giovedì 12 maggio 2016

pc 12 maggio - Odioso attentato fascista e razzista contro il presidente dell'Anpi di Quarona - la nostra solidarietà

A fuoco la casa del presidente Anpi “Un atto intimidatorio e doloso”

Bozzo Rolando è tra i principali fautori dell’accoglienza ai profughi

12/05/2016
Un atto intimidatorio, forse per il suo sostegno ai profughi arrivati nella frazione di Valmaggiore, a Quarona. Di certo la dinamica lascia pochi dubbi. Qualcuno ha appiccato il fuoco volontariamente a una tettoia della casa di Marco Bozzo Rolando, presidente dell’Anpi di Quarona
Quella di Bozzo Rolando fu una delle prime voci a levarsi a favore dell’accoglienza dei migranti nella casa delle suore di Valmaggiore, a pochi passi dalla sua abitazione dove qualcuno ha innescato un incendio che ha distrutto una tettoia utilizzata come deposito per gli attrezzi da giardino. Le fiamme avrebbero potuto intaccare anche l’alloggio, rimasto comunque danneggiato per l’esplosione di due finestre.
In casa non c’era nessuno, perché Bozzo Rolando era al cinema Lux di Borgosesia ad assistere alla proiezione del film «La Staffetta». E’ andato distrutto anche tutto quanto si trovava nel ripostiglio: legna, una motosega e attrezzi da lavoro. A Marco Bozzo Rolando, che dice «l’incendio è sicuramente doloso», non è rimasto altro che presentare una denuncia contro ignoti e ricordare l’episodio avvenuto a marzo, a cui non aveva dato più di tanto peso, scambiandolo per un tentativo di furto. Arrivato a casa, aveva trovato dei segni di effrazione su una porta, con una serratura divelta. Ma all’interno dell’abitazione tutto era in ordine.

pc 12 maggio - Della superiorità umana e morale di un migrante rispetto all'indegna azione dello Stato del capitale

Torino. Tunisino espulso salva la vita a due ragazzini e lo rinchiudono al Cie

Torino. Tunisino espulso salva la vita a due ragazzini e lo rinchiudono al Cie"Sapevo di essere a rischio, che il permesso di soggiorno mi era scaduto, che in attesa del rinnovo avrei dovuto cercare di non dare nell'occhio. Ma quando ho visto quei due ragazzini aggrediti da una quindicina magrebini armati, non ci ho pensato due volte e mi sono fatto avanti. Con il mio amico Tarek siamo intervenuti, li abbiamo difesi, siamo riusciti a salvare loro la vita, ma poi è arrivata la polizia, mi hanno controllato i documenti e mi hanno portato al Cie per l'espulsione".
A parlare, "da una cella d'isolamento" del Centro di identificazione ed espulsione di corso Brunelleschi è Montassar Tamzini, tunisino, nel nostro Paese da più di dieci anni, sposato con un'italiana, destinatario di un ordine di espulsione datato 28 gennaio di quest'anno. 
"Lavoro al mercato con il mio amico Tarek", racconta Tamzini. «E la notte del 23 aprile - conferma Tarek -, prima di andare a montare il banco, siamo andati con il furgone al Valentino perché speravamo di trovare un cugino di Montassar di cui non abbiamo più notizie. Ce l'avevano segnalato lì, ma era solo una persona che gli assomigliava..."

pc 12 maggio - NO TAV - carabiniere piagnucolante non convince la corte

Carabiniere sequestrato e picchiato, assolti due No Tav: non ci sono prove

Resta senza indiziati il pestaggio a un militare durante gli scontri del 2011 in Valsusa: dopo oltre 400 giorni di prognosi è stato congedato dall’Arma

Il 27 giugno e il 3 luglio 2011 in Val Susa avvennero gravi scontri




«Mi hanno rovinato la vita. Prima ero un carabiniere, servivo lo Stato, ora non ho più nulla. Mi sento come un bambino, ho paura di tutto, anche di rimanere da solo». La vita del vice brigadiere Luigi De Matteo, 55 anni, si è fermata il 3 luglio 2011 a Chiomonte, durante gli scontri intorno al cantiere dell’alta velocità, quando si trovò solo in mezzo a un gruppo di manifestanti, venne preso, portato nel bosco e picchiato.
Il giudice Gianluca Robaldo ha assolto per non aver commesso il fatto due attivisti che secondo la

pc 12 maggio - Corteo in Sardegna contro le bombe

domusnovas


Un centinaio di persone hanno partecipato ieri pomeriggio ad una manifestazione convocata a Domusnovas, nel Sulcis, contro la fabbrica di bombe Rwm. La protesta è stata organizzata in concomitanza con quella promossa a Berlino dove si riunivano per l’assemblea generale gli azionisti della Rheinmetall AG, la più grande industria bellica del paese, madre proprio della Rwm Italia Spa di Domusnovas.
Contro il colosso tedesco degli armamenti in Sardegna monta da tempo la protesta delle organizzazioni pacifiste e ambientaliste e delle formazioni della sinistra indipendentista sarda. Nello stabilimento appartenente all’impresa tedesca, che quest’anno ha quadruplicato i dividendi, si producono infatti le bombe che i caccia dell’Arabia Saudita sganciano sulle città dello Yemen

pc 12 maggio - Roma - oggi presidio a p.le Clodio contro la repressione ore 9

La solidarietà non è una parola! Alle 9 ci vediamo a Piazzale Clodio portatevi l'ombrello

pc 12 maggio - Roma tiburtina corteo antirazzista sabato alle 16


pc 12 maggio - Modena. Violento sgombero, decine di famiglie in mezzo alla strada

Alle 7 di ieri mattina sono iniziate le operazioni di sgombero degli stabili occupati a scopo abitativo nel centro storico di Modena e dello Sportello La Rage- spazio Guernica. 
Gli stabili occupati da circa 60 persone tra donne, uomini e bambini, sono l'ex-caserma di via S. Eufemia e lo stabile di via Bonacorsa. Un triplice sgombero che il sindaco del Pd di Modena Muzzarelli ha ordinato con i manganelli di polizia e carabinieri.

Dopo le proteste verbali e i tentativi di fare cordone per impedire lo sgombero, intorno alle 11.30 ci sono state cariche e incidenti con alcuni contusi in piazzale Redecocca dove sono ospitati alcuni uffici comunali. La notizia è stata data via social network dagli occupanti con un appello a tutti i simpatizzanti a recarsi presso gli stabili, che si trovano nel cuore del centro storico di Modena, per cercare di impedire che le autorità e le forze dell'ordine possano dare seguito  a questa operazione. Ad effettuare le operazioni di sgombero diverse decine di agenti della polizia in tenuta anti sommossa che sono entrati negli edifici sfondando porte (Una bambina ferita durante lo sfondamento di una porta) per poi procedere allo sgombero violento delle famiglie che si trovavano all'interno. I molti solidali che sono accorsi, alla richiesta di effettuare insieme i colloqui con gli assistenti sociali, la polizia ha caricato violentemente, causando diversi feriti.

Dopo un corteo spontaneo, compagne, compagni e occupanti sono arrivati sotto il Comune di Modena, agli uffici degli assistenti sociali, in piazza Redecocca, reclamando soluzioni abitative per le decine di persone sbattute in strada e sotto la pioggia. Dopo le violente cariche, si registrano numerose persone ferite, di cui qualcuna in maniera grave.

pc 12 maggio - FORMAZIONE OPERAIA - SINTESI DEL IV CAP. DE L'IMPERIALISMO SU "L'ESPORTAZIONE DI CAPITALE - E DAL PROSSIMO GIOVEDI' UNA NOVITA'

DA UNA PUBBLICAZIONE MLM ANNI '70

Super profitti 
per il capitalismo

miseria per le masse 
dei paesi dipendenti








Nei paesi ad alto sviluppo capitalistico la concentrazione sviluppa la concentrazione di capitale. Si determinano eccedenze di capitali in confronto alle possibilità d investimento vantaggioso all'interno del paese.

All'estero, nei paesi poveri, la manodopera costa poco e i costi di produzione sono bassi, per cui si possono realizzare investimenti vantaggiosi. Il capitale prende la strada dell'investimento all'estero. 

Apparentemente sembra che l'investimento di capitali nei paesi poveri crei sviluppo e progresso per questi paesi. In una prima fase della politica coloniale si realizzava la generalizzazione del capitalismo, rompendo la staticità delle economie puramente agricole. Ma il vero e proprio investimento all'estero avviene attraverso i monopoli imperialisti. 

Queste oligarchie finanziarie imperialiste dominano a loro vantaggio tutte le attività economiche del paese povero; ogni guadagno realizzato dall'investimento ritorna nelle mani del monopolio imperialistico, e ritorna quindi nel paese imperialista dominatore, lasciando nella più profonda miseria il paese povero, che è diventato ancora più povero perchè è stata distrutta la sua vecchia economia di sussistenza.

L'esportazione di capitali aumenta, all'interno del paese imperialista, la crisi dei settori in cui non è vantaggioso l'investimento. L'agricoltura entra in profonda crisi, e si crea un vero esercito di disoccupati  senza prospettive e abbandonati a sè stessi.

Il super profitto che il monopolio imperialistico guadagna all'esterno ritorna all'interno del paese creando uno strato di borghesia parassitaria che non produce ma che vive sui guadagno usurai dell'investimento estero. Inoltre una parte di questo super profitto viene usato per privilegiare una parte della piccola borghesia e uno strato minoritario di operai, che vengono corrotti e diventano alleati della borghesia imperialista. 

NELLA FORMAZIONE OPERAIA DI GIOVEDI' PROSSIMO, UNA NOVITA': 

PUBBLICHEREMO UNA RELAZIONE SU L'IMPERIALISMO, AD UN SEMINARIO CON GLI STUDENTI DELL'UNIVERSITA', DEL PROF. GIUSEPPE DI MARCO DELLA 'FEDERICO II' DI NAPOLI
(che potrà essere anche ascoltata)

mercoledì 11 maggio 2016

pc 11 maggio - Per il Partito Comunista maoista - Prolegomeni 3

I quadri del Partito comunista marxista-leninista-maoista devono avere una storia comune in genere della durata di anni ed essere passati da forme di organizzazioni prepartitiche che li hanno abituati ad uno stile di lavoro e di vita con forti elementi di condivisione e comunanza, ma nello stesso tempo  bisogna combattere il familismo, il localismo, la concezione di piccolo gruppo, l’esagerazione dell’amicizia e dell’affezione. Tutti fattori che producono cristallizzazione, adagiamento, opportunismo che ne possono attenuare coscienza e rigore all'interno e all'esterno.

pc 11 maggio - PRESENTAZIONE LIBRO ILVA ALLA LIBRERIA MONDADORI A TARANTO


(dalla presentazione fatta a Milano presso il Centro sociale "Transiti"):

"...Il libro "Ilva la tempesta perfetta" è un strumento utile per riguardare la vicenda Ilva per cosa è stata realmente e anche per demolire alcune visioni che sono circolate sull'Ilva e su Taranto in questi anni. Il libro abbraccia i 2 anni caldi della vicenda 2012-2013, rispetto a cui la descrizione che è stata fatta della città e degli operai dell'Ilva in particolare, è in genere superficiale e in parte deformata. Molto centrata sulla contrapposizione lavoro/salute, con lavoratori rappresentati tutti come interessati solo a lavoro e salario e una città che chiede di essere salvata, di mettere fine al ciclo infernale che ha prodotto tumori e morti sul lavoro.
Noi abbiamo fatto un'operazione di “parte”, dalla parte degli operai, cercando di far parlare soprattutto i fatti. Nella descrizione di essi e nelle posizioni agitate nei giorni caldi della vicenda Ilva, c'è tutto il valore di questa vicenda di una grande fabbrica, tutta la sua emblematicità, come vicenda topica del livello a cui arriva il sistema capitalista, quando può fare tutto quello che vuole, e di come i fatti che produce siano quasi irrisolvibili, rientrano in una sorta di “buco nero” che non ha soluzione e in cui addirittura ogni soluzione sembra peggiore del male.
Il libro in qualche maniera unisce la cronaca a volte quasi giornaliera con il commento e la lettura di questa cronaca di compagni come noi che eravamo ben in campo, con un quadro più completo di tutte le figure scese in campo o che si sono trovate in questi due anni caldi, in cui si è prodotta una rivolta, ma una rivolta mancata..." 

pc 11 maggio - Libertà per tutti i manifestanti colpiti dalla repressione in Francia

in via di traduzione
Lancer un mouvement général contre la répression des manifestants contre la loi El Khomri, qu’ils soient ouvriers ou étudiants. Qu’il s’agisse d’un militant emprisonné à Clermont-Ferrand ou à Nantes, des jugements à Bobigny, Montpellier ou Dijon.

Ils ont donc fait la liste ( des inculpations et condamnations depuis le 9 mars, liste qui doit être complétée (pour les oublis - nombreux) et mise à jour en fonction des événements présents et à venir. Initiative doublée d’une pétition qui peut être utile pour informer et mobiliser aussi pour celles de l’Etat d’Urgence, celle des lourdes condamnations des syndicalistes à Goodyear ou Air France, celle de la porte ouverte à la répression policière (violence, armement, impunité etc.). Celle d’une attaque d’ensemble contre celles et ceux qui osent résister et défier les exploiteurs.

Il faudrait rajouter le durcissement de l’attitude à l’égard des sans-papiers et des migrants. Lors de l’évacuation du lycée Jean Jaurès, le 4 mai dernier, outre la brutalité et les gazages désormais traditionnels, il faut noter qu’il y a eu plus de 50 OQTF (Obligation de Quitter le Territoire

pc 11 maggio - India - solidarietà con gli studenti e professori repressi in India per "'vicinanza con i maoisti", da parte delle università italiane


JNU students demanding the release of union president Kanhaiya Kumar in New Delhi.
Reuters
JNU students demanding the release of union president Kanhaiya Kumar in New Delhi.

Eminent professors from prestigious universities, including Noam Chomsky and others, have written condemning the arrest of Jawaharlal Nehru University student leader Kanhaiya Kumar, and expressing solidarity with the students and faculty protesting the government action on campus.
The signatories also condemn "the culture of authoritarian menace that the present government in India has generated"

21 docenti di diverse università italiane  sottoscrivono una petizione internazionale proposta da Noam Chomski di solidarietà con studenti e università indiane sotto attacco della repressione.
Invitiamo altri docenti e realtà universitarie a sottoscriverla e a organizzare iniziative all’interno dell’università.
Proponiamo che le università italiane invitino illustri e conosciuti docenti indiani sotto attacco della repressione per esprimergli solidarietà e per ascoltare relazioni sulla attuale situazione in India in tutti i suoi aspetti.
info per l’italia
ICSPWI

34711026381. 

Noam Chomsky, Emeritus Professor of Linguistics and Philosophy, Massachusetts Institute of Technology, USA
2. Orhan Pamuk, Nobel Laureate, Turkey
3. Jonathan Cole, Former Provost of Columbia University, USA
4. Judith Butler, Professor of Linguistics, University of California, Berkeley
5. Richard N. Zare, Professor of Chemistry, Stanford University, USA
6. Robert Wade, Professor of International Development, London School of Economics, UK
7. Akeel Bilgrami, Professor of Philosophy, Columbia University, USA
8. Dimitri Papadimitriou, Director, Levy Institute, Bard College, USA
9. Mriganka Sur, Professor of Neuroscience, Massachusetts Institute of Technology, USA
10. Jan Breman, Emeritus Professor of Sociology, Amsterdam University, The Netherlands,
11. Sanat Kumar, Professor of Chemical Engineering, Columbia University, USA
12. Sheldon Pollock, Professor of Sanskrit, Columbia University, USA
13. Barbara Harriss-White, Emerita Professor of Development Studies, Oxford University, UK
14. Partha Chatterjee, Professor of Anthropology, Columbia University, USA.
15. N. V. Ramana, Professor of Physics, Princeton University, USA
16. James Galbraith, Professor of Economics, University of Texas at Austin, USA
17. Charles Taylor, Emeritus Professor of Philosophy, McGill University, Canada
18. Servaas Storm, Professor of Economics, Delft University of Technology, The Netherlands
19. Arjun Appadurai, Professor of Media, Culture and Communication, New York University, USA.
20. Alicia Puyana Mutis, Professor of Economics, Flacso, Mexico.
21. Robert Pollin, Professor of Economics, University of Amherst at Massachusetts, USA
22. Juan Carlos Moreno Brid, Professor of Economics, Universidad National de Mexico, USA
23. Gerald Epstein, Professor of Economics, University of Amherst at Massachusetts, USA
24. Pasuk Phongpaichit, Emerita Professor, Chulalongkorn University, Bangkok Thailand.
25. Kanti Rai, leading leukemia specialist, USA
26. Gauri Vishwanathan, Professor of English, Columbia University, USA
27. Ha-Joon Chang, University of Cambridge, UK
28. Jennie Traschen, Professor of Physics, University of Massachusetts at Amherst, USA
29. David Kastor, Associate Head of Department of Physics, University of Massachusetts at Amherst, USA
30. Ugo Pagano, Professor of Economics, Università degli Studi di Siena, Italy
31. Mira Nair, Film Director  
32. Ozlem Onaran, Professor of Economics, University of Greenwich, UK
33. Engelbert Stockhammer, Professor of Economics, University of Bristol, UK
34. Gary Dymski, Professor of Applied Economics, University of Leeds, UK
35. Arjun Jayadev, University of Massachusetts, Boston, USA.
36. Elissa Braunstein, Colorado State University, USA
37. Alicia Giron, Universidad National de Mexico, USA
38. Daniele Tori, University of Greenwich, UK
39. Pablo Bortz, Universirty of San Martin, Beunos Aires, Argentina
40. Daniela Gabor, UWE Bristol, UK
41. Annina Kaltenbrunner, University of Leeds, UK
42. J.George Waardenburg, Emeritus professor in development economics at Erasmus University Rotterdam, The Netherlands.
43. Fernando J. Cardim de Carvalho, Emeritus Professor, Federal University of Rio de Janeiro
44. Mario Tonveronachi, Università degli Studi di Siena, Italy
45. Jan Kregel, Director of Research, Levy Institute, Bard College, USA
46. Thomas Ferguson, University of Massachusetts, Boston, USA
47. Malcolm Sawyer, Emeritus Professor of Economics, University of Leeds, UK
48. Thea Harvey-Barratt, Levy Institute, Bard College, USA
49. Amrita Chhachhi, International Institute of Social Studies, The Hague Netherlands
50. Noemi Levy, Universidad National de Mexico, USA
51. Ilhan Dogus, University of Hamburg, Germany
52. Edward Fullbrook, Executive Director, World Economics Association
53. Brendan Burchell, University of Cambridge, UK
54. Vamsi Vakulabharanam, Professor of Economics, University of Amherst at Massachusetts, USA
55. Sripad Motiram, University of Massachusetts at Bosto, USA
56. Stefano Zambelli, Universita di Trento, Italy
57. Andrew B. Tylecote, Emeritus Professor, University of Sheffield, UK
58. Jing Cai, University of Aberdeen, Scotland
59. Julian Wells, Kingston University, UK
60. Mehmet Kerem Coban, Lee Kuan Yew Institute of Public Policy, National University of Singapore
61. Andres Lazzarini, University of San Martin, Argentina
62. Radha Upadhyaya, University of Nairobi, Kenya
63. Riccardo Bellofiore, Universita di Bergamo, Italy
64. Carolina Alves, University of London
65. Pritam Singh, Oxford Brookes University, UK
66. Stephanie Seguino, University of Vermont, USA
67. Nicolas Pons-Vignon, EHSS, Paris
68. Sergio Cesarotto, Universita di Siena, Italy
69. Tomas Rotta, University of Greenwich, UK
70. Robin Blackburn, Cullman Fellow, New York Public Library
71. David Freedberg, Director, Warburg Institute, University of London
72. Mario Seccareccia, University of Ottowa, Canada
73. Jens Lerche, University of London, UK
74. Kevin Gallagher, Boston University, USA
75. Maria Cristina Marcuzzo, Università di Roma "La Sapienza", Italy
76. Pascal Petit, University of Sorbonne, Paris France
77. Deepankar Basu, University of Massachusetts, Amherst, USA.
78. María Cecilia Ainciburu, Università degli Studi di Siena, Italy
79. Eugenia Correa, Universidad Nacional de Mexico, Mexico City
80. Wendy Olsen, Professor of Socio-Economics, University of Manchester, UK
81. Radhika Balakrishnan, Rutgers University, USA
82. Eduardo Strachman, Sao Paulo State University, Brazil
83. Wesley Colin Marshall, Universidad Autónoma Metropolitana, Iztapalapa, Mexico
84. Trevor Evans, Berlin School of Economics and Law, Germany
85. Geoffrey C. Harcourt, University of New South Wales, Australia
86. Terrence McDonough, National University of Ireland, Galway
87. Rod O’Donnell, University of Sydney, Australia
88. David Bromwich, Professor of English, Yale University, USA
89. Alfredo Saad Filho, SOAS, University of London, UK
90. Victoria Chick, Professor Emerita, University College London, UK.
91. Makoto Itoh, Professor Emeritus, University of Tokyo, Japan
92. Nobuharu Yokokawa, Musashi University, Tokyo, Japan
93. Giovanni Vaggi, University of Pisa, Italy
94. Terence J, Byres, Professor Emeritus, University of London, UK
95. C.W.M. Naastepad, Delft University of Technology, The Netherlands
96. Matilde Adducci, University of Turin, Italy
97. Michael Landesmann, University of Vienna, Austria
98. Heinz D. Kurz, University of Graz, Austria.
99. Pascal Petit, University of Paris 13, France.
100. Alessandro Roncaglia, Universita La Sapienza, Rome Italy
101. Daniela Venanzi, Universita Roma 3, Italy
102. Rune Skarstein, Norwegian University of Science and Technology, Trondheim, Norway
103. Josef Poeschl, Vienna, Austria
104. Lionello Punzo, Universita di Siena, Italy
105. Issa Shivji, Director, Nyerere Resource Centre, Dar es Salaam, Tanzania
106. Terry McKinley, SOAS, University of London, UK
107. John S. Saul, Professor Emeritus, York University, Canada
108. Mehmet Ugur, University of Greenwich, UK
109. Rachel Kurian, Erasmus University, Rotterdam, The Netherlands
110. Matias Vernengo, Bucknell University, USA
111. Andrea Ginzburg, University of Modena and Reggio Emilia, Italy
112. Mahmood Mamdani, University of Dar es Salaam, Tanzania
113. Vijay Prashad, Trinity College, USA
114. Elmar Altvater, Berlin School of Economics and Law, Germany
115. Carlo D'Ippoliti, La Sapienza University of Rome
116. Francesca Bettio, Universita degli Studi di Siena, Italy
117. Carlo Panico, Universita Federico II, Naples, Italy
118. John Bellamy Foster, University of Oregon, USA
119. Amitava Krishna Dutt, University of Notre Dame, USA
120. Antonio Yúnez-Naude, El Colegio de Mexico, Mexico
121. Jonathan W. Moses, Norwegian University of Science and Technology, Trndheim, Norway
122. Peter Lawrence, Keele University, UK
123. Gilad Isaacs, University of the Witwatersrand, South Africa
124. Rebecca Gumbrell-McCormick, Birkbeck College, UK
125. Greg Albo, York University, Canada
126. Grazia Ietto-Gillies, Emeritus Professor, London South Bank University, UK
127. Antonella Palumbo, Roma Tre University, Italy
128. Hannes Lacher, York University, Toronto, Canada
129. Andrea Salanti, University of Bergamo, Italy
130. Antonella Stirati, Università Roma Tre, Rome, Italy
131. Deborah Fahy Bryceson, University of Edinburgh, Scotland
132. Tore Linné Eriksen, Oslo University College of Applied Sciences, Norway
133. Roberto Ciccone, Universita Roma Tre, Italy  
134. Giuseppe Di Marco Università Federico II Napoli - Italy

pc 11 maggio - Taranto-S.Giorgio: ex direttore dello stabilimento Ilva, imputato nel maxi processo, capolista PD alle elezioni

(da Il fatto quotidiano)
C’è anche l’ex direttore dello stabilimento Ilva tra i candidati del Partito Democratico per la corsa alle amministrative nei comuni in provincia di Taranto. Si tratta di Salvatore De Felice, 52enne ex capo dell’area Altiforni e direttore della fabbrica dei Riva dal 3 al 26 luglio 2012, giorno in cui è finito ai domiciliari insieme a Emilio e Nicola Riva, Luigi Capogrosso e altri dirigenti della fabbrica. Le accuse gravissime formulate dalla procura di Taranto erano di disastro ambientale, avvelenamento

pc 11 maggio - METALMECCANICI: UN CONTRATTO "GRADUALE" E UNA FREGATURA IMMEDIATA

Scrive il Sole 24 Ore: “Dopo lo sciopero del 20 aprile che ha ricompattato il sindacato è ripartito il Tavolo per il rinnovo del contratto nazionale”.
Appunto. Lo sciopero è servito unicamente al sindacato, e qui inteso come strutture ed apparati di Fim, Fiom, Uilm che si sono mossi insieme con l'obiettivo, fine a sé stesso, di trovare un peso nella trattativa che finora non hanno avuto, senza però cambiare minimamente i termini dello scontro tra operai e padroni.
La Federmeccanica ha risposto allo sciopero proponendo l'introduzione “graduale” del nuovo impianto contrattuale nel triennio di vigenza. Vale a dire, per usare il linguaggio utilizzato nello sciopero dai sindacati, sul salario verrebbero esclusi dagli aumenti il 95% dei metalmeccanici. Ebbene, ne dovrebbero essere esclusi, secondo Federmeccanica, “gradualmente”.
I sindacati, evidentemente, sanno bene che questo non cambierebbe assolutamente la natura del risultato contrattuale e l'opposizione operaia sarebbe estesa e inevitabile.
Ma certamente, sanno altrettanto bene che questa è la griglia, l'impianto a cui la loro linea, la loro composizione li porta.

D'altra parte qual'è la prassi che corrisponde a questa linea. La continuità degli scioperi? L'alzare il livello del conflitto all'interno di ciascuna delle fabbriche? Niente di tutto questo.
Come scrive il Sole 24 Ore: “La trattativa prosegue con Tavoli tecnici il 10-11-16-17 maggio su welfare, formazione, sistema appalti, inquadramento. E con un nuovo appuntamento “in ristretta” sull'andamento complessivo della trattativa, compresa la parte salariale che potrebbe svolgersi tra il 18 e il 19 maggio”.

Gli operai non possono avere illusione, di nessun genere e verso nessuno dei sindacati, né delle componenti interne ad essi; il risultato di questa trattativa prolungata sarà passare, come in altre occasioni, “dalla zuppa al pan bagnato”.


Noi sosteniamo che senza la rottura di massa, innanzitutto coi sindacati confederali, non è possibile alcun risultato diverso a difesa del salario, delle condizioni di lavoro, e a difesa dello stesso contratto nazionale.

pc 11 maggio - LA LOTTA DI ALMAVIVA NON PUO' E NON DEVE PERDERE

...ma se prevale l'attesa, la conservazione della delega al sindacalismo confederale, sconfitto e battuto con il massiccio No al referendum, la lotta perderà.

Le proposte che stanno portando avanti i sindacati confederali in questo momento ruotano tutte sull'accettazione di fatto del ricatto aziendale dei 3mila licenziamenti. In particolare l'accettazione viene dalla Cgil che dice: “La soluzione si potrebbe trovare innanzitutto individuando ammortizzatori diversi, più lunghi e meno onerosi per i lavoratori rispetto alla cassa in deroga. Secondo, far applicare la 24bis, stabilendo standard di qualità minimi per i servizi telefonici, fare in modo che i grossi gruppi che operano in mercati regolati possano appaltare solo ad aziende strutturate che rispettano i contratti. Agire contro le distorsioni dovute ad un uso improprio della decontribuzione per le assunzioni”.
Queste sono richieste non dei lavoratori ma degli Almaviva. E confermano che le attuali organizzazioni confederali, checchè ne pensi una parte dei lavoratori, sono le alleate principali del piano di licenziamenti.

Se i lavoratori aspetteranno le trattative di questi ultimi 25 giorni si troveranno di fronte a un “prendere o lasciare” che smentirà e annullerà il risultato del referendum e dividerà i lavoratori.

Per questo noi, invece, riteniamo che gli operai debbano tornare subito in sciopero, riprendere forme di lotta dure, assediare le sedi sindacali e alzare la posta di ogni possibile accordo.

La lotta degli operai di Almaviva ottiene a Palermo, a Napoli, a Roma la solidarietà, il sostegno alla lotta di realtà sociali di movimento.
Questo sostegno non può oscurare la natura dello scontro in atto e non può limitarsi ad accompagnare la lotta e la coscienza dei lavoratori così com'è.

Oggi più che mai, non basta solo la lotta, ma serve l'autonomia e l'autorganizzazione dei lavoratori. 

pc 11 maggio - Solidali con i licenziati fiat di pomigliano

La lotta a bisogno anche di un contributo, la solidarietà e un arma usiamola

pc 11 maggio - La CGIL conferma la FIOM - fuori Bellavita dagli organismi dirigenti.. bene ma non è un affare interno alle burocrazie sindacali e ciò che conta è ciò che si fa sui posti di lavoro per un nuovo sindacato di classe- staremo a vedere..


Camusso conferma Landini: licenziato per sempre


È una sentenza difficile da digerire quella che la segreteria nazionale Cgil ha emesso nei miei confronti. Secondo Susanna Camusso non posso più ricoprire incarichi in nessuna struttura della Cgil, né di categoria, né confederale, né nazionale ne’ di territorio. Sergio Bellavita non potrà più fare il sindacalista. La sentenza, dopo che nei giorni scorsi l’esecutivo nazionale dell’area ha posto il problema alla segreteria Cgil, è stata emessa ieri.
Una laconica telefonata in tarda serata ci ha comunicato che l’unica disponibilità della Cgil è quella di contrattare con l’azienda, in cui rientrerò il primo giugno, un pacchetto di ore di permessi sindacali.
Cioè quanto prevede lo statuto per consentire la partecipazione alle sedute degli organismi dirigenti di cui si è componenti. Una proposta indecente,avanzata con l’evidente scopo di infliggere un’umiliazione collettiva all’unica area di opposizione in Cgil. Un fatto di una gravità senza precedenti.
È un boccone amaro da ingoiare anche perché nessuno mi ha ancora esposto le ragioni della cacciata che non siano legate al ruolo di rappresentanza collettiva che ho ricoperto dal congresso ad oggi. Un tempo i dirigenti Cgil avevano il coraggio di espellere, oggi si riduce al silenzio destituendo da ogni incarico chi non si piega. Sta succedendo ai delegati Fiat condannati all’incompatibilità perché praticano e vorrebbero praticare le lotte ed è successo al sottoscritto. Pago il prezzo di aver difeso insieme ai compagni dell’area, senza se e senza ma, i delegati e le delegate Fiat dalla ignobile persecuzione di meschini funzionari la cui unica preoccupazione è mantenere il posto di lavoro in Fiom conquistato con la fedeltà e il servilismo al capo padrone. Non mi pento di averlo fatto, anzi ne sono orgoglioso. Difficile però non farsi travolgere dalla tristezza davanti a chi pretende di rappresentare questa come una vicenda personale del tutto separata dalle scelte di fondo della Cgil. Non è così. Susanna Camusso nell’incontro della scorsa settimana ci ha tenuto a esplicitare che ritiene non più possibile la costruzione di un’area di opposizione interna alla Cgil. Ed ha preannunciato nuove regole congressuali. Nulla accade per caso. La mia cacciata, l’incompatibilità assurta a ordinamento interno servono a dire come e a quale prezzo si sta nell’organizzazione. Un’ulteriore svolta, il tentativo di chiudere il cerchio della cislizzazione della Cgil. Per queste ragioni bisogna chiudere, espellere il dissenso.
Il primo giugno rientro in fabbrica e da lì riparto.
Sergio Bellavita

pc 11 maggio - Lotta in tutta la Francia contro la LOI-TRAVAIL - cronache da infoaut

Valls forza sulla Loi Travail: folla raggiunge l'Assemblée nationale, scontri in tutta la Francia

loitravail assemblee
[Aggiornamento ore 00.20] Almeno 500 persone ancora in corteo a Strasbourg. Due feriti negli scontri a Toulouse.

[Aggiornamento ore 00.05] La polizia interviene a Republique per sgomberare la piazza. Un gruppo di manifestanti è riuscito a partire in corteo per faubourg Saint-Antoine seguito dagli agenti de la BAC tenuti a distanza dall'intervento dei passanti.
Scontri proseguono a Nantes: place du Bouffay completamente avvolta dai gas

[Aggiornamento ore 23.55] Tra le 200 e le 300 persone sono bloccate da due cordoni di polizia in Place de La Republique dopo il tentativo di partire in corteo selvaggio. A Grenoble si segnalano fronteggiamenti tra polizia e manifestanti nei pressi della stazione. A Toulouse scontri in serata con lanci di gas lacrimogeni da parte della polizia. Dopo due cortei selvaggi ancora diverse centinaia di persone sono concentrate al Campidoglio.

[Aggiornamento ore 23.05] Parigi. Il concentramento al Musée d'Orsay è stato disperso. In molti si dirigono a Republique dove cresce un nuovo concentramento

[Aggiornamento ore 22.50]
A Parigi da ore si susseguono scontri e cortei. Una manifestazione verso il Musée d'Orsay è stato bloccata con lacrimogeni ad altezza d'uomo e granate stordenti; sono quindi state costruite barricate su cui era scritto "Valls Hollande démission". La polizia ha gasato e caricato nuovamente vicino al Louvre. Barricate a St Germain, cariche a Quai Anatole France. 300 persone sono ancora a Musèe d'Orsay.

Aggiornamento dalle altre città francesi. Fino alle 20 cortei non autorizzati di diverse migliaia di persone si sono svolti a Montpellier, Caen, Nantes, Rennes, Tolouse, Strasbourg, Grenoble, Lyon raggiungendo assediando e spesso attaccando le sedi del Partito Socialista. La polizia ha invariabilmente risposto con lancio di gas lacrimogeni e proiettili di gomma che a Montpellier hanno ferito alcuni manifestanti. A Grenoble si registrano arresti
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Il premier socialista Valls sceglie la prova di forza sulla contestata Loi Travail. Nel pomeriggio un Consiglio dei Ministri straordinario convocato dal Presidente Hollande ha dato mandato al Primo Ministro Valls di ricorrere all'articolo 49.3 della Costituzione per l'approvazione della legge di riforma del mercato del lavoro: si tratta di uno strumento che permette l'approvazione da parte dell'esecutivo di un progetto di legge senza voto del parlamento. L'articolo 49.3 può essere utilizzato solo una volta ogni 6 mesi. Solo l'improbabile voto di una mozione di sfiducia, peraltro già depositata dalle opposizioni di centro-destra e che verrà dibattuta giovedì, può contrastare l'approvazione tramite articolo 49.3. Perché la sfiducia passi è necessario anche l'improbabile voto della maggioranza.
All'annuncio da parte di Valls del ricorso all'articolo 49.3 una folla di diverse migliaia di persone si è radunata sotto l'Assemblée Nationale. Da subito infatti è stata percepita la sfida al movimento che da due mesi scuote la Francia in contrasto alla Loi Travail. Il numero di emendamenti che costellavano l'iter di approvazione della Loi Travail rischiava seriamente di rallentare a dismisura l'approvazione del progetto di legge probabilmente compromettendolo se il tenore delle proteste fosse aumentato ulteriormente. L'ultimo ricorso all'articolo 49.3 risale al 2006 quando de Villepin lo usò per approvare il pacchetto legislativo Egalité des chances comprendente anche le misure del Contrato di primo impiego contro il quale sorse un movimento consistente di opposizione.
Dalle 18 in tutte le principali città francesi sono stati convocati concentramenti in opposizione al ricorso all'articolo 49.3 e contro l'approvazione d'urgenza della legge: nelle ultime ore si registrano scontri a Parigi, Nantes, Rennes, Toulouse, Montpellier, Lyon, Tours. Seguiremo nelle prossime ore lo sviluppo dell'opposizione alla provocazione governativa nelle strade di Francia.

pc 11 maggio - Il regime fascista turco di Erdogan strumento e complice dell'Europa imperialista spara sui profughi - il governo imperialista italiano complice

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Si precisa un po’ meglio in cosa consista il lavoro sporco affidato dall’Unione Europea all’assassino Erdogan. Il patto, per cui la Ue pagherà 6 miliardi euro, è di tenere lontani i profughi siriani – e iracheni – dalle frontiere europee. Senza badare troppo al sottile e sorvolando sulla repressione sia dei curdi che dei giornalisti turchi.
La notizia di oggi è riportata dall’Ansa, dunque non arriva da una fonte “malevola” né con la Ue né con la Turchia attuale. Ciò nonostante appare devastante per la pretesa europea – di ergersi a giudice infallibile in materia di diritti umani.

Turchia spara ai rifugiati siriani al confine, anche un bambino tra le cinque vittime degli ultimi due mesi

La denuncia di Human Rights Watch che ha scritto al ministro degli Interni turco per

pc 11 maggio - EMERGENZA MIGRANTI E LOTTA PROLETARIA - Un comunicato-appello dello Slai cobas per il sindacato di classe

Lo Slai cobas per il sindacato di classe saluta come positiva e fa propria la proposta lanciata dai vescovi italiani, tramite la fondazione 'Migrantes', vale a dire il varo immediato di permessi di soggiorno umanitari per 40mila migranti già giunti nel nostro paese, ma respinti e a cui è stato dato il foglio di via. Il direttore Perego afferma: “Occorre utilizzare uno strumento che il Testo Unico sull'immigrazione prevede. Cioè un decreto del Presidente del Consiglio che offra la possibilità di un permesso umanitario per le persone in fuga”.
Migrantes” parla di “popolo di invisibili e sfruttati” e aggiunge una denuncia, che anche noi confermiamo: “le commissioni territoriali che valutano la richiesta d'asilo stanno operando sulla base di una lista di paesi sicuri (?), e stanno negando una forma di protezione internazionale o umanitaria talvolta a 9 su 10 dei richiedenti asilo”.

Nello stesso tempo pensiamo che il governo Renzi per la sua natura e per il rapporto imposto dall'offensiva reazionaria razzista aperta in Europa, che trova i suoi addentellati in Italia, con Salvini, ecc., non adotterà una misura di questo genere, che invece è pienamente interna, come soluzione immediata, alla battaglia generale per il diritto d'asilo per tutti, per la libertà di circolazione.

Per questo lo Slai cobas sc fa appello ai lavoratori, a tutte le organizzazioni sindacali di base, di classe, antirazziste, a sviluppare una mobilitazione generale, locale e nazionale, per ottenere questo risultato.

Già in occasione dell'ondata di migranti giunta nel 2011 sulle nostre coste dalla Tunisia, oltre 20mila, questa misura fu ottenuta, anche sulla base della rivolta di Manduria (TA), in cui le compagne e i compagni dello Slai cobas per il sindacato di classe di Taranto, ebbero un ruolo di innesco e sostegno – tanto che è stato “riconosciuto” dallo Stato con un processo ai compagni dello Slai cobas sc, conclusosi positivamente solo in questi giorni.
Noi siamo per manifestazioni incisive, siamo per una mobilitazione in prima persona autorganizzata dei migranti stessi.
Siamo per non delegare a parlamentari, associazionismo assistenziale, che servono più a tenere buone le acque e non a sviluppare un'effettiva lotta proletaria che ora più che mai è necessaria, verso un'emergenza che non può che accentuarsi.

Lo Slai cobas sc sostiene e appoggia inoltre tutte le forze rivoluzionarie e antirazziste che attaccano i Cie, Cara, gli Hotspot in tutte le forme necessarie. E sostiene e difende tutti i compagni arrestati in occasioni di manifestazioni, quali quelle del Brennero, ecc.

SLAI COBAS per il sindacato di classe

11.5.16