Il porto di Ravenna punta deciso sul traffico delle rinfuse
solide, grandi quantità di merci trasportate senza imballaggio e
senza contenitori. Questo traffico consolida la posizione di leader
nazionale del porto di Ravenna, tanto che il 77 per cento delle merci
trasportate via mare nel 2025 era costituito da rinfuse solide e
liquide; queste merci sono la base materiale della nostra manifattura
- dice il presidente dell'autorità di sistema portuale del mare
adriatico centro settentrionale Francesco Benevolo, sottolineando
come dietro ogni tonnellata scaricata in banchina si attivi un pezzo
di sistema produttivo lungamente rimasto ai margini del sistema
nazionale dei porti, e lo scalo di Ravenna ha visto un notevole
sviluppo negli ultimi anni grazie a un piano da 450 milioni di euro
che prevede l'approfondimento fino a 12,5 metri dei fondali, il
potenziamento delle banchine e dei collegamenti ferroviari e stradali
esistenti, oltre a diventare un hub strategico ed energetico
ospitando nella rada il secondo rigassificatore nazionale.
Un
ulteriore leva di sviluppo potrebbe essere legata al settore della
difesa attrezzando lo scalo romagnolo per accogliere navi da guerra e
relativi servizi logistici. Non è un caso che l'autorità portuale
di Ravenna ha affidato allo stato sionista la sicurezza dei traffici
con il progetto finanziato nell'ambito del programma europeo horizon,
insieme al ministero della difesa di Israele che ha finanziato il
progetto europeo Undersec in cui partecipa il colosso militare
industriale sionista Rafael che fornisce strumenti di sorveglianza
alle forze speciali navali dell'esercito israeliano e alle
imbarcazioni militari, quelle che tra le altre cose hanno assaltato
anche le navi umanitarie della freedom flotilla.
Rientrano
tra questi attori l'università anche di Tel Aviv, la fondazione
Isnova di Napoli e un'azienda marchigiana, la Cnt technologies, come
denuncia l'importante inchiesta di Linda Maggiori, giornalista che
scrive su l'altra economia, soprattutto con il suo dossier dal
titolo, appunto. “la flotta del genocidio”.
Il
ruolo crescente del porto di Ravenna dal punto di vista degli
interessi dei padroni italiani, del governo che è complice dei
traffici economici e di armi e di altro materiale a fini bellici con
lo stato sionista di Israele e che aggira le leggi come la 185 del
90, questo ruolo crescente è confermato dall'evento che si terrà a
Ravenna dal 21 al 23 di maggio che riunirà padroni terminalisti,
sistema portuale, governo in un festival chiamato Deportibus contro
cui il movimento contro la guerra e a sostegno della causa
palestinese opporrà un proprio controconvegno.
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