mercoledì 25 marzo 2026

pc 25 marzo - TUNISIA: Sostenere i diritti dei palestinesi non è un crimine! Solidarietà agli arrestati della Global Sumud Flotilla

Dichiarazione: Sostenere i diritti dei palestinesi non è un crimine!

Le organizzazioni e associazioni qui firmatarie, seguono con grave preoccupazione l'emissione di mandati di arresto nei confronti di attivisti della Flottiglia della Fermezza e del movimento a sostegno dei diritti dei palestinesi in Tunisia: Wael Nouar, Nabil Chennoufi, Mohamed Amine Benour, Ghassan Henchiri, Ghassan Boughediri, Sanaa Msahli e Jawhar Chenna, con l'accusa di riciclaggio di denaro. Ciò avviene mentre procedono i preparativi per il lancio della Flottiglia della Fermezza 2, volta a rompere l'assedio di Gaza, e rappresenta la manifestazione di una decisione politica di fermarla, come dimostrato dall'impedimento di due attività organizzate dal Comitato della Flottiglia della Fermezza, prima nel porto di Sidi Bou Said e poi al cinema Rio (rispettivamente lo scorso 3 e 4 marzo n.d.t.).

Ricordiamo che le autorità perseguono una politica di proibizione, repressione e criminalizzazione contro qualsiasi movimento civile, sociale o politico che le disturbi o le metta in imbarazzo, a partire dal divieto di attività politiche e civiche con il pretesto dello stato di emergenza, fino all'arresto e al processo di attivisti sulla base di casi inconsistenti e accuse fabbricate ad arte, avvalendosi di un sistema giudiziario asservito all'intimidazione.

Ricordiamo inoltre che l'accusa di riciclaggio di denaro è stata utilizzata arbitrariamente, senza i

fondamenti più elementari della sua esistenza, in numerosi processi politici, sia per eliminare gli oppositori politici, sia per reprimere la libertà di espressione e imprigionare i giornalisti, sia per criminalizzare la solidarietà umanitaria con i migranti e l'azione civile in generale.

Infine, ricordiamo che la campagna online organizzata per screditare la flottiglia e i suoi attivisti, iniziata dopo gli attacchi dei droni sionisti sul territorio tunisino e dopo che le navi della flottiglia hanno attraccato nei suoi porti in due occasioni, ha coinvolto soggetti sospetti affiliati alle autorità e noti per le loro posizioni razziste e filo-autoritarie. Ricordiamo inoltre che l'attuale regime, che ha sacrificato i migranti e i loro sostenitori alla sua lealtà al governo neofascista italiano e al resto dell'Unione Europea, inasprendo al contempo la sicurezza alle proprie frontiere, e che per anni si è accontentato di slogan e retorica sui diritti dei palestinesi, astenendosi da qualsiasi azione concreta a loro sostegno, compresa un'azione legale per fermare il genocidio, e che all'ultimo minuto ha impedito la ratifica di una legge che criminalizzava la normalizzazione dei rapporti con l'entità sionista, non esiterà a sacrificare i leader della Freedom Flotilla per dimostrare la sua lealtà all'egemonia americana.

Pertanto, noi, le associazioni e organizzazioni firmatarie:

condanniamo fermamente questi arresti, riteniamo il regime direttamente responsabile e chiediamo il rilascio di tutti i detenuti, la cessazione di ogni procedimento giudiziario nei loro confronti e la fine delle intimidazioni al movimento che lotta per la Palestina.

Affermiamo che questi arresti rappresentano un nuovo anello nella catena dell'imposizione della natura autoritaria del regime e colpiscono ogni spazio di espressione, solidarietà e resistenza, e che i processi condotti da una magistratura asservita sono privi di credibilità. Riteniamo che l'obiettivo di questi arresti non si limiti a impedire alle navi di salpare dalla Tunisia per rompere l'assedio di Gaza, ma includa anche la liquidazione della lotta per la Palestina e la sua trasformazione in un caso penale, analogamente a quanto fanno i regimi arabi che normalizzano i rapporti con i palestinesi. Questo serve a preparare l'opinione pubblica ad accettare una posizione ufficiale complice del genocidio, delle guerre e del dominio sul popolo palestinese e sui popoli della regione e del mondo, privandoli del loro destino e della loro autonomia decisionale.

Esortiamo gli uomini e le donne tunisini a proseguire la loro solidarietà, il loro sostegno, i boicottaggi e le proteste, e a non cedere di fronte alle politiche di intimidazione e criminalizzazione messe in atto dal regime.

Unione Generale dei Lavoratori Tunisini
Ordine Nazionale degli Avvocati della Tunisia
Unione Nazionale dei Giornalisti Tunisini
Organizzazione Tunisina dei Giovani Medici
Forum Tunisino per i Diritti Economici e Sociali
Lega Tunisina per la Difesa dei Diritti Umani
Associazione Tunisina delle Donne Democratiche
Associazione Damj per la Giustizia e l'Uguaglianza
Al Bawsala
Agenda Legale - Tunisia
Voci di Donne
Unione dei Laureati Disoccupati
Associazione My Home
Associazione Giornalisti Nawaat
Associazione Tunisina per i Diritti e le Libertà
EuroMed Rights
Organizzazione Noi Giovani
Contro la Criminalizzazione dell'Azione Civile
Associazione Nashaz
Associazione Africana
Associazione Lina Ben Mhenni
Federazione dei Tunisini per la Cittadinanza tra le Due Sponde
Comitato per il Rispetto delle Libertà e dei Diritti Umani in Tunisia
Associazione Terra per Tutti


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