Le organizzazioni e associazioni qui firmatarie, seguono con grave
preoccupazione l'emissione di mandati di arresto nei confronti di attivisti
della Flottiglia della Fermezza e del movimento a sostegno dei diritti dei
palestinesi in Tunisia: Wael Nouar, Nabil Chennoufi, Mohamed Amine Benour,
Ghassan Henchiri, Ghassan Boughediri, Sanaa Msahli e Jawhar Chenna, con
l'accusa di riciclaggio di denaro. Ciò avviene mentre procedono i preparativi
per il lancio della Flottiglia della Fermezza 2, volta a rompere l'assedio di
Gaza, e rappresenta la manifestazione di una decisione politica di fermarla,
come dimostrato dall'impedimento di due attività organizzate dal Comitato della
Flottiglia della Fermezza, prima nel porto di Sidi Bou Said e poi al cinema Rio
(rispettivamente lo scorso 3 e 4 marzo n.d.t.).
Ricordiamo che le autorità perseguono una politica di proibizione, repressione
e criminalizzazione contro qualsiasi movimento civile, sociale o politico che
le disturbi o le metta in imbarazzo, a partire dal divieto di attività
politiche e civiche con il pretesto dello stato di emergenza, fino all'arresto
e al processo di attivisti sulla base di casi inconsistenti e accuse fabbricate
ad arte, avvalendosi di un sistema giudiziario asservito all'intimidazione.
Ricordiamo inoltre che l'accusa di riciclaggio di denaro è stata utilizzata
arbitrariamente, senza i
Pertanto, noi, le associazioni e organizzazioni firmatarie:
condanniamo fermamente questi arresti, riteniamo il regime direttamente responsabile e chiediamo il rilascio di tutti i detenuti, la cessazione di ogni procedimento giudiziario nei loro confronti e la fine delle intimidazioni al movimento che lotta per la Palestina.
Affermiamo che questi arresti rappresentano un nuovo anello nella catena dell'imposizione della natura autoritaria del regime e colpiscono ogni spazio di espressione, solidarietà e resistenza, e che i processi condotti da una magistratura asservita sono privi di credibilità. Riteniamo che l'obiettivo di questi arresti non si limiti a impedire alle navi di salpare dalla Tunisia per rompere l'assedio di Gaza, ma includa anche la liquidazione della lotta per la Palestina e la sua trasformazione in un caso penale, analogamente a quanto fanno i regimi arabi che normalizzano i rapporti con i palestinesi. Questo serve a preparare l'opinione pubblica ad accettare una posizione ufficiale complice del genocidio, delle guerre e del dominio sul popolo palestinese e sui popoli della regione e del mondo, privandoli del loro destino e della loro autonomia decisionale.
Esortiamo gli uomini e le donne tunisini a proseguire la loro solidarietà, il loro sostegno, i boicottaggi e le proteste, e a non cedere di fronte alle politiche di intimidazione e criminalizzazione messe in atto dal regime.
Unione Generale dei Lavoratori Tunisini
Ordine Nazionale degli Avvocati della Tunisia
Unione Nazionale dei Giornalisti Tunisini
Organizzazione Tunisina dei Giovani Medici
Forum Tunisino per i Diritti Economici e Sociali
Lega Tunisina per la Difesa dei Diritti Umani
Associazione Tunisina delle Donne Democratiche
Associazione Damj per la Giustizia e l'Uguaglianza
Al Bawsala
Agenda Legale - Tunisia
Voci di Donne
Unione dei Laureati Disoccupati
Associazione My Home
Associazione Giornalisti Nawaat
Associazione Tunisina per i Diritti e le Libertà
EuroMed Rights
Organizzazione Noi Giovani
Contro la Criminalizzazione dell'Azione Civile
Associazione Nashaz
Associazione Africana
Associazione Lina Ben Mhenni
Federazione dei Tunisini per la Cittadinanza tra le Due Sponde
Comitato per il Rispetto delle Libertà e dei Diritti Umani in Tunisia
Associazione Terra per Tutti

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