieri Politici (AÖTDK), Confederazione degli Oppressi Rifugiati  in Europa (Aveg-KOM), Federazione dei rifugiati in Germana,(AGİF), Associazione dei Lavoratori Rifugiati a Parigi (ACTİT), Associazione dei Lavoratori Rifugiati in Svizzera (İGİF) Collettivo degli Oppressi Rifugiati in Belgio (BEGK) 
Commissione per un Soccorso Rosso Proletario, PCm Italia

pc 22 aprile - Un operaio Ilva Taranto ci scrive: Fiom parte civile? Ben più che "faccia tosta"...

Colgo l'occasione delle feste pasquali per porgervi i miei più sinceri auguri per una serena Pasqua e Pasquetta ringraziarvi per gli aggiornamenti continui che mi mandate

Io credo che "faccia tosta" sia ben altre cose; "faccia tosta" lo dico a mia figlia quando nega di non aver fatto una cosa; "faccia tosta" è quasi simpatico, "faccia tosta" anche come "capatosta", come ostinazione a fare qualcosa, a esprimere le proprie idee, a tenere a bada i complimenti. Sicuro di "faccia tosta" serve nella vita per portare a termine le piccole grandi vittorie, "faccia tosta" è colui che nega ad ogni costo anche di fronte a una disarmante evidenza dei fatti
Credo che voi siete stati fin troppo gentili a definirli tali.

Costoro non possono sostituirsi a coloro che riconoscono la malattia, la malattia è insindacabile perchè riconosciuta dalla corporazioni sanitarie che riconoscono indennità e invalidità; la malattia e insindacabile non
possono così strumentalizzarla; loro hanno piuttosto creato le condizioni di sviluppo di malattie affiancando i capetti e il padrone a suo piacimento. E strafatto affinché venissero messi in dubbio pratiche operative, condizioni di lavoro, e incrementare quel sistema schifoso di clientelismo e servilismo sgomitando!!
Ci tengo a sottolineare che con questo non voglio discriminare, sminuire l'operato di pochi Rappresentanti che cercano di fare qualcosa di buono ma arrivato a questo punto l'unica cosa di buono che rimane da fare e gettare la spugna perché poi tutto viene distrutto dai capi dai vertici sindacali che fanno accordi con l'azienda. Non è umano non si può accettare che loro pensino di poter deviare il nostro pensiero in maniera così subdola, schifosa, richiamare l'attenzione usando la malattia di colleghi e cercando di confondersi nella mischia. Assolutamente no! Siete stati fin troppo buoni a chiamarli "faccia tosta".

Paradossalmente però bisogna stringere forte, eventualmente dare qualche schiaffo in testa durante le udienze al segretario e ai legali di questi subdoli sindacati perché nonostante il loro viscido operato alle loro spalle ci sono sempre uomini e persone che oltre al 730 ancora ci credono.
Grazie ancora e buona Pasqua
Il giorno 19/apr/2014, alle ore 13:53, "cobasta"  aveva scritto:
"ILVA taranto - incredibile faccia tosta dei sindacati confederali - vogliono essere parte civile al processo contro padron Riva di cui sono stati complici per decenni.
Le burocrazie sindacali cgil-fiom locali, il cui comportamento i lavoratori hanno già sanzionato con lo stesso voto RSU; le burocrazie sindacali responsabili per l'isolamento e la successiva espulsione di loro delegati combattivi, Rizzo, Battista, Ranieri ecc., che combattevano in fabbrica per la sicurezza; le burocrazie sindacali sponsorizzate da Vendola presso il faccendiere pro RIVA ARCHINA' come pienamenti affidabili e da farne interlocutore privilegiato; le burocrazie sindacali firmatarie dell'accordo mof che ha provocato la morte di Claudio Marsella; le burocrazie sindacali firmatarie di tutti gli accordi in fabbrica nei periodo di massimo inquinamento e massima insicurezza in fabbrica..., ora pretendono di voler essere parte lesa - quando avrebbero dovuto essere nel processo imputati per concorso...".

pc 22 aprile - Pillole comuniste

Le elezioni nei parlamenti borghesi e negli Enti locali sono in generale il punto più basso della democrazia borghese; soprattutto questo punto basso di coscienza di sè e del sistema in cui vivono lo raggiungono le masse, che in generale contribuiscono, in una commedia degli inganni, ad eleggere gli uomini che le ingannano e fungono da comitato di affari dei loro nemici di classe

da Pillole comuniste - 1 -
8-6-2013