giovedì 9 maggio 2019

pc 9 maggio - Noi siamo con i ROM e con la sindaca Raggi che difende l'assegnazione della casa contro gli schifosi fascisti di Casa Pound e le 'schifose' razziste - proletari comunisti/PCm Italia

Raggi 'Questa famiglia risulta legittima assegnataria di un alloggio. Ha diritto di entrare e la legge si rispetta. Siamo andati a conoscerli e sono terrorizzati. Abbiamo avuto modo di far conoscere questa famiglia ad alcuni condomini. Chi insulta i bambini e minaccia di stuprare le donne forse dovrebbe farsi un esame di coscienza. Non è questa una società in cui si può continuare a vivere". Sono le parole che ha pronunciato la sindaca uscendo dalla casa popolare assegnata alla famiglia nomade a Casal Bruciato dove è stata accolta da una raffica di insulti e offese sessiste da parte dei residenti che da  due giorni protestano contro l'assegnazione del Comune di un alloggio popolare a una famiglia bosniaca di 14 persone. 
Raggi è stata contestata da circa una trentina di persone che hanno seguito il cordone di polizia che accompagnava la prima cittadina. I cittadini si erano radunati in strada poco prima per l'arrivo della presidente del municipio IV, Roberta della Casa. I cittadini urlano e chiedono principalmente legalità, rispetto e trasparenza nell'assegnazione delle case popolari. "Salvini, Salvini" ha urlato un gruppetto
di donne che manifestano

Casal Bruciato, Virginia Raggi in visita alla famiglia rom assediata: “Mafiosa, schifosa, buffona. Portali a casa tua”
Casal Bruciato, Virginia Raggi in visita alla famiglia rom assediata: “Mafiosa, schifosa, buffona. Portali a casa tua”

pc 9 maggio - Contro i fascisti a Casalbruciato in tutte le forme - cronaca della manifestazione antifascista

Casal Bruciato, storico residente fa suonare ''L'Internazionale'' sul balcone per il corteo antifascista

Esce sul balcone di casa, appoggia un paio di casse sul davanzale e fa suonare ''L'Internazionale'' al passaggio del corteo antifascista a Casal Bruciato. E’ Pippo Macrì, storico abitante del quartiere teatro di feroci scontri e polemiche per l’assegnazione di una casa popolare a una famiglia di origine rom. Tanti i manifestanti che si sono fermati sotto il balcone di Pippo e con il pugno alzato hanno intonato la storica canzone comunista

Casal Bruciato: cronaca di una sollevazione antifascista


Se il riscatto popolare comincia dai quartieri della periferia, ebbene il pomeriggio di ieri mercoledì 8 maggio, per le vie di Casal Bruciato, segna certamente un passaggio importante dei molti che dovranno esser fatti nel prossimo periodo.
L’appuntamento chiamato alle 16 in via Satta, di fronte le sedi Asia-Usb e della Casa del popolo, voleva essere un secondo momento di “rigurgito antifascista” (dopo quello del giorno prima) nei

pc 9 maggio - Dal presidio 4 maggio all'Arcelor/Mittal di Taranto la voce dei cassintegrati ILVA AS

dal blog tarantocontro


pc 9 maggio - Info solidale con gli operai licenziati Fiat/FCA Pomigliano - Slai cobas per il sindacato di classe coordinamento nazionale




Quattro giorni sul campanile della chiesa del Carmine di Napoli per un reddito di cittadinanza per tutti i licenziati, disoccupati e immigrati
Rompiamo i vincoli dell’Isee, del nucleo famigliare e della nazionalità imposti da questo governo
Estendiamo la lotta avviata dai 5 operai licenziati di FCA Pomigliano
18 maggio
Assemblea operaia nazionale a Pomigliano
Ore 10, Palazzo dell’Orologio, Pomigliano (NA)
Interverranno
I 5 operai licenziati di FCA Pomigliano
Domenico De Stradis, operaio di FCA Melfi
Francesco Maranda, Forum Diritti e Salute
Pietro Basso, Il Cuneo Rosso
Moni Ovadia, scrittore e attore
Aldo Milani, coordinatore nazionale S.I. Cobas
Papis Ndiaye, coordinatore provinciale S.I. Cobas
Realtà di lotte sindacali e politiche

pc 9 maggio - Salario minimo e lotta per il salario - dibattiamone 2

Salario minimo a 9 euro: perché sì, perché non basta



Salario minimo per legge a 9 euro lordi orari, non solo nei settori non regolati da accordi tra datori di lavoro e organizzazioni sindacali, ma come valore generale per la contrattazione collettiva.
Questi, in sintesi, i due punti rilevanti usciti fuori dal “tavolo tecnico” riunitosi lunedì 6 maggio al Ministero del lavoro tra le parti sociali per la stesura del disegno di legge sul tema del salario minimo, così come promesso dal contratto di governo.
A questo stadio delle trattative, il bicchiere può considerarsi mezzo pieno, ma, continuando in punta di metafora, l’acqua che lo riempie ci pare un po’ torbida.
Il punto positivo è sicuramente l’inclusione di una retribuzione “pavimento” sotto il quale non sarebbe possibile scendere, un provvedimento che costituirebbe, prendendo in prestito le parole dell’Usb, «un avanzamento sostanziale per milioni di lavoratori di moltissime categorie, dalle

pv 9 maggio - Turchia - il regime interviene contro le madri e le mogli dei prigionieri politici in sciopero della fame

Jeudi, des policiers anti-émeutes ont utilisé leurs boucliers pour repousser des dizaines de femmes, des mères et épouses de prisonniers en grève de la faim, qui tentaient de se regrouper dans un parc à Diyarbakir, grande ville de la région majoritairement kurde du pays. C’est Leyla Güven, la députée du parti démocratique des Peuples (HDP), qui a entamé cette grève de la faim le 8 novembre 2018 afin de mettre un terme au régime d’isolement imposé à Abdullah Öcalan et à la répression brutale dans les prisons. Des centaines de prisonniers politiques l’ont depuis rejoint dans sa grève de la faim.
L'intervention policière à Diyarbakir


L’intervention policière à Diyarbakir 

pc 9 maggio - La questione del salario minimo e la lotta per il salario - dibattiamone 1

 Perché e come combattere il salario minimo

Le proposte di legge sul salario minimo devono essere contrastate in nome del potere di contrattazione e con proposte alternative che prevedano parità di retribuzione a parità di lavoro, non per tutelare il monopolio della rappresentanza.

Perché e come combattere il salario minimo 
Il salario minimo sociale sarà il cavallo di troia per il sindacato e per il conflitto nei luoghi di lavoro? Forse esageriamo ma la proposta, tanto cara al Grillismo, avrà effetti negativi sulla contrattazione.
Non che gli imprenditori siano felici perché da sempre rivendicano massima flessibilità delle mansioni, degli orari e vorrebbero il salario come variabile dipendente dai profitti, dagli utili aziendali. In questi anni le pretese dei padroni sono state fin troppo assecondate dal sindacato rappresentativo, è bene ricordare che il problema non sta nel contratto nazionale da contrapporre a quello di secondo livello perché entrambi sono figli di una contrattazione che non favorisce gli interessi dei lavoratori. I contratti nazionali rinviano sovente alla contrattazione aziendale che prevede innumerevoli deroghe rispetto ai contratti nazionale su materie rilevanti che, disciplinate dal

mercoledì 8 maggio 2019

pc 8 maggio - MANDURIA (TA) - CRESCETE LE SERPI IN SENO... - LA POLIZIA/LE ISTITUZIONI, LA SCUOLA, LA GENTE, LA FAMIGLIA

LA POLIZIA - Il 14 marzo - ben tre settimane prima della denuncia presentata dai vicini dell'operaio-pensionato, Antonio Stano, il 66enne di Manduria, morto a fine aprile dopo anni di sevizie, insulti, botte, calci, torture da parte di 14 ragazzi di cui 12 minorenni - la polizia, che non poteva non sapere, solo perchè sollecitata da uno dei vicini, va alla casa di Stano, raccoglie la sua denuncia ma non fa nulla. Chiede soltanto a Stano, che stava evidentemente male e temeva ritorsioni, se avesse bisogno di medico, farmaci, ma al suo rifiuto, se ne va - giustificazione: il pensionato non ha sporto denuncia formale. Solo il 6 aprile, ma dopo una denuncia firmata da alcune persone, i poliziotti intervengono e ricoverano il pensionato. 
La solerzia della polizia vista normalmente nelle lotte, nella repressione sociale, viene evidentemente meno quando si tratta di intervenire verso una persona che ha bisogno, sia per burocratismo (ci voleva la "denuncia formale"...), sia perchè Stano nel paese veniva considerato mezzo "pazzo" e quindi o non credibile o verso cui sarebbero meno gravi insulti e maltrattamenti.
LE ISTITUZIONI - Un anno fa, il 26 aprile, il consiglio comunale di Manduria era stato sciolto per "mafia" a causa 'delle riscontrate ingerenze da parte della criminalità organizzata'; con una particolarità: a differenza di altri scenari in cui era stata la mafia a cercare i contatti con la politica, a Manduria si era verificato il contrario, la politica aveva cercato di collegarsi alla mafia. Un "bell'ambiente" tossico, in cui i valori criminali, fascisti, da bullismo verso i deboli, hanno naturalmente casa.  

LA SCUOLA - Viene a conoscenza dai video mostrati da uno dei ragazzi, ma non sporge denuncia, si limita a parlare con la famiglia del ragazzo
LA GENTE DEL PAESE - Lo considerava appunto come un "pazzo" e non badava a quello che subiva da 7 anni. Individualismo, perbenismo, hanno buon gioco.
Sergio Costa ha scritto (riportato in altro post): "Antonio Stano era povero, viveva in una casa modestissima e la sua condizione psichica ed esistenziale non lo indussero a curare le apparenze, le pubbliche virtù e le convenzioni del piccolo centro di provincia. Anche la povertà, per il nuovo senso comune, per di più se non nascosta, occultata e se, addirittura, ostentata, è una colpa atavica dell’individuo che “non si è dato da fare”, che è uno “sfigato” , un “barbone” ecc… Comunque nemico del nuovo “decoro” sussunto come nuovo valore fondante... Nelle fasi di crisi, in quelle economiche ma soprattutto in quelle di civiltà, lo straniero (ora il migrante), il diverso, il disadattato ed il “matto” sono tutti additati come portatori di dis-ordine che tuttavia ci possono confermare nell’ordine...”.  
LA FAMIGLIA - La madre di uno dei ragazzi: “Ho paura che gli possa accadere qualcosa ora… sembra così forte ma ha ancora bisogno di me… io che sono la madre lo conosco bene… siamo preoccupati per come può reagire la gente.
“La scuola e i servizi sociali vi avevano avvertito dell’esistenza di quel video. Cosa avete fatto lei e suo marito?”. “Chiede il giornalista” - Lo abbiamo subito messo in punizione non facendolo più uscire. Cos’altro potevamo fare?...".
La difesa della famiglia prima di tutto - anche di fronte ad una persona morta/uccisa.

pc 8 maggio - Roma. A Casalbruciato manifestazione antifascista

“Gli abitanti delle periferie romane lanciano per  mercoledi 8 maggio dalle h.16 in Via Sebastiano Satta (Casal Bruciato) un presidio antifascista e a difesa del diritto alla casa per tutti. Ogni giorno nei nostri quartieri ci opponiamo a sfratti e sgomberi, sosteniamo le famiglie che si trovano in difficoltà e ci battiamo affinchè il diritto alla casa sia garantito a tutti, senza alcuna distinzione, ed è per questo motivo che non accettiamo e continueremo a combattere contro ogni sciacallaggio e speculazione sulla pelle degli ultimi della società, di coloro che vengono abbandonati dalle istituzioni e strumentalizzati dai fascisti.
Per garantire il diritto alla casa per tutti c’è solo una ricetta: più case popolari! Basta sfratti e sgomberi! No alla guerra tra poveri! Respingiamo gli sciacalli nei nostri quartieri!

pc 8 maggio - La “guerra dei dazi”: Basta un tweet di Trump per fare andare l’economia mondiale ancora di più in depressione?


La “guerra dei dazi” degli Stati Uniti contro la Cina si trasforma ogni giorno di più nella guerra dei nervi, oramai a fior di pelle di tutti i paesi imperialisti, innanzi tutto. Per quanto le sparate di Trump che fanno alzare o scendere le Borse con panico generale in tutto il mondo sono l’aspetto possiamo dire folcloristico, visto il personaggio, sono fondate però su dati concreti, quelli della crisi del capitalismo in questa fase che alcuni chiamano “stagnazione secolare”.

“Il sistema imperialista continua ad attraversare una profonda crisi. I tentativi imperialisti e reazionari attuali per affrontarla e superarla non hanno successo e si va verso un approfondimento e un’estensione.
“La crisi, esplosa nel campo della finanza, ha la sua causa nella produzione e provoca oggi una nuova recessione. Si acutizza la contesa mondiale e le contraddizioni inter-imperialiste. Queste contese partono dalla guerra commerciale e vanno sempre più trasformandosi in contraddizioni politico-militari geostrategiche, originando e ampliando guerre di aggressione e occupazione, guerre per interposta persona e fanno avanzare la tendenza a una nuova guerra mondiale diretta tra gli imperialisti per la spartizione del mondo.
“L’approfondimento ed estensione della crisi imperialista significa lo scaricamento di essa imperialista e reazionario sui proletari e le masse popolari. Ciò significa un divario sempre più grande tra la ricchezza di un pugno di paesi imperialisti e la povertà dei tre quarti dell’umanità dei paesi oppressi dall’imperialismo. E all’interno dei paesi tra le classi dominanti e i proletari, i contadini e tutti i settori e strati delle masse sfruttate.” (Dichiarazione del Primo maggio 2019)

Questo è il quadro della società borghese con la sua “economia” impazzita, su cui torneremo.

La “cura” che i capitalisti hanno provato a mettere in campo anche questa volta è quella della “politica monetaria accomodante” come l’hanno definita. Le principali e fondamentali banche centrali stampano “soldi freschi” li fanno arrivare alle banche in difficoltà (alcune delle quali sono state salvate con la nazionalizzazione) o dandoli direttamente o comprando i loro debiti, così alleggerite le banche dovrebbero riprendere a prestare soldi alle aziende, ma le banche con questi “soldi facili” come li chiamano, li “investono” in Borsa per fare profitti, ricostituire i capitali e gli stratosferici stipendi dei manager, per cui alla fine l’economia non riparte.
E secondo alcuni calcoli questi interventi delle banche centrali per far andare avanti la macchina del capitale è di circa 20 MILA MILIARDI di dollari!
Ma questo gioco delle banche centrali e a cascata di tutte le banche non fa che aumentare il debito pubblico, i bilanci si gonfiano di nuovo di debiti che devono essere ripianati. E tutto questo appunto si scarica sulle masse lavoratrici innanzi tutto con aumento aperto o nascosto delle tasse, con tagli alla spesa pubblica.
E per questo che continueremo ad assistere ai vari “bilanci dello Stato” sempre da rifare, al ballo scomposto attorno allo 0 virgola qualche cosa dei borghesi che, tramite i loro ideologi, ci raccontano una bugia dietro l’altra, cercando di nascondere la realtà.

pc 8 maggio - L'Italia sempre più imperialismo perdente in LIbia

Leggi l'importante articolo sull'ultimo numero di proletari comunisti Maggio 2019
richiedi a pcro.red@gmail.com

pc 8 maggio - Se i poliziotti diventano questurini leghisti... vanno trattati come tali

da il fattoquotidiano

Se i poliziotti divengono
questurini leghisti per
spezzare le contestazion
i

Salerno la ragazza identificata dalla polizia rea di aver mirabilmente sfregiato l’autostima di Matteo Salvini avanzandogli con la scusa di un selfie la domandina: “Ma non eravamo terroni di merda?”. Poi ad Avellino una incursione della Digos in casa di una signora che aveva esposto sul suo balcone un manifesto contro (“La Lega è una vergogna”). A dicembre scorso – al tempo dei barconi e dei migranti lasciati morire in mare – la polizia di Stato, in funzione purificatrice, aveva rincorso un signore che silenziosamente innalzava a piazza del popolo a Roma, durante la manifestazione leghista, un cartello con una frase tratta dal Vangelo: “Ama il prossimo tuo”.
Salvini che chiama le guardie, o lascia che le guardie facciano il lavoro sporco, consegna se stesso da militante dei banchetti dei mercati popolari, che ha frequentato per oltre un ventennio in nome della Lega, a potente che si fa difendere, oltre la misura e oltre il diritto, da un servizio di scorta pagato dallo Stato, in questo caso, come direbbe lui, persino in nome del popolo italiano, per difenderlo nelle sue funzioni da aggressioni o atti violenti. La Digos non è pagata per far tacere le contestazioni, quando esse si esprimono in modo civile e responsabile, come in tutti questi tre casi descritti. È successo anche al tempo di Silvio Berlusconi, quando la polizia identificò Piero Ricca colpevole di aver gridato “buffone” all’indirizzo dell’allora premier. E innumerevoli sono i casi di soverchieria ad opera dei servizi di scorta di ministri e di potenti, ieri e ieri l’altro come oggi succede con Salvini, da farci dire che queste operazioni assomigliano a vere e proprie intimidazioni.Salvini può chiedere scusa ai meridionali per aver profferito frasi ingiuriose e volgari nelle sue funzioni di deputato della Repubblica, dunque rappresentante di tutti gli italiani. Può anche ritenere di non scusarsi. Quello che non può fare, e che il capo della polizia Franco Gabrielli dovrebbe impedire ad ogni costo, è di trasformare i poliziotti in questurini leghisti.

pc 8 maggio - Tangenti Lombardia, la retata dei politici di Forza Italia all'ombra della Lega Salvini/Fontana



Associazione mafiosa, abuso d’ufficio, finanziamento illecito ai partiti, corruzione per spartirsi appalti pubblici. Sono le accuse mosse dalla Dda di Milano nei confronti di politici, amministratori e imprenditori di Lombardia e Piemonte: 43 misure di custodia cautelare. Tra gli arrestati ci sono il consigliere comunale milanese e vicecoordinatore regionale di Forza Italia Pietro Tatarella, candidato alle Europee e il sottosegretario forzista all’area Expo della Regione Lombardia Fabio Altitonante
di Alessandro Madron

pc 8 maggio - Torino - Repressione e lotte sociali - proletari comunisti partecipa


REPRESSIONE E LOTTE SOCIALI
Dallo sgombero dell’Asilo alle violente cariche del 1 maggio allo spezzone NOTAV, passando per licenziamenti punitivi e misure di sicurezza preventive, assistiamo ad un nuovo livello di repressione che rende necessario la ripresa di un dibattito militante su questo tema.
Ci vediamo giovedì 9 maggio, ore 18, presso la Casa Umanista per discuterne con Italo di Sabato, Gianluca Vitale, Nicoletta Dosio, Francesco Piccioni, Flavia Cassaro, Angela Giordano e Noi Restiamo Torino. Non mancate!

pc 8 maggio - Torino - FUORI I FASCISTI DAL SALONE DEL LIBRO!

Presidio giovedì 9 maggio, ore 14, via Nizza altezza metro Lingotto
La vicenda che vede coinvolto il Salone del Libro e la casa editrice fascista Altaforte, di proprietà di Francesco Polacchi attivista di CasaPound, divide il campo in maniera netta tra coloro che sono pronti a dichiararsi antifascisti solo nelle parate ufficiali e coloro che invece non sono disposti a lasciare spazio alle destre. Le dimissioni di Raimo e la dichiarazione da parte di WuMing di non

martedì 7 maggio 2019

pc 7 maggio - A Casal Bruciato i fascisti terrorizzano un'altra famiglia rom legittima assegnataria di una casa popolare

"Non c'è un c.. di poliziotto, un appartenente alle forze dell'ordine, il vuoto", denunciano gli attivisti antirazzisti. 
Presidi contrapposti di Usb e Casapound dopo l'assegnazione di un alloggio popolare a un nucleo familiare bosniaco composto da 14 persone: due sono adulte, ma per la maggior parte sono bambini. Il più piccolo ha due anni.



L'associazione Nonna Roma, appreso del presidio di CasaPound, ha lanciato una mobilitazione rivolta a tutta la cittadinanza per non lasciare sola la famiglia rom minacciata. Già ieri alcuni attivisti si sono recati in via Satta per controllare e denunciare la situazione. "Abbiamo trovato bambini terrorizzati, accovacciati in un letto, lontani dalle finestre. Bambini che piangono, seduti su uno straccio di letto, un appartamento completamente vuoto. All'ingresso del palazzo alcune persone controllano chi esce e chi entra. Non c'è un cazzo di poliziotto, un appartenente alle forze dell'ordine, il vuoto. Una famiglia reclusa e terrorizzata dentro una casa del comune senza assistenti sociali, vigili urbani, circondata da facinorosi che gli impediscono di uscire. Una cosa vergognosa, così come l'indifferenza degli altri condomini"
Famiglia rom minacciata a Casal Bruciato: "I bambini non riescono ad andare a scuola"
"Stanotte i bambini avevano molta paura e piangevano – ha detto il padre di famiglia a Radio Cusano Campus, raccontando la situazione e le minacce ricevute – Una delle mie figlie sta male e l'ho portata nel campo nomadi dove abitavamo prima. Volevo portarla all'ospedale, ma lei mi ha detto di no, era in preda all'ansia e alla paura. Gli altri bambini che hanno dormito qui nell'appartamento hanno avuto paura e per tutta la notte non hanno dormito. Io vorrei restare, però i vicini danno fastidio, i miei figli non possono uscire giù, non possono fare niente, non posso portarli neanche a scuola. Sono sceso io e ho comprato cornetto e cappuccino per fargli fare colazione. In casa siamo 14: io sono bosniaco, sono arrivato in Italia nel '92, veniamo dal campo rom di Ciampino. Abbiamo fatto la richiesta per questa casa popolare nel 2017, abbiamo tutto in regola, siamo in regola con documenti e permesso di soggiorno. I miei bambini sono nati in Italia e sono cittadini italiani, il più grande ha 21 anni e il più piccolo due. La casa è grande 106 mq, per me va bene, è grande abbastanza. Per pagare l'affitto faccio il mercatino, ho una partita iva, faccio piccoli lavori. Se ci mandano via da qui, dobbiamo tornare nel campo rom dove stavamo prima".

"Vi devono impiccare tutti" avevano urlato stamani alcuni residenti. Insulti da un manifestante a mamma rom con bimba: "Ti stupro"
Nel primo pomeriggio si è alzata la tensione per l'arrivo nel palazzo del movimento di sinistra Asia, che ha manifestato in strada in solidarietà dei rom. Intanto i militanti di CasaPound, nel cortile del palazzo insieme ai residenti, ha urlato slogan come: "Il quartiere non vi vuole. Buffoni". "Hanno il permesso di stare lì dentro al presidio? Fascisti di m..." urlano i manifestanti di Asia dall'altra parte del cancello.
"Non ti far più vedere, se torni qui ti ammazziamo di botte". Dopo una lunga notte trascorsa dentro l'appartamento spoglio e senza l'allaccio della corrente, Senada e Imed, la coppia rom di origini bosniache legittima assegnataria dell'appartamento in via Satta, a Casal Bruciato, stamani aveva incassato ulteriori minacce dai residenti in presidio permanente nel cortile delle case popolari.  "Li vogliamo vedere tutti impiccati, bruciati" dicono alcune donne radunate nel cortile condominiale proprio di via Satta.
"Non sappiamo cosa fare - aveva detto questa mattina Imed - ma vivere lì in quelle condizioni è impossibile". Insieme a loro c'era anche Suzana, la 34enne rom minacciata ripetutamente dopo che il mese scorso era entrata, anche lei come legittima assegnataria, in un appartamento popolare in via della Tenuta di Torrenova a Tor Vergata. "Dopo la manifestazione neofascista di sabato le minacce sono proseguite - ricorda - mi dica il Comune cosa devo fare, io non vorrei andarmene. Ringrazio i professori e i genitori dei compagni di classe dei miei figli per la solidarietà e la lettera pubblicata martedì su Repubblica".
Una decina di donne si è posizionata davanti l’abitazione popolare assegnata alla famiglia rom a Casal Bruciato, decisa a non farla entrare. “Hanno fatto male a uscire, adesso non passano più”. “Questa è casa nostra, noi torniamo a Casal Bruciato”, ha invece detto il padre della famiglia cui è stato dato l’alloggio.

pc 7 maggio - Il fascio al centro della foto è l'editore-picchiatore squadrista del libro di Salvini


Nel giorno in cui è atteso alla rassegna di Torino, è convocato a Milano per l'udienza di un processo che lo vede indagato per avere «aggredito a calci e pugni» due ragazzi che difendevano una persona insultata con frasi razziste. Polacchi è stato citato dalla procura di Milano nella seconda udienza del processo che lo vede coinvolto per fatti che risalgono al 29 giugno 2017.
Nell’accusa si legge: “Polacchi sferrava un pugno sulla testa di Masi e una serie di pugni sulla testa di Carazas”. Risultato, spondilosi cervicali, trauma nasali e distorsione del collo. Quel giorno Polacchi fa irruzione insieme ad alcuni militanti di Casa Pound a Palazzo Marino, a Milano, per protestare contro il sindaco Sala, coinvolto nelle indagini sull’Expo. All’uscita si imbattono in una delegazione locale dell’Anpi. C’è uno scontro verbale, poi l’aggressione. Polacchi non è nuovo ad episodi di violenza, il primo nel 2008 quando un gruppo di esponenti del Blocco Studendesco, ala giovanile di Casa Pound, attacca a colpi di mazze e cinghiate i ragazzi dell’Onda, il movimento di protesta. Non è l’unico episodio di violenza. Poi hanno il sopravvento gli affari, in stretta connessione con la militanza nella destra estrema. Polacchi fonda la casa di abbigliamento Pivert, il brand preferito dai neofascisti di Casa Pound. In concomitanza con l’ennesima aggressione milanese, fonda AltaForte. Il resto, con le polemiche legate alla biografia di Salvini, alla partecipazione al Salone di Torino e l’onda di indignazione degli intellettuali, è cronaca di questi giorni.

pc 7 maggio - Solidarietà ai compagni dello SPAZIO JURKA, fatti segno dell’aggressione fascista.

Solidarietà ai compagni dello SPAZIO JURKA, fatti segno dell’aggressione fascista.
Il moderno fascismo avanza, si è insediato nel governo con Salvini-Di Maio, rappresenta una protezione costante per le carogne neofasciste, ha sviluppato una ragnatela di rapporti politici e interessi comuni con tutte le formazioni nazifasciste, fino a garantirne l’impunità dell’azione con la copertura istituzionale che rilascia permessi a tutti i livelli, e con la protezione delle cosiddette forze dell’ordine che li scortano per farli scorazzare nelle piazze.
Il fascismo non è un’opinione, è un crimine che va combattuto con la mobilitazione popolare e operaia. Serve un fronte delle forze proletarie, per la vigilanza, l’autodifesa, per contrastarlo e rispondere in ogni occasione si manifesti e in ogni forma, dal fascismo padronale ai dai comizi di Salvini alle azioni squadriste dei topi di fogna.
Serve una nuova resistenza.
Circolo Proletari Comunisti di bergamo

segue il comunicato dello Spazio Jurka: 

Comunichiamo che ieri sera intorno alle 23.30, al termine della festa per i sei anni di autogestione, lo Spazio Jurka ha subito un grave atto intimidatorio di stampo fascista.
Ignoti hanno lanciato una bomba carta ed una torcia di fronte all'entrata, urlando insulti per poi dileguarsi.
In quel momento i compagni e le compagne si trovavano all'interno dello Spazio e nessuno fortunatamente ha subito conseguenze.
Prontamente siamo usciti, ma in pochi secondi erano già fuggiti.
Negli ultimi anni gli atti intimidatori nei nostri confronti sono aumentati e soprattutto dopo ieri si sono aggravati.
Sicuramente nn ci lasceremo intimidire da questo infame attacco, chiaramente di matrice fascista e di certo non faremo alcun passo indietro, anzi ancora con più rabbia vi combatteremo.
Guardia alta!
Spazio Jurka

pc 7 maggio - Il Ministero degli interni e la polizia al servizio della campagna elettorale di Salvini

Striscione contro Salvini a Salerno, la denuncia: "La polizia è entrata in casa di una signora per farglielo togliere"

Striscione contro Salvini a Salerno, la denuncia: "La polizia è entrata in casa di una signora per farglielo togliere"



La vicenda è stata raccontata dall'Osservatorio repressione. Ad Avellino invece un fan di Salvini tenta di aggredire una ragazza. Polemiche anche per il cellulare sequestrato a una giovane che aveva chiesto provocatoriamente un selfie al ministro.
Anche ad Avellino, altra tappa del tour elettorale del ministro, ci sono stati problemi. Un fan di Salvini - occhiali da sole neri e giubbotto anch’esso scuro - ha tentato di aggredire con pugni e poi minacce una ragazza che stava contestando il ministro dell'Interno. "Te ne devi andare, ti prendo a schiaffi", ha gridato più volte l'uomo. 

pc 7 maggio - Gli operai ex Fiat di Termini Imerese tornano a protestare davanti ai cancelli della fabbrica contro l’ingannapopolo Di Maio e il blocco della cassa integrazione

Ieri, gli operai dell’indotto della ex Fiat di Termini Imerese, attualmente Blutec in amministrazione giudiziaria, sono tornati a manifestare in mattinata davanti ai cancelli della fabbrica, in sostanza contro i tempi lunghi delle decisioni che dovrebbe prendere il ministro dello Sviluppo economico, l’ingannapopolo Di Maio sul destino dello stabilimento e i rapporti con la ex Fiat ora FCA!


Decisioni, promesse, che sono state fatte anche in vista delle elezioni e che invece ancora non arrivano...
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La rabbia delle tute blu
Termini, ex Fiat in catene:
“Ridateci il nostro lavoro”
Il nuovo sit-in davanti ai cancelli della Blutec
Per molti dei 300 lavoratori la cassa integrazione non è stata rinnovata
Incatenati per protesta. Disperazione e scoramento: sono gli stati d’animo degli operai ex Fiat e del suo indotto che ieri hanno protestato davanti ai candeli della Blutec, a Termini Imerese per chiedere il rilancio della fabbrica automobilistica, abbandonata da FCA, nella quale fino a qualche anno fa si assemblava la Lancia Ypsilon. Cinque operai delle aziende dell’indotto, Lear Corporation e bienne Sud, si sono incatenati. Con loro oltre 300 lavoratori tra ex tute blu, indotto e servizi.
“Chiediamo che si riaprano per tutti i cancelli della fabbrica – ha affermato Michele Morreale, incatenato con Michele Russo, Giovanni Schillaci, Francesco Serraino e Libertino Rizzo, tutti sposati e con figli da mantenere-. Vogliamo tornare a lavorare così come chiediamo al governo nazionale di inserire anche le problematiche legate all’indotto nei prossimi tavoli in programma al Mise. Inoltre, per circa 300 operai ci sono le problematiche legate alla Cig, per molti non è stata nemmeno rinnovata, per altri la pratica è stata avviata ma è bloccata”...

(dal GdS 7-5-2019)