L'Mfpr parteciperà all'assemblea nazionale delle donne del 22-23 aprile a Roma di NUDM.
In essa è però necessaria una lotta tra due linee, due concezioni, due pratiche, due prospettive, che sono espressione di DUE CLASSI.
Anche dal comunicato di convocazione di NUDM (
di cui in coda riportiamo stralci) si comprende questa necessità:
- Con il governo da parte delle organizzatrici nazionali di NUDM vi è un confronto, una interlocuzione, non uno scontro (che chiaramente non esclude incontri, vertenze, ecc. ma come una "guerra che continua" e come facciamo con le nostre
lotte - unico modo, tra l'altro, per imporre parziali risultati - sempre
più difficili nella fase odierna - e "passi indietro");
- Lo sciopero vero delle donne, delle lavoratrici, delle operaie, delle precarie viene di fatto cancellato (proprio quando, invece, viene "riconosciuto" dai padroni con
la repressione verso le lavoratrici in sciopero, e dalla direzione Cgil, sempre
con provvedimenti disciplinari);
- La lotta contro la violenza sessuale, pur dicendo che è strutturale, di fatto viene concepita per riformare questo sistema borghese (vera causa dei femminicidi e stupri) e non interna alla necessaria via rivoluzionaria per abbattere questo sistema, alimentando l'illusione che si possa
"contrastare in modo efficace e definitivo le tante forme di violenza di genere nella sfera privata e in quella pubblica"
Per questo nell'assemblea, ai tavoli, le compagne del Mfpr porteranno soprattutto tre questioni:
- riportare al centro lo sciopero delle donne (sia quello che è stato
nell'8 marzo, sia altri scioperi delle donne su piattaforma, come in risposta
alla repressione sui posti di lavoro, ecc., scioperi che dovranno esserci senza
aspettare il prossimo 8 marzo);
- la piattaforma, costruita dalle lotte delle donne, arma importante di lotta a governo, padroni,
Stato, uomini che odiano le donne;
- la necessità di costruire un fronte "rosso e proletario" delle donne, interno al movimento generale, e collettivi Mfpr dovunque.
RIPORTIAMO UN ARTICOLO DEL MFPR USCITO DOPO L'8 MARZO
L'ARMA
DEL MOVIMENTO FEMMINISTA PROLETARIO RIVOLUZIONARIO PER UNITA', LOTTA,
TRASFORMAZIONE, DOPO LO SCIOPERO DELLE DONNE
"...Il rapporto col più
generale movimento femminista è necessario e possibile solo se le
donne proletarie costruiscono la loro autonomia, altrimenti sono un
appendice del femminismo piccolo borghese e borghese. Questo
non basta scriverlo in un comunicato, ma realizzare la lotta affermando forme
e contenuti di classe e come donne, contenuti rivoluzionari.
Serve
l'autonomia del contingente proletario, la sua manifestazione pratica
e serve il suo orientamento