BRESCIA: IMPONENTE RISPOSTA
ANTIFASCISTA CONTRO LE PROVOCAZIONI FASCISTE. MIGLIAIA LE PERSONE
PRESENTI. CORTEO SPONTANEO DI MASSA VERSO LA STAZIONE FS.
Venerdì 20 dicembre a Brescia imponente risposta antifascista
al corteo fascista e xenofobo di venerdì 13 dicembre – con 300 fascisti
locali (e di Verona, Bergamo, Cremona e Mantova) in zona Stazione – e
alle svastiche vergate su muri e monumenti del centro storico, un paio
di giorni fa. Una svastica è comparsa anche sul basamento della statua
della “Bella Italia”, a pochi passi dalla stele dei Caduti di piazza della Loggia
che ricorda la strage fascista, di Stato e della Nato del 28 maggio
1974, con 8 morti e 102 feriti durante una manifestazione antifascista.
L’appuntamento antirazzista e solidale
era per le 17.30 in piazza Rovetta, lanciato da Anpi e Cgil e a cui
hanno aderito decine e decine di organizzazioni differenti, comprese le
realtà antagoniste, seppur con proprie parole d’ordine. Le migliaia e
migliaia di persone arrivate sono ben presto esondate in piazza Loggia.
Da lì lo spezzone antagonista – Magazzino 47, Diritti per tutti e Collettivo Onda studentesca – è partito in corteo, con diverse migliaia di persone, arrivato nelle stesse strade percorse dai fascisti la scorsa settimana.
Il riassunto della mobilitazione antifascista di Brescia nel
servizio del Giornale Radio con Marco, inviato della Redazione di Radio
Onda d’Urto. Ascolta o scaric
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(nel video, dell’Anpi Scuola Brescia, il corteo di movimento partito da piazza Loggia)
LE CORRISPONDENZE.
Ore 19 – Il corteo di movimento, molto
compatto, è arrivato in via Corsica, quella immortalata nel video –
ripreso da media locali e nazionali – del corteo di 300 fascisti del 13
dicembre, per mostrare visivamente “di chi è Brescia, città
antifascista. Siamo dieci volte loro”, è stato scandito dall’impianto di
amplificazione del corteo di Magazzino 47, Diritti per Tutti e
Collettivo Onda Studentesca. Marco, della Redazione, in diretta. Ascolta o scarica
Ore 18.15 – Molte migliaia di persone – 10 mila secondo le prime stime –
riempiono tutta piazza Loggia. Lo spezzone antagonista si muove in
corteo spontaneo verso via X Giornate e il centrale corso Zanardelli. Ascolta o scarica
Ore 18 – Si svuota piazza Rovetta, la folla – cresciuta ancora nei numeri, con diverse migliaia di presenti in continua crescita
– tracima in piazza Loggia, dove si trova la stele dei Caduti della
Strage fascista, di Stato e della Nato del 28 Maggio 1974. In testa lo
spezzone di csa Magazzino 47, Diritti per Tutti e Collettivo Onda
Studentesca (
Ore 17.45 – In piazza anche esponenti
dell’Amministrazione comunale e i consiglieri di maggioranza (di
centrosinistra), mentre quelli di destra hanno votato contro alla
richiesta (comunque approvata) di sospendere per un’ora il Consiglio
comunale in corso a palazzo Loggia.
ORE 17.30 – In piazza, prima del via
ufficiale della mobilitazione, ci sono già abbondantemente oltre un
migliaio di persone.
ORE 17 – Militanti antifasciste e
transfemministe hanno realizzato un flash mob sulla statua della Bella
Italia, punto di riferimento per decine di iniziative organizzate negli
ultimi anni da Non Una Di Meno.
Autisti e magazzinieri di Amazon negli USA sono in sciopero. É il più esteso sciopero nella storia dell’azienda negli Stati Uniti.
L’interruzione del lavoro è causata dalla non volontà di Amazon di riconoscere il sindacato dei teamsters, accettando di conseguenza di contrattare con la Union migliori condizioni retributive e di sicurezza.
Amazon è la seconda azienda nella lista di Fortune 500 ed è una delle multinazionali che ha investito di più nelle strategie anti-sindacali a livello mondiale, mentre i teamsters sono una delle realtà sindacali
Gli operai di Forlì occupano la fabbrica e vincono la vertenza
Lavoravano per 12 ore al giorno percependo uno stipendio adeguato a
otto ore lavorative, privati di qualsiasi livello di sicurezza e
l’alloggio previsto in realtà coincide con lo stesso capannone senza
riscaldamento con i materassi buttati a terra. Gli operai hanno bloccato
lo stabilimento di mobili e allestito un presidio davanti all’azienda.
La vertenza che vede protagonisti gli operai pakistani reclutati a
Prato da una ditta, la Sofalegname, che produce mobili imbottiti a Forlì
è stata seguita dal sindacato sociale Sudd Cobas, di seguito un
commento del compagno che abbiamo intervistato:
“Questi lavoratori già li conoscevamo in parte. Sono condizioni
simili a quelle che troviamo spesso nel
Ciò
che sta accadendo oggi nella nostra amata Palestina in termini di
crimini, guerre di genocidio e pulizia etnica per mano dell’esercito
occupante sionista e di branchi di coloni, con la partecipazione
dell’alleanza imperialista e dei suoi seguaci e strumenti nella regione,
richiede tutti ad avere una rilettura radicale, sia nelle performance
politiche e militari che nelle traversie del movimento di massa e nella
lotta dei popoli solidali con noi.
Ciò
richiede che le persone leali in patria e nella diaspora prendano
l’iniziativa per riunirsi, formulare le linee generali per l’imminente
confronto con l’occupante e formulare politiche che consentano al nostro
popolo e ai suoi amici di impegnarsi dietro le fila della resistenza
all’occupazione. proteggere la patria e innalzare lo spirito combattivo
ovunque, sia con il sostegno diretto che indiretto.
Ciò
che accade oggi in Cisgiordania è esattamente il contrario, dove tutto
ciò che è utile e resistente,
Il
18 dicembre 2024 c’è stato un ennesimo incidente su un cantiere nella
DOIT di Bologna (per DOIT si intende il perimetro territoriale
attribuito, per gestione e responsabilità, alla città di riferimento. Di
solito coincide con la regione, ma in alcuni casi i confini possono
essere anche più ampi). Capiremo di preciso cosa è accaduto, ma è
evidente che la responsabilità di quanto è successo è da ricercarsi
nelle condizioni in cui i lavoratori, siano essi dipendenti di ditte
appaltatrici o ferrovieri, sono costretti ad operare.
Ormai
da quando è partito il processo riorganizzativo ogni limite è stato
superato; l’impunità garantita ad RFI sta producendo quello che da un
anno denunciamo e ci chiediamo come mai sia così difficile,
In un rapporto di 179 pagine, Human Right Watchafferma
di avere scoperto che le autorità israeliane hanno intenzionalmente
privato i palestinesi di Gaza dell’accesso all’acqua potabile e ai
servizi igienici necessari per la sopravvivenza umana di base.
«Le
autorità e le forze israeliane hanno interrotto e in seguito limitato
l’acqua corrente a Gaza; hanno reso inutile la maggior parte delle
infrastrutture idriche e igienico-sanitarie di Gaza tagliando
l’elettricità e limitando il carburante; hanno deliberatamente distrutto
e danneggiato le infrastrutture idriche e igienico-sanitarie e i
materiali per la riparazione dell’acqua; e hanno bloccato l’ingresso di
forniture idriche essenziali». E poi ancora: «L’acqua è essenziale per
la vita umana, eppure per oltre un anno il governo israeliano ha
deliberatamente negato ai palestinesi di Gaza il minimo indispensabile
di
Il governo fascio/razzista Meloni-Salvini puo continuare nella sua azione antimmigrati e antiONG
una corrisponza da Palermo questa mattina
Stamattina siamo stati davanti ad
una delle entrate del carcere Pagliarelli di Palermo dove c’era un affollamento
di televisioni, radio, giornalisti italiani e stranieri in attesa dell’arrivo del
razzista Salvini per il processo il cui inizio era fissato per le 9,30.
Sono stati fatti entrare prima i
rappresentanti delle parti civili (delle diverse Ong presenti: Open Arms,
Mediterranea…, ma anche tante associazioni) e poi il pubblico a cui è vietato
usare il telefonino. I rappresentanti delle ong non hanno voluto rilasciare
interviste.
Mentre la polizia riprendeva
tutti quelli che entravano nel piazzale, intorno alle 9,30 è arrivato pure Salvini,
superblindato e accompagnato da alcuni dei suoi compari leghisti, come il
fascistone Valditara.
Dentro l’aula bunker del carcere,
alle 11,30 i giudici hanno deciso di ritirarsi in camera di consiglio per
deliberare.
Dopo le 9,30, infatti, è iniziata
l’udienza, l’ultima, alla fine della quale sarà emesso il verdetto, che vede
imputato Matteo Salvini, nel 2019 ministro degli interni, per il sequestro di
147 migranti tra adulti e ragazzi che erano sulla nave della ong Open Arms il
19 agosto, e alla quale era stato impedito lo sbarco dei migranti.
Dopo l’apertura dell’udienza, alla
presenza delle parti civili e dei loro avvocati (alcuni dei quali
I soldati israeliani la chiamano «kill zone» o «line of the dead
bodies» e si estende fin dove l’occhio del cecchino può arrivare.
Non ha confini precisi, la zona dei corpi morti ha frontiere
immaginarie. Si trova all’altezza del corridoio Netzarim, una
fascia di sette chilometri con cui Israele – da ben prima del 7
ottobre 2023 – spacca Gaza in due parti.
E’ qui, in questo spazio dove non vige
alcuna legge né politica né morale, che le unità dell’esercito
israeliano giocano il loro tetro torneo della morte: vince chi
ammazza più palestinesi possibile. La storia la
racconta Haaretz, il quotidiano israeliano da poco
sanzionato dal suo stesso governo, dopo aver raccolto le voci di
soldati, riservisti e ufficiali di ritorno da Gaza: in quella kill
zone sono autorizzati a sparare a chiunque, senza ulteriori
via libera.
Così sono stati uccisi centinaia di palestinesi,
compresi bambini, e i loro corpi abbandonati. «Dopo gli spari, i
cadaveri non vengono recuperati e attirano branchi di cani che
vengono a mangiarli. A Gaza la
Tous unis à Paris pour une nouvelle manifestation nationale ! Georges Abdallah doit être libre, maintenant ou maintenant !
« Par
décision en date du jour, le tribunal d’application des peines a admis
Georges Ibrahim Abdallah au bénéfice de la libération conditionnelle à
compter du 6 décembre prochain, subordonnée à la condition de quitter le
territoire national et de ne plus y paraître. » (Décision du tribunal d’application des peines, le 15 novembre)
Le
15 novembre dernier, le verdict de la Cour d’Application des peines de
Paris est tombé, en réponse à la onzième demande de libération
conditionnelle déposée par Georges Abdallah en juin 2023 : Georges Abdallah doit être libre ! Cette
décision de justice – qui conforte les deux
(Dal responsabile Slai cobas sc per il gruppo Stellantis)
Sul
piano Stellantis che il Ceo JP Imparato, responsabile europeo del
gruppo ha presentato al Mimit, il tavolo ministeriale, davanti ai
ministri Urso Giorgetti Calderone e ai sindacati, il quotidiano ‘Il
Messaggero’ scrive significativamente:
‘Il
governo e Stellantis depongono le armi. Il primo intervento di Jean
Philippe Imparato al Ministero delle Imprese è stato soddisfacente
ed a chiudere il tavolo sulla multinazionale transatlantica è stato
lo stesso padrone di casa, il ministro Adolfo Urso che ha seguito la
vicenda dichiarando che non avrebbe fatto sconti. Il rappresentate
dell’esecutivo voleva un nuovo piano ed impegni precisi e il
manager di origini italiane è riuscito a centrare l’obiettivo.
«Questa è una giornata importante, così è stata definita da tutti
gli attori - ha spiegato Urso - Importante per l’auto italiana, per
l’industria e per i lavoratori. Avevamo chiesto a Stellantis di
confrontarsi su un piano industriale assertivo con investimenti,
ricerca e sviluppo, modelli e piattaforme per i siti italiani e
garanzia dei livelli occupazionale. E responsabilità nel governare
la transizione del comparto auto italiano, indotto e filiera».
Due
miliardi di investimenti più sei miliardi di acquisti dai diversi
fornitori, per incrementare la produzione Stellantis negli
stabilimenti italiani di city car e modelli ibridi collocati in tutte
le fabbriche del gruppo, con la messa in opera delle piattaforme
STLA modulari che sulle catene di montaggio permettono di gestire la
produzione di più modelli, con la piattaforma large, a Cassino, la
medium a Melfi e, annunciata a sorpresa, la piattaforma small a
Pomigliano per le vetture piccole a produzione di massa, il polo del
lusso concentrato a Modena.
Questa
l’esposizione di JP Imparato per Stellantis al tavolo ministeriale. Ma appunto questa è la versione padronale
che i problemi non li chiude ma li apre.
Il
governo parla della fine di un conflitto. Non può che riferirsi alla
recente e a suo modo inevitabile fase polemica, persino per il
governo, dei "lasciamo fare ai padroni che producono", sollevata verso
Riprendiamo dal Cap. IV di Stato e rivoluzione, in cui Lenin riporta le "spiegazioni complementari di Engels", le parti che riteniamo più essenziali per lo scopo di questa Formazione: la comprensione di cosa è lo Stato borghese e cosa fa lo Stato nelle mani del proletariato, della maggioranza della popolazione, uno "stato non stato", che abolendo le classi estingue sè stesso, la sua necessità.
Tanto c'è in questo capitolo, che chiaramente va letto tutto, ma ora è necessario concentrare l'attenzione.
Questo capitolo è importante, e sempre molto attuale, per la critica che Lenin, riprendendo Marx e soprattutto passi di scritti di Engels, sviluppa verso le concezioni degli anarchici sullo Stato e verso l'opportunismo, che non solo porta una idea falsata dello Stato e non ha imparato niente dalla grande, sia pur troppo breve, esperienza della Comune di Parigi, ma come opportunisti/riformisti sono responsabili con le loro posizioni di lasciar loro campo aperto alle posizioni anarchiche. Cosa esattamente uguale oggi.
Lenin scrive: "...Il marxismo ha sempre insegnato che con l'abolizione delle classi si compie anche l'abolizione dello Stato. Il passo a tutti noto dell'Antidühring sull'"estinzione dello Stato" rimprovera gli anarchici non tanto di essere per l'abolizione dello Stato, quanto di pretendere che sia possibile abolire lo Stato "dall'oggi al domani".
"...Se la lotta politica della classe operaia - scriveva Marx deridendo gli anarchici e la loro negazione della politica - assume forme violente, se gli operai sostituiscono la loro dittatura rivoluzionaria alla dittatura della classe borghese, essi commettono il terribile delitto di leso-principio, perché per
SABATO 21 DICEMBRE A FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE
ore 14,00 - presidio di boicottaggio
al Carrefour via Farini a 50 metri da P.zza Maciachini con volantini e speakeraggio con BDS Milano e dintorni in occasione della giornata nazionale di boicottaggio, per poi spostarci insieme
ore 15,00 - 63° CORTEO A MILANO
organizzato da tutte le Associazioni palestinesi
partenza da Piazza Maciachini M3
con termine al Cimitero Monumentale M5
PER FERMARE IL GENOCIDIO
PER UN CESSATE IL FUOCO INCONDIZIONATO, IMMEDIATO E DURATURO.
PER L'ACCESSO SENZA CONDIZIONI DEGLI AIUTI UMANITARI INTERNAZIONALI.
PER IL DIRITTO ALL'ESISTENZA ALLA RESISTENZA
AL RITORNO DEI PROFUGHI
PER IL DIRITTO ALL'AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO PALESTINESE
Intorno alle 12 dell’11 dicembre, la polizia greca ha fatto
irruzione in un esercizio pubblico di Atene dove lavoravano dei
lettori di Partizan.
Su questo attacco,
il KKE (m-l) e Partizan hanno diffuso un comunicato dal titolo :
“Continuiamo a far paura alle classi reazionarie”.
Sull’irruzione, che la polizia greca ha sminuito affermando:
“nessun arresto”, sono state diffuse le seguenti informazioni.
Durante l’irruzione,
avvenuta senza un mandato ufficiale, senza giustificazione e senza
l’autorizzazione di un pubblico ministero, la polizia ha effettuato
una perquisizione domiciliare non autorizzata. Nel corso di questa
perquisizione, un collaboratore di Partizan è stato oggetto di
aggressione verbale e fisica. Allo stesso tempo, la polizia ha
visitato altre attività commerciali nel quartiere, qualificandosi
come un'unità "antiterrorismo", senza però fornire alcuna
ragione per le perquisizioni e irruzioni. Durante la perquisizione,
la polizia ha fermato, insieme al collaboratore di Partizan, due
clienti, un greco e un turco, e un altro immigrato turco uscito dal
ristorante che stava osservando la scena. A tutti è stato impedito
di telefonare o contattare un avvocato. Durante la perquisizionesono state distrutte e
sequestrate due
telecamere appartenenti al ristorante.
Durante tutta
l’operazione, la polizia non ha dato nessuna risposta alle
richieste di informazioni degli avvocati. Nonostante le ripetute
perquisizioni, la polizia ha addirittura negato che fossero avvenuti
Hoy 18 de diciembre se lleva a cabo el juicio contra 62 activistas que, como informa Antigeitonies,
se atrevieron defender el derecho de manifestación ante las
prohibiciones reaccionarias que impuso el gobierno con el pretexto de
evitar la propagación del COVID. Los activistas llevan desde el 6 de
diciembre de 2020, durante la manifestación por el asesinato de
Alexandros Grigoropoulos, peleando jurídicamente por su inocencia.
Antigeitonies
también denuncia que, como se ha demostrado ahora, cuatro años después
de la pandemia, “está claro que el gobierno utilizó la protección de la
salud como pretexto para prohibir y reprimir cualquier intento de
movilización popular. Las reuniones en toda Grecia (Atenas, Salónica,
Ioánina, Heraklion, etc.) en aquella época eran golpeadas por la policía
y se producían detenciones,
Purtroppo noi non ce ne meravigliamo - Il Codacons ha voluto fare un ricorso inutile, avventurista e demagogico.
Ma
non si dica che valgono di più dei cavilli giuridici della giustizia
per migliaia di operai e cittadini dei quartieri inquinati.
Nel
libro che abbiamo preparato sulle principali udienze del processo di 1°
grado si dimostra ampiamente, anche dalle stesse dichiarazioni degli
avvocati dei Riva e complici, che questo processo era ed è politico, che la
sentenza di annullamento di 7 anni di processo rimane un grande favore a
Riva e complici e un ulteriore schiaffo agli operai e popolazione.
Ma, come abbiamo detto dal primo momento, nessuno si illuda, non finisce qui...
Riportiamo dalla presentazione del Libro: "Un lungo processo raccontato attraverso 7 anni di udienze dal 2014 al 2021", una parte che tratta dei precedenti tentativi fatti in questi 7 anni dagli avvocati di padron Riva per spostare il processo da Taranto a Potenza
*****
"Il processo Ilva è una sorta di sintesi di quello che il
capitalismo. Marx se fosse vissuto ora sarebbe stato ultra
interessato ad un processo come questo.
Il
capitalismo a Taranto è come se avesse sintetizzato gli aspetti più
esemplari in negativo di quello che il capitalismo che unisce agli
effetti sempre più criminali di iper sfruttamento e quelli assassini
di morte per il profitto. Oggi poi è come una bestia feroce, che
ormai sta per cadere ma purtroppo non cade da sola, che diventa
ancora più aggressiva.
Noi
in questo stesso periodo abbiamo iniziato una Formazione marxista
proprio sul Capitale, rivolta agli operai, ai giovani soprattutto che
vogliano effettivamente capire, avere gli strumenti di analisi.
Ecco
è come se stiamo dicendo le stesse cose, stiamo parlando del
processo Ilva, stiamo parlando della Formazione sul Capitale di Marx
che ci spiega a più di 150 anni di distanza il processo di
produzione capitalista; ma che ci spiega nello stesso tempo che
questo processo di produzione non è immortale. Però perché
effettivamente muoia e si passi a un altro modo di produzione, che
chiaramente non può essere questo presente solo “migliorato”,
occorre che i “becchini” del capitale – come diceva Marx - gli
operai, si organizzino e lottino per rovesciare questo sistema.
Tutto
questo c’è nella vicenda Ilva.
In
Ilva, dopo padron Riva che sembrava il massimo criminale, è venuto
Mittall, che sul mettere
Mentre il
governo, con alla guida la fascista Meloni, continua a sbraitare che non ci
sono soldi, anche in questi giorni in Parlamento dove va avanti la ridicola
farsa dell’approvazione della finanziaria, dall’altro lato approva in tutta
tranquillità l’acquisto di 24 Eurofighter ad alta tecnologia, che si aggiungo
ai 90 già all’opera, per migliorare le prestazioni dell’imperialismo italiano nella
guerra elettronica negli scenari di guerra che si allargano giorno dopo giorno.
Nuovi Eurofighter per
l’Aeronautica, arriva il via libera dal Parlamento
Le
commissioni di Camera e Senato hanno approvato l’acquisto di ulteriori
ventiquattro caccia F2000 per l’Aeronautica militare. I nuovi velivoli andranno
a sostituire i mezzi prossimi al pensionamento e potrebbero essere dotati delle
ultime migliorie nell’ambito della guerra elettronica
17/12/2024
Proseguono gli sforzi dell’Italia per mantenere
aggiornate le proprie capacità aeree. La commissione Difesa della Camera e la
Commissione Affari esteri del Senato hanno dato parere favorevole al decreto
ministeriale per l’acquisto di ventiquattro Eurofighter Typhoon, che andranno a
sostituire i ventisei in dismissione a partire dal 2028. Attualmente, il caccia
multiruolo di quarta generazione rappresenta il pilastro portante della flotta
aerea italiana, la quale conta oltre novanta F2000.
I nuovi velivoli dovranno anche coprire i compiti
attualmente svolti dai Tornado, in via di
"Parliamo di sicurezza solo quando ci sono i morti", in strada la protesta dei lavoratori portuali.
"Siamo a
parlare di sicurezza quando per l'ennesima volta un lavoratore ha perso
la vita e non tornerà a casa". Esplode la protesta dei lavoratori a
Genova dopo l'infortunio mortale al terminal di Pra'. Parlano di
"situazione inaccettabile" e di allarmi inascoltati, bloccato il
traffico davanti a uno dei varchi di accesso al porto.
Operaio morto al porto di
Genova, la rabbia dei lavoratori: “Ci siamo rotti, non puoi uscire di
casa e non tornare più dalla famiglia”
Striscioni e blocchi sul lungomare, monta la protesta di sindacati e operai: «Manca la prevenzione, troppi morti»
Uno striscione bianco con scritto "basta morti sul lavoro! ci siamo rotti il ca..o” e i new jersey di un vicino cantiere a bloccare lungomare Canepa a Genova.
È questa la protesta dei lavoratori portuali che dopo l'incidente
mortale della scorsa notte al porto hanno deciso di scioperare per 24
ore e si sono radunati davanti al varco Etiopia del porto di Genova. La rabbia dei lavoratori è alta:
«Non puoi uscire di casa e non tornare più dalla tua famiglia, è
inaccettabile», dicono i colleghi della vittima. Il
La Meloni alla sua festa di
Atreju si è esercitata nel mestiere che le riesce meglio: raccontare
balle, vendere fumo e mostrare la sua vera natura, che in questo caso
coincide con la natura effettiva di FdI e con la visione ideologica e
politica del suo programma e del ruolo del suo governo nella
trasformazione reazionaria dello Stato, delle Istituzioni, degli
strumenti di consenso, egemonia di massa, volti ad costruire un
regime moderno fascista.
I
toni sono stati da campagna elettorale permanente, di attacchi
volgari e sguaiati a forze dell’opposizione, a personaggi di essa,
per dipingersi come novità, salvatrice della patria, della nazione,
con toni a metà tra demagogia spicciola e ruffianismo verso i poteri
cosiddetti “forti” nazionali, europei e mondiali.
Le
balle sono chiaramente quelle sui temi di politica economica e sono
quelle di sempre di tutti i reazionari della sua parte in peggio: dal
milione di posti di lavoro di Berlusconi (da creare) a 1 milione di
posti di lavoro creati, ecc. Si possono usare i dati come si
vogliono, ma questa cosa non sta né in cielo né in terra; la
disoccupazione di massa, la disoccupazione giovanile e femminile, le
regioni disastrate del sud per la mancanza di lavoro, non sono state
intaccati neanche di una virgola da questo governo, come tutti
possono verificare, non solo nelle loro città, nei loro quartieri
popolari, nelle loro famiglie. E i giochetti sui contratti -
determinati, indeterminati – sono appunto giochetti, il posto di
lavoro di tutti o è precario, o è a rischio o non c’è. E che si
discuta tanto su come regolarizzare raider, ecc. è solo lo specchio
della montagna di lavoratori, soprattutto giovani, che fanno lavori
di merda, per salari di merda e condizioni di merda. Su questo,
questo governo non fa certo meglio dei governi precedenti ma
sicuramente si predispone sempre di più per fare peggio.
L’altra
balla è la questione dei ricchi e dei poveri, dei salari e dei
redditi. All’ombra di questo governo
In Palestina avanza dietro la “foglia di fico” del cessate il
fuoco e dello scambio degli ostaggi con prigionieri palestinesi il
piano genocida dello stato sionista israeliano, appoggiato
dall’imperialismo Usa, pronto a passare, nel cambio presidenziale
da Biden a Trump, ad uno stadio di piena realizzazione ed a scrivere
l’ennesima pagina nera del sistema capitalista/imperialista nella
storia dei crimini dell’umanità e dei genocidi.
Su questo non c’è
altra soluzione che il sostegno alla resistenza palestinese, la sua
unità e alla guerra ad Israele da parte di tutto il mondo arabo
entro cui si sviluppi il movimento di resistenza anti imperialista di
tutte le masse arabe, volto a rovesciare e a prendere il posto dei
regimi arabi complici o inconseguenti.
Bisogna avere
fiducia nelle masse, sostenere la resistenza fino alla vittoria dal
fiume al mare per la liberazione della Palestina.
Lo stato di Israele,
appoggiato dall’imperialismo, tutto, e non contrastato dalle
cosiddette “potenze alternative” all’imperialismo Usa, Russia e
Cina, ha occupato una parte del Libano e “domato” la lotta degli
Hezbollah. Naturalmente tutto questo è sempre di natura temporanea
nell’incendio del Medio Oriente.
A questo si è
aggiunta la crisi siriana, su cui è assolutamente da fare una
distinzione. Da un lato è del tutto evidente che lo stato sionista
di Israele, approfittando della “pace” temporanea in Libano ha
concentrato la sua azione militare in Siria, occupando le alture del
Golan e ulteriori territori, con lo scopo anche qui di restarci per
sempre e ha colpito pesantemente le strutture militari siriane per
evitare che esse possano svolgere funzione anti Israele. E quindi, è
senz’altro giusto che la crisi siriana abbia