lunedì 28 dicembre 2015

pc 28 dicembre - Lo sfruttamento istituzionalizzato, cancellazione dei diritti dei lavoratori, nuove forme di caporalato: le nuove vittime Paola Clemente e le altre

La vicenda di cui è stata vittima la signora Paola Clemente è paradigmatica di un nuovo e diverso atteggiarsi di intermediazione illecita nel rapporto di lavoro. È questa la conclusione cui è giunta la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali del Senato, indagando sulla morte della bracciante. Come si ricorderà, avvenuta in circostanze misteriose il 13 luglio scorso nelle campagne di Andria, mentre era impiegata nell’attività di acinellatura dell’uva. Nella relazione conclusiva firmata dalla senatrice Camilla Fabbri, presidente della commissione, si distingue tra due piani dello sfruttamento: il primo, costituito dal caporalato tradizionale in cui appare centrale la figura del mediatore di lavoro che “approfitta del bisogno del lavoratore lucrando tra domanda e offerta di lavoro bracciantile o comunque di manodopera, in un

pc 28 dicembre - IL MODERNO MEDIOEVO PER LE DONNE E' DOVUNQUE


Torino, mamma e figlia muoiono in sala parto. Padre assale i medici

Dramma nella notte all’ospedale Sant’Anna. La piccola è venuta alla luce già senza vita, la madre è morta per arresto cardiocircolatorio. In reparto è scoppiata una lite tra i parenti e i sanitari. La Procura ha aperto un’inchiesta: trasmessi gli atti a Guariniello




L’ospedale «Sant’Anna» di Torino (Ansa)
Una donna di 39 anni al nono mese di gravidanza è morta in ospedale, insieme alla propria bimba, durante la fase di preparazione al parto. È successo al «Sant’Anna» di Torino nella notte tra sabato 26 e domenica 27 dicembre. Intorno alle 1.30, per una complicazione, la mamma è stata trasportata d’urgenza in sala parto: la bimba è morta ancora prima di venire alla luce, mentre lei, colpita da arresto cardiocircolatorio, è morta poco dopo mentre i sanitari tentavano di rianimarla. Il padre della donna si era scagliato contro i medici, in ospedale, ed era stato bloccato dai militari. «Voglio soltanto sapere che cosa è successo a mia figlia», ha detto Pietro Nesta, padre di Angela, la donna morta durante il parto insieme alla propria figlia... La gestazione di Angela Nesta, afferma ancora Pietro, è stata «bellissima, senza alcun problema. Non potevamo aspettarci un epilogo così tragico. Siamo distrutti».

Angela Nesta con il marito Francesco (Foto da Facebook)
Angela Nesta con il marito Francesco

pc 28 dicembre - notizie e documenti internazionalisti dal punto di vista dei maoisti


pc 28 dicembre - Ilva Taranto - Indiani padroni, ma se con licenza di sfruttare e uccidere!

pc 28 dicembre - ILVA TARANTO processo per morti amianto il 28 gennaio - Il maxi processo "Ambiente svenduto" riprende il 5 febbraio - Ma operai e masse popolari non avranno giustizia in tribunale!

pc 28 dicembre - Mobilitazione internazionale per la libertà di Saibaba

Dobbiamo tutti, con ogni e mezzo possibile, assicurare che il Dott GN Saibaba non sia nuovamente incarcerato. Mentre il fascismo stringe i suoi tentacoli per soffocare le nostre voci, in casi come questo occorre che non possiamo accettare che questa ingiustizia venga perpetrata in nome della legge e sotto l'egida della democrazia.
Hany Babu, Professore Associato, Università di Delhi
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Francia Communiqué du Comité pour la défense et la libération du Dr GN Saibaba by CSR Inde
26 décembre 2015, 10:08
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Il est choquant d’entendre aux nouvelles que la demande de Dr. GN Saibaba de libération sous caution permanente a été rejetée aujourd’hui par la Haute Cour de Bombay. Ce qui est plus effrayant est que la Haute Cour a également révoqué l’ordonnance de cautionnement provisoire Saibaba (application pénale No.785 / 2015), qui avait été émise le 30/06/2015 par un banc de division dirigée par Mohit Shah, le juge en chef de la Haute cour de Justice de Bombay avec le juge Shukre. Cette ordonnance lui avait accordé des mesures provisoires puis avait été prolongée par le même banc de

pc 28 dicembre - NATO-USA ITALIA paesi aggressori della Siria per i loro interessi economici e geostrategici - la Siria di Assad pedina dell'imperialismo russo e dittatura reazionaria - chi dice il contrario non ha una posizione di classe comunista e internazionalista


Assad: «L'Europa ha venduto i suoi principi in cambio dei petrodollari»

Assad: «L'Europa ha venduto i suoi principi in cambio dei petrodollari»

pc 28 dicembre - La guerra all'Isis è guerra per il petrolio tra potenze imperialiste e potenze regionali che vogliono profitti

Contrabbando di petrolio, Russia: 12mila camion dell'Isis verso Turchia

pc 28 dicembre - Genova - Carabinieri fermano senegalese, circondati da quaranta stranieri - Una ottima risposta


Genova, carabinieri fermano senegalese, circondati da quaranta stranieri


Alta tensione, due militari feriti. E' il secondo episodio in pochi giorni dopo quello al Porto Antico

Hanno fermato un senegalese in via Prè per notificargli un provvedimento amministrativo per uso di stupefacenti, ma lo straniero appena ha visto i due carabinieri ha reagito ferendo i militari con calci e pugni. È successo oggi pomeriggio. La collutazione, iniziata in strada e conclusa in un negozio etnico, e le grida del senegalese hanno attirato sul posto una quarantina di suoi connazionali che si sono assiepati davanti al negozio. Molto di loro hanno ripreso l'intervento dei carabinieri con la telecamera del cellulare. In via Prè ci sono stati minuti di grande tensione che si sono sciolti solo con l'arrivo sul posto di altre pattuglie di carabinieri e delle volanti della polizia. Il senegalese è stato arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, i due carabinieri sono finiti al pronto soccorso. Questa è la seconda aggressione alle forze dell'ordine nel giro di pochi giorni.

domenica 27 dicembre 2015

pc 27 dicembre - FORMAZIONE OPERAIA: IL CAPITALISTA ACCUMULA, L'OPERAIO PRODUCE TUTTO

Pubblichiamo oggi, in giornata diversa dal solito giovedì, per riuscire a completare entro questo mese la parte più importante del 1° libro de Il Capitale.

 Questo capitolo, 22 del Capitale di Marx, tratta della trasformazione del plusvalore in capitale, del PROCESSO DI PRODUZIONE CAPITALISTICO SU SCALA ALLARGATA, e di come le leggi della proprietà della produzione delle merci si trasformano in leggi dell’appropriazione capitalistica
“In precedenza”, inizia Marx, “avevamo da considerare come il plusvalore nasca dal capitale, ora dobbiamo vedere come il capitale nasce dal plusvalore.” E spiega come questo plusvalore, usato come capitale, significa accumulazione del capitale.

Dunque, il plusvalore, prodotto dall’operaio e di cui si appropria il capitalista, se deve produrre ancora capitale, non può essere tutto speso in consumi dal capitalista, ma deve essere a sua volta in parte impiegato nella compera dei mezzi di produzione e nei mezzi di sostentamento, cioè si deve dividere in capitale costante e in capitale variabile, e in parte viene consumato dal capitalista come suo reddito.

Abbiamo visto che il plusvalore si presenta, alla fine del processo produttivo, come una massa in più di prodotti, plusprodotto, che per essere ritrasformato in denaro deve essere venduto. Una volta venduto e una volta che avviene questa ritrasformazione in denaro, “valore capitale e plusvalore sono l’uno e l’altro somme di denaro, e la loro ritrasformazione in capitale avviene del tutto alla stessa maniera”. Insomma adesso si ha una sola somma di denaro ma più alta di prima.

Con questa nuova somma il capitalista trova al mercato le merci necessarie per la nuova produzione che sono state prodotte durante l’anno da tutti gli altri rami della produzione. Il mercato, ricorda Marx, è il luogo della circolazione delle merci, ma la circolazione, come sappiamo, non può “né ingrandire la produzione annua complessiva, né cambiar la natura degli oggetti prodotti”, perché

pc 27 dicembre - Grottesco braccio di ferro UE- Italia sull'Ilva sulla pelle degli operai in fabbrica e delle masse popolari in città - senza la ribellione operaia e popolare la fine è nota: nè lavoro, nè sicurezza e salute

(ansa)

L'Unione Europea. dopo la procedura di infrazione aperta verso l'Italia a settembre 2013 per le violazioni ambientali dell'Ilva, ora mette nel mirino i finanziamenti affluiti in più tranche all'azienda dell'acciaio. Per la Commissione europea, che ha inviato a Palazzo Chigi la sua lettera di contestazione, le risorse date all'Ilva sono aiuti di Stato e quindi inammissibili.
Nessuna sorpresa
L'altolà di Bruxelles era nell'aria. Già qualche mese fa Federacciai rivelò come in sede Eurofer i concorrenti dell'Ilva avessero affilato le armi. In tempi più recenti, poi, vari movimenti, tra Cinque Stelle, Verdi e ambientalisti, hanno chiesto alla Ue di intervenire perché le iniziative del Governo contrastavano con le regole della stessa Unione. Che dopo aver acceso un faro sull'Ilva, adesso ha compiuto il primo passo formale in attesa di chiarimenti da Roma.
Le mosse del Governo
Sia il Governo che i commissari dell'Ilva sapevano che Bruxelles sarebbe scesa in campo. D'altra parte, non a caso nell'ultimo decreto legge, quello che il Senato comincerà ad esaminare nella seconda metà di gennaio, i 300 milioni dello Stato all'Ilva sono messi sotto forma di prestito che chi acquisirà l'azienda a giugno dovrà poi restituire con gli interessi. In questo modo il Governo ha voluto lanciare alla Ue un doppio messaggio: la temporaneità del prestito e il ritorno dell'Ilva sul mercato con una data già fissata. Ma questo non è bastato a fermare Bruxelles che contesta a Roma sia i 300 milioni ultimi, che le altre misure finanziarie adottate per l'Ilva. Infatti vanno considerati nel conto anche i 400 milioni di prestito garantito dallo Stato inseriti nella legge 20 dello scorso marzo, e gli ulteriori 800 milioni, sempre con la formula del prestito garantito dallo Stato, previsti nella legge di Stabilità.
Ma quale battaglia sull'ambiente - le affermazioni  e i decreti di Renzi  sono serviti finora al massimo per pagare gli stipendi e a parlare di bonifica, sempre spostata in avanti nell'inizio e nella fine. Per la Ue, si è in presenza di aiuti di Stato. Per il Governo, invece, si tratta di interventi indispensabili per la bonifica ambientale dell'Ilva.

Intanto il 5 febbraio si torna in aula col maxi/processo

Il 5 febbraio ripartirà a Taranto l'udienza preliminare davanti al gup dopo che il processo in Corte d'Assise è stato «azzerato». È stato un errore formale riscontrato dalla Procura a bloccare tutto (in Assise si erano già svolte le prime udienze) e a far tornare il processo al gup. Ci si è accorti che nel verbale d'udienza mancava il nome del difensore d'ufficio che il 23 luglio scorso ha assistito una serie di imputati che, quel giorno, non avevano in aula il proprio legale di fiducia. Il nome dell'avvocato d'ufficio è invece presente nel provvedimento del rinvio a giudizio del gup. Per la Procura, quest'anomalia inficia la regolarità del processo. Si riparte daccapo quindi. E anche con un nuovo gup, Anna De Simone, in quanto il precedente, Wilma Gilli, si è già espressa sulle richieste di rito abbreviato avanzate da parte di alcuni imputati.

pc 27 dicembre - Lo stato sionista d'Israele uccide senza scrupoli 135 palestinesi in poche settimane

La polizia israeliana ha ucciso anche ieri un palestinese mentre cercava di accoltellare alcuni agenti. L’uomo aveva destato i sospetti dei poliziotti che si sono avvicinati per un controllo


Alla vigilia di Natale erano stati quattro i palestinesi uccisi dall’esercito israeliano.

pc 27 dicembre - India libertà per Saibaba - campagna internazionale in preparazione anche in Italia - info csgpindia@gmail.com

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in via di traduzione 

Denial of bail to Saibaba an attack on democratic rights: DU professor supporters
Coming out strongly in support of Delhi University professor Dr G N Saibaba, a group of professors, writers and filmmakers spoke against the order of the Nagpur Bench of Bombay High Court rejecting Saibaba’s bail plea. In a statement issued Thursday, professors from various universities, including DU, JNU, Jamia Millia Islamia, writer Arundhati Roy and filmmaker Sanjay Kak among others condemed the order. “The intolerance of the higher judiciary to the voices of dissent has reached another peak… the denial of bail to Dr Saibaba is an attack on all our democratic rights. We condemn in unison the rejection of bail and quashing his interim bail as well as Arundhati Roy’s freedom of speech,” the statement issued by Committee for the Defence and Release of G N Saibaba read.
Besides rejecting Saibaba’s bail plea, the court had also charged Roy with criminal contempt for writing about Saibaba’s imprisonment and the denial of bail. Criticising the “vindictiveness and vendetta” in the court order, Supreme Court lawyer Prashant Bhushan said, “This order is not merely unfortunate, but also underlines the need for judicial accountability in the country. It shows sections of judiciary do not have understanding of criminal law or any sensitivity towards the fundamental rights of a citizen.”saibaba1
He added, “Under three conditions an application for bail may be rejected — if there is a risk of the person fleeing the country, if the person is convicted of a heinous crime and the court is convinced that the accused can commit a similar crime if released and if the person may tamper with evidence. In Saibaba’s case, none of these apply…he has a serious health condition… this order reeks of vindictiveness… It’s the product of a prejudiced mind…” A single-judge bench of Bombay High Court at Nagpur has cancelled the bail of Saibaba, accused of having links with the banned CPI (Maoist), and asked him to report back within 48 hours, or risk facing arrest. He was arrested in May 2014 under Unlawful Activities (Prevention) Act.
On July 3, a two-judge bench of the High Court granted him bail following reports of his health deteriorating during his 14-month jail stay. Wheelchair-bound Saibaba is over 90% disabled. He has been paralysed from below the waist since contracting polio in childhood. Saibaba’s wife G Vasantha lashed out against the order, saying she wants to file a case against the “system” that had worsened her husband’s physical condition. “When he was incarcerated, only his legs were not working. Now his left hand has been rendered useless. There were stones in his bladder when he returned. He can’t even wear his own shirt now,” she said, adding that the case against him was a “witchhunt”.

pc 27 dicembre - In India la repressione dello stato indiano contro i maoisti non ha limiti - Libertà per la compagna Sheela Marandi dirigente movimento democratico delle donne!

in via di traduzione 

On the continuing incarceration of Sheela Marandi

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December 25, 2015
by Prashant Rahi
Observers of the tribulations being faced by Sheela Marandi, a popular leader of the revolutionary democratic women’s movement in Jharkhand, now in her late fifties, may be shocked to know that her bail petition was rejected by a Rourkela Sessions Court on the 23rd of December
. At the time of her arrest in Rourkela on October 7, 2006, Sheela, one of the young leading activists of the Jharkhand statehood movement in the 70s to have opted for the revolutionary path, was in her late forties.
Her bail plea at the Rourkela Sessions had been necessitated by her re-arrest by the Rourkela Police on 4th November at the gate of Tenu Ghat jail in Bokaro district of Jharkhand, during the course of her release on bail in the last case to have been foisted upon her by the Jharkhand Police since her release on bail from Rourkela in 2007.
She had been granted bail by the Odisha High Court in her

pc 27 dicembre - Donne egiziane in protesta contro la violenza della gravidanza forzata... La violenza sulle donne è il frutto più barbaro di questo sistema sociale che deve essere rovesciato!

In Egitto è con i loro volti e con la loro presenza coraggiosa che un gruppo di attiviste ha deciso di protestare contro la violenza sulle donne. Di fronte alla sede dell’associazione sindacale della stampa del Cairo hanno denunciato una deriva che nei paesi arabi è un dramma quotidiano... 


“In Egitto – dice un' attivista – ci sono diversi tipi di violenza, ma la più atroce è quella che costringe le donne a continuare ad avere figli fino alla nascita di un maschio. Una violenza, denominata gravidanza forzata, che conduce alla morte moltissime donne “.
In Egitto il 99% delle donne sono vittime di violenze, fisiche o verbali. Ogni anno si contano almeno 200 mila stupri.“Nei paesi arabi – dice il corrispondente di euronews, dal Cairo, Mohammed Shaikhibrahim, euronews, Il Cairo”. – il tasso di violenza contro le donne è uno dei più alti al mondo. Nonostante la drammaticità della situazione la protesta ha visto la partecipazione di un numero limitato di donne, ma da qui parte un forte messaggio verso la comunità araba che tende a nascondere il problema per il prevalere delle norme sociali esistenti.

pc 27 dicembre - MENTRE NEL GIORNO DI NATALE SI SALVANO ALTRI 751 MIGRANTI NEL CANALE DI SICILIA, TRA CUI TANTI BAMBINI, IL GOVERNO MODERNO FASCISTA RENZI, CON M5S CHE SPINGE, "TIENE FEDE AGLI IMPEGNI PRESI" RAZZISTI!!! CON L'APERTURA DI UN NUOVO HOTSPOT A TRAPANI PER PERPETUARE IN REALTA' RESPINGIMENTI ILLEGITTIMI, VIOLAZIONI E ILLEGALITA'... IL MODELLO LAMPEDUSA DOCET!

Libera circolazione di tutti i popoli, per tutti i migranti!

CONTRO L'IMPERIALISMO,VERA CAUSA DI MISERIA, POVERTA', REPRESSIONE, OPPRESSIONE, NEMICO COMUNE DELLE MASSE POPOLARI DEI PAESI EUROPEI E POPOLI OPPRESSI!

Migranti, nel giorno di Natale salvate 751 persone  nel Canale di Sicilia

Migranti, nel giorno di Natale salvate 751 persone nel Canale di Sicilia

Nel giorno di Natale sono stati salvati nel Canale di Sicilia 751 migranti in 6 diverse
operazioni, coordinale dal centro operativo di Roma della Guardia Costiera.
Si tratta di 5 gommoni e un barcone, con a bordo uomini, donne e bambini...

20 dicembre 2015
Immigrati, apre a Trapani l’hotspot

Apre i battenti a Trapani il secondo «hotspot» d’Italia, ossia il centro di identificazione
e di prima assistenza degli immigrati (l’altro è a Lampedusa). Lo ha comunicato
 il premier Matteo Renzi che ha precisato come «il governo tiene fede agli impegni presi».
L’hotspot di Trapani avrà sede nel complesso che sorge in contrada Milo,
alla periferia del capoluogo, e dove da tempo è in funzione il Cie
(Centro di identificazione immigrati) che ospita in maggior parte extracomunitari
(attualmente sono circa 120) in attesa di essere rimpatriati, e che
 adesso stanno via via per essere trasferiti in altre città per consentire
l’avvio del nuovo tipo di struttura.
La nuova struttura servirà ad identificare e a dare una prima assistenza agli 
immigrati che approdano a Trapani. Inizialmente il numero dei migranti
che saranno accolti sarà di un centinaio. In virtù della veste giuridica
che ha l’hotspot, gli ospiti dopo un paio di giorni saranno trasferiti in quei centri
abilitati per le permanenze più o meno lunghe. In ogni caso,
l’attivazione del servizio a Milo era atteso da qualche tempo, tant’è che
diversi sono stati gli interventi effettuati dal prefetto di Trapani Leopoldo Falco, dal senatore
del M5S Maurizio Santangelo e dai sindacati che sino a qualche settimana addietro
si erano incontrati con il rappresentante del governo.
GIORNALE DI SICILIA

sabato 26 dicembre 2015

pc 26 dicembre - L' attacco fascista turco al Kurdistan si intensifica, ma le città resistono!

(infoaut )
All’alba di ieri, giorno di Natale, la città curda di Sirnak, in Turchia, è stata invasa dai mezzi corazzati delle forze speciali, che all’alba hanno iniziato a bombardare il quartiere di Dicle con artiglieria pesante, causando incendi di edifici e la distruzione di molti altri. La popolazione del quartiere, intervistata da Anf News, ha dichiarato che l’aggressione di queste ore è peggiore di quella, terribile, che la città subì nel 1992, che in tre giorni provocò 150 morti. Cafer Erin, una donna che assistette al massacro dell’epoca, ha affermato che ciò che sta impedendo un massacro analogo è la resistenza popolare e la scelta di scavare trincee ed erigere barricate tutto attorno al quartiere nelle settimane scorse. Ha aggiunto che la popolazione di Sirnak resisterà “fino all’ultima goccia di sangue”.

Entra intanto nel 25simo giorno di assedio la città di Amed (in turco Diyarbakir), principale centro

pc 26 dicembre - DUE LINEE SINDACALI NEL MAGAZZINO LOGISTICO DI BRIGNANO - l'unità nella lotta minata dall'atteggiamento del SICOBAS - Dallo Slai cobas per il sindacato di classe di Bergamo

Non sappiamo se il sindacato Si.cobas è al corrente di cosa fanno i loro delegati e iscritti nel magazzino di Brignano, ma pensiamo sarebbe il caso di porsi il problema di verificarlo.

 DUE LINEE SINDACALI NEL MAGAZZINO LOGISTICO DI BRIGNANO

Venerdì 18 dicembre viene effettuata nel magazzino un'ispezione congiunta di ASL-DTL-guardia di finanza, a seguito delle mobilitazioni dello slai cobas s.c., tra cui l'esposto-denuncia presentato il 1 dicembre da oltre 70 lavoratori sulle condizioni di lavoro e sicurezza che chiede l'intervento urgente degli organi competenti.
I nostri delegati sindacali riconoscono gli ispettori, dato che si erano presentati ai loro uffici per spiegare la gravità della situazione e sollecitarne l'intervento, e si mettono subito a disposizione per fornire tutti gli elementi e guidare l'ispezione assieme ai lavoratori che li affiancano nelle zone a rischio sicurezza. A questo punto sono i capi e capetti della cooperativa che vanno a chiamare in loro aiuto i rappresentanti sindacali del Si.cobas, che durante tutta l'ispezione cercano di coprire, minimizzare, far passare per normale in un magazzino logistico, evidenti situazioni fuori da ogni norma di sicurezza (tra cui porte di emergenza bloccate, carichi sospesi mal posizionati, viabilità e carrelli inadeguati, bagni e mensa vergognosi, etc.).

MA LA QUESTIONE E' PIU' GENERALE

A fronte di un cambio di proprietà i lavoratori chiedono garanzie sul posto di lavoro.
A differenza dei lavoratori tenuti sotto controllo dai confederali, non aspettano rassegnati di vedere che fine faranno, ma si mobilitano per ottenere risposte e difendere il posto di lavoro. Dal momento che in questo settore, l'avvicendarsi delle cooperative è spesso usato per eliminare i lavoratori scomodi (sindacalizzati, o consumati dal lavoro).

In questa importante lotta, segnata dal blocco totale del magazzino il 28 ottobre, oltre al fronte padronale, il sindacato deve affrontare e combattere spinte interne opportuniste tra i lavoratori, come quelle di chi cerca una soluzione individuale e boicotta le iniziative sindacali, incrinando il fronte interno al solo scopo di garantirsi come affidabili agli occhi della cooperativa. Cooperativa che aumenta le minaccie di lasciare a casa quelli con la tessera dello Slai/cobas sc.
E' in questo contesto che si inserisce l'azione del Si.cobas, che incurante della battaglia in corso non esita a reclutare la parte opportunista dei lavoratori (che si erano uniti agli altri lavoratori dello slai cobas sc solo dopo aver fatto i crumiri durante lo sciopero vittorioso del 2011) per avere una base di iscritti ed entrare nel magazzino (a far cosa visto che non stanno lottando?). In particolare utilizzando due lavoratori che erano stati diffidati ed allontanati dal nostro sindacato perchè si erano resi protagonisti, aizzati e sotto gli occhi dei responsabili di cooperativa e consorzio, di minacce fisiche contro un nostro delegato. Della pattuglia filo aziendale entra poi a far parte un nostro ex delegato, appena dimesso a furor di popolo dai lavoratori in assemblea per la sua azione di pompiere/intrallazzone. Questi entra al volo nel nuovo gruppo del Si.cobas, cercando in tutti i modi di convincere gli amici a seguirlo, ma soprattutto, da delegato, giustificando la realtà delle pesanti condizioni di lavoro agli occhi di ASL e DTL durante l'ispezione (fino ad arrivare a motivare i lucchetti presenti su di una porta di emergenza, con i - presunti - furti nel magazzino).

L'AZIONE DEL SINDACATO DI CLASSE

Quindi, due sindacati e due azioni differenti. Da due mesi gli operai dello Slai Cobas sc quotidianamente si mobilitano e scioperano, mentre il gruppo del Si.cobas, non partecipa, e compie vere azioni di crumiraggio durante gli scioperi. Contemporaneamente, incurante, continua la sua azione sotterranea di tesseramento, con le disdette che arrivano direttamente dai fax della cooperativa, che naturalmente ha tutto l'interesse a dividere i lavoratori in lotta, indebolirne la forza e la rappresentatività nel magazzino.

Cooperativa che concede piena agibilità quotidiana ai delegati del Si.cobas per fare questo sporco lavoro. Mentre scatena una guerra aperta quotidiana, nei confronti dei lavoratori che lottano e scioperano. Soprusi e minacce, contestazioni disciplinari false verso i delegati, in particolare dopo il 1° dicembre, quando durante uno sciopero di 4 ore i lavoratori e lo slai cobas sc portano un'esposto-denuncia sulle condizioni di lavoro alla DTL di Bergamo, denunciando orari di lavoro infiniti, condizioni di lavoro a cottimo, rischio sicurezza, mentre i delegati del Si.cobas chiamano amici e parenti per sostituire i lavoratori in sciopero. Una vera e propria azione di crumiraggio contro la lotta in corso, che sta ancora continuando.
Infatti li 24 dicembre allo sciopero e manifestazione, i lavoratori si sono divisi in due: una parte combattiva in lotta con lo Slai Cobas sc, una parte a garantire la produzione per la cooperativa e i padroni dei supermercati, con in testa delegati e iscritti al Si.cobas.

Una brutta situazione che manifesta per la prima volta nel 2011 e si può ricostruire dai comunicati usciti in quel periodo. 

e che ora ritorna, sotto una nuova forma, ma ugualmente pericolosa per una mobilitazione, che andrebbe condivisa, sostenuta, portata in tutti i magazzini. Perché è una lotta necessaria contro queste condizioni di lavoro bestiali, e contro il perenne ricatto per posto di lavoro, in forza del CCNL, che consente, nei cambi appalto, alle cooperative subentranti, di sostituire e licenziare i lavoratori, quando il lavoro invece c'è.