mercoledì 18 giugno 2014

pc 18 giugno - Al brico io si licenzia a tempo indeterminato



L'Aquila - Licenziamenti al Brico io

L’Azienda ha ieri sancito una prima fase di licenziamenti plurimi individuali per “giustificato motivo oggettivo” (ossia per motivi economici-organizzativi) manifestando un’”ingiustificata rigidità nell’adozione di strumenti che avrebbero consentito il mantenimento del livello occupazionale e una proporzionale riduzione dei costi sostenuti.”

Sembra una contraddizione in termini, ma è quanto emerge, nero su bianco, sui verbali di conciliazione di 4 ex lavoratrici e lavoratori dell’Aleandri Bricolage srl

Ma facciamo un passo indietro, lo facciamo non solo per i lavoratori licenziati, ma per quelli che restano e per i consumatori dell’Aleandri Bricolage srl, che quando entreranno al negozio troveranno ancora meno personale a servirli, ancora meno merce sugli scaffali, ancora prezzi toppo alti…

Agitando lo spauracchio della cassa integrazione, a gennaio di quest’anno l’azienda ha deciso in maniera unilaterale di applicare una riduzione orizzontale dell’orario di lavoro (R.O.L.), dilatando il tempo di lavoro su 6 giorni settimanali e concentrando il carico dello stesso. I benefici derivanti dalle ore di permesso maturate dai lavoratori sono stati assorbiti dall’azienda e la possibilità di organizzare il proprio tempo libero è diventata un sogno.

Alla richiesta di un confronto con i lavoratori e le relative O.S. nel tentativo di disciplinare questa flessibilità, l’azienda ha risposto con inspiegabile rigidità e invece di considerare la ricerca di ammortizzatori sociali per evitare i licenziamenti e ridurre i costi del personale, è passata direttamente alle misure repressive, con l’applicazione della flessibilità selvaggia e un primo ciclo di licenziamenti.

Non sono bastati i R.O.L. e, per ammissione aziendale in sede conciliativa, forse non basteranno neanche 4 licenziamenti a “sanare” l’azienda (o a saziarla, temiamo)! Come dire che al Brico io si licenza a tempo indeterminato.

Il rifiuto aziendale di ogni forma di ammortizzatore sociale per il recupero di un’attività che rappresenta una risorsa importante nel tessuto sociale ed economico di questo territorio, la ricetta di Aleandri Bricolage srl per “ridurre l’orario di lavoro a parità di salario”, si è rivelata di fatto una manovra decisa unilateralmente dall’azienda per scaricare sui lavoratori i costi di una crisi, non solo economica, ma democratica, di cui i lavoratori non hanno colpa.

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe respinge con forza questa manovra, impugnerà i licenziamenti e darà battaglia affinché vengano ritirati, in quanto li consideriamo illegittimi e ingiusti

Al messaggio di speranza, lanciato da A. Aleandri come una estrema unzione alla commissione di conciliazione (“Speriamo che il mercato riparta e se riparte, i lavoratori licenziati saranno i primi ad essere riassorbiti”) rispondiamo che “La speranza è una trappola inventata dai padroni” (M. Monicelli) e invitiamo tutti i lavoratori alla lotta e alla solidarietà con gli operai licenziati

L’Aquila, 18.06.2014


Slai Cobas per il sindacato di classe, RSA: Luigia De Biasi

pc 18 giugno - la solidarietà a Mariah del SI COBAS - oggi sciopero a Brignano

MASSIMA SOLIDARIETA’ A Mariah 

          SE TOCCANO UNO TOCCANO TUTTI
         mercoledì 18 giugno 2014 dalle 13 alle 15
            2 ore di sciopero con assemblea


BASTA CON LE AGGRESSIONI AGLI ATTIVISTI DEL SINDACATO
Erano in tre gli uomini a volto coperto, che all’alba di sabato mattina (14/06), lo aspettavano sotto casa. Mariah si stava recando al lavoro con la moglie, erano appena saliti in auto, quando i tre si sono avvicinati e hannotentato di estrarlo a forza dalla macchina. Non riuscendoci, prima l’hanno colpita a colpi di chiave inglese fino a rompere un vetro e poi, si sono accaniti su di lui picchiandolo selvaggiamente a pugni e calci soprattutto intesta e a colpi di chiave inglese, in particolare su una gamba, tentando,
fortunatamente senza riuscirci, di spezzargliela.
Il nostro compagno, da sempre in prima fila nella lotta sindacale, due anni fa aveva già subito un’altra aggressione da parte di un uomo armato che aveva esploso due colpi di pistola verso l’auto in cui Mariah si eraasserragliato, danneggiandone, fortunatamente, solo la carrozzeria.
Questi episodi gravissimi non sono fatti isolati, anzi, negli ultimi tempi sono aumentati gli attentati ai danni degli attivisti sindacali dei cobas.
I sindacati che fanno il loro dovere danno fastidio a chi si arricchisce sulle spalle di lavoratori super-sfruttati e senza diritti, per questo si usa ogni mezzo per fermarli.
Ma lo Slai Cobas s.c., i suoi delegati e i suoi iscritti non si fanno intimidire da questi attacchi fascisti e continueranno più di prima la loro attività in difesa dei diritti dei lavoratori.
MASSIMA SOLIDARIETA’ A Mariah DA TUTTO IL SINDACATO.
SE TOCCANO UNO TOCCANO TUTTI
mercoledì 18 giugno 2014 dalle 13 alle 15
2 ore di sciopero con assemblea
SLAI COBAS per il sindacato di classe


COMUNICATO
SOLIDARIETA’ AL COMPAGNO DELLO SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE AGGREDITO .

Un rappresentante dello slai-cobas s.c. di Bergamo è stato aggredito da alcune persone in stile mafioso perché organizzatore dei lavoratori delle coop della logistica.
Come si cobas sappiamo, per averlo anche noi subito, da quale parte può essere venuta una tale aggressione.
Questo ennesimo episodio di violenza, contro chi difende le condizioni di lavoro nelle cooperative della logistica, deve portare tutti i lavoratori, al di la delle tessere sindacali che hanno, ad unirsi in un fronte comune perché la risposta sia incisiva
Abbiamo molti nemici: il governo, i padroni, i partiti borghesi ed i sindacati confederali e anche di alcuni settori malavitosi presenti nel settore della logistica. Non è un caso che lo stesso PM di Milano, Nocerino, in una inchiesta sul settore, ha evidenziato che i committenti sono ben al corrente che le coop agiscono in Dumping contrattuale sottopagando e evadendo.
Di fronte a questi nemici è sempre più necessario fare quel percorso che si è iniziato,(nel coord. delle coop.) che deve portare all’azione collettiva di tutti gli operai ed i sindacati di base, sia contro la mafia, sia contro le forze padronali che negano diritti e salari.
Questa è la strada che dobbiamo percorrere tutti e in questa direzione noi lavoriamo e ci impegniamo per costruire un fronte contro la repressione che colpisce tutti e per la difesa delle condizioni di lavoro e per una prospettiva anticapitalista dei lavoratori.

Milano 16-6-2014 ESECUTIVO NAZIONALE S. I. COBAS

pc 18 giugno . Taranto - processo a Riva - processo ai Disoccupati Organizzati - solidarietà ai migranti



mercoledì 18 giugno 2014

"Il processo Ilva non s'ha da fare..." - 19 giugno postazione informativa - slai cobas sc - ore 9 caserma dei vigili del fuoco - taranto 2

padroni e complici esplicitamente, altri interlocutori occulti, anche travestiti da parti civili, vedi i sindacati confederali, vogliono la stessa cosa con altri mezzi

Usare tutte le caserme della Marina per ospitare e accogliere degnamente i migranti profughi che arrivano a Taranto

Sale forte da diverse voci la richiesta... ma Governo e Marina fanno orecchie da mercanti
Dovremo la prossima settimana farci sentire!

Lottare per il lavoro non è reato!

Martedi 17 al processo per direttissima contro i due disoccupati arrestati il 22 maggio, perchè insieme a tanti altri lottano per il lavoro, ascoltate le esagerazione e menzogne dei vigili dello sgombero del Comune - il 21 ottobre la verità dei fatti degli imputati e dei Disoccupati Organizzati testimoni.
Come sempre presenza solidale di una folta delegazione dei disoccupati organizzati alla udienza

DISOCCUPATI ORGANIZZATI 
Slai cobas per il sindacato di classe taranto
via Rintone 22 Taranto 347-5301704

pc 18 giugno - oggi sciopero alla KN Brignano - la solidarietà militante dei i compagni e le compagne del Centro Sociale Vittoria

MERCOLEDI' 18 GIUGNO 2014 PRESSO IL MAGAZZINO KUEHNE NAGEL DI BRIGNANO GERA D'ADDA via Copernico 11 
SI INVITANO tutte le realtã solidali a partecipare allo sciopero con assemblea dalle 13 alle 15.
al termine si terrà UNA CONFERENZA STAMPA DOVE VERRANNO COMUNICATE LE PROSSIME INIZIATIVE

S.Lamera
Slai cobas s.c.
3355244902

Se toccano uno, toccano tutti!

Un'altra vile e violenta aggressione in puro stile mafioso ha colpito sabato 14 giugno all'alba un delegato dello Slai Cobas sindacato di classe da tempo in prima fila nelle lotte del settore della logistica nella bergamasca. Da ultima il compagno stava organizzando la lotta dei lavoratori in appalto alla Kuhne Nagel di Brignano e, già in passato, era stato vittima di un altro tentativo di aggressione.

E' evidente, come già fu per l'aggressione a Fabio Zerbini del SI Cobas, l'inutile tentativo padronale di intimidire non solo i delegati e gli elementi più avanzati o rappresentativi, bensì l'intero movimento di lotta dei lavoratori della logistica che, ormai da più di 6 anni, rappresenta uno dei momenti più alti di conflitto autorganizzato e non concertativo tanto da un punto di vista vertenziale (con la riappropriazione anche del significato più genuino dell'arma dello sciopero), quanto da un punto di vista prettamente più politico delineando il tentativo di una trasformazione radicale dell'esistente.
Questa ennesima provocazione infatti, al pari delle denunce, delle cariche poliziesche, dei fogli di via, dei processi politici e di tutte le minute forme di diretta repressione padronale sul posto di lavoro (sanzioni disciplinari, trasferimenti e demansionamenti) non mineranno la determinazione dei lavoratori, delle lavoratrici e dei solidali.

L'unica risposta possibile è il rafforzamento del movimento di lotta e della sua capacità di incidere negli interessi materiali e politici del padronato e dei suoi complici istituzionali e mafiosi per invertire i rapporti di forza dati e più volte messi in discussione, per l'avanzamento e la ricomposizione dell'intera classe.

Massima solidarietà militante al compagno aggredito! Rilanciamo il conflitto di classe !

i compagni e le compagne del Centro Sociale Vittoria


Il giorno 15 giugno 2014 09:35, slaicobas SC Taranto <slaicobasta@gmail.com> ha scritto:
Logistica: Aggressione a un delegato Slai Cobas s.c. del magazzino Kuehene
Nagel di Brignano (Bergamo).

Erano in tre gli uomini a volto coperto, che sabato 14 giugno all'alba, lo aspettavano sotto casa.
M.B. si stava recando al lavoro con la moglie, erano appena saliti in auto, quando i tre si sono avvicinati e hanno tentato di estrarlo a forza dalla macchina, non riuscendoci, prima gliel'hanno devastata a colpi di chiave inglese e poi, si sono accaniti su di lui picchiandolo selvaggiamente a pugni e calci soprattutto in testa e a colpi di chiave inglese, in particolare su una gamba, tentando, fortunatamente senza riuscirci, di spezzargliela.

Il tutto è durato pochi minuti, fino a che, alle grida della moglie, i vicini sono usciti sui balconi spingendo i tre a fuggire.

Il nostro compagno M. è da anni in prima fila nella lotta sindacale e in queste ultime settimane stava organizzando una protesta dei facchini KN per ottenere il pagamento di spettanze illegittimamente scippate dalla cooperativa che gestisce il magazzino.

Due anni fa lo stesso delegato aveva subito un altro tentativo di aggressione da parte di un uomo armato che aveva esploso due colpi di
pistola verso l'auto in cui M. si era asserragliato, danneggiando, fortunatamente, solo la carrozzeria.

Le aggressioni ai danni degli attivisti sindacali nel settore della logistica non sono una novità (alleghiamo articolo relativo all'ultimo episodio), anche per questo non abbiamo alcun dubbio sulla natura di questa vigliacca imboscata.

Seguiranno informazioni sulle prossime iniziative di protesta e denuncia.

S. Lamera
Slai Cobas per il sindacato di classe
3355244902






    *COMUNICATO COORDINAMENTO NAZIONALE SLAI COBAS SC.*

Questa nuova aggressione è molto grave, sembra chiaro che si tratta di un feroce attacco organizzato, con dietro i mandanti padroni delle cooperative. E' un'aggressione che in maniera malavitosa vuole mandare un pesantissimo messaggio contro la giusta e legittima attività sindacale, le iniziative di lotta nel magazzino KN e in particolare contro lo Slai cobas per il sindacato di classe.
Essa deve trovare una risposta forte e vasta. Perchè lo slai cobas sc e i lavoratori non si fanno intimidire e fermare da questi attacchi fascisti. Così come serve sempre più unire i vari fronti di lotta della logistica per respingere subito e in tutti i modi la politica vigliacca dei padroni, dei capetti delle cooperative e della loro manovalanza criminale, per rendere più forti gli scioperi e le manifestazioni di lotta e rafforzare, allargare la rete di solidarietà intorno ad essi.
Il coordinamento nazionale dello Slai cobas sc esprime tutta la sua solidarietà, unisce la sua denuncia a quella dello Slai cobas sc di Bergamo e chiama i cobas delle varie città e posti di lavoro a mobilitarsi per fare informazione e dare solidarietà.
Attendiamo ulteriori notizie, per decidere anche come coordinamento nazionale iniziative.
   
Coordinamento nazionale Slai cobas per il sindacato di classe
 14.6.14
 

martedì 17 giugno 2014

pc 17 giugno - Immigrati: la "paura dell'invasione" costruita ad arte da governi reazionari…

Dai quotidiani più reazionari che gridano all'"invasione" a quelli meno reazionari che parlano comunque di allarme immigrazione e roba simile, la tendenza in un modo o nell'altro è quella di creare un'opinione pubblica contro gli immigrati.
Sono però i dati reali pubblicati oggi, per esempio dal Sole 24 Ore, che smentiscono categoricamente tutti coloro che alimentano la xenofobia, dai politici come Salvini della Lega, vero e proprio fascista e razzista, al ministro Alfano che propone l'apertura di nuovi centri di "accoglienza" che diventano veri e propri lager. Inoltre, a provare ad esacerbare le paure contro gli immigrati ci sono pure le voci, messe in giro ad arte, sulle malattie che questi potrebbero trasmettere fino a vere e proprie epidemie. Anche queste smentite da medici ed esperti, spesso sugli stessi quotidiani!

Le cifre ufficiali sugli immigrati in Italia, infatti, dicono che "In Italia al 31 dicembre 2013 risultano 60 milioni e 782.668 di residenti, dei quali più di 4 milioni e 900 mila (8,1%) sono cittadini stranieri." Nessuna invasione, quindi, anzi, negli ultimi anni ne arrivano sempre meno! Per fare un paragone con altri grandi paesi, in Germania e in Francia siamo a più di 10 milioni e perfino in Spagna il numero degli immigrati presenti è più alto di quello dell'Italia.

Le chiacchiere reazionarie, quindi, usate spesso a fini elettorali, cercano di nascondere la sostanza della natura predatoria dei paesi imperialisti e delle conseguenti politiche sull'immigrazione che sono la vera causa di questa tragedia.

L'humus razzista che nasce da queste politiche serve anche a provare a spostare l'attenzione delle masse popolari, e in particolare di giovani e donne, sulle proprie condizioni di vita e di lavoro che nell'attuale crisi capitalistica si sono ulteriormente aggravate: "Intanto, cresce l'emigrazione italiana mentre diminuisce l'immigrazione straniera: nel 2013 circa 82mila italiani si sono trasferiti all'estero, 14mila in più rispetto al 2012, il valore più alto registrato nel corso degli ultimi 10 anni."

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Residenti a 60,7 milioni Più italiani emigranti

17 giugno 2014

In Italia al 31 dicembre 2013 risultano 60 milioni e 782.668 di residenti, dei quali più di 4 milioni e 900 mila (8,1%) sono cittadini stranieri. L'Istat ha pubblicato ieri il bilancio demografico nazionale dal quale emerge la fotografia di un Paese in ripiegamento. Il saldo naturale, dato dalla differenza tra nati e morti, è il più basso da sempre ed è risultato negativo per 86.436 unità; il calo delle nascite prosegue, e rispetto al 2012, sono stati registrati quasi ventimila nati in meno (19.878 unità) pari al -3,7%. Anche i nati stranieri diminuiscono per la prima volta (-2.189) rispetto all'anno precedente, pur rappresentando il 15% del totale dei nati. Diminuisce, peraltro, anche il numero dei decessi (12mila in meno rispetto al 2012, con una flessione del 2%).
Intanto, cresce l'emigrazione italiana mentre diminuisce l'immigrazione straniera: nel 2013 circa 82mila italiani si sono trasferiti all'estero, 14mila in più rispetto al 2012, il valore più alto registrato nel corso degli ultimi 10 anni. E anche se l'Italia continua ad attrarre numerosi stranieri (nel corso del 2013 sono state iscritte all'anagrafe 307.454 persone provenienti dall'estero, quasi tutte straniere) il numero di iscritti dall'estero è diminuito di circa 43mila unità rispetto al 2012, proseguendo un trend già iniziato negli ultimi due anni. Sono invece in forte crescita gli stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza italiana: 100.712, il 54% in più rispetto al 2012.
Quanto alla distribuzione territoriale, nei 12 grandi comuni con popolazione superiore ai 250mila abitanti risiedono poco più di 9 milioni e 200 mila abitanti, pari al 15% della popolazione totale. Roma e Milano contano insieme quasi 4,2 milioni di residenti (rispettivamente 2.863.322 e 1.324.169 abitanti). La presenza straniera è particolarmente marcata, 1 milione 52mila cittadini stranieri residenti (21,4% degli stranieri), con un'incidenza sulla popolazione totale molto varia: dal 3,1% di Bari al 17,4% di Milano. In tutti i grandi comuni il saldo naturale e quindi il tasso di crescita naturale è negativo o molto vicino allo zero.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-06-17/residenti-607-milioni-piu-italiani-emigranti-063741.shtml?uuid=ABnXxtRB

pc 17 giugno - come lo stato borghese tratta i suoi ministri corrotti e legati alla grande malavita - il caso Scajola

Scajola è tornato a Imperia: arresti domiciliari a Villa Ninina

Scajola ai domiciliari, è tornato nella sua villaVilla Ninina, la casa imperiese di Claudio Scajola

L'ex ministro ha lasciato il carcere romano di Regina Coeli dopo la decisione del tribunale della Libertà di Reggio Calabria in mattinata ed è entrato a Villa Ninina alle 21.30 da un ingresso secondario.
Arresti domiciliari all'ex ministro Claudio Scajola, che ha lasciato il carcere romano di Regina Coeli intorno alle 14 da una porta laterale, partendo poi per Imperia, rientrando a Villa Ninina, dove ha sempre risieduto con la famiglia, intorno alle 21.30, passando da un ingresso secondario. La misura è stata stabilita stamani dal tribunale della libertà di Reggio Calabria accogliendo in parte il ricorso dei suoi legali, Giorgio Perroni e Elisabetta Busuito.
La lunga attesa. Per tutta la giornata i cronisti hanno atteso Scajola fuori da Villa Ninina, la bella casa sulle colline di Oneglia dove sono stati anche sequestrati numerosi documenti e computer nell'ambito di diverse perquisizioni. dalla casa non si sono avuti segni di vita se non la presenza del cameriere filippino e, nel tardo pomeriggio, l'arrivo di un fornitore. Alle 21.30, infine, due auto sono arrivate presso un ingresso secondario e Scajola è entrato in casa, dribblando giornalisti e teleopoeratori che lo attendevano.

35 giorni in cella. L'ex ministro era in carcere dallo scorso 8 maggio con l'accusa di aver favorito la latitanza di Amedeo Matacena, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e al momento latitante. Il 19 giugno gli stessi giudici si pronunceranno sull'appello dei pm contro il gip che non ha riconosciuto nei confronti di Scajola l'aggravante del concorso esterno in associazione mafiosa.

La Rizzo resta in carcere. Il tribunale ha invece stabilito che resta in carcere Chiara Rizzo, la moglie di Matacena, rigettando il ricorso degli avvocati Carlo Biondi e Candido Bonaventura."E' a chiunque evidente come,inspiegabilmente, nell'ambito dello stesso procedimento, siano stati adottati due pesi e due misure, essendo del tutto ingiustificato e difficilmente accettabile che alla Sig.ra Chiara Rizzo sia stata applicata la misura più gravemente afflittiva". E' quanto scrivono gli avvocati difensori di Chiara Rizzo dopo che il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria ha respinto l'istanza di scarcerazione o di attenuazione della misura cautelare per la loro assistita.

La scelta di inviare Scajola ai domiciliari "ci lascia sconcertati e addolorati per la reiezione della nostra istanza e dei chiarimenti forniti dalla nostra assistita".

"La motivazione della decisione - aggiungono - ci è ancora ignota ma, se essa fosse dipesa dalla accettazione delle tesi del PM che ha, in fase di udienza, mutato l'originale imputazione, allora la decisione del Riesame apparirebbe ancora più gravatoria rispetto anche alle decisioni assunte nei confronti di altri indagati". Biondi e Candido annunciano che ricorreranno alla Corte Suprema di Cassazione non appena saranno depositate le motivazioni.

Il ritorno a casa di Scajola: pesce in tavola per accoglierlo

L’ex ministro Claudio Scajola torna a casaL’ex ministro Claudio Scajola torna a casa

Imperia - Claudio Scajola è arrivato in serata, dopo le 21, nella sua casa di Imperia. E’ tornato in auto, senza scorta, con la moglie Maria Teresa e la figlia Lucia. Il tribunale della libertà di Reggio Calabria ha infatti concesso gli arresti domiciliari all’ex ministro accogliendo in parte il ricorso dei suoi legali, Giorgio Perroni e Elisabetta Busuito. Scajola è tornato a villa Ninina, chiuso in casa, tra mura amiche ma non troppo - in realtà- visto che per la ristrutturazione di quella bella residenza sulle alture onegliesi è stato rinviato a giudizio per finanziamento illecito a singolo parlamentare. «Abbiamo ricevuto la notizia della scarcerazione mentre stavamo dicendo il rosario».
. Davanti a villa Ninina fin dalle prime ore del pomeriggio sono arrivati giornalisti, fotografi e telecamere per aspettare il rientro dell’uomo politico e della sua famiglia.
Un’attesa lunga che si è protratta fino alla tarda serata. Scajola è infatti uscito dal carcere poco prima delle 14 da un’uscita secondaria proprio per evitare l’incontro con i mass media. Si è messo in viaggio in auto, alla guida la moglie. Alla villa sono arrivati dall’ingresso più nascosto, quello su via Diano Calderina: davanti l’auto con i figli, dietro l’ex ministro e la moglie. Per Scajola il magistrato non ha ritenuto fosse necessario l’utilizzo di auto della polizia penitenziaria per scortarlo fino a Imperia.
In casa ad aspettare la famiglia Scajola non poteva esserci nessuno, i contatti per l’ex ministro agli arresti domiciliari sono infatti limitati ai familiari conviventi. Da oggi saranno polizia e carabinieri a verificare che Scajola rispetti quanto stabilito dal tribunale. Nel giardino della villa si è visto solo il domestico che si è affacciato al cancello per ritirare il pesce fresco, recapitato a domicilio, in scooter, intorno alle 18, dal nipote del “Balincio” che da sempre ha la pescheria sul porto di Oneglia.
Non poteva mancare per la cena di arrivo il pesce azzurro: per Claudio Scajola, visibilmente provato dal mese di carcere, arrivato stanco, con una camicia rossa sbottonata, spettinato e con i capelli lunghi, ad aspettarlo anche le nespole del giardino. Claudio Scajola  a casa cerca la serenità. «Siamo una famiglia molto unita, non abbiamo mai mollato di un centimetro».
A Scajola, in carcere, stava arrivando un libro sul pellegrinaggio dell’evangelista Giovanni, che aveva richiesto. Lo leggerà a casa.


Claudio Scajola, giacca scura su camicia rossa, un viso provato ma comunque sorridente, è arrivato davanti ai cancelli di villa Ninina, direttamente da Roma. Niente scorte, niente cellulari della polizia penitenziaria, niente controlli come in molti si sarebbero aspettati.  

I giudici gli hanno concesso gli arresti domiciliari - pur sempre una detenzione ma che certamente non è paragonabile a quella di una cella a Regina Coeli - che sconterà nella residenza di famiglia, l’abitazione con piscina e campi da tennis, molto cara a Scajola. E che però gli ha procurato altri guai: un’accusa di finanziamento illecito a singolo parlamentare per i costi di ristrutturazione secondo i pm imperiesi dichiarati più bassi rispetto a quelli reali. Una vicenda di cui l’ex ministro dovrà comparire - è notizia di appena due giorni fa - in Tribunale il 7 novembre.
Ma ieri sera, dopo la scarcerazione decisa dai giudici del Tribunale della libertà di Reggio Calabria, l’ex più volte ministro della Repubblica è tornato a casa dove ad attenderlo ha trovato il conforto della mura domestiche e finalmente una cena che non è certo quella del menù previsto dal regime carcerario: in previsione del suo arrivo i cuochi gli hanno preparato pesce fresco.  

A
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Viso provato? Ma se sta meglio di me!!! (S.G.)

pc 17 giugno - solidarietà e denuncia dal policlinico di Palermo

MENTRE, DAL NORD AL SUD DEL PAESE, AVANZA IMPUNEMENTE LA NUOVA TANGENTOPOLI, E L’ACCOZZAGLIA DI LADRI DI STATO, DI CORROTTI E CORRUTTORI, ANZICHE’ ANDARE IN GALERA, CONTINUA A FARE LA BELLA VITA SULLA PELLE DELLE MASSE POPOLARI, STATO, GOVERNI, ISTITUZIONI HANNO LA SPUDORATEZZA DI PROCESSARE LA LOTTA PER I DIRITTI

GRANDE SOLIDARIETA’ AI DUE DISOCCUPATI DI TARANTO CHE MARTEDI’ SONO PROCESSATI PER DIRETTISSIMA PER AVERE OSATO LOTTARE PER IL SACROSANTO DIRITTO AL LAVORO, SANCITO DALLA STESSA COSITUZIONE

COME GIUSTAMENTE AFFERMANO I LAVORATORI E COMPAGNI DI TARANTO, NON SI PUO’ PERMETTERE CHE VENGA LEGITTIMATA LA REPRESSIONE DI CHI LOTTA PER IL LAVORO E I DIRITTI. I DUE DISOCCUPATI DEVONO ESSERE ASSOLTI!

LA REPRESSIONE NON PUO’ FERMARE LA LOTTA DI CLASSE. ESSA NON SI PUO’ ARRESTARE FINCHE’ AL POTERE VI E’ I CAPITALE!

IL PROLETARIATO E LE MASSE POPOLARI PRIMA O POI PROCESSERANNO… E BUTTERANO NELLA SPAZZATURA IL SISTEMA, LA BORGHESIA E I SUOI LACCHE’!

NON SI TRATTA DI SOGNI O DI FANTASIA… STA NELLA DIALETTICA DELLE COSE E DELLA VITA. LA CONTRADDIZIONE TRA CAPITALE E LAVORO, TRA BORGHESIA E PROLETARIATO, TRA SFRUTTATORI E SFRUTTATI, TRA RICCHEZZA E POVERTA’, E’ INSANABILE.
E’ UNA QUESTIONE DI VITA O DI MORTE, DI SOCIALISMO O BARBARIE. NON VI SONO “RICETTE”, “SCIENZIATI” DELL’ECONOMIA O GOVERNI, DI CENTRODESTRA O DI FALSA SINISTRA, CHE TENGANO. CHI DETIENE IL POTERE, LA BORGHESIA, SA BENE CHE E’ SOLO UNA QUESTIONE DI TEMPO.

RENZI, CHE NON E’ VERO CHE E’ STATO VOTATO DALLE MASSE, CHE INVECE SI ASTENGONO SEMPE PIU, E CHE NON SI SONO FATTE COMPRARE DAL BLUFF DGLI 80 EURO, E’ SOLO L’ENNESIMO BUFFONE DI CORTE, CHE STA CERCANDO DI TENERE INSIEME I COCCI… ATTRAVERSO UNA POLITICA MODERNO FASCISTA, DELL’AUSTERITY, DELLA MACELLERIA SOCIALE, DELLO STATO DI POLIZIA, DELLA REPRESSIONE, COSI’ COME STANNO FACENDO I CAPI DI GOVERNO DEGLI ALTRI STATI IMPERIALISTI, EUROPEI E DEL MONDO

COME CI HA INSEGNATO MAGISTRALMENTE MARX, IL CAPITALISMO - BASATO SUL PROFITTO E SULLO SFRUTTAMENTO DEL PROLETARIATO, CLASSE LA CUI ESSENZA DELL’UOMO E’ ANDATA COMPLETAMENTE PERDUTA, GRAZIE ALL’IMBARBARIMENTO DELLA SOCIETA’ E DEI RAPPORTI UMANI - GENERA IL SUO BECCHINO : LA CLASSE CHE HA SUBITO NON UN TORTO, MA L’INGIUSTIZIA TOTALE.

All'emancipazione politica, portata avanti dalla borghesia liberale, deve seguire l'emancipazione umana; essa è raggiungibile attraverso una "classe universale" priva di interessi particolari, che avendo subíto non un torto particolare, ma l'ingiustizia totale, non rivendica un solo diritto particolare ma può emancipare se stessa e l'intera società. Il soggetto dell'emancipazione umana sarà il proletariato, classe in cui l'essenza dell'uomo è andata completamente perduta e che per ciò stesso può riappropriarsene. Occorre rendere cosciente il proletariato di aver perso la sua essenza e quindi del suo scopo rivoluzionario (k. Marx)
Pa, 07.06.2014
Lavoratrici/lavoratori - SLAI Cobas s.c. Policlinico

pc 17 giugno - lo slai cobas per il sindacato di classe coordinamento nazionale aderisce e sostiene la nuova struttura nazionale di Soccorso Rosso Proletario,

comunicato
...perchè condivide la necessità di un fronte comune contro arresti e repressione, in particolare quelle che colpiscono le lotte proletarie e sociali e loro avanguardie.Esistono già naturalmente iniziative in questo senso che noi appoggiamo e di volta in volta ne condividiamo le battaglie e naturalmente non vediamo il
soccorso rosso proletario come alternativo a queste, quanto ne vediamo una necessità politica perchè unisce alla solidarietà verso le avanguardie e le lotte proletarie, la più generale battaglia che colpisce, compagni,
organizzazioni, movimenti in italia e nel nondo che si muovono nel nostro stesso campo, quella della lotta contro il capitalismo e l'imperialismo per un mondo senza sfruttamento e nelle mani della classe operaia e delle masse popolari.
Per questio sosteniamo SRP e mettiamo a disposizione le sedi, come riferimenti e luoghi di iniziativa e anche di informazione e formazione dei lavoratori, precari, disoccupati, tra cui tante donne, che aderiscono e
lottano nel nostro sindacato.

slai cobas per il sindacato di classe
17 giugno 2014


pc 17 giugno - NOTAV - la santa inquisizione si estende in Liguria e non risparmia neanche Grillo

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Divelti 200 metri di recinzione del cantiere per il Terzo Valico lo scorso 5 aprile

Una cinquantina di No Tav - Terzo Valico, il movimento che si oppone alla realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità Genova-Milano, è indagata dalla Procura di Alessandria. Tra loro una quindicina sono liguri.

La Procura li accusa di aver partecipato, lo scorso 5 aprile ad Arquata Scrivia, agli scontri in cui vennero divelti quasi duecento metri della recinzione del cantiere di località Rodimero, alla periferia di Arquata.

Le tensioni si verificarono al termine di una manifestazione contro il Terzo Valico a cui presero parte circa duemila persone. Al grido di "riprendiamoci la nostra terra", i No Tav - Terzo Valico raggiunsero le recinzioni del cantiere e solo una carica di alleggerimento delle forze dell'ordine impedì loro di entrare nell'area del cantiere.

Nel parapiglia, un manifestante, esponente del comitato locale No Tav, venne ferito da una manganellata alla testa. Buttato a terra e colpito da una manganellata, ma soltanto di striscio, anche il senatore del Movimento 5 Stelle, Marco Scibona.


No Tav, 4 mesi a Grillo 
perché "si dimostrò sprezzante" con i carabinieri 

Il giudice Rocci motiva la sentenza di condanna  del leader del Movimento 5 stelle, condannato per essere entrato nella baita abusiva dei militanti contro l'alta velocità, rompendo i sigilli
Quando entrò nella baita abusiva dei No Tav in Val Clarea, rompendo i sigilli, Beppe Grillo si dimostrò "sprezzante degli avvertimenti" ricevuti dal comandante dei carabinieri di Susa.Lo scrive il giudice Elena Rocci, del tribunale di Torino, nel motivare la condanna del leader del Movimento 5 Stelle a quattro mesi di carcere.







 


pc 17 giugno - quotidiano Brasile - 3

Brasil - Ocupação da REItoria contra a criminalização do ME


brasil in struggle


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FRENTE INDEPENDENTE POPULAR – RJ
No comments:

pc 17 giugno - Brasile . non solo Mondiali in piazza - libertà per SAIBABA

nei cortei
NOA VAI TER COPA!

pc 17 giugno - TARANTO processo a padron riva e complici - parte o non parte il 19 giugno ?

Si susseguono da alcune settimane i tentativi dei legali dei 52 imputati di far saltare il processo che dovrebbe cominciare il 19 giugno.
La linea dei padroni imputati e dei loro complici è 'questo processo non s'ha da fare', o almeno intanto non si deve fare a Taranto, o almeno deve andare davvero per le lunghe
A questo va aggiunto il tentativo di trasformarlo in una farsa, in cui i presunti colpevoli si trasformano in pesunti innocenti e si presentano parte civili come i sindacati confederali, braccio armato dei padroni assassini in tutti questi anni, il Sindaco di Taranto e Vendola che si dovevano dimettere come imputati e invece sono vivi e vegeti e anche loro si vogliono far passare come parte lesa.
Nel circo barnum del processo molti sono invece i clown e cacciatori di dote: associazioni mai sentite o inesistenti, o da sempre inutili e inattive che si presentano parte civile per trasformare il processo in fiera delle vanità
Intanto in fabbrica si minaccia di non pagare gli stipendi,  si parla di azienda al fallimento, per compattare operai impauriti e sudditi al carro dell'azienda gestita da padroni e governo con intermediari, prima Bondi-Ronchi ora Gnudi e forse ancora Ronchi.....come si dice un bell'ambientino!

Slai cobas per il sindacato di classe e rete nazionale pesicurezza e salute, autorganizzano invece operai ilva pochi, lavoratori del cimitero compatti- un parco minerali contiguo di fatto - cittadini poveri dei tamburi, perchè ci sia una parte civile vera
E' una battaglia impari che comunque va fatta e sostenuta.

pc 17 giugno - per la ricostruzione del Soccorso Rosso proletario - locandina-volantino 19 giugno


lunedì 16 giugno 2014

pc 16 giugno - I ricchi aumentano, anche nella "crisi"... e la povertà di più

Mentre da un lato le statistiche ufficiali riempiono quasi quotidianamente giornali e tv di dati sulla povertà crescente in Italia (con la necessità di raddoppiare perfino la raccolta del banco alimentare), e nel mondo, dall'altra aumenta il numero dei ricchi confermando, oltre ogni chiacchiera di politici e riformisti, la natura della società capitalistica. Nei momenti di crisi del sistema di produzione capitalistico, questo dato aumenta e diventa più visibile.
In queste statistiche vengono considerati ricchi gli individui con più di un milione di dollari e super ricchi quelli con più di 100 milioni di dollari. 
L’Italia è al nono posto con 281mila (erano 274mila nel 2012). Questo arricchimento non ha niente di miracoloso, è possibile solo con il travaso della ricchezza prodotta dalle masse lavoratrici nelle tasche dei padroni industriali, finanziari


***

Sono 8,2 milioni i poveri in Italia, 3,4 milioni le persone in condizioni di assoluta indigenza. Mentre quasi una famiglia su quattro fa fatica ad arrivare a fine mese. Sono gli allarmanti dati che emergono dalla sesta indagine dell’Istat, “Noi Italia“, che offre un quadro d’insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del Paese. Risulta così che, nel 2012, l’11,1% delle famiglie italiane viveva in condizioni di povertà economica relativa, e il 22,4% presentava difficoltà economiche. Un aumento del 6% rispetto all’anno precedente. La percentuale schizza al 37,5% se si prendono in considerazione solo le regioni meridionali (+12% in 2 anni). Senza contare che più della metà delle famiglie (il 57%) ha un reddito netto inferiore a quello medio annuo (circa 2.500 euro al mese).

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IL BILANCIO DELLA POVERTA’ MONDIALE

963 milioni di persone nel mondo vivono in condizioni di povertà.
Ogni cinque secondi un bambino muore di fame.
Ad oggi sono oltre 700 milioni i lavoratori informali che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno e circa 1.200.000 miliardi con meno di due dollari al giorno.
Senza contratto di lavoro né tutele sociali: nel 2020, due terzi della popolazione attiva mondiale potrebbe trovarsi a lavorare in queste condizioni.
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Banco alimentare
Oggi in Italia oltre 4.000.000 di persone sono sotto la soglia della povertà alimentare e il numero degli indigenti alimentari in Italia è in continuo aumento. Queste persone vengono sostenute nei loro bisogni primari da quasi 15.000 strutture caritative territoriali che attraverso i pacchi alimentari o le mense offrono aiuto a chi ne ha bisogno.
***
I ricchi sono sempre di più. Lo testimonia il rapporto “Global Wealth 2014: riding a wave of growth” firmato da Boston Consulting Group  che stima che la ricchezza finanziaria privata sia cresciuta del 14,6% nel 2013, fino a raggiungere un valore complessivo di 152 trilioni di dollari. Il merito va alle performance del mercato azionario e alla ricchezza prodotta dai cosiddetti Paesi “Rde”, a rapido sviluppo economico. La crescita è stata addirittura più robusta rispetto al 2012, quando aveva toccato +8,7%, inoltre trovano conferma i trend già visti nel 2012: l’Asia-Pacifico (Giappone escluso) è la regione che cresce più velocemente, ma incrementi a doppia cifra hanno riguardato anche mercati come il Nord America, l’Europa Orientale, Medio Oriente, Africa e America Latina. Nord America e Europa Occidentale si confermano le regioni più ricche del mondo con, rispettivamente, 50,3 e 37,9 trilioni di dollari, ma l’Asia-Pacifico segue a breve distanza con 37 trilioni, chiudendo colmando le distanze con il Nord America da cui era separata dal 50% di ricchezza in meno nel 2008.
Cresce anche il numero di milionari  che, complessivamente, sono adesso 16,3 milioni (+19%), contro i 13,7 del 2012, in pratica l’1,1% di tutte le famiglie del mondo. Gli Stati Uniti tirano la volata con 7,1 milioni di case e 1,1 milioni di nuovi milionari. La Cina passa da 1,5 milioni di super ricchi a 2,4 milioni e supera il Giappone che conta adesso 1,2 milioni di milionari, 300mila in meno rispetto al 2012, complice la svalutazione dello yen. L’Italia è al nono posto con 281mila (erano 274mila nel 2012), preceduta da Regno Unito, Svizzera, Germania, Canada e Taiwan. Fra gli ultraricchi, con patrimonio superiore a cento milioni di dollari, gli Stati Uniti contano 4.754 famiglie, seguiti dal Regno Unito con 1.044 e dalla Cina con 983. L’Italia, con 374, è in decima posizione. Al Qatar va la palma di Paese con la più alta densità di nuclei familiari milionari con 175 su mille famiglie. In seconda posizione c’è la Svizzera con 127 e, in terza, Singapore con cento. Proporzionalmente, se gli Stati Uniti contano il più alto numero di miliardari, in termini di densità di ultra-ricchi Hong Kong batte tutti con 15,3 per milione, seguito dalla Svizzera con 8,5 per milione. 
Infine, la Russia si fa notare per l’incremento del 18,5% delle famiglie di super ricchi che adesso si attestano a 213mila, mentre si trova al primo posto per il tasso di crescita dei nuovi miliardari che passano da 328 a 536 nel 2013. Per i prossimi anni, il trend dovrebbe proseguire: Boston Consulting Group, infatti, stima che la ricchezza globale dovrebbe crescere di circa 5,4 punti percentuali nei prossimi cinque anni, fino ad sfiorare i 200mila miliardi di dollari nel 2018.

La quota di patrimonio parcheggiata nei paradisi fiscali è scesa dal 6,1% al 5,9% rispetto al dato complessivo.  Il luogo preferito dove i milionari preferiscono portare al sicuro le proprie ricchezze è ancora la Svizzera dove si trovano più di due mila miliardi di dollari portati all’estero da chi voleva proteggere la propria ricchezza dal fisco nazionale. Il 26% dei patrimoni nascosti nei paradisi fiscali si situa nella Confederazione Elvetica…
[La cosiddetta "evasione fiscale" è uno dei tanti divertimenti dei ricchi per "proteggere la propria ricchezza"].

da diverse fonti internet

pc 16 giugno - Sciopero contro l'aggressione al magazzino Kuehne Nagel di Brignano

SCIOPERO CON ASSEMBLEA
La scrivente O.S. Slai Cobas s.c., con la presente proclama 2 ore di sciopero con assemblea per tutti i lavoratori della Lothar Soc.Coop. operanti presso il magazzino Kuehne Nagel di Brignano Gera d'Adda, per il giorno:

MERCOLEDI' 18 GIUGNO 2014 dalle ore 13.00 alle ore 15.00
Ordine del giorno: in solidarietà con il lavoratore aggredito e contro le minacce al sindacato

pc 16 giugno - Verso il 19 giugno - la ricostituzione del Soccorso Rosso Proletario

Il 19 giugno del 1986, nelle carceri peruviane del Fronton, Lurigancho e Callao, centinaia di prigionieri politici e di guerra del Partito Comunista del Perù in rivolta contro i piani di trasferimento e concentramento portati avanti dal regime peruviano furono massacrati dalle forze armate peruviane.
Truppe d'assalto di tutte e tre le armi con armamento e mezzi da guerra assaltarono le carceri, bombardarono dall'alto i padiglioni in cui si erano asserragliati i prigionieri in rivolta, falciarono con mitraglia e granate i prigionieri.
In 300 morirono dopo aver rifiutato ogni falsa proposta di accordo, consapevoli del costo che il nemico gli avrebbe fatto pagare per la loro fermezza. Scelsero di dare la vita per il loro popolo, il partito e la rivoluzione, resistendo e combattendo fino all'ultimo, come poterono, con le armi rudimentali che erno riusciti a costruirsi in cella.
Da allora il Partito Comunista del Perù ha chiamato il 19 giugno “Giorno dell'eroismo” e, a livello internazionale, si è andata affermando la tradizione di rivivere in questa giornata la memoria di quella battaglia e sacrificio eroici in unità coi prigionieri che lottano oggi per trasformare le galere dell'imperialismo in “luminose trincee di combattimento”.
E, cioè, non solo trincee di resistenza contro la toruta, l'isolamento e annientamento dei rivoluzionari ad opera degli aguzzini al servizio degli imperialisti, ma avamposti di lotta contro gli stati dell'imperialismo per la rivoluzione proletaria, parte della lotta di classe, fusa e non separata da esse.
Il “Giorno dell' Eroismo” non è la denuncia di uno dei più efferati crimini contro i rivoluzionari prigionieri da rinnovare nella solidarietà con chi ancor oggi vive la prigionia politica, ma la memoria di una vittoria morale, politica e militare che i comunisti in Perù conquistarono sul campo, incarnando il principio per cui, quale che sia il costo da pagare, i comunisti non smettono di combattare e di colpire come possono il nemico.

Anche nelle carceri dei paesi imperialisti la borghesia ha sempre coltivato lo stesso spirito e illusione di “soluzione finale” contro i prigionieri rivoluzionari, che muove la mano massacratrice e genocida dei regimi servi dell'imperialismo nei paesi oppressi. 

L'inasprimento delle condizioni di detenzione dei prigionieri politici, la dispersione dei prigionieri, l'allontanamento dalle loro famiglie sono parte delle tecniche di annientamento psicofisico, teso a piegare e cancellare l'identità rivoluzionaria e combattiva dei detenuti politici.

Il 19 giugno è sempre stata anche una giornata di lotta contro la repressione politica e sociale. Le carceri dell'imperialismo annientano e uccidono tutti i giorni proletari e immigrati che riempiono penitenziari e CIE, dove sono realtà quotidiana condizioni di detenzione subumane, sovraffollamento inverosimile, abusi, suicidi.
Infine, le migliaia di procedimenti giudiziari, montature, arresti, multe e condanne che colpiscono i protagonisti di lotte sociali e oppositori politici rendono la repressione e la prigionia politica un fenomeno dalle dimensioni di massa.


La battaglia contro tutto questo è un impegno quotidiano che richiede un organismo specifico, capace di unire tutte le forze, le realtà, i singoli compagni, anche se appartenenti a diverse organizzazioni e a diverse sensibilità, questo è quello che chiamiamo
soccorso rosso proletario

pc 16 giugno - Pillole comuniste

Ogni avanzamento in teoria nasce sempre da un ritorno all'indietro, cioè ai nuclei originari e immortali del marxismo-leninismo-maoismo che permettono di valutare correttamente l'importanza dei fenomeni nuovi nell'analisi della società e della lotta di classe.
Quindi non sono mai una smentita del mlm, quanto una conferma

da Pillole comuniste
27-6-2013

pc 16 giugno - Solidali di fronte alla vile aggressione a un delegato della KN - Brignano-Bergamo

15.06.14 - Kuehene Nagel (Bergamo) - Solidarietà al delegato aggredito 

Apprendiamo della grave aggressione subita da un delegato dello Slai Cobas di Bergamo, di fronte alla quale esprimiamo la nostra più totale solidarietà. Segue il loro comunicato. I compagni e le compagne de "Il sindacato è un'altra cosa" - Bergamo. (...)
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Da: "cobas slai s.c. palermo" 
Forte solidarietà delegato della Kuehne Nagel di Bergamo

Respingiamo con forza la pesante e vigliacca azione fascista di intimidazione del delegato Kuehne Nagel di Bergamo. La fermezza e la determinazione nella lotta dimostrata in questi anni sono per i padroni un serio ostacolo da superare e quando non possono comprare anche la dignità dei lavoratori, quando non gli basta il “normale” grado di sfruttamento, pur di non perdere profitto provano a spezzare con la violenza, la forza, la costanza e l'irremovibilità dei lavoratori nel reclamare i propri diritti.
Lo slai cobas per il s.c provinciale di Palermo esprime tutto il proprio sdegno per l'azione squadrista al servizio del padrone, che merita una risposta adeguata, e tutta la propria solidarietà nei confronti del delegato colpito e della sua famiglia.
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Domenica 15 giugno 2014, 11:40
Tutta la solidarietà ed il sostegno al Delegato Slai Cobas per il Sindacato di classe di Brignano, oggetto dell'infame aggressione di stampo fascista, avvenuto ieri. Sostegno alle lotte unite in corso delle Logistiche che sono un esempio avanzato nella lotta per la rivendicazione dei diritti dei lavoratori tutti.
Ficchì Donato rappresentante aziendale dello Slai Cobas per il Sindacato di classe dell'Istituto dei Tumori di Milano
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Solidarietà al compagno aggredito e alla sua organizzazione sindacale
Sacchi Marco - MILANO
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Sent: Sunday, June 15, 2014 4:22 PM
Subject: R: Fw: vile aggressione delegato logistica Bergamo - massima solidarietà

Siamo solidali e pronti a scendere con voi per protestare questo atto criminale e da vigliacchi
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Cari compagni,
esprimiamo la nostra piena solidarietà militante al vostro compagno, delegato del magazzino Kuehene Nagel, per l'infame aggressione che ha subito.
Saluti fraterni.
Piattaforma Comunista
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Cari compagni,
inviamo tutta la nostra solidarietà al vostro delegato del magazzino Kuehene Nagel.
Saluti fraterni.
Scintilla Onlus
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giustifederico@libero.it 
A:domani lo mettiamo sul sito cobaspisa.it
nel frattempo solidarietà e sostegno dai compagni pisani della logistica, del lavoro privato e del pubblico impiego.
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COMUNICATO:
Logistica: Aggressione a un delegato Slai Cobas s.c. del magazzino Kuehene Nagel di Brignano (Bergamo).

Erano in tre gli uomini a volto coperto, che sabato 14 giugno all'alba, lo aspettavano sotto casa.
M.B. si stava recando al lavoro con la moglie, erano appena saliti in auto, quando i tre si sono avvicinati e hanno tentato di estrarlo a forza dalla macchina, non riuscendoci, prima gliel'hanno devastata a colpi di chiave inglese e poi, si sono accaniti su di lui picchiandolo selvaggiamente a pugni e calci soprattutto in testa e a colpi di chiave inglese, in particolare su una gamba, tentando, fortunatamente senza riuscirci, di
spezzargliela.
Il tutto è durato pochi minuti, fino a che, alle grida della moglie, i vicini sono usciti sui balconi spingendo i tre a fuggire.
Il nostro compagno M. è da anni in prima fila nella lotta sindacale e in queste ultime settimane stava organizzando una protesta dei facchini KN per ottenere il pagamento di spettanze illegittimamente scippate dalla cooperativa che gestisce il magazzino.
Due anni fa lo stesso delegato aveva subito un altro tentativo di aggressione da parte di un uomo armato che aveva esploso due colpi di pistola verso l'auto in cui M. si era asserragliato, danneggiando, fortunatamente, solo la carrozzeria.
Le aggressioni ai danni degli attivisti sindacali nel settore della logistica non sono una novità (alleghiamo articolo relativo all'ultimo episodio), anche per questo non abbiamo alcun dubbio sulla natura di questa
vigliacca imboscata.

Seguiranno informazioni sulle prossime iniziative di protesta e denuncia.

S. Lamera
Slai Cobas per il sindacato di classe
3355244902
COMUNICATO COORDINAMENTO NAZIONALE SLAI COBAS per il sindacato di classe
Taranto-Palermo-Ravenna-Roma-Genova-Milano-L'Aquila-Marghera
Questa nuova aggressione è molto grave, sembra chiaro che si tratta di un feroce attacco organizzato, con dietro i mandanti padroni delle cooperative. E' un'aggressione che in maniera malavitosa vuole mandare un pesantissimo messaggio contro la giusta e legittima attività sindacale, le iniziative di lotta nel magazzino KN e in particolare contro lo Slai cobas per il sindacato di classe. Essa deve trovare una risposta forte e vasta. Perchè lo slai cobas sc e i lavoratori non si fanno intimidire e fermare da questi attacchi fascisti. Così come serve sempre più unire i vari fronti di lotta della logistica per respingere subito e in tutti i modi la politica vigliacca dei padroni, dei capetti delle cooperative e della loro manovalanza criminale, per rendere più forti gli scioperi e le manifestazioni di lotta e rafforzare, allargare la rete di solidarietà intorno ad essi.
Il coordinamento nazionale dello Slai cobas sc esprime tutta la sua solidarietà, unisce la sua denuncia a quella dello Slai cobas sc di Bergamo e chiama i cobas delle varie città e posti di lavoro a mobilitarsi per fare informazione e dare solidarietà.
Attendiamo ulteriori notizie, per decidere anche come coordinamento nazionale iniziative.


Coordinamento nazionale Slai cobas per il sindacato di classe
14.6.14

pc 16 giugno - India - elezione di Modi - documento del CC del PCI maoista - maggio 2014

Comitato Centrale
Partito Comunista d’India (maoista), 

Comunicato 19 maggio 2014

La vittoria del BJP  di Narendra Modi significa più sfruttamento, oppressione e fascismo in tutto il paese!
Costruiamo la lotta più ampia per respingere la minaccia dei fascisti indù bramini unendo tutte le forze rivoluzionarie e democratiche!
Il presunto processo democratico più grande del mondo, le sedicesime elezioni Loksabha, sono state in forme senza precedenti, con un processo in nove fasi. Sono stati messi in campo 7 milioni di funzionari elettorali e ulteriori milioni di uomini armati. Per questo processo sono stati spesi fondi pubblici appartenenti al popolo per centinaia di miliardi di rupie. La Commissione elettorale ha affermato che era necessario per garantire elezioni “libere, giuste e imparziali”. Tra le masse c’era grande rabbia contro la farsa delle elezioni parlamentari. Il nostro partito il PCI (Maoista) insieme ai movimenti di liberazione nazionale del Kashmir e ad alcune forze dal Nord Est, in particolare in Manipur, hanno chiamato a boicottare queste elezioni farsa. È solo per sopprimere la crescente rabbia del popolo contro queste elezioni che nel periodo elettorale questa massa di forze armate è stata schierata in tutto il paese, in particolare nelle regioni dove si sviluppano le lotte popolari. Le elezioni si sono svolte come un esercitazione di guerra, sotto la supervisione e il controllo delle forze armate indiane.
Dopo le quindicesime elezioni Loksabha del 2009, la Commissione elettorale ha realizzato manovre di ogni genere, in forme anche nuove e in misura senza precedenti, per incitare il popolo di tutto il paese a votare e aumentare la percentuale totale di voto, manovre che sono continuate anche per le elezioni di quest’anno. Dietro le quinte, le agenzie imperialiste hanno profuso ogni tipo di sforzo per realizzare il processo elettorale e grazie a questi aiuti le grandi società nazionali si sono gettate direttamente nella mischia elettorale per esaltare l’importanza del “diritto di voto”. Come al solito , i partiti parlamentari hanno usato i media per fare al popolo false promesse.
Hanno creato un clima di grande illusioni imposto con una campagna incalzante sull’importanza delle elezioni parlamentari. Nelle regioni dove le masse sono più critiche verso il sistema parlamentare, queste hanno subito grandi pressioni perché esprimessero il loro voto. È stato detto che la Commissione elettorale ha profuso enormi sforzi per realizzare con successo le elezioni e che ha tenuto sotto controllo il peso del denaro e della forza bruta. A smentita di queste dichiarazioni, tutti i partiti hanno candidato faccendieri, gangster e criminali. Non un solo partito ha fatto propri e messo in agenda i problemi fondamentali affrontati dalle masse popolari e dal paese. In campagna elettorale i partiti e candidati in lizza si sono concentrati piuttosto nell’ attaccarsi a vicenda, denunciando e smascherando loro stessi la loro natura antipopolare, reazionaria e affarista, gli scandali e la corruzione.
Fondi nere, forza bruta, religione, casta, regionalismo, alcol, droghe e altre lusinghe o violenze sono stati ampiamente utilizzati da tutti i partiti e candidati. Ad esempio, durante le elezioni la polizia ha sequestrato in tutto il paese più di 2 miliardi di rupie in contanti e oltre 20 milioni di litri di alcolici che stavano per essere distribuiti tra gli elettori. È facile immaginare che questa sia solo la punta di un iceberg. I media hanno rivelato che solo per la propaganda di Narendra Modi sono stati spesi oltre 3 miliardi di rupie. Violando impunemente il limite ufficiale alle spese elettorali di 700mila rupie per candidato, ogni candidato in queste elezioni ha speso in media di 80 milioni di rupie. Questi fatti rivelano chiaramente la natura di farsa delle cosiddette elezioni parlamentari più grandi del mondo.
Negli ultimi dieci anni di potere, il Congresso ha svolto un ruolo anti-popolare, reazionario e ha tradito il popolo attuando aggressivamente su larga scala politiche a vantaggio di imperialisti e classi dominanti. Il Congresso ha commesso ogni tipo di reati contro il paese e il suo popolo. Come risultato, in questa elezione i suoi seggi si sono ridotti a meno di cinquanta, fatto senza precedenti - la peggiore sconfitta elettorale mai subita in tutta la sua storia. Approfittando della rabbia popolare repressa contro il Congresso, il BJP, sotto la guida di Modi, si è imposto come il primo partito, Congresso escluso, a conquistare una netta maggioranza in parlamento, con 282 seggi, e insieme all’alleato NDA ha conquistato 334 seggi su di 543. Ancor prima della convocazione delle elezioni, un gran numero di forze paramilitari sono state dispiegati in aggiunta alle forze armate, intensificando le operazioni di accerchiamento e rastrellamento in tutte le regioni di attività rivoluzionarie di 14 stati, nelle regioni delle lotte di liberazione nazionale in Kashmir e nel Nord Est e in altre regioni in cui si sviluppano movimenti di resistenza popolare.
La campagna repressiva di portata nazionale prolungata, una settimana dal 26 dicembre 2013 al 1° gennaio 2014 è stata scatenata in 9 stati con oltre 40000 tra paramilitari e polizie locali che si sono aggiunti ai militari. La seconda campagna repressiva è durata dal 19 al 27 marzo 2014, con più di centomila truppe paramilitari e 6000 commandos, che hanno utilizzato quattro aerei spia israeliani, un gran numero di veicoli a prova di mina dotati di radar, ecc, guidati da 70 Ispettori generale per nei sei stati in cui è attivo il movimento maoista. Lo scopo di queste campagne controrivoluzionarie era sopprimere il movimento e creare nel popolo il terrore bianco per poter tenere le loro elezioni “democratiche”. Nelle regioni dei movimenti di liberazione rivoluzionari e nazionali, queste truppe hanno ucciso decine di attivisti politici, combattenti per la liberazione e gente comune.
Molti attivisti politici e gente comune sono stati catturati e torturati. Non sono stati risparmiati neppure donne, bambini e anziani. Interi villaggi sono stati attaccati e gli abitanti puniti in massa con pestaggi spietati. Sono state elezioni condotte a mano armata, scatenando e diffondendo il terrorismo di stato. Il tutto lo stato del Kashmir il 21 aprile è stato proclamato e osservato con successo un bandh per protesta contro gli arresti dei dirigenti della Hurriyat Conference, che avevano fatto appello al boicottaggio elettorale. In tutta la valle del Kashmir ci sono stati, da una parte bandh e proteste contro le atrocità e la repressione dell'esercito indiano e delle altre forze dello Stato, e, dall’altro, repressione di Stato accompagnata da coprifuoco. I Kashmiri combattuto battaglie coraggiose, lanciando pietre contro l'esercito e le forze paramilitari armati di fucili, sfidando il coprifuoco e gli altri divieti.
Nonostante l’uso di coercizione e minacce su larga scala, che hanno creato un clima di terrore, la percentuale di voto è sceso ben al di sotto dell'obiettivo del 90 per cento che si era posto la Commissione elettorale. Secondo i rapporti ufficiali, solo il 66 per cento degli elettori ha espresso il proprio voto. La percentuale di voto reale, tuttavia, è molto inferiore se si tiene conto della percentuale di voti truccati e schede false. Fiumi di denaro, forza bruta, apparati dello Stato e forze armate sono stati aggressivamente utilizzati per frodi elettorali che hanno coinvolto tutti i principali partiti parlamentari. Nonostante l’uso di elicotteri e velivoli della Indian Air Force e di compagnie private indiane e straniere per trasportare funzionari e materiali elettorali, nelle aree in cui i movimenti di liberazione rivoluzionari e nazionali sono forti molti seggi elettorali sono stati spostati presso stazioni di polizia e campi paramilitari col pretesto che tenere le elezioni in quelle zone era difficile. Tanti i voti falsi registrati in questi seggi.
Ciononostante, in Dandakaranya, Bihar, Jharkhand, Odisha, alla frontiera Andhra-Odisha e nelle altre aree dove sono presenti i comitati popolari rivoluzionari e il movimento maoista è forte nel 5%-20% delle sezioni il voto non ha avuto luogo. In Kashmir, nonostante il terrore di stato imposto prima delle elezioni, secondo i rapporti ufficiali c’è stato solo il 27% di voto. Durante tutto il periodo delle elezioni, il grido “Azad Kashmir” ha risuonato ancora una volta risuonava in tutta la valle. La 'alternativa' NOTA [nessuno voto] è stata introdotta per negare al popolo il “diritto a sottrarsi”. Causa la mancanza di alternative e le minacce dei partiti politici e delle forze armate, più di 10 milioni di elettori hanno scelto l’opzione NOTA. Questo soprattutto perché quanti hanno scelto di non votare sono stati bollati come terroristi o maoisti.
Nelle regioni dei movimenti di liberazione nazionale rivoluzionari, aderendo all’appello al boicottaggio elettorale, tra gli abitanti di queste zone e delle aree in cui sono attivi movimenti democratici e contro le deportazioni, numeri significativi di persone hanno respinto queste elezioni farsa per protesta contro la politiche antipopolari dei governi e la loro repressione. Il CC del PCI (maoista) rivolge a tutti loro il suo saluto rivoluzionario per aver osato sfidare lo Stato e boicottare le elezioni pur di fronte a gravi minacce e intimidazioni. Nelle campagne difensive contro le forze reazionarie, i combattenti rossi del nostro EGPL ha condotto molti attacchi eroici in Dandakaranya (Chhattisgarh, Maharashtra), Bihar, Jharkhand, Odisha, alla frontiera Andhra-Odisha e in altre regioni, infliggendo un gran numero di perdite alle truppe nemiche e requisendo molte armi e munizioni.
È però motivo di grande rammarico il fatto che le forze del nostro EGPL abbia preso in imboscata veicoli che trasportavano funzionari elettorali, scambiandoli per mezzi della polizia. Alcuni impiegati impegnati nel servizio elettorale sono rimasti feriti o uccisi a causa di questi errori. Le unità del nostro partito coinvolte hanno già chiesto scusa per questi sfortunati incidenti. Ancora una volta esprimiamo al popolo le nostre scuse per questi incidenti e il nostro sincero cordoglio ai parenti e amici delle vittime. Il BJP ha dichiarato di aver ottenuto in queste elezioni farsa una vittoria storica senza precedenti. Ma, complessivamente i voti che hanno ottenuto non superano il 35%.
Non può esservi fallimento più grande per la cosiddetta democrazia più grande del mondo di un partito che rivendica una 'vittoria storica' per aver conquistato appena il 35% dei voti degli aventi diritto. Ancora una volta sono saliti al potere faccendieri, gangster e criminali, mostrando la natura farsesca del sistema parlamentare. Narendra Modi era stato candidato premier del BJP dal Sangh Parivar e ha contato sul sua e pieno appoggio e partecipazione alla campagna elettorale. Comunque sia, sotto la guida di Modi il BJP ha ottenuto una vittoria senza precedenti. D'altra parte, l'UPA guidata dal Congresso ha subito una sconfitta umiliante.
Durante del governo dell’UPA, sono state applicate su larga scala politiche neo-liberiste in economia, politica, società, cultura e ambente, corruzione e scandali si sono manifestati in misura senza precedenti, i prezzi sono saliti alle stelle, l'accesso all'assistenza sanitaria e all'istruzione si è molto ristretto, la mancanza di protezione sociale, l’elevato tasso di disoccupazione, i licenziamenti di lavoratori, suicidi di contadini, atrocità e violenze sulle donne, l’aumento della disuguaglianza sociale, la fame, le atrocità sui dalit da parte del castismo bramino, la repressione dei diritti delle nazionalità oppresse, la negazione del jal-jangal-zameen e haq-adhikar aur izzat per gli adivasi e gli oppressi, repressione di stato contro movimenti anti-deportazione e i movimenti indipendentisti, in particolare in Telangana e Gorkhaland, la devastazione ambientale dilagante, ecc, tutto questo ha fatto accumulare la rabbia popolare contro il Congresso e i suoi alleati.
La rabbia delle masse contro il governo UPA e la campagna anti-corruzione avviata da Anna Hazare-Aam Aadmi Party (AAP) sono state utilizzate con successo dal BJP per la vittoria elettorale. Da dietro le quinte, BJP e RSS hanno orchestrato gli attacchi anti-musulmani e agitato lo sciovinismo religioso indù in tutto il paese, in particolare con gli attentati di Muzaffarnagar e Samli, in UP. Il RSS ha avuto un ruolo centrale in questi. Nel Nord Est, in particolare in Assam, il BJP è riusciti in certa misura a mobilitare gli indù contro gli immigrati musulmani dal Bangladesh e a raccoglierne il voto. Tutto ciò dimostra quanto sia falsa la pretesa del BJP di aver guadagnato voti in tutti i settori sociali, al di là delle divisioni di religione, casta, comunità, genere, ecc. È un fatto che il BJP non ha ottenuto voti tra la maggioranza dei musulmani e dalit.
Che dietro la vittoria del BJP non ci sia nessuna “onda lunga” per Modi a livello è dimostrato dai risultati delle elezioni in Kerala, Odisha, Bengala, Tamil Nadu, Telangana, Seemandhra, ecc, dove BJP non è andato bene. In Tripura, Arunachal Pradesh e anche in Sikkim hanno vinto partiti non NDA (l’Alleanza elettorale di Modi). L’onda lunga Modi è un’invenzione delle grandi multinazionali e dei loro media. Narendra Modi è stato proposto da imperialisti, multinazionali, grande borghesia burocratica e compradora e latifondisti per deviare l'ira popolare contro le politiche neo-liberiste delle classi dominanti e inaugurare un fascismo alla Hitler che serva più efficacemente i propri interessi. Infatti, il Congresso era stato completamente smascherato e screditato come partito completamente anti-popolare, reazionario e corrotto. Percependo la rabbia popolare, le classi dominanti indiane e gli imperialisti hanno proposto un altro partito della classe dominante, il BJP e Narendra Modi al posto di Manmohan Singh come alternativa, solo per ingannare il popolo dare illusioni parlamentari per altri cinque anni.
In Rajasthan, Gujarat, Seemandhra, Delhi e in diverse altri stati, i componenti dell’UPA e in particolare il Congresso sono stati cancellati da queste elezioni. Nella maggior parte degli altri stati Congresso si è ridotto a pochissimi seggi. Nonostante la sua retorica riformista, l’AAP non è riuscita ad affermarsi perché mancava una posizione chiara sui problemi fondamentali del popolo e del paese e le questioni urgenti della gente comune. Anche SP, BSP, RJD, JD (U), DMK, il Fronte di Sinistra guidato dal PCI (marxista) e da altre forze regionali, che avevano sostenuto le stesse politiche del governo di Manmohan Singh, corresponsabili di corruzione, sfruttamento repressione e opportunismo, hanno dovuto subire una cocente sconfitta. In particolare, DMK, BSP e National Conference sono stati cancellati e non hanno ottenuto una presenza in parlamento.
In Odisha il BJD è salito al potere per la quarta volta grazie all’assenza di una vera opposizione parlamentare. In Andhra Pradesh e Telugu, Desam Party e TRS hanno vinto approfittando della rabbia del popolo contro il Congresso. In Kashmir, National Conference ha pagare il prezzo della sua collusione col partito del Congresso e le sue politiche per spezzare e liquidare il movimento di liberazione nazionale del Kashmir. Dopo essersi assicurata da solo la maggioranza in Parlamento sotto la guida di Modi, il BJP si mostra magnanimo nella vittoria e promette di tenere con sé gli alleati della NDA. Ha promesso di lavorare anche per quegli elettori e settori sociali che non hanno votato per lui. Modi stesso nel suo discorso al popolo dopo la vittoria elettorale ha detto che “è una vittoria della nazione” che “l'India sarà resa autosufficiente" e che "Acche din anewale hai" (giorni buoni giorni verranno).
Ascoltandolo, alcuni si illudono che sia l’inizio di un “buon governo” e che Modi porterà il “cambiamento”. Alcuni sono tanto ingenui da credere che il BJP non governerà sulla base del suo programma fascista indù, come ha fatto in Gujarat, ma per un programma di sviluppo. Alcuni credono che si sono lasciati alle spalle i giorni del pogrom del 2002 in Gujarat e che sotto il governo NDA di Modi tutti i settori e le comunità saranno trattati allo stesso modo, che la corruzione sarà messa sotto controllo, che saranno create opportunità di lavoro, che sarà garantita la sicurezza delle donne, ecc. Ma né Modi né gli altri difensori della Hindutva braminica non potranno mai soddisfare queste aspirazioni.
Al contrario, le politiche neoliberiste attuate dal governo UPA saranno perseguite in modo ancora più aggressivo dal governo NDA guidato da Modi. Le condizioni delle masse peggioreranno ulteriormente, su tutti i fronti. La netta maggioranza dell’NDA in parlamento sotto la guida di Modi, l'assenza di una forte opposizione parlamentare e, soprattutto l’agenda della Hindutva RSS/BJP sono foriere di nuovi attacchi fascisti. Il governo a direzione BJP non ci metterà molto a mostrare il suo vero volto fascista, filo-imperialista, anti-federale ed espansionista, usando il mandato popolare per giustificare le sue azioni contro il popolo. Operai, contadini, musulmani, dalit e le altre masse sfruttate presto si troveranno oggetto di crescente persecuzione mentre il governo BJP scoprirà la sua faccia fascista. Modi e soci, I grandi compradores e latifondisti stanno propagandando il suo “modello Gujarat” nel tentativo di creare illusioni tra le masse.
Il vero significato del modello Gujarat, che si dice sia stato “il laboratorio per la Hindutva”, è la soppressione di ogni forma di dissenso, compreso quello di operai, contadini, minoranze religiose, in particolare i musulmani, e altri settori sfruttati e oppressi della società. Significa repressione e controllo di ogni dissenso, dall'opposizione come dal loro stesso e campo, apertura alle grandi imprese nazionali e internazionali perché saccheggino a loro piacimento, e altre misure simili. Oltre a ciò, “modello Gujarat” significa uso Goebblesiano dei mass media in per presentare l'immagine di un leader dalla volontà di ferro e di un partito forte in grado di risolvere tutti i problemi della gente. Il Gujarat di Modi è un modello di governo fascista che ora si estende a tutto il paese e estende la sua minaccia espansionistica in tutto il sub-continente Sud-asiatico.
Il manifesto elettorale del BJP non dimentica di menzionare la sua agenda anti-islamica, anti-Kashmir e pro-Hindutva. Tra l’altro, promette di abolire l'articolo 370, di imporre l’Uniform Civil Code e di costruire il tempio di Ram. Ciò costituisce una minaccia per il popolo indiano e per guerra rivoluzionaria agraria armata, per le minoranze religiose e le nazionalità oppresse, per i dalit e le altre comunità oppresse. L’emergere del fascismo per superare la crisi e contrastare la crescita dei movimenti rivoluzionari, di liberazione nazionale e democratici, nel contesto dell’approfondirsi dell’imperialismo è un fenomeno in crescita in tutto il mondo nell’epoca attuale. Per applicare efficacemente le politiche neo-liberiste, gli imperialisti ei loro alleati cercano di stabilire forme di governo neo-fasciste. Questo lo si può vedere anche in India.


È una sfida che le forze rivoluzionarie e democratiche e le masse del nostro paese hanno di fronte. Ecco perché le masse sfruttate dell’India, le nazionalità oppresse, i singoli e le organizzazioni patriottiche e popolari, gli studenti e i giovani, gli intellettuali e le altre forze progressiste devono comprendere la grave minaccia rappresentata dalla crescita del fascismo indù braminico. 

La costruzione di ampi e poderosi movimenti di massa, unendo tutte le forze, gli individui e le organizzazioni rivoluzionarie e democratiche e le vaste masse contro tutte le classi dominanti, in particolare contro il fascismo zafferano, è un compito importante di fronte a noi. 
 Allo stesso tempo, occorrono lotte per risolvere i problemi fondamentali che le masse affrontano ogni giorno. 
Senza lotte il popolo non può conquistare nessun diritto

Solo unendo tutte le forze il lotta e difendendo, intensificando e ampliando la guerra popolare di lunga durata e portando a compimento la rivoluzione di nuova democrazia, con la rivoluzione armata nelle campagne come suo asse, potranno essere risolti i problemi fondamentali del popolo e del nostro paese e saranno sradicate tutte le male piante reazionarie, fasciste controrivoluzionarie.

(Abhay)

Portavoce, Comitato Centrale, PCI (Maoista)