venerdì 10 luglio 2026

pc 10 luglio - Dai disoccupati di Napoli in lotta - info solidale

FATE PRESTO!

FUORI LA CAMPAGNA ELETTORALE, NIENTE SPECULAZIONI SULLA PELLE DEI PROLETARI.

LAVORO SUBITO!

Vista la processione mediatica che ci accosta a partiti ed a numerose strumentalizzazioni, siamo costretti a precisare alcune cose.

La nostra storia è storia di lotta di classe. Non c’è stata piazza, palazzo nazionale, regionale, comunale, città, comizio e partito politico che non abbia visto la nostra vertenza.

Dopo un decennio abbiamo sbloccato un percorso di tirocinio-lavoro finalizzato all’inserimento lavorativo. Un progetto coordinato in Prefettura con un tavolo interistituzionale con un finanziamento ministeriale e poi allargato alla Regione Campania per un progetto nato per risolvere un “problema di ordine pubblico” e “garantire la coesione sociale”.

Le numerose manifestazioni delle scorse settimane, l’occupazione del Duomo di Napoli, del Museo nazionale, della sede di Sviluppo Lavoro Italia di ieri mattina, l’azione a cavallo della riunione del Comitato sull’Ordine Pubblico e Sicurezza dove era presente il Ministro degli Interni sono la conseguenza di una sospensione del progetto di tirocinio lavoro per 1200 famiglie.

Sospensione da parte di Sviluppo Lavoro Italia, del Ministero del Lavoro sulla base di anomalie procedurali ed amministrative la cui responsabilità sarebbe quindi sul soggetto promotore e quello ospitante ovvero il Comune di Napoli.

Mentre in città Governo e Comune chiudono accordi per grandi affari e grandi eventi, quando si tratta

della vita di migliaia di proletari, nascono problemi amministrativi, procedurali e politici.

1200 famiglie dopo 300 e 600 ore di formazione in aula, 80 e 120 di stage, selezione e verifica dell’idoneità, corsi sulla sicurezza sul lavoro, coperture Inail, programmazione delle visite mediche, ed infine dopo aver firmato contratti ed iniziato le attività di lavoro vengono “sospese” senza sapere ancora quanto tempo ci vuole per stabilire se e come risanare questa situazione, se e come riprenderà il progetto di lavoro.

Se ci sono responsabilità, paghi chi è responsabile di quanto avvenuto, ma si riprenda subito e non si scarichi sulle spalle dei tirocinanti lavoratori e lavoratrici.

Materialmente per molti ha significato il ricalcolo dell’Assegno di Inclusione, per molti ha significato rinunciare finalmente ai lavori informali ed a nero che questa città offre con la speranza di un percorso d’inserimento lavorativo ritrovandosi ora senza nulla, per molti ha significato e significa rimanere nel purgatorio non si sa per quanto dopo aver iniziato chi a Gennaio, chi a Maggio e chi doveva a Luglio.

È per questo che ieri dopo una lunga giornata di lotta abbiamo portato un po’ di realtà proletaria, la realtà delle periferie della città, a Piazza del Gesù in occasione dell’evento del “Campo Largo” dove erano presenti i leader del PD, 5 Movimento 5 Stelle, AVS, quindi le forze che sostengono la giunta Manfredi e la Giunta regionale di Roberto Fico.

Abbiamo il diritto e pretendiamo di conoscere le tempistiche e le modalità di ripresa del progetto.

Abbiamo fatto sentire la nostra legittima rabbia.

Abbiamo chiesto meno chiacchiere ed un intervento serio e diretto per sanare questa situazione e risolvere il problema.

È la stessa cosa che abbiamo fatto e faremo andando da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega per ricordare che non si accetterà un annullamento del progetto strumentalizzando politicamente anomalie procedurali che nulla hanno a che vedere con la vita di 1200 famiglie.

Questa sera abbiamo ribadito che c’è poco da festeggiare, con una bomba sociale pronta ad esplodere.

Per questo noi ci assumiamo la nostra responsabilità di proseguire con le iniziative ovunque possibile finché non avremo risposte chiare.

Ci fa sorridere che, quando abbiamo occupato le stanze dei partiti di “destra” al Governo, c’era chi criticava dicendo che non andavamo mai a farlo con i partiti di “sinistra”.

E quando andiamo a bussare le porte come facciamo noi ai “partiti di sinistra”, praticamente al Comune tutti i giorni da oltre un decennio, c’è chi dice che non andiamo mai da quelli di “destra”.

Abbiamo lottato contro ed interloquito con tutti i governi, giunte, amministrazioni che hanno cambiato ministri, governatori e sindaci di qualsiasi colore.

Leggetevi l’elenco dei processi, denunce, condanne avute per le iniziative di lotta di questo decennio. Forse servirebbe a rinfrescare le idee a chi non conosce la nostra storia.

Per molti è difficile comprenderlo perché chiusi dentro la politica istituzionale, ma la nostra è una questione di classe.

FATE PRESTO

Ripresa del lavoro subito!

Tirocinanti nel Palazzo del Consiglio Comunale ricordano con forza l’imperativo: fate presto!

Oramai da settimane la città è travolta da iniziative di lotta: non ci fermeremo.

Chi ha la responsabilità di aver prodotto la sospensione temporanea del progetto si assuma le responsabilità politiche ed amministrative. Ma non possiamo pagare noi.

venerdì, 10 luglio

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