Quello che sta avvenendo nelle scuole è assolutamente inaccettabile: vengono fissati divieti di fare assemblee sulla Palestina mentre a Pompei arriva il ministro Nordio e gli studenti vengono precettati per andarlo a sentire. Il governo mette le mani sulla scuola e impone che le scuole non parlino dei diritti degli studenti, dei diritti umani, non parlino di Palestina, non prendano posizione e invece dovrebbero diventare un megafono del governo accompagnati dalla complicità delle autorità scolastiche che per paura o perché sono della stessa idea del ministro fanno di tutto per far passare nelle scuole il divieto di pensare, il divieto di esprimere posizioni, il divieto di formarsi alla luce dei fatti e non all'ideologia reazionaria che pratica questo governo.
"L'invito" per la partecipazione all’arrivo del ministro fatto dalla scuola di Pompei è un'aperta strumentalizzazione di una funzione istituzionale per una propaganda politica che, per di più nel caso del referendum, è una propaganda al servizio di delinquenti e corrotti e di coloro che dal governo, dai banchi del Parlamento e dai centri dell'economia, della stampa, perseguita il crimine - questo sì che è il vero crimine - di asservire la magistratura agli interessi del governo che è il vero scopo della riforma Nordio e dello stesso referendum che, lungi dall’essere plebiscitario, sta trovando una serie di opposizioni.
Questo è stato scritto e inviato ai docenti: “sarebbe bello che partecipasse una nutrita rappresentanza
delle classi quinte. Pertanto con il vostro dipartimento potreste preparare i ragazzi più motivati a partecipare all'incontro, magari raccogliete anche le adesioni dei partecipanti”.Lo stesso ministro che ha inviato gli ispettori per appurare i caratteri di un altro incontro in cui al centro della riflessione era il genocidio a Gaza.
Valditara vuole una scuola asservita al governo, asservita all'ideologia reazionaria, conservatrice e fascista che pratica, vuole impedire il conflitto, la libertà di pensiero, vuole asservire e imporre una vera dittatura scolastica fatta anche di punizioni nei confronti degli studenti che protestano contro tutto questo e che scendono in campo su tutti i temi che sono fondamentali per la vita del Paese e quindi per l'educazione stessa: il genocidio in Palestina, il riarmo, la complicità delle scuole nei confronti degli istituti, delle università, degli istituti di ricerca israeliani con le industrie belliche della Leonardo.
Valditara immagina lucchetti alla discussione pubblica e rinvia ragazzi e ragazzi al chiuso delle aule per rafforzare l'elemento diseducativo e disumano del nostro tempo.
Il ministro degli interni Piantedosi e il ministro dell’educazione e merito Valditara sono due facce della stessa medaglia: Stato di Polizia, Decreti Sicurezza e dittatura nelle scuole. Contro la censura e la dittatura nelle scuole non solo gli studenti devono reagire, e chi reagisce deve ottenere il massimo di appoggio, ma tutto il Paese deve reagire e in particolare i lavoratori che non possono stare a guardare ciò che avviene nelle scuole, nella società.
Nessuno può cadere nella trappola della cosiddetta “sicurezza”, della caccia all'immigrato per nascondere la testa sotto la sabbia e non vedere che questo governo oltre che violare la Costituzione sta marciando apertamente verso uno Stato di Polizia, una dittatura aperta che servirà solo ai padroni, perché sono poi i padroni gli utilizzatori finali di tutto questo, che potranno ancora di più sfruttare nelle fabbriche, cambiare al loro favore ancor di più i rapporti di forza che sono già deboli dei lavoratori, avere dalla loro parte Stato, governo come parte integrante del comando di fabbrica e della opposizione padronale alle lotte dei lavoratori.

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