giovedì 1 marzo 2012

pc 1 marzo - con la val susa che resiste ! blocchiamo tutto dappertutto


top — 1 marzo 2012 00:49 Una giornata di lotta! dalle 18 blocchiamo tutto! dappertutto!
Un’intera giornata di lotta ha caratterizzato questo giorno bisesto. Dopo l’incontro in Prefettura dove i sindaci della Valle hanno chiesto lo stop al cantiere e la riapertura dei tavoli di dialogo, ecco che è il braccio militare di questa vicenda a prendere in mano la situazione. In gran numero, le forze dell’ordine si presentano in autoistrada allo svincolo di Chianocco decise a sgomberare il presidio.

Tentano da subito l’azione di forza, ma le telecamere presenti e la determinazione dei notav che prontamente si portano in avanti per il corpo a corpo, evitano che le truppe centrino l’obbiettivo. Poi i notav con un blitz si siedono in autostrada, pericolosissimi non si muovono di un passo, prendendo tempo fino a quando, sceso il buio la Questura di Torino non decide lo sgombero e lo fa nella maniera più barbara possibile: parte con i lacrimogeni e l’idrante e finisce con cariche violentinssime, caccia all’uomo, vetrate dei bar distrutti per un rastrellamento di antica memoria, macchine parcheggiate vandalizzate e altro che man mano documenteremo.

Alcuni video sono già visibili sul nostro sito, in modo da calibrare bene le accuse di violenza la prossima volta…

La Valle oggi ha dimostrato quale sia il suo cuore, di come la resistenza sia di famiglia, e lotta sia il nostro strumento.

Sentendo i commenti in tv i politici, ormai in difficoltà, riportano i refrain degli infiltrati violenti e cattivi, segno di debolezza di una controparte che annspa, perchè ormai ragiona solo più con il manganello.

Dopo la caduta di Luca dal traliccio, abbiamo visto le ditte continuare a lavorare, oggi abbiamo visto le truppe all’opera, domani, in tutta Italia, alle 18, facciamogli vedere, BLOCCHIAMO TUTTO!DAPPERTUTTO

pc 1 marzo - la lunga notte della resistenza no tav fino all'assemblea- mobilitazione in tutta italia - NO PASARAN


01:30 ancora partecipatissima si conclude l’assemblea rilanciando iniziative per domani alle 18:00 chiedendo a tutt’Italia di mobilitarsi

00:30 Nicoletta Dosio, rilasciata, si presenta in assemblea e strappa gli applausi con un intervento sul suo fermo e sugli insulti subiti dagli agenti “Ubriacona, adesso vai a fare la diretta su radio blackout!” e simili

l’assemblea prosegue con ricostruzioni e interventi, Nicoletta Dosio non dovrebbe essere in stato di arresto, ma le notizie danno 7 fermi e un arresto. confermiamo la stima di 100 feriti circa

23.25 si raccontano le scene dell’irruzione in bar e pizzarie della statale da parte della polizia

23.15 “non c’è stato verso di convincere nicoletta ad allontanarsi per non prendere troppe botte. l’hanno portata via per i capelli”

23.10 BLOCCHIAMO TUTTO è la parola d’ordine!

23.00 L’assemblea lancia per domani alle 18 mobilitazioni e Blocchi in Italia. “domani dobbiamo riprovarci, al solito posto! Alberto Perino”

22.55 Perino ricostruisce la giornata, oltre mille persone al polivalente. I feriti notav sono stimati intorno al centinaio







22.50. i #notav che si erano rifugiati nella pizzeria fermati dalle fdo dopo essere identificati e fotografati sono stati rilasciati


22.41 La statale è occupata militarmente dalle FFOO, chi è in transito passi dalle starde secondarie

22.30 i resistenti si trovano al polivalente di Bussoleno, aperto per l’occasione, in assemblea, si fa il conto dei fermi e dei feriti

22.25: calato il buoi, allontanate le telecamere entre entrare in scena le solite storie di ordinaria follia delle “pecorelle”: feriti, vandalismi, nessun rispetto per cose e persone

22.20: sono diverse le testimonianze di cariche e fermi dentro alcuni locali

22.15 nonostante i dissidi tra celerini, sono molte le macchine vandalizzate dalle ffoo sulla statale

22.oo il quadro dell’azione delle forze di polizia è chiaro ora: cariche con lacrinogeni e idranti, dietro le truppe che spingono i manifestanti giù per la statale fino a Chianocco. Molti fermi e feriti. Caccia all’uomo nei bar e nei cortili del tragitto

scontri tra ffoo, alcuni celerini stavano per distruggere le auto dei #notav fermati dai colleghi, sulla statale

21.45 Nicoletta Dosio fermata mentre faceva la diretta a Radio Black out

dalle ore 21 cariche, indranti, lacrimogeni ad altezza uomo, la polizia cerca di respingere i notav che nonostante una resistenza determinata, indietreggiano in paese. Lì soi scatena una caccia all’uomo sia a Chianocco che a Busoleno. Ci sono fermi

mercoledì 29 febbraio 2012

pc 29 maggio - sbirri .. uomini che odiano le donne.. e perfino pedofili .. il caso di Milano

Si spoglia in webcam davanti a una 11enne
Carabinere condannato per
corruzione
L'uomo era accusato di pedopornografia. Dovrà scontare anche
7 anni per violenza sessuale su una 16enne
la vicenda era stata
scoperta dalla madre della ragazzina
MILANO - Un'esibizione sessuale
via internet vale come se fosse fatta in presenza dell'altra persona:
in base a questo principio i giudici della VI sezione penale di Milano
hanno condannato a 2 anni e 6 mesi un carabiniere che aveva inviato,
via chat, una propria foto nudo ad una ragazzina di 11 anni, sua
lontana parente, nel tentativo di ricevere da lei in cambio scatti
altrettanto osé. Davanti al computer dall'altra parte non c'era però la
bambina, bensì la mamma, che lo ha denunciato. E' finito davanti ai
magistrati con l'accusa di aver tentato di produrre materiale
pedopornografico: il tribunale lo ha condannato richiamando nel
dispositivo, nell'ambito del reato, la corruzione di minore. Il
carabiniere è stato inoltre condannato a 7 anni di reclusione per
violenza sessuale nei confronti di una 16enne, cugina dell'altra
ragazzina.
LA SCOPERTA - Il carabiniere, M. V., era stato arrestato il
6 aprile 2011 dopo essere finito anche nel mirino delle Iene per aver
inviato via Messenger foto hard a una bambina di 11 anni e per aver
molestata la cugina di 16. La mamma della ragazzina più piccola, nel
settembre 2010, aveva trovato aperta la pagina di Messenger della
figlia con una strana richiesta di collegamento. Su quella chat, a
mandare il messaggio, era un nome non riusciva a collegare a nessuna
delle amichette della figlia. Diceva: «Cosa fai sveglia a quest'ora?».
E poi: «Sei sola?». La donna ha risposto, fingendo di essere la figlia,
e così ha scoperto che la bambina veniva molestata via internet.
LA
FOTO - Qualche settimana dopo la madre ha agganciato di nuovo il
molestatore. «Cattivona, che fine hai fatto?», si è vista chiedere via
chat. Ha poi ricevuto filmati pornografici in cui l’uomo compiva atti
sessuali e richieste di accendere la webcam. Quando l’ha visto in
video, ha scoperto che si trattava del cognato del fratello, un
carabiniere in servizio alla caserma di via Moscova. A quel punto ha
fotografato con un telefonino le immagini che comparivano sul computer
e lo ha denunciato. L'uomo era già sotto indagine, perché la cugina
16enne della bambina aveva raccontato di essere stata palpeggiata.

CORRUZIONE DI MINORE - Per questi fatti M. V. era accusato dal pubblico
ministero Stefania Carlucci, poi sostituita da Daniela Bartolucci, di
pornografia minorile e violenza sessuale. Tuttavia, in occasione della
sentenza, il giudice Marco Tremolada ha riqualificato l’imputazione
relativa alle chat erotiche del militare anche come corruzione di
minorenne, infliggendogli 2 anni e 6 mesi di carcere che si sommano
agli altri 7 inflitti per l’imputazione di violenza sessuale. Il
giudice ha disposto risarcimenti per le due bambine per un totale di
100mila euro.
Redazione Milano online29 febbraio 2012 | 17:46©

pc 29 febbraio - ore 20.47 dura resistenza all'attacco poliziesco


vedi i video su notav.info

occupatae poi riaperta la stazione di bussoleno

Ore 20:47 Erri De Luca su twitter “sto con la Val Di Susa, dove tutta la comunità respinge la riduzione a schiavitù del proprio suolo”

Ore 20:20 un nuovo video dai #notav

Ore 20:16 polizia spintona #notav sullo svincolo

Ore 20:15 in diretta Gianluca da radioblackout

Ore 20:03 #notav continuano a resistere sullo svincolo autostradale

Ore 19:30 contributo video dall’autostrada che resiste

Ore 19:09 rilasciati poco a poco i #notav trattenuti ed identificati dalle forze dell’ordine

Ore 18:59 la signora Piera resistente #notav sull’autostrada è stata colta da un malore, ora è arrivata l’ambulanza

Ore 18:42 buone notizie dal Cto di Torino, sospesa la dialisi a luca che risponde bene alle cure #forzaluca

Ore 18:28 la polizia aggredisce #notav seduti sulla carreggiata : diretta radio

Ore 18:25 ancora idranti sui #notav

pc 29 febbraio - Ore 17:51 #notav alle barricate cantano “luca,luca” e “la val susa paura non ne ha”


le cariche la repressione la barbarie di stato contro il movimento notav, contro la valsusa in lotta sono l'emblema e la sostanza del sistema del capitale, dello stato del capitale, del governo Monti come comitato di affari e la sua corte dei miracoli PD_PDL sindacati confederali con eccezione fiom
la guerra di popolo senza armi condotta in val susa ci rappresenta oggi ed è l'immagine della lotta futura, quando finirà il monopolio delle armi da parte della borghesia
il popolo e solo il popolo è la forza motrice della storia

proletari comunisti - PC m Italy

pc 29 febbraio - battaglia in val susa - sgombero del blocco, cariche, barricate resistenza.. giù le mani dalla val susa !




News, top — 29 febbraio 2012 18:04 Autostrada sotto sgombero, secondo round

Ore 18:42 buone notizie dal Cto di Torino, sospesa la dialisi a luca che risponde bene alle cure #forzaluca

Ore 18:28 la polizia aggredisce #notav seduti sulla carreggiata Ore 18:25 ancora idranti sui #notav


Ore 18:14 anche operatore di Repubblica colpito dall’idrante

Ore 17:51 #notav ancora seduti sull’autostrada e circondati dalla polizia cantano “luca,luca” e “la val susa paura non ne ha” in diretta: Nicoletta

Ore 17:40 Nuova diretta in puro stile #NOTAV risate tra la polizia

Ore 17:21 ruspe iniziano a pulire le barricate. Ci sono ancora persone che resistono sull’autostrada, tra di loro Cremaschi dell Fiom

Ore 17:15 momento di tregua le ruspe e gli uomini in divisa si fermano mentre la valle resiste. Da entrambe le parti si infoltiscono le fila

Ore 17:10 Diretta dalle barricate con Francesca from RadioBlackout

Ore 16:57 un centinaio di #notav restano seduti sulla carreggiata circondati dalle fdo, tra loro anche Cremaschi della Fiom, la ruspa ha sfondato le barricate, sparano CS e tentano di spegnere le barricate con gli idranti

Ore 16:47 le fdo giunte al blocco autostradale, per rallentare l’avanzata delle ruspe date a fuoco le barricate, i #notav si preparano a resistere

A partire dalle 16:15 un ingente numero di forze dell’ordine proveninete contemporaneamente dalle due direzioni, Susa e Torino, sta avanzando sui manifestanti con ruspe uomini e lacrimogeni per sgomberare l’autostrada dopo circa 48 ore di blocco continuo. Un cinquantina di manifestanti resistono seduti a terra mentre gli uomini in divis si avicinano.

dalla cronaca di repubblica


La polizia sta sgomberando l'autostrada A32 Torino-Bardonecchia dai blocchi stradali attuati dai No Tav all'altezza di Chianocco. In un paesaggio segnato dagli incendi delle barricate e da alte colonne di fumo, tra sassaiole e lanci di lacrimogeni e di idranti, le forze dell'ordine si sono fatte avanti per liberare l'arteria. In questo momento gli ultimi cinquanta "irriducibili" che si erano seduti sulla carreggiata opponendo resistenza passiva vengono portati via di peso, uno a uno, dagli agenti. Qualcuno avrebbe anche ricevuto qualche colpo di manganello.

L'intervento era cominciato poco prima delle 17. Una ruspa seguita da poliziotti in assetto antisommossa si era aperta la strada abbattendo la barricata su una delle rampe dove i manifestanti protestavano. A centinaia i No Tav sono indietreggiati, mentre altri sono restati sull'autostrada fronteggiati da centinaia i poliziotti. E' stata così sgomberata la prima rampa di accesso all'autostrada, passata sotto il controllo della polizia, mentre gli agenti hanno preso ad avanzare con un cellulare verso la seconda.

Una cinquantina di manifestanti si è quindi sdraiata sull'asfalto mentre le ruspe della Sitaf liberavano la carreggiata dai detriti. Il gruppo, del quale faceva parte anche il leader dei No Tav Alberto Perino, è stato identificato
dagli agenti. Sulla vicina rampa autostradale si è fermato a motore acceso un mezzo con gli idranti. Alcune decine di attivisti si sono riavvicinati all'autostrada ma la situazione è rimasta relativamente calma. L'intervento di sgombero, informa la Questura di Torino, prosegue "con decisione e con l'utilizzo di idranti e di mezzi tecnici idonei".

Le operazioni, spiegano le forze di polizia, sono iniziate dopo che i manifestanti hanno rifiutato l'invito a lasciare l'autostrada: "Intimazione rimasta inascoltata - aggiunge la Questura - e seguita da un fittissimo lancio di oggetti e pietre". I manifestanti, riferiscono le forze dell'ordine, hanno dato fuoco ad alcuni pneumatici che hanno originato un fitto fumo nero.

Difficile dire quando l'autostrada potrà essere riaperta al traffico: gli incendi e l'opera delle pale meccaniche hanno provocato vistosi buchi nell'asfalto e in più punti il guard rail è stato piegato fin sulla carreggiata, perciò saranno probabilmente necessari alcuni lavori di ripristino per farla tornare percorribile.

Nel pomeriggio alcune decine di No Tav hanno occupato i binari della stazione di Bussoleno fermando anche il traffico ferroviario, per poi ritirarsi poco dopo dallo scalo. Intanto si registra un brutto episodio di intolleranza nei pressi del presidio No Tav di Chianocco, dove una troupe del "Corriere. tv" è stata aggredita, malmenata e costretta alla fuga da un folto gruppo di manifestanti. E' accaduto intorno a mezzogiorno ed è stato probabilmente una conseguenza della diffusione, ieri, di un video in cui si vede un dimostrante apostrofare sarcastico con il termine "pecorella" un carabiniere che assiste impassibile allo sfogo e che oggi ha ricevuto per questo un encomio dai superiori.

I due giornalisti del "Corriere. tv", che si erano recati sul posto attraverso i campi per documentare la terza giornata consecutiva di protesta, sono stati notati per le antenne sul furgone e additati come "sbirri": "Ci sono due sbirri che ci filmano". Circondati da 30-40 persone, stando alle prime notizie a volto coperto, sono stati minacciati e spintonati. Uno di loro avrebbe ricevuto un pugno al volto. Secondo le ultime ricostruzioni, le attrezzature degli operatori sono state gettate a terra e danneggiate, mentre al loro pick up sono state sgonfiate le gomme. Gli operatori si sono poi allontanati a bordo di un'altra auto: "Abbiamo avuto molta paura - hanno detto - ma ora stiamo bene". Secondo i No Tav l'episodio sarebbe stato frutto di un malinteso: i giornalisti sarebbero stati scambiati per agenti della Digos e "invitati" ad allontanarsi "per la loro incolumità".

In seguito all'aggressione, deplorata fermamente dal sindacato dei giornalisti, l'Associazione Stampa Subalpina, il presidente della comunità montana Sandro Plano ha dichiarato: "Chiedo ai movimenti e a chi protesta in Valsusa di rispettare il lavoro dei giornalisti e la libertà di stampa e chiedo altresì che l'informazione sia più corretta".

Sull'incontro dei sindaci della Valle con il prefetto di Torino svoltosi a mezzogiorno, Plano ha poi spiegato: "Abbiamo chiesto lo stop alle operazioni di esproprio e un incontro con il Governo. Il prefetto ci ha detto che non è nelle sue possibilità fermare i lavori, ma chiederà al governo di incontrare i sindaci. Chiediamo al movimento di rimuovere i blocchi sull'autostrada per consentire la viabilità e l'arrivo dei turisti, anche per rispetto all'alta valle che fonda gran parte della sua economia sul turismo".

"Parliamone. Non solo io ma anche tutto il governo è pronto, per vedere se si può fare qualcosa di più e di meglio, fermo restando la fermezza assoluta sulla realizzazione dell'opera". Così il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri ha risposto indirettamente. Aggiungendo però: "Si tratta di un'opera talmente importante per la nazione e per le generazioni future, che non è ripensabile l'impegno preso sulla sua realizzazione".

L'incontro con il rappresentante del governo era stato chiesto dai sindaci della Comunità montana subito dopo il blitz di lunedì mattina alla Maddalena, quando operai e forze dell'ordine hanno recintato l'intera area del cantiere. "E' una procedura illegittima - ha ribadito Plano - e faremo anche noi, come il Movimento, ricorso al tribunale amministrativo".

Intanto ha trascorso una notte tranquilla Luca Abbà, ricoverato da lunedì nel reparto di rianimazione del Cto a seguito della caduta da un traliccio dell'alta tensione in Valsusa. Le sue condizioni sono stabili anche se gravi a causa delle ustioni e dei traumi riportati. In tarda mattinata è stato diramato un nuovo bollettino medico moderatamente ottimistico: il paziente muove le gambe e risponde agli stimoli.


Frattanto Ltf ha comunicato di aver spedito questa mattina le lettere di occupazione temporanea ai proprietari dei terreni già recintati durante il blitz di lunedì mattina.

pc 29 febbraio - a napoli i disoccupati e precari bros lottano e ancora repressione

28 febbraio

I Bros occupano la sede del Pdl, decine di persone identificate

Secondo i disoccupati era una semplice visita, poi in piazza Bovio è salita la tensione ed è intervenuta la polizia: una decina di disoccupati portati in questura per l’identificazione Manifestazione dei Bros

Poco prima delle ore 14 un centinaio di disoccupati del progetto Bros ha occupato la sede del Pdl regionale situato in piazza Bovio a Napoli.
“Per il momento si tratta solo di una visita”, ha precisato una portavoce del movimento. Davanti all’edificio decine di poliziotti in tenuta antisommossa si sono organizzando per l’ordine pubblico. Sono bastati pochi minuti e si è alzata la tensione davanti all’edificio. E’ intervenuta la polizia che ha condotto in questura alcune decine di persone per procedere all’identificazione.

28 Febbraio da repubblica.it

pc 29 febbraio - per luca

LUCA ABBA'
IL CRETINETTI DELLA VAL SUSA AFFONDA PROPRIETÀ PRIVATA E DEMOCRAZIA PILASTRI DELLA SOCIETÀ BORGHESE
Luca Abbà è un piccolo grande uomo della Val Susa.
Un cretinetti.
Uno dei tanti.
Siamo tutti cretinetti.
Se abbiamo la pretesa di affrontare i signori dell’economia e della politica.
Gente che dopo aver fatto disastri, continua a contarcela su.
Come se la colpa delle loro malefatte fosse nostra.
Hanno proprio la faccia come il culo!
Intanto, sotto i morsi crudeli della crisi, il movimento NO TAV diventa termometro di una rabbia crescente, che unifica i vari fronti di lotta.
Che cosa ha fatto Luca Abbà? È salito su un traliccio dell’alta tensione, cosa che chi è vissuto in campagna, quand’era ragazzo, ha fatto almeno una volta. Una bella emozione, sfidare la morte che da un cartello di latta ci ghignava sopra la testa. Poi c’erano gli spuntoni, e solo i più bravi li superavano. L’adrenalina saliva a mille, a poche spanne da noi, sui cavi, correvano 10.000 volt, peggio della sedia elettrica. Il traliccio è anche un bel osservatorio.
Si vede lontano. Ed è questo che voleva fare Luca.
Quando, sotto di lui, sono saliti i rocciatori della benemerita (benemerita di che cosa? Non si sa), ovvero i carabinieri, il braccio armato dei signori del TAV.
Ma perché c’erano i carabinieri?
Luca era a casa sua, nel terreno della baita Clarea. Acquistato dai NO TAV nell’ottobre 2010. Un gesto simbolico, sicuramente ingenuo, che avrebbe dovuto fermare le ruspe di uno Stato nato per difendere la proprietà privata. Così dicono.
PROPRIETÀ PRIVATA? KAPUT!
Di fronte alla speculazione, tutti i sacri idoli della borghesia vanno a farsi fottere. Altro che interesse comune! A vincerla, in questa società, è l’interesse di pochi affaristi, contro l’interesse della comunità che lavora.
Speculazione e affarismo sono oggi l’ultima spiaggia di una borghesia giunta al capolinea che, come un laido vampiro, sopravvive solo succhiando sangue ai proletari. In Italia, come in ogni altra plaga del pianeta. E le «Grandi Opere», come l’Alta Velocità, sono il simbolo di un sistema economico lanciato nelle più spericolate avventure immobiliari e finanziarie.
L’alta velocità è inutile e dannosa, ed è anche pericolosa, visti i raids sbirreschi degli ultimi tempi. Per capirlo, non ci vuole il cervello di Marx, buon anima. L’hanno capito anche i professori del Politecnico di Milano. Brave persone. Quando non sono sul libro paga di società di engineering, con contorno di cementieri e tondinari, più o meno collusi con mafie di vario colore. Gli unici, a trar vantaggio dalle ferrovie ad alta velocità.
Oggi, l’incidente di Luca ha fatto emergere dalle torbide acque della politica tutta una genia di coccodrilli, dalla lacrima facile. Di sinistra e di destra.
I peggiori sono sicuramente i coccodrilli di sinistra, che in passato vollero cavalcare il NO TAV sull’onda dell’anti-berlusconismo. Ci ricordiamo la grande manifestazione a Torino dell’8 dicembre 2005? I sinistri diesse, oggi pidi, contavano che, una volta eliminato il Berlusca, con un po’ di compromessi e bustarelle, con qualche legnata, la protesta rientrasse. E si potesse partecipare alla festa. Prima l’ex governante piemontese Mercedes Bresso e l’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino e ora il vecchio bos del PD, e nuovo sindaco di Torino, Piero Fassino hanno allungato le loro manacce sulla torta dell’alta velocità. Ma i NO TAV non sono coglioni. Non hanno abbandonato la lotta. E allora i sinistri affaristi hanno mandato avanti un esperto compare, il giudice sbirro Gian Carlo Caselli, con le sue 25 denunce tenta di criminalizzare il movimento. Ma ancora una volta, la banda Bersani si è bruciata le dita.
Resta sempre possibile un sinistro gioco di sponda. Sulla via di un compromesso, tentano allora di conquistare una parvenza di credibilità i sinistri-sinistri, le sparpagliate truppe dei rifondaroli trombati, di Paolo Ferrero e di Niki Vendola. Assai screditati, dopo squallide esibizioni nel sottobosco politico. Sempre pronti a mendicar posti e pasti in pubbliche amministrazioni, non salveranno la faccia con le
comparsate in Valle.
AUTONOMISMO? KAPUT!
Più cinici di un killer ci sono i leghisti; con faccia di tolla che più tolla non c’è, Roberto Castelli sentenzia: «Luca Abbà, se l’è cercata». D’altra parte, in Piemonte, il governo è leghista, con Roberto Cota. Attratti da allettanti guadagni, gli amici di Bossi han buttato alle ortiche quel autonomismo da cui, a sproposito, vorrebbero trarre una ragione ideale di vita politica. Che nella prosaica realtà, si riduce alla tangentizia gestione di traffici a livello locale.
DEMOCRAZIA? KAPUT!
Più subdoli sono i coccodrilli di centro/destra/centro, del tipo ex democristo Pierferdi Casini. Che con la sicumera di coloro che han molti santi nel paradiso degli affari, non hanno peli sulla lingua. Scaricano la responsabilità del «triste episodio» agli ignavi politici, che non seppero parlar chiaro. Dichiarando a chiare lettere che il TAV sa da fare, perché fu deciso a furor di voti, da un Parlamento democraticamente eletto.
E qui casca l’asino, democratico.
Il TAV, o meglio il Corridoio 5 Transpadano Lione-Torino-Venezia-Trieste-Budapest, fu deciso nel 1996 in esclusivi incontri tra politicanti d’alto bordo, banchieri e industriali; a porte chiuse. E non appena fu reso palese, suscitò perplessità e poi opposizione in Val di Susa, dove era, ed è previsto, un nuovo traforo, accanto a quello preesistente, ed infrastrutture viarie, che sono una prevedibile causa di dissesti ambientali, con pesanti conseguenze sulla salute di abitanti e viandanti, visto che saran «toccati» ingenti giacimenti di absesto (amianto). Creando disastri, forse peggiori di quelli dell’Eternit.
Lo Stato cercò di stroncare sul nascere le prime voci di dissenso in valle. Il 5 marzo 1998, furono arrestati gli anarchici: Silvano Pellissero, Edoardo Massari detto Baleno e l’argentina Maria Soledad Rosas detta Sole. Uniti dalla lotta e dall’amore, Baleno e Sole furono «suicidati» in carcere: Baleno il 28 marzo e Sole l’11 luglio.
Nonostante la mano assassina dello Stato (e degli affaristi), la protesta restò viva. In più occasioni i valligiani espressero la loro opposizione al TAV. Incontrando un crescente e costante consenso, dentro e fuori la valle, via via che gli scopi affaristici dell’alta velocità ferroviaria si scontravano con i tagli ai
più elementari servizi sociali, a partire dai treni dei pendolari. Ma Stato, politicanti e affaristi fecero orecchie da mercante. Nel vero senso del termine. E proseguirono col TAV. Infischiandosene delle proteste, hanno giocato alle tre tavolette, alternando promesse, corruzioni e minacce.
Ed ora, i Casini vari ci vengono a parlare di democrazia. Ma è una vecchia balla, che mostra la corda.
La democrazia è solo la foglia di fico dietro cui i padroni fanno passare sfruttamento e oppressione.
E tutte le porcherie che a loro fan comodo.
Ed è una foglia sempre più piccola.
Come ci dimostra Alessandro Sallusti, direttore de «Il Giornale», il portavoce dei più sfacciati interessi dei faccendieri del mattone. Che senza pudore titola: «Altro che eroe è solo un cretinetti».
Bene.
Noi non abbiamo bisogno di eroi.
Gli eroi e i martiri appartengono a un mondo che non ha più nulla da dire.
Un mondo che vive nel passato.
Che attende solo di essere sepolto.
Con la proprietà privata.
Con la democrazia.
E con tutti gli orpelli di un sistema sociale fondato sullo sfruttamento e l’oppressione.
DINO ERBA, Milano, 29 febbraio 2012.

pc 29 febbraio - NO tav ....vai ragazzo vai..

pc 29 maggio - truck center molfetta - finora niente giustizia - dalla rete nazionale per la sicurezza sul lavoro




la rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro Puglia con base a
Taranto aderisce al comitato 3 marzo e propaganda la partecipazione
all'iniziativa in tutta la regione, un presidio è in via di organizzazione
all'eni di taranto

Manifestazione per le vittime della TRUCK CENTER "Verità è Giustizia-Io ci
sono" .


A Molfetta (BA) a distanza di 4 anni dalla strage della Truck Center in cui
Guglielmo Mangano, Michele Tasca, Luigi Farinola, Vincenzo Altomare e
Biagio Sciancalepore hanno perso la vita, si è costituito il “Comitato 3
Marzo” composto da realtà cittadine di diversa estrazione, che si sono
riunite chiedendo che venga fatta giustizia e che sia detta tutta la
verità su quanto accaduto.
Ad oggi due processi si sono conclusi con la condanna delle due società
addette al trasporto della cisterna e della stessa Truck Center. E’ stata
invece assolta l'ENI, azienda produttrice del materiale tossico contenuto
nella cisterna che con le sue esalazioni ha tolto la vita ai 5 operai.
Il rischio che si sta correndo è che possano non essere accertate le reali
responsabilità di questa tragedia .
Il Comitato, nasce per tenere alta l'attenzione su queste vicende
processuali ma anche per alimentare la sensibilità sociale attorno alle
tematiche della sicurezza sui posti di lavoro.
Le morti sul lavoro non sono frutto di fatalità. Nella stragrande
maggioranza dei casi si tratta della diretta conseguenza di condizioni di
lavoro sempre più precarie, prive dei minimi standard di sicurezza , di
orari di lavoro prolungati , dell'imperizia e del mancato rispetto delle
norme a tutela della salute.
Tutto questo causa in media tre morti al giorno . Mille ogni anno.


*IL COMITATO PROMUOVE UNA MANIFESTAZIONE NEL GIORNO DELL'ANNIVERSARIO DELLA
TRAGEDIA, SABATO 3 MARZO 2012 ,CHE PARTIRA' ALLE ORE 9 DA PIAZZA ALDO MORO
(STAZIONE DI MOLFETTA) ED ATTRAVERSA' TUTTA LA CITTA'.*


Nel pomeriggio del 3 Marzo andrà in scena la rappresentazione teatrale “LA
CISTERNA”, testo di Salvatore Arena con Massimo Zaccaria (finalista Premio
Scenario 2009) , ispirato proprio ai tragici fatti di Molfetta . Auditorium
della Parrocchia Santa Famiglia (Via Innocenzo VIII), spettacolo unico ore
18.30.


http://youtu.be/ZKr2d4_hEFU

Il nostro canale Youtube con i nostri videospot :
http://www.youtube.com/user/Comitato3Marzo

Il Blog : http://comitato3marzo.blogspot.com/

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La nostra pagina su Comunicareilsociale.it :
http://www.comunicareilsociale.it/comitato3marzo

Preghiamo massima diffusione

pc 29 maggio - India.. il più grande sciopero generale dai tempi dell'indipendenza


uno sciopero grande ha paralizzato l'india
in molte zone blocchi e scontri con la polizia
nelle zone della guerra popolare, una area di 300 milioni di persone, lo sciopero è diretto dai maoisti e si intreccia con la guerra popolare
in diversi paesi europei il comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in india ha propagandato lo sciopero generale
in italia lo slai cobas per il sindacato di classe ha tenuto riunioni informative con i lavoratori
in aprile si tiene in italia una riunione internazionale in preparazione di una conferenza internazionale si sostegno
nei prossimi giorni il comitato sostegno in italia prepara una dichiarazione e un piano di azione che tocca le questioni Finmeccanica e forniture di armi e dell'arresto dei due marò della folgore accusati dell'uccisione di due pescatori
si tratta di una dichiarazione che attinge alle fonti del movimento comunista della zona del kerala

comitato internazionale di sostegno alla guerra popolare in india
csgpindia@libero.it

pc 29 febbraio - TRAITOR (IN ITALIANO: TRADITORE)

TRAITOR (IN ITALIANO: TRADITORE)

"You stand accused of treason, you offer no good reason, you are a bloody liar" (in italiano: "Sei accusato di tradimento, non offri alcuna buona giustificazione, sei un mentitore sanguinario"), cantavano qualche anno fa i Motorhead nel pezzo Traitor (Traditore) tratto dall'album Rock'n'Roll del 1987: questo è stato il primo pensiero che mi è balenato nella mente leggendo una dichiarazione dell'agente della Cia Icare nella quale ha il coraggio di pretendere le scuse dal rinnegato Nichi (s)Vendola che lo ha definito "uomo di destra con il loden".
Qualche anno fa, ai tempi della svolta del Lingotto, il giornalista e scrittore Fabio Giovannini - dalle colonne dell'allora settimanale del Pdci, la Rinascita della sinistra - apostrofò Walter Veltroni con il nomignolo di "agente della Cia Icare": intendeva così fotografare, e la cosa gli riuscì in pieno, la vera natura dell'ex sindaco di Roma.
Questi, con il progredire dell'età, è passato dall'essere segretario nazionale - a sua insaputa, evidentemente, visto che va in giro a vantarsi di non essere mai stato comunista - della federazione giovanile del partito revisionista, a rappresentare la quinta colonna della falsa sinistra istituzionale: fu fatto ascendere alla segreteria nazionale del partito revisionista dall'amministrazione yanqui, con l'aiuto degli altri loro servi già presenti ai piani alti di via delle Botteghe oscure, e gli venne assegnato il compito di distruggere qualunque cosa a livello politico in Italia si potesse anche solo lontanamente definire 'di sinistra'.
L'ex responsabile nazionale del dipartimento Cultura del partito revisionista - carica che assunse dopo aver conseguito il fantomatico diploma in Cinematografia, che non essendo legalmente riconosciuto gli fa vantare, come titolo di studio reale, la licenza media inferiore - in questi giorni si lamenta perché non può "sopportare di essere definito un traditore".
Ma il fatto di essere in nutrita compagnia - tutta la parte dello stato maggiore dei sedicenti democratici proveniente dalle file del fu partito revisionista deve essere etichettata a quel modo - non può significare che, siccome lo sono tutti, allora non lo è nessuno.

Genova, 29 febbraio 2012




Stefano Ghio - Proletari Comunisti Genova

pc 29 febbraio- LETTERA DI EMANUELA, LA COMPAGNA DI LUCA

La giornata di ieri credo sia stata quella che ha visto oltrepassare il limite di quella che continuiamo a voler chiamare democrazia e rispetto della legalità. Una giornata in cui tutto è cambiato.
I fatti gravissimi accaduti in Clarea e alla baita, il tentativo di omicidio perchè solo in questo modo si può chiamare, nei confronti di Luca da parte delle forze del disordine, ha fatto sì che si sia veramente passato ogni limite, che lor signori ci abbiano ormai palesemente dichiarato guerra guidati dalla mano assassina di un governo che anzichè ascoltare le richieste dei suoi cittadini e delle popolazioni tutte, usa la forza della violenza per imporre i suoi loschi e sporchi affari ed è disposta a tutto per raggiungere i suoi sporchi fini.
MI piacerebbe poter chiedere al sig. manganelli in questi momenti di dolore per quanto accaduto a Luca ieri, e che fino a quattro giorni si permetteva di sbraitare dichiarazioni insensate circa la nostra volontà di cercare il morto e alzare il livello di tensione, che tipo di ordini ha impartito ai reparti anti sommossa che in questi giorni hanno raggiunto la Val Susa. Se l’ordine fosse quello di alzare ancora di più il livello di tensione che hanno creato in questi mesi e trovare loro il morto.

Bè caro il mio funzionario da strapazzo, strapagato in milioni di euro mentre noi comuni mortali cerchiamo di mettere insieme il pranzo con la cena, mentre le scuole dei nostri figli cadono a pezzi, mentre negli ospedali spesso sai quando entri e non come ne esci, IL MORTO LO AVETE CERCATO E QUASI TROVATO VOI! In questi lunghi mesi di resistenza abbiamo visto ed assaggiato la violenza di questo stato, dei suoi uomini ingaggiati contro le popolazioni e la Val Susa che ricordatevi, RESISTERA’ e LO FARA’ AD OLTRANZA! Siamo pronti a farci arrestare con il sorriso sulle labbra, siamo determinati a non mollare e non abbiamo paura!
La determinazione di Luca nel portare avanti la lotta al tav di questi anni, è la determinazione che tanti valsusini e tante genti in Italia tutta, hanno e continueranno ad avere, non solo a difesa del proprio territorio ma a difesa del bene di tanti, di tutti.
L’Italia intera da ieri è finalmente scesa per le strade, facendo presidi spontanei, portandosi sotto le prefetture, contestando, protestando, resistendo e denunciando quello che sta avvenendo ormai da mesi non. Un copione che non si adotta solo in Val Susa e che non potrà che peggiorare date le condizioni sociali cui ci stanno portando.
L’informazione di regime che per tutta la giornata è solo riuscita come nel suo consueto modus operandi a continuare con balle e notizie false, a raccontare la sua versione dei fatti di quanto accaduto ieri mattina a Luca in Clarea. I giornalisti con la solita arroganza e sfrontatezza sono arrivati anche davanti all’ingresso dell’ospedale dove Luca è ricoverato. Cosa cercavano? Il gossip per riempire le pagine dei menzonieri giornali per cui lavorano, il notizione irrompendo nel dolore delle persone che erano li? Giornalisti e digos, sempre insieme uno velina dell’altro, diramando notizie false per almeno tutta la mattinata. Vergogna! Il TG3 nazionale che sforna servizi in cui afferma che un altro No Tav arrampicatosi sul traliccio per far scendere Luca lo ha fatto cadere. Tutto questo è disgustoso, vergognoso, non ci sono termini ed aggettivi per poterlo descrivere.Ieri sera rientrando dall’ospedale non me la sono sentita di ritornare subito a casa. Era mio dovere venire a Bussoleno e malgrado la stanchezza, l’apprensione e il dolore che ho dentro, stare in mezzo ALLA MIA GENTE, a tutte le persone che da oltre 20 anni lottano per il proprio territorio, per la propria esistenza per la propria dignità. Con me in mezzo a voi c’era a Luca che in tutti questi anni ha portato avanti e tornerà a portare avanti, attraverso la lotta del nostro meraviglioso popolo, questa volontà di arrivare ad avere un mondo migliore, un mondo che è possibile solo se ci sforziamo con tutta la determinazione di cui siamo capaci, di costruire TUTTI INSIEME UNITI.

Con amore e con rabbia, Emanuela

pc 29 febbraio - forse sabato si risveglia Luca.. dicono i medici.. ma ribadiamo chiaro a tutti



«Luca è un eroe, è caduto perché rincorso dalla polizia. Hanno fatto un’operazione da Stato di polizia e da Stato fascista...

pc 29 febbraio - i blocchi si rimuovono se le richieste dei sindaci al governo di sospendere i lavori vengono accolte

torino
Mentre a Chianocco il movimento No Tav continua a bloccare l'autostrada e la statale 25 in prefettura è iniziata la riunione tra il prefetto e i sindaci del centrosinistra guidati dal presidente della comunita' montana. Sandro Plano ha annunciato il ricorso al TAR contro l'ordinanza del prefetto che ha avviato la recinzione del sito strategico. I sindaci chiedono al governo di sospendere i lavori (questa mattina Ltf ha inviato ai proprietari dei terreni le lettere per l'avvio delle procedure di occupazione temporanea) e di avviare una pausa di riflessione visto che x carenza di fondi sono già state annullate le olimpiadi di Roma e il Ponte sullo Stretto. I sindaci poi invitano i manifestanti a rimuovere i blocchi autostradali il sabato e la domenica per non bloccare i flussi turistici verso l'alta valle dove sono aperti gli impianti sciistici.

pc 29 febbraio - mozione di operai e lavoratori da taranto

questa mozione parte oggi all'ilva di taranto ed è lanciata dallo slai cobas dell'ispettorato del lavoro, si può utilizzare anche su scala nazionale

indetta una manifestazione a taranto ore 18 in piazza della vittoria
per venerdì 1 marzo

MOZIONE DEI LAVORATORI

Noi lavoratori e lavoratrici esprimiamo la nostra solidarietà a Luca Abbà e al movimento No Tav.
La mobilitazione contro la devastazione ambientale che mette a rischio la vita di tanta gente, è giusta e ci unisce, dalla Val Susa, a Taranto.
In Val Susa si sta imponendo un opera miliardaria e inutile contro la volontà della popolazione e degli stessi sindaci, a Taranto invece stanno tagliando i treni necessari alla gente.
In un paese come il nostro in cui vi sono sempre più devastazioni di città, di intere zone del paese per lo stato dei territori, la speculazione ambientale e la mancanza di opere pubbliche, noi non possiamo accettare che si spendano soldi per gli interessi di pochi, mentre si tagliano spese per il risanamento ambientale e per servizi vitali come sanità, scuole, trasporti, ecc.

inviare a mail e l'adesione,
con proprio nome e cognome a: cobasta@libero.it



I lavori della No Tav devono essere bloccati;
i soldi devono essere utilizzati per risanare l’ambiente e per i servizi sociali;
Il movimento NO TAV deve vincere per tutti noi.

pc 29 febbraio - No Tav - una 'guerra di popolo' di lunga durata


'la battaglia sarà lunga ' dice Perino

è così se si vuole svilupparne il carattere popolare e di massa
il capitale, il suo stato, i suoi governi cercano la soluzione finale
ma l'intelligenza e la maturità del movimento, risponde finora colpo su colpo
è fondamentale estendere il sostegno nazionale, con 10 cento mille iniziative
ma è altrettanto importante è estendere il messaggio della lotta, costruendo 10 cento mille nuove lotte che abbiamo le stesse caratteristiche del movimento no tav

proletari comunisti-pcm Italy

pc 29 febbraio - la lotta continua -- bruciate tre macchine di compagni .. provocazione contro il movimento

I manifestanti che hanno trascorso la notte ai blocchi sono stati in tutto qualche centinaia; hanno acceso piccolì falò per riscaldarsi e hanno scandito più volte lo slogan "Luca! Luca!"
Tre auto di compagni del movimento contro l'alta velocità sono infatti bruciate in una via laterale a poche decine di metri dal presidio che blocca la Torino-Bardonecchia. Il rogo, sviluppatosi accanto alla ferrovia e vicino a un boschetto, secondo i No Tav sarebbe stato di origine dolosa. Per Luigi Casel, uno dei leader della protesta, gli incendi sono "evidentemente stati appiccati ai danni del movimento stesso". "Poco dopo le auto - spiega Casel - sono stati dati al fuoco il telone di un Tir e un pallet in un deposito di legna. Tutto lascia pensare che siano opera della stessa mano". Il blocco, comunque, continua.


la lotta continua
No Tav, bloccata ancora la tangenziale
rimane interrotta l'autostrada A32 TORINO - .

lo stato blinda ancor più il cantiere
Un cantiere ora sì diventato una fortezza più difficile da espugnare rispetto a pochi giorni fa. Perché questo, subito dopo il dramma umano di Luca Abbà, è il fatto nuovo: la recinzione del cantiere. Un passo al quale nell'inverno del 2005 - quello degli scontri di Venaus e del popolo No Tav che riconquista l'area dove si sarebbe dovuta scavare la prima galleria - non si era mai arrivati. Allora i lavori si erano fermati prima. Oggi, anche dopo l'incidente, sono proseguiti e la recinzione è stata eretta.

Alberto Perino, all'assemblea serale convocata alla rampa autostradale di Chianocco, nuovo luogo simbolo della protesta. "Siamo pronti a organizzare flash mob e altre azioni improvvise. Per dare fastidio a chi ci considera un parco giochi o una riserva indiana da spremere". Il problema è evitare la riserva indiana, l'isolamento. Trovare solidarietà, sollecitarla in tutta Italia.
a Radio Blackout, l'emittente di area anarchica, e lancia l'appello: "Invito tutti quelli che possono a salire a Chianocco e a darci il cambio".
"È trenta ore che siamo qui sulla carreggiata, il più lungo blocco del traffico nella storia del movimento". ".

(29 febbraio 2012)

pc 29 febbraio - NO tav .. luca reagisce ... forza luca forza val susa.. in tutta italia siamo tutti NOtav !


h 22.30 Da radioblackout in diretta col CTO: oggi hanno svegliato Luca per qualche minuto, gli hanno chiesto di muovere un dito e un braccio, lui capiva e lo ha fatto, questo è un buonissimo segno circa le funzioni cerebrali e del sistema nervoso. Poi lo hanno riaddormentato. Lo terranno ancora in coma farmacologico: Luca sta reagendo con la forza e la determinazione che lo hanno sempre caratterizzato. #forzaLuca siamo con te!!!!!


la musica della resistenza contro la barbarie della repressione

pc 29 febbraio - militari .. uomini che odiano le donne e poi perchè tanto silenzio sulla caserma di Parabiaco ? da mfpr




Silenzio assordante sugli stupri nella caserma di Parabiago
Le ultime notizie apparse sulla stampa , sulle violenze denunciate all'interno della caserma di Parabiago da parte del maresciallo gatto, risalgono ormai al 21 dicembre dello scorso anno.
Da allora più nulla.
Possibile che non si sappia più nulla su una vicenda così grave e che ha avuto un grande risalto mass mediatico?
Nessun articolo sui giornali.
Nessuna notizia sul processo.
Dalla stampa si sa solo che dalla prima denuncia , ne sono seguite altre 15.
Sappiamo quanto è importante sostenere ed essere al fianco delle donne che denunciano le violenze, lo è particolarmente in questo caso: donne giovani, alcune sicuramente straniere hanno avuto un doppio, triplo coraggio .
Noi vorremmo essere al loro fianco.
Soprattutto perché, dopo un recente tentato stupro sulla metropolitana, ATM e la giunta hanno dichiarato di voler aumentare il controllo e la militarizzazione del territorio e di istituire " aree rosa" , cha sappiamo benissimo essere assolutamente inutili, anzi doppiamente pericolose per noi donne, perché sbirri e militari sono solo altrettanti potenziali stupratori, come dimostrano tanti casi, l'ultimo particolarmente violento a L' Aquila e, comunque, sempre la militarizzazione del territorio ha l'effetto di spingere sempre più le donne in famiglia, nelle case. "case, Chiese, Caserme, Cie per le donne "sicure" da morire, come sintetizza bene uno slogan.

Pertanto, chiediamo alle compagne se hanno aggiornamenti sul processo e/o se stanno organizzando iniziative di comunicarceli.

Per ogni donna stuprata e offesa siamo tutte parte lesa

Le compagne del mfpr di milano