giovedì 4 aprile 2019

pc 4 aprile - Verso il 25 aprile 2019: Ieri e anche oggi la Resistenza è donna - Da Tavolo 4


"Non c'è altra via che combattere, questo è il fatto. Dal lavoro si può andare in pensione, dalla lotta no."
(Giovanna Marturano)

La Resistenza l'ha mostrato: per le donne non c'è liberazione senza rivoluzione. (MFPR)

Si può ancora parlare nel 2019 di Resistenza come una lotta combattuta prevalentemente da uomini e in le cui donne avevano un ruolo “minore”, al di fuori della Resistenza armata, oppure nessun ruolo se non quello di appoggiare passivamente l'amato/il marito/il fratello/il padre partigiano che andava a combattere?
Noi crediamo di no. In questo momento in cui in altre parti del mondo vediamo le donne prendere potere e agire da protagoniste nella lotta per l'auto determinazione e la creazione di nuovi modi di

mercoledì 3 aprile 2019

pc 3 aprile - Filippine - Duterte e Nuovo Esercito del Popolo


Jose Maria Sison - Duterte è il miglior reclutatore e miglior ufficiale di trasporto e rifornimento
 24 marzo 2019
Il popolo filippino e le forze rivoluzionarie guidate dal Partito Comunista delle Filippine (PCF) devono ringraziare molto Duterte. Sebbene involontariamente, come il tiranno Marcos ai suoi tempi, Duterte è diventato il miglior reclutatore e il miglior ufficiale di trasporto e rifornimento del Nuovo Esercito del Popolo (New People's Army -NPA).
Come miglior reclutatore del NEP, Duterte ha spinto così tante persone ad aderire al NEP gestendo un regime tirannico, sregolato, massacrante, saccheggiatore e generatore di inflazione. Il popolo non ha altra scelta che combattere un regime così malvagio.
Mettendo fine ai negoziati di pace, costringe il movimento rivoluzionario armato a concentrarsi sull'intensificazione della guerra popolare e gettare via ogni illusione che questo regime di terrore e avidità possa negoziare riforme sociali, economiche e politiche per affrontare le radici del conflitto armato al fine di raggiungere una pace giusta e duratura.
Il tipo più diretto di assistenza che Duterte dà alla rivoluzione armata è quello di dividere le sue forze militari e di polizia in due parti, una parte per la guerra psicologica e le intimidazioni di massa e l'altra parte per offensive cieche e sorde contro il popolo.
La parte della guerra psicologica e l'intimidazione di massa è quella di impegnarsi in finte attività di pace e sviluppo, radunando persone per finti negoziati localizzati di pace, finte rese davanti al nemico, occupazione di uffici civili, troppi posti di blocco, protezione di politici e imprese commerciali pro-Duterte, oltre - operazioni di sorveglianza e di intelligence ampliate, diffusa etichettatura di “rosso”, arresti nelle città e operazioni di squadroni della morte.
La parte per il combattimento è indebolita con meno personale da impiegare nelle campagne. In ogni caso, qualunque sia il numero del personale di combattimento delle forze armate reazionarie, sono resi ciechi e sordi dalla mancanza di sostegno popolare ovunque si azzardino a muoversi contro i fronti della guerriglia.
Duterte è il miglior ufficiale di trasporto e rifornimento quando invia le sue truppe e la polizia per attaccare i fronti di guerriglia. Quando avanzano in forze superiori, il NEP si ritira e dà al nemico l'illusione di vincere. Ma quando si accampano e occupano terreni accidentati, la loro forza viene ridotta, lasciano spazi tra le unità e creano piccoli distaccamenti e squadre di pattuglia, che sono facili bersagli per le contro-offensive del NEP.
Il piano di Duterte per distruggere il NEP a Mindanao e poi a Luzon e le Visayas è completamente fallito. Le previsioni di Ano e Duterte che avrebbero potuto distruggere il NEP prima della fine del 2018 si sono dimostrate false. La previsione di Duterte secondo cui il NEP sarebbe stato distrutto prima della metà del 2019 è stata sfatata dallo stesso segretario della DND Lorenzana che ha chiesto più tempo fino al 2022.
Il NEP è diventato più forte a Mindanao, con più unità nemiche annientate e disarmate. Allo stesso tempo, la guerra popolare a Luzon e Visayas si è intensificata con successo. Perciò, Duterte è costretto a ridistribuire alcune delle sue forze da Mindanao alle Visayas e Luzon. Il 75% delle sue forze militari sono concentrate a Mindanao dal 2017 e sono ora ridotte al 64%, secondo fonti interne alle Forze Armate Filippine.
I reazionari irriducibili come Duterte e i suoi servitori armati non riescono mai a comprendere la linea strategica della guerra popolare prolungata nel perseguimento della rivoluzione democratica popolare. Questa linea strategica dà ampio spazio e tempo al NEP a crescere da piccoli e deboli a grandi e forti e ad attirare le forze nemiche per espandersi sottilmente nelle campagne e in così tante isole per le offensive tattiche del NEP per diventare più efficaci.
È impossibile per le forze reazionarie dell'esercito, della polizia e dei paramilitari sconfiggere il NEP attraverso operazioni militari e puerili da guerra psicologica. Il NEP ha già una forza a livello nazionale ed è profondamente radicato tra le masse lavoratrici. Occupa quasi tutte le aree strategiche favorevoli alla guerriglia nella fase di difesa strategica e per la potenziale guerra mobile regolare nella fase di equilibrio strategico.
Il Partito Comunista delle Filippine (PCF) ha saggiamente modificato la struttura delle forze del NEP, con il 40 percento delle sue unità relativamente concentrate per le offensive tattiche e il 60 percento delle unità relativamente disperse per il lavoro di massa in ciascuno dei 110 fronti di guerriglia. Catturando più armi alle forze nemiche, il NEP sta aumentando la sua capacità di colpire i punti deboli del nemico a volontà su tutto l'arcipelago.
In questo momento, la conclusione dei negoziati di pace sembra avvantaggiare lo schema di dittatura fascista di Duterte ma, in realtà, spinge le vaste masse del popolo e le forze rivoluzionarie organizzate a condurre tutte le forme di resistenza per isolarle e intensificarle al fine di isolare e sconfiggere il regime tirannico di Duterte/Stati Uniti.
Come osservatore dell'attuale guerra civile nelle Filippine, ho appreso dalle pubblicazioni rivoluzionarie del PCF che il modo migliore per frustrare lo schema dittatoriale di Duterte, per punzecchiare la sua arroganza e smascherare le finte arrese e i falsi scontri messi in scena dal regime e dai suoi cani armati, è quello che permette al NEP di dare colpi letali sui punti deboli delle forze nemiche nelle campagne e i funzionari più brutali, corrotti e spacciatori di droga del regime nelle aree urbane.
Jose Maria Sison


S


pc 3 aprile - CHE I LAVORATORI RISCHINO LA VITA... LA SICUREZZA E' UN COSTO CHE VA TAGLIATO PER DIFENDERE I PROFITTI DEI PADRONI

(dalla stampa) - Il governo ha tagliato i fondi contro gli infortuni e la sicurezza sul lavoro
Per fare uno sconto fiscale agli imprenditori sono stati ridotti gli incentivi a migliorare la sicurezza sul lavoro, mentre rischiano di essere tagliati i rimborsi in caso di infortunio

Questa settimana il vicepresidente del Consiglio e ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha annunciato su Twitter un taglio delle imposte sul lavoro pagate dagli imprenditori che in alcuni casi arriverà fino al 30 per cento. Quello che non ha spiegato è che il taglio sarà finanziato da un taglio di circa mezzo miliardo in tre anni ai fondi che servono a incentivare gli imprenditori a migliorare la sicurezza sul posto di lavoro. Inoltre, secondo una recente sentenza della Cassazione, la nuova legge ridurrà le possibilità per i lavoratori di ottenere rimborsi in caso di infortunio.

Il taglio di cui parla il leader del Movimento 5 Stelle riguarda i premi INAIL, un’imposta pagata in parte dal datore di lavoro e in parte dal lavoratore che serve a finanziare l’assicurazione per malattia professionale dei lavoratori e i rimborsi in caso di infortunio.
La revisione dei vecchi premi era attesa da molto tempo, sia dai sindacati che dalle imprese. La legge

pc 3 aprile - COSTITUZIONALISTA AZZARITI: "IL MINISTRO DELL'INTERNO E' TENUTO PER LEGGE A SCIOGLIERE I NEOFASCISTI"

Ma se il Ministro degli Interni è lui che favorisce ed è legato ai neofascisti, dovrebbe essere "sciolto" Salvini, sulla base della sola applicazione delle leggi esistenti

pc 3 aprile - TORRE MAURA - ABITANTI RAZZISTI CON CASAPOUND-FORZA NUOVA INCENDIANO, FANNO BARRICATE CONTRO DONNE E BAMBINI ROM - E LA POLIZIA STA A GUARDARE...

Roma 3 aprile 2019 comunicato stampa

UNITI E SOLIDALI CON DONNE, BAMBINI
E FAMIGLIE DI ETNIA ROM
A TORRE MAURA, ROMA CAPITALE

E' necessario organizzare una marcia a Roma e liberarla da razzismo, fascismo  nazismo. https://www.youtube.com/watch?v=KecQ4ylUgEM   

Dopo i pogrom anti Rom in Francia, a Roma Capitale, il razzismo popolare si unisce al razzismo organizzato da Lega, Forza Nuova, Casapound, Azione Frontale. Le violente proteste di Torre Maura contro i rom sostenute dall'estrema destra e nate per l'arrivo di alcune famiglie in una struttura di accoglienza.
Martedì 2 aprile a Torre Maura, nella periferia est di Roma, ci sono state violente proteste sostenute dall’estrema destra contro l’arrivo di alcune famiglie di etnia rom in una struttura di accoglienza: è stata bruciata una macchina degli operatori del centro tra le grida e gli insulti razzisti, sono stati rovesciati e incendiati alcuni cassonetti per creare delle barricate e impedire l’arrivo delle famiglie e sono stati calpestati e distrutti i panini che erano loro destinati come pasto.
Fra le circa 60 persone che avrebbero dovuto essere accolte nel centro ci sono 33 bambini e 22 donne, delle quali tre sono incinte. Nella notte, dopo un incontro tra una delegazione di residenti e

pc 3 aprile - DA VIDEO SU VERONA LA CONTESTAZIONE AL PALAZZO DEI FASCIO-CLERICALI-SESSISTI

La grande protesta in piazza Bra contro Salvini e i clerico-fascisti, sessisti a congresso e contro la polizia che li proteggeva
La critica del Mfpr contro il cordone fatto da rappresentanti 
di Nudm di Roma e Verona per impedire che la contestazione 
ai clerico-fascisti arrivasse molto vicino al Palazzo

pc 3 aprile - BLUTEC, EX FIAT: ANNULLATI GLI ARRESTI DOMICILIARI AL PADRONE GINATTA DIFESO DALLO STUDIO LEGALE DELLA FIAT


In attesa dell’incontro che si dovrebbe tenere il 9 aprile al Ministero a Roma per discutere di come procedere adesso dopo ciò che è successo, ma dal quale a quanto pare sono stati esclusi i sindacati confederali, i giudici hanno pensato bene di rimettere a piede libero il padrone che è difeso dal potente e storico studio legale Grande Stevens di Torino.
La ridicola scusa per il rilascio del delinquente è che la procura di Termini Imerese non sarebbe competente perché la Blutec ha sede legale a Torino! Ma il reato è stato commesso a Termini…!
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Inchiesta Blutec, annullati gli arresti domiciliari: Ginatta torna libero
L'imprenditore torinese dell'automotive era accusato di malversazione ai danni dello Stato. Il fascicolo passa a Torino

Roberto Ginatta

l tribunale del riesame di Palermo ha annullato le misure cautelari inflitte dal gip di Termini Imerese nei confronti del presidente di Blutec Roberto Ginatta, liberato dagli arresti domiciliari. Lo rendono noto i legali. È stata anche riconosciuta l'incompetenza territoriale della Procura di Termini Imerese sollevata dai difensori dello Studio Grande Stevens, in favore della Procura di Torino.

pc 3 aprile - ALLA FINCANTIERI DI PALERMO PER RILANCIARE LA RETE NAZIONALE SULLA SICUREZZA


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martedì 2 aprile 2019

pc 2 aprile - Il fascio-imperialista Bolsonaro stringe accordi commerciali e militari con lo stato razzista e terrorista d'Israele

da nena-news


ISRAELE/BRASILE. Bolsonaro fa contento Netanyahu solo a metà

Il presidente brasiliano, in visita ufficiale nello Stato ebraico, non ha annunciato il trasferimento dell’ambasciata del suo paese da Tel Aviv a Gerusalemme ma solo l’apertura di un ufficio diplomatico. Intanto l’Anp per protesta richiama l’ambasciatore a Brasilia

di Michele Giorgio   il Manifesto

Gerusalemme, 2 aprile 2019, Nena News – Brasiliani e palestinesi, amici fino a qualche mese fa e ora ai ferri corti. A capovolgere rapporti diplomatici consolidati è stato il neo presidente brasiliano Jair Bolsonaro, icona della destra più radicale e razzista. Tagliando di netto le strette relazioni che i suoi predecessori di sinistra, Lula da Silva e Dilma Rousseff, Bolsonaro ha scelto l’abbraccio del suo amico e premier israeliano Netanyahu e ha buttato a mare i palestinesi e i loro diritti. Lasciandosi alle spalle le commemorazioni, che ha imposto quasi con la forza, per il colpo di stato che 55 anni fa

pc 2 aprile - COSA CONTIENE IL 3° NUMERO DEL GIORNALE PROLETARI COMUNISTI

In questo numero 3 del giornale proletari comunisti:
Richiederlo a pcro.red@gmail.com

Con l'editoriale sviluppiamo una denuncia della sostanza di questo governo e del suo essere l'ultima veste e peggiore “Comitato d'affari” della borghesia, inserito in una dinamica internazionale. Occorre centrare il problema principale, l'anello mancante e anello vincente della lotta di classe: il Partito e la sua funzione agente.

Negli articoli successivi diamo indicazioni pratiche del "che fare" adesso.
Dall'importanza della lotta del salario, alla resistenza alla repressione antioperaia nei luoghi più combattivi della lotta di classe.
Sosteniamo l'indirizzo sindacale di classe nazionale, espresso dal coordinamento Slai cobas sc.
Informiamo sul lavoro che facciamo alle fabbriche, occupandoci questa volta della Blutec Termini Imerese
Appoggiamo i movimenti numericamente più significativi e più ampi che hanno manifestato a Roma, pur indicando all'interno di essi limiti e problemi.
Diamo il nostro incondizionato contributo alla lotta delle donne, trincea di prima fila, dallo sciopero dell'8 marzo alla manifestazione di Verona.
Cerchiamo di attrarre a noi intellettuali che ci possono dare una mano sulle questioni centrali, come sono la lotta contro lo Stato e la repressione, con l'intervista all'avv. Gianluca Vitale.
Continuiamo la denuncia del legame governi/Stati e fascisti che dalla Nuova Zelanda mostrano dove possono andare a parare.
Ci occupiamo del principale e vicino all'Italia movimento di lotta, molto seguito anche dalle masse del nostro paese, quello dei Gilet gialli, fotografandone lo stato attuale e valorizzando criticamente quello che dicono e fanno i compagni francesi.
Infine arricchiamo la Formazione operaia agente, rispiegando cos'è la Comune di Parigi e come ad essa guardiamo quando peniamo alla forma Stato del proletariato rivoluzionario.
Mettiamo una pagina di vita di Partito che spiega a chi legge come lavoriamo, quali sono i piccoli passi che stiamo facendo sulla strada coerente della ricostruzione del Partito comunista di tipo nuovo.

pc 2 aprile - Corrispondenza esclusiva dall'Algeria in lotta - nei prossimi giorni serv, foto e altre info

Come ogni venerdì mattina gli algerini si sono dati appuntamento nelle piazze delle principali città. Ad Algeri l’appuntamento è sempre davanti il palazzo delle Grandi Poste, anche il venerdì in cui abbiamo avuto la possibilità di presenziare, tutto il centro di Algeri è stato letteralmente “invaso” da un tappeto di persone.
Le prime decine si sono posizionate sulle scalinate della Grande Posta intorno le 10:00, ma il grosso dei manifestanti arriverà verso il mezzogiorno. Difficile quantificare esattamente la partecipazione, in ogni caso siamo nell’ordine delle decine di migliaia che formano “il corteo”, se così si può chiamare, in quanto non ha un percorso definito, i manifestanti semplicemente si muovono avanti e indietro lungo un perimetro che grosso modo è quello delimitato dalle Grandi Poste, risalendo dal “tunnel universitario” (una galleria scavata sotto le facoltà universitarie) dall’inizio di Boulevard Mohamed V grazie al quale ci si dirige verso la parte alta della città in cui sorge il palazzo presidenziale, infatti lì vi era uno sbarramento di polizia in antisommossa, allora il corteo completava il perimetro svoltando

pc 2 aprile - Tunisia - Per l'anniversario di Rosa Luxemburg e Karl Marx


pc 2 aprile - Palermo - La lotta non si è mai fermata e continuerà!

ll servizio di trasporto riparte a Palermo ma non per tutti gli studenti disabili delle scuole superiori, studenti come Ivan a casa da settembre non sono stati chiamati e le famiglie da noi assistite stanno protestando.

Nel frattempo viene sospeso il servizio di igienico personale per una parte degli studenti e di operatori perche' ora, ad aprile, si scopre, che una coop sociale "accreditata" non era in regola con i documenti contabili; questo significa studenti senza servizio e operatori a casa,

pc 2 aprile - BES-tiale mercato del lavoro femminile - Dai freddi dati la pesante condizione delle donne

di Sara Visintin:

"...Analizzando i dati contenuti sul lavoro femminile indicati all’interno del bilancio ISTAT sul Benessere Equo e Sostenibile (BES), emerge un quadro fortemente negativo della condizione occupazionale della donna e un aumento della precarizzazione del lavoro in generale soprattutto per donne, migranti e giovani.
In particolare i dati relativi all’instabilità lavorativa e all’aumento di contratti a termine è peggiorato rispetto al 2010.
Nonostante negli ultimi due anni sia aumentato il tasso di occupazione femminile (calcolato sulla fascia 20-64 anni), alla fine del 2017 solo il 53,2% delle donne risulta essere occupata, contro il 72,3% degli uomini. L’Italia rimane al penultimo posto della classifica europea del differenziale di genere per l’occupazione (UE a 28) seguita dalla Grecia. Se a questo dato si affianca quello relativo al rapporto fra i tassi di occupazione (25-49 anni) delle donne con figli in età prescolare e delle donne senza figli, è evidente che a essere maggiormente penalizzate sono le donne con figli piccoli.
Per 100 donne senza figli occupate, sono 75 quelle occupate con figli in età prescolare. E il dato

pc 2 aprile - BUONA PRESENTAZIONE A BOLOGNA DEL LIBRO DI ANURADHA GHANDY - CON PROSPETTIVE FUTURE

In un clima impegnato e nello stesso tempo bello, caldo, si è tenuta il 29 marzo alle 20,30 a Bologna la presentazione, organizzata dalle compagne di Amazora presso "Armonie", del libro di Anuradha Ghandy "Tendenze filosofiche nel movimento femminista".
Le compagne avevano fatto un lavoro nei giorni precedenti di informazione dell'iniziativa.
Avevano poi per la serata preparato anche un momento di cameraderia, con buone pizze (una alla pugliese... in "omaggio" alla compagna del Mfpr che veniva da Taranto), dolci, vino, ecc.

L'incontro si è aperto e chiuso con due poesie dedicate alla dirigente del Partito Comunista dell'India Maoista, morta nell'aprile 2008: una, "Anuradha... sorriso di uragano" scritta dallo scrittore, poeta Varavara Rao, più volte incarcerato dal regime fascista indiano; l'altra "Non fermatevi a piangere alla mia lapide", scritta da un Anonimo.
Quindi ci è stata la presentazione del libro da parte della compagna del Mfpr. Un libro che, come è stato detto e come concepiva Anuradha Ghandy la battaglia teorica strettamente unita alla pratica rivoluzionaria, è come un "fucile in spalla" alle donne, contro i nemici delle masse popolari.
Ci si è soffermati su alcuni aspetti della critica alle varie tendenze del movimento femminista, per

pc 2 aprile - TUTTE AL FIANCO DELLA DONNA VIOLENTATA A SAN GIORGIO A CREMANO - PRETENDIAMO INSIEME GIUSTIZIA O FACCIAMO NOI DONNE "GIUSTIZIA"

La violenza sessuale - stupri, femminicidi - è un crimine, l'apice di tante e continue oppressioni e violenze quotidiane contro le donne e deve essere trattato sempre come tale, senza se e senza ma. 
Non confidiamo nella giustizia borghese, ma nella solidarietà attiva, rabbia, ribellione, giustizia autonoma della lotta delle donne contro gli stupratori.
Contro la magistratura che li libera, violentando anch'essa la donna, contro lo Stato, governo che genera, alimenta questo crimine sistemico, scateniamo la furia delle donne.    

La lettera della donna: "Io sono diventata scarto"

I magistrati hanno scarcerato «due dei miei carnefici. Ora ho paura. Quel giorno sono caduta in una trappola. Più ancora della violenza che ho subito, mi ha fatto male quello che è successo dopo. Quando ti accorgi che non c’è giustizia, che non hai tutela, allora il dolore diventa insopportabile», dice a Repubblica la ragazza di 24 anni stuprata nell’ascensore della stazione della Circumvesuviana a San Giorgio a Cremano. Quando torna con la mente a quelle scene affiorano le lacrime. Ma si fa forza, e grida alle altre donne vittime di violenza: «Non abbiate paura di denunciare». E agli uomini

lunedì 1 aprile 2019

pc 1 aprile - VERONACONTRO - LA MAREA DELLE DONNE CONTRO IL MODERNO MEDIOEVO DI SALVINI E CLERICO FASCISTI - IL RUOLO POSITIVO E NEGATIVO DI NUDM - LA NECESSITA' DI ORGANIZZARE IL FRONTE PROLETARIO E RIVOLUZIONARIO DELLE DONNE


Verona ha mostrato ancora una volta che il movimento delle donne è una grande barriera/frontiera contro il fascismo/razzismo/sessismo. Da quando il governo Lega/M5S si è insediato, con Salvini a capo e i suoi ministri e parlamentari profondamente, visceralmente contro le donne, che pensano, ma si illudono, che ora possono “finalmente” togliere diritti, far tornare ad un moderno medioevo la condizione delle donne, dichiarare senza falsificazioni che le donne devono stare a casa a fare figli in una famiglia sempre più conservatrice, chiusa e violenta, ma anche sempre più povera e frustata, con un maschio legittimato ad uccidere se le donne si ribellano e rompono i rapporti; da quando questo governo è nato, ha trovato la prima grande opposizione proprio nelle donne. “Colpo su colpo”, come abbiamo detto il 24 novembre, ad ogni passo del governo o istituzioni locali, e con momenti di imponente scesa in piazza nazionale del movimento delle donne, che dimostra la sua potenziale forza dirompente.

Questo si è manifestato ancora una volta il 30 marzo a Verona.
Imponente manifestazione, 100mila, molto più dei numeri previsti! Via via - a fronte anche delle esternazioni, di proposte oscenamente brutali dei partecipanti al Congresso di Verona che quasi facevano a gara a chi le lanciava di più reazionarie, fasciste, patriarcali possibili - tali da creare contraddizioni all'interno stesso dell'alleanza di governo, prese di distanza politica, compreso l'annuncio di iniziative alternative a Montecitorio del presidente della Camera -, il disgusto, la rabbia, la necessità, voglia di essere a Verona è cresciuta. Mostrando che è più forte la “marea” di donne che la feccia di capi di governi, ultra clerico-fascisti di Palazzo.
Negli slogan, nei cartelli la denuncia oramai vasta del “moderno medioevo” (termine “inventato” dal Mfpr già da qualche anno fa); la ripresa di parole d'ordini anni '70: “il corpo è mio e lo gestisco io”, “aborto libero per non morire”, "siamo le nipoti delle streghe che non siete riusciti a bruciare"; tanti, anche ironici, contro Salvini, Pillon, Fontana, ecc. ecc.

Il movimento delle donne/NUDM ha confermato di essere capace di organizzare, mobilitare grandissimi numeri; ma anche di compattare, di unificare su una immagine uniforme (il “fucsia dominante” era ben organizzato alla partenza da ogni città). Questo è indubbiamente un merito di Nudm, che mantiene la sua forza, egemonia, rappresentanza del movimento delle donne da più di 2 anni.

Molti cartelli centravano punti importanti di denuncia del congresso mondiale delle famiglie, delle “esternazioni” dei clerico-fascisti, in primis di Salvini correttamente individuato come il vero avallante dell’iniziativa politica, etc. 
Le donne anziane che hanno memoria dei tempi bui dell’aborto clandestino, delle catene di un matrimonio odioso e delle lotte costate per ottenere diritti, come l'aborto, il divorzio, il lavoro, sono molto arrabbiate e preoccupate - il cartello di una signora anziana, a lungo applaudita dal corteo: “non posso muovermi ma sono vicina a voi”, ne era una testimonianza; ma lo sono anche le donne giovani, una giovane mamma ci ha detto: sento l’esigenza di lottare perché non posso accettare l’idea di un ritorno all’indietro, soprattutto per lei, mia figlia: che futuro le lascerei? Come sono arrabbiate le ragazze che in tantissime e attivissime stavano nel corteo.

Ma nella sua maggioranza la manifestazione ha dato un'immagine di movimento più ironico e allegro, più festoso e irridente che ribelle e combattivo. Non poneva la prospettiva del rovesciamento di questo governo e della battaglia fino in fondo contro questo sistema, perchè tutta la vita deve cambiare.
Il lungo corteo era unificato dall'”Amore” - certo, contro la concezione e le politiche di famiglie “naturalmente” oppressive, in cui la legge, i ruoli imposti di marito e moglie, di padre e madre, siano gli unici “sentimenti”; non dal necessario “odio” verso tutti gli oppressori, Stati, governi reazionari borghesi, fascisti, padroni, uomini che odiano le donne, che stanno attaccando tutti gli aspetti strutturali e sovrastrutturali della vita delle donne.
Lo stesso slogan “vergogna”, che tanti hanno ripetuto quando passavano vicino al Palazzo della Gran Guardia dove si svolgeva il Congresso clerico-fascista e dove era concentrata la polizia con autoblindo, ecc., esprime ancora una illusione di contraddizione, tra rappresentanti del Potere borghese e manifestazioni apertamente fasciste, da Stato di polizia, che in realtà non c'è: di cosa dovrebbero “vergognarsi”? Visto che proprio questo governo, questa polizia sono i migliori rappresentanti, fonte del moderno fascismo.

Questo humus della manifestazione è stato “spontaneo” e “imposto” come unificante da Nudm, ed è stato accompagnato anche da organi di stampa interessati a dare un'immagine pacifica del movimento delle donne – vedi Il Manifesto (spesso voce di esponenti di Nudm) che il giorno dopo titolava. “L'amore di Verona”.
Ma questo fa sì che pur molto grande questo movimento non possa avere presa sociale con la maggioranza delle donne, proletarie, più sfruttate e oppresse che ogni giorno si vedono ferite dalla mancanza di lavoro, da un lavoro brutto e povero o sempre più sfibrante, dalla difficoltà di vivere decentemente, dai carichi di lavori familiari, dalla difficoltà di crescere figli, dalle violenze sessuali, dalla mancanza o impossibilità per il loro alto costo di servizi sociali, asili, sanità, ecc., dalla perdita di diritti conquistati in passato, ecc. ecc. e che, per questo, provano odio, rabbia, necessità di fatti.
Un movimento di “maggioranza” che rappresenta invece una minoranza delle donne. Che si impone come “unico movimento” delle donne ma è lontano dalla sofferenza quotidiana delle donne proletarie che sono la maggioranza, che spesso lottano ma che anche in questo movimento sono invisibili. Perchè esso dà espressione e voce alla piccola borghesia, che normalizza un movimento, che invece dovrebbe e potrebbe trasbordare, rompere le “normalizzazioni”, le cristallizzazioni, le ripetizioni del tipo di manifestazioni. In questo modo Nudm vince in piazza, nelle mobilitazioni le battaglie ma non la guerra generale che serve perchè “tutta la vita deve cambiare”.
In questo senso occorre comprendere che apparentemente la direzione del movimento di Nudm è autonomo e critico verso la “sinistra ufficiale” ma la denuncia, le parole d'ordini di  non sono di fatto così differenti da questa “sinistra” nel che fare e che prospettiva di lotta avere - tanto che la stessa polemica/presa di distanza dalla presenza della Cgil è stata sulla forma non sui contenuti riformisti/collaborativi con le politiche dei padroni verso le donne.

Questa “normalizzazione” si è ben vista quando esponenti di Roma e di Verona di Nudm hanno gestito da “pompiere” la zona di piazza Bra vicina al palazzo dove si svolgeva il congresso clerico-fascista sulla famiglia, arrivando a fare un “servizio d'ordine” per impedire che la protesta arrivasse vicino al palazzo, facendo da barriera/ostacolo tra Palazzo/polizia e spezzoni consistenti di manifestanti che volevano andare più in là, non lasciare “tranquilli” i “signori” del Congresso, la polizia che aveva fatta la sua piccola (anche attaccabile all'inizio) “zona rossa”; volevano rispondere come si deve alla squallida provocazione che ad un certo punto alcuni partecipanti al congresso hanno fatto uscendo sulla scalinata del Palazzo a fotografare e con qualcuno anche a fare il saluto fascista.
Una cosa, questa sì vergognosa, che ha lasciato tra il sorpreso e indignato soprattutto ragazze, ragazzi, ma che comunque, nonostante il “servizio d'ordine” si sbracciasse a dire al corteo “avanti, avanti” e incitasse chi si fermava per gridare slogan contro Palazzo e polizia a proseguire, non ha impedito che prima tante, tanti sono riusciti ad arrivare a pochissimi metri dal Palazzo, quasi faccia a faccia con la polizia, resistendo e respingendo l'azione di indietreggiamento fatto invece da Nudm, e poi via via diverse parti del corteo che arrivavano più volte si sono fermate per manifestare la loro protesta.

Le compagne del Mfpr hanno apertamente e direttamente verso le esponenti di Nudm denunciato con forza questo atteggiamento da “barriera” alla giusta protesta; che hanno spiegato alle ragazze che questo dimostrava vera la critica che facciamo, non da oggi, della natura piccolo borghese riformista di coloro che dirigono Nudm e che il riformismo da sempre fa ostacolo ad una vera lotta contro la reazione; che sono rimaste nella piazza del Palazzo del Congressi. Poi insieme alle compagne di “Amazora” hanno gridato slogan, canzoni, parole d'ordini, a cui si sono via via unite molte persone che condividevano; in un altro momento alcune donne ci hanno offerto il loro megafono e ringraziato.

L'Mfpr, pur a “ranghi ridotti”- i costi enormi dei mezzi pubblici, la mancanza di mezzi autorganizzati dal sud da Nudm o da altre realtà di movimento, hanno impedito una partecipazione più larga e necessaria – è stata ben presente in questa grande manifestazione, portando in vari modi – con striscioni, cartelli, foglio, volantini, parole d'ordini, azione nei momenti centrali - la linea e la lotta oggi necessaria contro Salvini/Lega e ogni aspetto contro la vita delle donne del moderno fascismo/sessismo/razzismo, la voce delle donne proletarie, la necessità di un movimento rivoluzionario delle donne. Tante e tanti ci hanno fatto i complimenti per lo striscione, molti e molte lo hanno fotografato. La nostra bandiera era là dove era necessario, contro il Palazzo e polizia.

Emerge sempre più da un lato che il movimento delle donne è appunto una grande barriera/frontiera contro il fascismo/razzismo/sessismo; dall'altro lato che ancora non è visibile, organizzato, agente il settore proletario delle donne, che sono la maggioranza. Organizzare l'”esercito delle donne proletarie” combattivo, chiaro nella sua azione, obiettivi e prospettiva di lotta, con la sua piattaforma che ha portato nello sciopero delle donne l'8 marzo - è oggi, quindi, la battaglia principale dentro e fuori il movimento in corso.

pc 1 aprile - Torino, la feccia politica che gestisce la cosa pubblica sono i veri delinquenti!

Rimborsopoli, i politici piemontesi presentavano anche scontrini di condom e assorbenti

Trentuno ex consiglieri regionali del Piemonte accusati di peculato

C’è chi ha scelto di farsi interrogare e chi, invece, ha preferito depositare una memoria. I 31 ex consiglieri regionali del Piemonte accusati di peculato per spese messe a rimborso tra il gennaio del 2008 e il febbraio del 2010, quando occupavano gli scranni di Palazzo Lascaris durante l’era di Mercedes Bresso, si difendono dalle contestazioni mosse dal procuratore aggiunto Enrica Gabetta e dal sostituto Giovanni Caspani. «Il rimborso del pasto — si legge in una delle memorie depositate nei giorni scorsi — non equivaleva al pagamento del pranzo durante la pausa, ma al pagamento del pasto

pc 1 aprile - Torino - Dopo la dittatura poliziesca esercitata sabato contro la libertà di manifestare, Salvini come ministro degli interni, della giustizia, del "qui comando io", ecc. incita a colpire le libertà

Libertà per i compagni arrestati, inquisiti, criminalizzati..
come si permette il servile questore di chiamare delinquenti i manifestanti?

Torino, Salvini "avvisa" i giudici sugli anarchici denunciati. spero non facciano sconti

Il ministro dell'interno: in 74 hanno manifestato con caschi e passamontagna. Il questore: elementi pericolosissimi
Settantaquattro anarco insurrezionalisti sono stati denunciati a Torino dopo il corteo di ieri pomeriggio che si è risolto senza scontri, grazie alla gestione dell’ordine pubblico da parte delle forze dell’ordine, ma che aveva minacciato di voler bloccare la città. Lo ha annunciato con un Tweet il ministro dell’interno Matteo Salvini, anticipando l’esito dei controlli della questura terminati soltanto a tarda sera.
Salvini commenta: “Bene! Speriamo che i giudici non facciano sconti a nessuno”. Il ministro si rivolge alla magistratura torinese  impegnata in diversi processi  e indagini che riguardano la galassia anarco-insurrezionalista. L’ultima è proprio quella da cui trae origine lo sgombero dell’asilo occupato

pc 1 aprile - Foggia: contre le menzogne di Stato - BORGO MEZZANONE: DANIEL NYARKO E´ L’ENNESIMA VITTIMA DEL RAZZISMO E DELLO SFRUTTAMENTO, NON DI UNA RISSA TRA IMMIGRATI!

da campagne in lotta
Alla memoria di Daniel, un fratello e un amico. Rest in power.

L’uomo di 51 anni che la sera del 28 marzo è stato freddato con due colpi di arma da fuoco davanti all’uscio della sua abitazione, nei pressi della borgata di Mezzanone, era un bracciante agricolo e guardiano notturno del fondo in cui viveva insieme alla compagna, a cui ci stringiamo in questo momento di dolore.
Da quando ha iniziato a circolare la notizia, i media imboccati dalle forze dell’ordine come sempre si sono dilettati in un balletto di criminalizzazione dello straniero. ‘Rissa tra immigrati’, dicono. Per giunta, pare, avvenuta a 20 chilometri di distanza, tra persone di origine rumena e nordafricana. Chi conosceva Daniel, detto ‘offa’ o zio, in segno di rispetto, racconta un’altra storia, che coinvolge un sistema di racket italianissimo. Pare infatti che Daniel qualche anno fa avesse contribuito all’arresto di una banda dedita alle estorsioni, che dopo avere ricevuto il rifiuto del proprietario del fondo di pagare il pizzo aveva tentato di rubare dall’azienda alcuni mezzi agricoli. Era stato proprio Daniel ad opporsi e a chiamare la polizia. Dopo qualche anno di carcere, gli arrestati sono stati rilasciati proprio pochi giorni fa, e tutto fa pensare che si tratti di una vendetta. Conoscenti e amici dicono che non avesse mai frequentato Borgo Tressanti, il luogo della presunta rissa di cui parlano i media.
Come al solito, sono gli stranieri e i poveri a fare il lavoro sporco e a pagare le conseguenze più terribili di un sistema malato fatto di sfruttamento, violenza e prevaricazione. Foggia, Daniel Nyarko ucciso in via Trinitapoli: il commento di Rizzi (Arci)


Omicidio a Foggia: l'uomo assassinato era un guardiano, carabinieri indagano su una violenta lite tra stranieri

Identificata la vittima aveva 51 anni ed era regolare sul territorio. Eseguiti nella notte quattro stub, si indaga su una rissa scoppiata qualche ora prima dell'omicidio a Borgo Tressanti