sabato 15 maggio 2010

pc quotid 16-17 maggio La Tavola della "Pace" apparecchiata per borghesia imperialista


Ma quale pacifismo, ma quale non violenza, la Tavola della "Pace" del pd Lotti è sempre più la copertura dei crimini imperialisti dei governi italiani.
A benedire la Marcia per la pace Perugia-Assisi del 16 maggio c'è stato l'incontro tra i rappresentanti della Tavola col generale Camporini, capo di Stato maggiore della
Difesa. "L'incontro di oggi, il primo di questo genere, è importante per la nostra democrazia", ha detto il coordinatore Flavio Lotti e il generale gli ha ribattuto che "i problemi si possono risolvere solo integrando le capacità di forze armate e pacifisti" e poi, del resto, «Non c'è pacifista più pacifista dei militari» (il manifesto 2.05.2010)!
E' lo stesso coordinatore che durante il sequestro dei volontari di Emergency si preoccupò della "credibilità" dell'occupazione imperialista italiana in Afghanistan chiedendo a questo governo di riaprire l'ospedale di Emergency e liberare i volontari ("obiettivi che deve assumere il governo italiano per ridare un minino di credibilità alla nostra presenza in Afghanistan").
E' una "credibilità" buona per i falsi pacifisti della Tavola della Pace.
Noi che abbiamo davanti agli occhi i massacri di civili, le vite spezzate dei bambini afghani, la nuova Abu Ghraib del carcere di Parwan stiamo dalla parte della resistenza popolare afgana.

prolcomra@gmail.com

pc quotid 16-17 maggio Il moderno Minculpop

Il governo vuole chiudere Internet com'è adesso per dare voce solo a sè stesso.
Il ministro Maroni ci aveva provato subito dopo l'aggressione al capo del governo di dicembre. Entusiasta di questa scelta si erano dichiarati subito Schifani e Fede. Ma troppa opposizione al progetto, basta fare passare un pò di tempo. Il tempo, infatti, è servito a Maroni per preparare un emendamento al decreto sulle intercettazioni che commina multe fino a 12 mila euro per le mancate rettifiche e un codice di "autoregolamentazione" dei provider dei siti web per evitare che l' uso "malevolo" della circolazione del libero pensiero si trasformi in una minaccia per l'ordine pubblico!
In contemporanea, i giornali borghesi fanno sapere di un prossimo "sbarco" su Facebook di Berlusconi. Come sta usando la tv in senso propagandistico per creare consenso, così farà con l'uso di Internet per parlare direttamente al "popolo".
E' fantapolitica pensare che possa usare la rete per raccogliere firme virtuali per cambiare la Costituzione?

prolcomra@gmail.com
15/05/2010

pc quotidiano 15 maggio -torino repressione e menzogne de 'la stampa'

QUALE GIORNALISMO?

Torino, venerdì 14 maggio, ore 16:00: mentre continua l'esposizione dello "straccetto sporco" del 1300, un gruppo di una ventina di compagni anarchici cerca di appendere - alle Porte Palatine, nelle vicinanze del duomo - uno striscione nero con la scritta "Tutti liberi"; il riferimento è all'arresto, nei giorni scorsi, di sette compagni per gli scontri che hanno preceduto lo sgombero del centro sociale Lostile di corso Vercelli 32.

Subito intervengono decine di rappresentanti delle "forze dell'ordine", decisi a salvaguardare i "poveri" pellegrini dal conoscere l'ennesima prevaricazione da parte delle "divise blu" contro gli occupanti di spazi pubblici inutilizzati da decenni: nasce un parapiglia al termine del quale due compagni vengono fermati e denunciati per "resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale".

Ovviamente il giorno dopo l'articolo che "La busjarda" dedica all'avvenuto è affidato alla penna di quell'ignobile scribacchino che risponde al nome di Massimo Numa: ci pare inutile soffermarci a spiegare il taglio del pezzo, come al solito vergognosamente dalla parte del potere costituito.

Il signor Numa non fa affatto un buon servizio al giornalismo: non è come pretende di fare lui che avvicina la gente alla lettura dei quotidiani; ma forse questo non interessa né al suo editore né tanto meno a lui.

Torino, 15 maggio 2010



Stefano Ghio - Proletari Comunisti Torino

pc quotidiano 15 maggio corteo antifascista a milano per il 22 maggio

22 Maggio, Corteo da Piazza 24 Maggio
By Anonimo
Published: 15/05/2010 - 15:28
autore: MilanoAntifascistaAntirazzista
La Milano Antifascista in mobilitazione permanente
contro il corteo di Forza nuova il 22 Maggio 2010
Fuori fascisti e razzisti dalle nostre città!!
Nel mese di maggio diverse forze di matrice nazi-fascista hanno previsto una serie di iniziative a
Milano. Le loro idee sono vecchie, gli slogan sempre uguali: un misto di nazional-socialismo e
populismo che non risponde alla precarietà dilagante, che non impensierisce certo le banche, ma
fomenta razzismo e odio, alimentando guerre fra poveri per annullare il conflitto sociale e la
solidarietà.
La Milano Antifascista e Antirazzista ha risposto con diverse mobilitazione, passando per il 25 aprile,
l'1-2 maggio, attraversando i quartieri della città.
I quartieri meticci sono antifascisti perché attraversati da lotte per riconquistare diritti, libertà e
dignità, lotte solidali e antirazziste. L’azione territoriale nei quartieri è un lavoro che continueremo a
mettere in campo da San Siro a Via Padova, da Quarto Oggiaro a Ticinese, con molte iniziative che
ogni realtà sociale costruirà nei propri territori. Un percorso di mobilitazione e denuncia che passerà
anche per il centro della città, a partire da martedì in Prefettura, e giovedì in Piazza Fontana.
La Milano Antifascista e Antirazzista non permetterà che la storia si ripeta, non permetterà che,
grazie a connivenze o compiacenze delle istituzioni, si lasci spazio ai nazi-fascisti e rigurgiti del
ventennio che si proclamano avversari delle banche, ma sono invece utili idioti ad uso del potere.
Così ci insegna anche la storia di Piazza Fontana, luogo simbolo della violenza fascista (e di Stato) e
delle stragi nere, in cui i nazi-fascisti hanno addirittura annunciato di voler passare.
Non accetteremo nessun corteo di Forza Nuova per le nostre città! Perciò il 22 maggio la Milano che
ama la libertà e rifiuta il fascismo e il razzismo sarà in Piazza XXIV Maggio dalle 14.00, per un corteo
e una mobilitazione di lotta, un momento in cui concretamente far vivere l'antifascismo dentro a
piazze e strade della città attraverso racconti, cultura e musica.
INIZIATIVE:
1 / 2
martedì 18 maggio, ore 18.00 PRESIDIO IN PREFETTURA
martedì 18 maggio, ore 21.00 ASSEMBLEA CITTADINA in Transiti
giovedì 20 maggio, ore 11.00 CONFERENZA STAMPA davanti alla Banca dell’Agricoltura in Piazza
Fontana
sabato 22 maggio, la mattina e la sera attraverseremo la piazza di Via Padova, piazza antirazzista e
dunque antifascista.
sabato 22 maggio, ore 14.00 CONCENTRAMENTO in Piazza XXIV Maggio per un corteo e una
mobilitazione cittadina, per riprendersi la città con la lotta, la musica, la cultura.
2 / 2

pc quotid 15 maggio- milano storie di ordinario razzismo poliziesco

CARCIOFI E MANGANELLI

Sabato 15 maggio 2010.
Questa mattina al mercato di Lambrate di via Valvassori Peroni si è assistito all’ennesimo episodio di aggressione e prepotenza da parte della polizia locale di Milano.
I fatti: ormai da diversi sabati veri e propri blitz di agenti armati, dapprima in borghese oggi invece in divisa, sequestrano agli ambulanti immigrati, sprovvisti dei permessi di vendita, le loro mercanzie per poi portarli in Questura; irrompono tra la gente travolgendo i passanti, identificano chi si indigna e protesta.
Oggi per l’appunto, è stato fermato un gruppo di compagni che era lì proprio per raccontare alla gente quanto sta accadendo, con un volantino e una mostra che allargavano la riflessione anche alla condizione generale degli immigrati nei CIE (Centri Identificazione e Espulsione: Lager per Immigrati). Nel tentativo di protesta verso un paio di agenti che requisivano cassette di verdura, sono stati affrontati con la forza, inseguiti e spinti nelle volanti. Anche questa volta le persone che hanno assistito si sono fermate, borse della spesa alla mano, per opporsi a quell’azione brutale e qualcuno è intervenuto direttamente a sostegno dell’iniziativa dei compagni e scattando fotografie. Ciò ha impedito un sicuro arresto ma in cinque sono stati identificati. A quel punto numerosi frequentatori del mercato hanno offerto i propri contatti e testimonianze (chiunque abbia ulteriori foto o ci voglia contattare trova i riferimenti a fondo pagina).
Ovviamente la cronaca di questi ultimi sabati è una conseguenza della politica securitaria del Comune di Milano, in particolare del vice sindaco De Corato che sabato scorso ha sfilato con il suo codazzo di guardie tra le bancarelle di via Valvassori Peroni per legittimare le retate contro gli immigrati come “giusta pratica della politica della sicurezza”.
Invitiamo tutti e tutte a venire al mercato di Lambrate sabato 22 maggio perché la presenza e solidarietà di molti sul territorio possa impedire il ripetersi di tali angherie.

Non tutti chinano la testa, anche chi la china non la china sempre. Nessuna tregua ai razzisti!

Panetteria Occupata
Via Conte Rosso 20

pc quotidiano 15 maggio le guerre popolari in filippine e india si stringono la mano

pc quotidiano 15 maggio - esce maoist road in italiano



Esce in questa settimana in italiano per la diffusione la vendita, la discussione
la nuova rivista internazionale marxista-leninista-maoista realizzata con la cooperazione di partiti e organizzazioni di diversi paesi.
Il primo numero è interamente dedicato al meeting internazionale tenutosi a Parigi
il 30-31 gennaio.
Non è disponibile per ora in internet, per richiederla bisogna scrivere a ro.red@libero.it

pc quotid 15 maggio MARIARCA: DOLORE PER UNA MORTE INUTILE

Non siamo cinici. Come comunisti ogni morte di un lavoratore, di una donna, comunque sia accaduta, causata da questo sistema capitalista, da questo Stato assassino che salvaguarda i profitti capitalistici, il mantenimento e l'aumento delle ricchezze di un pugno di persone, scaricando la crisi sui lavoratori e le lavoratrici, un sistema economico/politico che permette fiumi di milioni di euro, legali e non, per ministri, imprenditori, politici, loro amici mentre taglia servizi esenziali, la sanità e nega anche il diritto del salario a chi lavora, è una ingiustizia enorme che grida la giustizia del rovesciamento rivoluzionario di questo sistema; è una pesantissima pietra che deve ricadere sui responsabili di queste morti.

Ma per questo, e proprio per questo, non possiamo unirci oggi ai pianti e ai lamenti per la morte di Mariarca a Napoli che per tre giorni si è dissanguata per protestare contro l'Asl che negava lo stipendio.
Dobbiamo dire che è una morte inutile e sbagliata. Una morte brutta, segnale di una perdita in parte del movimento dei lavoratori dei principi della lotta di classe, di vedersi come classe; un segnale negativo di sfiducia e di oggettiva contrapposizione alla lotta collettiva - è sbagliato dire, come diceva Mariarca, che “la situazione è grave: non basta più bloccare le strade...”.

E' il frutto della mancanza di sindacati che si comportino come tali, di un partito dei lavoratori. Senza questi strumenti i lavoratori hanno perso i riferimenti collettivi e la dignità di essere una forza organizzata. Così ognuno, o ogni gruppo di lavoratori si inventa la “sua” protesta individuale. Di fatto però accettando e rientrando, volente o no, nei falsi e interessati canoni di questo stesso sistema da “Grande fratello”.

Così sempre più oggi vi sono operai, lavoratori che pensano che la lotta che vale non è la lotta che blocca la produzione nelle fabbriche, nei servizi, che porta un danno concreto a padroni, Stato, che punta sui rapporti di forza, ma la lotta che renda visibile, che smuova le coscienze. Così questo sistema mentre ti concede il “virtuale”, si appropria della vita reale di milioni di persone.
E su questo non c'è molta differenza tra la protesta di Mariarca che vuole apparire su You tube e, per esempio, i cassintegrati dell'Asinara che una settimana sì e una no appaiono in televisione, ma nulla stanno ottenendo - e ora cosa faranno anche loro? Una protesta estrema?

Queste proteste sono sbagliate! Puntano di fatto sulla presa di coscienza di coloro che invece sono le controparti e i responsabili della perdita di lavoro, di salario; che se coscienza hanno è quella di un vampiro che succhia il sangue per ingrassarsi. Una assurdità impotente, un'illusione suicida! Che impedisce una effettiva lotta di classe.

Per questo, la protesta di Mariarca non è una “bandiera della rivolta contro la precarietà”, ma una bandiera di impotenza, a volte anche tragicamente distruttiva, a cui è tempo di dire basta e voltare pagina; perchè la lotta dei lavoratori, delle lavoratrici cominci effettivamente ad essere "il becchino" di questo sistema ingiusto e di morte!

pc quotid 15 maggio il capro espiatorio

IL CAPO ESPRIATORIO : OVVERO COME SCARICO LA CRISI SUI LAVORATORI E LE MASSE POPOLARI
“Normalmente delinquono” – gli immigrati – dice la Moratti; “Clandestini serbatoio criminale” – rincara la Padania. E in coro si “adegua” l’informazione libera, forse, che qualcuno come Oliviero Beha ha definito una specie di “mussolinismo mediatico”. Così mentre le varie inchieste, dalla Lombardia all’Aquila-da Milano a Roma, mostrano che i furbetti del quartierino siedono in Parlamento, e che insieme ai poteri forti, dalle banche alle imprese, si sono, e continuano a, mangiarsi i soldi dei lavoratori e il futuro dei giovani, tutelati da leggi ad personam e protetti dai “tutori” dell’ordine pubblico, si alza l’ennesimo polverone in difesa di questo sistema corrotto e criminale. Con lo spettro della “la Grecia è vicina” e con la “necessità”, di dover applicare la politica di lacrime e sangue per salvaguardare “i picciuli”, si devono distrarre lavoratori e masse popolari, reale obiettivo di queste politiche, dando loro in pasto il “mostro in prima pagina”. Così la Padania esulta per lo “Stop ai prestiti agli stranieri furbetti” e la decisione di dare una stretta alla “sanità in rosso” - (esultando e affermando) – “che chi sbaglia paga”.
Ma i furbetti si chiamano Moratti e company che hanno giocato i soldi della collettività nei fondi speculativi e che anziché risarcire pensano bene di aumentare le tasse, che si chiamino Ecopass o per l’Expo; gli stessi che “combattono chi occupa le case”, ovvero chi lo fa per necessità - perché perde il lavoro o perché ha stipendi da fame -, e poi regala case di outing sociale (canone agevolato) – come in via Savona, zona Navigli, al figliolo di Scajola. Truffaldini sono Formigoni e soci, che continuano ad elargire soldi ad una Sanità privata, modello Confindustria, che ha prodotto un mare di false fatture-falsi ricoveri-operazioni inutili, al solo scopo di ingrossare le tasche di manager e “luminari” del profitto; mentre la Sanità pubblica e la Ricerca subiscono continui tagli di soldi e posti di lavoro, e dove sta per abbattersi l’ennesima scure del blocco dei rinnovi dei contratti e della criminale campagna denigratoria del “lavoratore pubblico = fannullone”. Riuscire a sfuggire, per lavoratori e masse popolari, a questo fuoco di sbarramento non è facile e il rischio di una deriva reazionaria di “guerra tra poveri” non è facile vista la convergenza della cosiddetta opposizione di centrosinistra, che in questi anni ha fatto come e peggio del Pdl, plaudendo agli sgomberi degli “abusivi” o spartendosi la torta e dirigenti nella Sanità. E altrettanto difficile è la difesa dei diritti sindacali quando la tanta decantata anomalia Cgil, boicotta lo sciopero degli scrutini dei precari della scuola o, come scritto nel documento approvato al congresso della Funzione pubblica, si dice che bisogna accelerare il progetto Pensione Integrativa per rubare gli ultimi spiccioli dei lavoratori.
Se negli anni 70 il sistema capitalista era terrorizzato dallo slogan “la Cina è vicina”, oggi questo spettro si chiama “la Grecia è vicina”, e la soluzione, la risposta, per lavoratori e masse popolari per sconfiggere i loro piani non può essere che contaminazione tra maoismo e rivolta.

pc quotid 15 maggio convergenza tra razzismo padano e gruppi neofascisti

IL MODERNO FASCISMO DEL GOVERNO LEGIFERA : LA BASE RISPONDE, OVVERO LA CONVERGENZA E L’UNITA’ TRA RAZZISMO PADANO E PROVOCAZIONI DEI GRUPPI NEOFASCISTI
Dunque la Moratti e Maroni ci dicono che “l’immigrato normalmente delinque” e quindi è normale che la base, ovvero i sindaci padani –vicini al popolo-, tagli la mensa ai figli degli immigrati morosi o che escludano dal sostegno i lavoratori, non italiani, delle aziende in crisi. Cosa non diversa dagli slogan dei fascisti di Forza Nuova, “lavoro, case, sussidi, agli italiani”. Se il governo “tira le orecchie”, si fa per dire, alle banche che sono la causa della crisi, aumentando gli stipendi dei manager e non facendogli restituire il maltolto, è normale che la Lega reclami per se l’istituzione della Banca Padana togliendo i prestiti agli “stranieri furbetti”, anche questa cosa non diversa dalla crociata di FN “contro i poteri forti” – le banche- che affamano il popolo italiano, che è l’ennesima provocatoria chiamata a riprendersi la piazza, in questo maggio milanese, nella settimana che va dal 22 al 29. Non dimenticando la “lotta alla prostituzione” e la “barbarie della 194” che vede le giunte locali fare rastrellamenti di immigrate per le strade, per poi umiliare-violentarle-picchiarle nelle caserme o Cie che siano, ed elargire multe ai clienti, o incentivare la libertà “di espressione” dei medici e farmacisti obiettori, che non applicano una legge dello Stato e poi si arricchiscono nei loro studi privati sulla pelle delle donne. Allora è normale che un ex consigliere leghista, Felice Cogliati di 63 anni, a Cologno al Serio nella bergamasca, in questi giorni a giudizio, tra il 2005 e il 2006 abbia pensato bene di mettere in pratica una propria giustizia, fatta di minacce e rapine ai danni di ragazze immigrate schiave del rachet della prostituzione; cosa non diversa dalle crociate di Fn che nei giorni scorsi si sono presentati in un ospedale di Massa, contro la 194, al grido di “stupratele tutte, tanto poi abortiscono”.
Nelle pagine dei giornali tutto ciò o non trova spazio o diventa normale, mentre non trovano spazio altre notizie o nel caso siano casi troppo clamorosi, i bravi giornalisti li riducono a folclore o riducono a trafiletti in penultima pagina. Le notizie che non trovano spazio sono fatte di memoria storica e nuda e cruda realtà dell’oggi, che vede il diffondersi il razzismo per i lavoratori terroni che rubano il lavoro ai “nobili” padani (ma nella crisi questo non era appannaggio degli immigrati), questo humus sta dilagando dalla scuola alla sanità; così come il detto “siciliano di merda” non è un retaggio del passato ma un fatto accaduto in questi giorni a Casale Monferrato, dove il gestore di una piscina, ha così apostrofato un insegnante di sostegno, originario di Vittoria – RG -, reo di non usare l’educazione padana, ovvero sani schiaffoni, nei confronti dei ragazzini “diversamente abili” non capaci di entrare in vasca; così come è bene ricordare che la battaglia contro i poteri forti, le banche affamatrici del popolo, l’estrema destra l’hanno gia praticata negli anni settanta e si chiama bomba alla banca dell’Agricoltura, Piazza Fontana 12 dicembre 1969, così come difendevano il lavoro degli italiani assaltando i picchetti operai nelle fabbriche.
E’ necessario un antifascismo e antirazzismo a 360 gradi, culturale-politico-militante, per contrastare questo vecchio e moderno fascismo

venerdì 14 maggio 2010

pc quotid 14 maggio 400 nomi

Berlusconi sulla lista del costruttore Anemone dei 400 nomi eccellenti: "ho fatto avere loro potere, visibilità, stipendi da 20 mila euro al mese".
Come per Tangentopoli, il capo del governo, primo tra gli arricchiti illegalmente, ne approfitta, grazie all'inchiesta sulla "cricca" delle Grandi Opere (G8 e molto altro ancora), per eliminare esponenti della classe politica del suo partito sgraditi a lui e a Bossi. Il suo fedele cane da guardia, la Lega, con Tosi, sindaco di Verona, dice: "è molto difficile che in quegli elenchi finisca qualcuno dei nostri. La Lega ha la fortuna di avere una classe politica nuova, non avvezza a certe logiche". Però non è imbarazzato per niente dalla contraddizione che il suo partito sostiene questo governo di corrotti.
La stampa, e in particolare quella alle dipendenze dirette del capo del governo, cavalca l'inchiesta e, addirittura, da tutti i quotidiani viene creata l'immagine di un presidente del consiglio che guarda amareggiato la corruzione intorno a lui che e si fa interprete di una "nuova moralità" della politica borghese.
Ma che ci faccia il piacere!
La corruzione è nel dna dello stato borghese e, quando è in proporzioni colossali e in una fase di crisi sociale con licenziamenti e cassintegrazione di massa, con i salari insufficienti a sopravvivere, sembra che la classe politica e i mass media la scoprino solo il quel momento e comincia la solita litania: tutti corrotti, nessun corrotto, oppure poche anomalie di un sistema sano.
"Vi ho fatto parlamentari, ministri, e voi che mi combinate?" è la concezione della politica del capo-padrone del governo, quello che ha riempito il parlamento di personaggi pronti a dire sempre sì, che hanno fatto passare l'infinita serie di leggi ad personam. Oggi non grida al complotto delle "toghe rosse" ma usa la corruzione venuta fuori dalle inchieste sugli appalti di stato per epurare e scaricare alcuni. Un uso opportunistico per fare crescere il consenso intorno alla sua figura. Ogni passo, infatti, va nella direzione della costruzione di un regime attorno al suo uso narcisistico del potere.
La questione morale ci fa vedere una gigantesca ragnatela di centri di potere mantenuta con risorse economiche smisurate che s'intreccia con gli interessi degli affaristi borghesi. Interessi monopolistici, altro che libertà d'impresa!
E, al solito, l'opposizione brilla per inerzia, stando molto attenta a non dare la spallata al governo. L'Idv chiede una commissione d'inchiesta e il Pd incrocia le dita per non andare al voto anticipato.
Quindi all'opposizione sociale rimane il compito di costruire la propria forza per rovesciare questo governo e tutti i governi dei padroni.
Noi proletari comunisti pensiamo che sia l'ora che gli operai si formino alla politica per creare la "propria" politica, indipendente da tutti i partiti borghesi. Abbiamo indicato la strada organizzata dei circoli di proletari comunisti come luogo di discussione, di formazione e di organizzazione proletaria.
Solo i comunisti non separano la politica dalla morale.
Questo teatrino messo in piazza da Berlusconi oggi sembra ricordare il "governo di capaci e onesti" di berlingueriana memoria che era solo nella testa del suo autore (e si è vista la fine degli eredi del suo partito riformista e del suo carrozzone di amministratori, banche, fondazioni, assicurazioni, coop). Non esiste nella realtà di questo sistema sociale capitalista ma solo fuori e contro.
E a condizione che si spezzi la macchina statale e se ne costruisca un'altra.
La riforma dello stato è un'illusione se pensiamo solo al groviglio di vipere velenose che si annida in ogni ambito del suo apparato.


prolcomra@gmail.com
14/05/2010

pc quotid 14 maggio l'antifascismo non si processa...ma serve azione e organizzazione

Giovedì 13 maggio si è tenuta la seconda udienza del processo contro 2 giovani antifascisti, accusati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti ad offendere, per gli scontri del 28 febbraio 2009 contro l'apertura della sede di forza nuova a bergamo, avvenuta con tanto di parata militare dei fascisti scortata dalle forze dell'ordine.

Ricordiamo che in quella giornata un grosso presidio si trasformò in manifestazione che terminò con le cariche della celere nel mezzo del traffico cittadino del centro e con il fermo per parecchie ore di circa 60 manifestanti, di cui i giovani ora a processo, (furono arrestati e rilasciati dopo alcuni giorni nonostante uno avesse anche la testa rotta).In quei giorni si mostrò apertamente la voglia di usare la mano sempre più pesante di questura e digos, avvallata dal cambio di passo del nuovo ministro degli interni sulla gestione dell'ordine pubblico.

Infatti come è stato confermato anche dalle dichiarazioni di un giornalista de l'eco di bergamo, presente in strada quel giorno, il motivo addotto per giustificare le cariche, ovvero la notiza di vetrine del centro devasate dai manifestanti, non ha nessun riscontro nella realtà e diventa il pretesto per cariche e rastrellamenti per la città.
Altro esempio lampante che dimostra questa tesi è il video dell'agente digos inquadrato mentre si leva il passamotagna dopo aver pestato con un manganello estensibile in testa un ragazzo... oppure le provocazioni verbali durante le ore di fermo in questura ai danni degli antifascisti attuate da alcuni carabinieri del reparto celere che si dichiaravano reduci da Nassiria....

All'esterno del tribuale anche questa volta si è tenuto un presidio indetto dal comitato difesa e solidarietà antifascista 28zero2, con buona patecipazione in particolare di giovani, per manifestare contro il fascismo e la repressione che colpisce anche gli antifascisti mentre governo e istituzioni danno agibilità a forze politiche antidemocratice, fuori dalla stessa costituzione che sono libere di aprire spazi di aggregazione.
Come ha in programma di fare forza nuova che a bergamo ha annunciato di volersi spostare in un quartiere popolare della città per aprire una sede aperta al pubblico, per questo proletari comunisti che ha sostenuto attivamente e partecipato all'inizativa ha portato la necessità di trasformare i processi in mobilitazione e la denuncia del:"complessivo processo politico, economico, ideologico da moderno fascismo che in tutti i campi viene realizzato da parte del governo, dello Stato. E' questo moderno fascismo che chiaramente alimenta, utilizza, incoraggia l'azione dei gruppi di fascisti, continuando l'iniziatva nel pomeriggio con l'affissione di una locandina in vari punti del quartiere per informare la popolazione (mercato, discount e fermate di mezzi pubblici) con scritto: "fuori i fascisti dalla città, no all'apertura della sede di fn in via borgo palazzo, per una rete antifascista militante, sociale, culturale".

Una necessità per contrastare anche a Bergamo la politica di populismo e razzismo di lega-pdl e l'inconsistente contrasto reale della falsa sinistra che su vari fronti ne ha aperto la strada con provvedimenti razzisti, basta vedere la vicenda di zingonia vero e proprio fascismo sociale verso gli immigrati con sindaco pd, o quella dei parcheggiatori senegalesi all'ospedale una 50, che da anni fanno questo servizio e ora chiedono di lavorare regolarmente e invece vengono sostituiti da una cooperativa esterna per mettere masse contro masse e in più gli viene detto dall'ass. invernizzi della lega di rivolgersi all'ufficio servizi socilale del comune che funzione bene (quando ci sono migliaia disoccupati a bg), come altro eclatante evento, così lo chiamano tutti i partiti, è l'adunata degli alpini con tanto di tricolore che resta in citta per 1 mese, che viene trasformata in parata nazional popolare, un esempio dell'italia che vorrebero gente come Bertolaso che in merito all'adunata dice:"abbiamo visto cosa significhi essere italiani, ma nessuno lo dice", forse bisognerebbe chiederlo a questa donna che scrive a eco di bg:"tra ieri e oggi ho avuto problemi con mia figlia di 7 mesi per via degli insistenti apprezzamenti anche pesanti fatti da persone che gia alle 11 di mattina si portano dietro l'odore dell'alcool", la risposta del direttore :"i fatti che racconta fanno parte di una festa di 400mila persone....ma crediamo siano sopportabili in cambio dell'allegria che hanno portato gli alpini in citta". Ma ancora piu ridicola è la presa di posizione del consigliere prov sinistra per bg (prc,pdci,sd) che di fronte a questo scenario ammonisce che questo evento non va strumentalizzato a fini politici!!!

prossima udienza 5 luglio con discussione e probabile sentenza

altra data da ricordare come esempio di repressione è l'inizio del processo per le contestazioni contro ferrara che si terrà il 19 maggio a bergamo e che vede imputati 20 compagni.

segue articolo stampa


Tribunale. Nuova udienza per gli incidenti avvenuti il giorno dell'inaugurazione della sede di Fn. Processo per gli scontri del 2009
la difesa gioca i testimoni chiave

■ «Le ferite che ho riscontrato
sul braccio del ragazzo
possono essere compatibili con
un gesto di difesa, sono sicuramente
state provocate da un oggetto
contundente, forse un
manganello». Sono le parole
del medico che ha visitato il
21enne di Como arrestato con il
25enne di Seriate a seguito degli
scontri avvenuti in città il 2􀁵
febbraio dello scorso anno,
giorno dell'inaugurazione della
nuova sede di Forza Nuova.
Ieri il medico è stato sentito come
testimone nella nuova
udienza del processo che vede
sul banco degli imputati i due
giovani, difesi dall'avocato
Francesca Longhi, accusati a
vario titolo di violenza, resistenza
e lesioni a pubblico ufficiale
e porto e detenzione di
oggetti atti a offendere. Come
avvenuto durante la precedente
udienza in aula c'erano molti
giovani amici degli imputati
che hanno voluto seguire passo
passo tutte le testimonianze e
prendere parte anche alla manifestazione
di protesta, con
tanto di striscioni antifascisti,
organizzata all'esterno del Tribunale.
I􀀏􀀱I 􀀢􀀁TTI􀀣􀀁 sono stati sentiti
gli ultimi cinque testimoni della
difesa: il medico, un giornalista
e altri tre giovani, (tra cui
una 20enne rimasta ferita durante
una carica della polizia)
che avevano assistito a quanto
accaduto il 2􀁵 febbraio. Particolarmente
importanti le testimonianze
del medico di famiglia
che aveva visitato il 21enne
e il racconto della 20enne di Albano.
«Ero stata avvertita dai
familiari di quanto accaduto 􀁸
ha dichiarato il medico 􀁸 ho vistato
il ragazzo giorno 3, quindi
alcuni giorni dopo l'episodio.
Aveva una ferita lacero contusa
con ecchimosi ed escoriazioni,
poi aveva contusioni alla spalla
e al braccio destro, oltre che al
capo. Per quanto riguarda le ferite
al braccio, non si trattava di
lesioni provocate da una caduta,
ma da percosse, penso che
siano compatibili con una forma
di difesa». La 20enne di Albano
si è invece soffermata sulla
carica della polizia in cui è
rimasta ferita: «Mi trovavo a
Bergamo con il mio ex ragazzo 􀁸
ha raccontato ai giudici 􀁸 dovevamo
andare a una mostra,
poi abbiamo incontrato alcuni
nostri professori che ci hanno
parlato della manifestazione e
abbiamo deciso di prendere
parte al presidio. Mi ero fermata
per soccorrere una signora
che era a terra, quando sono
stata travolta dalla carica della
polizia. 􀀗o cercato solo di proteggermi
con il braccio e ho riportato
una microfrattura, c'erano
venti o trenta poliziotti».
Dopo sono stati ascoltati gli altri
tre testimoni. La difesa ha
chiesto e ottenuto che vengano
acquisiti e messi agli atti i filmati
delle televisioni locali che
hanno ripreso la manifestazione.
Il processo è stato poi rinviato
al prossimo 5 luglio per la
discussione e probabilmente la
sentenza. ■ M􀀁.SC.

pc 14 maggio -palermo delegittimati !

Il presidente del consiglio comunale di Palermo, Campagna, dopo mesi che non
si riunisce un consiglio, lancia un appello a tutti i gruppi consiliari:
“Bisogna uscire da questo stagno [politicamente parlando sta meglio pantano ma
Campagna è un ignorante conclamato]”; il consigliere di maggioranza (una
maggioranza forte per numero di consiglieri), Tantillo, chiede a tutti i
consiglieri di firmare una mozione di sfiducia “così ce ne andiamo a casa e
liberiamo la città”!!!

Il consiglio provinciale, dopo aver preso atto che qualche dirigente [di cui
si devono ancora accertare le colpe!!!] ha prelevato dalla cassa della
Provincia, si è giocato e ha perso 35 milioni di euro in borsa, non riesce a
riunirsi: e di cosa dovrebbe parlare? Con quale faccia parlerebbero di come
“amministrare” la Provincia?

Alla regione siciliana il caos è davanti gli occhi di tutti, siamo al terzo,
ma già si parla di quarto, governo Lombardo (che potrebbe finire in galera da
un momento all’altro)…

Fra crisi economica, bilanci dai buchi impressionanti, debiti stratosferici e
patti di stabilità che ingessano le spese, diventa sempre più difficile avere
soldi liquidi da spendere in maniera clientelare, per corrompere, ecc. ecc.
[alle ultime elezioni per comprare i voti si è passati anche all’offerta di
polli arrosto!]. E dato che non si può “governare” si scatena all’interno della
borghesia al potere una guerra di tutti contro tutti per rimanere a galla.
Nella politica diventata oramai solo personalistica i politici ci mettono (e ci
perdono) la faccia e quindi sono preoccupati di mantenere un contegno per
essere “presentabili” alle prossime elezioni.
Ma le campagne elettorali si fanno sempre più difficili perché non si può più
promettere niente, mentre tutti chiedono soprattutto il lavoro!

Le istituzioni borghesi, Parlamento, Consigli provinciali, regionali,
comunali, sono arrivate ad un punto morto, non riescono più a funzionare come
prima, quando ancora comunque c’era una parvenza di “gioco democratico” tra
partiti che si dichiaravano contrari.

In questo caos generalizzato sono patetici i tentativi di Napolitano di dare
un tono a questa specie di funerali che chiamano festeggiamenti per il 150°
dell’Unità d’Italia, facendo appello all’orgoglio meridionale, ai dirigenti che
si devono dare una mossa…

Davanti a queste vere e proprie opere dei pupi in versione comica non si ha
più nemmeno la forza di ridere.

È anche per questo che alla “profonda spaccatura dell’Italia”, come dice
Lombardo, che fa tornare a galla la “questione meridionale”, insieme alla
“profonda delegittimazione” della borghesia al potere, i proletari e le masse
popolari colpite duramente dalla crisi devono dare una risposta nuova.

pc 14 maggio - genova A SAIA' DURA

E sono quarantacinque! Sì, quello del "Corriere Mercantile" di venerdì 14 maggio è il quarantacinquesimo annuncio della partenza dei lavori del Terzo Valico ferroviario dei Giovi, quell'opera faraonica, inutile e ecodistruttrice altrimenti denominata TAV Genova-Milano.

Proprio quest'ultimo dettaglio è, a tutti gli effetti, un clamoroso falso propinato da chi vuole questo scempio: infatti, questa vergogna dovrebbe servire - lo dicono persino i sostenitori dell'opera - per collegare in futuro il porto di Genova con quello olandese di Rotterdam; a questo punto basta consultare una cartina per capire che non avrebbe alcun senso far passare la nuova linea per Milano.

Anche il citato quotidiano, che va annoverato tra i favorevoli allo scempio, ne riporta una con segnati i tracciati dei vari corridoi ferroviari previsti nel nord Italia: pur essendo questa in formato mignon, consultandola si può tranquillamente dedurre che la linea - se mai verrà effettivamente fatta - passerà per Novara e non per Milano, per arrivare dove dovrebbe compiere una deviazione assurda che farebbe perdere ulteriormente di senso a questo progetto.

Occorrerebbe che gli amministratori che governano le varie istituzioni cominciassero a dire le cose come stanno realmente; forse non lo faranno mai, per paura di perdere ulteriori consensi ai pochi di cui gode quest'opera, ma se sperano di poter portare avanti indisturbati questo scempio si illudono.

Come si dice in Alessandria: A SAIA' DURA!

Genova, 14 maggio 2010




Stefano Ghio - Comitato promotore Circolo Proletari Comunisti Genova

giovedì 13 maggio 2010

pc quotid 13 maggio Con la rivolta degli immigrati di Ribera!

Un altro proletario immigrato è morto sul lavoro, ammazzato dallo sfruttamento padronale.
Si chiamava Ameur Ghrairi, tunisino di 24 anni, è morto lunedì scorso durante la raccolta delle arance a Ribera, in provicia di Agrigento perchè il trattore era sovraccarico e i soccorsi sono arrivati in ritardo.
La rivolta dei braccianti tunisini di Ribera non poteva non esplodere. Come si può sopportare una condizione di schiavitù che costringe esseri umani ad accettare turni massacranti, salari da fame, il pizzo ai caporali, il rischio di infortunarsi o di lasciarci la pelle al lavoro, le discriminazioni, i diritti che non valgono per loro? Che vuol dire avere ottenuto un pemesso di soggiorno quando la tua vita dipende da un contratto di lavoro che ti obbliga a ritmi infernali? Quel contratto non dice niente di diritti, dignità. Cittadinanza, ricongiungimenti, reddito, devono fare i conti col razzismo di stato della Bossi-Fini, con il pacchetto sicurezza del governo Berlusconi.
Quanto pensa, la borghesia italiana, che possa durare il silenzio, l'invisibilità di migliaia di proletari immigrati? Che comincino i benpensanti a preoccuparsi perchè le nostre banlieues sono cariche di rabbia e di odio di classe.
Dopo Rosarno lo dobbiamo ripetere ancora: le vostre arance non cadono dal cielo. Sono il frutto del sudore e della fatica di uomini resi schiavi per il profitto dei padroni italiani. E, con le rivolte seguite alle violenze di mafia, razzismo di stato, i proletari immigrati hanno dimostrato la validità della legge degli sfruttati: ribellarsi è giusto! Solo così hanno rispetto ed ascolto.
L'autorganizzazione dei proletari immigrati sta facendo i suoi passi. Hanno capito che con i partiti della sinistra di palazzo e con i confederali la loro lotta è soffocata, non serve.
Invece serve ora una mobilitazione nazionale per raccogliere il grido delle rivolte di Villa Literno, Rosarno, Milano e Ribera.
Per questo sosteniamo la Proposta della Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro per una campagna contro le morti sul lavoro dei proletari immigrati.
prolcomra@gmail.com
13/05/2010

pc quotid 13 maggio . il meccanismo perverso dello stato di polizia

Ormai sia se si tratta di normali cittadini, che di sedi sociali e manifestazioni politiche, si va generalizzando un meccanismo annunciato che porta a picchiare e/o arrestare.
Sbirri in azione che si rendono autori di brutalità e violenze arroganti, se poi dici o fai qualcosa per fermarli, per evitare di fare la fine deigià molti assassini polizieschi, allora fai resistenza e vieni o puoi essere arrestato.
Sbirri a Torino sgomberano un centro sociale, chi lo occupa attua normali forme di resistenza, a distanza di settimane poi si trova arrestato.
Dobbiamo opporci a tutto questo, rivendicando localmente ma anche nazionalmente la libertà dei compagni arrestati, la fine delle brutalità poliziesche.
Le questure se devono essere covi di violenze è giusto che siano bersaglio stabile di manifestazioni, di tutte le manifestazioni, perchè non importa il tema della lotta - e per cittadini inermi non vi è neanche questo - il meccanismo perverso dello stato di polizia, tassello indispensabile del regime di moderno fascismo in formazione, deve essere denunciato, combattuto, fatto arretrare...
Questo è possibile.

proletari comunisti

pc quotid 13 maggio- la cricca? l'intero governo Berlusconi e l'apparato statale

Scaiola non si presenta ai giudici " nun me piace" dice , mentre i giornali si riempiono del vasto campionario di ministri, parlamentari,esponenti di partito e di istituzioni che abitano a casa Anemone, ufficiale pagatore della cosiddetta cricca;
ma nei nomi dei beneficiari spiccano il capo della polizia di prima De Gennaro e l'attuale capo della polizia Manganelli.
E' ben chiaro quindi che non di anomalia si tratta ma di normalità di gestione di affari e appalti, e che se si deve parlare di cricca, sono tutti parte di questa cricca a diversi ruoli.
Non è un problema di giudici, anche se vogliamo che le inchieste vadano a fondo e provvedimenti vengano presi, ma di legittimità di istituzioni e de suoi gestori
che rende questo governo da dimettere, questo parlamento da sciogliere, questo stato da abattere.
Al di sotto di questo obiettivo nessuno si può definire realmente di opposizione allo stato di cose esistente e questo riguarda partiti, sindacati, movimenti, che
fuori dalla contesa e truffa elettorale devono porre con chiarezza l'obiettivo necessario.
Necessario anche per combattere la discarica della crisi sui salari, pensioni, servizi sociali,lavoro ecc.
E'questo il dato di partenza del lavoro politico proletario e del fronte di opposizione.


proletari comunisti

pc quotid 13 maggio India violenze contro il popolo dei revisionisti al potere

In Kerala governo un governo reazionario nelle mani di un sedicente Partito Comunista dell'India (marxista), un partito da tempo legato alla borghesia compradora, agli speculatori immobiliari protagonista varie volte di repressione ai danni delle masse popolari. Nelle scorse settimana questo governo socialfascista ha scatenato il terrore contro le masse di un intero villaggio, Kinalur, nel distretto di kozhikode seguendo le indicazioni del ministro dell'industria.
.

La brutale violenza è stata scatenata contro le masse che denunciavano i legami tra ii dirigenti del PCmarxista con la mafia immobiliare. Quando i manifestanti hanno cercato di bloccare gli accessi agli uffici del dipartimento dell'industria per denunciare la costruzione di una autostrada a quattro corsie al servizio degli speculatori e industriali, vi sono state forti cariche della polizia
Molti manifestanti, inclusi donne e anziani sono rimasti feriti, alcuni gravemente colpiti da lacrimogeni, granate
Attualmente l'unica industria esistente nella zona è la VKC Calzature di propietà di un ex-PCmarxista. Il governo dice di voler sviluppare il distretto industriale, ma senza alcun tipo di progetto...
La polizia in assetto antisommosssa non si è limitata a disperdere i manifestanti, ma ha rotto porte di case e colpito anche vecchi, e distrutto veicoli che si trovavano nei cortili delle case
Il Ministro de Industria Elamaram Kareem, un proprietario terriero neoliberista del PC marxista ha affermato che la autostrada sarà costruita a tutti i costi

pc quotid 13 maggio Basta sfruttamento, basta morti di immigrati sul lavoro, basta razzismo!

Supersfruttato, con un salario da fame, invisibile dopo il lavoro come tutti i suoi compagni. Ma Ameur Ghrairi, tunisino di 24 anni, è morto durante la raccolta delle arance a Ribera, in provicia di Agrigento perchè il trattore era in sovraccarico e i soccorsi sono arrivati in ritardo.

Ancora una volta c'è voluta una rivolta dei moderni schiavi immigrati per rompere il silenzio. Un'ennesima morte sul lavoro di un lavoratore immigrato che richiede una mobilitazione a livello nazionale.

dalla cronaca del quotidiano l'unità del 12 maggio

Ameur, 24 anni travolto dal mezzo. La Procura di Agrigento indaga: soccorsi in ritardo?

La rivolta Gli immigrati incrociano le braccia, protesta in municipio: più sicurezza

Momenti di tensione quando gli stagionali si sono diretti in città



CATANIA



www.unita.it

Muore schiacciato dal trattore

Tunisini in rivolta negli aranceti

Aveva 24 anni, Ameur era uno dei tanti immigrati che faticano nella raccolta delle arance a Ribera, in provicia di Agrigento. È morto schiacciato dal trattore, forse troppo carico. Sciopero e proteste degli immigrati.



Questa volta è toccata ad un tunisino, Ameur Ghrairi, fare salire l’indecente statistica dei morti sul lavoro.

Aveva ventiquattro anni e lavorava a Ribera nella raccolta delle arance. Aspettava che


finisse la stagione per spostarsi a Pachino, nel sud est della Sicilia dove per tutta

l’estate gli extracomunitari rappresentano la principale forza lavoro nella raccolta dei


pomodori.

Era arrivato da circa otto mesi a Ribera, un grosso centro agricolo in provincia di


Agrigento. Lavorava nei campi ed era benvoluto da tutti.

I suoi compagni lo descrivono comeun ragazzo tranquillo, con la testa sulle spalle.


Uno che lavorava sodo e non aveva grilli per la testa.

Era venuto in Italia per mettere da parte un po’di soldi e costruirsi un domani in


Tunisia o forse anche in Italia.

Per Ameur Ghrairi non ci sarà nessun domani. E’morto schiacciato dal trattore che


stava guidando.

Il mezzo carico di frutta si è ribaltato e il giovane è rimasto sotto. Forse il carico era


eccessivo, forse qualcosa non andava nel mezzo. Tutti interrogativi ai quali dovrà dare


risposta l’indagine condotta dai carabinieri su delega delal Procura della Repubblica di


Sciacca. Da capire anche quanto possa aver influito la rapidità dei soccorsi. Quando è


arrivato in ospedale, portato da alcuni compagni di lavoro, per Ameur non c’era più


nulla da fare. Non è ancora chiaro se sia morto sul colpo, oppure se un intervento più


rapido dei soccorsi avrebbe potuto salvargliela vita. Il giovane infatti era solo al


momento dell’incidente e ci si è accorti deldramma solo dopo qualche tempo. A dare


una risposta a questo quesito fondamentale sarà il risultato dell’autopsia disposta sul


cadavere della vittima dall’autorità giudiziaria.

LA REAZIONE

A Ribera la notizia della morte di AmeurGhrairi hascatenato in brevissimotempo

la reazione degli extracomunitari che lavorano nelle campagne della zona. A Ribera,


nella valle del fiume Verdura, si coltiva una particolare varietà di arance a maturazione

tardiva molto apprezzate dal mercato. Per la raccolta ogni anno arrivano centinaia di


lavoratori extra comunitari, in larga parte tunisini e rumeni, molti di loro sono in


regola con il permesso di soggiorno, ma ciò nonostante sono impiegati in condizioni

non sempre ottimali sia sul piano della retribuzione che su quello dei contratti e della


sicurezza. E proprio la richiesta di sicurezza e di migliori condizioni di lavoro ha


portato lunedì mattina, subito dopo la diffusione delle notizie sulla morte di

Ameur, i lavoratori extra comunitari ad incrociare le braccia inuno sciopero


spontaneo. I lavoratori si sono riuniti sotto il Municipio e non sono mancati alcuni


momenti di tensione.

Oltre a gridare la rabbia e il dolore per la morte del loro giovane connazionale,

i lavoratori extracomunitari hanno protestato duramente, chiedendo migliori condizioni di lavoro, più sicurezza e una maggiore integrazione nel tessuto sociale del


paese.

Come accade spesso in quasi tutti i centri agricoli che impiegano manodopera

stagionale straniera, anche a Ribera gli extra comunitari dopo il lavoro massacrante


nei campi sono tenuti al margine e non hanno alcuna occasione di integrazione

con il resto del paese. A sera questi uomini che si sono spaccati la schiena per l’intera


giornata diventano dei fantasmi. Molti vorrebbero che finito il lavoro semplicemente

non esistessero.

A Ribera subito dopo il dramma è anche arrivato Hedi Snoussi un funzionario del


Consolato di Tunisia, che si è incontrato con gliamministratori e gli investigatori e


quindi ha rassicurato i suoi connazionali sull’accuratezza delle indagini e sull’impegno delle autorità per assicurare migliori condizioni sul lavoro






la Rete nazionale per la sicurezza sul lavoro ha rilanciato la proposta Costruiamo una campagna nazionale autorganizzata con l'adesione e la partecipazione di tutte le realtà impegnate nella lotta contro le morti sul lavoro, la precarietà, lo sfruttamento, per i diritti dei proletari contro il razzismo, le leggi anti-immigrati e i lager CIE.







Per adesioni, info, materiali:



Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro



bastamortesullavoro@gmail.com

mercoledì 12 maggio 2010

pc quotidiano 12 maggio - Grecia verso lo sciopero generale

lo sciopero generale in Grecia, diventa sempre più una nuova grande giornata di lotta
sui posti di lavoro, la situazione si riscalda ora per ora
questa mattina gli insegnanti precari hanno invaso gli studi televisivi per chiedere di partecipare a un progamma televisivo con il ministro della pubblica istruzione
Diamantopoulou. la direzione TV ha chiamato subito le forze speciali di polizia e ha attaccato violentemente i precari della scuola.un compagne loro rappresentante appartentente all'Organizzazzione comunista di Grecia - KOE -è stato ferito e ricoverato in ospedale con il braccio spezzato. I precari hanno opposto resistenza obbligando comunque la TV a leggere la loro dichiarazione. Intanto più di un migliaio di manifestanti hanno circondato gli studi televisivi a sostegno dei precari e poi hanno sfilato in corteo gridando slogan contro il governo il Fondo Monetario internazionale e la EU.