mercoledì 22 luglio 2020

pc 22 luglio - Torino - il carcere tortura viene allo scoperto - massimo sostegno all'inchiesta - massimo sostegno alla lotta dei detenuti e di tutte le forze alleate - soccorso rosso proletario

Torino, botte e umiliazioni ai detenuti: 25 indagati tra cui il direttore, contestato per la prima volta il reato di tortura

Nel mirino soprattutto i reclusi con problemi psichici, spogliati, malmenati e minacciati nella famigerata "sezione X". E le denunce cadevano nel vuoto
Celle dedicate alla punizione dei detenuti con scompensi psichici. Venivano obbligati a spogliarsi e a gridare frasi come “Sono un pezzo di m...” mentre gli agenti li malmenavano con schiaffi e pugni, attrezzati di guanti per non lasciare i segni. “Figlio di p..., ti devi impiccare” urlava la guardia carceraria Antonio Ventroni al detenuto Daniele Caruso dopo averlo portato in infermeria.

"In due gli sputavano addosso e lo colpivano con violenti pugni al volto, provocandogli un ematoma a un occhio, emorragia dal naso e una lesione a un dente incisivo superiore che, dopo qualche tempo, a causa di quel colpo cadeva". Decine di episodi a partire dalla primavera del 2017, denunciati prima dai detenuti e poi dalla garante di Torino, Monica Gallo, ma sempre ignorati a tutti i livelli.
È l’intero "sistema carcere" a essere finito sotto inchiesta da parte del pubblico ministero di Torino Francesco Pelosi: inchiesta che si è chiusa con 25 indagati che vanno dal direttore della casa circondariale "Lorusso e Cutugno" di Torino, Domenico Minervini, al capo delle guardie carcerarie, Giovanni Battista Alberotanza, ai rappresentanti del sindacato più attivo della polizia penitenziaria, l’Osapp.

pc 22 luglio - Lo Stato borghese prepara la repressione di massa contro il movimento NOTAV

No Tav, il questore di Torino De Matteis: "Attenzione, in Valsusa l'anteprima delle proteste d'autunno nelle piazze italiane"

L'analisi dopo tre giorni di assalti al cantiere: "C'è una frangia che cerca l'incidente per attrarre consenso e che evoca la 'resistenza alle forze d'occupazione'"

pc 22 luglio - Stati Uniti: il fascio/imperialismo di Trump e le violenze della polizia non fermano ma allargano le proteste popolari


“Il vento di Minneapolis - diciamo tra l’altro nell’analisi sulla situazione mondiale https://proletaricomunisti.blogspot.com/2020/06/27-giugno-pandemia-e-crisi-mostrano-la.html#more - ha contagiato tutto il paese e il movimento antirazzista non si ferma e si estende. Ma attenzione, non c'è un generico movimento antirazzista. Ci sono proletari afroamericani e delle altre nazionalità che si ribellano alla brutalità poliziesca sistemica su cui si regge l'imperialismo Usa, indipendentemente dai governi - e con Trump si è arrivati al massimo. Ci sta la gioventù antirazzista, il movimento Black Lives Matter; ma c'è anche una campagna elettorale, l'antitrumpismo che si riversa nel sostegno a Biden come faccia più presentabile dell'imperialismo Usa, a fronte della crisi di consenso di Trump. In questa dinamica noi vediamo un altro scenario, quello del movimento rivoluzionario proletario e di massa che si muove con una dinamica di una potenziale guerra civile, dato che comunque Trump e il fascio populismo non lasceranno il campo senza esercitare il massimo dei suoi poteri e della violenza. Tutte le dichiarazioni di Trump su antifa, anti insurrezione, sono il cuore del problema con cui misurarsi.”


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Non solo Portland, gli squadroni di Trump verso Chicago e New York
Stati uniti. Prove generali di stato autoritario: manifestanti e passanti prelevati per strada. La procura dell'Oregon fa causa al governo federale
La protesta a Portland


22.07.2020
Durante un incontro con i giornalisti, lunedì nello Studio Ovale, Donald Trump ha dichiarato di volere inviare agenti federali a Chicago, New York e Philadelphia contro quelli che definisce «anarchici della sinistra radicale».
Ha esaltato i risultati che a suo parere sono stati ottenuti a Portland, dove qualche giorno fa il presidente ha fatto quelle che sembrano vere e proprie prove tecniche di stato totalitario inviando, così sono stati definiti, «squadroni di spie», agenti non identificabili, che hanno prelevato manifestanti e passanti per trasportarli e detenerli per ore in veicoli militari, anche questi non identificabili.
LA PRASSI È STATA RIPETUTA talmente tante volte che il procuratore generale dell’Oregon, Ellen Rosenblum, ha intentato una causa contro il governo federale, accusandolo di detenere illegalmente i cittadini.
Democratici e leader locali parlano di proteste in gran parte pacifiche affrontate dalle forze federali con lacrimogeni, ferendo gravemente un manifestante e spingendone altri nei furgoni non contrassegnati.

pc 22 luglio - Libia - il regime fascista turco di erdogan estende la sua guerra a tutto il mediterraneo


...tra "gestione dei migranti" e tentativi di accaparramento dei giacimenti petroliferi e di gas!
si acutizza la contraddizione con la Grecia

pc 22 luglio - Ravenna: a sostegno della lotta degli operai dell'appalto Marcegaglia,. Oggi presidio davanti alla Prefettura.

CON GLI OPERAI SOVIA (APPALTO MARCEGAGLIA) CONTRO L'ATTACCO AL SALARIO E LE DISCRIMINAZIONI SINDACALI IN FABBRICA
UNITA' DEI LAVORATORI SU UNA PIATTAFORMA PROLETARIA E COMBATTIVA


La pandemia è il detonatore di una crisi economica che era già in atto e che colpisce più duramente ora, e che sarà di dimensioni ancora più pesanti in questo autunno, quando peggiorerà le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori e delle loro famiglie.
Le misure del governo sono state a tutela delle aziende e dei lavoratori autonomi mentre ha portato avanti l'attacco al salario con la cassintegrazione - non ancora pagata dall'INPS a tutti i lavoratori -, e quella Covid che copre il 58% del salario, mentre aumentano i prezzi dei generi di prima necessità, la disoccupazione e la precarietà. Non c'è stata nessuna iniziativa da parte del governo per la sospensione degli affitti e delle bollette, nessun blocco dei prezzi che invece sono continuati a salire.
La pandemia continua a diffondersi, anche nel nostro paese, focolai si sono accesi tra i lavoratori della logistica e della lavorazione delle carni. Con la fase 2 è ripresa la strage nei luoghi di lavoro. Per questo è necessario rilanciare con forza la lotta per la sicurezza così come rivendicare il potenziamento della sanità pubblica con nuove assunzioni e strutturazioni nei territori e negli stessi luoghi di lavoro.
Ricordiamoci che durante il lockdown la sicurezza nei luoghi di lavoro gli operai l’hanno potuta ottenere solo attraverso gli scioperi spontanei che, scavalcando i confederali, hanno imposto almeno i Protocolli di sicurezza in fabbrica.
Nella fase 2 gli operai più combattivi vengono messi in condizione di "non nuocere" al dominio padronale, con licenziamenti e ogni sorta di discriminazione, come è successo agli operai SoVia dell'appalto alla Marcegaglia di Ravenna organizzati nel sindacato di base SGB che hanno risposto con lo sciopero per il reintegro degli operai allontanati e contro l'attacco al salario dell'ennesima falsa cooperativa, parte di un sistema di sfruttamento dove comanda unicamente la direzione Marcegaglia. Per questo siamo qui a sostenere questa giusta lotta contro l'attacco al salario e alle condizioni di lavoro, contro le false cooperative, le discriminazioni sindacali, contro la linea di cedimento e collaborazione dei confederali e sindacati di comodo.

Slai Cobas per il sindacato di classe-Ravenna



cosa ci aspetta per quest'autunno


Allo stesso tempo è oggi  illusorio pensare di migliorare la condizione dei lavoratori con la classica lotta sindacale azienda per azienda. Abbiamo bisogno di costruire la forza necessaria “dentro e fuori i luoghi di lavoro, che sia capace di legare la lotta sindacale tradizionale ai movimenti dei disoccupati, degli occupanti casa, di quegli immigrati che oggi rappresentano al tempo stesso la principale fonte di estrazione del profitto nelle fabbriche, nei magazzini e nelle campagne, e (non a caso) il principale bersaglio dell'offensiva reazionaria e razzista” (assemblea del Patto d’Azione). Questo vuole dire “far pagare la crisi ai padroni”. Come si fa, però, a raggiungere quest’obbiettivo se non c’è un cambio di passo nelle lotte dei lavoratori, come facciamo a imporre una patrimoniale del 10% al 10% più ricco, la riduzione d'orario a parità di salario, il salario garantito ai disoccupati, presentare finalmente il conto a padroni e governo che cominciano a parlare già adesso di AUTUNNO CALDO, come dice il ministro degli interni del governo Conte, che dimostra che la volontà del governo è quella di trasformare le lotte sociali in problemi di "ordine pubblico". In più occasioni la polizia è già intervenuta a reprimere le lotte operaie: è successo alla TNT di Peschiera Borromeo, così come a Modena. Come facciamo a allo stesso tempo a combattere le forze politiche populiste, sovraniste e fascio-razziste che sono al servizio del mantenimento di questo sistema?
Per questo è necessario un percorso di lotta comune che non sia quello legato alla "normale" lotta sindacale. Durante il lockdown abbiamo sempre detto che proprio la "normalità" è il problema. Questo sistema basato sul profitto è responsabile della pandemia, della trasformazione della pandemia in strage, della minaccia alla vita dei lavoratori e delle masse. Il 6 giugno abbiamo cominciato a riprenderci le piazze, con manifestazioni simultanee a livello nazionale, nella prospettiva di rendere protagonisti i lavoratori combattivi su una piattaforma di lotta.
Il "Patto d'azione" è necessario per l'unità di lavoratori/lavoratrici, movimenti di lotta, compagni, un passo avanti per dare forza alla necessaria battaglia dei lavoratori e delle masse popolari, che divisi sono deboli, uniti sono forti.
Ora dobbiamo rafforzare, radicare e strutturare nel territorio quella piattaforma, un percorso di lotta e unità che non dev'essere intersindacale, ma per l'unità effettiva dei lavoratori/lavoratrici su basi di classe, contro chi si fa portatore di spirito gruppettaro, autoreferenziale e politicista.
E' in preparazione una ASSEMBLEA dei DELEGATI del Patto d’Azione per quest'autunno che vogliamo sia la risposta da parte proletaria che presenti il conto a padroni e governo.
per organizzare anche a Ravenna la partecipazione è necessario costruire una assemblea già per i primi di settembre qui a Ravenna.


martedì 21 luglio 2020

pc 21 luglio - il compagno tunisino Farid è libero - una buona notizia per i comunisti e i proletari in Tunisia e nel mondo

immagini della sua scarcerazione accolto da molti compagni
video e foto alla proclamazione della sentenza
ma l'attenzione a quello che stà succedendo in Tunisia deve ora rimanere e va intensificata, informazione solidarietà e sostegno per le masse in lotta e per i maoisti impegnati nel paese nella costruzione del partito e della rivoluzione di nuova democrazia antimperialista
L'Italia è uno dei paesi imperialisti che opprime e sfrutta la Tunisia;
dai porti tunisini partono ora molti migranti in fuga da miseria, repressione, oppressione e guerre;
nei porti, negli hotspot e Cpr molti tunisini protestano contro segregazione, mancata concessione di permesso di soggiorno e asilo come rifugiati:
sono tutti motivi per la mobilitazione comunista, proletaria, antirazzista nel nostro paese
un dossier è in uscita in questa settimana
che si può richiedere a pcro.red@gmail.com
seguite il blog in italiano dalla Tunisia  tunisieresistant

pc 21 luglio - MILANO - CONTRO FEMMINICIDI E VIOLENZE CONTRO LE DONNE


Milano: 3 stupri in 48 ore - che si aggiungono ai tre femminicidi in 24 ore, avvenuti tra mercoledì e giovedì scorsi; per le donne o chiuse in casa o fuori la guerra di bassa intensità continua. 
Ma respingiamo il tentativo di un uso strumentale delle violenze contro le donne della Lega di Salvini per "più sicurezza".
Come respingiamo "la necessità di un maggior presidio del territorio" puntualmente invocata da associazioni e/o esponenti di cosiddetta sinistra tutte le volte che una donna viene stuprata, specialmente se in un quartiere di periferia, "degradato"

La militarizzazione del territorio sempre intimidisce le donne, le  porta a rinchiudersi in casa, desertifica le vie, le città: allora sì che diventano "pericolose", inospitali per le donne

La nostra risposta è solo una: organizziamoci per lottare insieme contro la famiglia, lo Stato, gli uomini che odiano le donne. 
La nostra lotta è a 360° perchè tutta la vita deve cambiare!

Mfpr Milano

pc 21 luglio - NO TAV dopo la combattiva 3 giorni - l'assemblea popolare traccia le prossime iniziative - info

Assemblea dom 19/07. Decidere sulla nostra terra, sui nostri corpi e sul nostro futuro

Si è svolta nella giornata di ieri un’assemblea molto partecipata e composita, all’interno della tre giorni di lotta organizzata dal Comitato di Lotta Popolare di Bussoleno. Il momento assembleare organizzato nella giornata di domenica, dal titolo “Prospettive tra ecologia, difesa dei territori e lotte globali”, ha visto la partecipazione di movimenti e lotte da tutta Italia.
Generazioni, territori e sensibilità a confronto a partire dalla esperienza di questo mese di lotta No Tav al tempo della pandemia. Il rapporto tra questi due fatti, la pandemia da un lato e la ripresa della mobilitazione No Tav dall’altro, è stata tematizzata in molti interventi e da molti punti di vista, a partire dalla temporalità con cui si sono dati questi processi.
La riapertura del cantiere in Clarea rappresenta l’evocazione simbolica della “ripartenza” imposta dall’alto, della volontà da parte dei governi, delle istituzioni e delle organizzazioni imprenditoriali di ritornare ad una “normalità” fatta di devastazione ambientale, sfruttamento e messa a profitto delle vite e dei territori.
Dall’altro lato, però, ci sono una serie di domande, di riflessioni, di preoccupazioni per il futuro che derivano dall’esperienza materiale del lockdown e della crisi sanitaria, climatica, economica, sociale e persino di civiltà, che è soggiacente da decenni, ma che è stata sollevata come non mai dalla pandemia.
L’assemblea ha toccato svariati temi, con la consapevolezza che il messaggio che porta avanti da decenni il movimento No Tav oggi assume nuovi significati che si accompagnano a quelli storici: i temi del cambiamento climatico, dell’inquinamento, del ricatto tra salute e lavoro,  di come vengono utilizzate le risorse pubbliche, della salute delle persone e della cura dei territori sono stati al centro del dibattito.
Qui di seguito un report più esaustivo dell’assemblea con alla fine alcune date di iniziativa e mobilitazione (non solo in valle) in cui ci si potrà ritrovare!
SALUTE – COVID E CRISI ECONOMICA
Una delle evidenze di questa crisi, dell’incapacità della società così come è organizzata di tutelare la

pc 21 luglio - Il neocorporativismo nelle fabbriche d'armi mostra il suo frutto malefico - aprire la denuncia e la guerra di classe sindacale e politica nel gruppo Leonardo

Cameri, nella fabbrica degli F35 il sindacato autonomo Fismic Confsal si presenta per la prima volta e fa il pieno di voti

Il sindacato autonomo Fismic Confsal si presenta per la prima volta alle elezioni delle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) alla Faco di Cameri, fabbrica del gruppo Leonardo che assembla gli F-35, e fa il pieno di consenso: ha ottenuto 436 voti, pari al 56,1%, ed elegge 6 delegati. Molto staccati i sindacati confederali: alla Fim Cisl vanno 180 voti (23,2%) e 3 seggi, alla Uilm-Uil 140 voti (18%) e 2 seggi, alla Fiom-Cgil 21 voti (2,7%) e 1 seggio. Nelle precedenti elezioni del 2017, quando i dipendenti erano meno di 300 e si eleggevano solo 3 rappresentanti, 2 erano andati alla fim-Cisl e uno alla Uilm-Uil. Oggi gli addetti sono circa mille e la partecipazione al voto è stata molto alta: il 90%. Nello stabilimento l’età media degli addetti è intorno ai 36 anni, il 20% sono laureati e gli altri periti tecnici specializzati in diverse discipline.
«I lavoratori che hanno dato la loro fiducia alla lista Fismic - aggiunge Giovanni Contento, segretario nazionale Fismic Confsal - hanno scelto un sindacato che non è un antagonista ideologico alla produzione di armi volta a servire e difendere la pace e non istigare la guerra. I lavoratori hanno votato la Fismic perché è un sindacato che difende i diritti, ma al contempo rispetta i doveri, fattori fondamentali di un’attività sindacale seria e consapevole dei ruoli».       

pc 21 luglio - L’ambientalismo senza anticapitalismo è giardinaggio - Un contributo


Un documentario prodotto da Michael Moore e girato da Jeff Gibbs mette in discussione la possibilità che possa esistere un capitalismo verde.

L’ambientalismo senza anticapitalismo è giardinaggio
La questione climatica è una tematica che nella storia, soprattutto recente, ha un ruolo sempre maggiore. Tanto gli intellettuali ed i tecnici quanto le masse di ogni area del pianeta hanno fatto e stanno facendo i conti con quella che è a tutti gli effetti una minaccia crescente. Il problema esiste, è reale, ed i ritmi a cui procede la devastazione ambientale sono allarmanti: basti pensare che negli ultimi anni i ghiacciai si sono sciolti ad un ritmo di 765 miliardi di tonnellate ogni 365 giorni, che continua ad aumentare [1].
Di fronte alla convinzione della portata drammatica della crisi si fa strada la volontà e la necessità di trovare una risposta al perché, per la prima volta nella storia, il pianeta Terra sia così influenzato dall’azione umana al punto da rischiare di entrare in un processo di trasformazione inarrestabile ed a noi dannoso.
Illuminante per rispondere a questa domanda è il documentario “Planet of the Humans” (che vi invitiamo a vedere) diretto da Jeff Gibbs e prodotto da Michael Moore, dove nello specifico ci si concentra sulla questione negli Stati Uniti d’America.
Il documentario,dedica ampi spazi alla descrizione del settore delle energie cosiddette rinnovabili,

pc 21 luglio - la lotta dei braccianti stagionali a Saluzzo - info

A UN MESE DALLA MOBILITAZIONE DEL 18 GIUGNO QUALI SONO LE RISPOSTE AI LAVORATORI STAGIONALI?

Il 18 giugno oltre un centinaio tra lavoratori stagionali della frutta e solidali partecipavano ad un presidio sotto al Comune di Saluzzo. I braccianti, costretti a vivere per strada e nei parchi, chiedevano una soluzione abitativa. Dopo un tavolo insoddisfacente, in cui i diversi attori presenti (il sindaco di Saluzzo e di numerosi comuni limitrofi, una rappresentanza della Prefettura e delle associazioni datoriali) non hanno fatto nient'altro se non rimpallarisi le responsabilità l'un l'altro o su altri enti (i comuni assenti e la Regione in particolare) e suggerire vaghe ipotesi, la manifestazione si era fatta strada per la città, bloccando il traffico e dando prova di grande determinazione. A distanza di un mese, possiamo abbozzare un giudizio sulle misure adottate dalle istituzioni per far fronte alle esigenze (e alle lotte) dei lavoratori.

Martedì 30 giugno veniva firmato quello che il Corriere di Saluzzo ha chiamato il “Protocollo per la gestione degli aspiranti braccianti”. Tale documento vede l'adesione dei rappresentanti della Prefettura di Cuneo, di alcuni Comuni del comprensorio della frutta e non solo (Cuneo, Saluzzo, Busca, Costigliole di Saluzzo, Lagnasco, Tarantasca, Verzuolo, Savigliano), della Regione Piemonte, dell’amministrazione Provinciale,  e di tre associazioni datoriali (Coldiretti, ConfAgricoltura e CIA), Caritas, Associazione Papa Giovanni XXIII e FDO.

Giovedì 2 luglio, a distanza di soli 3 giorni dalla firma del protocollo, gli almeno 130 lavoratori stagionali costretti a vivere da maggio nei giardini di Villa Aliberti, altrimenti noto come Parco Gullino, vengono prelevati di peso tramite l’azione congiunta di FDO e Croce Rossa e depositati in giro per i vari comuni del distretto agricolo. In alcuni comuni si trovano sistemazioni in tende, con accesso ad acqua ed elettricità. In altri i lavoratori si ritrovano a dover dormire in piccole tende da campeggio senza alcun servizio. In altre ancora non viene proposta alcuna soluzione, e i braccianti

pc 21 luglio - Il regime fascista di Erdogan riaccende la questione armena nel quadro dei piani di 'nuovo impero ottomano'


in via di traduzione 
Repuplic of Turkey Continues to Armenian Enmity and Ottoman Dreams!

Azerbaijan has been continuing its attacks on the border villages of Armenia since July 12. Historical hostility and animosity continue. The AKP-MHP fascist administration, which has not given up the threat of provocation and attack for a moment, is behind the tension that has been going on for years between the two countries. Both fascist R.T. Erdogan and Defence Minister Hulusi Akar made to the press on the subject; “They will pay for what has been done. The blood of our brothers will not be shed” clearly shows that the fascist AKP-MHP administration is behind the attacks of Azerbaijan.
The AKP-MHP fascist administration, which has hostile relations with all its neighbours, is trying to realize the dream of new Ottomanism with the invasion and annexation attacks against Iraqi Kurdistan and Libya, primarily to the lands of North East Syria. It is a continuation of the basic policy pursued by the Turkish state towards its neighbours by increasing the provocation and threats against Armenia by recently supporting the Azerbaijani administration militarily and politically. Can the Turkish state, which does not give up its historical Armenian hostility for a moment, be expected to be neutral in the problems between Azerbaijan and Armenia?
As the Martyr Nubar Ozanyan Battalion, which was established in the Autonomous Region of Northern and Eastern Syria to defend its own people, we state that we are against the racist, chauvinist, aggressive and invader policies of the Turkish state. We state that we are with the Kurdish-Arab-Syriac-Assyrian-Armenian people. We underline that we are against provocations and invasion attacks of the neighbours of the Turkish state, and that a possible war will not have any other harm other than Armenian and Azerbaijani peoples. We condemn the Kurdish-Arab-Armenian-Syriac-Assyrian enmity of the Turkish state…


TKP-ML