Anche l’ultimo rapporto sulle esportazioni italiane dopo il 7 ottobre 2023 conferma che il governo italiano con a capo la fascista Meloni è complice del genocidio del popolo palestinese, come riportato dall’articolo de il manifesto che riportiamo sotto
E la Leonardo S.p.A. sempre
in prima fila!
Ogni passo di questo
governo genocida ci riporta alla necessità urgente di lavorare per la sua
cacciata!
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Dall’Italia a Israele
materiale militare e carburante
Giuditta Pellegrini
Italia/Palestina L'ultimo
rapporto sulle esportazioni italiane dopo il 7 ottobre 2023: monitorate 400
spedizioni e 224mila tonnellate di greggio e gasolio
Oltre 400 spedizioni di materiale militare e 224mila
tonnellate di carburante sarebbero partite dall’Italia verso Israele
dall’ottobre 2023. A riportarlo è il dossier pubblicato oggi Made in
Italy, Delivered to Israel: Italian Military and Energy Transfers Fueling
Genocide, redatto da Giovani Palestinesi d’Italia, People’s Embargo for
Palestine, Palestine Youth Movement e Weapon Watch, con il contributo esterno
dell’European Legal Support Center.
Basato sullo spoglio capillare di documentazione ufficiale e dei registri di spedizione di aziende private, enti statali e infrastrutture logistiche, il rapporto mostra un’attività continuata che coinvolge 11 regioni italiane e riguarda il transito di armi, materiali elettronici e componenti per aeromobili, aerei da combattimento, sistemi di guerra elettronica e navi militari.
ALCUNE DELLE AZIENDE coinvolte
sono note, come Leonardo S.p.A. di cui il dossier traccia circa 150 spedizioni
di componenti aerospaziali, tra cui quelle dirette alla società di difesa
israeliana Elbit Systems. Il dossier riporta che dallo stabilimento di Firenze
ha esportato verso l’omologa israeliana pannelli di controllo per le
comunicazioni radio e componenti hardware e elettronici per le cabine di
pilotaggio, fondamentali per l’«efficacia» dei caccia F15, largamente usati nei
bombardamenti su Gaza.
Nella fitta rete integrata documentata dal report compaiono
sensori, assemblaggi radar e torrette di disturbo per l’impiego in sistemi di
guerra elettronica e di elaborazione del segnale, forniti a Elbit Systems e
alla Israel Aerospace Industries (Iai) da alcune aziende romane, come la
Elettronica S.p.A., ora Elt Group, specializzata in cybersicurezza. Il Lazio
compare come uno dei nodi centrali nello smistamento di materiali bellici e ha
come hub l’aeroporto di Fiumicino, soprattutto per pezzi di veicoli militari e
droni.
Da Milano Malpensa invece, stando alle spedizioni esaminate,
transitano componenti aerospaziali, idraulici ed elettrici, polveri metalliche
infiammabili, adesivi chimici e forniture per armi e munizioni. Altrettanto
attivo è stato il trasferimento di carburante che dai nostri porti ha raggiunto
Haifa, Ashdod e Ashkelon.
DAL PORTO DI TARANTO,
a bordo della nave Seasalvia, da luglio 2024 sono transitate 85mila tonnellate
di greggio e spesso, come tra il primo e il 5 ottobre scorsi, anche a seguito
delle ingenti poteste messe in atto sul molo, l’imbarcazione ha disattivato il
sistema di tracciamento per oscurare la sua traiettoria verso Haifa.
138mila invece le tonnellate di gasolio mappate nei registri
di spedizione analizzati in partenza dal terminale di Santa Panagia, a
Siracusa, per rifornire l’esercito nella sua mobilità terrestre con blindati,
autocarri, bulldozer usati nella demolizione sistematica di case e
infrastrutture palestinesi.
L’ultima relazione su export, import e transito presentata
dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio riporta che dai dati
relativi al 2024, in cui le movimentazioni hanno riguardato 8.436 miliardi di
euro, è esclusa Israele: le caratteristiche dell’intervento su Gaza hanno
indotto l’Autorità nazionale Uama – che ha il compito di garantire
l’applicazione della normativa su esportazione e importazione di materiali
d’armamento disciplinata dalla legge 185/1990 – a non concederle nuove autorizzazioni.
RETE ITALIANA PACE E
DISARMO aveva però già in quell’occasione messo in evidenza come gli
interscambi di materiali militari tra Italia e Israele siano continuati e che
in quello stesso anno dalla relazione dell’Agenzia delle Dogane risultavano
esportazioni di materiali militari a Israele per oltre quattro milioni di euro.
«Il sostegno dell’Italia non è casuale, né neutrale – si
legge nel dossier – Continuare questo commercio significa rimanere complici
dello sterminio sistematico del popolo palestinese e degli attacchi aggressivi
di Israele in Cisgiordania, Iran e in tutta la regione». E propone di passare
«dalle prove all’azione» imponendo un embargo bilaterale completo sulle armi a
Tel Aviv, controlli trasparenti su tutti i transiti e l’interruzione del
memorandum d’intesa militare tra Italia e Israele.
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