lunedì 13 aprile 2026

pc 13 aprile - Cacciato a furor di popolo il fascista Orban, appoggiato da Trump/Putin/XI Ping e Meloni/Salvini

E ora il nuovo governo borghese e filo imperialismo europeo alla prova dei fatti

martedi 14 a ore 12 - la valutazione generale di proletari comunisti 

Corrispondenza dall'Ungheria

Vittoria stracciante. 138 seggi Tisza. 55 Fidesz. Speriamo solo che non si passi da un regime sovranista a un altro europeista. Speriamo che il popolo ungherese non abbandoni rapidamente livello alto di critica, mobilitazione collettiva e politicizzazione sviluppati in questi due anni. Certo manca ancora una vera forza organizzata di sinistra e i tanti movimenti di opinione (ambiente, diritti civili e politici, LGBT, per scuola e sanità pubblica, per più democrazia e libertà, anti-corruzione) che sono stati decisivi nel portare temi e corpi nella campagna elettorale non sembrano per ora in grado di rendersi autonomi dal nuovo Governo. Ieri il popolo di un piccolo Paese di appena 9 milioni di abitanti ha fatto la storia perché si sono liberati di un regime che sembrava indistruttibile e che aveva messo tutti sotto il ricatto, la paura e la propaganda martellante e a dato un esempio a tutto l’Occidente. Il Partito Tisza e Peter Magyar sono stati bravi a intercettare elettoralmente la rabbia, lo scontento e la grande voglia di cambiamento degli ungheresi che ribolliva da anni e sono stati bravi ad unire i tanti movimenti che in questi anni (e pagando un costo salato in termini di repressione) comunque si opponevano al regime, facevano contro-informazione e organizzavano proteste di piazza. Senza di loro Magyar non avrebbe mai vinto e lui andrà incontro a molte delle loro richieste. Anche ieri sera nel suo primo discorso da Premier ha ribadito che finanzierà scuola e sanità pubblica, che regolamenterà le fabbriche inquinanti, che darà più diritti civili e protezione sociale, che perseguiterà chi ha rubato e tradito il Paese (Orban forse dovrà ora iniziare a preoccuparsi seriamente). Parla apertamente di fine di un regime, di vittoria sulla paura, di ritorno alla democrazia. Ma ieri parlava anche da uomo di destra di Patria, di ritorno convintamente dentro UE e Nato e di non voler più essere colonia della Russia. Sicuramente si inaugura un periodo molto interessante e felice in Ungheria, non credo che gli ungheresi torneranno rapidamente a casa, alla passività e rassegnazione degli ultimi anni. Ma la peculiarità dell’Ungheria è che, almeno dalla caduta del muro di Berlino, ogni cambiamento risulta essere così radicale che al nuovo che arriva non c’è più alternativa (lo è stato anche all’inizio Orban e Fidesz rispetto alla casta riciclata e corrotta post sovietica che hanno elettoralmente e politicamente spazzato via) e questo alla lunga crea ahimè le condizioni per la nascita di nuovi regimi.

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