Mentre il capo del governo Renzi butta fumo negli occhi e paroloni
nelle orecchie per stordire le masse con la favoletta degli 80 euro, il moderno fascismo avanza, e
Roma con il suo sindaco ne è un esempio. Con gli sgomberi forzati
effettuati con poliziotti armati di tutto punto e blindati delle
famiglie e i loro bambini, alle proposte di divieto di manifestare, e
questo alla vigilia del 25 aprile alla faccia di quella democrazia
(borghese) di cui si riempiono tanto la bocca e della (loro)
Costituzione sulla quale il sindaco Marino ha giurato! E in
particolare nel Primo Municipio di Roma, “quello del centro storico
appunto”, tutti i partiti, “dal Pd a Fratelli d’Italia, dai 5
Stelle a la Destra — con la sola eccezione di Sel” hanno
“approvato un ordine del giorno presentato dalla lista Marchini,
che propone di vietare ai cortei le vie «sensibili» del centro
della città.”
Per la borghesia al potere questa Costituzione è da sempre carta
straccia e adesso che deve “rimettere i conti a posto” non vuol
sentire ragione e mostra ogni giorno di più la faccia più feroce.
dal Manifesto di oggi
Movimenti – Blitz con i blindati in due palazzine. Il I
Municipio vota lo stop alle manifestazioni
Ancora sgomberi a Roma, sì a mozione anticortei
Di nuovo uno sgombero, di nuovo i blindati e la celere per
portarli via dalle proprie case. A Roma questo è stato il risveglio
per centinaia di persone nelle due palazzine occupate a via delle
Acacie, nel quartiere di Centocelle, e all’ex Hertz in zona
Anagnina. I due stabili, di proprietà del Comune di Roma, erano già
stati sgomberati lo scorso 19 marzo, a seguito di un’inchiesta che
ha coinvolto 40 persone tra il Comitato popolare di lotta per la casa
e gli attivisti dell’Angelo Mai, spazio di produzione culturale
assegnato dal Comune a un collettivo di artisti e tutt’ora sotto
processo.
A via delle Acacie c’è incredulità: «È un fulmine
a ciel sereno, stavamo portando avanti una trattativa con il Comune
per una soluzione alternativa ma dignitosa». Le ore passano e mentre
le famiglie — nel palazzo abitano anche sessanta bambini —
portano fuori le loro cose sotto lo sguardo vigile di un ingente
spiegamento di forze dell’ordine, cresce la rabbia ma soprattutto
la richiesta di avere risposte sul proprio futuro. A ora di pranzo
arriva Nicola Galloro, ex assessore con Veltroni oggi con la delega
proprio all’emergenza abitativa, che spiega alle famiglie dove
andranno: smembrate tra hotel, abitazioni di periferia (Boccea,
Pisana, Ponte Galeria), camping. «La magistratura ha insistito per
mandarci via da qua – spiega Silvia del Comitato di occupazione –
il Comune sapeva e non ci ha detto nulla. Dicono che c’è il
rischio di inquinamento delle prove, a noi sembra di più una
persecuzione». «Quando abbiamo chiesto come faremo per le scuole –
racconta una mamma – il delegato all’emergenza abitativa ci ha
risposto che alla fine dell’anno mancano solo due mesi». A tutti
un alloggio di emergenza, o meglio a quasi tutti: sotto indicazione
della Digos infatti un alloggio non è stato garantito alle famiglie
degli occupanti inquisiti, verso i quali i pm vogliono a tutti i
costi delle pesanti misure cautelari: dopo il no del Gip agli arresti
per 4 di loro e al foglio di via dal Comune di Roma per altri dieci,
il pm ha fatto ricorso e l’udienza si terrà il prossimo 28 aprile.
«È una pesante provocazione per avvelenare il clima – dichiarano
gli attivisti dell’Angelo Mai giunti in via delle Acacie –
Continueremo la nostra campagna perché tutti gli occupanti trovino
una casa degna di questo nome e l’Angelo Mai venga dissequestrato.
Per questo il 25 aprile saremo a Parco San Sebastiano per una
giornata di musica e cultura aperta a tutti».
Sono tornate invece
a occupare le famiglie sgomberate la scorsa settimana alla
Montagnola. Dopo una settimana di presidio all’esterno dell’ottavo
municipio, sono entrate in una scuola in disuso in via di Tor
Carbone. Solo l’intervento del presidente del municipio Andrea
Catarci ha impedito un nuovo sgombero, permettendo agli occupanti di
rientrare dopo che la celere gli aveva messi di nuovo in mezzo a una
strada.
Intanto il sindaco Ignazio Marino si è detto possibilista
sulla proposta Alfano di chiudere il centro di Roma ai cortei, mentre
sono insorti Sel e la Cgil, con il segretario regionale Claudio Di
Berardino che ha chiesto di attenersi al protocollo di
autoregolamentazione. Ieri il Primo Municipio, quello del centro
storico appunto, ha approvato un ordine del giorno presentato dalla
lista Marchini, con i voti di tutte le forze politiche — dal Pd a
Fratelli d’Italia, dai 5 Stelle a la Destra — con la sola
eccezione di Sel che propone di vietare ai cortei le vie «sensibili»
del centro della città.
giovedì 24 aprile 2014
pc 24 aprile - Symposium a Istanbul per il prigionieri politici rivoluzionari -- proletari comunisti PCm Italia aderisce e partecipa
Dall'appello
ESTENDIAMO
LA SOLIDARIETA’
CON I RIVOLUZIONARI PRIGIONIERI E I PRIGIONIERI POLITICI!
CON I RIVOLUZIONARI PRIGIONIERI E I PRIGIONIERI POLITICI!
La
crisi del sistema imperialista–capitalista, che dal 2008 dagli
Stati Uniti si sta diffondendo in misura crescente, continua ancora.
Un effetto di questa crisi, che di pari passo si diffonde e
approfondisce, è che ovunque nel mondo gli scioperi di resistenza
della classe operaia, e gli scioperi generali, i movimenti e le
resistenze popolari contro la crescente disoccupazione e povertà si
stanno ampiamente diffondendo.
Scaturendo
dalla devastazione causata dalla crisi, le resistenze sono cresciute
anche negli angoli più remoti del mondo...a resistenza di taksim Gezi Park in Turchia,
le rivolte popolari in Brasile e oggi queste resistenze continuano a
svilupparsi e a crescere .
Dunque,
dal passato al presente, con lo sviluppo della lotta di classe,
soprattutto con la nascita e lo sviluppo storico del sistema
capitalistico, le carceri sono aumentate e ampliate. La borghesia
ricorre a ogni mezzo per impedire con la forza lo sviluppo della
classe operaia, lo sviluppo e l'avanzamento delle resistenze dei
popoli oppressi.
In
molte regioni del mondo il sistema imperialista-capitalista e i loro
lacchè locali attaccano e cercano di schiacciare l’evoluzione e
sviluppo dei movimenti e ricorrono agli arresti e terrore
indiscriminato contro le dinamiche rivoluzionarie che emergono.
Per effetto di questi sviluppi,
migliaia di rivoluzionari sono imprigionati sia in paesi dove la
lotta è per elementari rivendicazioni democratiche, sia nei paesi in
cui si combatte per la liberazione nazionale e sociale.
Nelle
carceri di tutto il mondo i prigionieri politici sono sottoposti a
torture e tenuti in condizioni sempre peggiori. Centinaia di migliaia
di prigionieri politici sono sottoposti a pratiche inumane e pene
brutalmente applicate in prigioni di tipo F in Turchia e in Europa,
in prigioni di isolamento in India, Messico, Iran, Israele, Brasile,
Perù, Afghanistan, Spagna, Italia e Germania. In diversi paesi del
mondo migliaia di prigionieri hanno bisogno di un trattamenti medici
urgentoi. Solo in Turchia ci sono 400 rivoluzionari e patrioti
detenuti che vengono lasciati a morire di cancro, malattie interne e
lesioni. Il governo turco ostinatamente e deliberatamente non
permette ai detenuti malati neanche di trascorrere gli ultimi giorni
della loro vita con le loro famiglie, i detenuti ammalati non sono
liberati.
Di fronte a questa realtà
sosteniamo le campagne di solidarietà avviate nei
diversi continenti del mondo e in Europa. In questo senso crediamo che la solidarietà con i militanti rivoluzionari
in tutte le prigioni in Turchia, India, Stati Uniti, Europa e tutte
le prigioni del mondo sia nostro compito. Esigiamo che le condizioni
delle carceri in cui sono detenuti i prigionieri rivoluzionari sia
migliorata, lottiamo per la liberazione di tutti i prigionieri
rivoluzionari, e il rilascio incondizionato dei prigionieri ammalati.
Invitiamo attivamente e partecipare a
tutte le attività per la Carceri Simposio Internazionale che si
terrà il 25 -26- 27 aprile Istanbul / Turchia.
pc 24 aprile - Dopo il 12 aprile, quali indicazioni del sindacalismo di classe e di massa?
Il 12 aprile c'è stata la prima
risposta di massa al governo Renzi e la prima chiara visibile
opposizione al jobs act, insieme al proseguimento della lotta
per casa, reddito, Notav, Nomuos ecc.
La gravità dell'attacco ai diritti e alle condizioni di vita e di lavoro di lavoratori, precari e disoccupati giustifica pienamente l'assedio di massa al ministero del lavoro, così come l'attacco e la resistenza alle violente cariche poliziesche che il governo Renzi ha scatenato contro la massa dei manifestanti.
Come sindacalismo di base e di massa dobbiamo ora realmente contribuire a portare i lavoratori a lottare di più sui posti di lavoro e sul territorio, più occupazioni di strade ed edifici pubblici, più assedi ai ministeri e ai palazzi del potere se vogliamo difendere realmente gli interessi degli operai, lavoratori, precari, disoccupati, senza casa, immigrati ecc.
La gravità dell'attacco ai diritti e alle condizioni di vita e di lavoro di lavoratori, precari e disoccupati giustifica pienamente l'assedio di massa al ministero del lavoro, così come l'attacco e la resistenza alle violente cariche poliziesche che il governo Renzi ha scatenato contro la massa dei manifestanti.
Come sindacalismo di base e di massa dobbiamo ora realmente contribuire a portare i lavoratori a lottare di più sui posti di lavoro e sul territorio, più occupazioni di strade ed edifici pubblici, più assedi ai ministeri e ai palazzi del potere se vogliamo difendere realmente gli interessi degli operai, lavoratori, precari, disoccupati, senza casa, immigrati ecc.
Da Roma bisogna ripartire per fare meglio, non per tornare
indietro
Serve unità per il sindacato di classe, il fronte
unito dei movimenti di lotta, ma anche la forza e le forme di
lotta necessarie per imporre le esigenze popolari
comunicato
slai cobas per il sindacato di classe
coordinamento nazionale
slai cobas per il sindacato di classe
coordinamento nazionale
aprile2014
pc 24 aprile - Lanciata oggi alla manifestazione per la Thissenkrupp a Roma, la campagna verso il processo a Taranto a padron Riva
VERSO IL GRANDE PROCESSO CONTRO PADRON RIVA
Quello
che si celebra a Taranto nei prossimi mesi è uno dei più grandi
processi che ci sia mai stato nel nostro paese contro i padroni
assassini e riguarda la più grande fabbrica in Italia, tra l’altro
una fabbrica ancora in attività, con una classe operaia ancora tutta
al lavoro.
Questo
processo si fa in una città abbastanza grande, non “morta” ma
viva, sede di numerose altre grandi fabbriche ENI, CEMENTIR, VESTAS,
MARCEGAGLIA, NATUZZI,ALENIA, PORTO, ARSENALE tutte anche inquinanti
e con morti in fabbrica, tutte oggi attraversate dalla crisi, anche
di una delle più grandi basi militari della Nato nel Mediterraneo
anch'essa devastante il territorio e inquinante.
Esso
sarà di fatto la “madre” di tutti i processi; somiglia a quelli
dell’Eternit, della Thyssen, di Marghera, ma è qualcosa di più.
Si
tratta quindi di una battaglia nazionale, strategica nella lotta di
classe contro il capitale, che tocca il cuore del suo sistema, a
partire dalla condizione degli operai e di tutti i cittadini.
La
sicurezza e la salute del lavoro è uno degli anelli deboli del
sistema imperialista a livello mondiale. E’ questo vale dal Vietnam
al Bangladesh, dalla Cina alle fabbriche nelle metropoli
imperialiste.
Nella
fase di crisi è proprio sulla condizione lavorativa, sulla sicurezza
sui posti di lavoro e l’attacco alla salute delle popolazioni
vittime dell’inquinamento, che il capitalismo mostra tutta la sua
irriformabilità, Il capitalismo che uccide rappresenta il cuore di
questo sistema che deve essere abbattuto.
Il
processo contro contro padron Riva per i morti sul lavoro e da
inquinamento causati dal profitto deve avere quindi la massima
attenzione a Taranto come in tutta Italia Noi ci battiamo perchè
questo processo dia giustizia e risarcimenti a operai e cittadini ,
anche se sappiamo bene che questo raramente avviene contro i padroni
assassini. Anche altri processi hanno già dimostrato che si può
ammazzare e non pagare nulla. Anche quando i padroni vengono
condannati, non scontano la pena, non pagano risarcimenti e cercano
di mettere in discussione i verdetti quando sono di condanna. I
processi ThyssenKrupp e Eternit sono sotto la minaccia di verdetti
negativi in Cassazione.
Vogliamo
che il processo contro padron Riva non contribuisca tanto a seminare
illusioni sulla giustizia e lo Stato del capitale, ma che serva a far
maturare consapevolezza attraverso l’esperienza diretta di operai,
lavoratori e masse popolari. Nella società o c’è il primato del
padrone o il primato degli operai. Ogni cosa in questo sistema di
classe è legato ai rapporti di forza.
La
Rete nazionale per la sicurezza e salute sui posti di lavoro e sul
territorio vuole unire e mobilitare tutte le forze necessarie in
questa battaglia. A Taranto si lavora perchè si affermi la strada
del “processo popolare”, che viva anche nella forma di
costituzione, unitaria e di massa, di operai e cittadini come “parte
civile”.
Lavoriamo
per portare un reparto selezionato in Tribunale come espressione e
rappresentanza dei settori di operai, lavoratori, masse popolari
uccise e ammalate. Nel processo contrasteremo a fondo la costituzione
di parte civile dei sindacati confederali che da corresponsabili
della situazione e complici del padrone vorrebbero ora passare per
“vittime”. Non sono solo i padroni che sono sotto accusa in
questo processo Ilva ma anche lo Stato,le istituzioni preposte al
controllo, i politici di destra e di “sinistra”, le
amministrazioni locali, preti, poliziotti, tutti che sono stati e
sono al servizio di padron Riva.
La
Rete nazionale ha già sostenuto importanti battaglie. In occasione
della strage della Thyssenkrupp, ha costruito una grossa
manifestazione nazionale e ha presidiato tutte le sedute del
processo; così come ha portato il massimo sostegno ai lavoratori,
familiari e popolazioni colpite nel processo “Eternit”.
Alcune
di queste esperienze vanno portate nel processo a Taranto: la
partecipazione organizzata di operai e familiari, la denuncia
costante dell’azione dei padroni e delle manovre dei loro avvocati
nel processo, la presenza di tutte le forze proletarie nazionali,
sindacati di base associazioni del territorio, medici, tecnici
giuristi, rls ecc.
La
rete nazionale il 19 maggio terrà una assemblea cittadina nella
quale lancerà un appello nazionale per il processo che inizia il 19
giugno, proponendo e promuovendo iniziative nazionali condivise.
Sin
da ora chiamiamo all'adesione di tutte le forze collettive e
individuali disponibili.
Info
e materiali
mailinglist
blog
http:// bastamortesullavoro.blogspot.com
tel.
347-1102638
pc 24 aprile - Contro il jobs act - contro il governo della precarietà permanente, lotta in ogni posto di lavoro e in ogni città
contro il governo Renzi
Il governo Renzi è nel solco di Berlusconi, Monti, Letta al servizio dei padroni, della grande finanza, nell'Europa del capitale per proseguire e intensificare nella crisi - e con la collaborazione di tutti i partiti parlamentari e dei sindacati confederali - l'attacco alle condizioni di vita e di lavoro dei proletari e delle masse popolari all'insegna della precarizzazione del lavoro, cancellazione dei diritti.
Un governo per reprimere più "velocemente" le lotte dei lavoratori, giovani, disoccupati, senza casa, movimento NOTav, ecc.
Un governo da combattere sui posti di lavoro, nel territorio, nelle piazze, contro ogni illusione elettorale e riformista, sviluppando e rafforzando ora il movimento autonomo di lotta, il sindacato di classe, il fronte unito delle masse popolari.
proletari comunisti - PCm Italia
pcro.red@gmail.com Leggi http://proletaricomunisti.blogspot.com
mercoledì 23 aprile 2014
pc 23 aprile - Pillole comuniste
Il riformismo e il movimentismo piccolo borghese sono come droghe nel movimento operaio, studentesco, popolare.
Danno un benessere temporaneo e in certi casi estasi temporanea, poi o ci si assuefa e si diventa schiavi di essi o si precipita nella depressione, disperazione, nella disgregazione e degrado, nel nostro caso, ideale e politico.
I comunisti servono come alternativa, cura, antidoto, ma ciò richiede che essi ne siano e ne diventino immuni
da Pillole comuniste - 1 -
20-7-2013
Danno un benessere temporaneo e in certi casi estasi temporanea, poi o ci si assuefa e si diventa schiavi di essi o si precipita nella depressione, disperazione, nella disgregazione e degrado, nel nostro caso, ideale e politico.
I comunisti servono come alternativa, cura, antidoto, ma ciò richiede che essi ne siano e ne diventino immuni
da Pillole comuniste - 1 -
20-7-2013
pc 23 aprile - I PADRONI VOGLIONO L'ACCIAIO DELL'ILVA, MA GRATIS...
I
padroni vogliono l'acciaio dell'Ilva di Taranto ma non vogliono
metterci i soldi.
Sono preoccupati, vedi Marcegaglia, per il fatto che dovrebbero comprare a prezzi più alti dall'estero, ma i loro soldi se li vogliono tenere stretti; vogliono la fabbrica quasi gratis come fu nel '95 per Riva. Vogliono acquistare una quota dell'Ilva mentre chiudono le loro fabbriche e licenziano i loro operai (come sempre Marcegaglia a Milano vuole fare). Figurarsi se questi padroni vorranno metterci i miliardi necessari per il risanamento dell'Ilva.
Sono preoccupati, vedi Marcegaglia, per il fatto che dovrebbero comprare a prezzi più alti dall'estero, ma i loro soldi se li vogliono tenere stretti; vogliono la fabbrica quasi gratis come fu nel '95 per Riva. Vogliono acquistare una quota dell'Ilva mentre chiudono le loro fabbriche e licenziano i loro operai (come sempre Marcegaglia a Milano vuole fare). Figurarsi se questi padroni vorranno metterci i miliardi necessari per il risanamento dell'Ilva.
(Dal
Corriere del Mezzogiorno) - "A tre settimane di distanza, la
«chiamata alle armi » del gruppo Marcegaglia per salvare l’acciaio
italiano dell’Ilva non ha ricevuto risposte....Insomma, ulteriori
«chiamate alle armi» a cui, però, non corrispondono risposte e
capitali...
Per
proseguire nel tentativo di rilancio e di risanamento ambientale
dell’Ilva di Taranto occorrono all’incirca 4,5 miliardi... Chi
metterà i soldi, visto che agli azionisti — la famiglia Riva — è
stata tolta la gestione? Allo stato attuale l’ipotesi più
probabile è che i 4,5 miliardi necessari possano essere così
reperiti: un terzo attraverso un aumento di capitale; un terzo dalle
banche creditrici; l’ulteriore terzo generato dalla stessa Ilva.
Il
punto chiave è il primo: le banche creditrici (da Intesa
Sanpaolo a UniCredit fino a Banco Popolare), per finanziare
l’operazione chiedono chiarezza su chi parteciperà all’aumento
di capitale.,,,
Marcegaglia
compra da Ilva quasi 1,5 milioni di tonnellate di coils all’anno su
un fabbisogno di 4,5 milioni e l’anno scorso, a causa delle
difficoltà dello stabilimento tarantino, ha dovuto rinunciare a
circa 500 mila tonnellate, acquistate poi da altri partner esteri.
Temendo che la situazione possa ripetersi anche nel 2014, a inizio
aprile il presidente e ad Antonio Marcegaglia—di concerto con la
sorella e vicepresidente Emma, oggi anche numero uno dell’Eni —
lanciò dalle colonne del Sole 24 Ore la «chiamata alle armi» per
salvare l’acciaio italiano dell’Ilva..."
martedì 22 aprile 2014
pc 22 aprile - Dopo il 12 aprile, ci serve irradiare su tutti i posti di lavoro, sui territori, nei movimenti la necessità di porsi all'altezza dello scontro con il governo
.....Certo, ci serve un piano di lotta
articolato per richiamare in servizio tutte le anime
dell'opposizione; anche se non proprio tutte, è bene che qualche
opportunista di troppo, qualche denigratore e liquidatore della prima
ora si perda.
Ma soprattutto ci serve irradiare su
tutti i posti di lavoro, sui territori, nei movimenti la necessità
di porsi all'altezza dello scontro con il governo che “non vuole
mediazioni” che non siano la demagogia para-dittatoriale messa in
mostra tutti i giorni, mentre non solo ci tolgono le case, ma
tolgono, come barbari criminali con l'odioso “decreto Lupi”,
luce, acqua a chi occupa, come vile violenza anche razzista verso le
masse senza casa che sono molto spesso masse immigrate; o che
pretende di ridurre il reddito a chi non ne ha e vuole trasformarci
tutti in una massa di precari e disoccupati in lotta tra di noi; che
a chi chiede case e lavoro risponde che la “democrazia” è la
polizia.
Non è dato a chi lotta realmente, a
chi vuole fino in fondo rovesciare il jobs act, il governo e lo
Stato, crearsi falsi problemi e immergersi in un autodibattito o in
una riflessione fatta spesso di presunti “massimi sistemi” -
tanta parte del dibattito su “l'Europa” e “fuori dall'Europa”
è aria fritta.
Proletari e masse combattono
nell'Europa imperialista contro il governo imperialista italiano al
servizio dello “spazio al sole” dei padroni italiani e contro il
loro Stato.
E' questo che dobbiamo spazzare via con
la lotta di classe, la rivolta proletaria e popolare, la rivoluzione
proletaria e socialista nel nostro paese....
dal comunicato nazionale di proletari comunisti PCm Italia
pc 22 aprile - A Istanbul per i prigionieri politici - adesione e partecipazione di proletari comunisti - PCm Italia
Istanbul 25-27 aprile Symposium Internazionale su carcere e prigionieri politici
Questo appello è disponibile, oltre che in italiano, in francese, tedesco, turco e inglese.
info a cura della commissione soccorso rosso proletario: pcro.red@gmail.com
promuovono e partecipano
info a cura della commissione soccorso rosso proletario: pcro.red@gmail.com
APPELLO PER UN SIMPOSIO INTERNAZIONALE SULLE CARCERI
I PRIGIONIERI POLITICI NON SONO SOLI, LOTTIAMO PER LA LORO
LIBERTÀ!
LIBERTÀ PER TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI E DI GUERRA!
Confederazione dei lavoratori dalla
Turchia in Europa (ATiK), Comitato Internazionale di Solidarietà coi
Prigionieri Politici (UPOTUDAK) Federazione dei lavoratori dalla Turchia in
Germania (ATiF), Federazione dei lavoratori e giovani dalla in Austria (ATİGF),
Federazione dei lavoratori dalla Turchia in Olnada (HTİF), Federazione dei
lavoratori dalla Turchia in Svizzera (İTİF), Confederazione dei lavoratori
dalla Turchia in Europa – Gioventù di Muova Democrazia (ATiK-YDG), Confederazione
dei lavoratori dalla Turchia in Europa – Donne Nuove (AtiK- YK), Confederazione
per I Diritti Democratici in Europa (ADHK), Federazione per i Diritti
Democratici in Germania, (ADHF) Federazione per i Diritti Democratici in
Svizzera (İDHF), Federazione per i Diritti Democratici in Francia (FDHF), Centro
Culturale Cento Fiori , Londra (YÇKM), Federazione per i Diritti Democratici in
Austria (ADHF), Movimento democratico delle Donne in Europa (ADKH), Movimento
democratico dei Giovani in Europa (ADGH), ALINTERI-Europa, Proletariato
Rivoluzionario (Devrimci Proleterya) Un Mondo da Vivere (Yaşanacak Dünya), Comitato
di Solidarietà coi Prigionieri Politici (AÖTDK), Confederazione degli Oppressi
Rifugiati in Europa (Aveg-KOM), Federazione
dei rifugiati in Germana,(AGİF), Associazione dei Lavoratori Rifugiati a Parigi
(ACTİT), Associazione dei Lavoratori Rifugiati in Svizzera (İGİF) Collettivo degli
Oppressi Rifugiati in Belgio (BEGK)
Commissione per un Soccorso Rosso
Proletario, PCm Italia
pc 22 aprile - Un operaio Ilva Taranto ci scrive: Fiom parte civile? Ben più che "faccia tosta"...
Colgo l'occasione delle feste pasquali per porgervi i miei più sinceri auguri per una serena Pasqua e Pasquetta ringraziarvi per gli aggiornamenti continui che mi mandate
Io credo che "faccia tosta" sia ben altre cose; "faccia tosta" lo dico a mia figlia quando nega di non aver fatto una cosa; "faccia tosta" è quasi simpatico, "faccia tosta" anche come "capatosta", come ostinazione a fare qualcosa, a esprimere le proprie idee, a tenere a bada i complimenti. Sicuro di "faccia tosta" serve nella vita per portare a termine le piccole grandi vittorie, "faccia tosta" è colui che nega ad ogni costo anche di fronte a una disarmante evidenza dei fatti Credo che voi siete stati fin troppo gentili a definirli tali. Costoro non possono sostituirsi a coloro che riconoscono la malattia, la malattia è insindacabile perchè riconosciuta dalla corporazioni sanitarie che riconoscono indennità e invalidità; la malattia e insindacabile non possono così strumentalizzarla; loro hanno piuttosto creato le condizioni di sviluppo di malattie affiancando i capetti e il padrone a suo piacimento. E strafatto affinché venissero messi in dubbio pratiche operative, condizioni di lavoro, e incrementare quel sistema schifoso di clientelismo e servilismo sgomitando!! Ci tengo a sottolineare che con questo non voglio discriminare, sminuire l'operato di pochi Rappresentanti che cercano di fare qualcosa di buono ma arrivato a questo punto l'unica cosa di buono che rimane da fare e gettare la spugna perché poi tutto viene distrutto dai capi dai vertici sindacali che fanno accordi con l'azienda. Non è umano non si può accettare che loro pensino di poter deviare il nostro pensiero in maniera così subdola, schifosa, richiamare l'attenzione usando la malattia di colleghi e cercando di confondersi nella mischia. Assolutamente no! Siete stati fin troppo buoni a chiamarli "faccia tosta".
Paradossalmente però bisogna stringere forte, eventualmente dare qualche schiaffo in testa durante le udienze al segretario e ai legali di questi subdoli sindacati perché nonostante il loro viscido operato alle loro spalle ci sono sempre uomini e persone che oltre al 730 ancora ci credono.
Grazie ancora e buona Pasqua
Il giorno 19/apr/2014, alle ore 13:53, "cobasta" aveva scritto:
"ILVA
taranto - incredibile faccia tosta dei sindacati confederali - vogliono
essere parte civile al processo contro padron Riva di cui sono stati
complici per decenni.Le burocrazie sindacali cgil-fiom locali, il cui comportamento i lavoratori hanno già sanzionato con lo stesso voto RSU; le burocrazie sindacali responsabili per l'isolamento e la successiva espulsione di loro delegati combattivi, Rizzo, Battista, Ranieri ecc., che combattevano in fabbrica per la sicurezza; le burocrazie sindacali sponsorizzate da Vendola presso il faccendiere pro RIVA ARCHINA' come pienamenti affidabili e da farne interlocutore privilegiato; le burocrazie sindacali firmatarie dell'accordo mof che ha provocato la morte di Claudio Marsella; le burocrazie sindacali firmatarie di tutti gli accordi in fabbrica nei periodo di massimo inquinamento e massima insicurezza in fabbrica..., ora pretendono di voler essere parte lesa - quando avrebbero dovuto essere nel processo imputati per concorso...".
pc 22 aprile - Pillole comuniste
Le elezioni nei parlamenti borghesi e negli Enti locali sono in generale il punto più basso della democrazia borghese; soprattutto questo punto basso di coscienza di sè e del sistema in cui vivono lo raggiungono le masse, che in generale contribuiscono, in una commedia degli inganni, ad eleggere gli uomini che le ingannano e fungono da comitato di affari dei loro nemici di classe
da Pillole comuniste - 1 -
8-6-2013
da Pillole comuniste - 1 -
8-6-2013
Iscriviti a:
Post (Atom)





_002.jpg)






