La nomina dei sottosegretari ha messo ulteriormente in luce di quale tipo di governicchio hanno messo su Napolitano e i suoi fidi scudieri PD-PDL-Monti.
Parole alate sul bene del paese per coprire i sordidi interessi della casta politica vecchia e nuova che compongono il Paese, con buona pace di quei tanti proletari e masse popolari che hanno detto: "andassero tutti a casa".
Ma con i sottosegretari in alcuni casi siamo oltre la decenza con un vero insulto, anche alle stesse istituzioni.
Così si trova una disgustosa valletta del cavaliere, Biancofiore che diventa sottosegretaria prima alle 'Pari opportunità' e poi, a fronte di dichiarazioni da mezza calzetta omofoba, trasferita alla Pubblica Amministrazione
Poi vediamo nominato il redivivo Miccichè ripescato che saluta il ripescaggio con tanto di elogio pubblico di Berlusconi, Dell'Ultri, Lombardo - uno spudorato 'baciamo le mani' di stampo mafioso... e l'elenco potrebbe continuare.
Come può un governo composto in questo modo e da questa gente fare qualcosa che non sia nell'esclusivo interesse dei padroni, di Berlusconi e di tutta la feccia affaristico corrotta che lo circonda?
E' solo fuori e contro questo parlamento che è possibile una lotta politica dignitosa e rispettosa non solo degli interessi delle masse, ma anche del cosiddetto 'bene del paese'.
Oggi il tribunale di Vicenza ha condannato 30
attivisti del Movimento contro la base militare USA a 5 mesi di
reclusione per i fatti del 16 gennaio 2008. Domani corteo contro
l’inaugurazione della base militare di Washington.
Entrarono negli uffici della prefettura di Vicenza il 16
gennaio del 2008. Un folto gruppo di aderenti al movimento No Dal Molin
erano entrati in prefettura respingendo un poliziotto e forzando una
porta, per poi incatenarsi alle scale del palazzo. Per questo oggi
trenta attivisti e simpatizzanti del movimento che da anni lotta contro
la realizzazione di una nuova base Usa nella città veneta, sono stati
condannati a pene comprese fra 4 e 5 mesi di reclusione. A tutti la
corte ha riconosciuto almeno l'attenuante di aver agito per motivi di
valore morale o sociale. Oltre alla pena detentiva - emessa con
sospensione condizionale - i condannati dovranno anche sostenere le
spese processuali, nonché rimborsare all’agente Cardillo 3.000 euro per
la rottura di due paia d’occhiali (!).
La sentenza letta dal giudice
Michela Rizzi é arrivata dopo oltre due ore di camera di consiglio ed é
stata accolta dalle urla – ‘Vergogna, vergogna’ – di disapprovazione
degli imputati e di altri simpatizzanti del movimento.
Il pubblico ministero Paolo Pecori - che nelle sue arringhe ha tentato
di dimostrare il carattere violento delle iniziative sostenendo che di
fronte all’imposizione della nuova base l’unico diritto dei cittadini
era quello di rassegnarsi - è uscito dall’aula scortato dai Carabinieri e
inseguito dagli attivisti che urlavano slogan.
''Si
tratta di una sentenza vergognosa - commenta il movimento in un
comunicato - che criminalizza chi con passione difende la propria terra
mentre le decine di esposti sul cantiere statunitense sono stati
insabbiati dalla stessa Procura. Cinque mesi di reclusione per essersi
incatenati a una scala, mentre l'esercito statunitense, sempre più corpo
estraneo alla città, va in giro per il mondo a scatenare guerre e, a
Vicenza, ha prodotto danni gravissimi al sistema idrogeologico''. Contro
la sentenza emessa oggi gli avvocati dei No Dal Molin hanno annunciato
che ricorreranno in appello. ''Ma la miglior risposta é continuare a
difendere la terra dalla militarizzazione: per questo sabato 4 maggio -
annuncia ancora il movimento - daremo vita a un nuovo corteo
(concentramento ore 10.00 Piazzale della Stazione) che, lungo il suo
percorso, passerà anche sotto il tribunale di Vicenza''. La
manifestazione di domani è stata confermata dal movimento nonostante
l’annullamento dell’open day da parte dei militari statunitensi che
hanno improvvisamente revocato l’apertura al pubblico della loro enorme
base militare, temendo possibili azioni di contestazione da parte di
“pochi facinorosi”, come ha affermato in un’intervista il colonnello
Buckingam.
Intanto decine di nuove denunce hanno raggiungo
altrettanti attivisti vicentini per iniziativa di lotta che risalgono a 3
o 4 anni fa.
